QUESTA E’ L’ORA … SVEGLIATEVI … PER SALVARVI ….

QUESTA E’ L’ORA … SVEGLIATEVI … PER SALVARVI ….

 

ALLORA … DECIDITI … SE  VUOI CONFORMARTI ALLA BIBBIA SEGUI SOLO LA BIBBIA …

 

FRATELLI E SORELLE …DICO A VOI…CHE INTENDETE PERCORRERE LA STRADA DELLA SANTITA’…LEGGETE PER FAVORE…USANDO LA VOSTRA TESTA…NON FATEVI MAI TRAVIARE DAI FURBI…LORO HANNO ALTRI INTERESSI …CHE VOI … PER LA VOSTRA SALVEZZA … NON DOVETE MAI CONDIVIDERE…PENA LA VOSTRA DISTRUZIONE …SPENTA LA VOSTRA LANTERNA…SPARIRA’ TUTTO IL VOSTRO ESSERE….NON PERMETTERE IL SUICIDIO DELLA TUA ANIMA PER INDUZIONE AL FALSO…FATEVI SAPIENTI…SARETE CRISTIANI…ROMANINO ROMANO VI STA’ DANDO GRATUITAMENTE UNA MANO….
Ogni generazione pensa che la propria situazione sia unica, eccezionale, difficile, drammatica… Ma la fede non è mai stata facile per nessuno. Cristo stesso si è trovato di fronte a dei discepoli increduli fino all’ultimo momento (Mc 16,11-14) e a un popolo di increduli che lo hanno rifiutato e ucciso.
Le cause della mancanza di fede possono variare con i secoli, le civiltà, le filosofie… ma nella coscienza di colui che è invitato a credere, gli ostacoli sono sempre gli stessi. La fede esige l’impegno di tutto l’uomo e non nasce mai in seno ad una Chiesa che pratica il mercimonio…che chiede decime e offerte .. ma può nascere solo in seno ad una comunità di credenti, che praticano la Fede fuori dalle mura di una struttura che già Gesù un tempo epurò…dove c’è speculazione/intrallazzo… non puo’ esserci Gesù….
La fede non nasce nell’intelligenza, o dalla semplice richiesta ma è un dono di Dio che si radica nel profondo dell’uomo, nel cuore, dove Dio abita e parla.

Il cuore deve essere liberato dall’orgoglio oltre che dagli interessi subdoli praticati solo per giungere ad un fine che non è comandato da Gesù…il quale non ha mai chiesto nulla infatti Lui non aveva dove posare il Suo Capo … quindi bisogna diventare trasparenti e semplici. L’umiltà è l’unica strada per arrivare a Dio.

La Comunità dei credenti non è formata da intellettuali sicuri della propria scienza, ma è una comunità di poveri in spirito (Mt 5,3), di umili di cuore.
Il vangelo è rivelato ai semplici, solo loro lo possono capire e viverlo…ANCHE SE SOLO LORO SONO I PIU’ VULNERABILI SE MANIPOLATI DAI FURBI…QUINDI USATE IL DISCERNIMENTO CHE PORTA AD APRIRE GLI OCCHI…

In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenute nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te (Mt 11,25-26). Paolo scrive alla comunità di Corinto: Non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio (1Cor 1,26-29).
Certo, la fede non è riservata ai sottosviluppati mentali o ai bambini, ma è tutt’altro che il risultato di una ricerca o di una scoperta scientifica: essa è molto di più, trascende l’uomo e le sue capacità.
Per accogliere questo dono di indescrivibile ricchezza occorre farsi poveri svuotando il cuore dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita (Lc 8,14), diventare come i bambini (Mt 18,3) nella semplicità della mente e del cuore per essere disponibili a Dio che salva.
La fede, nata nel cuore, si conserva e si sviluppa con le mani: è legata all’attività, all’esperienza della vita quotidiana dell’uomo, alle opere. Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano! Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? Abramo, nostro padre, non fu giustificato per le opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? Vedi che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le opere quella fede divenne perfetta e si compì la Scrittura che dice: E Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato a giustizia, e fu chiamato amico di Dio. Vedete che l’uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede… Come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta (Gc 2,14-26).
Deposta ogni impurità e ogni resto di malizia, accogliete con docilità la parola che è stata seminata in voi e che può salvare le vostre anime. Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché, se uno ascolta soltanto ( peraltro un falso conduttore ) e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s’è osservato, se ne va, e subito dimentica com’era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.

 

Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo (Gc 1,21-27).
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli… Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia (Mt 7,21-24).
Come si vede è sempre il verbo fare, mettere in pratica che autentica la vera fede. L’esperienza insegna che l’alunno impara più facilmente attraverso metodi attivi. L’impegno cristiano, il fare, il mettere in pratica è il metodo attivo per imparare, assimilare e far crescere la fede. Il cristiano cresce nella fede facendo le opere della fede. Le statistiche sulla pratica religiosa hanno un semplice valore indicativo: indicano quanti fanno pratica religiosa domenicale, ma è nulla se non si ama!; sarebbe più interessante e più utile sapere quanti fanno vita cristiana 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, 12 mesi all’anno, una vita intera: ma questo lo sa solo Dio!…infatti a Lui un giorno renderemo merito…
Non bisogna limitare l’educazione alla fede puramente all’insegnamento, alla catechesi. L’uomo non può penetrare nel cuore della verità e svilupparsi nella fede se non si impegna concretamente in un lavoro di servizio agli altri. L’autentica catechesi che conduce alla fede è quella che si accompagna ad una formazione alla responsabilità. Le lezioni, le prediche, tutte le forme di insegnamento non lasciano traccia di sé se non conducono all’azione che la fede esige.

Il Cristiano deve assumersi le sue responsabilità al servizio del bene comune, ma non per passione, attivismo o scalata alla poltrona, ma come esigenza della fede e a imitazione del Maestro: Quando dunque (Gesù) ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica (Gv 13,12-17).

 

APRI GLI OCCHI INGENUO\A…GESU’ NON TI SALVA SE SEGUI UNA QUALSIASI RELIGIONE PERALTRO DA LUI MAI CREATE…GESU’ TI SALVA SOLO SE AMI IL TUO PROSSIMO…NELLE CHIESA INVECE TI PORTANO GLI IMBROGLIONI PER SPILLARTI DENARI IN DECIME OFFERTE ED ALTRO….PER AVVICINARTI ALLA VERITA’ NON HAI BISOGNO DI GUIDE…DEVI AVERE UNA BIBBIA…POI …SARA’ LO SPIRITO SANTO  CHE TI GUIDERA’….COMUNQUE ADESSO LEGGI DI SEGUITO VEDRAI CHE CAPIRAI…

La Scrittura dice che la salvezza è solo in Cristo Gesù… nel suo nome… e non in una religione o in una organizzazione perché Pietro disse: “E in nessun altro é la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini….per il quale noi abbiamo ad esser salvati”…. Le chiese invece affermano che fuori di esse non c’è salvezza… perché secondo le loro false dottrine la grazia giustificante e santificante si ottiene mediante la frequentazione di quei luoghi che chiamano chiese dove si praticano le tante religioni …in barba al fatto che la verità è una….in questa maniera i gestori di quelle sale ti promettono la condivisione con Gesù…. Attraverso il ricevimento di Grazie e Miracoli ( mai avvenuti in 2.000 anni di falso Cristianesimo …mai hanno resuscitato un morto oppure dato la vista a un cieco…MAI )…Purtroppo ancora oggi i frequentatori di quelle sale ben indottrinati da furbi ….pensano che al di fuori della loro chiesa non ci sia salvezza… perché viene detto loro che fuori di essa non c’è nessuna chiesa con il vero battesimo ….Ah! quante anime si affidano ai falsi ministri per la loro salvezza credendo che essi siano dei mediatori tra Dio e loro!

Una cosa è certa: chi è salvato è membro della Chiesa di Dio ed ha il suo nome scritto nei cieli…. Ma chi ha il suo nome scritto nel registro delle chiesa ed è definito membro di essa… se non ha il suo nome scritto nei cieli… costui è perduto…. e questo perché la salvezza non la si ottiene entrando a fare parte di una chiesa ma ravvedendosi e credendo in Cristo Gesù… quindi per grazia… con la conseguenza delle opere cosi come descritto nella Bibbia in Giacomo 2….

 

A coloro che cercano il Signore in mezzo a queste organizzazioni il Signore dice tuttora: “Uscite da esse”. Fratelli e Sorelle non vi fate sedurre da quei loro discorsi… fondati su decreti e parole nulli… su culti nulli …su corsi Biblici senza valore perché quasi sempre gestiti da impreparati dottrinalmente con anche la dote della bassissima scolarità…. Ma fermatevi un momento e riflettete Fratelli e Sorelle: come può una chiesa dove si pratica una religione affermare che tutti coloro che rigettano il loro credo sono esclusi dalla via della salvezza … Questo vuol dire sminuire con la grave colpa del peccato l’opera che Gesù ha compiuto per tutti….
Quindi quando si parla con loro bisogna insistere sul fatto che la salvezza si ottiene direttamente da Dio… mediante la fede e le opere… perciò gratuitamente… e di nessun altro all’infuori di Cristo Gesù….che non vive cosi come mai è vissuto in quei luoghi…. Cosi come in tutta la sua vita non ha creato ne religioni ne chiese…ora se non lo ha fatto Gesù…perché tu segui gli impostori che smentiscono Gesù?

 

CHI AMA IL PROSSIMO OFFRENDO IL SOCCORSO MA NON ACCETTA GESU’ ….OPPURE NON FREQUENTA UNA QUALSIASI CHIESA SARA SALVATO?

 

Alcune premesse prima di rispondere è giusto farle….
Sappiamo che la scrittura inequivocabilmente dice che Gesù è venuto per salvare il mondo e non per condannarlo e che il suo sacrificio ha pagato il prezzo della vita di tutti.

Ora… è chiaro che quello che noi conosciamo e vediamo è un’apparente sconfitta del Cristianesimo in quanto ad essere credenti siamo veramente pochi nel mondo… Forse che il Signore Gesù ha fallito? No!

 

Una domanda simile l’hanno fatta i suoi discepoli direttamente al Maestro che rispose: “a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato” (Mat. 13:11) ( Marco 4:11).

 

Questa è la chiave per comprendere il piano di Dio di salvezza dell’umanità. E in questo piano sta la risposta.

 

Oggi sono salvati in pochi ossia a coloro i quali è concessa in dono la fede praticando le opere… agli altri… anche se dovessero dare la loro propria vita… non è data la possibilità di accesso al regno….

 

Allora cosa significa che Gesù ha pagato per tutti? Se ha pagato anche per coloro i quali adesso non credono, non significa che questi non sono più in debito con il Signore?

 

Io credo che coloro i quali oggi … in questo giorno di grazia … non conoscono il Signore avranno a suo tempo la possibilità di conoscerlo ovvero sarà data ad ogni persona l’occasione di poterlo accettare o rifiutare….cosi come fece il ladrone crocifisso insieme a Gesù…che non hai mai creduto nel castigo tantè che è stato crocifisso perchè reo….

 

Quando avverrà? Alla resurrezione finale descritta in Apocalisse 20:11 “Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere.”

 

Questo versetto chiarisce che coloro i quali non hanno mai conosciuto il Signore… conosceranno il Signore perchè lo vedranno per la prima volta e saranno giudicati secondo le opere e non secondo la fede
Alcune scritture affermano che solo allora conosceranno il Signore (Zacc. 12:10; Giov. 19:37).

 

È sicuro che quello sarà proprio il tempo in cui tutti saranno salvati (ad esclusione degli impenitenti che avranno deliberatamente rifiutato la salvezza o che hanno continuato la loro vita nel solo peccato traviando anche altri ).
RICORDATI DI ME DISSE IL LADRONE….E allora ecco giungere la risposta accogliente e totale di Gesù…. Non solo il ricordo… ma sarai accolto in quel regno di luce e giustizia e pace… vi entrerai con me senza aspettare… senza superare chissà quale altra prova… oltre la vita stessa che è già una difficile prova….
In fondo anche noi quello che chiediamo a Gesù è: ricordati di noi e della nostra debole vita, non lasciarci cadere nell’oblio, andar via dimenticati con il passare del tempo…
E a questa nostra preghiera sarà risposto come al malfattore che tutto ha sbagliato, ma che non ha arroganza e disprezzo in quel momento per l’innocente che muore ingiustamente.
Non solo un ricordo… ma addirittura entreremo nel Paradiso… nel Regno di Dio… e non da soli ma insieme a Gesù Cristo… E saremo con lui nella gioia… per sempre…
Il perdono del ladrone che chiede a Gesù di ricordarsi di lui quando sarà in Paradiso é certamente una delle cose più belle del Vangelo…
Mentre l’ altro si preoccupa solo di salvare la propria vita terrena… il buon ladrone ammette di aver sbagliato e nell’ istante che fa questa richiesta… immediatamente c’é la risposta meravigliosa di Gesù… che gli dice : oggi sarai con me in Paradiso…. Questo significa che il perdono del Signore avviene anche all’ultimo istante dell’ ultimo minuto della nostra vita…

 

Nel Vangelo scritto da Luca è scritto: “Or v’era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e v’era un pover’uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d’ulceri, e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d’Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito… E nell’Ades… essendo nei tormenti… alzò gli occhi e vide da lontano Abramo… e Lazzaro nel suo seno… ed esclamò: Padre Abramo… abbi pietà di me… e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua… perché son tormentato in questa fiamma… Ma Abramo disse: Figliuolo… ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua… e che Lazzaro similmente ricevette i mali… ma ora qui egli è consolato… e tu sei tormentato… E oltre a tutto questo… fra noi e voi è posta una gran voragine… perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano… né di là si passi da noi… Ed egli disse: Ti prego… dunque… o padre… che tu lo mandi a casa di mio padre… perché ho cinque fratelli… affinché attesti loro queste cose… onde non abbiano anch’essi a venire in questo luogo di tormento… Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti il potere che ascoltino quelli…. Ed egli: No… padre Abramo… ma se uno va a loro dai morti… si ravvedranno… Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti… non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscitasse” (Luca 16:19-31)…

 

Fu il nostro Signore Gesù Cristo a raccontare questa storia realmente avvenuta… Questa storia dunque insegna che con la morte non finisce tutto… ma che esiste una vita ultraterrena e che l’anima del peccatore continua a vivere in un mondo invisibile dopo che egli muore… E’ chiaro che la nostra anima noi non la vediamo… ma sappiamo che essa dimora in questo nostro corpo di carne ed ossa… e come non possiamo negare l’esistenza dell’anima solamente perché non la vediamo con i nostri occhi… così non possiamo negare l’esistenza dell’Ades solo perché non lo vediamo o non l’abbiamo mai visto… Il fatto è che mentre l’anima si trova nel nostro corpo… l’Ades si trova negli antri della terra ad una grande profondità… è un luogo reale secondo la Parola di Dio… dove l’anima del peccatore… dopo essere uscita dal suo corpo… và a stare in attesa del giudizio…. In altre parole mentre il peccatore vive sulla terra l’anima sua gode dei piaceri della vita e si diletta nel fare il male muovendosi liberamente in un corpo umano… ma quando il corpo nel quale alberga temporaneamente si disfa… essa si diparte e và nell’Ades dove sarà tormentata dal fuoco di questo luogo e dove non potrà più in alcun modo divertirsi….

 

La storia di questo ricco ci dice che questo ricco godeva splendidamente ogni giorno mentre era sulla terra e che egli… quando morì… fu seppellito… ma si ritrovò in un luogo di tormento… appunto l’Ades… Fu il suo corpo ad essere seppellito e non la sua anima… perché l’anima dell’uomo non può essere afferrata dalla mano di nessun uomo per essere posta in una bara e poi in una fossa… E’ il corpo che torna in polvere secondo quello che disse Dio ad Adamo: “Sei polvere, e in polvere ritornerai” (Gen. 3:19)… e non l’anima perché essa non è fatta di un materiale dissolubile…. Come si può leggere in questa storia… quest’uomo che si era goduto la vita sulla terra… anche quando si trovò nell’Ades poteva ancora parlare… ricordare… e secondo quello che egli disse ad Abramo avrebbe potuto essere pure rinfrescato con dell’acqua nella fiamma dove si trovava… Ma di acqua non ce n’è nell’Ades… c’é solo il suo ricordo per quelli che sono nel fuoco dell’Ades….

 

CONCLUDENDO: FRATELLI E SORELLE PER VIVERE IN FORMA CRISTIANA RIUNITEVI IN PICCOLI GRUPPI IN CASA DI UN FRATELLO O DI UNA SORELLA DISPOSTI ALL’OSPITALITA’ SPEZZATE INSIEME IL PANE POI BEVETE IL SORSO DI VINO…QUINDI APRITE LA BIBBIA LEGGETELA PER POI APPLICATE NELLA VITA QUELLO CHE AVETE IMPARATO…

RISPETTANDO IL COMANDO DI GESU’ CHE CI INDICAVA LA VIA DELL’AMORE…CERCATE QUINDI IL POVERO SOCCORRETELO…FARETE FELICE GESU’….E LA VOSTRA VITA AVRA’ IL SENSO DEL CRISTIANESIMO….PERCHE’ GESU’ SARA’ SEMPRE CON VOI……

 

 

Và e d’ora in poi non peccare più ….

IN POCHI SI SALVERANNO

 

Giacomo 4:17 “Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato”.

Per non peccare …  Non fare ad altri quel che non vuoi che gli altri facciano a te : Gesù non ha detto và continuando a peccare ma ha detto va e non peccare più …

Il giudizio per il peccato è la morte, che è la separazione da Dio.

Questa verità viene ripetuta altrove nella Bibbia, anche nel Nuovo Testamento. Per esempio, leggiamo in Romani 6:23: “perché il salario del peccato è la morte…” (Romani 6:23 )

Dobbiamo capire che il peccato, qualsiasi peccato, porta alla morte, la morte eterna, la separazione eterna da Dio, in un luogo di tormento eterno. Dio ci spiega nella Bibbia che il tormento sarà un tormento continuo, giorno e notte, nei secoli dei secoli.

In Marco 8, Gesù spiega che qualsiasi guadagno sulla terra è inutile, se poi una persona è destinata alla morte eterna, chiamata in quel caso: perdere la propria anima.
“E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?” (Marco 8:36)

 

La condanna per il peccato è la morte eterna, la separazione eterna da Dio. Questa condanna è più terribile di qualsiasi altra cosa. È molto importante meditare su questo fatto, per capire meglio quanto il peccato sia una cosa terribile per il Signore DIO.

Quanto deve essere abominevole il peccato per Dio se la punizione per anche un solo peccato è il tormento eterno.

O che Dio ci aiuti a capire meglio queste cose.
Il peccato è dunque veramente terribile, e separa l’uomo da Dio.
La condanna che ne consegue è la morte, la separazione eterna da Dio. Essendo colpevole, l’uomo non può pagare la propria condanna. È impossibile per l’uomo salvarsi da sé.
“Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano. “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti. “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?” Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!”” (Matteo 7:13-23)

“perché non quelli che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che l’osservano saranno giustificati.” (Romani 2:13 )

La vera fede porta all’ubbidienza. Se una persona si fida veramente del proprio medico, prenderà la medicina che il medico le dà. È facile dire di avere fede in Dio, ma è l’ubbidienza che dimostra la realtà della fede.
In Tito, leggiamo di alcuni che professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, perché continuano a peccare. Continuano a ribellarsi contro Dio. Leggiamo Tito 1:16: “Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona.” (Tito 1:16 )

Se uno dice di conoscere Dio, ovvero, di essere salvato, ma non cammina in ubbidienza a Dio, il suo comportamento dimostra che in realtà, non conosce Dio, non è salvato.

Il libro di Giacomo è molto importante per capire bene questo insegnamento. Sarebbe utile leggere tutto il capitolo 1 e 2. Per ora, vi leggo soltanto alcuni versetti.

Prima, leggiamo Giacomo 1:22: “Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi.” (Giacomo 1:22 )

Chi ascolta la Parola di Dio, tramite la lettura o l’insegnamento, ma non la mette in pratica, ovvero, non si sottomette a Dio, lasciando un peccato nella sua vita, si illude, cioè, si auto inganna, immaginando di essere a posto con Dio, quando in realtà, è un ribelle.

Non è il fatto di ascoltare la Bibbia che ci salva, è una questione di avere veramente fede in Dio, una fede vivente che produce ubbidienza. Siamo salvati per FEDE producendo OPERE e l’ubbidienza è un’OPERA necessaria della vera fede.

Infatti, quando c’è una fede che NON produce opere,  quella fede è una fede MORTA, è una fede senza valore, che non può salvare.
Giacomo dichiara questo in Giacomo 2:15,17,26:
“A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?” (Giacomo 2:14)

“Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta.” (Giacomo 2:17)

“Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.” (Giacomo 2:26)

Chi persiste nel peccato non ha mai veramente conosciuto Dio, cioè, non è salvato. La vera salvezza e il continuare nel peccato si escludono a vicenda.

Quindi, è estremamente importante capire che non è possibile per un vero credente persistere nel commettere un peccato. Se uno si dichiara credente, ma continua a persistere in un peccato è bugiardo. Giovanni spiega questo chiaramente nel capitolo 2.
“Da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: “Io l’ho conosciuto”, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente completo. Da questo conosciamo che siamo in lui” (1 Giovanni 2:3-5 ).

O cari, se uno non osserva i comandamenti di Dio, è inutile dire di conoscere Dio, ovvero, di essere salvato. L’UNICA via per un vero credente è l’ubbidienza a Dio, perché la salvezza viene per la FEDE..producendo OPERE e la vera fede produce UBBIDIENZA. Quando non c’è ubbidienza, non c’è la fede, e quando non c’è la fede, non c’è la salvezza.

Quando sono stato in mezzo a voi sulla Terra, ho incontrato molti peccatori sul mio cammino. Li ho accolti con amore, li ho perdonati, li ho guariti, li ho liberati dal male. Non li ho mai umiliati, né maltrattati, non ho fatto loro delle belle lezioni di morale, né li ho impauriti minacciando di castigarli. Al contrario, li ho sempre rialzati e ho mostrato loro la strada verso il cambiamento. A ciascuno di loro, come alla donna adultera, ho detto: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”. Lo stesso dico oggi a ciascuno di voi. E se nella vita capiterà anche a voi di incontrare dei peccatori, o se voi stessi vi sentirete tali, non chiudete mai la strada né a loro né a voi stessi, ma ripetete le mie parole: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”.

Cercate sempre uno spiraglio verso la luce e rivolgetevi a me. Fate questo e riceverete la luce, fate questo e vivrete.

Nel Vangelo, tratto da San Luca, ci viene presentato Gesù che invita al rinnovamento della vita una donna sorpresa in flagrante adulterio e che viene presentata a lui per giudicarla. Anche in questo caso Gesù usa tanta misericordia da far riflettere seriamente coloro che volevano lapidare la donna ed ucciderla sotto i colpi di una presunta giustizia da eseguire con le proprie mani, uccidendo la rea che aveva commesso un grave peccato e si era posta chiaramente contro la legge.

