EARTH & SOCIAL

A.A.&A. AliceAmbiente&Attualità. Questo Blog è dedicato alla mia bolla. Alla mia amata TERRA. Ma non solo. È dedicato anche alla globalizzazione e a questa nostra malsana società. È consigliabile l'utilizzo dei Tags.

 

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MAURIZIO PALLANTE DOCET
SUGLI INCENERITORI

PAUL CONNET DOCET
docente di Chimica Ambientale, St. Lawrence University, NY
 
 

COSA DOBBIAMO FARE. TUTTI. SUBITO.

1-Usa lampadine fluorescenti e compatte, ma solo dove tieni la luce accesa per molto tempo". Per gli esterni, scegli le lampade a sensore, che si accendono solo quando serve.

2-Usa la macchina il meno possibile ma con cervello. Se ti è possibile monta gpl o metano. Ridurrai drasticamente le emissioni nocive e peserai meno all'ambiente; oltre a ridurre del 70% la tua spesa non dovrai più preoccuparti di scioperi dei benzinai o rincari del prezzo del petrolio, tantomeno dell'Ecopass. Spegni il motore quando sei in sosta.

3- Separa carta, plastica, legno, vetro e lattine e riciclale.

4 - Non sprecare acqua. Ad esempio quando ti lavi o quando lavi il cibo. È meglio riempire il lavandino che far scorrere l'acqua per mezz'ora. E controlla le tubature: in un anno, anche un buco minuscolo comporta ingenti perdite.

5- Non sprecare acqua calda.

6- Impara a ridurre i rifiuti già all'acquisto. Non comprare prodotti con molti imballi e con troppa plastica. Scegli le ricariche per ammorbidenti e detersivi, la polvere al posto delle pastiglie (che sono imbustate una per una), ecc..

7- Regola il termostato di casa sotto i 20°. Oltre questa soglia, ogni grado in più vuol dire +7% nei consum.

8- Monta doppi vetri a casa. Eviterai il disperdersi di calore in inverno e della frescura d’estate.

9- No stand-by. Spegni gli elettrodomestici quando non li usi. Non lasciare MAI in stand-by tv, stereo e qualsiasi altro elettrodomestico. La spia rossa che rimane accesa consuma tantissimo.

10- In auto, fai a meno del condizionatore, o almeno, usalo solo quando è davvero necessario (bambini o anziani a bordo e solo nelle ore più calde). Abbassa i finestrini.

11- Scegli elettrodomestici classe A. Informati. Puoi approfittare di molti incentivi.

12- Informati sul conto energia. È un bene per tutti e a lungo andare, può diventare anche un guadagno.

14- Bevi acqua del rubinetto. 87 aziende di acqua minerale su 98 sono risultate NON IN REGOLA dopo essere state sottoposte a esami specifici dal Ministero della SALUTE. L'acqua del rubinetto è più controllata. Inoltre, l'acqua minerale proviene spesso da zone molto lontane dal luogo di acquisto. La conseguenza è un forte impatto ambientale dovuto al trasporto: un camion può trasportare circa 26.500 litri (17.667 bottiglie da 1,5 litri), sono necessari ogni anno oltre 280.000 viaggi. E ancora: imballaggi e bottiglie devono essere smaltite; le Regioni spendono molto di più per lo smaltimento delle bottiglie di quanto ricavano dalle irrisorie concessioni per il prelievo dell'acqua. Si è calcolato che per una famiglia media il vantaggio economico ad utilizzare l'acqua del rubinetto, invece di quella minerale, è di 200 €/anno.
 

BOMBE NUCLEARI

Oggi sono in corso nel mondo più di 30 conflitti. Ogni anno muoiono a causa delle armi 500.000 persone, 1.300 al giorno, una al minuto.

•Secondo i dati ufficiali, la Russia ha ammesso di possedere 20.000 bombe nucleari , gli Stati Uniti 10.500 , la Gran Bretagna 185 , la Francia 450 e la Cina 400 . Secondo alcuni osservatori Israele ne possiede almeno 200.

• Nonostante le riduzioni effettuate negli anni Novanta, rimangono in tutto il pianeta più di 30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggerlo per intero 25 volte .

• La Nato si muove al di fuori degli accordi del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, violandoli apertamente. Gli Stati Uniti hanno dislocato 480 bombe nelle varie basi Nato in Europa: 150 in Germania, a Büchel, e Ramstein; 20 in Belgio, a Kleine Brogel; 20 in Olanda, a Volkel; 110 in Gran Bretagna, a Lakenheath, 90 in Turchia, a Incirlik. 90 in Italia, ad Aviano e Ghedi Torre
 

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Guarda te stesso e apri gli occhi, e solleva il tuo velo d’amnesia: è forse tanto spesso da non poterlo sollevare? Il tesoro dell’uomo è nell’uomo. Direte che queste sono tante belle parole, figure retoriche… ma che la realtà è ben diversa. Lo credete davvero? Credete davvero che esseri felici di essere ciò che sono e contenti di avere ciò che hanno farebbero della loro casa (il loro pianeta) un’immensa pattumiera, una bomba gigante, un luogo di massacri? Direte ora che la colpa è dei governanti, che voi non centrate… Ma andiamo, siate onesti! Quante volte siete stati testimoni o protagonisti di meschinerie, dispute, menzogne? Sono cose quotidiane- E tutto per dei nonnulla, per delle cose senza importanza di cui ci si rende conto solo dopo, quando è troppo tardi. Allora, come potete sperare che le nazioni sviluppino una buona intesa, quando il sigolo individuo riesc a malapena a sopportare il vicino? Siamo tutti colpevoli. Ecco perché dobbiamo risvegliarci dal torpore ed ecco perché dobbiamo ritrovare la nostra vera origine. Una volta per tutte, guardiamoci in faccia e chiediamoci: chi siamo? Anne e Daniel Meurois-Givaudan Da «Racconti d’un viaggiatore astrale»
 

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ACCORDO BILATERALE SUL NUCLEARE.

