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sergioemmeuno
   

GIORNI STRANI

Vita di comunità: mai come ora dobbiamo fare appello a ogni nostra singola cellula. E' giunto il momento di imprimere una violenta accelerazione all'intelligenza della nostra specie, come una frustata di tramontana: l'occhio non sarà occhio e la mano non sarà più mano, negli anni venturi.

Creato da sergioemmeuno il 22/04/2011

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Il nome e cognome dei personaggi appartenenti ai racconti e ai tag "frammenti di scrittori in erba" e "il mio romanzo", come pure i fatti narrati, sono frutto della mia fantasia.

 

 

Tutto quello che ho imparato sulle donne in quarantadue anni e centootto giorni...

Post n°634 pubblicato il 25 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

 

  

   Salve a tutti. Oggi proseguirò su quell’arduo e lento iter di demolizione del senso del pudore. Che stamo a fa’ sennò? Stamo a gioca’?

   Getterò qualche ovetto fra i viottoli di questo blog: e indovinate cosa ci saranno dentro gli ovetti? Tutto ciò che ho capito su voi donne, dopo la bellezza di 42 anni, dicasi quarantadue anni e centootto giorni. Una piccolissima parte del vostro sterminato mondo, per carità, ma che ci tengo a raccontarlo. Un mondo dai mille stati d’animo e dai repentini cambi di correnti d’aria…

 

   Innanzitutto, dovete sapere che il mio avvicinamento alle donne è stato un percorso non facile. Dopo la meravigliosa alba delle scuole medie, in cui i sensi davano i primi segnali di fioritura, fui traghettato nel girone dantesco dell’Istituto Industriale, dove il rapporto man woman era di circa 100 a 1… Se poi si aggiunge il fatto che ero un insicuro cronico, e che la mia cittadina di mare era alquanto “provinciale”, comprenderete la completa inattitudine in merito. I miei primi passi nella conoscenza delle ragazze avvennero giocoforza nella meravigliosa esperienza scoutistica (post sul primo amore).

 

   Dopo l’anno sabbatico dell’esperienza come ufficiale dell’A.M. (altro post), fui assunto nel 1991 da una grande azienda nel campo televisivo e mi trasferii a Roma. Questa fu la mia salvezza, in quanto, libero da regole e catene mentali di matrice clericale, interpretai quegli anni come una sorta di “laboratorio sperimentale”, sicché conobbi molte persone e svariate donne, di ogni cultura ed estrazione.

 

Ecco ciò che ho compreso. Non pretendo siano verità assolute, sono solo solchi di una storia.

 

   Penso che la gioventù, se sentiamo quel profondo brontolio interno, debba essere un “laboratorio sperimentale”: sarebbe preferibile  fare esperienza su quasi tutto, beninteso, eccetto droga e atti criminali. In caso contrario, a cinquant’anni potremmo riscoprirci uomini frustrati, viziosi e dipendenti del sesso.

 

    I rapporti con le meretrici sono roba di uno squallore indescrivibile.

 

   L’eventuale liaison fra il ventenne e la cinquantenne è un qualcosa paragonabile a uno tsunami emotivo. Un perché ci sarà, ma parlarne significherebbe scrivere un saggio di almeno 150 pagine e… io forse che faccio lo scrittore di professione?!

 

   Una volta raggiunta quell’età della maturità, ossia i 35-40 anni, non è più concepibile ragionare col pisello. Il bello è il saper parlare e confrontarsi col mondo femminile, con leggerezza e amicizia disinteressata (ciò che io cerco qui), perché si può palpare quella metà originaria che si è separata da noi chissà quando… E diciamocela tutta: stringi e stringi, forse, non importa nemmeno se all’origine dei Tempi ci sia stata davvero questa separazione.

 

   La maggioranza delle donne sono creature meravigliose. Eccole or ora, mentre le  vedi  ridere e poi piangere; sorseggiare e fumare; sbadigliare e sfogliare una rivista; passeggiare e  scrutare le vetrine; truccarsi, passarsi lo smalto sulle unghia e rimanere assorte col viso inclinato. E’ bene però evitare come la peste le femmine col chip dell’aggressività incorporata. Possono succedere episodi in cui una donna svalvoli e vi salti addosso ringhiosa, ma se è una costante…

 

   Botto finale dei fuochi di maggio: sono convinto sempre più che una donna (matura), al primo sguardo, sa già se si innamorerà di quell’uomo. Come dire… un angoletto remoto del vostro cervello diabolico è capace di anticipare le mosse del cuore! Come accada, non lo so. Ma tutto ciò non lo sa nemmeno il Padreterno (?).

