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Nasce la Rete degli Spettatori e seleziona 31 film da non perdere

Post n°846 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da sasacineman
 

spettatori

Nasce per iniziativa dell’Associazione 100autori la “Rete degli spettatori”, un’associazione culturale senza fini di lucro che ha tra i suoi obiettivi quello di cercare nuovi canali e modalità distributive in grado di dare maggiore spazio a quelle opere cinematografiche che circolano in modo inadeguato rispetto alla loro qualità. La rete vuole anche offrire un’occasione di incontro tra il pubblico e gli autori, attori ed esperti con la creazione di un grande “cineclub virtuale”. Il progetto è stato presentato venerdì 3 febbraio alla Casa del Cinema di Roma e si è immediatamente trasformato in un j’accuse nei confronti della critica. Una polemica paradossale, quella innescata dal produttore Nicola Giuliano, se si pensa che proprio a sei esponenti della categoria (Gianni Canova, Fabrizio Grosoli, Jean Gili, Alberto Barbera, Morando Morandini e Federico Pontiggia) è stato chiesto di scegliere le 31 opere italiane che fanno parte della prima tornata di questa selezione.

Ogni anno, nelle intenzioni dei promotori, saranno indicati film e documentari di qualità, ma poco visti, che meritano di incontrare il pubblico sia nelle sale, anche di periferia, che nelle scuole, visto che una particolare attenzione è rivolta proprio al pubblico dei ragazzi. Attraverso un sito internet che fornirà recensioni e interviste, su modello di un’analoga iniziativa francese, sarà possibile documentarsi e scegliere. Mentre una collaborazione con 100 + 1 Cento film e un paese, l’Italia consentirà qualche salto all’indietro nella storia del cinema.

Durante l’incontro, che ha visto interventi di Valerio Jalongo, Morando Morandini e dell’assessore Dino Gasperini, Nicola Giuliano, produttore di ben tre titoli inseriti nella lista, è partito all’attacco: “Esiste una serie A e una serie B, una cosa che si chiama cinema e una cosa che si chiama pellicola impressionata. Non capisco le stellette date alla commedia o al blockbuster di turno oppure il fuoco amico su film come Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino o Vincere di Marco Bellocchio”. In realtà non sono certo le recensioni sui giornali – letti ormai da pochissimi teen agers – a spostare la massa degli spettatori che affollano i multiplex e fanno i grand numeri del box office. Le storture del mercato distributivo non dipendono dalle stellette ma piuttosto dalle scelte commerciali dell’esercizio oltre che da un’emergenza culturale radicata nel nostro paese. “Insegno al Dams di Bologna – racconta ancora Giuliano – e su 28 allievi, solo 2 conoscevano Le quattro volte di Michelangelo Frammartino mentre ben 25 avevano visto Che bella giornata di Zalone. Nel ’92 Morte di un matematico napoletano senza attori noti incassava un miliardo e seicento milioni di lire, pari a 3 mln e mezzo di euro, oggi quanto incasserebbe? Insomma, diventa quasi più facile fare i film che farli uscire, ma La doppia ora è arrivato a 70 copie negli Usa attraverso una politica distributiva graduale e il passaparola”. Da qui il convinto sostegno alla Rete degli spettatori che potrà essere una seconda chance per molte opere.

Se Carlo Verdone, esercente del cinema Roma di Trastevere da poco chiuso “nell’indifferenza degli assessorati”, ha invitato alla diversità e al pluralismo rivolgendosi direttamente agli “esercenti sensibili e illuminati”, Federico Pontiggia ha ricordato che i film scelti, tra cui figurano Noi credevamo, Into paradiso, La bocca del lupo, ma anche Boris, “non sono morti che si cerca in tutti i modi di rianimare a tutti i costi, né forzatamente titoli duri e puri”. Infine Andrea Purgatori, che ha approfittato dell’occasione per polemizzare contro la scelta di Alberto Barbera di chiudere Controcampo italiano, considera la Rete “un’operazione di democrazia”.