Post n°199 pubblicato il 10 Aprile 2010 da AliceVirtu
 
Foto di AliceVirtu

La stretta di mano che Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy si sono scambiati ieri (9 aprile) a Parigi ha sancito il ritorno dell’Italia tra la cricca dei pochi Stati ancora a favore dell’atomo.
Il primo Ministro italiano ha promesso ai francesi, preoccupati del forte dissenso dell’opinione pubblica italiana, che questa storia del ritorno al nucleare ce la farà digerire con l’aiuto della televisione (un po’ come ha cercato di fare con il malaffare, propinando film per la tv come “Il Capo dei Capi” o “la Banda della Magliana”) e Sarkò ha molto gradito questa sua affermazione.
È importante ricordare che la Francia ha da poco perso un super-contratto sul nucleare con gli Emirati Arabi valutato attorno ai 20 MILIARDI di Dollari.
Ecco perché Sarkosy ha l’interesse di trovare in fretta il pollo da spennare, deve colmare alla svelta quell’immenso buco lasciato da Abu Dhabi.
Ad accompagnare questa stretta di mano, la firma tra Giovanni Lelli Commissario dell’ENEA, (Agenzia nazionale per l’energia e lo sviluppo) e Jacques Repussard, direttore generale dell’ASN (Istituto francese di radioprotezione e sicurezza nucleare) ha sancito un accordo di cooperazione per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.
Secondo Andrea Lepore, responsabile della campagna Anti-Nucleare di Greenpeace Italia, “l'accordo bilaterale tra Italia e Francia per la sicurezza nucleare non si regge in piedi ancora prima di nascere, dal momento che persino la stessa Autorità di sicurezza francese le considera rischiose.
Infatti, Marie-Pierre Comets, commissaria ASN, lo scorso 7 aprile ha annunciato che le autorità per la sicurezza britannica, francese, finlandese e statunitense stanno preparando un comunicato congiunto per mettere in guardia le Nazioni circa le anomalie riscontrate dall'autorità finlandese Stuk nell'impianto EPR in costruzione a Olkiluoto e già lo scorso novembre con un precedente comunicato congiunto le autorita' di sicurezza francese, inglese e finlandese avevano evidenziato carenze progettuali del sistema di controllo degli EPR.
Lo stesso previsto per il ritorno al nucleare in Italia perché ieri ieri Berlusconi ha detto “Oui”, strafregandosene dell’80,6% di Italiani che vent’anno fa dissero NO. E che adesso lo direbbero ancora.
Oggi, nell'ambito del vertice italo-francese a Parigi, e' stato firmato il protocollo sulla sicurezza nucleare fra l'Italia e la Francia. Contestualmente le agenzie nazionali competenti in materia di sicurezza nucleare, l'Ispra in Italia e l'Asn in Francia, sottoscriveranno un accordo di collaborazione finalizzato allo scambio di informazioni sulla scelta dei siti, la costruzione, la gestione e la dismissione degli impianti nucleari.
È quindi prevista la costruzione di 4 centrali entro il 2030.
Alla faccia della fretta che c’è di cambiare la situazione energetica mondiale. Vent’anni.
Per me, più che contraria alla costruzione di queste costose e pericolose centrali, vent’anni sono una speranza. La speranza che nel mentre cambi qualcosa e sinceramente, più tempo ci si mette a costruirle, meglio è.
Ma guardiamo in faccia la realtà. Che soluzione è?

Alice Virtù

http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/energialasted.shtml

 
 
 

Trentacinque su quarantasette.

Post n°198 pubblicato il 16 Febbraio 2010 da AliceVirtu
Foto di AliceVirtu

Il 16 febbraio (oggi) è il 47° giorno dell’anno e come ogni anno, “Milano La Grigia” ci ha tenuto e si è impegnata per superare il suo personale record.Dall’inizio di questo 2010, Milano è stata in grado di “respirare” per dodici giorni soltanto; per i restanti trentacinque è stata da paragonare a una trappola mortale, una camera a gas estremamente nocivi.
E non c’è eco-pass (chiaramente) o incentivo statale sulle automobili che tenga, l’aria in città è totalmente irrespirabile.

Tanto più se si pensa che “35 giorni” sono il termine massimo assegnato dall’Unione Europea per il sorpassamento dei limiti di Pm10, fissato a 50 microgrammi al metrocubo.

L’anno scorso, Milano ce l’aveva fatta il 22 febbraio, al 53° giorno.
Record battuto, dunque. Chi ce la fa se vuole può fare un applauso…


L' ufficio dove lavoro è in via Turatti, una piccola arteria, in realtà molto importante per il collegamento in auto tra la zona di “via Montenapo” e quella della stazione Centrale dei treni.

Basta avvicinarsi alle finestre e passare un dito sugli stipiti per capire cosa sono le “polveri sottili” che si depositano nei nostri polmoni (e non solo) e che non sono per niente invisibili.
La polvere o la terra al confronto sono auspicabili, il dito dopo il passaggio vicino alle finestre risulta ogni giorno nero come la pece, e nulla possono le signore dell’impresa di pulizia che diligentemente, ogni notte, puliscono il nostro ambiente di lavoro: alle due del pomeriggio, di smog ce n’è già abbastanza per disegnare i bisonti delle Grotte di Lascaux, basta intingere il dito nella polvere nera.

La sera, uscendo in strada per tornare a casa, il primo impatto con l’aria è tutto tranne che gradevole.
L’ossigeno scarseggia e lo si capisce dai polmoni che accelerano, un odore dolciastro e allo stesso tempo amarognolo, appiccicoso, nauseante, di sicuro alla lunga svenevole, entra nel naso e ci resta, ti salva solo l'assuefazione perché almeno quando ti abitui non lo senti più.

E fino a quando non mi allontano da quella -dannata- città (con l’auto a gas, che tengo parcheggiata all’estremo capolinea della metropolitana), il mio respiro non riprende un ritmo naturale.

Ancora oggi, come se nulla fosse (perché in realtà a chi importa davvero?), una decina di pullman blu a gasolio-dei-peggiori sostavano a motore acceso (assieme ad altrettanti autobus arancioni) sotto i portici della stazione di Famagosta, come accade tutti i giorni per tutto il giorno.

Ma che cosa provoca lo smog, quali sono i suoi danni sull’organismo?

I danni sono tanti che servirebbe un intero trattato di medicina per citarli tutti.
Mi limito a ricordarne solo qualcuno.

Cuore. All’Università di Harvard si è scoperto che le sostanze chimiche generate dall'utilizzo di combustibili fossili sono in grado di danneggiare la funzionalità del nostro principale organo, disturbando la sua capacità di inviare impulsi elettrici e modificando il tracciato che indica le condizioni di salute e funzionamento del principale muscolo umano. Un’altra Università, quella di Edimburgo, ha dimostrato (con studi pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche del mondo) che chi vive in zone altamente inquinate ha elevate probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari. A San Paolo (Brasile), gli studi sono stati indirizzati a smog e gas di scarico delle auto, risultati colpevoli dell’aumento dell'ipertensione, uno dei principali fattori di rischio per il cuore.

Carbonio e piombo, tra i componenti di questo mostro che chiamiamo “smog” sono i responsabili dell’aumento di radicali liberi, causa di invecchiamento precoce non tanto delle nostre belle facce, quanto dei nostri organi interni.

E via discorrendo, l’elenco è l’ungo e facilmente consultabile su web; a questo triste elenco di studi e prove, si aggiungerà presto la leucemia.