 

Sperando di aver gettato là qualche spunto di riflessione, auguro una splendida giornata di sole a tutti!

 

 
 
 

Il parallelo fra lo sport più bello del mondo (il tennis) e la Signora Vita...

Post n°633 pubblicato il 24 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

  

  

   Salve a tutti. Oggi vorrei fare un tributo a quello che ritengo lo sport "più migliore" del mondo: il tennis; e tentare un ardito quanto romantico parallelo metaforico con la Signora Vita. Mi spiace se sarà un post un tantino selettivo (non tutti seguono lo sport delle palline gialle), ma lo dovevo vomitare da un bel pezzo. Un'esigenza viscerale, direi.

   Perché questo sport. E' una disciplina di notevole complessità e, al contempo, semplicità: uno "sport di situazione" dove sono necessari numerosi aspetti: tecnica, atletica, tattica e capacità mentale (Nadal VS Federer docet...). Devi confrontarti uno contro l'altro, sfruttando tutte le armi a propria disposizione; non per ultime quelle mentali, dall'intelligenza tattica alla scaltrezza, dalla lucidità all'istinto.

   Innanzitutto, credo che un nostro approccio positivo debba farci identificare, in genere, l'avversario non in una persona in carne ed ossa, bensì nella Vita stessa, in tutti i propri ostacoli ed evoluzioni... A meno che si tratti di battagliare con un altro essere umano, cosa che comunque può sempre capitare... nel lavoro e, talvolta, anche nella sfera degli affetti.

   In un incontro di tennis può succedere di tutto. Sei avanti uno o due set, per poi essere rimontato e perdere. Perdi il primo set in un serratissimo tiebreak, dopo che hai dato tutto, per poi crollare, esausto, 6-0 al successivo... Vinci 10 match di seguito contro un avversario, finché capitoli all'undicesimo. Sei il numero 1 del ranking e quel disgraziato giorno finisci per perdere col numero 100: avevi avuto l'influenza il giorno prima o doveva semplicemente andare così... Poi ci sono le giornate di sole, quelle umide e gl'incontri con le luci artificiali. Per non parlare delle diverse superfici di gioco: cemento indoor e outdoor (diverse varianti), erba e terra.

   Ora ditemi: tutti questi esempi, che potrebbero essere infiniti, non possono essere trasposti nella meravigliosa Vita?

   Ci sono i colpi di genio, similmente alla nostra esistenza. Come le palle smorzate (corte), le demivolee e le veroniche.

   Ci sono i colpi di talento e di carattere, veri colpi killer che io adoro: i dritti a anomali, aggirando la pallina dal lato sinistro e colpendola lungolinea, oppure i dritti a sventaglio, ossia  spedendola con effetto verso destra (o sinistra se si è mancini) e spingendo l’avversario fuori dal campo. Non è come quando… prendiamo a mozzichi la vita stessa?

   Quindi consideriamo la forza del carattere, rappresentata dalla resistenza fisica e dalla corsa a fondocampo.

   La decisione ragionata, secondo una certa logica, la vedo ben espressa durante il servizio di battuta. Come tiriamo adesso? Forte? Piatto? Liftato? centrale o a uscire? Insomma, da valutare di volta in volta, considerando anche se sia una prima o una seconda palla (ultima).

   C’è l’audacia di prendere certe iniziative, ovverosia portare il nostro attacco sotto la rete, con volee e smash. 

   Esistono i colpi dell’astuzia, come i passanti e i pallonetti, che infinocchiano l’avversario che viene sotto la rete.

 

   Infine ci sono i due rinomati fondamentali: il dritto e il rovescio.

   Il primo deve macinare il gioco, deve essere potente e preciso per mettere in difficoltà l’avversario… quindi mi viene da pensare alla quotidianità, dove bisogna costruire mattoncino dopo mattoncino.

   Il secondo è un colpo spesso di difesa o per spezzare il ritmo e sorprendere chi ci è di fronte. Pertanto, non esitate talvolta, nella Vita, a colpire di rovescio!

 

Allora… avete portato un paio di tubetti di palline? Buenos dias a todos!

