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Francesca

Post n°20 pubblicato il 01 Febbraio 2008 da lungoilviale
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un anno fa..un tempo che sembra interminabile. Un anno fa te ne sei andata in silenzio, il tuo corpo rifiutava di continuare a racchiuderti e tu, silenziosamente ti sei dissolta nell'aria. Come era nel tuo modo di pensare e di sentire le cose, con discrezione, assicurandoti che chi avevi nel cuore non ne fosse ferito, non avesse da soffrirne, sentirsi lasciato, privato di qualcosa che non hai mai smesso di dare. E non ora, nè mai si potrà dire che sia venuto a mancare un punto di riferimento, che ha invece trovato mille altre collocazioni e ci ha fatto capire del peso e del valore di ciò, della grandezza e incorrutibilità di quanto hai lasciato e che ancora è intorno a noi. Ti vogliamo bene.

 
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Se qualcuno lascia un sorriso...

Post n°19 pubblicato il 20 Febbraio 2007 da lungoilviale
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perché non dovrebbe avere almeno in cambio un bel fiore?

 
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Post N° 18

Post n°18 pubblicato il 03 Febbraio 2007 da lungoilviale
Foto di lungoilviale

Francesca ha terminato la sua personale battaglia contro quella brutta bestia, ed ha vinto. Ha vissuto con dignità e coraggio e con dolcezza oltre ogni più rosea aspettativa di qualsiasi medico. Ha soltanto chiuso gli occhi, ma tutti sanno che è ancora lì. Magari in giardino a sistemare i suoi fiori, nell'orto a scherzare con la vecchia papera e la gallina, (adorate compagne che mai conosceranno la pentola), o in cucina a tirar fuori la scatola delle crocchette per la Chicca (che recita la parte del povero cane affamato), o a preparare la crostata di albicocche per suo nipote che arriverà. Oppure ancora indaffarata con contenitori, pentole e borse-frigo, a far visita a quella coppia di anziani, dimenticati dai loro famigliari, e a sentirsi dire con un sorriso: "...ma sei tutta matta, tu...", e ancora al mercato con la cognatina..come per una breve vacanza...
Lui non so come troverà la forza di continuare con mezzo cuore,...si , con mezzo cuore, perchè ormai quello che li aveva uniti ne aveva fatta una sola persona ed alcuni organi erano sicuramente legati, fusi insieme.
Si è lasciato andare sulla sedia, le braccia a penzoloni, la casa vuota senza lei...
Uno squillo di telefono, risponde subito "sono io..." Ascolta e lo vedo cambiare di espressione, gli manca il fiato, si riprende "si, si..certo,... verrò, domani posso?, non oggi, si, sono contento,...no,no, grazie....mi fa piacere venire personalmente, verrò domani, va bene?"
"Era l'ospedale, hanno chiesto il consenso all'espianto delle cornee...",un interminabile sospiro, "....lei sarebbe stata contenta.."
Mio nipote mette il viso tra le mani, diventa rosso, scendono delle gocce sul pavimento.
Gli si avvicina e con una mano gli fa accostare la testa sul suo petto...
Razza montanara: gli devi estrarre di bocca le parole....ma quelle poche, anche quelle non dette, le sanno far capire al momento giusto.
"Adesso facciamo un caffè per tutti"
Ed ha preparato il caffè, con calma, per me, per suo figlio, per lui...ed una tazza in più, due cucchiaini di zucchero come al solito, che è rimasta lì.
Nessuno gli ha chiesto perchè.

Ha sofferto molto, lo farà ancora e non smetterà, lo so e lo sento.
Questo eterno ragazzo non è fatto per regalare tristezza, l'unica cosa di cui è avaro e che tiene per sè..

Non conosco un uomo più dolce e buono di lui e non smetto mai di meravigliarmi...eppure lo conosco da sempre!

