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Expecting the world to treat you
fairly because you are a good person
is a little like expecting the bull
not to attack you 
because you are a vegetarian.

 

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Post N° 268

Post n°268 pubblicato il 04 Ottobre 2006 da vittoriaflower
 
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       MA QUALE COPPIA? immagine


Quando si parla di coppia bisogna sempre tener presente le dinamiche che si intrecciano sia all’interno di ogni partner sia nel rapporto fra i due.
Ma non basta.In genere si dice che in una coppia interagiscono altre due persone
al fianco dei due partners : i rispettivi genitori che influenzano la storia della coppia.
Quindi per ogni coppia sono 6 le persone! Un intreccio sottile nel quale trovare
il proprio equilibrio
Secondo la psicoterapeuta Silvia Veggetti Finzi ci sono
 5 tipi di coppie
"la partner come madre"
"il partner come padre"
"la partner come padre"
"il partner come madre"
" la coppia come fratelli"
In questo post parlero’ dei primi due tipi.

La partner  come madre:
in questa tipologia l'uomo cerca nella partner la madre
per ricreare l’ intimità dell'infanzia. Molti uomini chiamano la partner "mamma" e in quanto tale la valorizzano e la sollecitano a prendere il posto della loro madre reale.
Quando la figura della madre è  idealizzata alcuni uomini trovano il modo di lasciarla insostituita. Questo è il caso dell’uomo che dice di non aver trovato mai la donna giusta, o che si rivolge sempre ad un certo tipo di donne :la bambina, l'avventuriera, la sposata.Nel caso in cui trovasse la donna materna farà di tutto per perderla vedendo in lei la minaccia della sostituzione della figura materna idealizzata.
La figura della madre così idealizzata è colei che deve dare tutto senza chiedere nulla in cambio. 
Questa coppia può anche essere funzionale poiche’ la trasformazione della moglie in madre e’  un fattore di stabilità. 
Al contrario alcune donne vi scorgono un grande pericolo soprattutto nella vita sessuale della coppia.

Il partner  come padre:
In questo tipo di coppia la donna cerca nel partner la figura paterna, suo primo modello affettivo maschile,ma con meno forza che nel caso precedente.
Occorre sempre tener presente che sia per l’uomo che per la donna la prima figura di riferimento e’ sempre la madre. Ogni uomo si ritrova ad essere confrontato con il padre della partner,col modello che lei ha interiorizzato,un modello che riguarda il tipo di responsabilita’,di sicurezza,di autorità e potere. Il confronto tra il padre e il partner e’ interiore,Se la donna ha idealizzato il padre ecco che lei ha molte aspettative nei confronti del partner

ARTICOLI INTERESSANTI
un test
http://www.duepiu.net/sito/coppia/flaviafacco011.asp

http://www.infocuore.info/benessere_nella_coppia.html
http://www.infocuore.info/negoziazione_di_coppia.html

 
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Post N° 267

Post n°267 pubblicato il 03 Ottobre 2006 da vittoriaflower
 
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Ci sono 86.400 secondi in una giornata.

Sta a te decidere cosa farne immagine
Jim Valvano
 
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Post N° 266

Post n°266 pubblicato il 02 Ottobre 2006 da vittoriaflower
 
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LA CATENA  DEL PASSATO

..le forze sacre che troviamo all’interno della psiche un giorno vanno abbandonate..perché possa verificarsi la fase successiva del processo..”
(Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi)

Se non conosci bene te stesso, come fai a conoscere un altro?
...E quando conosci te stesso, tu sei l'altro...
Nisargadatta Maharaj
(1897-1982)

Sono tornata da una settimana di meritato relax.Mi sono presa cura di me e sono stata un po’ con mia figlia trentenne.Di tempo ne ho avuto… per riflettere
Voglio dare uno spunto di riflessione a luna_nel_sole
Tu dici  mi sforzo da tempo di capire come sia possibile spezzare la catena
Mi ha colpito proprio la parola ‘sforzo’ .E’ giusto sforzarsi di capire?
C’e una differenza fra capire e sentire.
La catena della quale parli e’ una catena fatta di emozioni,di vissuti che va ‘sentita’ prima.Nell’intreccio di emozioni e’ necessario affrontare
la paura
la rabbia
la delusione
la tristezza
Riconoscere di avere un problema e‘ il primo passo,il punto di partenza.
Poi  il problema  va riformulato ad un livello diverso per arrivare ad affrontarlo.
cosa voglio affrontare per primo? cosa mi e’ mancato?
Come posso arrivare a spezzare la catena passo per passo?
Molte persone si portano dentro un vissuto di carenza,di qualcuno che non si e’ preso cura di noi.
Sotto la rabbia c’e’ la delusione e la rabbia va affrontata,le va dato un nome per arrivare in fondo a sentire la delusione.
Ogni volta che viviamo una situazione che ci ricorda quella delusione ci arrabbiamo non tanto con chi in quel momento ci sta davanti.
La situazione del presente ci riporta indietro nel tempo come se ci fosse un elastico che ci fionda  dritto nel passato.Come spezzare la catena di reazione automatica?
Il lavoro e’ lungo e passa per vari momenti di consapevolezza che hanno ritmi  molto personali.Il passato va rielaborato affinché diventi un bagaglio di ricchezza e non un nodo che ci soffochi.
Uno di passi fondamentali e ‘darsi il permesso’ di esserci e poi di far parlare quella bambina dentro di se’ che si e’ sentita poco curata ed ascoltata.
Ognuno ha dentro di se’  quella parte ferita che vuole essere ascoltata.
Questa Bambina vulnerabile può essere la nostra parte più preziosa, quella più vicina alla nostra essenza perché in contatto con i nostri bisogni e desideri più profondi.
La sua principale qualità, è la capacità di sentire: le parole non la ingannano nemmeno per un momento, reagisce immediatamente se percepisce un senso di abbandono e il suo dolore è un dolore profondo che richiede rispetto e empatia.
La nostra  Bambina Interiore vuole che sentiamo la sua mancanza, vuole essere cercata e vuole sentirsi importante. È necessario imparare a prenderci cura di  lei   cioe’ dei nostri bisogni e della nostra vulnerabilità per evitare di legarci agli altri come  persone bisognose e fragili e vedere regolarmente le nostre aspettative deluse. Solo se questa parte è accudita e amata da noi, saremo in grado di attrarre relazioni soddisfacenti.
Non conosco la tua situazione personale quindi queste sono spunti di riflessione molto generali e limitati

Posso consigliare 4  letture utili per tutte le tue domande
1 Connie Zweig e Steve Wolf  ‘Il volto nascosto dell’anima’  (Rizzoli)
Si parla dell’ombra della famiglia,della scelta del partner,di amicizia ecc
2 Harriet Lerner La danza della rabbia (TEA)
un saggio sulle dinamiche di coppia, esaminate attraverso la chiave di lettura della rabbia.
3 Monica Morganti ‘La rabbia delle donne. Come trasformare un fuoco distruttivo in energia vitale’ (Franco Angeli)
4 Peter Schellenbaum Il bambino nascosto dentro di noi (Edizioni Red)
L'autore indica poi la strada da seguire per ritrovare il proprio bambino interiore e attingere nuovamente da esso nuove energie, per conoscersi più a fondo

Tutti vogliono essere amati.
Ma e' un punto di partenza sbagliato.
Si inizia cosi' perche' il bambino non puo' amare,
non puo' dire nulla, fare nulla, dare nulla,
puo' solo prendere.
L'esperienza dell'amore di un bambino
e' l'esperienza del prendere.
Il problema nasce dal fatto
che ognuno e' stato un bambino
e ognuno ha lo stesso bisogno di ricevere amore,
nessuno e' nato in modo diverso.
Quindi tutti chiedono: ''Dammi amore''
e non c'e' nessuno che da',
perche' anche l'altra persona
e' stata cresciuta nello stesso modo.