E’ necessario rieducare all’amore, al perdono, alla fedeltà ai valori, alla responsabilità. Se un messaggio ci viene dal brano del Vangelo sull’adultera questo consiste essenzialmente nel rieducare le persone deboli da un punto di vista morale ad un comportamento rispondente alla legge naturale e rivelata:

“In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

Questo NON PECCARE PIU’  risuona come un esplicito monito a non ritornare sugli errori commessi e che ammettono sì una tolleranza, ma non una tolleranza illimitata. Ad un certo momento della vita di ogni uomo, dopo aver toccato il fondo della immoralità, deve subentrare il momento del recupero per risalire la china. E’ quello che chiede Gesù alla donna, quando vede che nessuno la condanna, perché tutti siamo peccatori, ma lui può, perché conosce il cuore dell’uomo, permettersi di chiederle un impegno di vita, che consiste nel non peccare più.

 

CHIEDERE OGNI GIORNO IL PERDONO DEI PROPRI PECCATI E’ DA PECCATORI CONTORTI AVVEZZI SOLO AL MALE … COSTORO HANNO LA LINGUA BIFORCUTA DICONO DI FARE LA VOLONTA’ DI DIO INVECE SONO DEL DIAVOLO …. DICONO QUESTO:  NOI LO FACCIAMO PERCHE’ SIAMO IMPERFETTI A CAUSA DEL PRIMO ERRORE … ATTRIBUENDO LA PROPRIA IMMORALITA’ AD ALTRE FUGURE … SONO COSTORO FRUTTO SOLO DAL DIAVOLO … FREQUENTATELI SOLO PER SALVARLI … MA NON CONTAMINATE LA VOSTRA ANIMA SEGUENDOLI ….

 

  • Chi non crede si autocondanna, non tanto perché Dio lo rifiuta o non aspetta altro che un suo errore per schiacciarlo e mostrargli quanto disprezzo ha nei suoi confronti, ma perché continuerà a lasciarsi dominare dai suoi istinti e dal suo senso distorto di ciò che è giusto e buono per la sua vita.
  • Prendiamo un esempio dalla vita quotidiana. Un tale ha difficoltà di respirazione e va dal medico. Questi gli chiede se è un fumatore. Lui risponde affermativamente. “Quante sigarette fuma al giorno?”, incalza il dottore. “Dai due ai tre pacchetti”, confessa il paziente. “Questa è la ragione della sua difficoltà di respirazione. Dovrà smettere immediatamente e totalmente, se non vuole che le capiti qualche cosa di peggio”. Il medico ha trovato la ragione della sua problematica e gli fornisce la soluzione. Lo sta condannando in quel momento? Gli sta, forse, dicendo: “Sei un miserabile, un disgraziato fumatore, vattene via, sparisci, ti odio, non meriti il mio aiuto”? No, gli sta semplicemente dicendo, dall’alto della sua sapienza, che se continuerà a fumare si ammazzerà da solo. Gli sta facendo notare qual è il problema (la Legge ha solamente evidenziato il peccato, la causa della malattia), affinché possa risolverlo, soluzionarlo, superarlo e trovare un miglioramento fisico, una migliore qualità di vita. Il medico non sta condannando nessuno. Uno, certo, può sentirsi condannato perché non riesce a smettere, ma questo è un altro discorso.
  • La legge ci fa notare dov’è l’origine del nostro malessere, non è semplicemente un atto di accusa, di condanna perché non siamo in grado di applicarne i comandamenti. L’incapacità di amare Dio e il nostro prossimo come noi stessi è il nostro problema, il cancro che ci mangia la vita dall’interno del nostro essere, la nostra condanna che ci porta alla distruzione. La sapienza divina espressa nella Legge non vuole condannare nessuno, ma vuole semplicemente darci la risposta, la soluzione ai nostri problemi, come dice l’apostolo Paolo: “La legge è essa peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non per mezzo della Legge…Talché la Legge è santa, e il comandamento è santo è giusto è buono. Ciò che è buono diventò dunque morte per me? Così non sia; ma è il peccato che mi è divenuto morte, onde si palesasse come peccato, cagionandomi la morte mediante ciò che è buono; affinché, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccaminoso. Noi sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato” (Romani 7:7,12-14).
  • Che Dio si sia servito di Cristo per salvare e non a condannare, lo dimostra in questo episodio:

“Donna,dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?…Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”.

Ma perché dice all’adultera di non peccare più? E perché dice al paralitico di Betesda: “Ecco, tu sei guarito; non peccare più, che non ti accada di peggio” (Giovanni 5:14).

Di certo non sta dicendo: “Guarda che, se torni a peccare, io dal cielo ti manderò una malattia, una folgore per distruggerti, perché hai osato contraddirmi”.

La malattia, la distruzione, terrena o eterna, ce la creiamo da soli, vivendo in un certo modo, e così ci autocondanniamo. “Non peccare più” : non perché se pecchi Dio ti rifiuta, ti rinnega, ti demolisce, ti distrugge, ma solo perché ti dirigi in una via che porta all’autodistruzione. TI ALLONTANI PER SEMPRE DA DIO … CONTANNANDOTI ALL’AUTODISTRUZIONE ….

  • Il mondo è malato, lo vediamo, ma di chi è la colpa? E’ forse di Dio che ci dice di stare attenti, che ci avverte che stiamo sbagliando, o la colpa è di chi persevera in questa condizione. A volte l’uomo persevera perché non può farne a meno, perché è schiavo dei suoi peccati e del Maligno, per questo facciamo nostre le parole del Vangelo che ci invita a giudicare con il giusto giudizio.

“Attento che non ti capiti di peggio” : se ti lasci andare a dei principi che non sono quelli dell’amore di Cristo, ti puoi distruggere in maniera più grave della paralisi, creandoti un vuoto di valori nell’animo e un vuoto relazionale all’esterno. Il mondo è malato, ha un bisogno enorme. C’è una grande emarginazione, c’è difficoltà esistenziale a sopravvivere, a trovare un senso pratico alla vita, una ragione per esistere, un riempire le proprie giornate, un trovare soddisfazione al nostro essere. Il mondo è malato e il Signore ci avverte: non peccate più, cambiate linea, io vi offro la direzione giusta, vi offro le motivazioni per il cambiamento vero, genuino che porta guarigione, libertà, armonia. Credete e troverete.

 

Và e d’ora in poi non peccare più

Vangelo DI Giovanni 8

 

Romani 6

17 Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso 18 e così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia. 19 Parlo con esempi umani, a causa della debolezza della vostra carne. Come avete messo le vostre membra a servizio dell’impurità e dell’iniquità a pro dell’iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione. 20 Quando infatti eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia. 21 Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Infatti il loro destino è la morte. 22 Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna. 23 PERCHE’ IL SALARIO DEL PECCATO E’ LA MORTE; MA IL DONO DI DIO E’ LA VITA ETERNA in Cristo Gesù nostro Signore.

 

Ed infine partecipa alla ricostruzione della CHIESA DI DIO descritta in Atti 2 del versetto 36 al 48 … allora potrai DIRE SONO SALVO … SONO SALVA …

 

CHE DIO CI BENEDICA E CI PROTEGGA SINO AL GIORNO DELLA NOSTRA RINASCITA …

 

VOSTRO FRATELLO

ROMANINO ROMANO

 

 

Và e d’ora in poi non peccare più …

IN POCHI SI SALVERANNO

 

Giacomo 4:17 “Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato”.

Per non peccare …  Non fare ad altri quel che non vuoi che gli altri facciano a te : Gesù non ha detto và continuando a peccare ma ha detto va e non peccare più …

Il giudizio per il peccato è la morte, che è la separazione da Dio.

Questa verità viene ripetuta altrove nella Bibbia, anche nel Nuovo Testamento. Per esempio, leggiamo in Romani 6:23: “perché il salario del peccato è la morte…” (Romani 6:23 )

Dobbiamo capire che il peccato, qualsiasi peccato, porta alla morte, la morte eterna, la separazione eterna da Dio, in un luogo di tormento eterno. Dio ci spiega nella Bibbia che il tormento sarà un tormento continuo, giorno e notte, nei secoli dei secoli.

In Marco 8, Gesù spiega che qualsiasi guadagno sulla terra è inutile, se poi una persona è destinata alla morte eterna, chiamata in quel caso: perdere la propria anima.
“E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?” (Marco 8:36)

 

La condanna per il peccato è la morte eterna, la separazione eterna da Dio. Questa condanna è più terribile di qualsiasi altra cosa. È molto importante meditare su questo fatto, per capire meglio quanto il peccato sia una cosa terribile per il Signore DIO.

Quanto deve essere abominevole il peccato per Dio se la punizione per anche un solo peccato è il tormento eterno.

O che Dio ci aiuti a capire meglio queste cose.
Il peccato è dunque veramente terribile, e separa l’uomo da Dio.
La condanna che ne consegue è la morte, la separazione eterna da Dio. Essendo colpevole, l’uomo non può pagare la propria condanna. È impossibile per l’uomo salvarsi da sé.
“Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano. “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti. “Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?” Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!”” (Matteo 7:13-23)

“perché non quelli che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che l’osservano saranno giustificati.” (Romani 2:13 )

La vera fede porta all’ubbidienza. Se una persona si fida veramente del proprio medico, prenderà la medicina che il medico le dà. È facile dire di avere fede in Dio, ma è l’ubbidienza che dimostra la realtà della fede.
In Tito, leggiamo di alcuni che professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, perché continuano a peccare. Continuano a ribellarsi contro Dio. Leggiamo Tito 1:16: “Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona.” (Tito 1:16 )

Se uno dice di conoscere Dio, ovvero, di essere salvato, ma non cammina in ubbidienza a Dio, il suo comportamento dimostra che in realtà, non conosce Dio, non è salvato.

Il libro di Giacomo è molto importante per capire bene questo insegnamento. Sarebbe utile leggere tutto il capitolo 1 e 2. Per ora, vi leggo soltanto alcuni versetti.

Prima, leggiamo Giacomo 1:22: “Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi.” (Giacomo 1:22 )

Chi ascolta la Parola di Dio, tramite la lettura o l’insegnamento, ma non la mette in pratica, ovvero, non si sottomette a Dio, lasciando un peccato nella sua vita, si illude, cioè, si auto inganna, immaginando di essere a posto con Dio, quando in realtà, è un ribelle.

Non è il fatto di ascoltare la Bibbia che ci salva, è una questione di avere veramente fede in Dio, una fede vivente che produce ubbidienza. Siamo salvati per FEDE producendo OPERE e l’ubbidienza è un’OPERA necessaria della vera fede.

Infatti, quando c’è una fede che NON produce opere,  quella fede è una fede MORTA, è una fede senza valore, che non può salvare.
Giacomo dichiara questo in Giacomo 2:15,17,26:
“A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?” (Giacomo 2:14)

“Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta.” (Giacomo 2:17)

“Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.” (Giacomo 2:26)

Chi persiste nel peccato non ha mai veramente conosciuto Dio, cioè, non è salvato. La vera salvezza e il continuare nel peccato si escludono a vicenda.

Quindi, è estremamente importante capire che non è possibile per un vero credente persistere nel commettere un peccato. Se uno si dichiara credente, ma continua a persistere in un peccato è bugiardo. Giovanni spiega questo chiaramente nel capitolo 2.
“Da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: “Io l’ho conosciuto”, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente completo. Da questo conosciamo che siamo in lui” (1 Giovanni 2:3-5 ).

O cari, se uno non osserva i comandamenti di Dio, è inutile dire di conoscere Dio, ovvero, di essere salvato. L’UNICA via per un vero credente è l’ubbidienza a Dio, perché la salvezza viene per la FEDE..producendo OPERE e la vera fede produce UBBIDIENZA. Quando non c’è ubbidienza, non c’è la fede, e quando non c’è la fede, non c’è la salvezza.

Quando sono stato in mezzo a voi sulla Terra, ho incontrato molti peccatori sul mio cammino. Li ho accolti con amore, li ho perdonati, li ho guariti, li ho liberati dal male. Non li ho mai umiliati, né maltrattati, non ho fatto loro delle belle lezioni di morale, né li ho impauriti minacciando di castigarli. Al contrario, li ho sempre rialzati e ho mostrato loro la strada verso il cambiamento. A ciascuno di loro, come alla donna adultera, ho detto: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”. Lo stesso dico oggi a ciascuno di voi. E se nella vita capiterà anche a voi di incontrare dei peccatori, o se voi stessi vi sentirete tali, non chiudete mai la strada né a loro né a voi stessi, ma ripetete le mie parole: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”.

Cercate sempre uno spiraglio verso la luce e rivolgetevi a me. Fate questo e riceverete la luce, fate questo e vivrete.

Nel Vangelo, tratto da San Luca, ci viene presentato Gesù che invita al rinnovamento della vita una donna sorpresa in flagrante adulterio e che viene presentata a lui per giudicarla. Anche in questo caso Gesù usa tanta misericordia da far riflettere seriamente coloro che volevano lapidare la donna ed ucciderla sotto i colpi di una presunta giustizia da eseguire con le proprie mani, uccidendo la rea che aveva commesso un grave peccato e si era posta chiaramente contro la legge.

E’ necessario rieducare all’amore, al perdono, alla fedeltà ai valori, alla responsabilità. Se un messaggio ci viene dal brano del Vangelo sull’adultera questo consiste essenzialmente nel rieducare le persone deboli da un punto di vista morale ad un comportamento rispondente alla legge naturale e rivelata:

“In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

Questo NON PECCARE PIU’  risuona come un esplicito monito a non ritornare sugli errori commessi e che ammettono sì una tolleranza, ma non una tolleranza illimitata. Ad un certo momento della vita di ogni uomo, dopo aver toccato il fondo della immoralità, deve subentrare il momento del recupero per risalire la china. E’ quello che chiede Gesù alla donna, quando vede che nessuno la condanna, perché tutti siamo peccatori, ma lui può, perché conosce il cuore dell’uomo, permettersi di chiederle un impegno di vita, che consiste nel non peccare più.

 

CHIEDERE OGNI GIORNO IL PERDONO DEI PROPRI PECCATI E’ DA PECCATORI CONTORTI AVVEZZI SOLO AL MALE … COSTORO HANNO LA LINGUA BIFORCUTA DICONO DI FARE LA VOLONTA’ DI DIO INVECE SONO DEL DIAVOLO …. DICONO QUESTO:  NOI LO FACCIAMO PERCHE’ SIAMO IMPERFETTI A CAUSA DEL PRIMO ERRORE … ATTRIBUENDO LA PROPRIA IMMORALITA’ AD ALTRE FUGURE … SONO COSTORO FRUTTO SOLO DAL DIAVOLO … FREQUENTATELI SOLO PER SALVARLI … MA NON CONTAMINATE LA VOSTRA ANIMA SEGUENDOLI ….

 

  • Chi non crede si autocondanna, non tanto perché Dio lo rifiuta o non aspetta altro che un suo errore per schiacciarlo e mostrargli quanto disprezzo ha nei suoi confronti, ma perché continuerà a lasciarsi dominare dai suoi istinti e dal suo senso distorto di ciò che è giusto e buono per la sua vita.
  • Prendiamo un esempio dalla vita quotidiana. Un tale ha difficoltà di respirazione e va dal medico. Questi gli chiede se è un fumatore. Lui risponde affermativamente. “Quante sigarette fuma al giorno?”, incalza il dottore. “Dai due ai tre pacchetti”, confessa il paziente. “Questa è la ragione della sua difficoltà di respirazione. Dovrà smettere immediatamente e totalmente, se non vuole che le capiti qualche cosa di peggio”. Il medico ha trovato la ragione della sua problematica e gli fornisce la soluzione. Lo sta condannando in quel momento? Gli sta, forse, dicendo: “Sei un miserabile, un disgraziato fumatore, vattene via, sparisci, ti odio, non meriti il mio aiuto”? No, gli sta semplicemente dicendo, dall’alto della sua sapienza, che se continuerà a fumare si ammazzerà da solo. Gli sta facendo notare qual è il problema (la Legge ha solamente evidenziato il peccato, la causa della malattia), affinché possa risolverlo, soluzionarlo, superarlo e trovare un miglioramento fisico, una migliore qualità di vita. Il medico non sta condannando nessuno. Uno, certo, può sentirsi condannato perché non riesce a smettere, ma questo è un altro discorso.
  • La legge ci fa notare dov’è l’origine del nostro malessere, non è semplicemente un atto di accusa, di condanna perché non siamo in grado di applicarne i comandamenti. L’incapacità di amare Dio e il nostro prossimo come noi stessi è il nostro problema, il cancro che ci mangia la vita dall’interno del nostro essere, la nostra condanna che ci porta alla distruzione. La sapienza divina espressa nella Legge non vuole condannare nessuno, ma vuole semplicemente darci la risposta, la soluzione ai nostri problemi, come dice l’apostolo Paolo: “La legge è essa peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non per mezzo della Legge…Talché la Legge è santa, e il comandamento è santo è giusto è buono. Ciò che è buono diventò dunque morte per me? Così non sia; ma è il peccato che mi è divenuto morte, onde si palesasse come peccato, cagionandomi la morte mediante ciò che è buono; affinché, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccaminoso. Noi sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato” (Romani 7:7,12-14).
  • Che Dio si sia servito di Cristo per salvare e non a condannare, lo dimostra in questo episodio:

“Donna,dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?…Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”.

Ma perché dice all’adultera di non peccare più? E perché dice al paralitico di Betesda: “Ecco, tu sei guarito; non peccare più, che non ti accada di peggio” (Giovanni 5:14).

Di certo non sta dicendo: “Guarda che, se torni a peccare, io dal cielo ti manderò una malattia, una folgore per distruggerti, perché hai osato contraddirmi”.

La malattia, la distruzione, terrena o eterna, ce la creiamo da soli, vivendo in un certo modo, e così ci autocondanniamo. “Non peccare più” : non perché se pecchi Dio ti rifiuta, ti rinnega, ti demolisce, ti distrugge, ma solo perché ti dirigi in una via che porta all’autodistruzione. TI ALLONTANI PER SEMPRE DA DIO … CONTANNANDOTI ALL’AUTODISTRUZIONE ….

  • Il mondo è malato, lo vediamo, ma di chi è la colpa? E’ forse di Dio che ci dice di stare attenti, che ci avverte che stiamo sbagliando, o la colpa è di chi persevera in questa condizione. A volte l’uomo persevera perché non può farne a meno, perché è schiavo dei suoi peccati e del Maligno, per questo facciamo nostre le parole del Vangelo che ci invita a giudicare con il giusto giudizio.

“Attento che non ti capiti di peggio” : se ti lasci andare a dei principi che non sono quelli dell’amore di Cristo, ti puoi distruggere in maniera più grave della paralisi, creandoti un vuoto di valori nell’animo e un vuoto relazionale all’esterno. Il mondo è malato, ha un bisogno enorme. C’è una grande emarginazione, c’è difficoltà esistenziale a sopravvivere, a trovare un senso pratico alla vita, una ragione per esistere, un riempire le proprie giornate, un trovare soddisfazione al nostro essere. Il mondo è malato e il Signore ci avverte: non peccate più, cambiate linea, io vi offro la direzione giusta, vi offro le motivazioni per il cambiamento vero, genuino che porta guarigione, libertà, armonia. Credete e troverete.

 

Và e d’ora in poi non peccare più

Vangelo DI Giovanni 8

 

Romani 6

17 Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso 18 e così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia. 19 Parlo con esempi umani, a causa della debolezza della vostra carne. Come avete messo le vostre membra a servizio dell’impurità e dell’iniquità a pro dell’iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione. 20 Quando infatti eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia. 21 Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Infatti il loro destino è la morte. 22 Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna. 23 PERCHE’ IL SALARIO DEL PECCATO E’ LA MORTE; MA IL DONO DI DIO E’ LA VITA ETERNA in Cristo Gesù nostro Signore.

 

Ed infine partecipa alla ricostruzione della CHIESA DI DIO descritta in Atti 2 del versetto 36 al 48 … allora potrai DIRE SONO SALVO … SONO SALVA …

 

CHE DIO CI BENEDICA E CI PROTEGGA SINO AL GIORNO DELLA NOSTRA RINASCITA …

 

VOSTRO FRATELLO

ROMANINO ROMANO

 

PERO’ SARA TUTTA COLPA DI GESU’ ?

Dicono che Dio non mantiene la parola data ….

 

IL POPOLO DI DIO E’ ISRAELE ….QUESTO E’ QUELLO CHE AFFERMA LA BIBBIA PER BOCCA DI DIO …. DI CONSEGUENZA PER GLI ALTRI NON VI E’ CHE SCARSA CONSIDERAZIONE …

INFATTI LA BIBBIA ATTESTA PER CONTO DI DIO …CHE SOLO UNO E’ IL POPOLO DI DIO…

Ora … girala come vuoi ma il Popolo di Dio è solo uno….Nel corso dei secoli infatti impostori si sono inseriti con il solo scopo di speculare su Dio e il Popolo di Israele … che nella Bibbia dallo  stesso Dio è DICHIARATO IL SUO UNICO POPOLO … Con questo anche se la Bibbia non lo indica non è detto che fuori dal suo Popolo non ci sia la salvezza…ma SICURAMENTE mai si salveranno coloro i quali seguono LA FALSA RELIGIONE che nulla hanno a che spartire con il Popolo di Dio…Pertanto uscite dai   circuiti infernali della religione da mercato …LA BIBBIA IN QUESTO SENSO E’ CHIARISSIMA….La chiesa cattolica è nata circa 400 anni dopo la morte di Gesù ….gli evangelici 15 secoli dopo …i pentecostali 19 secoli dopo…costoro non sono mai stati conosciuti ne da Dio … ma sicuramente mai da Gesù…Sono solo degli abusivi \ truffatori….peraltro GESU’ NON E’ RICONOSCIUTO DA ISRAELE quindi è tutto un pasticcio ….