 

I FILM SELEZIONATI:

L’amore buio di Antonio Capuano

La bocca del lupo di Pietro Marcello

Boris Il Film di Ciarrapico, Torre, Vendruscolo

Cavalli di Michele Rho

Il colore del vento di Bruno Bigoni

Corpo celeste di Alice Rohrwacher

L’estate di Giacomo di Alessandro Comodin

Et in terra pax di Botrugno e Coluccini

Gorbaciof di Stefano Incerti

Hai paura del buio? di Massimo Coppola

Into paradiso di Paola Randi

Io sono con te di Guido Chiesa

Io sono Li di Andrea Segre

La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo

Là-bas Educazione criminale di Guido Lombardi

Ma che storia di Gianfranco Pannone

Maledimiele di Marco Pozzi

Il mio domani di Marina Spada

Noi credevamo di Mario Martone

Per questi stretti morire di Gaudini e Sandri

Piazza Garibaldi di Davide Ferrario

Pietro di Daniele Gaglianone

Piombo fuso di Stefano Savona

Il primo incarico di Giorgia Cecere

Le quattro volte di Michelangelo Frammartino

Rudolf Jacob, l’uomo che nacque morendo di Luigi Faccini

La scuola è finita di Valerio Jalongo

Sette opere di misericordia di Gianluca e Massimiliano De Serio

Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi

La vita al tempo della morte di Andrea Caccia

Una vita tranquilla di Claudio Cupellini

Fonte: articolo tratto da www.tafter.it (06/02/12)

 
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Star Wars: Episodio I - La Minaccia Fantasma 3D - due nuove clip

Post n°845 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da sasacineman
 

Come molti di voi sapranno, Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D è oramai in dirittura d’arrivo. Dopo circa tredici anni, infatti, il primo episodio della Nuova Trilogia tornerà nelle nostre sale sotto una nuova veste. Sarà il 3D a fungere da pretesto stavolta, nel tentativo di tastare il polso del pubblico in funzione di ulteriori conversioni con i capitoli successivi.

In apertura e dopo il salto trovate due clip tratte dal film. La prima, certamente nota anche a chi dell’universo di Star Wars mastica poco, riguarda lo scontro finale tra Obi-Wan e Qui-Gon da una parte, e Darth Maul dall’altra. Nella seconda, invece, un giovanissimo Anakin Skywalker è alle prese con una pericolosa gara di pod contro Sebulba. Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma 3D entrerà in programmazione a partire dal 10 Febbraio.

Fonte: articolo tratto da CINE/blog.it (01/02/12)
Autore: Antonio

 
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Biancaneve e il Cacciatore, la fanciulla indifesa diventa guerriera

Post n°844 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da sasacineman
 

Ricordate la dolce fanciulla indifesa, perseguitata dalla Strega Cattiva, e aiutata dai sette nani? Beh, il regista Rupert Sanders ha ripreso la fiaba ma l’ha “rivisitata” a modo suo, dando vita ad uno dei film più attesi dell’anno.

Biancaneve e il Cacciatore

Biancaneve e il Cacciatore” (titolo originale: “Snow White & the Huntsman”) avrà come protagonista l’amatissima Kristen Stewart, Bella della saga multimilionaria “Twilight”, coadiuvata dal nerboruto Chris Hemsworth, il mitico “Thor”, che presto rivedremo anche nella pellicola “The Avengers”, accanto a tutti gli altri eroi targati Marvel. La Strega Cattiva, chiamata Ravenna nella rielaborazione di Sanders, avrà il volto della stupenda Charlize Theron (spaventosamente affascinante e sensuale persino nei pochi fotogrammi del trailer!), la quale si è detta entusiasta e onorata del ruolo, dato che “Biancaneve e i 7 Nani” è tra i suoi classici Disney preferiti, con “Cenerentola” e “La Bella Addormentata nel Bosco”.

La trama della fiaba resta, inizialmente, alquanto inalterata: la Regina Ravenna (Charlize Theron) è ossessionata dalla propria bellezza e la mantiene inalterata negli anni grazie alla linfa vitale di giovani fanciulle fatte catturare nel suo regno. Ogni giorno Ravenna interroga il suo Specchio Magico per avere conferma del suo fascino, ma quando questi la avverte che la sua figliastra Biancaneve la supera in bellezza, la Regina non accetta l’affronto e ordina al cacciatore Eric di ucciderla e portarle il suo cuore. Eric, commosso dall’innocenza della giovane, non esegue il suo compito, decide di lasciarla libera nella foresta e diventare il suo mentore. Il cacciatore insegna così a Biancaneve le arti della guerra e del combattimento per distruggere il regno della perfida Ravenna, che non resterà di certo a guardare.

 

Questo attesissimo kolossal fantasy è prodotto da Joe Roth (già producer di “Alice in Wonderland”), Sam Mercer (“Il sesto senso”) e arriverà nelle sale a partire dall’11 luglio 2012. La curiosità e le aspettative sono già altissime.