 
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Post N° 265

Post n°265 pubblicato il 23 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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LE AFFINITA’ ELETTIVE: PERCHE’ CI INNAMORIAMO PROPRIO DI

Sempre piu’ spesso nel mio lavoro di counseling mi occupo di rapporti affettivi in crisi,partner che non riescono piu’ a comunicare e si accusano a vicenda di tradimenti,di poca attenzione…
La frase che spesso sento e’ “ non so come abbia fatto a innamorarmi di lui/lei,prima era…adesso e’ cambiato/a…
La lista delle lamentele e’ lunga :non e’ piu’ affettuoso,pensa solo al lavoro,alla casa, lei ha sempre il mal di testa o e’ stanca ( tipica lamentela  maschile) ecc  ecc
In questo post voglio parlare di come scegliamo il nostro partner,del perche’ ci innamoriamo proprio di lui/lei.
Goethe  chiamava "affinità elettive" quella sottile affinità chimica, che ci attira verso quella  specifica persona.
Perché proviamo una irresistibile attrazione proprio per quella persona?
Non e’ un caso secondo studi fatti ormai da anni.
Dentro di noi,nel profondo siamo attratti da alcuni aspetti dell'altra persona che ci ricordano alcuni tratti positivi e negativi ( che sono i piu’ importanti nella scelta) dei nostri genitori o delle persone che si sono prese cura di noi da piccoli.
La domanda e’ : ‘perche’ mai ci si dovrebbe  innamorare di una persona  che assomiglia ai genitori con cui avevamo dei problemi da bambini?
Perche’  speriamo che quella persona ci aiutera’ a guarire  le ferite del passato,che ci  dara’  quello che i genitori non sono stati capaci di darci.
Nel replicare questi tratti negativi nella nostra scelta del partner, la nostra mente inconscia sta tentando di ricreare le condizioni dell’infanzia per correggerle; di ritornare cioè sulla scena per chiarire le questioni irrisolte del passato. Il tipo di partner che possiede le caratteristiche negative che ci hanno ferito nella nostra infanzia, è il partner ideale che ci offre, al momento, un'opportunità perfetta per chiarire le nostre questioni irrisolte.
Ognuno di noi e’ portato a ripetere i modelli che ha avuto nel passato perche’ sono quelli che conosce meglio,i primi che ha avuto.
LA NOSTRA FOTO INTERNA
Questi modelli sono rimasti come una foto nella nostra psiche.
Dentro di noi c’e energeticamente la foto del partner ideale e quella foto ci guida nella scelta senza che ce ne accorgiamo.La foto si e’ composta come un puzzle nel corso dell'infanzia e dell'adolescenza : il tono della voce di nostra madre, lo stile particolare di un parente,il sorriso della maestra ecc  
Tutti questi pezzi che abbiamo  messo in memoria sono accompagnati da emozioni positive.Quando incontriamo qualcuno piu’ sono gli elementi simili che ha quella persona con la nostra immagine interna piu’ e’ probabile che ci innamoriamo.
Quindi la scelta del partner non e’ casuale.
Oltre alla nostra foto interna ci sono  pero’ altri elementi che influiscono.Siamo esseri  complessi.Ognuno di noi e’ cresciuto in un contesto sociale con delle regole,dei principi morali,religiosi….che abbiamo messo in memoria,interiorizzato con l’educazione familiare,scolastica e della comunita’ in cui siamo cresciuti.
Queste regole ci hanno insegnato come comportarci ,cosa aspettarci,cosa e’ giusto o sbagliato, cio’ che ‘e bene o male,come comunicare e quali ‘giochi’ mettere in atto quando entriamo in relazione con gli altri.
In psicologia si parla della influenza del mito familiare.
Ogni famiglia trasmette  un proprio mito che  influenza  piu’ o meno a secondo della propria capacita’ di differenziarsi cioe’ di accettare  piu’ o meno questo mito rispetto a chi  noi siamo veramente come esseri unici.
La scelta del partner è il mezzo principale di trasmissione del mito familiare.
La scelta del partner non comprende solo due persone ma  un triangolo
IO - TU - GLI ALTRI.
Chi sono gli altri? tutti quelli che hanno influenzato la nostra crescita.
E l’amore romantico? Si spiega tutto a questo modo?Possibile che sia proprio cosi’ ?
Nei prossimi post continuero’ sull’argomento. Le cose da dire non mancano.
Commenti?

 
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Post N° 264

Post n°264 pubblicato il 16 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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Se date a una persona il parere giusto, l'aiutate per tutta la giornata
Se le insegnate a chiederlo, l'aiutate per tutta la vita.
(George Reavis)

 
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Post N° 263

Post n°263 pubblicato il 16 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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GLI ATTREZZI PER IL TERZO MILLENNIO

CAPACITA' DI RISOLVERE I PROBLEMI

Eccomi qui a lanciare l’attrezzo numero 6.Gli attrezzi sono  dieci quindi ho appena superato la meta’.Volevo cavarmela con qualcosa di piu’ breve ma ho la mania di espandere perche’ mi piace spiegare anche le virgole.
Mi fa piacere che i post diano qualche spunto di riflessione.Una specie di break.L’attrezzo numero 6 riguarda la  
Capacità di risolvere problemi (Problem solving):
Saper affrontare e risolvere in modo costruttivo i diversi problemi e’ di fondamentale importanza nella vita quotidiana  perche’ se li lasciate irrisolti possono causare stress mentale e tensioni fisiche. Un problema è un  invito al cambiamento e.come si dice, niente e’ stabile come il cambiamento. Secondo la regola di Einstein ‘Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo’. Avere un problema significa che la nostra mappa della realtà è diventata insufficiente, e che se vogliamo risolvere un problema qualsiasi o raggiungere il nostro obiettivo dobbiamo impegnarci a modificarla, ampliarla o integrarla; quindi dobbiamo individuare, inventare e sperimentare stati mentali e comportamenti nuovi.
 La legge di Pareto ( vedi post 234) ci da’ un’altra indicazione utile cioe’:
- dobbiamo usare il 20% del tempo per analizzare il problema
-  e l’80% per trovare la soluzione.
Di solito facciamo il contrario. Passiamo l’80% del tempo non a esaminare il problema, ma  a farci domande distruttive.Ad esempio:
 “Perché è capitato proprio a me?
Perché sono così sfigato/a?
Come ho fatto ad essere così cretino/a?”
A domande cosi poste in negativo corrispondono risposte distruttive:
Perché sei un idiota”,
perche' tutti ce l’hanno con me ecc ecc…
Non si va lontano con queste risposte..e ci si deprime.
Meglio cercare  domande che aprano la strada invece di chiuderci in un vicolo cieco.Ma quali?
DOMANDE COSTRUTTIVE  
 Chiedete ..e vi sara’ dato.si dice  nella Bibbia.
Se le domande sono giuste ti sarà data la risposta giusta.
Se le domande sono stupide avrai risposte stupide
Quali sono le possibili domande giuste? Per esempio:  
 - Cosa c’è di buono in questa sfida?
- Cosa posso imparare?
- Come posso vincerla?
Nel problem solving ci sono 4 fasi che possono essere applicate a qualsiasi problema ci capiti

Prima fase:  identificare il problema.
atteggiamento conoscitivo: osservare per conoscere.
Conoscere o ri-conoscere cio’ di cui abbiamo bisogno,sapere cio’ che vogliamo veramente ma anche conoscere cio’ di cui abbiamo paura e che ci impedisce di andare oltre e risolvere il problema.Puo ‘essere un cambiamento di lavoro,un rapporto affettivo che ci fa star male
Seconda fase: trovare delle possibili soluzioni.
atteggiamento creativo: lasciare spazio al pensiero,alla nostra intuizione.Lasciar emergere le nostre emozioni e le sensazioni.Da qualche parte dentro di noi c’e’ gia’ la soluzione.Diamo il tempo alla nostra saggezza interiore di prendere contatto con le nostre risorse e di dissipare la nebbia della confusione.
Possiamo aiutarci con la visualizzazione o ascoltando un brano di musica che ci aiuti a liberare la mente in modo che dentro di noi si inizino a collegare tra di loro elementi apparentemente lontani, formulare anche quelle ipotesi che normalmente escluderemmo con il ragionmento. La ricerca di soluzioni, infatti, richiede a volte l’abbandono di alcune convinzioni che ci hanno guidato in precedenza, oppure la loro integrazione o modifica.
Terza fase:  valutare i pro e i contro di ogni soluzione( per questo puo’ servire il rasoio di Occam,ne ho parlato nel post 260),scegliere quella ok e metterla in pratica
atteggiamento realistico e critico.Ora dobbiamo produrre dei veri e propri piani di azione dettagliati.L’idea inizia a diventare azione concreta quindi è importante valutare se e’ fattibile   e che impatto avra’ con la realtà.
Quarta fase: e’ la fase esecutiva per poi valutare i risultati.
atteggiamento  operativo, pratico, esecutivo.
Nessun problema può essere affrontato e superato solo con la chiarezza delle idee o solo con la creatività, con la critica, o un buon atteggiamento pratico. Tutte queste componenti sono indispensabili.
Quando siamo di fronte ad un problema a volte c’e una lotta tra le varie parti di noi stessi.Alcune hanno piu’ voce in capitolo e altre sono piu’ silenziose.
Per una persona razionale sara’ difficile lasciarsi andare ed ascoltare la sua intuizione,per esempio.  In questo caso il nostro scopo e’ quello di attivare, stimolare e far crescere le parti più “pigre”,
Il Problem Solving può essere considerato l’arte di armonizzare le nostre parti: quelle  creative e quelle osservative, quelle realistiche e pratiche.Ognuna deve lavorare per noi  non contro di noi se vogliamo arrivare alla soluzione.