 
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Il fiore di francesca

Post n°17 pubblicato il 17 Gennaio 2007 da lungoilviale
Foto di lungoilviale

Una lacrima così non può far male... L'estate scorsa, a casa di mio fratello...abbiamo cenato in fretta, controllando l'orologio. Strano....mi facevano fretta, non riuscivo a capire , ma c'era qualcosa che mi stavano nascondendo. Guardavano spesso l'orologio.... e , come ormai mi aspettavo, siamo usciti prontamente in giardino, senza attendere di terminare. Francesca mi diceva: "dai, dai Giorgio, non ti attardare...., le belle cose non aspettano". Quanto entusiasmo in lei, non me lo aspettavo. Nelle sue condizioni, dopo anni di malattia, con nessuna buona prospettiva davanti...(è stata l'ultima volta che l'ho vista uscire in giardino). L'insignificante cespuglio verde sull'angolo, a ridosso della siepe era lì .., apparentemente come prima, riempiva o forse ingombrava quella parte, a fianco del piccolo melo. "Beh! Tutto qui? Usciamo così ,di fretta per cosa?" Francesca mi guarda stranamente: "non avere fretta, vedi queste che sembrano foglie avvizzite, tienile d'occhio, sono fiori che tra poco si apriranno!" Non ho fatto nemmeno in tempo a pensare "quanto ci vorrà": il primo fiore mi è letteralmente esploso davanti, di scatto, aprendosi come comandato da un ignoto meccanismo artificiale...ma era tutto vero ...e poi uno dietro l'altro..e tutti noi a bocca aperta e poi a ridere felici e contenti per la gioia e lo stupore. In meno di un minuto il grande cespuglio verde si era completamente trasformato ed era tutto ricoperto di grandi fiori giallo-arancione..... La "bella di notte" dava maestosamente spettacolo di sè; ne avevo sentito parlarem ma mai vista prima di allora durante la fioritura. Guardavo meravigliato questo spettacolo della natura, guardavo Francesca, lei sembrava felice, lo era. Mio fratello le si è avvicinato alle spalle e l'ha baciata teneramente: "adesso rientra, sta per scendere un pò di umidità.., vai che ti porto una sorpresa.." Le donne sono rientrate insieme, mia sorella, mia nipote, Francesca a braccetto delle due. Restiamo io e lui, mi guarda senza parlare per un attimo, poi infila le mani in tasca e tira fuori un piccolo vaso in vetro per fiori, ed un paio di forbici..."vedi, questa non l'ha mai vista e gliel'ho tenuta nascosta, ma adesso è pronta, è al massimo della sua bellezza.." Mi porta alla pianta di rose, dall'altro lato del giardino. E' davvero bella..., tenera, sensuale e sento di capire cosa significa per lui. L'ha sicuramente curata e tenuta d'occhio assiduamente, conoscendolo l'ha fatta crescere con il pensiero....Taglia la rosa, uno stelo fiorito da mettere insieme.."non è bella?, cosa dici.." e gli scivola qualcosa di liquido dall'occhio, scende rapido lungo la guancia. L'asciuga con il dorso della mano e mi sorride: "vedrai, le piacerà..." Ed è rientrato con il suo regalo e la sua dolcezza di sempre, la sua forza nella serenità che regala. La vita sta lentamente lasciando Francesca, lo sanno che dovranno dirsi addio, ma quello che ancora riescono a darsi anche in questi drammatici ultimi momenti, cancella come con un colpo di spugna ogni altra piccola o grande cosa e non resta altro che un amore senza termine. Avevo la macchina fotografica con me, ti voglio far vedere quel fiore, davanti alla finestra che dà sulla strada romana.

 
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Per Venezia...

Post n°16 pubblicato il 20 Dicembre 2006 da lungoilviale

Si erano ritrovati tutti nel piazzale di fronte alla chiesa, ognuno con qualche fagotto in mano o sulle spalle, qualcuno si era portato appresso dei polli in una sgangherata gabbia. Dopo alcune discussioni sul cosa doveva essere lasciato a terra, dopo la benedizione del parroco e le sue parole rassicuranti e di conforto, partirono. Qualche bambino piangeva a dirotto, altri avevano preso tutto come un gioco e si divertivano tra di loro con piccoli dispetti. Era quasi giorno, ormai e gli adulti, gli uomini soprattutto, erano nervosi e nient'affatto contenti di mettersi in viaggio in pieno giorno. Per questo motivo, non presero la vecchia, antica strada romana, che arrivava più direttamente, ma decisero per strade secondarie, meno pattugliate e soprattutto meno bersagliate. Il tratto lungo il canale navigabile andava bene, barconi non ne passavano più da tempo, i ponti ormai tutti demoliti, insomma: non c'erano obiettivi di particolare interesse..