 

 
 
 

The battery is at low_____

Post n°632 pubblicato il 23 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

 

 

   Sembra facile la vita del blogger… ma credo sia più facile essere pubblicati dalla Mondadori! Il tutto dire.

   Insidie da terra, dai cieli, dai mari, dal sottosuolo (!). Insidie dalla frenesia quotidiana e dal tarlo nella nostra testa…

 

   Giorni fa una mia amica di Community ha gettato la spugna e ha detto che deve staccare la spina per un tempo X. A volte anch’io ho la tentazione di mettere quel lucchetto sul profilo, ma non voglio dargliela vinta… finché reggo e finché ho la forza per scrivere come minimo un nome e un verbo.

 

   <<Sembra facile tagliare il prosciutto a mano come lo chiede la signora>>, diceva il salumiere sotto casa.

 

   Molte volte, sapete, desidero una panchina tutta per me, dove osservare il mondo sottostante con sguardo distaccato, quasi in stand-by. E lasciare i pensieri seduti, lì affianco a me.

Troppo di troppo, oggi, c'è.

 

   Oggi faccio  così.  E   rimetto    pure       in         ca          ri         ca

l                                             b                           a                          t                       t                           e                                    r                               i                                 e          

                                                          

 

 
 
 

Le mie scuse pubbliche alla Signora per il post n. 630, raccolgo i cocci, e riprovo con un post migliore...

Post n°631 pubblicato il 22 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

Giorno a tutti.

    Dunque. In quanto curatore del blog Giorni Strani, mi sento in dovere di fare le mie scuse alla Signora in oggetto. Non è mio costume bacchettare a priori qualcuno, tanto più in sua assenza, eccezion fatta (chi mi conosce lo sa) per gl'Invidiosi con tanto di certificazione (ma è un altro filone).

   Credo che il post precedente sia partito male - chiedo venia -, e sia finito peggio con commenti un po' eccessivi. Insomma, la situazione ci è scappata di mano e ci siamo tutti impantanati in un bigottismo esagerato e qualunquista: un conto è comprendere, un conto è mettere alla gogna. Ho le mie colpe: è sicuramente il mio peggior post da quando scrivo qua.

   Avevo invitato la Signora a scrivere un post qui, per illustrare bene cosa desidera, COL FINE DI CAPIRE, ma ha gentilmente declinato. Mi ha dato l'impressione di essere un "gran cervello". Mi ha però detto di riferire quanto segue:

   E' stanca delle numerose delusioni sentimentali (è anche vedova) e vorrebbe un uomo vero, sia dal punto di vista fisico ma anche mentale. L'asticella non era riferita a nulla di fallico (come temevo...). Le ho fatto notare la mia unica FORTE perplessità: perché deve cercare "possibilmente un uomo impegnato"? la sua risposta è stata che così "non si farà male nessuno". Quando poi l'ho etichettata Signora Esigente mi si è messa pure a ridere... meglio così.

   CAPITOLO FINITO: SCUSI, SIGNORA ESIGENTE! E IN BOCCA AL LUPO (SENZA IRONIA). 

   Allora, raccolgo i cocci del pessimo post precedente (chi mi aiuta?) e, invece del concetto vecchio di Uomo-oggetto, me ne invento uno nuovo: l'"Uomo funzionale a progetto". Costui è un uomo che può garantire i più disparati bisogni di una donna: sesso fatto bene; cinema, serate e ballo; viaggi; qualcosa di più... tipo dialogo, sfogo e comprensione; convivenza per il solo weekend. Oppure altro ancora che non mi sovviene. Il tutto con la consapevolezza che non si guarda al futuro... e nemmeno a una possibile vita sotto lo stesso tetto, per quanto è ragionevole pensare che un sentimento effettivo ci sia.

   Vorrei fare un discorso che consideri tutte le eventualità, alla luce di ciò che osservate quotidianamente nella società, e che non si soffermi solo su un caso specifico (come avevo erroneamente fatto con la Signora). D'altronde due occhi (i miei) possono vedere e comprendere meno di mille occhi (i vostri), nella vita sociale, che dite?!

QUINDI RILANCIO UNA DOMANDA PIU' APPROPRIATA:

   Da ciò che vedete attorno a voi - nei casi più disparati, da quelli stereotipati a quelli più pittoreschi -, c'è una tendenza emergente delle donne, a differenza delle vecchie generazioni, a cercare un "Uomo funzionale" che soddifi certe specifiche funzioni e bisogni, e "a progetto", cioè in un arco di tempo limitato?