In questi 47 giorni, sette nuovi casi di questa terribile malattia si sono presentati a discapito di altrettanti bambini di Milano (la statistica dice che in un anno la città si aspetta da 8 a 12 casi), tutti in cura presso la Clinica pediatrica di Monza.
Tre di loro frequentano la stessa scuola elementare, quella di via Corridoni, la stessa che negli anni ’50 ha frequentato mio padre, quando ancora dopo la scuola ci si fermava a giocare al pallone per la strada, perché di auto ne passavano due in un’ora.


Luigi Bisanti
, direttore del Servizio di epidemiologia dell'Asl di Milano ha commentato così: “si tratta di una concentrazione eccezionale di casi che rende doverose le indagini in corso, ma le evidenze di un collegamento tra inquinamento e leucemia sono deboli, per questo le micropolveri non sono nella lista dei nostri rilievi».

Per quanto ancora continueremo a farci ammazzare?...
AliceVirtù

 

 
 
 

LA CITTA' FUTURA (di Antonio Gramsci)

Post n°197 pubblicato il 23 Settembre 2009 da AliceVirtu
Foto di AliceVirtu

 

Odio gli indifferenti. Credo  che "vivere vuol dire essere partigiani". Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. 

Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.
L'indifferenza opera potentemente nella storia.
Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti
il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti.  Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare... lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. 
La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo.
Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile.
Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?
Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano. I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze.
Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro  nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti.
Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere. Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.

E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.

Vivo, sono partigiano.

Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

 

 
 
 

VOLONTARI della GUARDIA NAZIONALE. APOLOGIA DI FASCISMO.

Post n°196 pubblicato il 19 Settembre 2009 da AliceVirtu
 
Foto di AliceVirtu

 

Prima di tutto, vi chiedo di mettervi un momento comodi e guardare questo video.
Dura poco meno di cinque minuti, non vi porta via molto tempo.

Purtroppo non si tratta di uno sketch per la Gialappa’s band e questo personaggio non è il frutto di una caricatura politica scadente.

Gaetano Saya è il presidente del Partito nazionalista italiano e da come si evince nel video qua sopra, è il principale promotore delle famigerate ronde, che lui invece ha ribattezzato “corpo dei volontari della Guardia Nazionale”.

Saya a mio avviso è un invasato arrogante e pericoloso e lo si evince semplicemente scorrendo le pagine del suo blog dove a qualunque dei suoi nemici scrive e pubblica personalmente frasi come:

« (...) tu non avrai niente, i nostri militari sono tornati dentro sei casse avvolte dal sacro tricolore, per te non ci sarà nemmeno la bara perché il tuo corpo sarà disperso nel Tevere, il tuo nome non dovrà più essere pronunciato dalle generazioni future e non ci sarà nemmeno una lapide a ricordare la tua esistenza su questa terra».

Attualmente è indagato dalla Procura di Milano per «apologia di fascismo», cioè per aver cercato di avviare (ma direi più “per aver avviato” perché qualcuno gliel'ha pur concesso) la riorganizzazione del disciolto fascismo", sotto qualsiasi delle sue forme: ciò che ha creato per il Procuratore Spataro costituisce reato in quanto "denigra i valori base della Costituzione”, e il video che spero abbiate appena guardato mi pare che di apologia di fascismo ne mostri parecchia.

I volontari che questa mattina hanno preso servizio a Roma (facendosi in realtà solo una passeggiata in via Nazionale e un servizio fotografico nel frattempo), per fortuna soltanto quattro gatti tra cui anche un paio di donne, hanno un non so ché di veramente inquietante. Anzi no, so bene che cosa mi inquieta.

Innanzitutto, Saya nelle immagini mostrate da «Repubblica.it»  sembra che sia sul back-stage dei “Soprano”, dando chiari segni del suo squilibrio.

E poi i particolari di questa “guardia nazionale” non sono da meno: camicia ocra, pantaloni e cravatta neri, profilo di aquila dorato su fondo nero, scritta “S.P.Q.R.” ben in vista su petto e stemma del tricolore sull’avanbraccio. Ancora più agghiacciante, a mio avviso, il saluto romano, diverso da quello di Hitler e Mussolini solo perché questa volta il mignolo e l’anulare restano giù, come a fare il segno del “3”.

Mi chiedo perché nessuno dica nulla.
Mi chiedo cosa serva studiare la storia, se non si impara dagli errori del passato.

Libertà di stampa di fatto negata, esercito di invasati a zonzo per le città, crisi e disperazione. Quale sarà il prossimo passo?..




Alice Virtù

 

 
 
 

PEPPINO IMPASTATO

Post n°195 pubblicato il 10 Settembre 2009 da AliceVirtu
 

Appartiene al tuo sorriso
l'ansia dell'uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un pò d'attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono,
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore

--------------

 

Giuseppe "detto-Peppino" Impastato è nato nel 1948 in provincia di Palermo, figlio di Luigi, uomo di mafia (amico intimo di Tano Badalamenti) già mandato al confino dal duce nel periodo fascista, nonché nipote di altri svariati uomini di poco-onore, tra cui Cesare Mazzella, famoso "boss", saltato in aria a bordo della sua automobile nel 1963. 


A 17 anni, dopo essere stato cacciato di casa da un padre (e da una famiglia) che lui stesso contestava e detestava, si è avvicinato alla politica-anti-mafiosa (un paradosso, allora come oggi), ha fondato un giornale, ha condotto lotte per la gente cacciata dalle proprie case per costruire autostrade che poi nella migliore delle ipotesi sono cadute a pezzi, perché nella peggiore non sono nemmeno mai state costruite. Ha lottato contro un sistema più grande di lui (e di noi) che però proprio non digeriva. Ha fatto nomi e cognomi, denunciando soprusi, speculazioni, cose losche e non ha avuto paura; o forse si, ma ha avuto di certo ancora più coraggio. A Cinisi, il paese dov'è nato e vissuto, si era candidato come consigliere comunale nelle liste di "Democrazia proletaria" e ai giovani del suo paese ha dato dato una speranza.

Cinque giorni prima del voto, la notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, Francesco Di Trapani e Nino Badalamenti (su mandato di Tano, in accordo con Luigi Impastato) l'hanno fatto saltare in aria, stordendolo e adagiando il suo corpo su una carica di tritolo.
Poi per anni l'hanno fatto passare per un suicidio o per un incidente di sbadataggine maneggiando esplosivo, magari preparando un "attentato", hanno cercato di infangare oppure di oscurare la sua memoria, partendo dall'inizio, dall'annuncio della sua morte dato in concomitanza a quello del ritrovamento del corpo di Aldo Moro; ci sono riusciti bene.

