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Un blog creato da amoon_rha_gaio il 21/09/2007

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Le tartarughe simbolo dei diritti gay

Post n°2603 pubblicato il 20 Ottobre 2017 da amoon_rha_gaio
 

http://www.mariocase.it/images/addominali2xpulsante.jpg

Ha 186 anni ma non li dimostra.

Lui è Jonathan, una tartaruga gigante che vive sull'isola di Sant Elena, resa celebre dall'esilio e poi morte di NApoleone.

Una trentina di anni fa Jonathan dimostrò una certa irrequietezza al punto che i veterinari del luogo decretarono che aveva bisogno di una compagna. Così sull'isola arrivò Federica non quella della mano, ma una tartaruga gigante che avrebbe dovuto fare compagnia all'altro rettile.

Fu amore a prima vista: i due mangiavano insieme e si ritiravano insieme dopo aver provato ad accoppiarsi. Già provato, perchè la situazione strana agli occhi dei veterinari fu che Federica non rimaneva incinta. Così, dopo un controllo di routine, la sentenza: Federica era una tartaruga maschio!

Tra le due tartarughe durante questi anni mai uno screzio, mai il tentativo di tradimento o di rapporti allargati come in una normale coppia gay. Già perchè Jonathan e Federico vivono talmente bene insieme da essere diventato baluardo dell'amore gay su di un'isola che, nonostante faccia parte del Regno Unito dove i matrimoni gay sono legali da anni, vieta l'amore omosessuale in virtù di una certa autonomia cui godono le autorità locali.

La storia di Jonathan e Federico ha fatto però il giro del mondo al punto da diventare un fenomeno attrattivo per i turisti al pari di Napoleone e della sua ultima casa. C'è chi giura che questa attenzione alla coppia di tartarughe gay farà fare un passo decisivo alle autorità locali in materia di diritti gay. Ma non c'è Fretta: Jonathan e Federico hanno tutta una vita davanti per combattere col loro stile pacato e non violento.

Amoon

 
 
 

Ritorno al passato

Post n°2602 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da amoon_rha_gaio
 

https://www.bafan.it/wp-content/uploads/2009/12/trasloco.jpg

Il trasloco è stato fatto!

Venerdì pomeriggio il tecnico si è presentato a casa mia da solo ed in un paio di ore mi ha smontato mezza casa. Che tristezza vedere i miei mobili impacchettati, i segni di polvere lasciati sul pavimento laddove prima c'era una lavastoviglie, i segni sui muri a testimoniare che lì qualche minuto prima c'era un quadro.

La sera di venerdì ho cenato in pizzeria con mio fratello venuto da Torino per portare a casa alcune cose che non avrei lasciato alla ditta di traslochi: è stato un bel modo per dire addio a questa città che mi ha ospitato 15 anni.

Sabato mattina, puntuali come un orologio svizzero, la ditta si è presentata al gran completo per caricare tutti i miei mobili, e con essi i miei ricordi, per portarli in un magazzino di Torino in attesa della nuova casa.

Nuova casa che ad oggi non c'è ancora: solo ieri ennesima discussione con l'agenzia immobiliare che non ha ancora prodotto un documento fondamentale per chiudere la partita. Mi ha detto che oggi l'avrebbero prodotto, ma io ormai non ci credo più. Il 30 ottobre scade il tempo previsto nel compromesso.

Da oggi intanto torno ad essere pendolare

Amoon

 
 
 

L'ultima notte al mondo

Post n°2601 pubblicato il 13 Ottobre 2017 da amoon_rha_gaio
 

http://images-style.cnlive.it/Storage/Assets/Crops/53444/112/61014/uomo-letto-sexy-sesso-oroscopo_650x447.jpg

Scelgo questo titolo perchè è la canzone di Tiziano Ferro che ascoltavo quando frequentavo uno dei ragazzi più carini (e anche stronzi) che io abbia mai conosciuto. Era un inverno freddissimo e partivo da casa mia per andarlo a trovare ad Alba.

E' stata una storia breve ma intensa vissuta nelle 4 mura di questa casa che ora mi accingo a lasciare. Stasera sarà l'ultima notte che dormo qui: i ricordi mi passano davanti come un film in bianco e nero dove non sono io il protagonista, ma lo sono le esperienze vissute, le persone conosciute, gli incontri sbagliati, le lacrime, le risate, le feste. Sono stati anni in cui sono cresciuto sicuramente: quando sono arrivato qui ero un giovane ex studente  universitario, forse un po' secchione, timoroso e timido.

Vado via con un bagaglio di esperienze che sicuramente mi ha reso più forte e forse anche consapevole del fatto che alcuni lati deboli di me non riuscirò mai a scrollarmeli di dosso.

E poi per concludere voglio dire anche che vado via, e scusate la presunzione, consapevole di avere lasciato negli altri una buona impressione di me. Penso fermamente di essere apprezzato e stimato dalle persone con cui ho avuto a che fare.