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p.s. In soldoni, un "uomo a progetto" e non "per un progetto".

p.s.2 upff... upff... upff... gliel'ho fatta ad esprimere la mia idea originaria...

 
 
 

Rapporti Uomo-Donna: è iniziata la società del "maschio oggetto" (a volte richiesto anche con CERVELLO)?

Post n°630 pubblicato il 21 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

 

 

 

Giorno a tutti.

   Oggi riporto la descrizione di una donna della Community, cambiando ovviamente le parole e non citando il suo nick. La descrizione mi ha molto colpito, ed è l’ennesima conferma dell’estrema complessità del cervello delle donne.

   Cerco di rimanere in un cono d’ombra, per non cadere in facili giudizi, ma mi chiedo cosa porti una donna a cercare un uomo del genere. Si presume che la donna desideri emozioni forti ma… se esige anche doti mentali fuori dal comune va oltre… cerca forse un “superman a gettone”?

 

Voglio un uomo che sia un pezzo di fango. Sono annoiata di uomini dolci e smielati, che offrono amicizia, carezze e comprensione. L’uomo deve essere, se possibile, impegnato e di ottimo aspetto. Priorità assoluta: intelligente e colto. La sua asticella deve essere molto più alta della media degli uomini.

 

Cosa ne pensate? Ovviamente sono curioso di sapere il pensiero di voi donne. E soprattutto, sarei curioso di sapere se è una tendenza femminile che si sta diffondendo, figlia dei tempi attuali…

Certo, le stesse eventuali conseguenze non sarebbero robetta da poco, mi viene da pensare a quelle sostanze chimiche a lento rilascio... che dite?!

 

 

p.s. il messaggio è stato modificato nella forma.

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p.s.2 CORRETTO TITOLO SU SUGGERIMENTO DI CAPPOTTINO (A SCANSO DI EQUIVOCI!)

 
 
 

Batman, moti interiori e il vostro personaggio di fantasia preferito...

Post n°629 pubblicato il 20 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

 

 

 

Salve a tutti.

   Oggi vorrei spendere due paroline su Batman, il mio fumetto preferito, il cavaliere di Gotham City.

   Creato nel 1939 da Bob Cane e Bill Finger, dietro la sua maschera di giustiziere contro il male, si cela un playboy miliardario: Bruce Wayne. Da piccolo assiste all’omicidio dei suoi genitori per opera di un ladro, e questo lo spingerà verso la sua missione in vita: combattere con tutte le proprie forze contro il Male e contro i criminali. Pertanto seguiranno intensi anni di tirocinio presso i più grandi maestri nel mondo, per apprendere le arti marziali e le più sofisticate tecniche investigative.

   La cosa che più mi affascina di Batman è il fatto che, a differenza di altri supereroi, lui non ha alcun potere soprannaturale. Tutto ciò che è deriva dalla sua mostruosa volontà di apprendimento per migliorarsi.

 

   Ricollegandosi al noto dilemma delle due facce opposte del Dottor Jekill e Mister Hyde, qual è il vero lato del personaggio? Bruce o l’Uomo pipistrello? che poi, in senso lato, sintetizza il dissidio junghiano fra il nostro lato sociale (Bruce) e il nostro mondo oscuro (Batman).

   Probabilmente – e questo è il bello – è l’uomo, cioè Bruce, con quella straordinaria umanità e filantropia, ad alimentare il personaggio di Batman. Ogni scelta diviene ardua quando ci sono pesanti responsabilità; e quanto più sono pesanti le responsabilità da portare sul groppone, tanto più bisogna possedere un rigido codice etico, come fa il nostro eroe. Parimenti, è impressionante la galleria dei criminali nemici con cui dovrà misurarsi, l’imprevedibile e anarchico Joker su tutti, che ovviamente devono mostrarsi alla sua altezza.

 

   Capitolo a parte meriterebbe l’amore fra Batman e la controversa Catwoman, che col passare del tempo si avvicina al Bene … ma qui ne farò poi un post ad hoc più in là.