Ci sono voluti 23 anni prima che (dopo svariate archiviazioni) si giungesse ad una condanna per delitto di mafia. Nel 2001 è stato condannato solo il mandante, perché i due esecutori materiali nel frattempo erano già morti.

Oggi non è l'anniversario della sua nascita, né della sua morte.

La notizia che mi ha fatto ripensare a Peppino è quella del solito sindaco leghista dal look alla Ligabue (Cristiano Aldegani di Ponteranica nel chissà-dove bergamasco), che non appena insediatosi al palazzetto, come prima cosa ha fatto rimuovere la targa che il paese aveva apposto sul muro della Biblioteca Civica in onore di Peppino un anno e mezzo fa.

La motivazione? Il suo desiderio di onorare personalità locali, intitolando la Civica alla memoria di chi davvero è stato fondamentale alla comunità. Al suo piccolo fazzoletto.
Molto probabilmente il "posto-targa" verrà ora assegnato alla memoria del vecchio prevosto, morto di vecchiaia qualche anno fa, ma in paese "sicuramente molto più conosciuto di Peppino Impastato"...

Alice Virtù

 

 

 
 
 

TERMODINAMICO O NUCLEARE? Rubbia o Pdl?

Post n°194 pubblicato il 23 Luglio 2009 da AliceVirtu
Foto di AliceVirtu

Oramai, a furia di parlarne, questa domanda mi pare persino stupida, tanto mi è chiara la risposta. Per quello che penso io di nucleare si dovrebbe parlare solo in merito alle scorie che ancora non si sa come rendere inattive.

Ma se ancora ci fosse da chiedersi cos'è il "termodinamico" basterebbe fare un giro, anche virtuale, all'Enea di Priolo, in provincia di Siracusa (fasi del progetto), dove c'è una centrale termodinamica fortemente voluta per il progetto Archimede dal premio Nobel Carlo Rubbia, che qualche anno fa, stufo del solito-modo-italiano, era andato a progettarne una da 50 MW per il CIEMAT nei pressi di Granada, in Spagna.

E ancora, Kyoto Club, un'associazione no-profit costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali impegnati nel raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto, ha organizzato il 16 luglio scorso a Roma un convegno dal titolo: Solare termodinamico/ Desertec. Un’opportunità per l’industria italiana, fornendo "un quadro ampio delle potenzialità della tecnologia solare termodinamica e del ruolo che potrà avere l’industria italiana nei grandi progetti internazionali come Desertec e il Piano solare Mediterraneo, ma anche dei possibili sviluppi nella produzione di calore a media temperatura".

Confindustria ha firmato il 22 giugno scorso, sempre assieme ad ENEA, la realizzazione di un progetto solare termodinamico nel Lazio.

Lo scorso 21 luglio, Gasparri, Nania e Dell'Utri hanno presentato in Senato una mozione contro il termodinamico in Italia, giudicandolo obsoleto, "poco persuasivo nei risultati e dalle potenzialità incerte". 

Poco remunerativo, insomma.. ci si guadagna poco perché dopo la sua costruzione praticamente va da sè... tagliare i fondi, subito.

Accolta dai più come "una scelta suicida per l'ambiente e per l'industria", appare quasi come l'anticamera di qualcos'altro. O meglio, del nucleare. 
Si tagliano fondi di qua e di là e si accumula una certa cifra, poi la si spartisce a quelle che sono considerate fonti più redditizie; non poco inquinanti o sostenibili, pulite. Redditizie.

15 anni fa, quando l'Italia era un Paese leader nella costruzione di impianti fotovoltaici, si decise di puntare sui modelli energetici che adesso conosciamo. Il risultato è stato che la nostra ricerca solare è rimasta indietro rispetto a quella degli altri Paesi, che l'Italia non è più leader in questo, anzi, è retrocessa in serie c.  

AliceVirtù


Info termodinamiche:

Prospettive del solare termodinamico

Rapporto tedesco sul solare termodonamico

 
 
 

CORIANO

Post n°193 pubblicato il 21 Luglio 2009 da AliceVirtu
 
Foto di AliceVirtu

 

Coriano è un paesotto di neanche 10 mila anime a neanche 10 chilometri da Rimini.
Sul sito del comune salta subito all'occhio che ad andare a Coriano si fa un viaggio all'interno della vera campagna italiana: la galleria fotografica mostra immagini di i campi coltivati, ci sono le foto dell'antico castello e dell'immancabile chiesa e chiaramente è stata omessa la fotografia dell'inceneritore. La pagina dei "Servizi Tecnici - Ecologia e Ambiente" non dà nessuna informazione a riguardo e quella delle "Risorse" è in costruzione. 

Sul sito dell'ARPA (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell'Emilia-Romagna) invece, sono pubblicati i risultati di uno studio (Enhence Health) durato tre anni (2004-2006) relativo ad un progetto europeo che come obiettivo aveva la sperimentazione di un sistema di sorveglianza ambientale e sanitaria in aree urbane vicine ad impianti di incenerimento e/o a complessi industriali

Cito una breve parte: «Alcuni studi condotti sui residenti in prossimità di inceneritori hanno segnalato aumenti di patologie tumorali, in particolare di sarcomi dei tessuti molli e di linfomi non Hodgkin e dei tumori del tratto respiratorio; inoltre sono stati evidenziati effetti nocivi sulla salute riproduttiva. Tuttavia non tutti gli studi concordano con questi risultati». 

D'accordo o non d'accordo, a Coriano vive un bambino di 12 anni malato di tumore alla prostata (rarissimo a quella giovane età) e i suoi genitori nel 2006 hanno deciso di intentare una causa ai gruppi Hera e Mengozzi, responsabili dell'inceneritore ritenuto altamente pericoloso a causa di alcune anomalie riscontrate osservando: tipologia dei rifiuti bruciati, eccessive quantità di materiale "termovalorizzato" e anche la costruzione degli impianti stessi. 

Le indagini dei periti del giudice dicono che guarda caso, i due camini di Coriano sono stati messi a norma soltanto tra il 2005 e il 2006. Prima chissà cosa buttavano nell'aria.

L'atto finale dell'analisi tecnico-strutturale dei due impianti, datato 27 giugno 2009 ha rimandato la sentenza al 19 settembre, che adesso-ci-sono-le-vacanze e nessuno-ha-voglia-di menate. I media tacciono. 

E il bambino di 12 anni col tumore alla prostata? E tutti gli altri?
Si rimandano a settembre anche loro?..

si, pare proprio di si.

 

Studi ARPA sull'inceneritore di Coriano.

Informazione libera

 

(il 22 luglio, quel bambino è poi morto).