 
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Per Venezia

Post n°14 pubblicato il 20 Luglio 2006 da lungoilviale

C'erano poche cose da portare, tuttavia lo stretto necessario occupa sempre uno spazio superiore al disponibile. Il viaggio si doveva fare sul carro fino alla prossima stazione ferroviaria ancora funzionante, e non erano i soli e forse gli uomini ed i ragazzi avrebbero seguito a piedi. Le due piccole, sempre al seguito di mamma-chioccia, avevano raccolto le cose di loro competenza: in una borsa i pochi vestiti e soprattutto le bambole di pezza che mamma preparava loro con tutti quello che restava dei vari aggiustamenti alle divise dei militari della vicina caserma; bambole in blu e grigioverde. Antonio si era limitato a chiudere tutto alla meno peggio: a malincuore aveva dovuto constatare che di quello che restava, soltanto quel pezzetto di terra aveva ancora un valore, ma nessuno l'avrebbe portato via.

 
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A qualcuno di speciale

Post n°13 pubblicato il 01 Luglio 2006 da lungoilviale

Penso al tempo passato, a qualche mese fa... mi verrebbe la voglia di cancellare tutto, rifiutare, rinnegare, estirpare. Ma è, ed è stata la mia vita, ed ho deciso che lo sarà. Il frutto (amaro) delle riflessioni, quello (dolce) di cose inaspettate, è questo: sono ancora io, ma non più lo stesso, magari non migliore, ma disposto a diventarlo e a crederci.

'cesco

'cesco aveva un'espressione concentrata, ma serena e decisa. Era finalmente arrivato il suo momento!

"Si, Venezia è ancora abbastanza sicura. Vostra figlia potrà aiutarmi ed io voglio evitare per il momento di chiudere tutto e ritirarmi in campagna. Non per disprezzo.., sia beninteso, ma credo che la guerra finirà presto, la vita riprenderà come prima, tutti ricominceranno a viaggiare, avranno pur bisogno di fernarsi da qualche parte per mangiare e riposarsi. Ho stanze libere che non aspettano altro che essere occupate. Non posso sicuramente pretendere affitto, da molti mesi ormai sono vuote e si deve dare aria perchè il "salso " non le rovini, aprire chiudere.. per niente..! E poi spazio e quel che serve per per una famiglia numerosa come la vostra...Cosa ne pensate? Vostra figlia avrebbe la sua famiglia vicina..." "Calma, calma, figliolo",interruppe Antonio. Tutti erano rimasti stupiti dall'entusiasmo che si era impadronito di 'cesco e che aveva trasformato la sua presenza silenziosa in un fiume in piena. "Fammi capire bene, e spiegati con calma..." . 'cesco non aveva capito bene neppure lui, l'aveva soltanto deciso lì, in quel posto ed in quel momento. In cuor suo (quell'organo stava pompando sangue oltre le necessità fisiologiche), la decisione era stata presa ed una soluzione l'avrebbero trovata. Teresa portò una mano alla bocca,.. forse per nascondere un sorriso. 

 
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Post N° 12

Post n°12 pubblicato il 20 Maggio 2006 da lungoilviale

Ho riletto quello che avevo lasciato qui, ma non mi riconoscevo più. Non ricordavo quasi più nulla. Solo la deriva emozionale, tracciata tra le righe mi suggeriva che ero proprio io. Mi sono portato sulle spalle un fardello toppo pesante..e nel cuore un dolore troppo crudelmente inutile. Ritorno ad immergermi, con qualche dubbio in più : puoi dare veramente amore quando non riesci ad amre te stesso? 

 
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Solo ora??