LIBRI
1 http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=11884&Tipo=
Libro&titolo=Giochi%2C+esercizi+e+test+di+creativita%2E+Strategie+e+
applicazioni+di+creative+problem+solving


2 http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=RNOG5G6POLAQQ

MANUALE DA SCARICARE
http://www.hrdonline.it/inc/extra/problem-solving.html

giochino
http://www.giochini.it/lorenzo/6Tubes/game.asp

 
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Post N° 262

Post n°262 pubblicato il 13 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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Un' uomo può compiere imprese stupefacenti e assimilare una grandequantità di conoscenze, eppure non avere alcuna comprensione di sé. Ma la sofferenza spinge un uomo a guardarsi dentro. Se vi riesce, ecco che là, dentro di lui, comincia il suo apprendimento.
S.Kierkegaard

 
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Post N° 261

Post n°261 pubblicato il 13 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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SEI QUELLO CHE PENSI QUINDI.......PENSA POSITIVO

Mi vengono in mente frasi note come ‘siamo quello che mangiamo,dimmi con chi vai..e ti diro’ chi sei….aggiungiamoci oggi ‘sei quello che pensi’
Se  ci nutriamo di pensieri e di emozioni negative mandiamo in tilt non solo il sistema immunitario ma anche la nostra testa che fa del suo meglio per trovare i modi per superare il logorio della vita moderna.Bastasse bere un Cynar….
Ve lo ricordate lo spot di anni fa con Ernesto Calindri seduto ad un tavolino in mezzo al traffico caotico che invitava a bere Cynar contro lo stress della vita moderna?
Allora che fare per alleggerire la nostra testa?
per prima cosa lasciar perdere l’idea di poter controllare tutto ..e tutti.
Il nostro amato cervello ha due parti che vanno in tandem.Voler controllare significa mettere fuori uso la parte destra,quella intuitiva,creativa.Questo crea un assurdo
E’ come eliminare in un team che lavora insieme uno dei due soci.
Come corollario al controllo aggiungiamoci :
-le famose aspettative
-il tirar le conclusioni prima del tempo
- il  tormentone mentale  ‘cosa dira’ la gente’
- pensare che la felicita’ sia il soddisfare i propri desideri.Volere qualcosa ,o voler raggiungere un obiettivo e’ ok ma non e’ ok l’idea che non saremo felici fino a quando non avremo questo o quello
- vivere nel passato o nel futuro ..e il presente?
Il passato e’ game over.Quello che e’ accaduto non si puo’ cambiare.Torturare la testa con i famigerati ‘avrei potuto’ ..avrei dovuto…e’  un passatempo tossico.
Per quanto riguarda il futuro quello ha troppe variabili per poter essere controllato.
Impariamo a focalizzarci sul QUI E ORA .In inglese si dice  GO WITH THE FLOW’per indicare il seguire l’onda della vita.
Concentriamoci sul cosa vogliamo ottenere (l’intenzione) non sui risultati e lasciamo che i nostri due emisferi cerebrali trovino la strada.

Hai la pazienza di aspettare fino a quando il  fango si deposita sul fondo e l’acquae’ limpida? (  Lao-tsu )

Come canta Jovanotti
Io penso positivo perche' son vivo e finche' son vivo
niente e nessuno al mondo potra' fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potra' fermare quest'onda che va
Io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo
io penso positivo...in quanto credo!
Uscire dal metro quadro dove ogni cosa sembra dovuta
guardare dentro alle cose c'e' una realta' sconosciuta
che chiede soltanto un modo per venir fuori a vedere le stelle
e vivere l'esperienze sulla mia pelle, sulla mia pelle
Io penso positivo perche' son vivo

 
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Post N° 260

Post n°260 pubblicato il 10 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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UN RASOIO PER SEMPLIFICARE LA VITA:Il Rasoio di Occam

Di spot pubblicitari ce ne sono tanti…ma questo rasoio non lo vedrete su nessuna rete TV. Non e’ il nuovo tri-lame usa e getta ma  è il nome di un principio metodologico, alla base del pensiero scientifico moderno, del filosofo e frate francescano Guglielmo di Occam.Vi chiederete cosa c’entra un frate del 1300 nel mio blog….
Mi sono ricordata di quando alle superiori studiavo filosofia.Allora le trovate di Occam mi sembravano tutte pensate inutili.Beh non e’ vero…
Cosa diceva Occam?
Il frate filosofo  sosteneva che non devono essere fatte più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno.
Il frate, un antesignano del problem solving,  affermava:

1 Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem
Non aggiungere elementi quando non serve

2 Pluralitas non est ponenda sine necessitate
Non supporre pluralità quando non serve

In altri termini:
non complicare ciò che è semplice.

All’interno di un ragionamento vanno ricercate la semplicità e la sinteticità. Tra le varie spiegazioni possibili di un evento, è quella più semplice che ha maggiori possibilità di essere vera (anche in base a un altro principio, elementare, di economia di pensiero  cioe’ : è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni, la più semplice.
Se due teorie espongono ugualmente bene i fatti, la teoria più semplice dotata di un minor numero di ipotesi e' quella da preferirsi. quindi il rasoio  serve a  tagliare via quella più lunga e complicata.
evitare il superfluo
essere chiari
essere concreti 
Anche Einstein e’ dello stesso parere quando dice  : "Ogni teoria dovrebbe essere la più semplice possibile, senza divenire semplicistica."
Quindi……perche’ complicarsi la vita? http://www.magiadellascrittura.it/2005/05/lo-scrittore-barbiere.html

 
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Post N° 259

Post n°259 pubblicato il 08 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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Non c'è felicità nell'essere amati. Ognuno ama se stesso; ma amare, ecco la felicità..
Herman Hesse

 Osserva i pensieri come il traffico per la strada. La gente va e viene: l'attenzione lo registra meccanicamente. All'inizio può non essere facile, ma con un po' di pratica vedrai che la mente può funzionare allo stesso tempo a vari livelli, e che tu puoi esserne consapevole ad uno ad uno. Nisargadatta Maharaj

Se vuoi veder la verità
non aver opinioni pro o contro qualcosa.
Contrapporre ciò che ti piace a ciò che non ti piace
è la malattia della mente.
Hsin Hsin Ming

 
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Post N° 258

Post n°258 pubblicato il 08 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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GLI ATTREZZI PER VIVERE NEL TERZO MILLENNIO

Capacità di prendere decisioni 3 (Decision making):

Ecco la terza ed l’ultima parte( le altre nei post 255-256) sul quinto attrezzo per vivere nel terzo millennio: la capacita’ di prendere decisioni.
In questo post parlero’ di alcune tecniche che possono tornare utili
LA TECNICA PMI
Edward de Bono ha indicato due metodi interessanti
Il primo piu’ semplice e’ il metodo PMI  cioe’  piu’.meno,interessante
Ogni volta che abbiamo un problema si prende un foglio,si divide in tre parti dando i tre titoli 
P piu’ 
M  meno
I interessante
Elenchiamo tutti i punti positivi,pro  in P
tutti i punti negativi o contro in M
tutti i punti incerti in I
si potrebbe obiettare che questo e’ un metodo che usiamo tutti in genere.
Cosa c’e’ di nuovo? Molte persone prendono una decisione o si formano un giudizio senza in effetti esaminare PRIMA con cura tutti i  P e  gli M
In genere cio’ avviene quando si e’ gia’ deciso per cercare ragioni che supportino la propria scelta
LA TECNICA DEI SEI CAPPELLI PER PENSARE
De Bono ha messo a punto questo secondo metodo utilissimo per prendere una decisione.Ne ho parlato nel post 41
LA TECNICA DELL’ASINO DI BURIDANO
Buridano,filosofo del 1300, racconto’ l'apologo dell'asino che ha sia sete che fame  e deve scegliere tra un secchio d'acqua e il fieno.
E’ un po’ come il dilemma di Amleto ma meno filosofico di ‘essere o non essere’ perche’ qui la scelta e’  piu’ terra terra.
L’asino mori’ perché non riuscì a decidersi
Questo metodo e’ utile quando ci sono due soluzioni o alternative altrettanto valide.
Naturalmente non dico di morire di fame
J  ma di elencare i punti di forza e  punti deboli di ogni decisione.Questo ci aiutera’ a focalizzare l’attenzione specie sui punti deboli o negativi di ogni  opzione
LA TECNICA DELL'ANALISI
1 ho tutte le informazioni per decidere?
2 fra tutte le informazioni quale  e’ la piu’ importante?
3 posso decidere da solo o e’ meglio che chieda a qualcuno?
Se si hanno tutti i dati necessari, coinvolgere gli altri non è necessario
4 La situazione comporta dei rischi ed un errore comporterebbe costi elevati?
5 Si è di fronte ad una situazione nella quale esperienze precedenti posson servire?
( Se si’ allora valutiamo allora cosa abbiamo fatto) oppure la situazione è talmente nuova che le esperienze del passato nno ci servono a decidere ?