 
 
 

Earth Song

Post n°192 pubblicato il 27 Giugno 2009 da AliceVirtu



Che ne è stato dell'alba
che ne è stato della pioggia
che ne è stato di tutte le cose
che tu dici fossero da conquistare
che ne è stato dei campi distrutti
c'è un tempo
che ne è stato di tutte le cose
che tu dici fossero tue e mie
ti sei mai fermato a notare
tutto il sangue che abbiamo versato prima
ti sei mai fermato a notare
questa terra che piange, queste coste piangenti?
Aaaaaaaaaah Oooooooooh
Aaaaaaaaaah Oooooooooh
cosa abbiamo fatto al mondo
guarda cosa abbiamo fatto
che mi dici di tutta la pace
che hai promesso solo a tuo figlio
che mi dici dei campi fioriti
di un tempo..
che mi dici di tutti quei sogni
che dici che erano tuoi e miei
ti sei mai fermato a notare
tutti i bambini morti per via della guerra
ti sei mai fermato a notare
questa terra piangente, queste coste piangenti?
Aaaaaaaaaah Oooooooooh
Aaaaaaaaaah Oooooooooh
sono abituato a sognare
sono abituato a dare un'occhiata oltre le stelle
ora non so dove siamo
anche se so che siamo alla deriva
Aaaaaaaaaah Oooooooooh
Aaaaaaaaaah Oooooooooh

hey, che mi dici di ieri (che mi dici di noi)
che mi dici dei mari (che mi dici di noi)
il paradiso sta cadendo (che mi dici di noi)
non posso neanche respirare (che mi dici di noi)
che mi dici della terra che sanguina (che mi dici di noi)
è il grembo del nostro pianeta (che mi dici di noi)
che mi dici degli animali (che mi dici di noi)
abbiamo rivoltato regni nella polvere (che mi dici di noi)
che mi dici degli elefanti (che mi dici di noi)
abbiamo perso la loro fiducia (che mi dici di noi)
che mi dici delle balene che piangono (che mi dici di noi)
abbiamo devastato i mari (che mi dici di noi)
che mi dici dei sentieri della foresta (ooh ooh)
bruciati nonostante i nostri appelli (che mi dici di noi)
che mi dici della terra santa (che mi dici di di essa)
strappata via dalla fede (che mi dici di noi)
che mi dici dell'uomo comune (che mi dici di noi)
non possiamo lasciarlo libero? (che mi dici di noi)
che mi dici dei bambini che muoiono (che mi dici di noi)
non puoi sentirli piangere (che mi dici di noi)
dove abbiamo sbagliato? (ooh ooh)
qualcuno mi dica perché (che mi dici di noi)
che mi dici dei piccoli? (che mi dici di noi)
che mi dici dei giorni (che mi dici di noi)
che mi dici di tutta la loro gioia (che mi dici di noi)
che mi dici dell'uomo (che mi dici di noi)
che mi dici dell'uomo che piange (che mi dici di noi)
che mi dici di Abramo (che mi dici di noi)
che mi dici della morte ancora (che mi dici di noi)
abbiamo dannato un suolo consacrato..

Michael Jackson • HIStory • 1995 
Thanks. 

 
 
 

MARCO TRAVAGLIO - PASSAPAROLA (Berlusconi, Mills e il Lodo Alfano)

Post n°191 pubblicato il 27 Maggio 2009 da AliceVirtu

 

 
 
 

Napoli. Ma la spazzatura?

Post n°190 pubblicato il 20 Aprile 2009 da AliceVirtu
 


Da subito, fin dalla prima volta che l'ho visto, questo spot è stato in grado di colpirmi poco e d'infastidirmi tanto.

Prima di tutto non vedo il motivo per il quale questa "pubblicità progresso" voglia a tutti i costi farci dimenticare che cos'è stata Napoli fino a qualche mese fa: "Napoli aveva un problema... non stiamo a riparlarne, noi sappiamo quale...”.
Al solito modo italiano, questa frase mi suona come il classico tentativo di sotterrare il ricordo di una brutta esperienza sotto una montagna di frottole, anche se ben servite, con il solo scopo di preservare il ripetersi del fattaccio, magari fra qualche anno o peggio già da adesso. 

La voce di sottofondo, dopo aver quindi cercato di censurare in noi il ricordo dei fiumi di spazzatura buttati in ogni angolo di una Napoli resa sudicia dai suoi stessi scarti, ci rassicura e con tono caldo ci informa che per fortuna ad un certo punto "il governo è intervenuto"; peggio ancora dice che "quando lo stato fa qualcosa, è come se lo facessero tutti gli italiani". 
Bene. Bravi!

Ecco dunque cosa il governo (alias tutti-noi) ha fatto per Napoli, davvero.

1. 
La prima cosa che mi viene in mente è il temibile inceneritore di Acerra, inaugurato in pompa magna i primi di marzo con la “promessa” (manco fosse una cosa buona) di bruciare 9milioni di “eco-balle” in quindici anni.
Solo per ricordarlo, le eco-balle di eco non hanno proprio niente.
Nella maggior parte dei casi si tratta di ammassi contenenti ogni genere di cosa, spesso sostanze tossiche, cancerogene, dannose per il sistema nervoso centrale, per qualsiasi tipo di fauna e per l'intero ambiente e chi più ne ha, più ne metta; la promessa al taglio del nastro è stata quindi quella di polverizzare, alias rendere respirabili, 9 milioni di "cancro-balle" cariche di queste sostanze e di chissà cos'altro.   

L'inceneritore di Acerra si avvale di una tecnologia che è già stata giudicata arretrata e (fortunatamente) delle tre linee appena inaugurate ne funziona una soltanto, capace comunque di bruciare 600 tonnellate in completa autonomia. 

2.
Le discariche.
Il proclamato "intervento del governo" in materia di discariche nel napoletano è stato affidarle all'esercito; così facendo ne ha di fatto limitato controlli e verifiche ambientali (Napoli aveva un problema... non stiamo a riparlarne, noi sappiamo quale).
Franco Ortolani, docente di geologia all'Università Federico II di Napoli, autore di diverse verifiche e sopralluoghi effettuati in passato per conto di numerose commissioni tecniche, ultimamente ha dovuto farsi nominare assessore di un comune attiguo alla discarica di Chiaiano per poter effettuare nuovi sopralluoghi; 
Le buche delle discariche, per legge, devono essere formate in un preciso modo, al fine di tentare di salvaguardare il più possibile l'ambiente attorno e le persone che ci vivono, per gli anni a venire:  2 metri d'argilla ben compattata, uno strato di bentonite (un minerale un minerale argilloso), il telone e uno strato di ghiaia "rotondata", cioè senza spigoli che possano bucare il telo.
Franco Ortolani, all'interno della famosa discarica di Chiaiano ha trovato (e fotografato) numerose situazioni non conformi alle regole. L'argilla non è compattata (e quindi lascia passare i liquidi), i teli (garantiti solo 15 anni) sono già tutti rotti probabilmente galla ghiaia, che è spesso appuntita e di media cuneiforme.