Post n°11 pubblicato il 16 Novembre 2005 da lungoilviale

Perchè se ne parla solo ora? La gente non ha mai letto qualcosa in questi ultimi anni? Esiste forse soltanto la TV? Quanti di noi erano così illusi da pensare veramente che i bombardamenti potessero essere "intelligenti, mirati, chirurgici"? Perchè lasciamo accadere tutto senza mai far sentire la nostra voce? 

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/slideshow.asp?gallery=2&id=8

 
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il genere umano?

Post n°10 pubblicato il 25 Ottobre 2005 da lungoilviale

Animali da pelliccia.... purtroppo neppure per gli altri e neppure nei cosidetti paesi civilizzati ci sono reltà molto diverse.

http://www.strasbourgcurieux.com/fourrure/

non è edificante, demolisce e fa star male, lasciatene fuori i bambini e le persone sensibili. Chi se la sente provi a meditare, dopo. Non mi sento di dire altro.

 
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... per non dimenticarsi

Post n°9 pubblicato il 12 Ottobre 2005 da lungoilviale

Nei prossimi giorni le famiglie italiane riceveranno la lettera firmata dal Presidente del Consiglio Berlusconi in cui il premier spiegherà le ragioni, i particolari e tutto ciò che riguarda la finanziaria appena varata e la riforma delle pensioni. Oltre18 milioni di capi famiglia riceveranno la lettera per una spesa che supererà i 7 milioni di euro, a carico del ministero del Tesoro e quindi di tutti i contribuenti. Chiaramente le ragioni della spedizione di questa lettera sono ben altre di quelle ufficiali. In vista delle mobilitazioni dei lavoratori del 24 ottobre, delle elezioni europee e amministrative delle prossima primavera e visti i sondaggi che indicano un calo notevole delle preferenze accordate questo governo, il premier intende continuare nella sua operazione tutta politica e mediatica iniziata con il vergognoso comunicato a reti unificate delle scorse settimana.

Insomma è l’ennesimo scempio che questo governo si accinge a compiere.
Quello che invitiamo a fare é respingere al mittente la lettera che riceverete, nel momento in cui il postino ve la consegna o portandola successivamente all’ufficio postale.

E’sufficiente barrare con due righe in diagonale l’indirizzo del destinatario e scrivere RESPINTO AL MITTENTE. Un’iniziativa civile per esprimere il nostro dissenso.

 
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L'accordo

Post n°8 pubblicato il 07 Ottobre 2005 da lungoilviale

Antonio era di statura normale ma leggermente più basso di sua figlia Teresa, capelli nerissimi, ancora giovane ed un aspetto gradevole. Veniva avanti camminando con calma. Vedendolo arrivare, Francesco si alzò dal tavolo e quando gli si avvicinò, gli porse istintivamente la mano, alla sua destra ma l'altro non poteva più, la manica della giacca era vuota e penzolava inanimata. Superato il piccolo imbarazzo, Antonio seriamente gli diede la sinistra e si presentò, nome e cognome, piacere di conoscerti.
Antonio salutò il parroco che si era seduto all'estremità del tavolo, in silenzio.
Non era molto usuale, per quei tempi, tra persone adulte, quasi sconosciute darsi del tu, ma i Ferrero erano fatti così, diretti e poco inclini ai preamboli, tutti, tanto i maschi, quanto le  femmine. Questo atteggiamento, quando si erano trasferiti dal Piemonte, pochi anni prima della guerra, era stata causa di qualche incomprensione, ma tutti finirono con l'apprezzarli e considerarli per la loro correttezza e buona educazione.
"Siediti Francesco, hai fatto buon viaggio?" (sorriso e cenno del capo di lui) "Mi dispiace accoglierti così, ma è inutile nascondere che che non siamo in condizioni peggiori di molte altre famiglie qui intorno. Noi ci siamo tutti,  vivi. Dopo l'ultimo bombardamento molti non avevano più nulla per cui disperarsi; ti sei guardato intorno arrivando qui? Pochi mesi fa questo era un posto tranquillo, si stava bene e la vicinanza della caserma ci permetteva di vivere, Maria accomodava uniformi ed abiti per gli ufficiali e mille altre cose, ed io avevo il mio tempo occupato in tutti i lavori più disparati, di falegnameria, di calzolaio e non avevo più nemmeno il tempo di curare questo pezzetto di terra..e Teresa lavorava, sai, come cuoca alla villa degli Zuccari.."(altra occasione per uno sguardo ed un sorriso)"..non ce n'era bisogno, ma ha sempre avuto questa passione e devo dire che è brava nel suo lavoro..Ma ora tutto è cambiato.." Si vedeva che si era rattristato, girando lo sguardo allo spazio intorno. "Adesso che vogliono ripristinare la pista di atterraggio, ci sarà da aspettarsi altri bombardamenti e dobbiamo andarcene, al più presto, lasciando tutto qui. Ora devo contare sui miei figli, posso ancora fare molte cose, certamente, ma questo posto è troppo pericoloso.."
Povero Francesco, quante cose nella testa! L'atteggiamento cordiale e sereno con cui era stato accolto, lo aveva immerso in una atmosfera che non ricordava più: sapore di famiglia, di casa, di appartenenza, Teresa con la sua bellezza e personalità.., il suo essere naturale, leggermente abbronzata, i capelli neri e lucidi.. Gli riusciva difficile staccarle gli occhi di dosso e si distraeva, recepiva una parola su due che gli venivano rivolte.. e rispondere a tono era un'impresa gravosa.
"Ma tu sei venuto qui per altre cose" (continuava Antonio) "..proporre un lavoro a Teresa, in questi tempi?"