Partendo dal presupposto … che un ragionamento lineare se contorto può nascondere dei secondi fini mascherati da assiomi …  che dicotomizzano il pensiero in due grandi categorie avulse  da ogni logica di sincretismo ascetico incapace di concretizzare
una sintesi logica quale presupposto per giungere alla difesa delle proprie posizioni con ragionamenti contorti…. con assoluta evidenza ne consegue che arrampicarsi sugli specchi può solo produrre scivoloni …
Ora potete produrvi in Sofismi …Archetipi Filosofici …strane oltre che contorte ed assurde altre filosofie  …insomma girarla e rigirala per tentare di entrare per il rotto della cuffia… in ambiti non vostri …manipolando per questo fine con grazia di menzogna oltre che con accordi o fusione di dottrine sincretistiche solo per tentare l’approccio alla credibilità delle posizioni ….senza però poter concretamente cambiare il succo della realtà….pertanto …adesso …voi che dite che chi crede in Dio deve credere nella Bibbia sarete messi alla prova…se la Bibbia è Parola di Dio …allora Israele è il Popolo di Dio cosi cm’è è detto nella stessa Bibbia…caso contrario la Bibbia è opera degli uomini ….quindi gli altri tutti gli altri esseri mortali che popolano cosi come hanno popolato la terra non contano nulla…se non che per continuare uno stile di vita lontano da Dio praticando le più assurde imposture contro la stessa Santa Parola…quindi continuate pure ad inginocchiarvi davanti alle statue ….cosi come da parassiti peccatori continuate ad estorcere senza averne il diritto la decima agli ingenui più scemi….praticate ogni eresia …tanto per voi non vi è parte nel regno dei cieli…non abiterete mai nella nuova Gerusalemme…ma perirete per la sola vostra colpa nelle insulse pratiche…idolatriche ed estorsive…

La sola azione che però può farvi riconoscere assimilandovi al Popolo di Dio vi sarà data ad una sola condizione se abbandonerete ogni pratica contraria alla Bibbia …ritornando alle origini che impone la pratica della fedele osservanza alla Comunità Cristiana descritta in Atti 2 dal versetto 36 al 48…compiendo il Risveglio alla Vera Nuova Vita…che vi indurrà alla pratica della Chiesa in Casa solo cosi vi salverete ….in quanto solo cosi non avrete più motivo d’inciampo
Ecco il Vero ed Unico Popolo di Dio ….lo stesso Popolo dal quale è nato Gesù…e che non riconosce Gesù quale il Messia …
Sebbene storicamente il cristianesimo sia nato in ambito ebraico e Gesù il nazareno fosse ebreo, nessuna confessione dell’ebraismo riconosce in lui il Messia né tantomeno le caratteristiche divine che i cristiani gli attribuiscono.

L’ebraismo ritiene inoltre che le profezie e i riferimenti al Tanakh che si trovano nel Nuovo Testamento (considerato apocrifo) non siano pertinenti. L’ebraismo rabbinico ritiene che la venuta del Messia non si sia ancora manifestata.

L’ebraismo non ha mai accettato nessuno degli adempimenti pretesi dalle profezie che il cristianesimo attribuisce a Gesù. L’ebraismo proibisce inoltre il culto della persona come forma di idolatria, poiché la credenza centrale della religione è l’unità assoluta e singolarità di Dio.

L’escatologia ebraica ritiene che l’arrivo del Messia sarà associato con una serie specifica di eventi che non sono ancora avvenuti, compreso il ritorno degli ebrei nella loro terra e la ricostruzione del Tempio, un’era messianica di pace (Isaia 2:4) e comprensione durante la quale “la saggezza del Signore” riempirà la Terra (Isaia 11:9) e poiché gli ebrei credono che nessuno di questi eventi si sia verificato durante il corso della vita di Gesù (né se ne sono verificati in seguito, tranne che per il ritorno di molti ebrei alla loro terra dopo la fondazione del moderno Stato d’Israele), Gesù non è un candidato valido come Messia.

 

Stando alla stessa Bibbia se ne deduce che DIO non sa mantenere la parola data … insomma è come un fraudolento commerciante … questo è possibile secondo voi ??

 

Cosi come dice la Bibbia… il Creatore dell’Universo stipulò con il popolo d’Israele un’Alleanza eterna…. lo liberò dalla schiavitù in Egitto… gli donò la Torah

( La Torah è il documento primario dell’ebraismo ed è la fonte delle 613 mitzvot [ 613 precetti ] e della maggior parte della sua struttura etica dei dieci comandamenti ascoltati dagli Ebrei direttamente dalla “bocca” di Dio …Gli Ebrei sono quindi i testimoni di Dio fra le nazioni e i custodi della Rivelazione del Sinai… L’espressione del Pentateuco FAREMO ed ASCOLTEREMO venne pronunciata dal popolo ebraico al momento dell’accettazione della Torah e delle Mizvot aderendo quindi al Regno celeste.

Ascoltando quest’affermazione Dio chiese chi potesse aver fatto conoscere loro il segreto del servizio degli angeli. Gli angeli posero quindi una corona per FAREMO ed una corona per ASCOLTEREMO sulla testa di ciascun ebreo. )

“Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete “per me la proprietà/la Mia eredità” tra tutti i popoli, perché mia è tutta la Terra!” (Esodo 19.5).

Dio promette di non scambiare mai il Suo Popolo “Israele” con altri popoli:

“Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te.” (Genesi 17.7)

Le promesse di DIO erano già state rese note ad Abramo …infatti mentre tutti i popoli si allontanavano dalla giustizia praticando il commercio e l’idolatria il primo patriarca ebreo continuò ad essere un uomo retto ….e Dio scelse tra i suoi discendenti i giusti per fondare una nazione speciale….

Ma qual è il compito del popolo eletto?

Secondo l’Ebraismo, Israele è stato scelto per essere “un regno di sacerdoti”… una nazione diversa da tutte le altre….
Israele ha infatti il dovere di osservare la Torah (che significa Insegnamento)… ovvero la Legge suprema che Dio rivelò per mezzo di Mosè….
Con l’avvento dell’era messianica, gli Israeliti potranno finalmente essere la luce delle nazioni ( vedi Isaia 42:6 ) per guidare tutti i popoli verso l’adorazione dell’Unico Dio.

Il Patto del Sinai è eterno ed irrevocabile … Secondo le parole della stessa Torah … quando Israele trasgredisce in modo continuo viene punito tramite l’esilio ( Nella storia è accaduto diverse volte )… ma ciò avviene solo affinché il popolo comprenda i propri errori e si ravveda… e infatti è sempre ribadita la promessa del ritorno in patria e della Redenzione….

“Se vi corrompete e vi fate delle immagini scolpite nella forma di qualsiasi cosa, e fate ciò che è male agli occhi del vostro Dio… per irritarlo Dio vi disperderà fra i popoli, e non rimarrà di voi che un piccolo numero fra le nazioni dove Dio vi condurrà.” (Deuteronomio 4:25-27).

“Nonostante tutto questo, quando saranno nel paese dei loro nemici, io non li disprezzerò e non li detesterò fino al punto di annientarli del tutto e di rompere il mio Patto con loro, perchè io sono il loro Dio.” (Levitico 26:44).

L’espressione biblica “Dio d’Israele” è spiegata in questo modo:
“Il Santo Benedetto Egli sia disse a Israele: «Io sono Dio per tutti coloro che vengono al mondo, ma soltanto a te ho associato il mio Nome. Non sono chiamato il Dio degli idolatri, ma il Dio d’Israele” Deuteronomio 7:6
Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato [Israeliti] fra tutti i popoli che sono sulla terra.

1 Pietro 2:9
Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato

Dio ha un patto speciale con quelli che fanno parte del vero Israele spirituale. E’ scritto nella Bibbia, in Ebrei 8:10-12 : “Questo è il patto che farò con la casa d’Israele….. dice il Signore: io metterò le mie leggi nelle loro menti, le scriverò sui loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Nessuno istruirà più il proprio concittadino e nessuno il proprio fratello, dicendo: ‘Conosci il Signore!’ Perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro. Perché avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati.” Confronta con Geremia 31:31-34 ed Ezechiele 36:26-28.

Agli Israeliti spirituali sarà riconosciuta la propria cittadinanza in cielo, nella Nuova Gerusalemme. E’ scritto nella Bibbia, in Ebrei 13:14 : “Perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura.” In Ebrei 11:10 è scritto: “Perché aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore è Dio.” Ed ancora in Ebrei 12:22 è scritto: “Voi vi siete invece avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, alla festante riunione delle miriadi angeliche.” Questa è la Gerusalemme “….di lassù è libera, ed è nostra madre.” Galati 4:26 .
Quando Dio creerà un nuovo cielo e una nuova terra, allora il Suo Israele spirituale abiterà la Nuova Gerusalemme. Dio porrà questa città sulla terra e ne farà la capitale spirituale dell’Universo. Sarà una città di pace che non sarà mai toccata da apostasia, conflitto, violenza o empietà di qualsiasi tipo. E’ scritto nella Bibbia, in Apocalisse 21:1-4, 27 : “Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi… vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii una gran voce dal trono, che diceva: ‘Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate ’……E nulla di impuro né chi commetta abominazioni o falsità, vi entrerà; ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello.”

 

ORA CON GRAVITA’ DI MINACCIA LEGGIAMO:

CHE STANDO ALLA BIBBIA I MUSSULMANI …GLI EBREI ( CIOE’: ISRAELE IL POPOLO SANTO SCELTO DA DIO…POPOLO CON IL QUALE DIO HA STIPULATO UN PATTO ETERNO BOH!!!!!!!) ….I BUDDISTI ED ALTRI ANCORA COME PER ESEMPIO I LAPPONI  SONO ESSERI SENZA ANIMA INFATTI DOPO LA LORO MORTE NON CI SARA’ RINASCITA ….ALMENO CHE…MAH….CHE ASSURDA INCONGRUENZA …..CHE BRUTTA STORIA….

 

L’infamante ricatto….

A me questo sa di ricatto … non può ne Gesù ne Dio aver detto questa assurdità …verrebbe meno l’amorevole rapporto di Dio con tutti gli Uomini e le Donne …

Marco 15
15 Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.

 

Giovanni 3:16-18

«Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.»

 

ALLORA …. CHI CI CAPISCE E’ BRAVO …

 

Giovanni 1:12,13

«ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio.»

 

FINALMENTE

Non è l’uomo che sceglie, ma è Dio che sceglie l’uomo.

 

Giovanni 15:16

«Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, »

 

Romani 9:11

«poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama,»

 

«Tu allora mi dirai: Perché si lagna Egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà? Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? Il vasaio non ha egli potestà sull’argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile?
E che v’è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de’ vasi d’ira preparati per la perdizione, e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de’ vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria, li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto di fra i Giudei ma anche di fra i Gentili?» (Romani 9:19-24)

 

Comunque allora stando cosi le cose ….poveri i Mussulmani … gli Ebrei … i Buddisti …oltre gli appartenenti alle tante altre religioni …per loro non ci sarà scampo… CHE BRUTTA STORIA !!!!!

 

PERO’ SARA TUTTA COLPA DI GESU’ ?

 

 

SONO RIMASTO SENZA PAROLE … TUTTO QUESTO E’ ASSURDO …

SONO RIMASTO SENZA PAROLE … TUTTO QUESTO E’ ASSURDO …

 

“C’è molta più violenza nella Bibbia che nel Corano; l’idea che l’islàm si sia imposto con la spada è una fantasia Occidentale, inventata al tempo delle Crociate, quando, in realtà, furono i Cristiani dell’Occidente a scatenare una brutale “guerra santa” contro l’islàm”.

Pertanto, prima di condannare il Corano e le parole e le azione storiche del profeta dell’islàm, Maometto, come istigatori di violenza e intolleranza, si dovrebbe consigliare agli Ebrei di considerare le atrocità storiche commesse dai loro antenati Israeliti, così come sono state registrate dalle loro stesse scritture; bisognerebbe poi raccomandare ai Cristiani di considerare i cicli di brutali violenze compiute dai loro antenati nel nome della loro fede sia contro non Cristiani che contro Cristiani. In altre parole bisogna ricordare ad Ebrei e Cristiani che chi abita case di vetro deve evitare di scagliare pietre.

In tema di istigazione alla violenza e ai massacri, ogni semplicistica pretesa di superiorità della Bibbia nei confronti del Corano sarebbe totalmente sbagliata. Infatti, la Bibbia trabocca di “testi di terrore”. La Bibbia contiene molti più versetti che apprezzano o spingono al massacro di quanti non ne contenga il Corano, e la violenza Biblica è spesso molto più estrema e caratterizzata da una ferocia molto più indiscriminata … Se i testi fondamentali caratterizzano tutta la religione, allora Ebraismo e Cristianesimo meritano la condanna massima come religioni di efferatezza.

Ecco il primo significativo esempio di indicibile crudeltà: la conquista militare della terra di Canaan da parte degli Ebrei, circa nell’anno 1200 AC è spesso definita come “genocidio” ed è diventata emblematica della violenza e della intolleranza della Bibbia. Dio disse a Mosè:

Ma delle città di questi popoli che il Signore tuo Dio ti dà in eredità, non lascerai in vita alcun essere che respiri; ma li voterai allo sterminio: cioè gli Hittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei e i Gebusei, come il Signore tuo Dio ti ha comandato di fare, perché essi non v’insegnino a commettere tutti gli abomini che fanno per i loro dèi e voi non pecchiate contro il Signore vostro Dio.

Così Giosuè [il successore di Mosè] conquistò tutto il paese: le montagne, il Negheb, il bassopiano, le pendici e tutti i loro re. Non lasciò alcun superstite e votò allo sterminio ogni essere che respira, come aveva comandato il Signore, Dio di Israele.

Altro dato storico da ricordare con orrore è quello che attiene al seguente episodio: dopo aver sfondato le mura di Gerusalemme, nel 1099, per esempio, si racconta che i Crociati massacrarono quasi tutti gli abitanti della Città Santa. Secondo la cronaca medioevale, Gesta Danorum, “il massacro fu così grande che i nostri uomini camminavano nel sangue fino alle caviglie”.

Ora:consideriamo i seguenti versetti Coranici, noti come i “versetti della spada”:

Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada.

Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano umiliati.

Come nell’Antico Testamento i versetti in cui Dio ordina agli Ebrei di attaccare e trucidare i loro nemici, anche i versetti della spada hanno un contesto storico. All’inizio Dio emanò questi comandamenti dopo che i musulmani sotto la guida di Maometto erano diventati abbastanza forti da invadere i loro vicini Cristiani o pagani. Ma, a differenza dei versetti bellicosi e degli episodi di guerra dell’Antico Testamento, i versetti della spada divennero il fondamento delle successive relazioni sia con “la gente del Libro” (cioè Ebrei e Cristiani) sia con gli “idolatri” (cioè Indù, Buddisti, animisti eccetera) e, in effetti, innescarono le conquiste islamiche che cambiarono per sempre l’aspetto del mondo. Per esempio, in base a Corano 9:5, la legge islamica impone che gli idolatri e i politeisti debbano convertirsi all’islàm o essere uccisi e allo stesso modo, Corano 9:29 è la sorgente primaria delle ben note pratiche di discriminazione contro i Cristiani e gli Ebrei sconfitti che vivevano sotto la dominazione islamica.

Ora concentriamoci sulle tante crudeltà della Bibbia … che ci presentano un Dio tutt’altro che amorevole infine troviamo lo stesso Gesù sbilanciarsi verso l’odio … insomma le religioni non  insegnano l’ AMORE

Forse la Bibbia manipolata da loschi mascalzoni è diventata in talune parti una guida alla più feroce violenza…dove il valore di Dio relativamente all’amore si è trasformato in odio…io Romanino Romano non accetto queste mascalzonate …quindi lotto con altrettanta ferocia verbale per tentare di ristabilire la verità…Dio è amore…non è un violento ..ama la sua creatura ….non la violenta….ecco di seguito alcuni raccapriccianti esempi di come l’uomo di ieri concordemente all’odierno ci presenta Dio e Gesù nella Bibbia….

INIZIAMO ANALIZZANDO CHE La fedina penale di Gesù….ERA MACCHIATA Luca 22 :  35 Poi disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». 36 Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. 37 Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E per questo fu annoverato nei libri tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine».38 Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ed egli rispose «Si basta!».

 

DIO OMOFOBO….QUINDI I PRETI GAY CHE CI AZZECCANO Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna: è cosa abominevole. (Levitico 18:22) Se uno ha relazioni carnali con un uomo come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; saranno certamente messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro. (Levitico 20:13) 26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. 27 Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. (Romani 1:26-27) “Non v’ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9-10  Lev. 18:22).

 

VEDIAMO ADESSO ALCUNE DELLE CATTIVERIE… DEGNE DEL PEGGIOR NEMICO…ALTRO CHE AMORE Dio e lo stesso Gesù, in diverse occasioni si sono scagliati contro tutti coloro i quali non li avessero ascoltati. Cristo disse: “Serpenti, progenie di vipere, come sfuggirete al castigo dell’Inferno?”; “Chi pecca contro lo Spirito Santo non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro”; “Il Figlio dell’uomo invierà i suoi angeli ed essi raduneranno gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente. Ivi vi sarà pianto e stridor di denti”; “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno”; “Se la tua mano ti fa peccare, tagliala; è meglio per te entrare monco nel regno dei cieli che andare con due mani all’Inferno, dove il fuoco non si estingue e il verme non muore”. Quanti miliardi di persone hanno vissuto la loro vita nel terrore e nella paura della punizione divina? E si chiama questa forse bontà? È reale pensare, in base alla narrazione biblica, che il Dio ebreo fosse incline allo sterminio (Dt 7,1; 13,3; 25,17; Gn 10,28; 11:20; 1 Sam 15,1).

Durante la permanenza nel deserto per 40 anni, gli Ebrei, date le difficoltà di sopravvivenza in cui erano ridotti per la mancanza di cibo e non essendo ancora giunti in quella Terra Promessa da Dio, cominciarono a lamentarsi e a ribellarsi. Dio, sicuramente infastidito, fece piovere un diluvio di quaglie provenienti dal mare  per la distanza che copriva un giorno di cammino da una parte e dall’altra. Erano così tante che tutta la terra fu sommersa almeno per due cubiti (un metro) di altezza (Nm 11,31-34). Ne conseguì la possibilità di procurarsi finalmente cibo in abbondanza: gli Ebrei, affamati come erano, si strafogarono a mangiare tutto ciò che era caduto dal cielo. Ma il Signore, non condividendo questo atteggiamento del suo popolo, si incollerì a tal punto che ne fece morire una moltitudine. Ma come, prima Dio li accontenta dando tutto quel cibo, subito dopo, incollerito perché si stavano strafogando, li uccide? La Bibbia è piena di passi dove la crudeltà del Signore degli eserciti viene messa in chiara evidenza.

 