Nonostante la malcuranza e il grande danno ambientale, le discariche restano tutt'oggi una amara necessità. La prossima ad aprire in Campania sarà quella di Terzigno, comune situato al centro di una zona Sic (Sito di importanza Comunitaria), Zps (Zona a Protezione Speciale), nonché nel bel mezzo del "Parco del Vesuvio". 
Le leggi europee ed italiane vietano la costruzione di una discarica in una zona del genere, eppure la stanno già facendo. Le discariche in funzione in Campania sono tre; oltre a quella appena citata ce n'è una a  Savignano Irpino e un'altra è a Sant'Angelo Trimonte

Forse il centro storico di Napoli, le sue vie di rappresentanza sono pulite, ma da qui a dire che adesso è tutto a posto ci passano tonnellate di monnezza. Quella che sta nei dintorni, dove non tutti vanno a guardare, dove è ancora tutto uguale, dove la situazione è magari anche peggiorata. Il fatto che sia calata l'informazione non significa che è tutto a posto. Significa che l'informazione è labile e che più che altro segue le mode del momento.  

Una nota positiva c'è: l'hinterland napoletano ha registrato un aumento del 19% di differenziata. Ma c'è ancora tanto da fare, da parte di tutti. Altro che "grazie!"..


Alice Virtù
(fonte: CorSeraMag n.14

 

 

 
 
 

SVOLTA VERDE. CATENA DI BLOG CONTRO IL SUICIDIO ENERGETICO NUCLEARE.

Post n°189 pubblicato il 18 Marzo 2009 da AliceVirtu
Foto di AliceVirtu

Il Blog «IlKuda» ha lanciato tempo fa un'iniziativa alla quale proprio non posso permettermi di astenermi.

L'idea è semplice: Raggruppare i blogger di tutta italia sensibili in tema ambientale e portarli tutti assieme ad una riflessione seria e importante in tema ambientale, che possa sfociare in una proposta parlamentare. Dalla protesta alla proposta. Ottimo, direi!

La premessa è chiara: di fronte ad una crisi economica mondiale unica nel suo genere, il nostro governo (minuscolo per dovere) ha deciso di correre controcorrente rispetto al mondo; se tutti infatti hanno compreso che un cambiamento è necessario e si stanno impegnando in fonti rinnovabili, Berlusconi e l'amico Sarkò hanno deciso per un (anticostituzionale) piano nucleare. Vecchio, obsoleto, costoso, inquinante, stupido, dannoso ma remunerativo per loro (solo per loro).

Ecco le prime proposte:

1- TOGLIERE L'ICI DAL FOTOVOLTAICO, RIPRISTINARE LE CONDIZIONI DI PAGAMENTO INIZIALI DEL FINANZIAMENTO SUGLI IMPIANTI

2- RIPORTARE IL RECUPERO DEL 55% DELL’IRPEF SPALMABILE SU 10 ANNI
(per i lavori sull'efficienza energetica, con le nuove norme, si può recuperare il 55% di detrazione spalmandolo su un periodo di 5 anni.)

3- RECUPERO DELL'OLIO FRITTO PER FARNE BIODISEL  

4- OBBLIGARE I COMUNI A PUBBLICARE LA LORO BOLLETTA ENERGETICA 

5- ISTITUIRE FORME DI CREDITO PERMANENTI PER CHI VUOLE INVESTIRE IN ECOTECNOLOGIE

6- SBLOCCARE LA RACCOLTA DEI RIFIUTI ELETTRONICI

7- SOSTEGNO ALLA MOBILITA' CICLABILE

8- RIDURRE (MEGLIO PROIBIRE) L'USO DI BATTERIE USA E GETTA

9- SOSTEGNO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

10- INVESTIRE NELLE FONTI RINNOVABILI I SOLDI DEL NUCLEARE, DELLE CENTRALI ELETTRICHE ALIMENTATE DA FONTI ENERGETICHE NON RINNOVABILI E DEI NUOVI INCENERITORI
(nei recenti accordi Francia-Italia si parla di una spesa di oltre 20 miliardi di euro per costruire centrali nucleari in Italia che daranno energia solo tra 12/15 anni. Investire subito le stesse risorse sul centrali e microimpianti alimentati da fonti rinnovabili per avere energia da subito e non trovarsi il problema delle scorie e di eventuali incidenti. 

Per aderire a questa iniziativa, che porterà ad una proposta popolare in parlamento (si spera):

BLOG
FACEBOOK

 

 
 
 

WWF e IPCC: gli ultimi rapporti.

Post n°188 pubblicato il 14 Marzo 2009 da AliceVirtu
 

«A livello globale, si evidenzia un andamento tale da far ipotizzare un accresciuto rischio, per il futuro, di cambiamenti climatici bruschi e irreversibili; le osservazioni sui livelli di emissione globale di gas serra rendono sempre più probabili i peggiori scenari tra quelli fin ora ipotizzati».


In questo modo gli scienziati dell'
Ipcc (Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici) hanno concluso la loro arringa al Congresso Internazionale sul Cambiamento Climatico di Copenaghen (svoltosi nella capitale danese dal 10 al 12 marzo scorsi), al quale hanno partecipato scienziati accorsi da oltre 70 Paesi. 

Anche il Wwf ha recentemente commissionato uno studio legato al cambiamento climatico e al suo reale impatto prossimo-venturo; eccone i risultati:

 PINGUINI  DELL'ANTARTICO 
Riduzione del 75% per quanto riguarda la specie antartica "Adelia" entro il 2050, forte riduzione dei luoghi per nidificare e delle risorse alimentari. 
Con un aumento di 2°c il
50% dei pinguini Imperatore e il 75% di quelli di Adelia è destinato a scomparire.