   Di una cosa sono sicuro. Se fossi una donna sarei innamorata di Bruce e di Batman. Un personaggio così non può fare altro che male a noi maschietti… come possiamo mai competere, a livello simbolico e morale, con un cavaliere tutto d’un pezzo come lui?   Forse l’unica ricetta è molta, molta umiltà e dedizione…

   Sembrerà roba da romanticoni smielati, ma sono convinto che i personaggi famosi del cinema, della letteratura e della fantasia entrino e condizionino non poco il mondo sommerso degli uomini e delle donne: vediamo e leggiamo e nel frattempo, anche se spesso abbiamo il pudore di ammetterlo… desideri, pulsioni, simboli e riferimenti lavorano incessantemente dentro di noi e ci modificano. E quindi, senza averne consapevolezza, una spaventosa voglia di amore puro e di altri sentimenti grandi si annida fra le celle della nostra mente. E qui, il bello è che poi ognuno diventa cio che è: i personaggi di fantasia sono fatti anche per questo, nooo?

  

   Buona domenica a tutti!

 

E per voi, qual è il fumetto o personaggio di fantasia preferito?

 
 
 

C'era una volta lo Stato... I limiti dell'Economia globalizzata, politiche europee e gli Uomini senza Volto...

Post n°628 pubblicato il 19 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

  

 

   Salve a tutti. L'informazione  ci martella da anni con le stesse tiritere in rima: la disoccupazione giovanile, l'aumento di questo benedetto spread e i Bund (la nonna tempo fa mi ha detto: ma cos'è questo spring?), la lotta all'evasione, Il PIL che scende e il debito pubblico che sale... ma nessuno che arrivi al succo del discorso: questi problemi citati sono gli effetti non sono le cause. L'errore concettuale è causato dall'omertà o dall'incompetenza degli addetti ai lavori, fate vobis...

   E come si cerca di rimediare? sempre col solito rimedio: tasse su tasse, in primis carburanti e dovunque sia possibile reprire risorse (vedasi prima casa), col circolo virtuoso dell'economia che non viene alimentato perché non acquistiamo più beni e le pmi (piccole e medie imprese) sempre più abbandonate a loro stesse; anche perché le Banche, pur avendo ricevuto consistenti aiuti statali, preferiscono tenersi i soldi e rimetterci un pochino con gli interessi (!)  piuttosto che dare finanziamenti a famiglie e imprese.

   Non bisogna essere per forza guru dell'economia per afferrare il nocciolo della questione: gli Stati ormai sono piccoli piccoli, cuccioli al guinzaglio dei veri padroni dell'Economia, annidati nei Mercati finanziari e nelle Banche:  Uomini senza Volto che guidano istituzioni sovrannazionali e che mi ricordano tanto il gioco delle matrioske: una dentro l'altra... Che Stato è un Paese a cui è stato tolto il potere più grande, cioè quello di emettere moneta? E come mai c'è sempre questa reticenza dei mass media - web escluso - a discutere della questione del Signoraggio bancario? Mi viene da pensare ai tempi antichi, quando uno parlava di Satana e gli altri scappavano o gli davano fuoco... In breve, a partire dagli anni Settanta,  gli Stati  hanno iniziato a farsi  stampare la moneta dalla Banca Centrale, pagando (100 euro per la banconota da 100) e in più versando anche la quota degli interessi. Il tutto per tenere sotto controllo l'inflazione, in un'economia già correlata e globale, nel caso in cui uno Stato avesse avuto bisogno di stampare più denaro. Orbene, quanto ci abbiamo guadagnato, dopo alcuni decenni, noi cittadini e lo Stato stesso sempre più indebitato?

   Tanto male, e con cognizione di causa, s'è detto del Comunismo e del Socialismo. E la Storia ha emesso la propria perentorica sentenza nel 1989: anno di caduta del Muro di Berlino. Ma dopo cosa è successo?

   C'è tutto il fallimento di un Sistema fondato sulla meravigliosa ideologia del Capitalismo, in questa crisi  economica senza fondo dell'Unione Europea, scesa agli inferi senza biglietto di ritorno, con  questo esperimento della moneta unica che non ha precedenti, e che probabilmente avrebbe richiesto un Ministero delle Finanze unico per tutti (vedasi idea di Trichet). Tuttavia è anche crisi dei valori e della politica dell'Occidente, mentre il consorzio del BRIC (Brasile, Russia, Cile e India) arriverà nel 2030 al 40% di possesso dell'economia mondiale. 

