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Messaggi di Settembre 2012

IL REGNO DI AKHENATON E LE SUE CONSEGUENZE - Fine

Post n°124 pubblicato il 26 Settembre 2012 da OsirideDioDeiMorti2
 

Immerso nell'esaltazione delle sue idee

religiose, e preso dagli estesi programmi di

costruzione di Amarna, Akhenaton lasciò

che gli affari dell'impero fossero

trascurati e, solo quando era ormai troppo

tardi, si rese conto che era necessaria

un'azione energica. Gli Ittiti e i loro alleati

avevano continuato a erodere l'influenza

egizia sulla Siria, e un situazione simile si andò

creando più a sud, in Palestina, fino al punto

che l'impero egizio in Asia cessò

praticamente di esistere. Nell'anno 12, come al

solito, il tributo dell'Asia e del Kush venne

portato ad Akhet-Aton e il faraone, insieme

alla moglie Nefert-iti e alle sei figlie, viene

raffigurato mentre lo riceve in gran pompa;

ma non sono documentate altre tasse.

Sembra che proprio in questo anno la regine

Tiye abbia fatto una visita di stato ad

Akhenaton e può darsi che abbia colto

l'occasione per rendere edotto suo figlio

delle disastrose condizioni in cui, fuori del

piccolo mondo di Akhet-Aton, versavano gli

affari interni e esteri dell stato come

conseguenza della sua politica. Il popolo

era pieno di risentimento per la

soppressione delle antiche divinità, mentre

un potente partito sacerdotale apertamente

o in segreto faceva tutto quello che era

in suo potere per sovvertire le dottrine

del sovrano. A questo punto si aggiungeva

il malumore dell'esercito per la condizione

troppo pacifista degli affari esteri e per la

perdita dei territori dell'Asia.

Quando la crisi, che si faceva sempre

più profonda, minacciò di sfociare in un

disastro, solo allora il sovrano fu i

nevitabilmente costretto ad affrontare

la realtà. Un giovane principe di nome

Smenkh-ka-Re, il quale forse era

un fratello minore del sovrano,

fu sposato alla figlia maggiore di

questi, Meryt-Aton, la quale era

stata associata al trono, e inviato

a Tebe per sedarvi le controversie

in corso con i sacerdoti di Amon.

 

Smenkh-ka-Re e Meryt-Aton

 

Sembra però che Nefert-iti non

fosse rimasta convinta della

necessità di un cambiamento nelle

politica, per cui si ritirò in un

palazzo nella zona settentrionale

di Akhet-Aton portandosi

appresso un altro giovane principe,

Tut-Ankh-Aton, il quale aveva

sposato Ankhes-en-pa-Aton, seconda

figlia vivente del sovrano.

 

 

Di lì a due anni, però, Akhen-Aton

era già morto durante il

diciassettesimo anno di regno, che è

l'ultimo documentato sulle

etichette delle anfore da vino

ritrovate ad Akhet-Aton.

E' probabile che Smenkh-ka-Re

fosse già morto in precedenza.

Successivamente Tut-Ankh-Aton

regnò da solo per un anno o poco

più sotto l'influenza di Nefert-iti

fino a che, con la morte di

quest'ultima, la rivoluzione di

Amarna ebbe una brusca fine e

si aprì la via al trionfale

ritorno dell'ortodossia.

 
 
 

IL REGNO DI AKHENATON E LE SUE CONSEGUENZE - V parte

Post n°123 pubblicato il 10 Settembre 2012 da OsirideDioDeiMorti2
 

 

 

Nel sesto anno di regno e poco

tempo dopo aver mutato il proprio

nome, Akhenaton trasferì la residenza

nella nuova città facendo voto

di non abbandonarla mai più. Grandi

palazzi e templi vennero edificati

per il sovrano, per Nefert-iti, per

Tiye e per altri membri della

famiglia reale. Nell'interno di

un immenso recinto fu costruito

il grande tempio del Disco Solare,

centro della nuova religione

dell'Aton in tutto il mondo.

Una sepoltura reale fu scavata

nello uadi che divideva in due

parti il semicerchio di rocce che

racchiudeva la località a oriente.

Un'iniziativa egualmente prodiga

fu presa per i cortigiani di Akhenaton,

le cui dimore vennero previste

in scala generosa e le cui tombe

furono scavate ai piedi delle colline

a sud e nelle rocce a settentrione.

Questi cortigiani non venivano dalle

vecchie famiglie di governo, ma si

trattava di uomini nuovi i quali

proclamavano che la loro carriera

era dovuta interamente al faraone.

E' alle loro cappelle tombali

decorate con rilievi e contenenti

testi in lode dell'Aton e di

Akhenaton che noi dobbiamo la

nostra conoscenza dei nuovi

insegnamenti del sovrano.

In particolare un inno, che si vede

nella tomba del sacerdote Ay,

è generalmente considerato

opera dello stesso Akhenaton.

 

 

In esso l'universalismo

dell'impero egizio trova la

sua piena espressione nel

regale poeta, il quale

vagheggia una religione

universale che sostituisca

il nazionalismo che aveva

imperato per i venti secoli

precedenti. Egli fonda il ruolo

universale del dio sulla sua

cura paterna egualmente

dispensata a tutti gli uomini,

senza riguardo per razza o

nazionalità, e chiama Aton

"padre e madre di tutti coloro

che egli ha creato". Akhenaton

ebbe così l'idea di un signore

universale Creatore della

Natura; ma egli vide e rivelò

anche il benefico scopo del

Creatore. Nell'insegnamento

di Akhenaton v'è una continua

insistenza su maet, la "verità",

quale non si ritrova nè prima

nè dopo. Il sovrano accosta

sempre il suo nome alla frase

"Vivente nella Verità", e che

questo non sia senza significato

è evidente dal piacere che egli

prova nel mostrare al

pubblico la sua vita familiare.

Egli si fa rappresentare in

compagnia della regina e

delle figlie in ogni possibile

occasione, mentre gode dei

rapporti più familiari e

naturali con esse, le quali

a loro volta, vengono

rappresentate mentre

partecipano ai servizi religiosi

nei templi. Il suo scultore

capo, Bek, proclama di

aver ricevuto insegnamenti

dallo stesso sovrano, mentre

gli artisti della sua corte

ricevevano istruzioni affinchè

esprimessero quello che

vedevano effettivamente.

Il risultato fu un realismo

nuovo e semplice, ma bello.

Essi colsero gli atteggiamenti

istantanei della vita animale,

il cane da caccia in corsa,

la preda che fugge, il toro

selvaggio che salta tra il

fitto dei papiri, perchè

tutto questo apparteneva

alla "verità" in cui viveva

Akhenaton. Neanche la

persona del sovrano si

sottraeva alle leggi della

nuova arte e gli artisti

rappresentavano Akhenaton

come essi stessi lo vedevano,

non idealisticamente, ma

come egli appariva ai loro occhi,

con tutte le sue deformità

corporee.

Immerso nell'esaltazione delle

sue idee religiose... 

 
 
 
 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Come sempre è un piacere fare visita in questo mondo egizio...
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