 
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La famiglia

Post n°7 pubblicato il 12 Settembre 2005 da lungoilviale

Il primo a precipitarsi a quel richiamo fu un ragazzetto di circa dieci anni, scalzo, gli zoccoli in una mano. Gli era familiare la voce del parroco, ma una volta di fronte a quello sconosciuto, interruppe la corsa e proseguì a passo lento, studiando la situazione. Arrivò Maria, con le due piccole al seguito, scalze anche loro, ognuna con una mano aggrappata alla sottana di mamma-chioccia. Salutò il parroco e senza aspettare chiese: "il signor Francesco, vero?" E gli prese la mano tra le sue, gli sorrise e abbassò lievemente il capo. "Luigino, vai a chiamare il papà che c'è gente che lo aspetta". Volarono a terra gli zoccoli partì, a perdifiato senza nemmeno fiatare. 

In fondo al cortile c'era una baracca  per gli attrezzi, o meglio lo sarebbe stata perchè tutto quello che era stato possibile vendere se n'era andato per cose più impellenti. Si trattava di un autentico paradosso, una sfida alla legge di gravità alla cui costruzione aveva contribuito ogni genere possibile di materiale, una latta di conserva di pomodoro, una targa delle assicurazioni generali per gli incendi, pezzi di mobili, pannelli fatti con rami di salice intrecciati tra loro, tavole, pali, qualsiasi cosa. C'era anche una pergola di vite che si arrampicava lungo fili di ferro tirati tra una parte e l'altra. Lì era il posto migliore dove stare tranquilli ed al fresco.

Francesco guardava intorno, sorrideva a tutti, accennava qualche parola, incredulo tentava di scoprire quale segreto permetteva a queste persone un contegno così naturale e dignitoso in mezzo a tanta indigenza. I bambini gli giravano intorno, lo guardavano e scrutavano con quella spudorata attenzione di cui soltanto loro sono capaci, osservavano con attenzione le scarpe, molto diverse da quelle che avevano visto finora. Tornò Luigino :"ARRIVA!!!" Teresa lo prese al volo, gli disse qualcosa e gli mise in mano un piatto. Maria e la figlia sistemarono due panche ai lati opposti di un tavolo, dettero una pulita e comparve una tovaglia, poi una brocca di acqua fresca di pozzo, alcuni bicchieri, il piatto di Luigino con delle amarene prese direttamente dall'albero (Luigino era un portento in questo).

Infine arrivò Antonio e Maria mandò a giocare i ragazzini con dolce fermezza. Avevano qualcosa di cui parlare con tranquillità.

