Ancora un giorno

The Blink of an Eye: New exhibition explores the 'snapshot' world of  Jacques-Henri Lartigue | Creative Boom

 

 

 

 

 

 

 

Ancora un giorno di lavoro, non sopporto di sedermi alla porta di quell’ufficio a ricevere gli azionisti del Dr. Roberto. Ok, vengo pagato molto bene per quello che faccio, ma è troppo noioso. Ogni singolo giorno, è la stessa litania, gli stessi vestiti, le stesse persone… a proposito di persone, credetemi, c’è un uomo ridicolo e indecente collega che mi viene addosso, sembrano tanti cani in calore,in molti uffici.

Il capo Dott Roberto che, pur essendo molto misterioso, è bellissimo, e questo mi eccita.
Collaboro da 5 anni con il Dott. Roberto e il più che so di lui è che è un uomo sposato, ha due figli, vive nel quartiere più ricco della città e non mi ha mai rivolto più di 5 frasi.
Ogni giorno, quando cerco di ottenere un sorriso o anche uno sguardo più audace dal Dr. Roberto, sua moglie entra nella stanza o chiama l’ufficio, pronunciando la melodia di cui parla ogni coppia.
Sua moglie ha avuto 2 figli ed ha un fisico migliore di me, non ho mai avuto un figlio e vado in palestra da 3 anni.
Il 10 Luglio, mio ultimo giorno di lavoro prima di andare in vacanza, ha iniziato a piovere, quindi io, come al solito, non vado mai a lavorare, rimango nel tendone del negozio accanto al palazzo dove lavoro, in attesa per far cessare la pioggia.
– Sono qui da 2 ore e ancora niente, vado se no mio padre torna a casa e va in montagna senza di me e mi lascia qui. – Ho pensato.
Stavo camminando, due isolati più avanti, passa un’auto grigia, [sebbene questa città abbia trilioni di auto come questa, sembrava che l’avessi vista da qualche parte] l’auto si ferma proprio dietro di me e inizia a dare luce, no ho guardato tornando indietro e continuando a camminare, l’auto accelera e si ferma accanto a me, quando il finestrino si abbassa, indovina chi era? La moglie del dott. Roberto, come sempre bella e profumata.
– Vuoi un passaggio Bella? Vado a prendere mio figlio a scuola se vuoi ti lascio a casa, accetti? – disse lei con la sua voce roca.
Accettai l’invito e salii in macchina fradicio dalla testa ai piedi. lei, vedendomi in quello stato, disse:
– So che non abbiamo intimità, ma se vuoi prendere in prestito uno dei miei vestiti te lo presterò, se continuerai a indossare questi vestiti ti prenderai la polmonite.
Ho risposto:
– Accetto se non è troppo disturbo ovviamente
Quindi ha preso una camicetta e i suoi pantaloncini per farmi indossare. Ho iniziato a togliermi i pantaloni, erano molto bagnati, quindi li ho messi nella borsa, mentre spiegavo i pantaloncini da indossare, ho notato che lei mi guardava molto le gambe, non capivo cosa volesse fino ad allora.

Mi sono messa i pantaloncini e mi sono tolto la camicetta, quando mi sono tolto la camicetta ha fermato la macchina e mi ha guardato il seno, mi ha chiesto di toccare il reggiseno per vedere la consistenza della coppa, brava da brava amante delle cose insolite, io l’ho autorizzata e lei ha preso il mio reggiseno.
Mentre mi passava la mano inframmezzata tra il reggiseno e il mio seno, ha detto:
– Wow, che bei seni, e con questo reggiseno sembra ancora più bello.
Ho risposto:
– Wow Bellaa, mi fai impazzire di lussuria (ride), ma andiamo prima che sia in ritardo.
Fece una smorfia non molto soddisfatta ma annuì.
Quando siamo arrivati all’angolo di casa mia, ha fermato di nuovo la macchina e mi ha dato un biglietto con i suoi numeri personali, chiedendomi di chiamarla appena tornata in città.
Fui sorpresa dall’occasione, ma mi resi conto che le sue intenzioni erano diverse.
Per stuzzicare, mi morsi il labbro e gli parlai all’orecchio praticamente sussurrando
– La prossima volta che ci vedremo, farò in modo che le nostre possibilità continuano.
Quando ho finito di dirlo, le ho fatto scorrere leggermente la lingua sull’orecchio mentre le ho fatto scorrere la mano sulle gambe. Subito dopo sono scesa dalla macchina, raddrizzandomi la camicetta e le ho fatto l’occhiolino in segno di gratitudine per il passaggio.
Quando sono entrata in casa, mi sono seduta sul divano e stavo pensando tra me e me:
– Cazzo, cos’era quello? Perché l’ho fatto? E se il dott. Roberto potrebbe scoprirlo? E se lei mi piace? .
E la chiamo al cellulare tutto
bene,già mi manchi,ti farò sapere quando torno dal viaggio, domani vado in montagna con papà e lì mi sposerò un po’ prima di riprendere la mia routine lavorativa.
Aspettami…

 

Voto= 7–

per la grammatica

Voto 9 +

per il racconto.

 

 

 

 

Jacques Henri Lartigue - Renee and Glass Ball (Self Portrait), 1929

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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