QUALCHE DRITTA DA Anthony Robbins
http://www.betheboss.it/%5Cfranchising_news_july_2006%5Canthony-robbins-formazione-corsi-72.cfm

 
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Post N° 257

Post n°257 pubblicato il 04 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
Tag: VARIAS
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WEBLOG SULLA SALUTE

Vorrei segnalare questo weblog di Antonio
http://antoniocaperna.typepad.com/

Vi sono numerosi articoli ricchi di informazioni sulla salute
due esempi
MELATONINA:
http://antoniocaperna.typepad.com/il_weblog_di_antonio
/2006/08/melatonina_uva_.html

L'ASSISTENTE VIRTUALE CI CONTROLLA LA SALUTE. Progetto 'Pips',
http://antoniocaperna.typepad.com/il_weblog_di_antonio
/2006/08/lassistente_vir.html

 scorrete il ricco archivio dei mesi scorsi e…buona lettura

 
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Post N° 256

Post n°256 pubblicato il 04 Settembre 2006 da vittoriaflower
 
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GLI ATTREZZI PER IL TERZO MILLENNIO

Capacità di prendere decisioni 2 (Decision making):
Nel post precedente ho parlato in generale dell’attrezzo.Ora in questa seconda parte ecco un questionario per aiutare a identificare i comportamenti che possono ostacolarvi quando avete una decisione da prendere.Decidete  a /b/c e fate le vostre riflessioni
a spesso    b qualche volta    c di solito e’ cosi’

1 aspetto che le cose accadono piuttosto che farle accadere
2 rimando le decisioni o le scelte da fare
3 non scelgo  perche’ puo’ esserci una scelta migliore in seguito
4 mi lascio prendere dall’impulso e decido senza sufficienti informazioni o elementi
5 credo che veramente non ho scelta
6 lascio che qualcun altro decida al mio posto
7 ho paura di fare un errore
8 mi do’ la colpa per aver fatto scelte sbagliate in passato percio’ adesso evito di decidere
9 do’ la colpa agli altri cosi’ evito di prendermi la responsabilita’ di scegliere

Decidere comporta un serie di operazioni mentali del tipo
IPOTESI se (condizione 1... 2)
AZIONE allora (azione 1... azione 2)

valutazione  aggiustamento  (alternative e loro valutazione)

Spesso le persone decidono senza avere una strategia.con poche informazioni ed elementi a disposizione. E’ una questione di risparmio di tempo ed energie mentali.Si adottano strategie piu’ semplici.Queste vanno bene quando le decisioni riguardano problemi quotidiani della serie ‘metto  il vestito blu o quello nero? mangio la pizza o il secondo?
Queste strategie semplici pero’ nno sono utili quando si ha un problema complesso (che ha molte alternative) perche’ il semplificare porta a limitare la quantita’ delle informazioni necessarie per arrivare a una soluzione soddisfacente.Questo porta spesso a sbagliare.Qundo  dobbiamo decidere abbiamo una serie di dubbi :
cosa succede se sbaglio? con chi posso confrontarmi?
devo per forza decidere io? se aspetto ancora un po’ cosa può succedere? etc…etc…
Alla fine decidiamo comunque. Ma in che modo siamo arrivati alla decisione?:
- lanciando una monetina?  - pescando fra i bigliettini?
-sfogliando i petali di una margherita? - dormendoci sopra perche’ la notte porta consiglio?
I MILLE PERCHE’
Le domande che iniziano con "perché?" non sono utili perche’ ci tengono fermi nel problema.Quando ci chiediamo ‘perche’ diamo una risposta che ‘e in grado di spiegare solo le cose che sono già accadute o stanno accadendo. Possiamo capire i motivi e le cause.Quando rispondiamo ad un 'perché?', abbiamo una serie di informazioni, emozioni, colpe e forse ancora più problemi senza contare che a molti perche’ non c’e neanche una risposta.
Quando invece ci facciamo una domanda che inizia con 'cosa?' siamo costretti ad essere specifici e quindi possiamo avvicinarci più facilmente ad una soluzione piu’ o meno soddisfacente.
Per trovare la domanda ad hoc che inizia con 'cosa?' concentrarsi sul risultato.
RICORDARSI  che di strade da percorrere ce ne sono sempre diverse ed esistono  alternative. Al..prossimo post per la terza parte

 
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Post N° 255

Post n°255 pubblicato il 31 Agosto 2006 da vittoriaflower
 
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ATTREZZI PER IL TERZO MILLENNIO (terza parte)
Capacità di prendere decisioni
(Decision making)

Riprendo l’argomento attrezzi..siamo al quinto.
Questo attrezzo e’ indispensabile ogni giorno e ho voluto dilungarmi un po’ quindi l’ho diviso in 3 parti.Buona lettura!
'L'esperienza non è ciò che ci succede, ma ciò che si fa con quello che ci succede ' Aldous Huxley

Saper decidere in modo consapevole e costruttivo nelle diverse situazioni e contesti di vita (valutare le diverse opzioni e le conseguenze che esse implicano) influisce positivamente sulla salute.
Pensate,per esempio, ad alcune decisioni difficili che avete preso in tempi diversi nella vostra vita ( quando eravate piu’ giovani,  anni fa,ora…) e come siete arrivati a una decisione
1.Erano decisioni giuste?
2. Sono state prese con la dovuta rapidità?
3. Sono state messe in atto bene?
4. Erano coinvolte le persone giuste e nel modo giusto?
5. Era chiaro per ogni decisione:
• Chi doveva consigliare una soluzione?
• Chi doveva fornire degli input?
• Chi ha avuto l’ultima parola?
• Chi sarebbe stato responsabile di eventuali conseguenze?
6. Le decisioni si basavano su fatti appropriati?
Le nostre decisioni riflettono le nostre credenze, il rapporto che abbiamo con noi stessi e sono legate
-a quanta autostima abbiamo
-a quanta importanza diamo alle varie persone che per noi sono significative (del passato e del presente)
Dietro le nostre decisioni e le scelte che facciamo ogni giorno ci sono delle MOTIVAZIONI .Immaginate la motivazione come un click che scatta ogni volta che ci troviamo di fronte ad una decisione da prendere
1 che cosa voglio ottenere VERAMENTE?
2 quale e’ l’obiettivo reale?
3 Siamo sicuri che l'obiettivo che vogliamo raggiungere è proprio quello stabilito?
Spesso vogliamo ottenere qualcosa ma ci muoviamo inconsciamente per ottenere il contrario,Capita spesso quando nno abbiamo riflettuto a sufficienza.
Allora diamoci tempo per sbrogliare il gomitolo e chiarirci le idee.
Molte volte nel il mio lavoro di counseling vengo a contatto con persone che si trovano in un momento di crisi ( per un rapporto,per il lavoro,per una scelta…).
In un momento di crisi si e’ confusi.Non si riesce a trovare il bandolo della matassa. Farlo da soli diventa faticoso
Chiedere aiuto non significa,come tanti pensano, non essere capaci da soli ma il contrario. Chiedere aiuto e’ il primo passo per diventare consapevoli.
Imparare a focalizzare la propria attenzione su cosa si vuole veramente non sempre è così spontaneo E' più facile identificare ciò che non si vuole.
Mettere a fuoco cosa NON si vuole, però, ci  lega al problema e non ci aiuta a trovare la soluzione.
Se chiedete a una persona cosa desidera noterete che  molti fanno un elenco delle cose che NON  vogliono
'non voglio più farmi trattare come un tappetino…' 'non voglio più stressarmi al lavoro  con quel collega ..' ecc ecc
UN CONSIGLIERE SEMPRE PRESENTE
L’inconscio non è solo la sede del conflitto e dei complessi, è anche la fonte delle tue risorse”.
La maggioranza delle persone  sono convinte che solo il ragionamento e la riflessione mentale conduca alle migliori decisioni. Errato.
Quando la scelta e’ semplice (per esempio per comperare un paio di scarpe o scegliere cosa mangiare)  le scelte migliori vengono prese col pensiero razionale. Nel caso di decisioni più complesse (acquistare una casa,decidere che facolta’ scegliere…) il ‘pensare troppo’ porta spesso e volentieri a fare la scelta sbagliata.
Vorrei raccontare la mia esperienza recente sull’acquistare una casa.Dopo averne viste diverse due appartamenti mi piacevano per diverse ragioni.Avevo bisogno di prendere una decisione altrimenti qualcun altro li avrebbe comperati.Visto che non riuscivo a decidermi ho scritto su un foglio i pro e contro di ognuno,li ho letti a voce alta cosicche’ il mio inconscio lo registrasse,ho visualizzato i due appartamenti e poi mi sono messa a  fare un cruciverba  per tenere occupata la mente mentre il mio inconscio rielaborava per me tutte le informazioni per poi fornirmi la soluzione.Cosi’ e stato e sono rimasta soddisfatta.Provate!      
Il nostro inconscio e’ programmato per ricevere comandi positivi per funzionare e aiutarci ad ottenere cio’ che vogliamo.
I messaggi negativi non vengono registrati.
Immaginate l’inconscio come un registratore  con on/off
Il registratore va in funzione solo quando arriva un comando positivo,lo registra,elabora e ci propone delle soluzioni attraverso l’intuizione,l’associazione di idee ecc
Se gli obiettivi  sono astratti o troppo vaghi o  nno hanno un preciso termine di tempo  il tasto on   non  si accende …
Quindi e’  utile precisare
 -cosa si vuole veramente
-quali risorse servono
-quali mancano e dove acquisirle
-quanto tempo ci vuole
-se ne vale la pena.
è necessario un piano fatto di fasi  che portino nella direzione desiderata
Nel prossimo post un questionario per riflettere su questo attrezzo.