Il primo articolo della Costituzione così recita:

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

  Oggi come oggi è lecito chiedersi cosa sia rimasto di quel valore-bandiera chiamato  Democrazia, che assumeva il proprio significato quando la scelta dei cittadini eleggeva uomini al Governo di uno Stato nel pieno delle sue facoltà.  Oggi questa parola è stata sostituita con una spallata violenta dall'Oligarchia elitaria, mentre gli Uomini senza Volto, coloro che pilotano indirettamente la nostra vita sociale, si incontrano una volta all'anno in mezzo al mare, tutti appassionatamente, a bordo di  yacht da 12 metri (?) e in dolce compagnia. Però tutti gli "addetti" e i "suddetti" della comunicazione continuano ad oltranza a parlare di lavoro, pensioni, PIL, PUL, sport e tutto il resto... ah, dimenticavo, anche e soprattutto di queste benedette Riforme...

   Gli uomini pensanti ci sono, però poi, a lungo andare, mi sembra di capire che i sistemi economici prendono tutta una loro strada, e così è stato con l'economia globalizzata: prendi un filo e tutto il maglione si disfa... Mi sbaglierò, ma le prime comunità di 50.000 anni fa ci mangiavano letteralmente in testa! 

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Sotto, posto vecchio link sul G7 e sul BRIC:

http://blog.libero.it/GIORNISTRANI/view.php?id=GIORNISTRANI&mm=1109&gg=110925

 
 
 

Le domande di Sabrina Monaco (4).

Post n°627 pubblicato il 18 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

 

Io ed Emanuele. Treno per Roma Termini.

 

   Potremmo andare avanti così per ore, credo, a parlare e poggiandoci appena sugli occhi dell’altro, come libellule sul pelo delle acque ferme dello stagno. Non che mi dispiaccia, per carità, ma a questo punto voglio vedere le sue carte, voglio capire se bleffa: perché un uomo così completo non l’ho mai incontrato. E considerarlo interessante è a dir poco riduttivo: cosa significa mai essere interessante?

   No, sento che da un momento all’altro qualcosa succederà. O forse è la mia recondita speranza: io che sono stata sempre corteggiata da moltissimi uomini, ognuno diverso dall’altro ma, in fondo, tutti così regolarmente uguali, e mi sono sentita dire che sono una bruna meravigliosa; un caso raro e fortuito di incontro della bellezza con l’intelligenza; una brava insegnante che avrebbe meritato qualcosa di più; e da altri uomini, infine, le mie orecchie hanno udito che se Zorro mi avesse incrociato, non mi avrebbe certo lasciato scappare via…

 

Moltissimi uomini diversi ma, in fondo, tutti così uguali.

 

   Discorso a parte, ovviamente, merita il mio adorato marito. Un avvocato assai noto e fascinoso, brillante nella vita sociale e non poco corteggiato; indubbiamente un ottimo padre e un eccellente marito.

   In parole povere, il "dottore" rasenta la perfezione, ma anche io non scherzo affatto, eh! Madre natura mi ha donato una silhouette di un metro e settantotto distribuiti su sessantadue chili. E con noi i nostri due meravigliosi ragazzi: una femmina e un maschio... e poi ancora, una larga cerchia di amici fra sport, barbecue e teatro, vacanze al mare e sulla neve a volontà, una splendida villa con piscina, e chi più ne ha più ne metta. Si può essere scontenti di una vita così? No, e in effetti, sinora non lo sono mai stata…

  

   Ma può arrivare un giorno – un maledetto giorno – in cui ti rendi conto che la perfezione è un qualcosa di spaventosamente incompiuto, proprio perché è troppo bella, armoniosa, strutturata, e perciò non può essere toccata. Come una casa lussuosa arredata con mille dettagli, il cui minimo oggetto fuori posto manda all’aria quell’atmosfera di Regno della Felicità.

   La perfezione non contempla un elemento di sorpresa, un guizzo; una nota stonata, un odore acre, un colore sferzante; un pianto, un urlo di sfogo. E ha sempre una risposta pronta per tutto.

 

   <<Cosa pensi di fare questa estate>>, gli dico a bassa voce.

   Mi irradia un sorriso che è già una risposta, come se dicesse: e chi ci pensa ancora? Ma la minima traccia di acidità non è nel suo repertorio: <<Francamente non so ancora, Sabrina.>>

   Quindi, mentre guardiamo distrattamente attraverso i finestrini, il discorso finisce sulla crisi economica che sta imperversando sull’Europa e sul nostro paese.

   <<Che futuro orribile stiamo lasciando ai nostri figli…>> cerco nei suoi occhi scuri e ampi il consenso.