 ORSO POLARE 
Perdita del 42% dell'habitat naturale, diminuzione di 2/3 della popolazione mondiale entro il 2050; estinzione della specie prevista intorno al 2080

 ELEFANTI AFRICANI 
Riduzione della disponibilità d'acqua, conseguente aumento della mortalità dei cuccioli, perdita del 20% di habitat naturale
entro il 2080

TIGRE
Perdita di oltre il 70% della risorsa alimentare
entro il 2060; aumento dei contatti con l'uomo 

MARSUPIALI:
Perdita dell'80% dell'habitat naturale di molte specie 

ORANGO:
Aumento del tasso di mortalità a causa di incendi sempre più frequenti; conseguente diminuzione dell'habitat naturale e della disponibilità di risorse alimentari
entro il 2050

BARRIERA CORALLINA:
 Tasso di mortalità del corallo in costante aumento dal 2000; morte dell'80% della popolazione entro pochi decenni; estinzione entro il 2080

 BALENE E DELFINI   
Perdita totale delle risorse alimentari nei mari ghiacciati entro il 2040

 TARTARUGHE MARINE 
Sbilanciamento nel rapporto tra i sessi a causa dell'innalzamento delle temperature dell'acqua (da 25/30°c a 35/40°c) entro il 2050; aumento della mortalità embrionale, forte riduzione di cibo e habitat naturale

 ALBATROS 
Forte riduzione di cibo e habitat naturale entro il 2050, conseguente aumento della mortalità dei pulcini

L'appello è globale perché la situazione è irreversibile; chi parla di "terrorismo d'informazione" o di "falso allarme ecologico" non ha compreso minimamente la gravità della questione. 
Gli individui, le società e i governi devono fare qualunque cosa in loro potere per impegnarsi nella lotta ai cambiamenti climatici e mitigare gli impatti sulla biodiversità e i ricchi habitat naturali dai quali dipendiamo tutti noi, come afferma il presidente onorario del Wwf, Fulco Pratesi. 
Gli individui, le società e i governi, aggiungo io, devono velocemente cambiare testa e anima. Tutti.

Fonti
www.ipcc.ch
www.wwf.org 
www.ansa.it/ambiente
www.corriere.it 


 
 
 

ANNIE LEONARD SPIEGA LA STORIA DELLE COSE

Post n°187 pubblicato il 03 Marzo 2009 da AliceVirtu
 

 

 

 
 
 

Eluana.

Post n°186 pubblicato il 09 Febbraio 2009 da AliceVirtu
 

Eluana se n'è andata. 

Forse perché da lassù non ne poteva più di vedere suo padre, Beppino triste e stanco, lottare e impazzire o forse perché anche lei s'è indignata per quell'ignobile mossa di Berlusconi e del suo governo. Chissà..

Fattostà che l'alimentazione forzata al corpo di Eluana era stata interrotta da soli tre giorni e non sono necessari a portare alla morte un corpo morto ma alimentato da anni; sono troppo pochi e non lo affermo io, non è uno dei miei soliti "a mio avviso..."; è solo che ricordo Terry Schiavo che nel 2005 ci ha messo tredici giorni a morire (e come Eluana anche Terry era già morta, da anni). E poi lo spiega il neurologo che la segue da anni (Alberto Defanti), che infatti non si aspettava nulla del genere, almeno per questi giorni. 

A mio avviso, nella clinica «La Quiete» di Udine è come se questa sera intorno alle 8 Eluana avesse gridato il suo ultimo, disperato "BASTA!".

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Eluana Englaro 1972 - 1992 - 2009

 

 

 Alice Virtù

 
 
 

BARACK OBAMA

Post n°185 pubblicato il 19 Gennaio 2009 da AliceVirtu
 
Foto di AliceVirtu

 

Ok. Chiamatemi sognatrice-speranzosa-Don-Chisciotte… chiamatemi come vi pare; però fatemi dire che domani sarà un giorno importante.

Anzi. Domani sarà una data storica, tanto da rendere il giorno dopo ancora quello buono per comprare il quotidiano da collezione, da conservare per almeno cinquant’anni, da tirare fuori davanti ai nipoti raccomandandoli di fare attenzione per non rovinare quella pagina ingiallita dalla storia e intrisa di emozioni (da che ho la capacità d’intendere e volere, ne ho collezionate tre: l’11 settembre, la morte di Wojtyla e la vittoria ai mondiali, che però l’anno dopo ho buttato).

 

Se questo fosse il Medio Evo, potrei dire che domani è come se venisse eletto il Papa Nero.

Il confronto è azzardato ma secondo me esatto, con tutto quello che comporta.

È di qualche giorno fa la notizia dell’accusa emessa nei confronti dei quattro vigili di Parma, colpevoli d’aver malmenato un ventiduenne ghanese soltanto perché nero, anzi negro, come l’avevano ripetutamente chiamato prima di arrestarlo e forse anche dopo.

Da domani questo mondo civilizzato e razzista assisterà al giuramento del primo presidente nero degli Stati Uniti. Io non penso che sia da poco.

È già di per sé un simbolo di cambiamento e di speranza.

Barack Obama è solo un uomo, ma su di lui da domani si poseranno gli occhi di tutto il mondo e graveranno innumerevoli responsabilità sulla sua carica: sia politiche che sociali, sia umane che storiche.

Lo scorso 6 Novembre, dopo la sua “incoronazione” a Presidente Eletto, ricordo d’aver guardato per ore le migliaia di foto che si trovavano su web; molte le ho conservate perché ritraevano occhi pieni di speranza e di lacrime gioiose. Occhi di qualunque razza, età o Credo. Occhi che hanno voglia di Pace.

Sono passati due mesi e mezzo da quel giorno in cui ricordo bene d’essermi soffermata molto a riflettere su quanto fosse stato importante, per me, vedere gente all’apparenza tanto diversa credere nella medesima cosa. Sperare e piangere di gioia nel constatare che i desideri, a volte, possono avverarsi.

Vedere la politica farsi un modo per sperare (e così tanto, poi!), mi ha fatto comprendere meglio la misura in cui le cose sono andate male ultimamente.

Per il-popolo-più-ricco-più-forte-più-comodo-più-grasso-più-spaccone-di-tutti, da sempre in mano ad uno sparuto gruppo di potenti guerrafondai abilissimi nel sottrarre ricchezze e spazi altrui, vedere uno sguardo sincero e un sorriso per nulla ipocrita dev’essere stato quasi uno shock, all’inizio.

Però poi tutti, o quasi, ci hanno voluto credere. Yes we can! , era lo slogan.

Quell’uomo sembra avere davvero la stoffa del grande leader e non penso sia un caso se spesso è stato associato alla figura di M. L. Kink.

Si, ce l’ha fatta. Barack Hussein Obama da domani sarà il 44° Presidente americano, il più blindato della storia, forse perché davvero il più speciale.