 
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Post N° 254

Post n°254 pubblicato il 29 Agosto 2006 da vittoriaflower
 
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                     Riflessione




Stavo rileggendo i post che ho scritto.Alcuni sono molto lunghi e troppo densi di informazioni.Un po’ di deformazione professionale da ex prof quando spiegavo ai
miei studenti la lezione facendo molti esempi. 
Mi chiedevo se i post sono chiari, se sono troppo dettagliati su alcuni argomenti
Forse sarebbe meglio diluire i contenuti e farne di piu’ brevi?
Il fatto e’ che siccome voglio sviscerare un po’ l’argomento spesso mi dilinguo sui dettagli.Cosa ne pensate?
Vi ringrazio per il vostro incoraggiamento e i complimenti che leggo nei commenti.
Siccome non vi conosco mi farebbe piacere un vostro feedback cioe’ le vostre impressioni,le eventuali critiche,proposte di argomenti che vi interessano,domande,
la vostra esperienza sui fiori di Bach…..
Grazie a tutti/e coloro che mi hanno linkato,che visitano il mio blog lasciando un commento o semplicemente leggendo.
Se una sola frase vi ha dato uno spunto allora la mia giornata sara’ stata ancor piu’ positiva grazie a voi

 
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Post N° 253

Post n°253 pubblicato il 25 Agosto 2006 da vittoriaflower
 
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CHICORY per IMPARARE AD AMARE


Nel mio lavoro di counseling ci son alcuni fiori di Bach che sono fondamentali.
Nel mio training come floriterapeuta ho imparato come proporre i fiori ai vari tipi di persone.Molto spesso e’ difficile ammettere certi stati d’animo o alcuni bisogni profondi che riguardano carenze affettive di cui nno si e’ consapevoli.
In questo post voglio parlare di uno di questi fiori fondamentali,uno dei 12 fiori tipo:CHICORY.Bach  lo cataloga nel gruppo dei fiori  per coloro che si preoccupano troppo del benessere altrui’
Bach dice : per quelli che si preoccupano molto dei bisogni altrui, pieni di attenzioni eccessive verso gli altri, vogliono continuamente intervenire su ciò che ritengono sbagliato ; desiderano essere sempre vicini alle persone che amano

Nel sistema floreale di Bach Chicory rappresenta l’archetipo dell’amore incondizionato,la madre accogliente.
Il tipo Chicory ha un compito arduo nella sua vita:imparare ad amare in modo adulto, amare senza aspettarsi niente, capire
ciò che ha bisogno l’altro,accogliere ,e offrire un buon maternage.
Non si puo’ costringere nessuno ad amarci, però ognuno di noi e’ libero di amare, tanto. Se si ama in primis se stessi l'amore arriva perché l'amore si nutre d'amore.Il concetto dello stato positivo che Chicory mette in atto dentro di se’ e’:
più dono e più ricevo, e più ricevo, più ho da donare.

L’amore…ah l’amore….
Sull’amore si sono scritti fiumi di parole,romanzi, saggi,romanzi rosa alla Harmony cosi’ come si sono prodotti film cult come ‘Via col vento’ o ‘Love story’,soap opera e via dicendo.Erich Fromm ha condensato in due frasi la differenza fra l’amore immaturo e quello adulto
IO  TI AMO PERCHE’ HO BISOGNO DI TE
Io ho bisogno di te perche’ ti amo

Chicory e’ il fiore che porta in se’ l’energia dell’amore adulto ‘io ho bisogno di te perche’ ti amo’,un amore maturo dove l’altro nno e’ li’ a riempire i propri vuoti affettivi,le proprie carenze e paure di essere soli ma e’ un essere umano con cui condividere, crescere.  Sting in uma sua canzone dice’se ami qualcuno lascialo libero’  e questa liberta’ riguarda l’accettare l’altra persona per come e’ senza cambiarla.rispettare il suo cammino esistenziale senza prevaricare.Molto difficile..gia’…
TI AMO PERCHE’ HO BISOGNO DI TE
Questo e’ lo stato negativo del tipo Chicory,il bisogno etichettato come amore,il voler possedere l’altro per riempire i propri vuoti affettivi che vengono da lontano e le proprie angosce di solitudine.
Il tipo Chicory e’ vulnerabile,ha fame d’amore,e’ un iperemotivo che vive i rapporti intensamente con la paura di essere abbandonato  e di non avere piu’  il proprio nutrimento.Mercanteggia i sentimenti ( io ti do’..ma tu quanto mi dai?...ti voglio bene se….).Certo non lo dice apertamente ma questo e’ il suo schema affettivo dovuto a delle carenze.
Per un Chicory non esiste il tasso zero negli affetti.
Se vuole bene lo fa perche’ ha bisogno,un bisogno che non e’ mai soddisfatto.
Nel raro caso che si riesca a soddisfare la sua fame di amore diventa affettuoso ma bisogna dedicargli 24 ore al giorno!
I mezzi che usa per ‘possedere’ l’altro sono diversi:la manipolazione,il ricatto affettivo( con tutto quello che faccio per te,tu…),il far sentire in colpa l’altro
( lo faccio per il tuo bene e tu…),il vittimismo,il sistema premio/castigo per avere il pieno controllo ( ti amo se tu sei,fai..quello che dico io).
IL tipo Chicory e’ un egocentrico che  PRETENDE di essere amato,pretende l’esclusiva e l’attenzione 24 ore su 24.E’ un pozzo senza fondo che non si riempie mai
( ma mi ami? quanto mi ami? non mi dici mai che mi ami…)
Gli piace essere indispensabile,essere il boss del clan,fare in modo che gli altri dipendano da lui/lei e guai se non lo fanno e non soddisfano le sue aspettative!
Diventa permaloso, si offende,si arrabbia, perche’ ha paura di essere escluso e abbandonato.Uno dei suoi  meccanismi di difesa e’ la diffidenza.
E’ sempre in guardia,sospetta tradimenti  quindi diventa ipergeloso e nei casi piu gravi paranoico ( sui giornali tutti leggiamo dell’ex partner che uccide l’altro/a ..)
Chicory e’ la mamma chioccia che lega a se’  i figli fino a che puo’,li controlla,si intromette nelle loro scelte,invade e inventa ogni scusa per fare in modo che i figli dipendano da lei a vita ( i famosi figli  del tipo Centaury che non se ne vogliono andare alla soglia dei quaranta per non spezzare il cuore della mamma,perche’ nessuno e’ come la mia mamma…ecc ecc).
D’altra parte se se ne vanno lei a cosa servira’ ?si sentira’ inutile e sola.Il suo fantasma e’ il vuoto della solitudine.
Spesso questo tipo di madri Chicory si servono della malattia ( come si fa ad abbandonare la mamma col mal di cuore? il figlio o la figlia devono rimanere in casa con lei pena sentirsi in colpa a vita.
Il tipo Chicory ha una percezione di se’ molto alta.E’ quello che critica gli altri per il loro aspetto fisico come se lui/lei non avesse difetti,non invecchiasse mai.Provate a dire a un uomo Chicory  dopo i quaranta che cerca le ragazze massimo  venticinque anni,solari,snelle che si cominciano a vedere le rughe o ha un po’ di
pancia…apriti cielo!
In fondo Chicory,pero’, ha una stima di se’ bassa ma non ne e’ consapevole.