Chissà cosa mi riserverà il futuro.

A presto

Amoon

 
 
 

Lacrime nere

Post n°2600 pubblicato il 12 Ottobre 2017 da amoon_rha_gaio
 

https://sergiomassironi.files.wordpress.com/2015/02/lacrime.jpg

Ieri, come ormai da molto tempo, mi stavo dedicando alla chiusura delle ultime scatole prima del trasloco. Dovevo fare in fretta perchè alle 18 avevo appuntamento con un amico di mia mamma.

Mustafà è marocchino: fino a 6 anni fa viveva sopra casa dei miei genitori con la moglie e un figlio piccolo. La crisi economica gli ha fatto perdere quell'unico lavoro (in nero) che aveva e così non riuscendo più a pagare le spese aveva abbandonato la città dei miei genitori per trasferirsi qui dove abito io.

Qualche mese fa, dopo diverse attese, Mustafà ha avuto una casa popolare. Con moglie e figli, perchè Mustafà è diventato nel frattempo nuovamente padre, ha avuto una casa completamente priva di mobili. Per questo motivo, anche sapendo di questa situazione, ho deciso di regalare loro una brandina che a me non sarebbe servita, ed uno specchio.

Così ieri alle 18 Mustafà è venuto a casa mia, abbiamo caricato la brandina in auto, e siamo andati insieme a casa sua. Sono 15 anni che vivo in questa città ma per pigrizia ho sempre frequentato il centro. Mentre l'auto si avvicinava alla casa di Mustafà la città cambiava volto: persone vestite in abiti arabeggianti chiacchieravano lungo il ciglio delle strade, alcuni sacchi di immondizia vicino ai bordi strada. Entrati nel cortile di Mustafà lo spettacolo peggiore: i palazzi sembravano quelli che si vedono in TV nelle città di guerra.

Calcinacci per terra, alcune zone transennate, balconi scrostati con i ferri delle armature in bella vista. Entrato nel suo appartamento le cose sono cambiate: una casa grande, pulita e ben tenuta e il sorriso della moglie di Mustafà. "Mio marito ha fatto tutti i lavori in questi mesi per sistemarla. Quando siamo entrati non era così". Mustafà mi ha fatto vedere le foto della casa al loro arrivo: lesioni al soffitto, umidità, buchi nel muro. Ma come si fa a dare una casa così a delle persone?

"Dobbiamo attrezzarci perchè non c'è l'acqua calda" mi dice la moglie di Mustafà. Un bagno senza scaldabagno elettrico. E poi "Ringrazia tua mamma e tuo papà che li consideriamo come nostri genitori" mi dicono entrambi abbracciando i loro figli nati e cresciuti in Italia.

Mi chiedo come si possa pensare che la gente non cresca covando odio se questa è la situazione in cui sono costretti a vivere. Penso che i figli di Mustafà, per la dignità di vita dei loro genitori ma anche per l'onestà che ci mettono (visto che la vita da delinquenti non gli appartiene), meritino un giorno la cittadinanza italiana. Il figlio di Mustafà va a scuola con ottimi voti: perchè non dovrebbe essere italiano un ragazzo nato in Italia e che è stato formato qui?

Tornato a casa ero distrutto psicologicamente: finchè uno non vede certe cose non se ne rende conto. Ora sto cercando un tavolo e 4 sedie visto che al momento Mustafà è famiglia mangiano su un cubo di gommapiuma.

Amoon

 
 
 

L'ultima settimana

Post n°2599 pubblicato il 09 Ottobre 2017 da amoon_rha_gaio
 

http://cdn.primedia.co.za/primedia-broadcasting/image/upload/c_fill,h_437,q_70,w_700/fzpvtiqjsnboomlitnie

Questa che si apre è la mia ultima settimana nella mia casa. Sabato il trasloco.

Ormai tutte le pratiche burocratiche sono state da me espletate e già venerdì verrà la ditta dei traslochi per smontare la cucina.

Non so se ve l'ho già detto ma nella mia città adottiva andai ad abitare il 15 ottobre 2002, mentre il trasloco è previsto il 14 ottobre 2017. In questi 15 anni ho vissuto in due appartamenti: nel primo ero in affitto e devo dire che ho un ricordo splendido. Non tanto per l'appartamento in se, un bilocale con una sola aria che d'estate diventava un forno, ma perchè in quell'appartamento ho vissuto la mia prima storia d'amore.

E' vero quando la gente mi dice: "nella nuova casa costruirai nuovi ricordi" , ma mi chiedo se saranno mai belli e speciali come quelli vissuti per la prima volta. Cosa c'è ancora da scoprire a 42 anni? cose c'è ancora di nuovo per cui stupirsi?

Per quanto uno possa sforzarsi credo che la vita, dopo una certa età, ti offra solo occasioni per stare bene (che per carità non butto via eh...) ma non certo per vivere emozioni forti come lo stupore di una cosa che vivi per la prima volta.

Amoon

 
 
 
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