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Intervista con la WEB Star: Osvaldo Supino

Post n°1489 pubblicato il 05 Maggio 2012 da amoon_rha_gaio
 


(foto tratta dal Backstage del video: When i think about sex)

Come annunciato oggi l'intervista alla Web Star della musica. Si tratta di Osvaldo Supino, passato alle cronache come star più cliccata del WEB avendo superato, nella speciale classifica anche Kilye Minogue.

Ciao, innanzi tutto ti faccio i complimenti perchè nonostante la tua giovane età, sei riuscito ad importi nel mondo della musica al punto da essere etichettato come web-star. Com'è nata la tua passione per il canto e la scelta di sfruttare internet come canale per pubblicizzare la tua musica?

Ciao, grazie a te per la possibilità di raccontarmi sulla tua pagina. Il canto è stato fin da piccolo la mia più grande forma di espressione, mi sono sempre sentito libero nel canto, uguale agli altri. Negli anni, con il crescere, ho alimentato questa passione studiando, facendo concorsi, conoscendo tanta gente che nel bene e nel male mi ha insegnato sopratutto a credere in me stesso e in ciò che stavo inseguendo. La disciplina, il sudore, la ricerca. Il web invece è arrivato dopo una collaborazione lunga con i miei vecchi produttori. Avevo chiuso il contratto per ricominciare dall'inizio con le mie idee. Non volevo essere presentato diversamente da quel che sono, ed internet mi ha dato una mano, con la prima pagina myspace fatta quasi in maniera domestica... Tutto ciò che ne è derivato è stata davvero una serie di eventi e occasioni non previste che ho cercato di utilizzare per crescere di più in ogni senso. Internet può darti tanto, ma non puoi controllarlo. Il seguito non lo chiami, o c'è o non c'è e sui numeri non puoi mentire. Per il resto penso sia lo strumento che ha davvero mosso la cultura pop: puoi veramente realizzare e concretizzare qualcosa di tuo, solamente con te stesso senza il bisogno di nessun altro, semplicemente essendo te stesso e condividendolo con il mondo.


Che ruolo ha avuto la figura di tua madre e della tua famiglia nella carriera di Osvaldo artista?
Mia madre è stata la compagna di viaggio per anni, mi ha fatto da agente nei primi tempi ed è ancora oggi una figura importante per me. Mi accompagnava alle lezioni di canto, mi aiutava a fare gli esercizi di respirazione diaframmatica inculcandomi l'importanza della disciplina e dello studio. Abbiamo pianto tante volte insieme per le delusioni e per i primi successi. Questa è stata senza dubbio la mia fortuna, avere accanto delle persone che mi hanno guidato e protetto in questo percorso, nella maniera più discreta e silenziosa possibile, semplicemente standomi accanto.

Come saprai questo blog tratta tematiche omosessuali. Ho visto alcuni video delle tue canzoni e alcune tue interviste dove emerge che sull'argomento non ti tiri certamente indietro. La cosa che mi ha colpito è che a differenza di molti cantanti o personaggi dello spettacolo hai scelto la chiarezza da subito. Mi viene in mente Tiziano Ferro che prima è diventato famoso e poi ha scelto di dichiarare la propria omosessualità. C'è un messaggio che, relativamente alle tematiche omosessuali, vuoi trasmettere attraverso le tue canzoni? Quale?

La libertà e la bellezza di essere se stessi, la forza su cui ognuno di noi può contare e l'entusiasmo nei confronti della vita, delle sfida, la tenacia, l'impegno, la voglia vera di realizzare i propri sogni. E' l'angolazione con cui cerco di affrontare tutto ogni giorno. Penso sia fondamentale, specialmente in un tempo così deprimente come quello in cui stiamo vivendo vederla sotto questo aspetto.

Pensi che dichiararsi gay all'inizio di una carriera nel mondo dello spettacolo oggi possa essere ancora penalizzante oppure al contrario possa aiutare un artista ad emergere?
Non lo so, non ci ho mai ragionato perchè fin dall'inizio ho capito che volevo essere io per quello che sono davvero e che non mi interessava un successo ottenuto sotto false dichiarazioni o modi di fare, aldilà poi dell'aspetto puramente artistico in cui uno ovviamente tende anche a estremizzare alcuni aspetti. Ad alcuni vai bene così ad altri no, ma almeno so alla fine della giornata che non ho mentito, ed ho incassato tutto essendo trasparente, complimenti e acidità. Ho sempre pensato che tolto un aspetto divertente del gossip, è la mia musica, la performance che deve interessare, non con chi vado a letto. E penso che questo ormai il mio pubblico lo abbia percepito.

Cosa ti da fastidio nel mondo dello spettacolo in base all'esperienza che hai maturato ad oggi? La discriminazione sessuale nel mondo dello spettacolo esiste?
Ho imparato a vivere questo ambiente per quello che è, con l'entusiasmo, le delusioni, i successi e gli insuccessi. Ho imparato a scindere le vere azioni da promesse buttate li a caso e poi mai mantenute. Io amo fare musica e penso che devi fare dei "sacrifici" per le cose a cui tieni. Strano a dirsi ma molto probabilmente ho sentito più discriminazione e omofobia nell'ambiente gay stesso che da ambienti puramente eterosessuale. Probabilmente perchè ormai sono arrivato al punto in cui un'offesa da parte di un eterosessuale mi fa sorridere. Ma sono proprio quelle provenienti dall'ambiente LGBT che alle volte mi hanno fatto stare male, forse perchè più taglienti, non so, ma le ho sentite di più. Purtroppo non tutti hanno ancora capito che non sono qui per rappresentare una comunità, ma semplicemente per rappresentare me stesso, per quello che sono e nient'altro.

Cosa mi rimane di questa intervista? che il mondo sta fortunatamente cambiando e anche velocemente. Fino a ieri grandi cantanti (e non solo) rivelavano la loro omosessualità raggiunto il culmine della carriera. Oggi le giovani leve non hanno più nessun timore, anzi...hanno il desiderio di trasparenza...e a vedere il successo di Osvaldo direi che la scelta premia!

Amoon


 
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LA MIA STORIA IN BREVE - AL 13/01/2011

Sono gaio (e non solo gay!) da sempre. Il mio percorso di accettazione è stato molto lungo e la mia prima vera storia importante nasce all'età di 28 anni. Sono stato 3 anni con un ragazzo a cui ho voluto bene e a cui ancora oggi, dopo 2 anni di silenzi, penso. La nostra storia era una storia a distanza (1000 km) ed è questo l'unico motivo per cui dopo 3 anni ci siamo lasciati. Da quel giorno è nato questo blog: ci sono state storielle di qualche settimana e storie più importanti:quella con E. E' durata qualche mese, il tempo di affezionarmi a lui anche se penso proprio oggi, a distanza di un anno da quando ci siamo lasciati, che non sia la persona giusta per me. E. dopo una breve esperienza in Australia ora vive a Londra e da giugno 2010 non ci sentiamo più. Questa però è stata anche la mia fortuna, perchè da quel giorno credo di essere diventato una persona migliore.

 

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