I 3 STADI DI CHICORY
  il non ricevere abbastanza amore
  dare amore in modo condizionato
Il tipo Chicory ha chiuso parzialmente o del tutto il suo cuore per non ricevere più dolore.Il dare/ricevere non fluisce.La persona non è più in grado di ricevere.In fondo in fondo pensa che nessuno può amarla quindi non si fida di nessuno.
3° Il cuore è chiuso,spesso ciò che emerge è l’emozione opposta a quella che ci si aspetta in quella situazione.In questo stadio non è facile lasciare andare facilmente.Le persone in questo stadio sono ferme sul passato,pensano di aver sempre ragione,diventano piene di odio per chi non è d’accordo con loro.Diventano egocentriche,autoritarie,rigide e ostinate.Spesso accumulano beni materiali o si riempiono di cibo per compensare l’insicurezza e il vuoto interiore.
Chi sta intorno a loro si stressa perché queste persone prosciugano le energie fisiche ed emotive cercando di fare loro piacere.Non sono mai contente.Ci si sente sempre perdenti.E’ difficile sfuggire al legame .
Un altro gruppo di persone  sono i bambini che hanno entrambi i genitori che lavorano e sono affidati  ad altre persone.Essi covano un risentimento,si sentono abbandonati,rifiutati.Mancano le carezze. I bambini Chicory vogliono essere sempre al centro dell’attenzione e se vengono lasciati soli piangono o ricorrono ad altri trucchi per essere considerati. Hanno ricevuto poche attenzioni e che, per poter ottenere più affetto, sono molto ubbidienti a casa e bravi a scuola.
Anche i figli di alcolisti o genitori ammalati sia fisicamente che mentalmente.

chicory e’ utile
- per superare un lutto o la perdita di una persona cara
- per
chiudere un rapporto affettivo,una relazione specie se nno si riesce a staccarsi dall’altra persona e si sta troppo male
-  per  una lieve  forma di depressione affettiva quando la persona si sente abbandonata, non amata, non rispettata, non apprezzata.
- per chi ha paura di non essere amato.
Si dà tanto da fare per gli altri perché spera di poter essere ricambiato con gratitudine ed amore. È convinto di meritare amore non per ciò che è, ma per quello che fa.

BIBLIOGRAFIA
Erich Fromm ‘L’ARTE D’AMARE’ 1956
Fromm in questo libro tutt’ora attuale sostiene che ad amare si impara. Amare, per Fromm, è "prendere parte" e non "lasciarsi prendere".Ci vuole pazienza come l’hanno i bambini che imparano a camminare.Fromm parla degli ostacoli che impediscono di amare in modo maturo.Il primo passo e’ lavorare su se stessi con pazienza,sapere stare da soli, avere fiducia in se stessi perché in fondo è nel rapporto con il proprio sé che si sviluppa il rapporto con il prossimo(Gesu’diceva ‘ama il prossimo tuo COME te stesso),accettare l'altro e rispettarlo.

 
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Post N° 252

Post n°252 pubblicato il 18 Agosto 2006 da vittoriaflower
 
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GLI ATTREZZI PER VIVERE NEL TERZO MILLENNIO ( seconda parte)


Ecco il quarto attrezzo per vivere nel terzo millennio.
Nel villaggio sempre piu’ globale sta diventando sempre piu’ raro trovarlo.
Nel millennio scorso veniva chiamato ‘pensare con la propria testa’ In questo millennio si aggiunge il confronto con altri modi di vivere,altre culture. La nostra cultura non e’ assoluta.Il confronto porta all’arricchimento personale e di tutta la comunita’ in cui ciascuno di noi vive. Questa comunita’ e’ sempre piu’ varia.A noi adulti il compito di dare l’esempio ai bambini e ai ragazzi che la tolleranza,la solidarieta’ e il confronto puo’ farci vivere meglio in questo millennio
4. Capacità di analizzare e valutare le situazioni (Senso critico)
In che modo riusciamo ogni giorno ad analizzare e valutare in maniera oggettiva
una situazione,una esperienza  prendendo in considerazione
-i vantaggi e gli svantaggi
-i vari fattori ( influenze esterne,nostro stato d’animo,comportamenti…)
-le conseguenze possibili di una decisione piuttosto che di un’altra?
Di fronte alla massa di informazioni che ci vengono date dia mass media
riusciamo a valutarle con senso critico?
Il pensiero critico è un processo mentale che consiste nell’analizzare o nel valutare delle informazioni ottenute tramite l’osservazione, l’esperienza, il ragionamento o la comunicazione.
Lo scopo del pensiero critico e’ imparare a pensare  bene cioe’ con la propria testa.
SI COMINCIA  DA PICCOLI……
Si dovrebbe imparare a pensare bene fin dalla scuola elementare.
Gli insegnanti dovrebbero porre domande stimolanti agli allievi, affinché si impegnino a ragionare . Pensare bene dovrebbe diventare una abitudine che guiderà gli allievi in tutte le occasioni.
Gli elementi  del pensiero critico sono:
 la chiarezza, l’accuratezza, la precisione, l’evidenza.
A scuola si dovrebbe imparare a:
1)confrontare le proprie opinioni ed esperienze
2)riconoscere punti di vista differenti dai propri
3) spiegare le proprie opinioni
5)vedere le cose non solo dal proprio punto di vista ma anche partendo dalle prospettive degli altri
In un mondo sempre piu’ globale dove le culture si mescolano occorre imparare a: 1)accettare le obiezioni degli altri
2)riformulare il punto di vista altrui (ascolto ed empatia reali)
3)esprimere delle idee personali, senza paura e senza vergogna;
4)fornire delle ragioni che sostengono l’idea dell’altro anche quando si è in disaccordo
5)cambiare la propria visione e la propria scala di priorità
6)prendersi cura dell’altro, cosa che presuppone un’accettazione ed una volontà di essere trasformato dall’altro.
Lipman ha sviluppato una metodologia e uno specifico curriculum, attraverso una serie di testi narrativi e di manuali per gli insegnanti, per accompagnare i ragazzi da 3 a 18 anni verso il potenziamento di tre categorie fondamentali del pensiero:
1)Il pensiero critico (critical thinking), che è governato da criteri e rimuove dalla coscienza i pregiudizi
2)Il pensiero creativo (creative thinking) che si muove nel continuo rinnovamento di se stesso, formando pensieri indipendenti e valori nuovi;
3)Pensiero affettivo (care thinking) che consente di prendersi cura delle persone
QUANDO ADOPERARE IL PENSIERO CRITICO?
1.per analizzare e valutare quello che si legge e si sente alla televisione e ogni tipo di informazione
2.per risolvere i problemi della vita quotidiana
3.per analizzare  i rapporti con le altre persone
5.per valutare la propria efficacia nello studio e nel lavoro
COSA FACCIAMO QUANDO RAGIONIAMO SU UN ARGOMENTO?
il pensiero critico è superiore all’ intuizione
Ogni volta che pensiamo abbiamo certamente uno scopo e ci facciamo domande
( ma sono quelle utili? centrate?)
partiamo da assunzioni e spesso da preconcetti dati per scontati
partiamo dal nostro punto di vista  ee nno siamo disposti ad essere flessibili
partiamo da informazioni ( verificate? prese per buone? l’ha detto la TV,l’esperto?)
Dai vari elementi traiamo le conseguenze e le conclusioni

Nel counseling filosofico viene usato il metodo socratico di indagine
(un metodo dialettico usato per la prima volta secoli fa da Platone) per valutare
una situazione,un problema.
Ecco le domande del metodo
Cosa intendi per _______________?
Come sei arrivato  a questa conclusione?
Cosa ti fa credere di essere nel giusto?
Qual è la fonte di queste informazioni (quanto sono attendibili)?
Cosa accadrebbe se tu ti sbagliassi?
Indica  due fonti in disaccordo con te, e specifica  i motivi del disaccordo
Perché questo è così importante?
Come potrei accertarmi che mi stai dicendo la verità?
Esiste una spiegazione alternativa?
A proposito di problemi:
Qual è l'obiettivo principale di questo problema ?
Da quale punto di vista io affronto questo problema ?
Ha senso accettare questa soluzione ?
Che cosa rende complesso questo problema ?