Ovviamente non possiamo elencarli tutti per motivi di spazio, ma ne abbiamo raccolti alcuni come dimostrazione che il Dio che noi preghiamo non è proprio quel Dio che pensiamo di conoscere. Vi prego solamente di tenere vicino a voi una Bibbia, affinché possiate controllare personalmente, passo per passo, se quello che scriviamo è frutto della nostra fantasia o corrisponde alla verità. Ma, qualora corrispondesse alla verità,sarebbe giusto rifletterci su. Gn 32,25 Dio fa a cazzotti con Giacobbe. Sì! Avete capito bene: Fanno proprio a cazzotti. Ma ve lo immaginate, un Dio che aveva il tempo di passeggiare per gli accampamenti e di fare a cazzotti con Giacobbe? Ma ci chiediamo perché, se Dio prima si faceva vedere fisicamente dagli Israeliti, faceva a cazzotti con la gente, partecipava alle guerre a favore degli Ebrei, ai nostri giorni non si è mai più fatto vedere? Gn 38,7 Er si rese odioso al Signore e questi lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: “Unisciti alla moglie del fratello… Ma Onan ogni qualvolta si univa alla cognata disperdeva il suo seme per terra per non dare posterità al fratello. Questo non fu gradito al Signore il quale lo fece morire”. Es 12,30 “Un grande grido scoppiò in Egitto perché non c’era casa dove non ci fosse un morto”. Ma che bella soddisfazione! Es 13,3 Il culto dei dei Astante e Moloch esigeva l’immolazione di esseri umani e, poiché gli Ebrei ancora veneravano questi dèi, Dio ordinò a Mosè che gli fossero riservati in maniera esclusiva oltre ai migliori capi di bestiame, anche i primogeniti del suo popolo: “Consacrami ogni primogenito che apre il ventre di ogni madre tra gli Israeliti, di uomini o di animali, esso appartiene a me”. Es 19,12 “Fisserai per il popolo un limite tutto attorno, dicendo: ‘Guardatevi dal salire sul monte e dal toccare le falde. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte.” Es 19,13 “Nessuna mano però dovrà toccare costui: dovrà essere lapidato o colpito con tiro di arco. Animale o uomo, non dovrà sopravvivere. Quando suonerà il corno, allora soltanto essi potranno salire sul monte.” Es 20,13 In un comandamento Dio ordina a tutti di non uccidere. Quindi Lui dovrebbe dare l’esempio. Invece, in Nm 31,1 e in Dt 25,17, Dio ordina lo sterminio di migliaia di nemici. Es 21,12 “Colui che colpisce un uomo causandone la morte, sarà messo a morte.” Quindi il Signore è a favore della pena di morte. Es 21,14 “Ma, quando un uomo attenta al suo prossimo per ucciderlo con inganno, allora lo strapperai anche dal mio altare, perché sia messo a morte.” Es 21,15 “Colui che percuote suo padre o sua madre sarà messo a morte.” Es 21,16 “Colui che rapisce un uomo e lo vende, se lo si trova ancora in mano a lui, sarà messo a morte.” Es 21,17 “Colui che maledice suo padre o sua madre sarà messo a morte.” Es 21,21 “Se uno colpisce il suo schiavo con un bastone e muore sotto la sua mano, si debbono vendicare; ma se reggono uno o due giorni allora non saranno vendicati perché sono suo denaro.” In questo passo si capisce che Dio non condanna l’uccisione di uno schiavo essendo questi ‘denaro’ per il suo padrone; ma questo non si chiama incitamento alla schiavitù? Ma Dio è Padre di tutti o solo dei padroni? Es 21,28 “Quando un bue cozza con le corna contro un uomo o una donna e ne segue la morte, il bue sarà lapidato e non se ne mangerà la carne. Però il proprietario del bue è innocente. Ma se il bue era solito cozzare con le corna già prima e il padrone era stato avvisato e non lo aveva custodito, se ha causato la morte di un uomo o di una donna, il bue sarà lapidato e anche il suo padrone dev’essere messo a morte.” Es 21,32 “Se il bue colpisce con le corna uno schiavo o una schiava, si pagheranno al padrone trenta sicli d’argento e il bue sarà lapidato.” Es 22,18 “Chiunque si accoppia con una bestia sia messo a morte.” Es 31,14 “Osserverete dunque il sabato, perché lo dovete ritenere santo. Chi lo profanerà sarà messo a morte; chiunque in quel giorno farà qualche lavoro, sarà eliminato dal suo popolo.” Es 32,28 Preso da questa frenesia assassina, pure Mosè ordinò ai Leviti di massacrare tutti quelli che avessero adorato il vitello d’oro: “Passate e ripassate nell’accampamento da una porta all’altra, uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente”. I Leviti ubbidirono e il risultato fu di tremila morti. I Leviti, a ricompensa di questa fedeltà, ricevettero, tramite Mosè, l’investitura a casta sacerdotale. Certo che è un Dio strano questo ! Anziché prendersela con chi ha veramente sbagliato, ordina una strage generale, includendo anche chi non avesse commesso il peccato. Lv 5,1 Il Signore ordina a Mosè di espellere dall’accampamento i lebbrosi e gli ammalati, maschi e femmine, affinché non contagiassero gli altri. Ma non sarebbe stato più semplice per Dio in un baleno farli guarire tutti dimostrando così la sua misericordia? Lv 7,26 “Chiunque mangerà sangue di animali o di volatili sarà eliminato.” Lv 10,11 I figli di Aronne, Nadab e Abiu, accesero ognuno il proprio braciere di fuoco con l’incenso e lo presentarono al Signore. Non essendo stato prescritto loro, il Signore seduta stante li fulminò. Ma può esistere un Dio così crudele e capriccioso e per motivi così futili? Lv 20,2 “Dirai agli Israeliti: ‘Chiunque tra gli Israeliti o tra i forestieri che soggiornano in Israele darà qualcuno dei suoi figli a Moloch, dovrà essere messo a morte; il popolo del paese lo lapiderà.” Lv 20,9 “Chiunque maltratta suo padre o sua madre dovrà essere messo a morte; ha maltrattato suo padre o sua madre: il suo sangue ricadrà su di lui.” Lv 20,13. “Se due uomini soggiacciono nello stesso letto siano messi a morte entrambi.” Lv 20,15 “L’uomo che si abbruttisce con una bestia dovrà essere messo a morte; dovrete uccidere anche la bestia.” Ma che c’entra la bestia, poveretta? Lv 20,18 Per aver fatto l’amore durante il ciclo mestruale viene comminata la pena di morte. Ma è possibile? Leggi igieniche di allora, si dirà, ma Dio che c’entra con tutto ciò? E la pena di morte viene comminata pure verso quegli uomini che giacciono con altri uomini: ecco da dove derivano le condanne durissime che San Paolo ha nei confronti degli omosessuali (Rm, 1,27, Cor 6,10). Lv 21,9 “Se la figlia di un sacerdote si disonora prostituendosi, disonora suo padre e quindi sia bruciata.” Lv 24,16 “Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del Signore, sarà messo a morte.” Lv 24,17 “Chi percuote a morte un uomo dovrà essere messo a morte.” Lv 24,21 “Chi uccide un capo di bestiame lo pagherà; ma chi uccide un uomo sarà messo a morte.” Lv 25,44 Era permesso agli Ebrei di avere schiavi e tenerli come proprietà privata e lasciarli in eredità ai propri figli. Ma questo solo con gli stranieri, in quanto avere schiavi ebrei era severamente vietato. In Es 31,2, troviamo invece che si potevano avere schiavi Ebrei, ma solo per sei anni; mentre in Prv 29,19 troviamo che lo schiavo si corregge col bastone e non con le parole. Lv 26,14. Troviamo un elenco molto nutrito delle maledizioni che Dio promette a chi non gli ubbidisce. Lv 26, 21 “Se vi opporrete a me e non mi ascolterete, io vi colpirò sette volte di più, secondo i vostri peccati. Manderò contro di voi le bestie selvatiche, che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame vi ridurranno a un piccolo numero e le vostre strade diventeranno deserte.” Lv 27 Troviamo un Dio schiavista. Dio detta le regole per il riscatto degli schiavi. Nm 1,51 “Quando la Dimora dovrà partire, i leviti la smonteranno; quando la Dimora dovrà accamparsi in qualche luogo, i leviti la erigeranno; ogni estraneo che si avvicinerà sarà messo a morte.” Nm 3,10 “Tu stabilirai Aronne e i suoi figli, perché custodiscano le funzioni del loro sacerdozio; l’estraneo che vi si accosterà sarà messo a morte.” Nm 5,11 “Se un uomo dubiterà della fedeltà moglie, esso condurrà la moglie dal sacerdote con… un’offerta di due chili di farina d’orzo; … se lei ha giaciuto con un uomo le si gonfi il ventre e avvizzisca il sesso.” Nm 15,32 Un uomo viene trovato a raccogliere legna il giorno di sabato: fu condotto al cospetto di Mosè, che a sua volta interrogò il Signore su cosa fare. Dio ordinò di uccidere quel povero disgraziato tramite lapidazione. Ma veramente può esistere un Dio del genere che fa lapidare un poveraccio che raccoglie un po’ di legna il sabato? Nm 15,36 “Tutta la comunità lo condusse fuori dell’accampamento e lo lapidò; quegli morì secondo il comando che il Signore aveva dato a Mosè.” Nm 18,7 “Tu e i tuoi figli eserciterete il vostro sacerdozio per quanto riguarda l’altare ciò che è oltre il velo; compirete il vostro ministero. Io vi do l’esercizio del sacerdozio come un dono; l’estraneo che si accosterà sarà messo a morte.” Nm 25,5-9 Dio ordina a Mosè di sterminare 24.000 israeliti che avevano sacrificato a Baal-Peor. Nm 31,7 Dio ordina a Mosè di sterminare i Medianiti. Mosè uccise tutti i maschi, cinque re, tutti i bambini e fece prigioniere donne; i Medianiti razziarono il bestiame e incendiarono tutte le città. Nm 35,12 “Queste città vi serviranno di asilo contro il vendicatore del sangue, perché l’omicida non sia messo a morte prima di comparire in giudizio dinanzi alla comunità.” Nm 35,16 “Ma se uno colpisce un altro con uno strumento di ferro e quegli muore, quel tale è omicida; l’omicida dovrà essere messo a morte.” Nm 35,17 “Se lo colpisce con una pietra che aveva in mano, atta a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l’omicida dovrà essere messo a morte.” Nm 35,18 “O se lo colpisce con uno strumento di legno che aveva in mano, atto a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l’omicida dovrà essere messo a morte.” Nm 35,21 “O lo colpisce per inimicizia con la mano, e quegli muore, chi ha colpito dovrà essere messo a morte; egli è un omicida e il vendicatore del sangue ucciderà l’omicida quando lo incontrerà.” Nm 35,30 “Se uno uccide un altro, l’omicida sarà messo a morte in seguito a deposizione di testimoni, ma un unico testimone non basterà per condannare a morte una persona.” Nm 35,31 “Non accetterete prezzo di riscatto per la vita di un omicida, reo di morte, perché dovrà essere messo a morte.” Dt 2,30-3,6 “Siccome il re Sicom non ci volle far passare dal suo paese, lo votammo allo sterminio” e poi ancora “votammo allo sterminio tutti gli uomini, le donne e tutti i bambini della città di Og in Bassan”. Dt 7,16 “Tu sterminerai tutti i popoli che il Signore tuo Dio ti dona. Il tuo occhio non avrà misericordia di loro”. Incredibile un Dio sterminatore dei propri figli. Dt 13,10 “Chi cercherà di convincerti ad adorare un altro Dio, tu dovrai ucciderlo, la tua mano gli darà la morte. Lo lapiderai e lui morirà. Così estirperai il male da te.” Dt 13,13 “Se ti inciteranno a pregare altri dèi, devi passare gli abitanti e gli animali di quella città a fìl di spada e brucerai la città. Dt 17,6 “Colui che dovrà morire sarà messo a morte sulla deposizione di due o di tre testimoni; non potrà essere messo a morte sulla deposizione di un solo testimonio.” Dt 17,12 “L’uomo che si comporterà con presunzione e non obbedirà al sacerdote che sta là per servire il Signore tuo Dio o al giudice, quell’uomo dovrà morire; così toglierai il male da Israele.” Dt 18,20 “Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire.” Dt 19,12 “Gli anziani della sua città lo manderanno a prendere di là e lo consegneranno nelle mani del vendicatore del sangue perché sia messo a morte.” Dt 19,21 “Il tuo occhio non avrà misericordia: persona per persona, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede. ” Dt 20,1 “Quando andrai in guerra contro i nemici, non aver paura, perché il Signore è vicino a te.” Dt 21,18 “Se c’è un figlio ribelle, vizioso e bevitore deve essere lapidato da tutta la città.” Dt 21,22 “Se un uomo avrà commesso un delitto degno di morte e tu l’avrai messo a morte e appeso a un albero.” Dt 22,13, Troviamo il passo dove Dio in persona dispone che se un marito trova la moglie non più vergine, questa donna deve essere lapidata fino alla morte. Dt 22,25 “Ma se l’uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza pecca con lei, allora dovrà morire soltanto l’uomo che ha peccato con lei.” Dt 23,2 “Non entrerà nella comunità del Signore chi ha il membro contuso o mutilato. Il bastardo non entrerà nella comunità del Signore; nessuno dei suoi, neppure alla decima generazione, entrerà nella comunità del Signore.” Dt 24,7 “Quando si troverà un uomo che abbia rapito qualcuno dei suoi fratelli tra gli Israeliti, l’abbia sfruttato come schiavo o l’abbia venduto, quel ladro sarà messo a morte; così estirperai il male da te. Dt 24,16 “Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato.” Dt 28,15 “Se non obbedirai alla voce del Signore  ti raggiungeranno tutte queste maledizioni: Sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna. Maledette saranno la tua cesta e la tua madia. Maledetto sarà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo; maledetti i parti delle tue vacche e i nati delle tue pecore. Maledetto sarai quando entri e maledetto quando esci. Il Signore lancerà contro di te la maledizione, la costernazione e la minaccia in ogni lavoro a cui metterai mano, finché tu sia distrutto e perisca rapidamente a causa delle tue azioni malvagie per avermi abbandonato. Il Signore ti farà attaccare la peste, finché essa non ti abbia eliminato dal paese di cui stai per entrare a prender possesso. Il Signore ti colpirà con la consunzione, con la febbre, con l’infiammazione, con l’arsura, con la siccità, il carbonchio e la ruggine, che ti perseguiteranno finché tu non sia perito. Il cielo sarà di rame sopra il tuo capo e la terra sotto di te sarà di ferro. Il Signore darà come pioggia al tuo paese sabbia e polvere, che scenderanno dal cielo su di te finché tu sia distrutto. Il Signore ti farà sconfiggere dai tuoi nemici: per una sola via andrai contro di loro e per sette vie fuggirai davanti a loro; diventerai oggetto di orrore per tutti i regni della terra. Il tuo cadavere diventerà pasto di tutti gli uccelli del cielo e delle bestie selvatiche e nessuno li scaccerà. Il Signore ti colpirà con le ulcere d’Egitto, con bubboni, scabbia e prurigine, da cui non potrai guarire. Il Signore ti colpirà di delirio, di cecità e di pazzia. ” Gs 1,18 “Chiunque disprezzerà i tuoi ordini e non obbedirà alle tue parole in quanto ci comanderai, sarà messo a morte. Solo, sii forte e coraggioso.” Gs 6,21 Nella conquista di Gerico Dio ordina di sterminare tutti gli abitanti della città, donne e bambini e asini e tutti gli altri animali. Gs 7,25 “Giosuè disse: ‘Come tu hai portato sventura a noi, così il Signore oggi la porti a te!’ Tutto Israele lo lapidò, li bruciarono tutti e li uccisero tutti a sassate.” Gs 8,26. Un altro sterminio nella città di Ai, effettuato per ordine del Signore. Gs 10,11 Dio interviene direttamente in una battaglia a favore di Israele e si mette a lanciare sassi contro il nemico: “Giosuè, armato dal Signore mise in fuga i nemici. Mentre questi scappavano il Signore lanciò contro di loro delle pietre e molti morirono. I morti con le pietre furono molti di più di quelli uccisi con le spade!”. Gs 11,21 “In quel tempo Giosuè si mosse per eliminare gli Anakiti dalle montagne, da Ebron, da Debir, da Anab, da tutte le montagne di Giuda e da tutte le montagne di Israele. Giosuè li votò allo sterminio con le loro città.” Sir 40,8 La sorte di ogni essere vivente, dall’uomo alla bestia, si ripete per i peccatori sette volte tanto: morte, sangue, contese, spada, disgrazie, fame, calamità, flagelli. Sir 41,9 “Quando nascete, nascete per la maledizione; quando morite, erediterete la maledizione.” Gdc 6,30 “Allora la gente della città disse a Ioas: ‘Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perché ha demolito l’altare di Baal e ha tagliato il palo sacro che gli stava accanto’.” Gdc 6,31 “Ioas rispose a quanti insorgevano contro di lui: ‘Volete difendere voi la causa di Baal e venirgli in aiuto? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte prima di domattina; se è Dio, difenda da sé la sua causa, per il fatto che hanno demolito il suo altare.” Gdc 19,23 Un altro episodio analogo a quello di Lot lo troviamo in questi versetti, dove viene descritto l’episodio di un viandante che, con la propria consorte, si recò verso le montagne di Efraim. Qui i due vennero gentilmente ospitati da un vecchio levita del paese. Di notte la casa fu circondata da alcuni abitanti del paese, i quali chiesero al padrone di casa di consegnare loro questo ospite, perché lo volevano violentare. Il vecchio rispose loro di lasciare in pace l’ospite e in cambio diede il permesso che di abuare sia della concubina ospite e sia della propria figlia ancora vergine. Questi energumeni per tutta la notte violentarono la donna gentilmente offerta dal levita concubino e, per tutta la notte, sfogarono le proprie voglie sessuali sulla sventurata. Di primo mattino, la donna fece ritorno a casa, dove il marito se la raccolse e la portò via. Ma arrivati a destinazione, il marito, forse pentitosi di quanto aveva fatto donando le grazie della donna, la uccise e la squartò. Ne fece dodici pezzi, mandando un pezzo del corpo straziato a ogni tribù d’Israele. Gdc 20,20 Dio non solo si mette dalla parte del torto, ma fa annientare il popolo di Beniamino solo per aiutare gli Israeliti. Gdc 20,21 Il popolo d’Israele, per ordine di Dio, mosse guerra a Beniamino. Gli Ebrei, avendo subito oltre cinquantamila morti, volevano ritirarsi da questa assurda guerra. Ma il Signore Iddio disse loro di continuare la guerra, perché lui era dalla loro parte e li avrebbe aiutati a vincerla. Ma se Dio era dalla loro parte, come mai ci furono tutti quei morti? I soldati morti alla fine dello scontro furono 106.130 senza contare donne o bambini. Gdc 21,5 “Poi gli Israeliti dissero: ‘Chi è fra tutte le tribù d’Israele che non sia venuto all’assemblea davanti al Signore?’. Perché c’era stato questo grande giuramento contro chi non fosse venuto alla presenza del Signore a Mizpa doveva essere messo a morte.” 1 Sam 1,6 “L’affligeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo.” 1 Sam 6,19 Dio fece un flagello con migliaia di morti per punire coloro che si erano permessi di curiosare nell’Arca del Signore. 1 Sam 11,12 “Il popolo allora disse a Samuele: ‘Chi ha detto: Dovrà forse regnare Saul su di noi? Consegnaci costoro e li faremo morire.” 1 Sam 14,45 “Ma il popolo disse a Saul: ‘Dovrà forse morire Giònata che ha ottenuto questa grande vittoria in Israele? Non sia mai! Per la vita del Signore, non cadrà a terra un capello del suo capo, perché in questo giorno egli ha agito con Dio’. Così il popolo salvò Giònata che non fu messo a morte.” 1 Sam 15,3 “Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini.” Può Dio dare l’ordine di uccidere l’intero popolo degli Amaleciti? “Ora va’ e colpisci Amalek, non aver pietà di lui, uccidi uomini e donne, ragazzi, lattanti buoi e pecore, cammelli e asini” così ordinò Dio a Saul. Ma Saul, preso dalla pietà, risparmiò il re Agag, gregge e armenti. Dio incollerito tramite Samuele rimproverò Saul che non aveva ubbidito agli ordini e così Saul fu detronizzato. Il profeta Samuele con le sue mani portò a compimento l’ordine del Signore, sgozzando il re Agag. 1Sam 18,5,25,27 “Davide aveva successo nelle scorrerie ovunque Saul lo mandasse” – “Il re desidera che Davide porti cento prepuzi dei nemici Filistei” Davide uccide duecento Filistei e riportò al re i loro prepuzi. 2Sam 1,112 “… Prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle ad un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole.” 2 Sam 12,14 “Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai insultato il Signore il figlio che ti è nato dovrà morire”. Natan tornò a casa. Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente. Sam 16,22 Il re David andò a letto con la moglie del suo capitano Uri. Per punizione Dio fece morire il bimbo innocente che era nato da questa relazione e stabilì che le sue dieci mogli fossero stuprate da un prossimo parente. Così un mattino Assalonne, figlio di David, fece salire queste donne nude su un terrazzo e in presenza della piazza affollata e sbigottita le violò una dopo l’altra. Sam 19:22 “Ma Abisài, figlio di Zeruià, disse: ‘Non dovrà forse essere messo a morte Simeì perché ha maledetto il consacrato del Signore?’.” 1Sam 23,8 Davide brandì la lancia contro ottocento avversari e li trafisse in una sola volta; Lam 2,22 “Nel giorno dell’ira del Signore non vi fu né superstite né fuggiasco.” 2Cr 34,24 “Dice il Signore: ‘Ecco, io farò piombare una sciagura su questo luogo e sui suoi abitanti, tutte le maledizioni scritte nel libro letto davanti al re di Giuda, perché hanno abbandonato me e hanno bruciato incenso ad altri dèi provocandomi a sdegno con tutte le opere delle loro mani. La mia collera si accenderà contro questo luogo e non si potrà spegnere.” Is 36,12 “Gli uomini che stanno sulle mura, i quali presto saranno ridotti a mangiare i loro escrementi e a bere la loro urina…” 1Re 18,40 Il Profeta Eli si accorse che il popolo ricorreva a falsi profeti di Baal. Fece una proposta, subito accettata da tutti: “Adoreremo solo quel Dio che farà cadere il fuoco dal cielo e incenerirà la vittima preparata sull’altare”. Il popolo si radunò sul monte del Carmelo. I 450 profeti di Baal dopo aver preparato la vittima da immolare si misero a invocare il loro Dio, ma inutilmente tanto da obbligare Elia a prenderli in giro. Dopo toccò ad Elia che, preparata la sua vittima da immolare, invocò il VERO Dio, che subito fece cadere il fuoco celeste dal cielo e incenerì l’animale da immolare. Il popolo intero, vedendo ciò, si commosse e incominciò ad adorare il vero Dio. Elia, allora ordinò: “Prendete i Profeti di Baal e non ne scampi nemmeno uno. E li sgozzò uno per uno”. E mai possibile che Dio abbia ordinato questa strage così barbara e violenta? Ma può mai un Dio giusto e sempre misericordioso ordinare tutto ciò a un suo Profeta? 2Re 2,23 “Mentre Eliseo saliva la strada alcuni ragazzi si misero a beffeggiarlo dicendogli: ‘Vieni su, testa pelata. Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Improvvisamente due orsi uscirono dal bosco e sbranarono quarantadue di quei giovani.” 2 Re 6,22 “Quegli rispose: ‘Non ucciderli. Forse uccidi uno che hai fatto prigioniero con la spada e con l’arco? Piuttosto metti davanti a loro pane e acqua; mangino e bevano, poi se ne vadano dal loro padrone.” 2 Re 11,2 “Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazia, sottrasse Ioas figlio di Acazia dal gruppo dei figli del re destinati alla morte e lo portò con la nutrice nella camera dei letti; lo nascose così ad Atalia ed egli non fu messo a morte.” Tb 1,19 “Ma un cittadino di Ninive andò ad informare il re che io li seppellivo di nascosto. Quando seppi che il re conosceva il fatto e che mi si cercava per essere messo a morte, colto da paura, mi diedi alla fuga.” Nei Salmi 23 e 83 il Signore viene descritto come il “Signore degli Eserciti”. Sal 109,12 Nessuno gli usi misericordia, nessuno abbia pietà dei suoi orfani. La sua discendenza sia votata allo sterminio, nella generazione che segue sia cancellato il suo nome. L’iniquità dei suoi padri sia ricordata al Signore, il peccato di sua madre non sia mai cancellato.” Sir 47,5 “Poiché aveva invocato il Signore altissimo, egli concesse alla sua destra la forza di eliminare un potente guerriero e riaffermare la potenza del suo popolo.” Is 6,1-3 “… Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia; con due si copriva i piedi; e con due volava proclamando il Signore degli Eserciti.” Is 37,36 “Uscì l’angelo del Signore e colpì nell’accampamento degli Assiri 185.000 uomini; e si alzarono al mattino ed ecco erano tutti cadaveri.” 1 Mac 2,24 Il sommo pontefice Mattatia scanna un eretico e un ufficiale del re sull’altare. Sap 3,16 “I figli di adulteri non giungeranno a maturità; la discendenza di un’unione illegittima sarà sterminata. Anche se avranno lunga vita, non saran contati per niente, e, infine, la loro vecchiaia sarà senza onore. Se poi moriranno presto, non avranno speranza né consolazione nel giorno del giudizio, poiché di una stirpe iniqua è terribile il destino.” Ger 10,25 Geremia invoca Dio di sterminare tutti gli infedeli (vd. anche Is 11,13). Ger 11,11 “Perciò dice il Signore: ‘Ecco manderò su di loro una sventura alla quale non potranno sfuggire. Allora leveranno grida di aiuto verso di me, ma io non li ascolterò’. Per questo così dice il Signore: ‘Ecco io manderò sopra di loro dei mali da cui non potranno uscire; essi grideranno verso di me, ma io non li esaudirò.” Ger 15,1 “Non avrei cuore per questo popolo. Chi è destinato alla peste, alla peste; chi alla spada, alla spada; chi alla fame, alla fame; chi alla schiavitù, alla schiavitù. Io manderò contro di loro quattro specie di mali: la spada per ucciderli, i cani per sbranarli, gli uccelli dell’aria e le bestie selvatiche per divorarli e distruggerli. Li renderò oggetto di spavento per tutti i regni della terra a causa di Manasse figlio di Ezechia, re di Giuda, per ciò che egli ha fatto in Gerusalemme.” Ger 17,5 “Così dice il Signore: ‘Maledetto l’uomo che confida nell’uomo…’.” Ger 23,12 “… Poiché io manderò su di essi la sventura, nell’anno del loro castigo.” Ger 50,13 “A causa dell’ira del Signore non sarà più abitata, sarà tutta una desolazione.” Qo 6,3 “Se uno non gode dei suoi beni, meglio di lui l’aborto.” Ez 24,13 “Perciò dalla tua immondezza non sarai purificata finché non avrò sfogato su di te la mia collera. Io, il Signore, ho parlato! Questo avverrà, lo compirò senza revoca; non avrò né pietà, né compassione. Ti giudicherò secondo la tua condotta e i tuoi misfatti. Oracolo del Signore Dio.” Ez 20,33 “Com’è vero ch’io vivo io regnerò su di voi con mano forte, con braccio possente e rovesciando la mia ira.” Ez 25,14 “La mia vendetta su Edom la compirò per mezzo del mio popolo, Israele, che tratterà Edom secondo la mia ira e il mio sdegno. Si conoscerà così la mia vendetta”. Oracolo del Signore Dio.” Ez 25,17 “Farò su di loro terribili vendette, castighi furiosi, e sapranno che io sono il Signore, quando eseguirò su di loro la vendetta…” Eb 10,28 Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Crudeltà nel Nuovo Testamento Ma non è solo il Vecchio Testamento che riporta passi biblici inauditi e pieni di assurde e inspiegabili crudeltà.