 
 
 
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LE RINNOVABILI

SOLARE. È l’energia raggiante sprigionata dal Sole per effetto di reazioni nucleari (fusione dell’idrogeno) e trasmessa alla Terra (ed in tutto lo spazio circostante) sotto forma di radiazione elettromagnetica. Essa è rinnovabile in quanto la sua fonte (il sole) è inesauribile e ha un impatto ambientale molto limitato rispetto ai combustibili fossili. Può essere termica o fotovoltaica.
TERMICA. comprende le tecnologie in cui la radiazione solare viene utilizzata per produrre calore. Il maggiore settore di applicazione è quello per la produzione dell’acqua calda e per il riscaldamento delle abitazioni private. È anche possibile produrre energia elettrica specialmente in Paesi a forte irradiazione solare con impianti di dimensioni fino a 200Mw
FOTOVOLTAICA. costituito da diverse celle, trasforma l’energia contenuta nella radiazione solare in energia elettrica. Questa energia può essere accumulata in batterie per renderla sempre disponibile (e allora si parla di impianti solari autonomi, solitamente realizzati per alimentare carichi elettrici distanti dalla rete), oppure può essere immediatamente utilizzata dall’utenza, anche senza l’adozione di batterie (è il campo degli impianti connessi alla rete).
EOLICA. L’energia eolica è l’energia posseduta dal vento soprattutto sotto forma di energia cinetica, che trasformata in energia meccanica può essere sfruttata per la generazione di energia elettrica. Ha un impatto ambientale estremamente limitato grazie alla mancanza assoluta di emissioni climalteranti. Attualmente, con circa 55mila turbine installate in tutto il mondo, l’eolico rappresenta la sorgente energetica con il maggior tasso di crescita.
IDROGENO. L’idrogeno, non è una fonte energetica ma un vettore, ed è l’elemento più abbondante nell’universo e sul pianeta è presente nell’acqua e negli idrocarburi, tuttavia per ricavarlo da tali sostanze vi è bisogno di energia elettrica. Il problema fondamentale è che non è disponibile sulla Terra allo stato elementare e pertanto è necessario ottenerlo da fonti secondarie, come per esempio l’acqua e i combustibili fossili.
IDRELETTRICA. Energia elettrica ottenibile sfruttando una caduta d’acqua.
BIOMASSA. In forma generale, si può dire che è biomassa tutto ciò che ha matrice organica, con esclusione delle plastiche e dei materiali fossili. In relazione alla loro natura e composizione, le biomasse possono essere convertite in combustibili di vario tipo attraverso tre principali sistemi: • la gassificazione, che consiste nel sottoporre le biomasse a processi di fermentazione anaerobica, dai quali si ottiene il biogas, una miscela di metano e anidride carbonica; • la conversione biologica ad alcoli: l'amido viene demolito a glucosio e poi sottoposto all'azione di microrganismi, che operano la fermentazione alcolica; l'alcol è un ottimo carburante ed è meno inquinante dei derivati del petrolio; • la combustione diretta: il calore prodotto può essere convertito in energia elettrica.
GEOTERMICA. Trova origine dal calore che si sviluppa nelle zone più interne della Terra. Nelle zone geologicamente attive, come quelle vulcaniche, il gradiente è ancora maggiore. Quella geotermica è una fonte energetica a erogazione continua e indipendente da condizionamenti climatici, ma essendo difficilmente trasportabile, è utilizzata per usi prevalentemente locali.
 

GUARDA LE MIE FOTOGRAFIE!

NUCLEARE O NO?



Da decenni si sentono contrapporre due forme energetiche, fossile e nucleare, entrambe senza futuro nel lungo termine: spesso sono presentate come le sole vere opzioni, e limitano gli orizzonti ad una scelta "tra peste e colera".

•Il nucleare è economicamente sconveniente e non competitivo rispetto ad investimenti in efficienza energetica e alle moderne fonti rinnovabili. Gli investitori privati sui mercati liberi non stanno generalmente investendo in energia nucleare oggi, perché tale scelta aumenta i rischi di business ed ha redditività inferiore rispetto alle alternative possibili.

•È una fonte esauribile, per cui si posticipa il problema senza risolverlo, e se ne creano altri: oggi i 443 reattori operativi forniscono meno del 4% di tutta l'energia globale. Aumentare tale percentuale farebbe salire i prezzi e ridurrebbe la disponibilità di un combustibile non rinnovabile e in esaurimento.

•Non è mai stata risolta la questione dello stoccaggio delle scorie, che deve garantire totale sicurezza per 100-200.000 anni, e della radioattività da estrazione, movimentazione, utilizzo.

•Le centrali vecchie non sono sicure: si stima che Chernobyl abbia causato ad oggi tra i 9000 e i 250.000 morti, a seconda delle modalità di conteggio (che dipendono essenzialmente da orizzonte temporale e geografico).

•Rischio terrorismo. Le centrali nucleari e i luoghi di stoccaggio delle scorie sono tra i target a più 'alto potenziale' per gli obiettivi dei terroristi.

Trascurabili i vantaggi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 in ottica di Life Cycle Assessment, ovvero le emissioni per tutto quello che serve per estrarre, trasportare e raffinare il combustibile, costruire, far funzionare e smantellare una centrale nucleare e stoccare le scorie.

•Problemi non trascurabili sono la difficoltà in regimi democratici nell'individuare luoghi adatti per nuove centrali e i tempi lunghi dalle decisioni all'operatività, nell'ordine dei decenni.
 
•Trend d'investimento in declino: chi non ha centrali non ne sta costruendo, chi ce le ha non ne costruisce più o le dismette (eccezioni: una nuova centrale in Finlandia in costruzione, la Cina, la Turchia, l'Iran). La centrale media al mondo ha oltre 21 anni, quindi è già prossima alla dismissione o oltre la soglia di uso sicuro. Oggi sono in costruzione 27 nuove centrali, la maggior parte in Cina: il bilancio tra centrali nuove costruite e centrali dismesse dovrebbe risultare negativo, a condizione che vengano chiuse le centrali 'esaurite.' La Svezia, uno tra i Paesi più competitivi e avanzati al mondo, sta gradualmente dismettendo il nucleare per passare alle fonti rinnovabili. Le risorse per la necessaria innovazione nel settore sono in sistematico declino.

•Il nucleare viola tutte le "4 System Condition" di sostenibilità di «The Natural Step» in quanto contribuisce 1) all'aumento sistematico di concentrazioni di sostanze estratte dalla crosta terrestre 2) all'aumento sistematico di concentrazioni di sostanze prodotte dalla società, 3) alla sistematica distruzione della natura e 4) alla sistematica compromissione della capacita' delle persone di soddisfare i propri bisogni. 15 anni di esperienza indicano che ciascuna di queste violazioni porta ad un sistematico ed inevitabile aumento dei costi e dei rischi dell'attività svolta.

Altre scelte economicamente vantaggiose già esistono.

Il sole fornisce ogni giorno 10.000 volte tutta l'energia fossile, nucleare, idroelettrica e da biomassa messe assieme che consumiamo, ed ha una distribuzione capillare ovunque sulla terra. Investendo in efficienza energetica ed energia rinnovabile quanto oggi viene consumato nel nucleare si avrebbero avanzamenti portentosi ed immediatamente profittevoli verso un successo anche di medio e lungo termine.

I sistemi energetici di domani saranno conformi alle quattro System Conditions sopra espresse. Oggi abbiamo l'opportunità di scegliere le modalità più intelligenti per muoverci in quella direzione.
 

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