ALCUNI SITI
un sito interessante per sapere cosa sono e come imparare a fare le mappe mentali ( clicca il menu’ a sinistra)
http://www.mappementali.com/link.asp?rub=I0030&canal=I0030

si comincia dalla scuola
http://www.nonsoloscuola.org/Mappe/mappe.htm

un test
http://www.cicap.org/scuola/test/index.php

 leggiamo con senso critico
http://www2.unipr.it/~bottarel/epi/freq/giornale/giornale.htm

 
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Post N° 251

Post n°251 pubblicato il 10 Agosto 2006 da vittoriaflower
 
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GLI ATTREZZI PER VIVERE NEL TERZO MILLENNIO

Cosa serve oggi ,nel terzo millennio, per vivere una vita qualitativamente soddisfacente,per esprimere le proprie capacita’ ?
Immaginate una cassetta di attrezzi utili per aprirvi le porte,superare le difficolta’,gestire i problemi….
Il solito pacchetto di soluzioni  all’americana prOnte per l’uso che promettono meraviglie come avere una bacchetta magica?
Leggete questo post e pensateci su…

 Nel  1993 l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) ha definito  le 10  abilita’ personali (cognitive, emotive) e relazionali che servono per affrontare positivamente la vita quotidiana
L’insieme di queste  abilita’ sono state chiamate LIFE SKILLS.
Per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana. promuovere le capacità dell’individuo a far fronte alle sfide che si presentano ed e’ necessario apprenderle.

quali sono le life skills?
1. Capacità di leggere dentro se stessi (Autoconsapevolezza)
conoscere se stessi, il proprio carattere, i propri bisogni e desideri, i propri punti deboli e i propri punti forti è indispensabile per:
-gestire lo stress
-comunicare in maniera  efficace con gli altri
-costruire e gestire relazioni interpersonali positive
-coltivare l'empatia con le persone con le quali ci rapportiamo
Sviluppare l'autoconsapevolezza può aiutare a riconoscere quando si é stressati o quando ci si sente sotto pressione.
la domanda e’ CHI SONO?
2. Capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri
(Gestione delle emozioni)
e’ importante riconoscere come ci sentiamo e quali emozioni prova l’altra persona perche’  le emozioni influenzano i comportamenti.
Saper riconoscere il tipo di stato d’animo fa parte della intelligenza emotiva( vedi post 44)
Emozioni intense come la tristezza o la rabbia posson avere effetti negativi sul nostro
equilibrio e sulle relazioni con gli altri se non sappiamo gestirle
Ognuno reagisce alle situazioni con diverse emozioni
la domanda e’ COME MI SENTO?
CHE COSA SENTO?
Prendiamo per esempio le 4 emozioni di base :
felicita’,tristezza,paura e rabbia  
-
che cosa ti fa felice e come 
 affronti  questo stato d’animo? (parole, pensieri e comportamenti che utilizzi)
-che cosa ti fa arrabbiare e come  affronti  questo stato d’animo? (parole, pensieri e comportamenti che utilizzi) 
 
-che cosa ti fa paura e come  affronti  questo stato d’animo? (parole, pensieri e comportamenti che utilizzi) 
 
3. Capacità di governare le tensioni (Gestione dello stress): saper conoscere e controllare le fonti di tensione
Questo comporta il riconoscere quali sono le nostre fonti di stress e da dove vengono ( situazioni,persone,tensioni interne…) in modo da mettere in atto le nostre risorse per gestirle sia tramite cambiamenti nell'ambiente o nello stile di vita,
sia tramite la capacità di rilassarsi
la domanda e’
quali sono i miei stressor?
da dove vengono?
cosa o chi fa aumentare/diminuire il mio livello di stress?
Lo stress è sinonimo di cambiamento.

Ogni 25 ore il nostro orologio interno viene  regolato ( reset)

Il primo segno di stress è quindi un sonno cattivo
COSA FARE?

1
Limitare le situazioni stressanti e frustanti, non perdendo mai di vista il proprio benessere, la propria volontà e ridurre al minimo le rinunce.
2
Cominciare a dire di no sia a coloro che chiedono troppo sia più semplicemente quando non si ha voglia di fare qualcosa. Invece di ragionare in base al perché no ? Cominciare a chiedersi perché si' ?
3 Cercare sempre di scegliere in modo autonomo, senza farsi influenzare da pressioni esterne, si avranno meno rimpianti, rancori e quindi meno stress.
4 Dedicarsi appena è possibile a qualcosa che piace veramente e che diverte, senza per questo sentirsi in colpa : il tempo speso meglio è proprio questo che consente di rigenerarsi psicologicamente.
5 ogni tanto prendersi una pausa e agire con "lentezza" : assaporando ad esempio un cibo, guardare intorno mentre si cammina, etc.
 
6
Valutare ogni situazione in base a quello che è , non in funzione di ciò che sarà dopo. Se ad esempio si è in ferie, meglio godersi in pieno la vacanza piuttosto che amareggiarsi pensando che nel frattempo forse era meglio fare un’altra cosa  o pensare aò rientro e al capo o ai colleghi che rompono
7
Spostare o saltare un determinato lavoro o impegno.
8
Evitare pensieri come :
Io devo essere perfetto in qualunque situazione
Io non posso rifiutare le richieste altrui.
Fare invece pensieri del genere : Io farò questo un passo alla volta, Andrà tutto bene, Rilassati mantieni te stesso calmo, Ho visto cose peggiori di queste, Io posso annullare la preoccupazione adesso.

ecco alcuni test da fare

http://www.psicounseling.it/test2.htm
http://www.cli.di.unipi.it/~termini/burnout.html
stress e lavoro
http://www.psiconline.it/settori/test/stress.html
 test del dopo ferie
http://salute.alice.it/community/test/002/

Nei prossimi post parlero’ delle altre.
Commenti?