 
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Dal Parroco

Post n°6 pubblicato il 09 Settembre 2005 da lungoilviale

Il mattino dopo, come era stato consigliato, appuntamento con il veccho sacerdote. Trovò una persona, se possibile, ancora più magra di lui. Era già al corrente di tutto, ma gli fece lo stesso, severo,  un sacco di domande : se era un buon cristiano, se praticava, che intenzioni avesse, che idee avesse (altre cose già le sapeva..), tutte domande di rito. Francesco fremeva, voleva intervenire con qualche domanda anche lui, ma non gli bastava nemmeno il tempo di rispondere.  Inaspettatamente ci fu un momento di pausa, sorpreso, tirò un sospiro di sollievio e pensò che era arrivato finalmente il suo turno, ma resto a bocca aperta, il prete si alzò dalla sedia e gli disse: "adesso vieni con me, mi racconterai strada facendo".

"A proposito come hai detto che ti chiami? Perchè sei venuto da solo... ah, già .. mi avevano detto che non hai più i genitori.. Guarda qui intorno, tutto devastato, vedi lì, in fondo? Solo poche case si sono salvate, lì c'era una caserma dell'aeronautica e la casa dei Ferrero è a nemmeno  un centinaio di metri di distanza. E' stato in quel bombardamento che il papà della Teresa  ha perso il braccio, ma si è salvato, hanno bisogno di tutto ma non chiedono mai niente! Orgogliosi, ma brava gente però..." Per tutto il tratto, ormai rassegnato Francesco, rinunciò ad ogni ulterore ed inutile tentativo e la sua bocca restò chiusa, pensò che almeno gli non gli sarebbe entrata tutta quella polvere della strada. A mano, a mano che si avvicinavano, risaltava sempre più la crudezza di quella devastazione: delle poche case lì intorno, restavano soltanto qualche pezzo di inutili mura e macerie, buche in pò dappertutto. Durante il viaggio aveva visto qualcosa di simile, ma non da così vicino, da dentro...Passò sferragliando una biciletta, una persona salutò sollevando il berretto dalla testa. Il prete stava ancora parlando, non c'erano dubbi, ma Francesco che si distraeva spesso non lo ascoltava più. Uscirono dalla strada; poco più avanti c'era del fumo, un fuoco vicino a quello che poteva sembrare essere stata una casa. Entrarono in un cortile , sul fuoco una grande latta, quello che restava di un fusto per la benzina, nera per la fuliggine ,  una donna al mastello, alta, con i capelli  capelli lunghi annodati dietro alla nuca con un fazzoletto ... "Teresa! E smettila di lavorare sempre, Maria, dove sei? Dov'è tua mamma? Guarda chi vi ho portato!" .Lei si alzò, asciugò le mani nel grebiule e si avvicinò sicura, sorridendo.

 Francesco, imbarazzato dalla veemenza di quel vecchio prete, abbozò un sorriso anche lui, ma aveva già capito che il viaggio in quel paesino vicino a Padova non era andato sprecato. Strinse una mano ancora umida, ma forse la sua lo era ancora di più.

 
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Francesco

Post n°5 pubblicato il 08 Settembre 2005 da lungoilviale

Era arrivato versa sera ed aveva trovato una stanza presso quella che tanto tempo prima era un qualcosa di indefinibile tra una taverna ed una pensione. I vecchi del paese ci andavano a giocare a bocce, per una partita a carte la domenica pomeriggio.D'estate, la sera si ballava all'aperto, sul retro, dove c'è ancora un'aia pavimentata di mattoni rossi e sassi di fiume. Arrivavano i giovani dai paesi ancora più piccoli, dal profondo della campagna, per ascoltare la musica e soprattutto per incontrare ragazze.