Fonte: articolo tratto da fanpage.it (24/01/12)
Autore: Ciro Brandi

 
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Il cinema è la principale attività culturale svolta fuori casa degli italiani

Post n°843 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da sasacineman
 

cinema

In Italia nel 2011 al primo posto fra i diversi tipi di attività culturali svolte fuori casa (non considerata quindi la fruizione della tv) si colloca il cinema: il 53,7 per cento della popolazione di 6 anni e più dichiara di esserci andata almeno una volta nel corso dell’anno. Seguono le visite a musei e mostre (29,7 per cento). E’ quanto risulta dalla quarta edizione di “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” dell’Istat che offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Articolo tratto da www.tafter.it (20/01/12)
Fonte: Adnkronos

 
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Benvenuti al Nord, è già record!

Post n°842 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da sasacineman
 

Il regista Luca Miniero lo aveva annunciato già l’anno scorso, a seguito del successo del primo film, e puntualmente, è arrivato il sequel di “Benvenuti al Sud”. In 24 ore gli incassi della commedia sono arrivati quasi a 1 milione e mezzo di euro, destinati inesorabilmente a crescere durante questo week-end.

Siani-Bisio

La trama è esattamente ribaltata: Alberto Colombo (Claudio Bisio) da finto disabile è diventato direttore di una delle filiali delle Poste della sua Milano, nonché responsabile di un progetto innovativo (denominato E.R.P.E.S. – Efficienza, Rapidità, Puntualità, Energia) che punta a ottimizzare al massimo il lavoro dei suoi dipendenti. La moglie Silvia (Angela Finocchiaro) però non ne può più e, oltre a lamentarsi della poca attenzione che il marito le dedica, vuole assolutamente una seconda casa in montagna dove poter passare i week-end. Intanto a Castellabate anche il pigro Mattia (Alessandro Siani) è in crisi con la moglie Maria (Valentina Lodovini), la quale lo accusa di essere un totale irresponsabile e lo pianta in asso. Per una serie di circostanze ed equivoci, Mattia viene trasferito a Milano, ed è qui che da postino un pò sfaticato e scugnizzo, diventa un impiegato modello. Ma non è tutto oro quel che luccica e nel capoluogo lombardo ne vedremo di tutti i colori.

Sinceramente non è stata una grande sorpresa il grande successo di pubblico registrato da “Benvenuti al Nord”. La scia del primo film non poteva che portare la pellicola ad incassi record. La collaudata coppia Bisio/Siani ormai rappresenta la struttura portante attorno alla quale ruotano tutti gli altri attori comprimari, assolutamente perfetti nelle rispettive parti. Tra tutti spicca la new entry Paolo Rossi, in versione big boss alla Marchionne, Amministratore Delegato della FIAT, e Angela Finocchiaro nel doppio ruolo di moglie e suocera di Colombo.

Il film non offre molte cose nuove rispetto al suo predecessore. Il passaggio da sud a nord mette di nuovo in risalto gli stereotipi esistenti, ma quelli di Milano (la nebbia, il freddo, il cibo, i lavoratori indefessi e trasformati in “macchine”), non fanno certamente sorridere come quelli di Castellabate. Gli aspetti e i luoghi più belli del capoluogo lombardo non sono mostrati o, comunque, sono rappresentati in maniera banalotta e veloce, poco coinvolgente. Il plot sembra essere stato scritto in fretta e furia: non convince la motivazione improvvisa con cui Mattia è mandata a Milano, così come la tecnica registica, decisamente più abbozzata e confusa rispetto al primo film. Il doppiaggio in alcune scene è visibilmente sfalsato, errore elementare e ampiamente evitabile.

Molto divertente la scena della cena a base di “sushi” a casa Colombo, mentre la Finocchiaro nel ruolo della suocera e in coppia con l’incomprensibile Scapece è davvero bravissima ed esilarante. Scontato, forzato e un tantino patetico, è il modo in cui viene messo in scena l’arrivo del “clan” di Mattia (Nando Paone, Giacomo Rizzo, Valentina Lodovini e la mamma chioccia Nunzia Schiano) a Milano: Totò è unico e inimitabile, guai a volerlo emulare!

A proiezione terminata, in molti erano d’accordo nel considerare il primo capitolo molto più bello del secondo e la versione della celeberrima “Volare”, affidata ad Emma Marrone, un tantino pretenziosa. Noi siamo tra quelli.

                                Fonte: articolo tratto da fanpage.it (19/01/12)
Autore: Ciro Brandi

 
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