Anche il Nuovo Testamento, seppur in minor intensità, non è sempre pieno d’amore e misericordia. Ma vediamo alcuni passi: Mt 7,19 Gesù ammonisce i suoi discepoli di guardarsi dai falsi profeti, che sono simili agli alberi che danno frutti cattivi e quindi debbono essere gettati nel fuoco. Mt 15,4 Dio ha detto: “Onora il padre e la madre”. Inoltre: “Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte”. Mc 7,10 “Mosè infatti disse: ‘Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.” Mc 9,42 Sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare. Sarebbe meglio per lui che gli si appendesse al collo una pietra da mulino e che fosse gettato in mare. Sarebbe meglio per lui, che gli fosse legata al collo una macina da asino, e fosse gettato nel mare. Lc 19,27 “Conducete a me i miei nemici che non mi volevano come loro re. Conduceteli qui e scannateli in mia presenza”. Lc 11,23 – Mt 12,30 Gesù dice: “Chi non è con me è contro di me”. Queste parole vogliono significare necessariamente che tutti i cristiani devono considerare nemici tutti coloro i quali non sono cristiani. Gv 15,1 Gesù dice che lui è la vite e suo Padre è il vignaiolo. Tutti gli altri sono i tralci. Se i tralci non dimorano in Gesù vengano gettati nel fuoco. Rm 12,20 San Paolo, ripetendo l’insegnamento di Prv 24, consiglia di non far morire subito il nemico ma di farlo ardere con dei carboni accesi sul suo capo.

Vada che questa crudeltà divina la si trovi nel Vecchio Testamento, dove Dio è un Dio severo, crudele, rigoroso. Più difficile accettarla nel Nuovo dove Gesù si fa profeta dell’amore e del perdono.

 

Analizziamo con calma …..Dio è Onnisciente…

Analizziamo con calma …..Dio è Onnisciente.

 

Prima di iniziare analizziamo la scrittura per capire dove stà il peccato:

 

GENESI CAPITOLO 3

6 E la donna vide che il frutto dell’albero era buono a mangiarsi, ch’era bello a vedere, e che l’albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch’era con lei, ed egli ne mangiò. 7 ALLORA SI APERSERO GLI OCCHI AD AMBEDUE, E S’ACCORSERO CH’ERANO IGNUDI; E CUCIRONO DELLE FOGLIE DI FICO, E SE NE FECERO DELLE CINTURE.  8 E udirono la voce dell’Eterno Iddio, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino.  9 E l’Eterno Iddio chiamò l’uomo e gli disse: ‘Dove sei?’ E quegli rispose:  10 ‘HO UDITO LA TUA VOCE NEL GIARDINO, E HO AVUTO PAURA, PERCH’ERO IGNUDO, E MI SONO NASCOSTO’.  11 E Dio disse: ‘CHI T’HA MOSTRATO CH’ERI IGNUDO? Hai tu mangiato del frutto dell’albero del quale io t’avevo comandato di non mangiare?’  12 L’uomo rispose: ‘La donna che tu m’hai messa accanto, è lei che m’ha dato del frutto dell’albero, e io n’ho mangiato’.

21 E L’ETERNO IDDIO FECE AD ADAMO E ALLA SUA MOGLIE DELLE TUNICHE DI PELLE, E LI VESTI.  22 Poi l’Eterno Iddio disse: ‘Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, quanto a conoscenza del bene e del male.

 

QUINDI IL PECCATO DI ADAMO ED EVA ERA DA ATTRIBUIRE ALLA LORO SOLA NUDITA’ ?  MAH …

 

NELLA BIBBIA COMUNQUE NON SI PARLA DI NESSUN PECCATO EREDITATO … ANCHE PERCHE’ APPENA NASCIAMO CI VESTONO SUBITO … E DURANTE TUTTA LA NOSTRA VITA ANDIAMO VESTITI CON ABITI PIU’ O MENO ALLA MODA … ESCLUSI ALCUNI LIBERTINI  CHE PERALTRO FREQUENTANO CLUB PRIVATI (  permettetemi un po’ di pungente sarcasmo )

 

Il termine: “PECCATO ORIGINALE”… è stato definito per la prima volta nel quinto secolo da Agostino … vescovo di Ippona … durante una disputa contro il britannico monaco Pelagio…. Questo termine fù letteralmente “INVENTATO” dallo stesso Agostino in sostituzione del termine “PECCATO DI ADAMO”.. cosi come era ed è tutt’ ora riportato nella Genesi Biblica…Fin qui tutto può essere perdonato… senonchè Agostino ha voluto inserirvi…di propria iniziativa… il concetto di “EREDITARIETA’”

Gesù … non conosceva il termine … “PECCATO ORIGINALE” e non ha mai parlato del “peccato di Adamo ed Eva”. Non solo… ma Gesù non ha mai detto nulla in riferimento alla ereditarietà del peccato di Adamo ed Eva perché questa supposta ereditarietà… inventata da Agostino… non esiste… non è mai esistita ne prima ne dopo Cristo.

Per Gesù il ”PECCATO ORIGINALE” non esiste e lo dimostra chiaramente ai suoi discepoli come risulta in tutti i Vangeli : quando dice “Lasciate che i fanciulli vengono a me perché di loro è il Regno dei cieli”…”Se voi non siete puri nell’ Animo come i fanciulli non entrerete nel Regno dei Cieli” .
Quindi per Gesù l’ animo dei fanciulli è puro…inquanto l’uomo alla nascita è puro… immacolato… senza ombra di peccato…. Dove si trova quindi questo assurdo peccato originale? Se questo peccato fosse esistito per ereditarietà…..Gesù lo avrebbe detto senza indugiare prima ancora delle congetture di Paolo o di Agostino stesso. Non vi sembra ?

 

Comunque vediamo un altro passo della Bibbia dove Gesù non fa nessun riferimento ad un presunto peccato ereditario … quando dice al giovane cosa deve fare per essere considerato PERFETTO per ereditare la VITA ETERNA … in questo caso Gesù non si è ancora sacrificato per riscattarci dal presunto  peccato ereditario …

 

Io non sono ricco … non ho possedimenti … sono semplicemente un povero … ora se io chiedo a Gesù cosa devo fare per avere la vita eterna … cosi Lui mi risponde …considerate che Gesù è ancora in vita quindi non si è ancora sacrificato per i nostri peccati ma nonostante tutto mi dice che da IMPERFETTO quale peccatore passero allo stato di PERFETTO  solo rispettando le sue indicazioni … tutto il contrario di quello che dicono certe pseudo religioni…. ma io seguo GESU’ ……

 

Matteo 19

16 Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la VITA ETERNA?». 17 Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare NELLA VITA , osserva i comandamenti». 18 Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, 19 onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso». 20 Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». 21 Gli disse Gesù: «SE VUOI ESSERE PERFETTO, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». 22 Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

 

Bene io allora dirò … faccio già queste cose … quindi sono sicuro per parola di Gesù che avrò la vita eterna …. peraltro ripeto sono povero anzi nonostante la mia povertà aiuto sempre per quello che posso il più povero …

 

 

 

Peraltro:

 

Dio… che è perfezione Assoluta, non consegnerebbe mai alla nascita di ogni sua creatura una Anima già macchiata dal peccato….! Ne andrebbe a scapito della sua Perfezione Assoluta ! E come se Dio stesso volesse innestare il Male su ogni sua creatura….. Pensare ciò è semplicemente pazzesco… degno di una mente in piena crisi di grave delirio….

 

PERTANTO Non si tratta in questo caso di Dio e della sua Onniscienza… si tratta solo di una religione organizzata che ha formulato la sua dottrina del “Peccato originale” manipolando la Bibbia su una falsità che non è Cristiana… non viene da Cristo ne da Dio… ma viene solo dagli uomini (Paolo ed Agostino). Quindi la religione organizzata ha voluto imporre la propria idea con un Dogma il cui fine ha ottenuto solo benefici materiali : la garanzia di un accrescimento del potere temporale della Chiesa….oggi esteso anche alla miriade di nuove Chiese che perdurando scientemente nell’errore portano la Gente più ingenua … cosi come la stanno portando alla confusione generale…con il fine ultimo di lasciare la Gente ingenua oltre che impreparata nelle mani di chi la sa contare meglio… interrompendo il racconto per far passare il cestino delle offerte guai se non è pieno allora scatta il rimprovero che porta il meschinetto ingenuo ai sensi di colpa…in questo caso smussati con l’invito presso l’ufficio pastorale dove ci si può lavare la coscienza o versando la decima in una caso oppure recitando una messa per i morti in un altro…cosi i cialtroni avanzano mentre il meschinetto ingenuo non ci capisce una mazza…purtroppo l’andazzo conta già più di 2.000 anni..per me Romanino Romano è ora di interromperlo…Anche perché seguendo la logica evoluzionistica ( in senso di cultura ) di scemi oltre che solo ingenui in giro non se ne dovrebbero più incontrare…o no?
VI PREGO FRATELLI E SORELLE
…..S V E G L I A T E V I

 

 

Se Dio è Onnipotente ( che può tutto )….Onnipossente ( che può fare tutto )… Onnipresente (che si incontra in ogni luogo )… Onniveggente (Che sa, vede tutto )…Onnisciente ( se conosce alla perfezione situazioni del presente, passato e futuro )… può creare qualcosa che non può distruggere? O può creare qualcosa di positivo che può autodistruggersi? …

DOMANDA
Se Adamo ed Eva sono venuti dopo stando al racconto cronologico della Bibbia…Perché ci hanno detto che sono stati i primi?

Genesi 1
. 24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 26 E Dio disse: «Facciamo L’UOMO a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 DIO CREO’ L’UOMO a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; MASCHIO E’ FEMMINA LI CREO’. 28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». 29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

ORA NASCE SPONTANEA UN’ALTRA DOMANDA….CHE FINE HANNO FATTO GLI UOMINI E LE DONNE CREATE DA DIO AL SESTO GIORNO?
INSOMMA …. QUALCOSA NON QUADRA ….MI SA CHE QUALCUNO HA SBAGLIATO QUALCOSA….

INFATTI OGGI CHE HO VOLUTO APRIRE LA BIBBIA NEL VECCHIO TESTAMENTO MI ACCORGO DELLE PACCHIANE INCONGRUENZE SENZA NE CAPO NE CODA

Che lo scopo della Bibbia sia STATO quello di riunire un popolo, un popolo frustrato, facendo leva su quei sentimenti di odio e di vendetta che erano andati accumulandosi in esso durante i secoli per via di quell’emarginazione a cui era stato costretto dall’inizio dei tempi, appare evidente da come gli Ebrei si sono costruiti il loro Dio, quel Dio che ci viene mostrato sin dalle primissime pagine come capace soltanto di punire, maledire e ordinare stragi.
La Bibbia divide la storia umana in due parti.

La prima, che comincia con Adamo e
Eva e termina con il diluvio, e la seconda che riprende dopo Noè per continuare fino alla fine del mondo.

Sulla prima parte si intrattiene molto poco, soltanto tre pagine e per di più in forma quanto mai confusa e estremamente fantastica.
Dopo averci detto che Dio creò Adamo soffiando nel naso di un pupazzo di creta, averci raccontato l’aneddoto della mela, detto che Caino si rifugiò, carico di rimorsi per aver ucciso suo fratello Abele, nel paese di Nod, dove dette origine ad una stirpe accoppiandosi con una donna che non poteva essere che sua sorella, e fatto un elenco di Patriarchi dalla vita media di 750 anni, essa conclude con l’affermazione: ” C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo -quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi”. (Gn. 6/4).
La prima prova che la Bibbia sia un testo d’ispirazione pagana e non divina, è l’episodio riguardante Eva e la mela, tratto da una leggenda sumera che faceva
dipendere l’origine dei mali dalla prima donna che, indotta da un serpente a disobbedire al Dio creatore, convinse il suo compagno a mangiare il frutto dell’albero proibito. La favola sumera viene raccontata in un documento chiamato “Cilindro della Tentazione” che è conservato presso il British Museum di Londra. Questo documento, scritto nell’anno 2500, esisteva già venti secoli prima che venisse redatta la Bibbia. Terminata la prima parte con la spiegazione circa la natura degli eroi dell’antichità, la Bibbia ci dice che Dio, insoddisfatto di ciò che aveva creato sulla Terra, decise di distruggere tutto per ricominciare da capo.
“Il Signore disse: « Sterminerò dalla Terra l’uomo che ho creato: con lui anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo perché sono pentito di averli fatti».

Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore “. (Gn.6/7).
Tutti conosciamo la storia del diluvio che, sommergendo la terra, estinse ogni essere vivente eccetto Noè, la sua famiglia e i pesci, i quali, Dio, per quanto lo volesse, non riuscì a far morire affogati.
A questo punto, prima di passare alla seconda parte, che è quella che segue lo sterminio del diluvio, voglio soffermarmi a fare delle considerazioni sulle date e i fatti riportati dalla Bibbia nel periodo che va da Adamo alla nascita di Cristo, secondo essa durato 4.000 anni.
Stando a quanto afferma la Bibbia che il diluvio è avvenuto nell’anno 2350, se può sembrare assurdo che la terra si sia potuta popolare la prima volta in maniera completa in soli 1750 anni partendo da una sola coppia, Adamo ed Eva, apparirà addirittura ridicolo che al tempo di Abramo (1900), cioè soltanto dopo 450 anni dal diluvio che comportò la distruzione totale di tutti gli esseri viventi, si siano potute formare delle popolazioni così numerose e progredite quali erano gli Egiziani, i Persiani, i Babilonesi, i Greci e tutte quelle altre etnie formanti le civiltà mediterranee, africane, indoeuropee, asiatiche ecc. ecc. senza poi parlare dei lapponi del polo nord, degli indiani d’America, degli aborigeni dell’Australia che la Bibbia, escludendoli dalla propria storia, li pone in un altro mondo come se appartenessero a un’altra barzelletta. Un mondo che quando fu scoperto pose dei grossi problemi ai teologi cristiani i quali dovettero decidere se coloro che vi appartenevano, dal momento che non risultavano essere stati generati da Adamo e Eva, avessero o meno l’anima.

Fallito nel suo primo tentativo, l’infallibile e l’onnisciente Dio creatore dell’universo a cui tutto è permesso e nulla negato, ordinò il diluvio che sommerse la terra. Tutti gli esseri viventi morirono affogati eccetto un certo Noè che restò a galleggiare sopra le acque per oltre ventiquattro mesi al chiuso di un’Arca dove si era rifugiato insieme alla propria famiglia e a una coppia di ciascun animale esistente sulla terra. Due animali per ogni varietà, un maschio e una femmina, secondo quanto aveva ordinato il Signore. Ordine che, però, per quanto autoritario fosse stato, Noè non poté rispettare alla lettera per via di
tutte quelle piccole creature che purtroppo gli sfuggirono di mano quali le pulci, i pidocchi e le piattole che rimasero saldamente attaccate addosso a lui e ai suoi familiari, senza contare tutti gli altri parassiti che gli animali di grossa taglia si portarono dietro quando entrarono nell’Arca, come le zecche, i vermi dell’intestino, i tafani e quelle mosche cavalline che riuscirono a superare il controllo nascondendosi sotto le code; e di mosconi, di quei grossi ditteri che attirati dalla sporcizia hanno la capacità di entrare dappertutto, anche a porte chiuse, come lo Spirito Santo, credete che ce ne fossero davvero soltanto due in quell’Arca che, disponendo soltanto di quella finestrella da cui Noè fece uscire la colomba, possiamo immaginare cosa fosse diventata dopo due anni considerando i bisogni fisiologici di quel qualche miliardo dei suoi occupanti? Con questa battuta scherzosa ho voluto mettere in evidenza tutti quei problemi conseguenti all’alimentazione degli animali e alla costruzione della stessa Arca che, se veramente avesse dovuto contenere tutte le coppie degli esseri esistenti sulla terra e le derrate per nutrirli, avrebbe dovuto avere dimensioni tali che Noè e i suoi tre figli, per costruirla, considerando i mezzi di allora, avrebbe dovuto impiegare, secondo calcoli fatti, non meno di duemila anni.
Dopo quattordici mesi di galleggiamento, abbassatosi il livello delle acque, l’Arca finalmente si adagiò su quel monte Ararat dove degli esaltati, nella convinzione che ci sia ancora, continuano a cercarla.

Ma non poterono uscire poiché la Terra era ancora tutta sommersa da un livello che, stando all’altezza del monte Ararat, doveva essere di almeno cinquemila metri.
A questo punto Dio fece alzare un vento che soffiando ininterrottamente per dieci mesi prosciugò le acque permettendo così ai sopravvissuti di rimettere i piedi a terra “nel primo mese dell’anno seicentuno della vita di Noè”. Gli animali, tutti in ottima salute, uscirono a pariglie come erano entrati e, tenendosi per le code, si misero in marcia per ritornare nei luoghi da dove erano venuti per rigenerare le rispettive razze, specie e varietà secondo come il Signore le aveva create in quella settimana nella quale aveva fatto tutte le cose. Le scimmie platirrine partirono per l’America del sud, le scimmie alonate ritornarono all’equatore, le scimmie delle nevi in Cina, l’elefante indiano in Himalaia e quello africano in Kenya. Molta strada la dovette fare anche la coppia di orsi bianchi, venuta dal polo nord, e le lumache dei tropici che, per quanto giganti fossero, impiegarono più di duecento anni prima di giungere a casa.
Anche Noè uscì dall’Arca con la moglie e i suoi tre figli Sem, Cam e Iafet e la prima cosa che fece fu quella di erigere un altare di pietra per offrire al Signore, come segno di ringraziamento, ogni sorta di animali mondi come olocausti da arrostire sulla brace. (Dove abbia preso poi questi animali, dato che tutti quelli salvati, contati coppia per coppia, dovevano servire per ripopolare la terra, è un mistero destinato a rimanere eternamente insoluto).
Il Signore s’intenerì tanto “alla soave fragranza dell’arrosto” ( Gn. 8/21), che, pentitosi di ciò che aveva fatto, disse fra sé: “Non maledirò più la Terra a causa dell’uomo perché finalmente ho capito che il cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza né colpirò più essere vivente come ho fatto “. E noi, commossi davanti a questo quadretto che vede Noè in ginocchio davanti a un Dio che annusa e lacrima, prendiamo atto di queste belle parole che il Signore disse quel giorno nella sua infinita bontà di Essere onnisciente e onnipotente.
Come la cerimonia di ringraziamento fu terminata Dio, scendendo dalle altezze, altezze comunque molto limitate se gli arrivavano gli odori delle carni che arrostivano su un barbecue, si rivolse a Noè e ai suoi figli e disse: ” Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra “. Obbedienti all’ordine, i tre figli di Noè, salutato il vecchio genitore, se ne andarono ciascuno con la propria femmina prendendo direzioni differenti, come avevano fatto gli animali, per ripopolare la terra.

Assegnatosi ciascuno un settore, praticando accoppiamenti basati su inevitabili incesti e porcherie del genere, come era già avvenuto la prima volta con Adamo ed Eva, i figli di Noè prolificarono tanto da lasciarci sbalorditi per come riuscirono in appena quattro secoli e mezzo, che è il tempo intercorso tra la fine del diluvio (2350) e il tempo di Abramo (1900), a ripopolare i continenti. Da Sem vennero i Semiti rappresentati dai Persiani, Egiziani, Fenici, Babilonesi, Etiopi e tanti altri tra cui gli stessi Ebrei, da Cam i Camiti, che sono gli Africani, e da Iafet tutto il mondo restante, costituito dalla razza indoeuropea comprendente nel suo insieme gli abitanti dell’estremo oriente e i popoli europei, inclusi i Greci.
Prima di riprendere con la favola biblica, ci tengo a far sapere che, come l’episodio di Eva, anche quello di Noè è la ripetizione esatta di una favola sumero-babilonese nella quale si racconta di un certo Ziusudra che, rimasto il solo uomo giusto in un’umanità divenuta malvagia, fu salvato dal dio Enlil che, avendo deciso di distruggere gli uomini con un diluvio, gli ordinò di costruirsi un’Arca per ripararvisi con la sua famiglia. Comunque oltre alla carne alla brace…NOE’ uomo retto cosi di diceva o si dice piantò una vigna si spoglio nudo davanti ai figli ubriacandosi come un maiale…punendo con la maledizione il povero figliolo CAM che si permise di svergognarlo……E la storia ricomincia come se nulla fosse successo ….

 

 

BEH … Quanto un granello di Senapa!!!! Insomma …

BEH … Quanto un granello di Senapa!!!! Insomma …

 

Gesù ha guarito in tutto circa una dozzina di lebbrosi e qualche cieco…. Come non chiedersi: perché non li ha guariti tutti? E soprattutto perché oggi non guarisce più gli ammalati? OVVIAMENTE CON LE STESSE MODALITA’ DESCRITTE NEL VANGELO….

Lui… l’unico uomo con il potere di far tornare in vita i defunti, risuscita in tutto appena tre morti: la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Nain e Lazzaro… e gli altri? Non poteva risuscitare tutti i morti? Anche se per conferma alla verita’ lo stesso Gesù aveva garantito che i suoi discepoli sarebbero stati come lui capaci di “risuscitare i morti” (Mt 10,8): ma in duemila anni di cristianesimo… con tanti grandi santi o tanti nuovi carismatici che ci sono stati cosi come dicono di esserci… non si conosce neanche un caso di morto risuscitato.

I vangeli narrano che Gesù è riuscito a sfamare migliaia di persone con “cinque pani e due pesci” (Mt 14,17) ed ha assicurato che quanti credono in lui compiranno “opere ancora più grandi” di quelle da lui fatte (Gv 14,12). Considerato che dopo Gesù nessuno è più riuscito a moltiplicare né pani né pesci, vuol dire che in tutta la storia del cristianesimo non c’è stato nessuno con la fede grande “quanto un granello di senapa” (Lc 17,5)?

 

 

Lo studio delle culture del Vicino Oriente Antico ha permesso di stabilire che molte narrazioni bibliche non sono originali, ma si sono ispirate a fonti più remote. Il racconto del Diluvio Universale, per esempio, si trova già nel poema epico di Gilgamesh, eroe sumero-babilonese del 2000 a.C., come testimoniato dalle tavolette con scrittura cuneiforme trovate a Ninive.

