Sguardi vaganti su di noi… Pillole di riflessione

…brillano come lucciole, mentre se ne stanno aggrappate al loro pezzo di cielo…

Le stelle non hanno alcuna intenzione di cadere per chi, col naso all’insù, spesso si ricorda di guardarle solo la notte di San Lorenzo…

Sono permalose le stelle e hanno smesso di essere cadenti… Ora sono sguardi vaganti su di noi…

Sorrido lo stesso…

Io ora lo so
Mentre mi guardo in questo specchio
E riconosco ogni mio singolo difetto
So cosa voglio davvero 
Non lo nascondo e
Non ho nessun segreto

Mi guardo indietro e 

Vedo quello che ho lasciato 
Non sono più disposta a perdere 
E mi riprendo il mio respiro 
E punto tutto ciò che ho sul mio 
Destino, sul mio destino. 

Le mie gambe hanno camminato tanto
E a volte il cuore
Mi è pesato dentro al petto
Mentre perdevo pezzi di me
Per inseguirti nel vento
Per ogni mano che ho stretto
Ho abbandonato il mio mondo
Ma io sorrido lo stesso 
Anche se dentro è un casino.

E ti incontrerò negli
Occhi stanchi della gente
Sarò invisibile ma tu mi capirai
So cosa sono davvero
Nella mia voce c’è la sabbia
E un sole sempre acceso

Mi guardo indietro e
Vedo quello che ho imparato
Non sono più disposta a perdere e
Mi riprendo il mio respiro
E punto tutto ciò che ho sul mio
Destino, sul mio destino.

Sorrido lo stesso – Emma

Uomini senza attributi… Pillole di riflessione

« Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…

Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…»

Il giorno della civetta – Leonardo Sciascia

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L’ago della bilancia

Nessuno può aiutarti, se non glielo permetti; non può riuscirci nemmeno l’individuo armato dei migliori intenti.

Nelle vicissitudini della tua vita sei e sarai sempre l’ago della bilancia e la tua “salvezza” dipenderà sempre da te.

Se hai persone con le quali condividere le tue gioie e le tue pene, sei già un pizzico fortunato. Inevitabilmente, però, ci saranno momenti in cui ti sentirai solo (o lo sarai davvero) ad affrontare le difficoltà della vita e sarà allora che più dovrai ricordarti che tutto ciò che ti riguarda è nelle tue mani, è in tuo potere.

Piangi pure di rabbia o di dolore; dai sfogo a ciò che scuote o ferisce la parte più fragile di te, ma non permettere mai a nessuno di farti sentire “niente” o di indurti a pensare che la vita non è bella in sua assenza.

Non sono gli altri a dare valore o luce alla nostra vita; siamo noi.

Potremo imbatterci in chi ci deprederà della fiducia, dell’amore, della speranza, della dignità, della sicurezza, del rispetto… Se dovesse succedere, ricordiamoci che – in buona parte – glielo abbiamo permesso noi, attribuendogli più importanza di quella che avremmo dovuto riconoscere a noi stessi.

Facciamo la differenza nella nostra vita; non lasciamo agli altri questa prerogativa.

Passato remoto… Pillole di riflessione

Il passato remoto (o perfetto semplice) è un tempo verbale dell’indicativo e si usa per indicare un fatto avvenuto nel passato, concluso e senza legami di nessun tipo con il presente; la lontananza è di carattere sia cronologico, sia psicologico.

Treccani

…ecco, tu sei il mio passato non ancora remoto, però sempre PASSATO sei. Quindi sarebbe “cosa buona e giusta” archiviarti al più presto nel mio passato remoto, ma non è così facile come mi era parso in un primo momento.

Penso che, come accade a tante altre persone, do valore al tempo sbagliato. Avanzo guardando ancora indietro, al passato.

Così rischio di inciampare, di finire in una buca non vista o, addirittura, centrare in pieno un palo e nel frattempo sottovaluto questo presente che, a pensarci bene, non è affatto male anche senza di te.  Soprattutto, rischio di non impostarlo in modo tale da orientarlo verso un futuro più gratificante.

A volte non siamo affatto obiettivi. Guardiamo al passato dimenticando quello che non ha funzionato, che ci ha fatto stare male e che – appunto – gli ha impedito di essere il nostro presente.

Vantiamo la capacità “fuori dal normale” di ancorarci a copioni di vita sbagliati e ripetitivi, piuttosto che avere il coraggio di tentare un nuovo percorso di vita che, indirizzato in maniera diversa, potrebbe darci felicità e soddisfazioni ancora più grandi.

Abbiamo quasi paura di affrontare il nuovo e ci precludiamo l’opportunità di vivere una vita migliore con accanto, magari, persone più adatte a noi.

A volte, dovremmo fare meno chiacchiere e più fatti…

Un tempo… Pillole di riflessione

Un tempo non ci saremmo trovati in questa situazione: magari ce ne saremmo dette di tutti i colori, saremmo piombati come un ∴ carro armato ∴ nella vita dell’altro, ma MAI avremmo permesso al silenzio di calare sulle nostre esistenze, nell’ottusa convinzione di riuscire a fare finta che non siamo mai esistiti l’uno per l’altra e di riuscire a ignorare l’intensità del sentimento che ci ha legato e che ancora ci lega…

Un tempo… Troppi ricordi fa…

Giorno per giorno
Senza sapere
Cosa mi aspetta
Non è in mio potere
Gioia e tristezza
Sempre davanti
Stanze vicine
Comunicanti

E in fondo sentire che niente finisce mai
È un tempo infinito il presente
Non passerà

Bisogna imparare ad amarsi in questa vita
Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita
E vivere ogni istante fino all’ultima emozione
Così saremo vivi

Imparare ad amarsi -Ornella Vanoni feat. Bungaro, Pacifico & Chiodo