 
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Teresa e Francesco

Post n°4 pubblicato il 07 Settembre 2005 da lungoilviale

Francesco aveva una trattoria (non si parlava molto di ristorante a quel tempo), in una buona posizione, e anche durante la guerra non mancavano i clienti. Cercava un cuoco che conoscesse bene il proprio mestiere, ma non se ne trovavano. Mancavano tanti uomini, in altre faccende più bellicose coinvolti, poche donne con valida esperienza...si era ormai quasi rassegnato. Lui, giudicato troppo gracile ed esile per combattere per conto del re (o del duce), combatteva la sua guerra tra la cucina, la sala, l'approvvigionamento di tutto quello che serviva (che a quei tempi, non impegnava poco tempo..). Nei momenti di tranquillità, quando ormai era rimasto l'ultimo cliente, di quelli che non avevano fretta, e neppure voleva andarsene via, si fermava a parlare e a riprendere fiato, prendeva una sedia e vi si appendeva,  chiedendo notizie di come le cose stavano andando in giro, e del più,  e del meno. Quel giorno l'uomo arrivava da Padova, da un paesino della provincia, anzi, e aveva voglia di parlare. Era proprio la persona cui bastava dare il La .. e lui partiva.  Inevitabilmente, di guerra non si parlava, di politica manco che manco, sport... quando mai? .."Ma lei, non conosce una brava.., ho bisogno di una mano, una persona onesta anche, quello di prima si intascava il conto..."  Quel qualcuno dei clienti gli parlò allora di una giovane brava e preparata, con esperienza, sicuramente avrebbe trovato un'altro lavoro,  la famiglia per cui lavorava, era riuscita a riparare all'estero e lei rimasta senza occupazione, in un piccolo paese, non se la sentiva di lasciare soli i genitori ed i fratelli più piccoli, ora che il padre aveva perso l'avambraccio nello scoppio di una bomba. ...E continuava a parlare di tante cose che lo interessavano sempre meno e Francesco ripeteva nella sua mente: "ma abita troppo lontano, ...se è così non abbandonerà mai la famiglia per venire qui,.. ho bisogno di una persona di fiducia per quando sono assente, in fin dei conti...ho resistito finora, resisterò ancora....".

Ormai ascoltava il soliloquio come se fosse stato un nido di vespe in subbuglio. Ma una parola magica lo riportò  all'attenzione: "....e poi è una donna onesta e di una bellezza come ce ne son poche, tutti la vogliono ma lei pensa soltanto alla sua famiglia, non s'è mai vista neppure con un amico...". Di colpo la cosa si era fatta più interessante, Francesco aveva deciso che sarebbe andato di persona per verificare quanto gli era stato detto e trattare i termini di una eventuale assunzione. La settimana prossima, come poche altre volte nella sua vita, avrebbe lasciato Venezia e si sarebbe avventurato fino a quel paesino in provincia di Padova.

 

 
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Mia zia Teresa

Post n°3 pubblicato il 06 Settembre 2005 da lungoilviale

Mia zia aveva sposato Francesco più di vent'anni prima che io conoscessi entrambi. Alto e magrissimo, sempre elegante, a modo e sorridente con tutti. Con i capelli nerissini, lisci e diritti, ostinatamente ribelli a qualsiasi pettinatura, se non li teneva a bada sembrava uno scovolo di quelli che una volta usavano gli spazzacamini per la pulizia delle canne fumarie (usato,  per giunta). Lo zio Francesco aveva due occhi azzurri come non ne avevo mai visti prima: se ti guardava era impossibile mentirgli. Era la personificazione del fidanzatino di Peynet e la zia, dopo tanti anni lo amava "senza ritegno", come pensavo allora, e ne era per giunta anche gelosa.

 
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Lungo il viale

Post n°2 pubblicato il 05 Settembre 2005 da lungoilviale

Lungo il viale era il nostro ritrovo, nei pomeriggi, non soltanto d'estate, non soltanto con il sole. Ci trovavamo prima o poi tutti lì, alla spicciolata. Quando raggiungevavamo il numero critico, anche questo piuttosto indefinibile, come i nostri programmi, si partiva e ci sembrava di avere il mondo in tasca. In testa solo sogni.  

 
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Post N° 1

Post n°1 pubblicato il 02 Settembre 2005 da lungoilviale

tanti saluti a tutti, eccomi qui.

 
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