Incredibile è la somiglianza fra il codice di Hammurabi, re babilonese del XVIII secolo a.C. che fece redigere la più antica raccolta di leggi e i Dieci Comandamenti, come “Non frodare”, “Non adorare altre divinità al di fuori del Signore”, “Non concupire”, “Non desiderare roba d’altri”.
L’episodio riguardante Eva e la mela è tratto da una leggenda sumera che faceva dipendere l’origine dei mali dalla prima donna che, indotta da un serpente a disobbedire al Dio creatore, convinse il suo compagno a mangiare il frutto dell’albero proibito. La favola sumera viene raccontata in un documento chiamato “Cilindro della Tentazione” che è conservato presso il British Museum di Londra. Questo documento, scritto nell’anno 2500, esisteva già venti secoli prima che venisse redatta la Bibbia.

La Torre di Babele altro non era che la ziggurat che il re di Ur, Nimrod, fece costruire a Babilonia nel 2100 a.C. in onore del dio Nanna.
Per gli storici, la folgorante campagna militare di Giosuè per la conquista della Palestina (la terra che la Bibbia dice promessa da Dio ad Abramo, progenitore mitico degli Ebrei) è del tutto inverosimile: chi ne ha scritto il racconto ignorava che all’epoca la Palestina era occupata dagli egiziani, che di sicuro non se ne sarebbero rimasti con le mani in mano. Inoltre, nessun documento contemporaneo ne reca traccia.
L’archeologia ha dimostrato che, fra le città che la Bibbia dice espugnate da Giosuè, Gerico era già in rovina e abbandonata da quattro o cinque secoli . E i popoli che sarebbero stati sterminati fino all’ultimo uomo, donna e bambino per ordine di DIO?

Gli storici hanno accertato che il loro elenco nella Bibbia è inventato. Salvo i Cananei, che si trovavano davvero in Palestina, ma che di certo non vennero sterminati, e gli Ittiti, autentici anche loro, ma che in Palestina non avevano mai messo piede, gli altri, Amorrei e Perizziti, Hiwiti e Girgashiti, “giganti” e Gebusei sono popoli semplicemente immaginari.

La descrizione biblica del grande tempio edificato da Salomone non è credibile: nella Gerusalemme del tempo, una città piccolissima, non ci sarebbe stato neanche lo spazio per erigerlo. Ha poi tutta l’apparenza di una favola il viaggio della regina di Saba che parte dal regno dei Sabei (un territorio dell’odierno Yemen) per far visita a Salomone accompagnata dai suoi cortigiani con doni preziosi per saggiare la sapienza e l’intelligenza del grande re Israelita. Salomone è forse una figura storica, ma del suo nome non c’è traccia in nessun documento al di fuori della Bibbia.
A questo punto aggiungo una cosa: i Vangeli sono stati creati in una situazione simile, durante la strenua lotta contro l’occupante romano. Molti hanno han ben dimostrato come lo storico Gesù altri non era che un ribelle che combatteva la sua guerra assieme ai due suoi fratelli, Pietro e Giovanni contro l’occupazione di Roma. Catturato grazie ad una spiata, egli venne crocefisso come accadeva per i rivoluzionari contro Roma. Ma il partigiano Gesù doveva per forza continuare a guidare la rivolta e lo si resuscitò mettendo al suo posto un uomo a lui simile…infatti se leggiamo il Vangelo chi lo conosceva prima della resurrezione non lo hanno più o quasi riconosciuto da resuscitato…

Poi vennero creati i miti della sua superpotenza, delle sue vittorie sul male e addirittura sulla morte, il tutto ispirandosi ai miti religiosi più famosi dell’antichità, creando all’epoca esistevano ben 70 Vangeli. Tutta questa prima fase culminò con la distruzione del tempio a Gerusalemme da parte dei romani, che vi furono costretti perché il tempio era diventato un centro di reclutamento di partigiani per la libertà.
I discepoli di Gesù si dispersero ma Pietro tentò di colpire l’impero portandosi nel cuore del nemico: si spostò nella città eterna e da lì cominciò l’opera di proselitismo che poi gli costò la vita. Le successive persecuzioni dei cristiani furono ovviamente repressioni vere e proprie di frange di facinorosi che avevano dichiarato guerra a Roma, la quale si era sempre dimostrata tollerante verso chi praticasse qualsiasi culto religioso, ma ovviamente non poteva essere tollerante contro chi si rivoltava contro Roma e l’imperatore. L’incendio di Roma attribuito ai cristiani da Nerone non era che uno di questi atti di ribellione, nonostante i cristiani cercassero di buttare la colpa sull’imperatore per farlo odiare ancora di più.
Per creare la religione cristiana, i primi cristiani non ebbero la capacità di inventarsi cose nuove, e di fatto fecero un copia-incolla dalle religioni più famose dell’antichità, come quella di Mitra, incentrandola sulla figura di Gesù.
Successivamente, vista per vari motivi l’impossibilità di proseguire con la linea anti-romana, la religione cristiana si ripulì dei concetti antiromani trasformandosi in qualcosa di simile a quello che oggi conosciamo.
È interessante come la resistenza ebraica contro un invasore abbia di fatto generato il Vecchio ed il Nuovo testamento.

Nella Bibbia i profeti fanno delle profezie assurde che non si avverano mai, neanche quelle che in linea di principio avevano qualche possibilità di avverarsi.
Parecchi profeti cercavano di giustificare la loro fallacia asserendo che Dio cambiasse idea molto di frequente; altri (forse meno rispettosi e timorati) sospettavano che il Dio mentisse deliberatamente, sicché non possiamo biasimare Gedeone per aver messo alla prova la sua parola. Gli esegeti cristiani, più “evoluti”, notarono il preoccupante dettaglio, ma giustificavano prontamente il “Creatore”, dicendo che mentiva “per amore”…
Isaia, primo dei “profeti maggiori”, che preannunzia la distruzione di Damasco e di Babilonia, la caduta di Tiro per mano dei babilonesi, il prosciugamento del Nilo o una storica alleanza fra Israele, Egitto e Assiria, o nientemeno che la conversione dell’Egitto alla fede di Dio, non è un vero profeta, perché queste predizioni non si verificheranno mai.

Geremia, che è addirittura il portavoce della minaccia di punizione dei falsi profeti (14.15), dopo aver rimproverato agli scriba d’aver redatto una Legge piena di falsità, predice addirittura l’espansione universale del giudaismo accodandosi al precedente sulla distruzione definitiva di Babilonia
E come non dimenticarsi che a sentire la Bibbia, lo smemorato Dio avrebbe incaricato nientemeno che Nabucodonosor di punire gli ebrei, ma successivamente preannunzia per bocca del profeta che provvederà a castigare il sovrano per aver osato tanto.
Sulla scorta di quanto capitato ad Acaz e Giosia, il Dio mente a Zedecia a proposito della sua morte: indi sentenzia che nessuno abiterà mai più né Azor né Babilonia ( il che non avvenne mai…).

Cento anni prima di Geremia, Michea aveva predetto ancora una volta la distruzione di Gerusalemme, ma nulla di tutto ciò si verificò.
Non è un profeta nemmeno Ezechiele, che tempesta contro l’Egitto e i Filistei, vaticinando la conquista di Tiro da parte di Nabucodonosor: gloria che il gran re non poté mai vantare, dato che la città rimase potente per lungo tempo, finché non venne distrutta da Alessandro Magno, secoli dopo.
I profeti cristiani, appoggiatisi ai colleghi biblici per giustificare le loro scritture retroattivamente, fecero anche loro nelle figuracce.
Paolo, ad esempio, previde varie volte la fine del mondo ai suoi tempi, oltremodo smentita sin dalle predizioni fatte da Gesù in persona, che aveva ventilato l’apocalisse mentre era ancora in vita la generazione della sua epoca; il tredicesimo apostolo giustificò il fallimento della predizione asserendo che i tempi non fossero ancora maturi.
Del resto, egli stesso faceva confessione d’umiltà: tutto ciò che affermava, dice Paolo, proveniva dall’ispirazione divina, ma ciò non gli risparmiò comunque le feroci percosse dei suoi ingrati ascoltatori. Perlopiù non si capisce dove abbia preso tutte le informazioni su Gesù non avendolo mai frequentato … eppure è stato quello che ha scritto di più di quelli che invece hanno vissuto tutte le esperienze con Gesù ….

Molto più accorto del precedente, Pietro aveva già previsto siffatta ingratitudine, dicendo che alla fine dei tempi “verranno degli schernitori beffardi, a dire:

«Dov’è la fine dei tempi? Ecco che tutto rimane così come dalla fondazione del mondo!»”.

 

Le bugie della Bibbia
Chissà quante volte ti hanno detto che la Bibbia contiene tutti fatti veri e indiscutibili. Si dice che il Vecchio e il Nuovo Testamento sono proprio la ‘Parola di Dio’, cioè sono giusti, stragiusti, supergiusti al 100%, perché sono ispirati direttamente da Lui e Lui non può sbagliare. Probabilmente nessuno, tra i credenti che conosci, mette in discussione questa idea.
La questione è essenziale, perché è questa ispirazione divina che rende la Bibbia autorevole, e degni di fede i suoi insegnamenti, noiosi e irritanti che siano.
Eppure… Eppure non è così.
Studi importanti sull’origine della Bibbia concludono che tali testi sono nient’altro – attenzione – che racconti tramandati a voce, poi scritti da persone diverse e in tempi diversi senza grande precisione, per sviluppare una teologia più che fare storia. In essi vengono raccolte ed elaborate idee ebraiche e di altri, in forma di eventi e regole soprannaturali anziché umane, poi sottoposti lungo i secoli a fantasiose aggiunte, traduzioni capricciose e convenienti interpretazioni.
È un puzzle, ideato e scritto da semplici uomini, come tutti i libri sacri, il cui messaggio – frammentato, anche inesatto, a volte inconciliabile e in parte oscuro proprio per la sua approssimazione ed evanescenza di fondo è possibile ricomporre in modi diversi.
Bibbia che cerchi, Bibbia che trovi…
Il che, se ha sempre affaticato gli storici, ha fatto il gioco dei tanti difensori della fede. Ecco perché da cristiani si può essere evangelici, anglicani, ortodossi, cattolici e quant’altro, perché gli ebrei e i musulmani possono restare tali, perché si può credere ad altri dèi, e perché di conseguenza… è possibile, legittimo e sensato il non credere affatto.
D’accordo che uno crede in quello che gli piace, ma meglio qualcosa che dia una certa garanzia di autenticità, no?
Da sapere: alcuni, di fronte all’evidenza di questi e altri errori, produrranno spiegazioni d’ogni tipo per dimostrarne invece la divina coerenza. Ma il vestitino teologico non sempre nasconde contenuti: se senti puzza di dogma o le info non ti convincono, non sentirti obbligato/a a crederci.
Altri, poi, si affretteranno a minimizzare come niente fosse, dicendo che fra noi e Dio il succo è ‘ben altro’. Ah sì? Ma se dimostriamo che la Bibbia traballa, che Dio non esiste, e che non è affatto la fonte del buono, che succo rimane?
E bada che non le ho inventate io queste notizie, sono fatti che puoi verificare. Stanno lì, nella Bibbia stessa, nella storia, nel lavoro dei critici, e nello stridente contrasto con l’etica umana.

 

Alcuni esempi:

Dove mori’ Aronne?
Numeri 33:38 Il sacerdote Aronne salì sul monte Or per ordine del Signore e in quel luogo morì il quarantesimo anno dopo l’uscita degli Israeliti dal paese d’Egitto, il quinto mese, il primo giorno del mese.

Deuteronomio 10:6 Poi gli Israeliti partirono dai pozzi dei figli Iaakan per Mosera. Là morì Aronne e vi fu sepolto; Eleazaro suo figlio divenne sacerdote al posto di lui.

 

Chi spinse Davide al censimento?
Satana:
1Cronache 21:1 Satana insorse contro Israele. Egli spinse Davide a censire gli Israeliti.
Dio:

2Samuele 24:1 La collera del Signore si accese di nuovo contro Israele e incitò Davide contro il popolo in questo modo: “Su, fà il censimento d’Israele e di Giuda”.

 

I peccati del padre li scontano anche i figli.

Isaia 14:21 Preparate il massacro dei suoi figli a causa dell’iniquità del loro padre e non sorgano più a conquistare la terra e a riempire il mondo di rovine”.

Esodo 20:5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano,

Deuteronomio 23:2 Il bastardo non entrerà nell’assemblea del SIGNORE; nessuno dei suoi discendenti, neppure alla decima generazione, entrerà nell’assemblea del SIGNORE.

2Samuele 12:13,14 Allora Davide disse a Natan: “Ho peccato contro il Signore!”. Natan rispose a Davide: “Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai. Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai insultato il Signore (l’insulto sia sui nemici suoi), il figlio che ti è nato dovrà morire”. Natan tornò a casa.

I peccati del padre NON li scontano anche i figli.

Deuteronomio 24:16 Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato.

 

Chi è il padre di Giuseppe?
Luca 3:23 Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di

Giuseppe, figlio di Eli,
Matteo 1:16 Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

 

Giovanni Battista è Elia:
Matteo 11:13,14 La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire.

Giovanni Battista non è Elia:

Giovanni 1:21 Allora gli chiesero: “Che cosa dunque? Sei Elia?”. Rispose: “Non lo sono”. “Sei tu il profeta?”. Rispose: “No”.

 

Come morì Giuda?
Matteo 27:5 Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi.

Atti 1:18 Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere.

 

Quante donne andarono al sepolcro?
Una
Giovanni 20:1 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.

Due
Matteo 28:1 Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.

Tre
Marco 16:1 Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.

Più di tre
Luca 24:10 Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.

Le donne cosa hanno Visto giunte al sepolcro?
Due angeli fuori dal sepolcro:
Luca 24:4 Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti.

Un angelo fuori dal sepolcro
Matteo 28:2 Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa.

Due angeli dentro il sepolcro:
Giovanni 20:11,12 Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.

Un angelo dentro il sepolcro:
Marco 16:5 Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura.

 

 

Eppure, certe cose saranno lo stesso considerate ‘blasfeme’, cioè false, offensive, corrotte e crudeli. Perciò, sarà meglio usare un po’ di tatto nel parlarne in giro, soprattutto con persone particolari: ad esempio qualcuno, molto credente, potrebbe dispiacersi davvero tanto, nel capire che ha sempre avuto torto.

Alcuni saranno aperti e rispettosi, di certo persino interessati, ma qualcun altro potrebbe sentirsi molto colpito/a e chiudersi in difesa, o non tollerare che tu abbia un’opinione tua e informazioni contrarie sull’argomento. Allora, invece di ascoltarti, potrebbe prenderti in giro, o farti sgradevoli pressioni, persino cercare di intimidirti in qualche modo… come se avere ragione così avesse qualche valore! Non sarebbe affatto giusto, perché ogni Essere Umano ha diritto alle sue idee, e siamo d’accordo che non te lo meriteresti proprio: non solo avere idee proprie è una cosa lodevole, ma avresti anche ragione tu sull’argomento…

Una reazione esagerata, quella, che si può capire: certe persone per prima cosa non accettano che si mettano in dubbio le loro certezze, e non gradiscono opinioni diverse, soprattutto se evidenziano errori e limiti di una visione di vita in cui hanno investito sé stessi da capo a piedi. Così li tengono nascosti o non ci pensano, e alzano il volume del gregoriano quando ne sentono parlare, senza curarsi delle orecchie altrui. Ma questo non cancella i problemi della fede, anzi, semmai li inasprisce.
Se ti capita di parlare di queste cose con persone così, ti do un consiglio, meglio un po’ per volta, così assaggi le loro reazioni e decidi se ti va di approfondire, se vale la pena di ascoltare, e a tua volta spiegare. Non è detto che tu debba per forza farlo: a volte è meglio nemmeno iniziare l’argomento, con chi è più pronto/a a predicare e litigare che a ragionare con te.

Invece, parlane liberamente con chi sai che rispetta di sicuro la tua opinione (il che non vuol dire essere sempre d’accordo) ed è ben disposto/a al dialogo.

Tieni conto che è vero che gli adulti hanno più esperienza e nozioni dei giovani, ma l’età non dà automaticamente ragione né rende per forza migliori. Che esperienze, che nozioni?

A qualcuno non piace ammetterlo ma anche i genitori e i professori, i preti e i papi possono sbagliare. Se una cosa è vera o buona si capisce guardando i fatti e camminando insieme.

Sta’ a sentire, e fatti un’idea:

La nascita di Gesù fu annunciata da una stella cometa
Cominciamo bene! Quella dell’annunciazione di dèi ed eroi tramite stella era una credenza molto diffusa ancor prima del cristianesimo: si vuole, ad esempio, che la nascita del dio Horus in Egitto e di Krishna in India (1400 AEC) furono così notificate, come quella del re Mitridate, di Giulio Cesare ed altri ancora. In qualche modo, il cielo si accorgeva sempre di tutti loro, e non mancava di rendere omaggio. Per l’evangelista Matteo Gesù non poteva essere da meno, perciò si aggrega alla leggenda aggiungendo la visita di tre astrologi orientali (che, per inciso, non dice essere dei re) come a dare un tocco di credibilità. Sorprende però – quanto appunto a credibilità – che sia il solo, di tutti gli autori del Nuovo – anzi, del tempo – a riportare un segnale così bello, significativo, ed evidente a tutti. È chiaro piuttosto che si tratta di una trovata da teatro del solito Matteo.
Un fenomeno astronomico particolare, una luminosità speciale nel cielo dovuta alla congiunzione di due pianeti, Giove e Saturno, fu effettivamente osservato nel 7 AEC. Ma sono 7 anni prima del tempo, e non si trattò affatto di una stella (la bibbia CEI fa suo in una nota il triste espediente del fenomeno atmosferico, in totale contrasto con il testuale greco aster, e con l’idea del suo movimento nei cieli ad uso dei magi).

Gesù era figlio unico

Così dicono… ma sembra proprio il contrario: nei vangeli è scritto piuttosto chiaro che Gesù aveva 4 fratelli e almeno due sorelle (es. Mc 6,3 e 3,31-34; Mt 1,25 e 13,55-56 e 12,46-50; Lc 8,19-21; Gv 7,3-5; At 1,13-14). Molto imbarazzante per la Chiesa, che ha pure stabilito il dogma della verginità perpetua di Maria…

Nel tentativo di trovare un accomodamento, alcuni dicono che fratelli va inteso come ‘amici intimi, fratelli di sangue’. Tuttavia, se è verissimo che il senso è tale in altri passi del NT, non lo è per questi, in cui specificamente ci sono la madre e i figli, in mezzo ad apostoli e discepoli.
Per altri allora si devono intendere come ‘fratellastri’, cioè figli di Giuseppe da un suo primo matrimonio. Ma è una totale fantasia senza riscontro alcuno. Comodo, eh? In ultimo, i fratelli diventano… cugini! «In antico ebraico, la stessa parola indicava sia fratello che cugino», dicono. Giusto! Peccato che in lingua greca la differenza si poteva fare, eccome. E nei vangeli scritti in greco (le copie a noi rimaste degli originali scomparsi) si usa proprio un’altra parola quando si deve dire ‘cugino’ (anepsiós), e non ‘fratello’ (adelfós).

Gesù è definito il primogenito. La parola era usata anche per indicare il primo e unico figlio, sarà questo il caso? Ma perché servirsi di una parola ambigua, sapendo di parlare per certo di un figlio unico e così singolare? Forse perché appunto… non lo si sapeva affatto? La Bibbia lascia dunque pochi dubbi sulla questione. E allora perché ritenere 100% vera l’ipotesi più improbabile, fino a farci un dogma (solo cattolico…ma ben difeso anche dai copioni protestanti …ma tanto a loro interessa la decima non la storia )

La risposta è semplice: se era 100% vera non c’era bisogno di nessun dogma, si crea ‘una verità di fede’ proprio perché non dimostrabile come si deve. Chi ha voglia di crederci? Tu? Tu? E tu, là dietro?

La Madonna, quando ebbe Gesù, era vergine

I vangeli di Marco e di Giovanni non ne parlano. E quelli di Matteo e Luca dicono cose diverse tra loro. Comunque, anche la verginità della Madonna è un’idea elaborata successivamente a miti simili assai diffusi: non solo vi sono nella bibbia stessa diversi esempi di gravidanze impossibili risolte da Dio (es. Sara e Rebecca in genesi, Elisabetta in Luca [Lc 1,36]), ma ai fondatori di diverse religioni del passato, così come a re e faraoni, politici ed eroi, uomini saggi e santi, si era soliti attribuire una nascita miracolosa (persino quando le loro radici erano risapute, come per Buddha). Tanto era il desiderio dei seguaci di credere – e far intendere – che fossero mitici.
Se davvero fosse stata vergine, davvero la sua gravidanza annunciata da un angelo, un figlio così speciale, magi e pastori (avvisati in modo alquanto spettacolare) chiamati a testimoniare l’evento della nascita, e dopo la strage di bambini che avrebbe colpito l’intero territorio, davvero tutti se ne sarebbero infischiati di loro per i successivi 30 anni ( Lc 2,52), fino alla ‘vita pubblica’ di Gesù, come i vangeli affermano? Un punto essenziale, no?

Il testo dell’episodio non aiuta. Al contrario, una serie di dettagli incongruenti con l’eccezionalità della situazione fa pensare che sia stato semplicemente costruito e appiccicato in testa dagli autori per dar lustro al nuovo personaggio: l’angelo che ‘entra’ e non ‘appare’ a Maria, lei che resta turbata dal suo saluto e non dalla sua stessa presenza, lei che risponde ‘non conosco uomo’ (qui conoscere vale per: avere rapporti sessuali) come una donna poco seria (la risposta più ovvia, ma certo di minore effetto, di una promessa sposa sarebbe stata ‘non conosco ancora il mio uomo’), i due genitori che continuano a ‘stupirsi’ di ciò che si diceva del figlio, sacerdoti persiani che citano le Scritture Ebraiche… Una successione di eventi che solo ciascuno di loro pare conoscere, dichiaratamente capitati affinché si compissero certe presunte profezie. Storie a sé stanti che si chiudono lì in entrambi gli autori, e mai più vi si accenna in tutto il Testamento.

Ma ammettiamo per un momento che Maria abbia concepito Gesù con un miracolo, senza aver fatto l’amore con Giuseppe. Poi ha partorito, no? Ed è impossibile fare un figlio e rimanere vergine. Fu forse un altro miracolo? Ah, sì, il miracolo di un concilio nel 649. E poi? Altri ancora – una raffica – per farla rimanere vergine dopo il concepimento (stavolta sì grazie a Giuseppe) e il parto dei suoi altri figli e figlie? Supponiamo pure che non ne ebbero: perché mai una coppia ebrea sposata e devota non dovrebbe aver avuto altri rapporti, nell’ordinario intento di allargare la famiglia ( Mt 1,25 nell’originale greco: ‘non la conobbe, finché [eòs] partorì il suo primogenito’. Perché usare un’espressione che rende incerta la verità, se verità era?)? Per considerare Maria vergine ci vuole proprio tanta fede. Deve saltare anche all’occhio del cristiano quanto questa credenza sia stirata all’eccesso.

 

Da un corpo morto può uscire del sangue?

Da un corpo morto può uscire del sangue?