   <<Beh, da biologo mi preoccupo soprattutto dell’ambiente, ma non voglio ammorbarti.>>

   <<Cosa faresti, tu?>>

   <<Non si può avere una risposta per tutto… no?>> si scompiglia ancor più quei capelli ribelli. E ridiamo ambedue come scemi, eccome se ridiamo.

 

   Ecco, si può avere una vita perfetta e un marito meraviglioso; ma c’è sempre una possibilità, usando la metafora sportiva di un caro amico d’infanzia - Fabio -, che a un campione ne segua un altro più forte di lui. E quando succede sembra che si stravolga il mondo, e nessuno ci crede, perché è come se si commetta il "reato di lesa maestà". Santo Dio, quanto aveva ragione il mio migliore amico!

   Emanuele  sta  avanti.  Punto. Non ha  il bisogno di salire sulla  cattedra, non ha il  bisogno di  quella parola in più per ostentare il proprio sapere, le proprie esperienze. E’ il nuovo che avanza, a suon di sciabolate di seta.

 

Non si può avere una risposta per tutto. C'è sempre una possibilità...

E sapete una cosa? Incomincio ad adorarlo, questo maledetto giorno. Ci sono ancora dieci minuti, forse. E quella bottiglia sul portapacchi sopra la testa di Emanuele, sono pronta a scommetterci, a breve cadrà sul pavimento di questa maledetta e anonima cella del treno. E saremo rapidi a raccoglierla. In due.

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>>>>TO BE CONTINUED

Parte (3): http://blog.libero.it/GIORNISTRANI/11194799.html

 

 

 
 
 

>>>>>Quattro chiacchiere fra uomini sulla eiaculazione precoce...

Post n°626 pubblicato il 15 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

  

 

 

 

 

   Giorno a tutti. Oggi vorrei fare due chiacchiere con gli uomini, che notoriamente sono  riluttanti ad affrontare argomenti sull’intimità, sentimenti e sessualità in primis. Vorrei dire la mia su un flagello che imperversa sui desideri dell’uomo: l’eiaculazione precoce. E sì, grande spauracchio, alzi la mano chi non lo ha subito almeno una volta, se non di più, nella vita.

   Da anni e anni di ricerche, è emerso che, mentre all’inizio la donna si mostra comprensiva, col passare del tempo la pazienza viene sostituita dalla frustrazione e dell’aggressività. Si entra così in un vortice senza fine: i continui rapporti infelici generano stress da prestazioni, e, per l’uomo, dover godere di un qualcosa di meravigliosamente piacevole diventa un macigno.

  

   È opinione diffusa che l’uomo, con l’esperienza e gli anni, riesca a sapersi gestire nell’eiaculazione e quindi ad “aspettare” la propria compagna sulla soglia del piacere. A lungo termine non credo che sia affatto così: nella società attuale, in cui stress, traffico, cattiva alimentazione, ansia e mille attività la fanno da padroni – si aggiunga poi il lavoro e il tempo dedicato ai figli –, l’uomo col passare degli anni diventa sempre più un “centometrista dell’amore”.

   Innanzitutto bisogna subito sfatare un luogo comune: il criterio della definizione dell’eiaculatio praecox non può tenere conto del tempo né delle spinte coitali né del raggiungimento del piacere del nostro partner (nel senso che gli elementi citati sono solo gli effetti), piuttosto deve basarsi sull’incapacità di controllare in modo volontario il riflesso eiaculatorio dopo che si abbia raggiunto il livello di eccitamento nel plateau (fase di “rialzo” dal normale).

 

  Ora, tralasciamo la tipologia primaria e concentriamoci su quella di tipo secondario, ossia quando la disfunzione è subentrata in un secondo tempo del nostro arco di vita. Scartando quei casi in cui si rende necessario un approfondimento medico, in quanto potrebbero esserci cause organiche (urologiche, neurologiche o per assunzione di farmaci), bisogna comprendere gli aspetti mentali, perché sono questi a entrare in gioco nel 90 % dei casi. Spesso si pensa che solamente la donna abbia una sessualità complessa: nulla di più errato… chi studia la eiaculatio praecox sa benissimo che anche la dimensione della sessualità maschile non è così semplicistica da rappresentare. Il Nostro Signore si è sbizzarrito, non c’è che dire…

   Alla base della psicologia dell’eiaculazione precoce, c’è il tentativo dell’uomo di difendersi dalle intense sensazioni erotiche legate all’orgasmo. Quindi gli uomini riescono comunque a partecipare alle fasi preliminari dell’amore, ma poi, nel rapporto stesso, non riescono a controllare il proprio piacere. Problemi dell’infanzia, conflitti col sesso femminile o addirittura con la propria compagna, e la già citata ansia di prestazione ridondante: sono tante le concause di tipo mentale nel calderone.  