 
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Post N° 250

Post n°250 pubblicato il 02 Agosto 2006 da vittoriaflower
 
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 l'IPERIDROSI


Rispondo con questo post a Bolla cosmica che mi ha chiesto nel commento al post precedente dei rimedi per l’iperidrosi o sudorazione eccessiva.
Voglio precisare,per dovere professionale,che le indicazioni che do’sono generali (
ma utili) poiche ‘ nno ho molti elementi specifici della persona che possono dare indicazioni per rimedi piu’ mirati.
introduzione
Per il corpo sudare  e’ una attivita’ che consuma calore quindi serve a mantenere la temperatura corporea ad una temperatura stabile a 37°.
Questa attivita’ e’ comandata dalla ‘stanza dei bottoni’ :il sistema nervoso.
Il sistema nervoso comprende il simpatico e il parasimpatico.Il sudore e’ regolato dal simpatico.L’iperidrosi o sudorazione eccessiva avviene quando questo meccanismo non e’ ben regolato.
L’iperidrosi si manifesta  soprattutto sulle mani.perche? perche’ i 2/3 delle ghiandole sudoripare si trovano nelle mani.
Vari tipi
1 iperidrosi primaria apparentemente senza cause,inizia durante l’adoloscenza,puo’ essere dovuta ad ansia
2 iperidrosi secondaria
 legata ad altre patologie: ipertireoidismo, terapia ormonale,menopausa, malattie psichiatriche, obesita’
cosa dicono i cinesi?
Per la medicina cinese il sudore appartiene all'energia del cuore intesa come pulsazioni ma anche come energia psichica.
Il sudore aumenta,secondo la medicina cinese,quando non si esprimono le proprie emozioni
La medicina cinese dà importanza a vari aspetti del sintomo per individuare esattamente che tipo di squilibrio energetico ha la persona (spesso vi sono anche problemi circa la quantità di urine)
L’agopuntura ‘ uno degli metodi che possono rilevarsi efficaci
rimedi naturali
La salvia e’ utile per la sue proprieta’ sia nell'iperidrosi di mani e ascelle perche’ contenendo ormoni estrogeni naturali normalizza lentamente il lavoro delle ghiandole sudoripare E' controindicata in gravidanza, allattamento, ipertensione, insufficienza renale. Viene utilizzata in foglie per infusi in cui lasciare a bagno mani e/o piedi; oppure come tintura idroalcolica  2-3 volte al giorno.
(25 gocce 3 volte al di’ un quarto d’ora prima dei pasti)
In omeopatia vi sono vari rimedi che un omeopata puo’ individuare specifici per il tipo di persona e il tipo di iperidrosi.Uno dei rimedi efficaci e’ Iaborandi
FLORITERAPIA
Nella maggior parte dei casi le cause che provocano questo fenomeno sono di tipo psicosomatico, legate a stati emotivi intensi.
Per la mia esperienza uno dei fiori di Bach utili per il problema(ma ce ne sono altri)
e’ star of Betlehem
ARGILLA
l'argilla ventilata può essere utilizzata proprio come un talco. sciogliere 3-4 manciate nell'acqua del bagno
AROMATERAPIA
Alcuni oli essenziali utili sono: Lavanda,Timo,Pino marittimo, rosmarino,cipresso.
Attenzione ai possibili effetti irritanti sulla pelle.Vanno prima testati al’interno del
gomito e usati diluiti in olio base (vedi post : liscio come un olio)
ALIMENTAZIONE
evitare cibi che producono calore interno (  carni rosse, alcol, formaggi grassi mozzarella, burro, fritti). Anche la pasta dev'essere limitata perche’ e’ ricca di zuccheri che producono calorie (a meno che si faccia attività fisica o sportiva )
 -evitare cibi che fanno venir sete perche’ contengono sale che l'organismo cerca di sciogliere aumentando l'apporto di acqua
-bere poco e spesso perché il rene è stimolato a funzionare con regolarità e così il polmone a perdere acqua con il respiro
- bere bevande a temperatura ambiente o tiepide (evitare  quelle gassate).
Quelle fredde o ghiacciate "raffreddano" il corpo rispetto all'esterno creando così uno sbalzo termico e di conseguenza un aumento di sudore.
ALTRI CONSIGLI
-  sconsigliato l'uso di condizionatori d'aria perché lo sbalzo di temperatura subito dal corpo (dal freddo al caldo) aumenta notevolmente la sudorazione. Usare condizionatori in cui sia possibile programmare una temperatura che sia  di 3-5 gradi (5-7 per chi non soffre di sudorazione eccessiva) rispetto all’esterno
- i deodoranti con Sali d’alluminio o Zirconio  tra quelli in vendita sono i più efficaci
- i deodoranti a base di salvia - rosmarino - timo - citronella svolgono una azione
antibatterica
TERAPIE MEDICHE
- botulino
- simpatectomia
la associazione-informazioni
http://www.associazione-iperidrosi.it/

 un apparecchio da usare in casa
http://www.elettromedicali.it/product_50.html

 
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Post N° 249

Post n°249 pubblicato il 31 Luglio 2006 da vittoriaflower
 
Foto di vittoriaflower

LISCIO ..COME UN OLIO
( seconda parte)


Olio di mais
:
caratteristiche
Olio stabile, (presenza di sostanze antiossidanti)
- indicato a tutti i tipi di pelle.
Olio di oliva
: caratteristiche
- nutritivo, emolliente
- molto utile per dolori muscolari e reumatici.
-lascia la pelle oleosa(meglio  usarlo in aggiunta ad altri oli leggeri e inodori come per esempio  olio di man­dorle o di jojoba)
Olio di avocado
: caratteristiche
-Adatto a tutti i tipi di pelle, specialmente arrossate e disidratate.
-usato al 100% per il massaggio al viso
-Abbastanza stabile
Olio di vinaccioli
: caratteristiche
-
per massaggi leggeri per tutto il corpo
-viene assorbito facilmente e non lascia la pelle troppo unta.
Olio di Sesamo
: caratteristiche
-adatto ad ogni tipo di pelle
-alta precentuale di acidi grassi essenziali
-ottimo olio da massaggio utilizzato nella medicina Ayurvedica(crampi muscolari, disturbi della circolazione, psoriasi, dermatiti, per rallentare  l’incanutimento dei capelli 
-olio relativamente stabile (si conserva circa 18 mesi)  

ALTRI OLI
Olio di enotera o primula notturna
caratteristiche
-
Ricchissimo di acido gammalinoleico (la nostra pelle non lo produce), vitamine e minerali
- Nutre e dà tono alla pelle (potente effetto riparatore per pelle matura)
-Eccellente per i problemi della menopausa (miscelato con salvia sclarea-vedi post 29 ) e dolori mestruali
- azione antinfiammatoria e lenitiva applicato a livello locale
- olio fragile, sensibile alla luce, all’ossigeno e al calore.  
Olio di rosa mosqueta
caratteristiche
 -Utilizzato da millenni nelle Ande
-ricchissimo di acidi grassi insaturi  e di Vit. A
-rallenta considerevolmente l'invecchiamento della pelle attenua le rughe e le macchie scure, Ha un effetto lifting
-Eccellente contro le smagliature
Olio di Iperico
caratteristiche
-colore rosso scuro
-proprietà lenitive e antinfiammatorie cutanee
-per ferite, abrasioni, infiammazioni cutanee, irritazioni e lesioni  dei nervi.  
Si usa al 10%. 
Olio di Macadamia
caratteristiche
-dai frutti di un albero australiano. E’ un olio poco conosciuto, ma di grande valore.
-
ottimo assorbimento quindi non lascia la pelle unta
- si usa miscelato con altri oli ( per esempio mandorle e nocciola) per  uso cosmetico e per le sue proprietà regolatrici sul sistema linfatico e circolatorio.  
-è l’unico che contiene acido palmitoleico (si trova nel sebo)
- adatto a pelli secche e invecchiate. Può essere vantaggiosamente associato con l’olio di mandorle e di nocciola. 
L’olio di enotera, iperico, macadamia, jojoba e germe di grano  vengono miscelati con altri oli e hanno la capacità di idratare, lenire le infiammazioni e rigenerare la cute.  

Un po’ di matematica…
Come preparare una miscela di oli base e oli essenziali? quante gocce?
Spesso  sulle etichette delle miscele gia’ pronte sono riportate le percentuali
: diluizione al 2/3/ 4% ecc
Per preparare da se’ una miscela la percentuale da usare che da’ risultati efficaci e non presenta controindicazioni per chi non e’ aromaterapista di professione e’ il 2% ( 2  gocce di olio esenziale x 100 gocce di olio di base)
cioe’ 10/12 gocce di oli essenziali scelti in 30ml di olio di base.Se volete preparare una quantita’ maggiore moltiplicate in proporzione.
Non c’e’ bisogno di andare oltre il 3% perche’ in aromaterapia la quantita’ non migliora l’effetto.Quello che conta e’ la sinergia di oli scelti per il problema.
Per esempio l’olio di lavanda a basse diluizioni e’ rilassante ma se ne usiamo troppo da’ l’effetto contrario.
Ecco uno specchietto promemoria
diluizione al 1% 5-6 gocce di oli essenziali in  30ml di olio di base
Diluizione al 2 %  10-12 gocce  di oli essenziali in  30ml di olio di base
Diluizione al 3 %  15-18 gocce  di oli essenziali in  30ml di olio di base

la soluzione all’1/2 % per i bambini,gli anziani, le persone malate e le donne in gravidanza( nno tutti gli oli  sono adatti per la gravidanza..attenzione!!
la soluzione al 2 %
per preparare un olio da massaggio
Per preparare il vostro olio da massaggio ricordate  che in 100 ml di oli di base
vanno aggiunte dalle 10 alla 30 gocce di olio essenziale.
Per una dose singola per massaggio un cucchiaio d’olio base con circa 5 gocce si olio essenziale.
la soluzione al 5 %( 30 gocce  x 30ml)  viene usata per il  massaggio sportivo, detossinante e per alcune zone specifiche e per problemi acuti come per esempio mal di testa,artrite ecc.E’ una diluizione  clinica da usare a livello professionale

Per determinare il numero di gocce dell’olio di base
Olio di base x 20 gocce per ml = totale gocce
e
sempio  30ml x20 gocce = 600 gocce

 per determinare il numero di gocce di olio essenziale
totale di gocce di olio di base x la percentuale=  gocce di oli essenziali da usare
per esempio per fare una miscela al 2%  usando 30ml di olio di base   
 600 gocce : 100 x 2 = 12 gocce
In ogni millilitro di olio essenziale ci sono 20 gocce quindi una confezione di 10ml che solitamente si acquista contiene 200 gocce di prodotto

 
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