 

Troppe imposture…come per esempio il peccato ereditario …rendono nulla la religione cristiana se ora ci aggiungiamo la falsità delle fasi della morte di Gesù …direi che questa religione non dovrebbe più avere seguito…

Comunque per il peccato ereditario Gesù ci insegna che si è nella perfezione se si ascolta la sua parola che dice :

Matteo 19

16 Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la VITA ETERNA?». 17 Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare NELLA VITA , osserva i comandamenti». 18 Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, 19 onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso». 20 Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». 21 Gli disse Gesù: «SE VUOI ESSERE PERFETTO, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». 22 Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

 

Quindi se vuoi passare da anima  IMPERFETTA  a anima PERFETTA  segui Gesù …  non hai altra alternative se in LUI VUOI CREDERE   …. E se vuoi avere il dono della vita eterna …. ovviamente se sei povero il gioco è facile se sei ricco ti devi impegnare …

 

La Religione Cristiana per imporsi non ha solo manipolato la Bibbia …ma ha anche ucciso migliaia di onesti oppositori …per diventare quello che è diventata la Religione Cristiana ha ucciso più di tutte le mafie messe insieme…Quindi non ci si può più stupire di nulla…Certamente la religione cristiana non è più credibile..ha perso tutti i suoi fondanti…quindi chi va in questi centri sia esse chiese o centri di culto dei più moderni gregari avvezzi alla truffa perde solo del gran tempo oltre che denari dati in decime e offerte…la Chiesa di Gesù è tutta un’altra cosa…se la vuoi conoscere vai nella Bibbia in Atti 2 dal versetto 36 al 48 per conoscerla….il suo risveglio rideterminerà la buona sorte del Cristianesimo ….

 

Le fasi della morte di Gesù raccontate dalla Bibbia  …

 

Gesù è stato crocifisso all’ora terza, che corrisponde all’incirca alle nove del mattino; è rimasto appeso alla croce fino alle tre del pomeriggio.

Marco 15

33 Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. 34 Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 35 Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». 36 Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». 37 MA GESU’, DANDO UN FORTE GRIDO, SPIRO’.
42 SOPRAGGIUNTA ORMAI LA SERA,  poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, 43 Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. 44 Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. 45 Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.

 

Da un corpo morto può uscire del sangue?

Vediamo adesso in riferimento alla lancia infilzata dal Centurione Romano nel costato di Gesù :

 

Racconto Biblico

Giovanni 19

31 Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. 32 Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. 33 Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34 ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

 

Come avviene il disfacimento di un cadavere?
Dopo il decesso l’organismo umano subisce un processo nel quale le sostanze di natura proteica vengono scomposte in altre più semplici da batteri saprofiti provenienti sia dall’esterno (dal suolo, per esempio) sia dall’interno dell’organismo (flora batterica). Entro 30 minuti dalla morte il sangue si deposita per gravità nelle zone basse e coagula. Dopo un’ora appaiono le tipiche macchie viola della congestione.

Appena dopo la morte avviene una sostanziale coagulazione intravasale, un’emolisi diffusa e la migrazione della componente sierosa verso il basso. Ciò determina la comparsa delle macchie ipostatiche sulla cute pallida del cadavere.

Entro un’ora o due dalla morte l’azione della gravità fa depositare i globuli rossi e le cellule bianche del sangue ( livor mortis ) … conferendo gradualmente alla pelle un colorito purpureo o bluastro… salvo che nelle zone che subiscono una compressione… come la pelle a contatto con il terreno…. Dopo qualche ora, in base al tipo di clima in cui si trova il corpo… il “bianco” degli occhi incomincia a evaporare… lasciando una striscia nera attorno agli occhi…. L’anidride carbonica si accumula… facendo coagulare il sangue… Altri cambiamenti sono il rigor mortis… il livor mortis e l’algor mortis…

Il livor mortis è il risultato di una trasformazione del sangue… che si raggruma…. I primi stadi si notano nei primi 15-20 minuti dopo la morte… ma gli effetti più palese si riscontrano dopo un paio d’ore…. Il livor è di un colore variabile dal rosso scuro al porpora….
L’algor mortis è il raffreddamento del cadavere…. Avviene solitamente al ritmo di circa 1,5 F° per ogni ora. E’ però influenzato dal metabolismo interno della persona… la presenza di malattia o infezioni e… non ultimo… il peso corporeo…

COAGULAZIONE ( lat. coagulatio, da cum e ago “stringo insieme”; ted. Anche Gerinnung). – Si chiama coagulazione il processo per cui un albuminoide liquido si converte in una massa solida o di consistenza gelatinosa.

Coagulazione del sangue. – Quando il sangue di un animale superiore esce dai vasi in cui circola e si versa all’esterno, in pochi minuti (da 2 a 10) coagula. Il coagulo, dopo circa una mezz’ora, comincia a contrarsi, e da esso si separa un liquido di colore paglierino, che si dice siero; il coagulo contratto si dice crassamento o placenta sanguinis. La proprietà del sangue di coagulare è importantissima, perché appunto la formazione del coagulo arresta l’emorragia dai piccoli vasi feriti, che altrimenti condurrebbe al dissanguamento

Se si osserva una goccia di sangue coagulato, si vede che il coagulo risulta da esilissimi filamenti che formano una rete, nelle cui maglie si trovano impigliati i corpuscoli. I filamenti sono costituiti da fibrina, sostanza proteica insolubile che non preesiste nel sangue, ma che rappresenta il prodotto di trasformazione delfibrinogeno, proteina solubile che si trova nel plasma del sangue circolante. Possiamo dunque dire che la parte essenziale del coagulo è la fibrina, e che il processo della coagulazione consiste nella trasformazione d’una proteina solubile, il fibrinogeno, in una proteina insolubile, la fibrina. Il sangue, che si mantiene fluido finché circola nei vasi, coagula spontaneamente appena fuoriesce da essi, o, in altre parole, questo avviene perché il fibrinogeno si trasforma in fibrina… La formazione della fibrina, che è la causa della coagulazione del sangue, avviene per azione della trombina sul fibrinogeno.

Analizziamo adesso alcune considerazioni con l’aiuto della Bibbia in riferimento alla presunta o reale resurezione di Gesù
Questa è un’antica interpretazione degli eventi e appare anche nel Corano (vediamo cosa dice il Corano della morte di Gesù nei versetti 156-158 della quarta sura. (Il soggetto sono gli ebrei). “Noi li punimmo per la loro incredulità, e per aver proferito contro Maria una calunnia orrenda, e aver dichiarato: “Sì abbiamo ucciso il Messia, Gesù Figlio di Maria, l’inviato di Dio”, mentre essi non lo uccisero né lo crocifissero, ma semplicemente così apparve loro. E quelli che a questo proposito sono in disaccordo restano nel dubbio: non hanno di ciò certezza alcuna, inseguono soltanto congetture. Chè di sicuro essi non lo uccisero, ma Dio lo innalzò a sé, e Dio è potente e giusto”

Pertanto, per i musulmani, Gesù non è stato crocifisso né tanto meno può essere risorto da morte, addirittura al suo posto è stato crocifisso un sosia.
Da quanto esposto e riferito nel Corano risulta la assoluta incompatibilità teologica tra le due confessioni religiose ) .
Iniziamo con questa importante considerazione grazie alla quale capiremo meglio il resto:
Leggendo questi versi della Bibbia ti domandi ma come è possibile Gesù è stato con loro tre anni e mezzo giorno e notte e quando riappare dopo la resurrezione ….cioè tre giorni dopo non dieci anni dopo…. non viene subito riconosciuto …ma questo è irreale o frutto di fantasia di chi ha raccontato la resurrezione che peraltro va da dire che l’episodio dei discepoli diretti ad Emmaus, tre giorni dopo la morte di Cristo, non esisteva nei primi Vangeli di Luca, in quelli più antichi. L’episodio è stato aggiunto un paio di secoli dopo, come risulta dalle copie del Vangelo di Luca a partire dal VI secolo in poi. Quindi l’episodio specifico non è stato scritto da Luca, ne può essere attribuito a Luca. A parte ciò, questo particolare è saltato fuori dagli studiosi dell’antichità dei Vangeli nella ricerca meticolosa dei testi originari che non esistono, infatti esistono solo le copie delle copie del Vangelo attribuito a Luca.

Ecco due racconti assurdi …dove si legge non solo che i suoi discepoli non lo riconoscono ma addirittura Maria di Magdala lo scambia per il custode del giardino ….

Giovanni 20
11 Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12 e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 15 Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». 16 Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro!17 Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». 18 Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24, 13-35)
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?”. Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?”. Domandò: “Che cosa?”. Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.
Ed egli disse loro: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”. E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Nella confusione che doveva regnare in quei momenti sul Calvario… qualcuno fu scambiato per il prigioniero condannato e fu crocifisso al posto di Gesù… La vittima più probabile di questo scambio di persona sarebbe Simone il Cireneo. Luca dice: “Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù” (Lc. 23 : 20 Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. 21 Ma essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». 22 Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò». 23 Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. 24 Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. 25 Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà. 26 Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. 27 Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. 28 Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. 29 Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato ).
Una teoria più recente sostiene che Gesù svenne sulla croce e fu erroneamente dichiarato morto… Dopo essere stato deposto nel sepolcro… si sarebbe riavuto e si sarebbe presentato ai discepoli presentandosi loro come risorto…

Gesù morì in fretta… ma questo non fece che attirare maggiormente l’attenzione su di lui…. Le autorità infatti… si preoccuparono di accertare che la morte fosse veramente avvenuta… Marco dice: “Pilato si meravigliò che fosse già morto e… chiamato il centurione… lo interrogò se fosse morto da tempo…. Informato dal centurione…concesse la salma a Giuseppe” (Mc. 15 : 42 Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, 43 Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. 44 Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. 45 Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46 Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. 47 Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto ).

Il racconto di Giovanni aggiunge un ulteriore dettaglio: per affrettare la morte i soldati spesso spezzavano le gambe ai criminali crocifissi. Appesi solo per le braccia… sarebbero morti soffocati…. Ma quando… dopo aver fatto ciò agli altri due…vennero a Gesù per far la stessa cosa… lo trovarono già morto …

Giovanni dice che uno dei soldati volle assicurarsi della sua morte: “Uno dei soldati gli colpì il fianco e subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv. 19 : 31 Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. 32 Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. 33 Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34 ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Al di là di queste circostanze l’ipotesi che Gesù fosse ancora vivo è comunque molto probabile visto per esempio il sangue ancora molto liquido e non coagulato …

Secondo i primi cristiani quest’altra teoria fù molto accreditata infatti Matteo dice che i soldati che avevano fatto la guardia alla tomba andarono dai sommi sacerdoti: “Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: “Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l‘hanno rubato, mentre noi dormivamo” (Mt. 28 : 11 Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. 12 Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: 13 «Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo. 14 E se mai la cosa verrà all’orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia». 15 Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi. 16 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. 17 Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano ).

Vera o falsa che fosse l’accusa di Matteo, la storia era credibile. I discepoli avevano buoni motivi per rubare il corpo di Gesù: avrebbero poi potuto dire che era risorto, come aveva promesso loro. Le autorità non sarebbero state in grado di computare le loro affermazioni… non potendo mostrare come prova il cadavere di Gesù…. Ma la domanda e: perché i discepoli avrebbero rubato il corpo?

Il Vangelo di Giovanni riporta un piccolo ma importante dettaglio:“Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti” (Gv. 20 : 1 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3 Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. 4 Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5 Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 7 e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9 Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 10 I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa ).

Anche se Gesù aveva predetto le sue sofferenze, la sua morte e la sua risurrezione, i discepoli non avevano ricordato le sue parole ( come è possibile non ricordare un’evento cosi importante? ) … Forse erano rimasti talmente sconvolti dalla predizione inattesa della sua morte… che non avevano nemmeno udito il preannuncio della risurrezione… In ogni caso… i discepoli erano confusi e abbattuti… Si nascondevano… chiusi a chiave… per paura di fare la stessa fine del loro maestro… E quando Gesù apparve loro… furono lenti a credere a quello che vedevano. ( strano molto strano Gesù era stato con loro giorno e notte per tre anni e mezzo come potevano non riconoscerlo ? )

Un’altra spiegazione possibile dei fatti è che le autorità ebraiche abbiano rimosso il corpo di Gesù per evitare che i discepoli lo portassero via dalla tomba….

Matteo dice che c’era una preoccupazione di questo genere fra i capi ebraici: benché i discepoli avessero dimenticato la predizione della risurrezione di Gesù… essi… senz’altro non l’avevano dimenticata.

Il giorno seguente… quello dopo la Parasceve… si riunirono presso Ponzio Pilato… i sommi Sacerdoti e i farisei, dicendo: Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò… Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno… poiché non vengano i suoi discepoli… lo rubino e poi dicano al popolo: E risuscitato dai morti…. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima” (Mt. 27 : 57 Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 58 Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. 59 Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo 60 e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. 61 Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria. 62 Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: 63 «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. 64 Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». 65 Pilato disse loro: «Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete». 66 Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia ).

Comunque il punto debole di questa teoria sta nel fatto che le autorità non mostrarono il corpo di Gesù quando i discepoli cominciarono ad affermare che Gesù era risorto… Questa sarebbe stata la prova decisiva che la risurrezione era un fatto inventato….
Io non ci credo ma il dubbio rode…anche perché non do cosi importanza alla resurrezione quando ne do alla predicazione…Gesù mi ha ordinato l’amore tutto il resto non conta…

 

Il vostro Romanino Romano

 

Per Pochi . Un Cielo Nuovo E Una Nuova Terra

Per Pochi . Un Cielo Nuovo E Una Nuova Terra

 

“Va’ e d’ora in poi non peccare più”. Lo stesso dico oggi a ciascuno di voi. E se nella vita capiterà anche a voi di incontrare dei peccatori, o se voi stessi vi sentirete tali, non chiudete mai la strada né a loro né a voi stessi, ma ripetete le mie parole: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”.

 

“Ecco, tu sei guarito; non peccare più, che non ti accada di peggio”

 

Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? Va … da adesso occupati personalmente dei poveri …

 

SICURAMENTE  LI VEDREMO NEL BREVE TEMPO …

 

Sono presenti gli extraterrestri nella Bibbia?

 

L’argomento è alquanto ostico anche se per certi versi è attuale … ma nonostante tutto attraverso la Bibbia sono in grado di darvi alcune dritte … ecco la  traccia riferita agli  extraterrestri descritti nella Bibbia … che potrete verificare personalmente  leggendo nel testo  le parti indicate nel seguente articolo … ovviamente vale il vecchio invito procuratevi una Bibbia di qualsivoglia traduzione e poi seguitemi …

 

Se consideriamo che la Bibbia sia un testo di pura cronaca si deve credere a tutto quello che in essa viene scritto … Se al contrario consideriamo  che sia un testo solo teologico … allora certi passi devono essere esclusi perchè “impossibili” da spiegare. Ora leggendo scientemente  la  Bibbia nel testo si parla  chiaramente di astronavi vedremo di seguito alcuni dei significativi passi  comunque Il più famoso da ciò che conosciamo  è  la “visione” di Ezechiele che racconta di un carro celeste.

 

Comunque prima di addentrarci nello specifico vediamo di chiarire alcuni termini presenti nel relativo contesto della Bibbia:

 

Ezechiele 1

1 Il cinque del quarto mese dell’anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebàr, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine. 2 Il cinque del mese – era l’anno quinto della deportazione del re Ioiachìn – 3 la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di Buzì, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebàr. Qui fu sopra di lui la mano del Signore. 4 Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un TURBINIO DI FUOCO ( turbine di fuoco  … come rumore  simile a dei  motori a reazione impossibile immaginarli a quei tempi  ) … che SPLENDEVA ( splendeva …scaturivano come lampi fluorescenti )  tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un BALENARE (  balenare … emanazione di una luce viva … sfolgorio di luce intermittente ) di ELETTRO incandescente  ( elettro … lega d’oro e d’argento che può essere ottenuta artificialmente ma che si rinviene anche in natura specialmente in Asia Minore ). 5 Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l’aspetto: avevano SEMBIANZA UMANA ( sembianza umana … rassomiglianza, ma non conformità umana … similitudine  )

6 e avevano ciascuno QUATTRO FACCE  e QUATTRO ALI. 7 Le loro GAMBE  erano DIRITTE (  gambe diritte … effetto tubolare della tuta spaziale …  ma è anche la conferma che non erano animali …  infatti  camminavano su due piedi ) e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d’un vitello, splendenti come lucido BRONZO ( bronzo … La peculiarità delle scarpe di Bronzo …  elemento metallico e resistente …  diversamente dai sandali in pelle indossati a quel tempo … lucido bronzo …  proprietà liscia e lucida )

 

Ecco io Romanino Romano ho commentato in buona parte il libro di Ezechiele lasciando a voi tutto il resto nel quale contesto si comprende bene l’argomento trattato. Prego continuate voi  la lettura

 

8 Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d’uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, 9 e queste ali erano unite l’una all’altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé. 10 Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d’uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d’aquila. 11 Le loro ali erano spiegate verso l’alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. 12 Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro. 13 Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori. 14 Gli esseri andavano e venivano come un baleno. 15 Io guardavo quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti e quattro. 16 Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutt’e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un’altra ruota. 17 Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare nel muoversi. 18 La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt’e quattro erano pieni di occhi tutt’intorno. 19 Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. 20 Dovunque lo spirito le avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell’essere vivente era nelle ruote. 21 Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell’essere vivente era nelle ruote. 22 Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste, 23 e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l’una di contro all’altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. 24 Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell’Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d’un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali. 25 Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste. 26 Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. 27 Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l’elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore 28 il cui aspetto era simile a quello dell’arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l’aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava.

 

Comunque per quanto riguarda Ezechiele e gli extraterrestri l’episodio che appare reale è l’incontro di Ezechiele con gli  stessi extraterrestri.  Allorquando avremo i primi contatti reali con altri mondi … le parole di Ezechiele diventeranno profetiche … “La Bibbia l’ha detto”…  In verità …  non è una rivelazione …  bensì il racconto di un fatto avvenuto … adesso …  intanto … quei fatti non sono interpretati come un contato con gli extraterrestri … L’esegesi biblica muta secondo gli opportunismi del momento …

 

Un altro esempio significativo lo troviamo nelle scritture di:

 

Genesi. 28

12 Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. 13 Ecco il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza.

 

Ecco ci viene detto che Giacobbe riposava ora stando agli insegnamenti religiosi, un angelo, che è uno spirito, non vedo perche aveva bisogno di una scala per scendere è salire nei cieli. Più logico è il dire  che era una specie di veicolo volante, tipo astronave,  che rilasciava la scala per far scendere o salire i suoi occupanti.

 

 

Ecco ancora un altro esempio:

 

Ecco descritto nella Bibbia  un fenomeno miracoloso in cui ci viene descritto un veicolo volante succede quando Mosè giunse sulla montagna di Horeb, Esodo.3 : 1-5 ”… quando un angelo gli apparve in una fiamma di fuoco nel mezzo di un roveto … e il roveto ardeva col fuoco eppure il roveto non si consumava”. Lui spinto dalla curiosità e senza aver paura dell’ angelo, vuole avvicinarsi per studiare questo strano fenomeno, solo che Dio lo fermò in tempo per non lasciargli capire di che cosa si trattava. Oggi noi possiamo dire  che questo roveto che ardeva col fuoco e non si consumava era un tipo di navicella che atterrava verticalmente e che il fuoco veniva dal motore propulsore.

 

Esodo 3

1 Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. 2 L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3 Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». 4 Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». 5 Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!».

 

ANCORA:

 

Un alta bella navicella viene descritta quando Dio guidava il suo popolo nel deserto in una colona di nuvola. Esodo 14 : 19 L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. 20 Venne così a trovarsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.

 

Come si capisce dalla narrazione da una parte essa era una nuvola insieme alle tenebre. Dall’altra parte illuminava la notte. E un gruppo non si avvicinava al altro gruppo per tutta la notte”. E semplice  immaginare che cosa può essere. Questa è una nave tipo aereo con il motore in coda (nuvole e tenebre) e davanti la cabina del pilota ben illuminata ed e per questo che i due gruppi non si avvicinavano uno al altra.

 

Dio avverte sempre Mosè del suo arrivo sul monte Sinai, nella sua astronave e del fatto che il popolo non doveva toccare nemmeno le falde della montagna per non rischiare la morte. Esodo.19 :  10 Il Signore disse a Mosè: «Va’ dal popolo e purificalo oggi e domani: lavino le loro vesti 11 e si tengano pronti per il terzo giorno, perché nel terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai alla vista di tutto il popolo. 12 Fisserai per il popolo un limite tutto attorno, dicendo: Guardatevi dal salire sul monte e dal toccare le falde. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte.
13 Nessuna mano però dovrà toccare costui: dovrà essere lapidato o colpito con tiro di arco.
Animale o uomo non dovrà sopravvivere.
Quando suonerà il corno, allora soltanto essi potranno salire sul monte». 14 Mosè scese dal monte verso il popolo; egli fece purificare il popolo ed essi lavarono le loro vesti. 15 Poi disse al popolo: «Siate pronti in questi tre giorni: non unitevi a donna».
16 Appunto al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. 17 Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. 18 Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. 19 Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono. 20 Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì. 21 Poi il Signore disse a Mosè: «Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine! 22 Anche i sacerdoti, che si avvicinano al Signore, si tengano in stato di purità, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro!». 23 Mosè disse al Signore: «Il popolo non può salire al monte Sinai, perché tu stesso ci hai avvertiti dicendo: Fissa un limite verso il monte e dichiaralo sacro». 24 Il Signore gli disse: «Va’, scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro!». 25 Mosè scese verso il popolo e parlò.

 

 

Nella Bibbia ci sono ancora racconti che possono far pensare a fenomeni extraterrestri …. Tra questi racconti c’è quello del profeta Elia che d’improvviso viene affiancato da “un carro di fuoco e cavalli di fuoco… ed Elia salì in cielo nel turbine” (Antico Testamento, 2° Libro dei Re 2 : 11 Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. 12 Eliseo guardava e gridava: «Padre mio, padre mio, cocchio d’Israele e suo cocchiere». E non lo vide più. Allora afferrò le proprie vesti e le lacerò in due pezzi.  ).

 

In Isaia leggiamo qualcosa che ci fa pensare di nuovo a manifestazioni extraterrestre infatti leggiamo :

Isaia 60

8 Chi sono quelle che volano come nubi
e come colombe verso le loro colombaie?
9 Sono navi che si radunano per me,
le navi di Tarsis in prima fila,
per portare i tuoi figli da lontano,
con argento e oro,
per il nome del Signore tuo Dio,
per il Santo di Israele che ti onora.
Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non c’era più.