 

   Ordunque, mi sento di dare qualche amichevole suggerimento; e non perché sia un superman o il solito tuttologo (in privato me lo hanno detto…), ma perché credo che un blog debba dare quel qualcosa in più, tanto più se si racconta alla luce della proprie esperienze vissute.

   Insomma, ecco ciò che ho compreso sul campo di battaglia:

 

1)      Ci sono molti rimedi naturali di buona efficacia, che in sostanza vanno ad agire sul livello di serotonina: la rodiola, la pappa reale e soprattutto mangiare verdure in gran quantità. Una citazione poi al rinomato ginseng, che oltre a essere vasodilatatore è anche un rinvigorente, e può risultare molto utile pure  a voi donne, in quanto, combattendo lo stress, riduce e manco poco il calo della libido.

2)      Bisogna essere in sintonia col proprio partner, al bando competizioni, rancori e sciabolate: un buon rapporto sessuale, paradossalmente, inizia al di fuori delle lenzuola…

3)      Amoreggiare con regolarità… se lo si fa una volta al mese o ancor più di rado, noi maschietti rischiamo di divenire tutti dei Bugs Bunny (che poi era una lepre non un coniglietto, vabbè… ma il concetto è quello…)

4)      Occhio alle apnee notturne, che possono essere rilevate con l'apposito esame della polisonnografia. Possono incidere non poco sulla disfunzione e perfino sull'impotenza.

5)      E questo lo sottolineo per noi uomini: dobbiamo smetterla di concentrarci solo sul nostro ammennicolo… nell’atto amoroso dobbiamo acquistare la percezione dell'intero corpo, in soldoni, far lavorare tutti i nostri muscoli e nervi, coinvolgendoli in una lotta con la nostra compagna. Sfruttare le braccia, cambiare posizione, fermarsi col bacino per poi modulare le nostre spinte, ovviamente, il tutto in sintonia con l’Altro. Ne saremo felici noi e naturalmente… un largo sorriso plasmerà la bocca della nostra compagna. "E che famo ginnastica?" obietterà qualcheduno... tant'è, bisogna entrare anche in quest'ottica... una volta acquisito il nuovo atteggiamento mentale, tutto diverrà naturale e ci sembrerà di essere i re della giungla, o perlomeno, i leoncini della giungla...

 

Attendendo interventi dei miei colleghi maschi, vi urlo:

 

Buenos dias a toda la comunidad!

 

 

 
 
 

Le dimissioni del CEO di Yahoo! e la filosofia anglosassone così simile a quella italica...

Post n°625 pubblicato il 14 Maggio 2012 da sergioemmeuno
 

 

   L'amministratore delegato di Yahoo!, Scott Thompson, è stato costretto a dimettersi dalla guida del noto motore di ricerca. Corruzione? No, Mister Thompson aveva dichiarato nel suo curriculum vitae di aver conseguito una fantomatica laurea in informatica. Il responsabile delle Division global media, Ross Levinsohn, è stato scelto per rimpiazzare il "cazzaro".

   Nei documenti ufficiali, risulta evidente che Thompson si era laureato presso lo Stonehill College solamente in Contabilità . Il tutto è stato scoperto da David Loeb, azionista di Yahoo! al 5.8 % (Hedge fund Third Point).

   Insomma, in tempi di concorrenza esasperata e di ritmi tecnologici accelerati, Yahoo!, che era stata un riferimento per altri competitor (si veda l'esplosione di Facebook) non è riuscito a tenere il passo con l'innovazione: oggigiorno un passato di gloria conta pochino... E, nella discesa della company, non poco ha inciso la timida alleanza con la Micorsoft.

   Morale della favola: in Italia i capoccioni non hanno la dignità di dimettersi per molto peggio! Che ognuno tragga le proprie conclusioni, ma adoro da sempre la filosofia corretta e il pragmatismo del mondo anglosassone; dove, fra l'altro, la stessa Giustizia ha tempi di gran lunga più brevi della nostra. Ma questo è un altro filone.

Have a good day!

 
 
 
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