 

 

COSA DEVO FARE PER OTTENERE LA VITA ETERNA? …

COSA DEVO FARE PER OTTENERE LA VITA ETERNA? …

 

Io non sono ricco … non ho possedimenti … sono semplicemente un povero … ora se io chiedo a Gesù cosa devo fare per avere la vita eterna … cosi Lui mi risponde …considerate che Gesù è ancora in vita quindi non si è ancora sacrificato per i nostri peccati ma nonostante tutto mi dice che da IMPERFETTO quale peccatore passero allo stato di PERFETTO  solo rispettando le sue indicazioni … tutto il contrario di quello che dicono certe pseudo religioni…. ma io seguo GESU’ ……

 

Matteo 19

16 Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la VITA ETERNA?». 17 Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare NELLA VITA , osserva i comandamenti». 18 Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, 19 onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso». 20 Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». 21 Gli disse Gesù: «SE VUOI ESSERE PERFETTO, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». 22 Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

 

Bene io allora dirò … faccio già queste cose … quindi sono sicuro per parola di Gesù che avrò la vita eterna …. peraltro ripeto sono povero anzi nonostante la mia povertà aiuto sempre per quello che posso il più povero …

 

AGGIUNGO:

 

OPERE = FEDE

NON POSSO COSI COME NON VOGLIO NEL RISPETTO DEI COMANDI DI DIO E DI SUO FIGLIO GESU’ ACCETTARE CHE LE DUE AZIONI POSSANO ESSERE DISGIUNTE NELLA PRATICA DELLA DIFFERENZA…SO’ CHE SE DICESSI IL CONTRARIO INDISPETTEREI DIO OLTRE CHE SUO FIGLIO GESU’…ATTIRANDO SU DI ME LE LORO IRE….OVVIAMENTE CONCEPISCO COSI PERCHE’ NON VIVO IL PRINCIPIO DELLA SPECULAZIONE…NE DELLA FALSA RELIGIONE …CERTAMENTE QUESTA POSIZIONE MI METTE CONTRO ALCUNI UOMINI…MA IO ROMANINO ROMANO SO’ PER CERTO CHE DEVO PIACERE A DIO…DEGLI UOMINI? BEH … SE POSSO CERCHERO’ DI CORREGGERLI …CASO CONTRARIO DA CONVINTO GIUSTO CRISTIANO CI HO PROVATO SE NON VENGO ASCOLTATO…NON CADRA’ SU DI ME LA COLPA…SPECIALMENTE ADESSO CHE MI RITENGO UNA GIUSTA  SENTINELLA DI DIO….

Ci sono luoghi in cui soffia lo Spirito, ma c’è uno Spirito che soffia in tutti i luoghi.

Fede senza opere?  Non c’è alcuna contraddizione tra le parole dell’apostolo Paolo  ne quelle di Giacomo. Infatti Paolo guarda alla salvezza nella sua radice, nell’azione gratuita di Dio; Giacomo pensa ai suoi frutti. Paolo spiega che la fede è l’opera di Dio che produce una vita nuova; Giacomo spiega che le nostre opere sono la prova dell’esistenza di questa nuova vita. Quindi, opera di Dio (Paolo) e, come risposta, le nostre opere (Giacomo). Entrambi gli insegnamenti sono necessari. Si abusa della fede, quando ci si crogiola in essa non operando e facendo passivamente appello ai meriti di Cristo. Si abusa delle opere, quando si praticano legalisticamente con l’intento di guadagnarci una salvezza che è già donata da Dio gratuitamente o ci capita di speculare su di esse con compiacimento e di gloriarcene troppo. Mentre Paolo combatte quest’ultima tendenza, Giacomo combatte la prima.

VEDIAMO UN PO’…

Che rapporto c’è (o dovrebbe esserci) tra fede e opere?

Cosa intendiamo
per “opere”?

Ci può essere “fede senza opere” e “opere senza fede”?

Chi è il Cristiano praticante?

Oggi tante persone abbandonano la fede
perché non vedono opere buone tra i cristiani: quali sono i comportamenti del cristiano che maggiormente testimoniano la sua fede?

Le nostre pratiche rituali, sia personali sia comunitarie, sono autentiche
espressioni di fede?

Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”,
entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa
la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Matteo 7,21

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone
e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.
Matteo 5,16

In Cristo Gesù non è la circoncisione che vale
o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità.
Galati 5,6

Non può esserci una fede senza la carità, né una carità senza la fede. La fede è per la carità la misura, la verità dell’amore, mentre la carità è per la fede pienezza della verità, appagamento, svelamento dell’intimo anelito a Dio, passando dalla sua conoscenza all’amore. La carità stessa che ha due occhi, la ragione e l’amore.

«La fede è conoscere la verità e aderirvi ( 1 Tm 2,4); la carità è “camminare” nella verità ( Ef 4,15). Con la fede si entra nell’amicizia con il Signore; con la carità si vive e si coltiva questa amicizia ( Gv 15,14s)».

È una grande sfida della nuova evangelizzazione collocare in unità fede e carità. Siamo invitati a dare a tutti per amore la Verità, il Cristo, e a mostrarlo non con le parole ma con i fatti, con le opere della verità.

La fede ci svela la verità di Cristo, nel compiere con Amore le opere. La carità ci fa fruire di quest’Amore. Così tutto converge nell’amore e si radica in Dio per sempre.
Qual è la cosa più importante nella vita? Non sto chiedendo quale cosa immaginiamo che possa essere la più importante, ma qual è veramente la cosa più importante in assoluto nella vita. Da Gesù Cristo, il Signore di tutto, sappiamo che la cosa più importante è la salvezza.
Marco 8:36 E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?

 

Cioè, nulla vale quanto l’anima, ovvero, nulla vale quanto avere la salvezza dell’anima. Allora, la salvezza è la cosa più importante in assoluto.
La Parola di Dio spiega che non tutti vengono salvati, infatti, sappiamo che pochi vengono salvati. Gesù stesso dichiara più volte che i salvati sono pochi.

Sappiamo che la salvezza non si ha per i meriti della persona, ma come dono di Dio, per mezzo della fede in Gesù Cristo. Allora, avere una vera fede in Cristo è assolutamente essenziale.
Finora, nella lettura dell’epistola di Giacomo, abbiamo visto che egli ci sta dando degli indicatori per verificare che la nostra fede sia vera.

Quando parliamo della salvezza che si ha per mezzo della fede, spesso chi ci ascolta risponde dicendo di credere già in Dio. Pensa di essere a posto. Però, è chiaro che non tutti quelli che dicono di credere sono salvati. Questo perché non tutti hanno una fede viva.
Il brano che vogliamo considerare oggi, Giacomo 2:14-26, parla della differenza tra una fede vera, quella che salva, e una fede morta, che non può salvare.

Iniziamo leggendo il brano (vv.14-26):

14 A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? 15 Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, 16 e uno di voi dice loro: “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”, ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? 17 Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta. 18 Anzi uno piuttosto dirà: “Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede”. 19 Tu credi che c’è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano. 20 Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? 21 Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull’altare? 22 Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; 23 così fu adempiuta la Scrittura che dice: “Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia”; e fu chiamato amico di Dio. 24 Dunque vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. 25 E così Raab, la prostituta, non fu anche lei giustificata per le opere quando accolse gli inviati e li fece ripartire per un’altra strada? 26 Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

La chiave di questo brano è il v.14:
A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?

In questo brano, Giacomo considera il caso di chi dice di avere fede, ma non ha vera fede. A che serve, se uno dice di avere fede, ma non ha opere?
Oggi, tante persone dicono di avere fede. Quando spieghiamo il vangelo, insegnando che la salvezza si ha per fede, tante persone affermano subito di avere fede. Tutto quello che spieghiamo, loro dicono di crederlo. Allora, cosa dobbiamo pensare in questi casi? È salvato chiunque dice di avere fede?
Giacomo spiega che quando una persona dice di avere fede, ma non ha le opere, la sua fede non serve a nulla, la sua fede è una fede morta.
Dobbiamo capire che il discorso di questo brano non riguarda il modo in cui si può essere salvati. Giacomo ha già parlato del fatto che siamo stati salvati per fede. Egli non insegna una salvezza per opere.

Questo l’abbiamo visto in Giacomo 1:17,18: ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c’è variazione né ombra di mutamento. Egli ha voluto generarci secondo la sua volontà mediante la parola di verità, affinché in qualche modo siamo le primizie delle sue creature.

Dio ci ha generati, ovvero, salvati, mediante la Parola della Verità, cioè, mediante il Vangelo. Non ci ha generati tramite le nostre opere, ma tramite il Messaggio della salvezza in Cristo.
Il discorso di questo brano riguarda la differenza tra una fede viva, che salva, e che produce opere, e una fede morta, che non salva, e non produce opere.

Allora, nel v.14, quando si parla di chi dice di avere fede, si tratta di una persona che non ha una fede viva. La fede morta non serve a nulla. Non salva. Questo brano spiega che la fede morta non produce opere.

Nei vv. 15,16, Giacomo usa un paragone per rendere più chiaro il concetto:
15 Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, 16 e uno di voi dice loro: “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”, ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? 17 Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta.
In questo paragone, Giacomo fa l’esempio di una persona che ha parole di compassione, che però non producono azioni di compassione. Allora a cosa servono quelle parole? Non servono a nulla. In questo esempio, è da presumere che la persona che parla abbia qualche possibilità di aiutare la persona bisognosa. Dunque, mostrare compassione a parole, ma non a fatti, rivela che la compassione di quella persona è morta, cioè non è una vera, viva compassione. La vera compassione non è fatta di parole. È qualcosa che nasce dal cuore, che possiamo vedere maggiormente nelle azioni. Una compassione che non porta all’azione è una compassione morta.

v.17 Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta.
Nello stesso modo, la fede, se non ha opere, cioè, se non produce opere, è una fede morta. Le opere non salvano, ma la fede viva tramite la quale Dio ci salva, produce opere.

Nei vv. 18 e 19, Giacomo si confronta con un ipotetico oppositore; una persona che ha una fede morta, e che vuole affermare che quella fede è in grado di salvarlo.

Leggiamo il brano: 18 Anzi uno piuttosto dirà: “Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede”. 19 Tu credi che c’è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano.
Per capire questi versetti, dobbiamo capire chi sono le persone che stanno parlando. Qui, abbiamo due persone. Uno è un vero credente. L’altra persona dichiara di essere credente. Dichiara di aver fede, ma non è salvata, e la sua fede è senza opere, cioè, è una fede morta.
Ovviamente, la persona con una fede morta aveva dichiarato di avere fede. Perciò colui che ha la vera fede gli dice: Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede.
Chiaramente, non è possibile mostrare la fede, se non per mezzo delle opere. Cioè, la vera fede, in sé, è invisibile. La vera fede riempie il cuore, e trasforma la vita. Ma, in sé, non è visibile.
Invece, le opere che la vera fede produce sono visibili.

La persona con una fede morta, cioè, una fede non vera, non farà opere che mostrino la sua fede. Perciò, gli sarà impossibile mostrare la propria fede. Invece, quando uno ha una fede vera, ci sarà anche vero frutto. Naturalmente, ci possono essere situazioni in cui il frutto può non essere visibile. Per esempio, il ladro sulla croce accanto a Gesù, credette in Cristo. Però, morì poco dopo aver creduto. In quel caso, non era possibile vedere frutto nella sua vita. Però, salvo in quei casi in cui la persona muore subito dopo la conversione, la vera fede produce vere opere. Queste opere possono aiutare a dimostrare la realtà della fede.
Dobbiamo capire che è possibile per una persona non salvata credere di avere quello che sembra essere un vero frutto. Per esempio, i Farisei erano molto impegnati nelle opere religiose. Ci sono tante persone oggi che si dedicano a opere di bene, ma che non hanno vera fede in Cristo Gesù. Esteriormente, certe opere possono sembrare le stesse compiute dai veri credenti, anche quando vengono fatte da persone che non sono veri credenti. Le opere in sé non sono una garanzia della vera fede. Sono una forte indicazione, ma non sono una garanzia.

Invece, quando NON ci sono le opere, questa è una forte indicazione che la fede di quella persona è morta. Quindi, quando una persona dichiara di avere fede, e non segue l’insegnamento di Dio nella Bibbia, non porta il frutto che dimostra la veracità della sua fede.

Allora, i vv.18 e 19 parlano di come le opere possono mostrare la realtà della fede. L’idea qui è che la vera fede cambia la vita, e produce una vita di opere. Senza opere, la fede non si dimostra vera. È una fede morta.

Il v.19 è un’ulteriore conferma che la fede morta non serve a nulla:
v.19 Tu credi che c’è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano.
Questa persona, che ha una fede morta, si sente tranquilla, perché crede. Ma il suo “credere” è solo intellettuale, cioè, crede ai fatti che riguardano Dio. Crede che c’è un solo Dio. Giacomo dimostra che questo modo di credere non salva, perché anche i demoni credono queste cose. La fede che porta alla salvezza non è una semplice presa di posizione intellettuale, ma significa accogliere personalmente per fede Gesù Cristo nella propria vita. Questa fede viva produce opere.

Nei versi da 20 a 26, Giacomo usa tre esempi per mostrare che la vera fede produce opere, e quindi, che una fede senza opere non è una vera fede, e non può salvare. Le opere dimostrano che la fede è viva.

Quando leggiamo questi versetti, dobbiamo ricordare che l’insegnamento che Giacomo sta dando non è che la salvezza è per opere anziché per fede, perché anche Giacomo, coerentemente con gli altri apostoli, insegna che la salvezza si ha solo mediante la fede. Il punto del suo discorso è che una fede che non produce opere si dimostra una fede morta. Quella fede non salva.

v.20 Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?
Giacomo chiama questa persona “insensato”, perché quella persona vuole credere di essere stata salvata, quando invece non ha una fede vivente. La sua fede non produce opere, eppure vuole credere che comunque abbia valore. Per questo è insensato. Questi esempi gli dimostrano che una fede morta non serve a nulla. Allora, tenendo questo in mente, guardiamo i tre esempi che Giacomo usa. Prima, parla di Abraamo, poi di Raab, e poi fa un esempio sul corpo umano.

Leggiamo ora i vv.21-24: Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull’altare? 22 Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; 23 così fu adempiuta la Scrittura che dice: “Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia”; e fu chiamato amico di Dio.
Questo brano, quando viene letto frettolosamente, crea tanta confusione nella gente. Però, basta leggerlo con cura, nel suo contesto, e possiamo comprenderne la logica.
Giacomo inizia dichiarando che Abraamo fu giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull’altare. Però, Giacomo cita Genesi 15:6. Quel brano, dichiara che Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia. Questo avvenimento accadde molti anni prima della nascita di Isacco.

Allora, Giacomo stesso, usando questo versetto, conferma che Abraamo fu giustificato solo per fede. Il senso di questi versetti, perciò, non può essere che Abraamo fu giustificato in base all’opera di offrire Isacco in sacrificio. Invece, il punto del discorso di Giacomo è che la fede di Abraamo fu manifestata come fede viva per mezzo delle opere che produsse. Cioè, Abraamo fu salvato dal momento in cui credette a Dio, il che avvenne molto presto nella sua vita. Però questa fede si rivelò visibilmente a noi soprattutto quando Egli si dispose ad offrire Isacco come sacrificio. In questo senso fu giustificato per le opere, cioè, non nel senso che le opere siano state il mezzo della sua giustificazione, che aveva già ricevuto anni prima, ma nel senso che esse rendevano evidente la realtà di questa fede. Considerando la fede viva e la fede morta in quanto visibili agli uomini, Abraamo fu giustificato, cioè, la sua fede fu resa visibile tramite le sue opere.

Quando Giacomo dichiara, nel v.22: “Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa;” la parola originale qui tradotta con “completa” è una forma di “telios”, che vuol dire maturo, come frutta matura. La fede di Abraamo era genuina già prima che egli offrisse Isacco, però,  non era completa. Cioè, Dio aveva stabilito quella prova per dimostrare la realtà della fede di Abraamo. La fede già c’era. Abraamo era già salvato per mezzo della fede. Un melo è un melo da momento in cui nasce. Non diventa un melo quando produce le mele. Però, sarebbe possibile ingannarsi guardando un albero che sembri un melo, senza esserlo. Oppure, si potrebbero avere dei dubbi guardando un albero che è realmente un melo. Allora, quando arriva il frutto, non cambia quella che già era la realtà. Produrre mele non fa diventare un albero un melo: lo è già. Invece, produrre mele rende evidente il fatto che quello è un melo, cioè, rende chiaro, rende visibile ciò che esso è.

Questo è il senso della parola “completa” nel v.22. Le opere rendono completa la fede, cioè, la rendono visibile.
Comprendiamo, perciò, che il discorso di Giacomo riguarda il modo in cui possiamo riconoscere la veracità della nostra fede. Abraamo è un buon esempio a cui dovrebbero guardare quanti pensano che una fede morta valga qualcosa. Una fede viva produrrà frutti nella forma di opere visibili.

Il v.24 dice: Dunque vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. Giacomo ha già spiegato che la fede soltanto, senza opere, è una fede morta. L’uomo non è giustificato da una fede che non produce opere.

Poi, Giacomo usa l’esempio di Raab come secondo esempio di come la vera fede produce opere.

Leggiamo il v.25: E così Raab, la prostituta, non fu anche lei giustificata per le opere quando accolse gli inviati e li fece ripartire per un’altra strada?
Se ricordate la storia, dopo i 40 anni nel deserto, il popolo di Israele era ormai alla frontiera della terra promessa. Dovevano solo attraversare il fiume Giordano. Giosuè aveva mandato delle spie per esplorare la città di Gerico, che si trovava davanti a loro, al di là del fiume. Quando la presenza delle spie nella città fu scoperta, la prostituta Raab dimostrò di avere fede in Dio, nascondendoli e chiedendo loro di salvare la vita di lei e della sua famiglia quando sarebbero ritornati vittoriosi.
Cioè, le opere di Raab, quelle di salvare la vita di queste spie e di chiedere loro la salvezza, mostra una fede nel Dio di questi uomini. Ella, avendo sentito parlare di quello che Dio aveva già fatto per Israele, pose la sua fede in questo Dio. E dimostra questo fatto, scegliendo la protezione di Dio, anziché quella degli idoli della sua religione. La sua fede in Dio era una fede viva, e perciò, produsse frutto. Il frutto nel suo caso era l’aiuto che diede a queste spie.
Allora Giacomo, parlando di Raab, mostra ancora che la vera fede produce frutto. La fede che non trasforma la vita non è una fede viva, è una fede morta. Dio non salva chi ha una fede morta.

Infine, Giacomo conclude il suo discorso con un altro esempio. Questa volta, egli fa un paragone fra un corpo morto ed un corpo vivo, per mostrare la differenza fra la fede morta e la fede viva.

Leggiamo il v.26: Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.
In questo esempio, Giacomo parla del corpo umano.

Qual è la differenza fra una persona vivente, e una persona morta?

Consideriamo che, ad esempio, dieci secondi dopo la morte, il corpo è pressoché identico a come era dieci secondi prima, ma non ha la vita. Cioè, pur essendo rimasto identico esteriormente, è del tutto diverso, non ha più la vita. La differenza è che lo spirito di quella persona ha lasciato il corpo.
Allora, come il corpo senza lo spirito è morto, così la fede senza le opere è morta. Cioè, un corpo senza spirito non vale nulla. È morto. Lo si potrebbe anche vestire bene, si potrebbe cercare di farlo sembrare ancora vivo, ma se non c’è lo spirito, non avrà mai vita. Non serve a nulla.
Così è con la fede senza le opere. Quella fede è una fede morta, non autentica. Chi ha una fede che non produce opere, non dovrebbe credere di essere salvato mediante quel tipo di fede.
Allora, come dobbiamo applicare la verità di questo brano? Cosa vuole dire a noi? Prima di tutto, dovremmo esaminare noi stessi. Dovremmo esaminarci per riconoscere se abbiamo il vero frutto della nostra fede. È giusto e necessario vedere le opere prodotte dalla nostra fede. Dovremmo vedere una vita più santa, un cuore più desideroso di Cristo, dovremmo vedere un impegno sempre più forte verso gli altri e verso l’opera di Dio. Questo è il primo frutto che dovremmo avere dallo studio di questo brano di Giacomo.
Poi, dovremmo tenere queste verità in mente quando parliamo con le persone. Sappiamo che tante persone dicono di credere in Dio e in Gesù Cristo. Questo brano ci aiuta a capire se la fede che dicono di avere è una vera fede o no. Non siamo chiamati a diventare “poliziotti di Dio”, per metterci a decidere noi lo stato spirituale di tutti. Però, conoscendo le Scritture, dovremmo aiutare le persone a valutarsi alla luce delle verità bibliche, affinché non si illudano, se la loro fede non è vivente.

Dobbiamo spiegare cosa vuol dire Dio per fede vivente, e mostrare dalla Scrittura la necessità di una fede vivente, che produce sempre opere buone!

Dobbiamo ricordare che le opere buone in sé non sono una garanzia di una fede vivente, in quanto esse si possono fare anche per motivi sbagliati, senza avere la vera fede. Però, non si può avere la vera fede se non ci sono opere buone. Cioè, si possono avere opere buone senza una fede viva, ma non si può avere una fede viva senza opere buone. Questo non vuol dire che in ogni istante possiamo vedere sempre delle opere buone. Ma una vita in cui da diverso tempo non ci sono opere buone, è una vita che non mostra di avere la vera fede.

Perciò, impegniamoci come viene detto in Tito 2:14, Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone.
Viviamo zelanti nelle opere buone. Non viviamo per le cose che la vita ci offre, viviamo per compiere opere per il Signore. Questa è la nostra chiamata, e questo è un frutto della vera salvezza.

In ultimo intendo ricordarvi che non è l’andare a messa o partecipare a un culto … gestito da una religione anziché  un’altra … non è professando riti o cerimonie … andare alle adunanze … che ci garantisce la vita eterna … Gesù non vi ha mai invitato a seguire alcuna religione … non vi ha mai detto se diventerete cattolici … protestanti … mussulmani o testimoni di Geova avrete salva la vita … no non ve lo ha mai detto nel modo più assoluto MAI … al contrario ci ha raccomandato di avere FEDE  in Lui e di amare il prossimo infatti nella scrittura troviamo le sue parole: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Giovanni  13 : 34). Ora in esempio alla sua predicazione possiamo con fierezza portare la testimonianza di quello che Gesù fece con il suo compagno di legno … che non ha mai frequentato chiese cosi come non è mai appartenuto ad una religione … ecco il racconto:

“Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”. Sopra di lui c’era anche una scritta: “Costui è il re dei Giudei”. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”. L’altro invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. E disse: “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”. (Luca 23 :  33 – 43)

COSI PER VOLONTA’ DI GESU’ FU SALVATO … ORA TI RACCOMANDO “ABBI FEDE IN DIO … FACENDO LE GIUSTE OPERE VERSO I POVERI” …

 

 

SE POI INSIEME FACCIAMO CRESCERE LA CHIESA DI DIO ALLORA SAREMO SICURAMENTE PARTE DELLA VITA ETERNA …. PER QUESTO LEGGI ATTI 2 DAL VERSETTO 36 AL 48  …

 

IL TUO ROMANINO ROMANO

 

SE VUOI MI PUOI PARLARE AL 330 540176