Community
 
lost4mostof...
   
 
Creato da lost4mostofitallyeah il 04/03/2009
CON QUEL TRUCCO CHE MI SDOPPIA LA FOCE
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Aprile 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 

FACEBOOK

 
 

I miei Blog Amici

- Rew
- Palindromi
- Naked Aroma
- The Doors Of Perception Are Open
- III
- Apri le orecchie
- Sekhmet
- Capitano Morgan
- PNZMB
- Unknown Pleasure
- joy
- Funghetto Magico
- Friederich
- Una Buona Lima
- DiFrazioni Visive
- ... ININ-FLUENDO ...
- Sacra Profanis
- end[or]fine.
- blue eyes
- Quid
- Der blaue engel
- Elucubrando
- Giorni e nuvole
- granelli di parole
- Sawij.1 Indomabile
- Inquietudine
- nessunatracciadime
- DENTRO E FUORI
- Mi piace scrivere
- InsonniaCreativa
- Frammenti
- Prima o poi imparer&ograve;
- Festa mobile
- Il gioco
- Suggestioni effimere
- Lettere dal delirio
- kiryakou
- Nothing_Else_Matters
- cazzate pensate
- juliet home
- dame en rouge
- il regno di arcadia
- Sinopia di un amore
- dolcetormento
- Niente di personale
- Di cieli perturbanti
- si riaprono le danze
- Gronda la mente...
- Il mignolo
- Echi Liberi
- Prima o poi
- vapori sullacqua
- Lourd&eacute;s &agrave; porter
- il mio blog
- aropp to dico...
- Brain and Soul
- Niente di personale
- Felina
- Bianco_avorio
- alias ego
- Black Humor
- odeon 3.0
- Esquisses
- Lingue e Oblio
- Epistole
- CON LA TESTA
- I SOGNI DI SONIA
- Blocknotes
- PeR sPeCuLum
- Riflessi
- Eros&amp;Tanatos
- deviazioni similari
- .
- Cosedainventare
- LUSTSTAND
- PallidoRaggioDiLuna
- Cuore.Nudo
- Languida e Torbida
- Arrocco
- In MeMoria di Me
- Altromondo17
- CHINASKY
- 100
- Femme_Belier
- SCARLATTA
- Thule
- SPixel
- Mechanical Words
- spes.ultima.dea
- MerveOrhun
- Righe a contar di me
- Amore e Psiche
- La Tana del Lupo
- la sete verde
- Dark side of Mars...
- tImE of PePeRmInT
- FlautoDiVertebra
- Umilt&agrave; e Dignit&agrave;
- UnCorvoEUnaScrivania
- LoSpecchioNero
 
Citazioni nei Blog Amici: 71
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

ailata76hors.de.concoursbalimbaloLobarkaineFemme_belierDe_Li_zio_saPolvereRugiadaoltre.lo.specchioVenere_o8lost4mostofitallyeahmaxmassy72dinobariliLaLigneNoirPhoenix_from_Marso3radovicka
 

Chi puņ scrivere sul blog

Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

Fletcher LXII

Post n°218 pubblicato il 11 Aprile 2014 da lost4mostofitallyeah






Fletcher reclinò il capo e accettò le parole di Henry Grassi. Poi lo accompagnò alla porta insieme a Minnie e Li guardò uscire insieme, e Li udì girare la serratura. Peter stava in piedi, appoggiato alla finestra e sbadigliava silenziosamente. "Non hai detto che non te ne frega un cazzo di dormire? E allora perché spalanchi la bocca in quella maniera?". "Interazione, simpatia. è quello che ci ha insegnato Percace in Clinica." "Una testa rara questo Dottore" Insinuò graffiante Fletcher "Vi deve avere insegnato un sacco di cose in Clinica. Il sottoscritto viene solo preso a bastonate. Psicologiche e fisiche. è strano: ma più ti guardo più rifletto sul fatto che potresti essere un biglietto da visita interessante per Percace. Un bel ragazzo, sostanzialmente sano, presentabile, efficace, accogliente, sveglio e innamorato. Mi è già capitato di chiedermi cosa Te lo fa fare a mescolarti con Noi...." "Pensavo di averti già dato una risposta." "Tu, figliolo, hai raccontato la storia della tua Vita, ed era qualcosa di molto interessante, ma un motivo reale per seguirci in questa fuga non ce l'hai ancora fornito. Non sei un caso tanto grave. Tu e Rihanna potete essere facilmente recuperati. Mi sembra che stai cercando qualcosa come la tua identità, ma possiamo essere Noi a procurartela?" Peter agitò la mano davanti al viso come a scacciare una mosca invisibile "Filosofia spicciola, psicologia da strapazzo. Non capisco perché mi respingi adesso, Fletcher. Non sto chiedendo di diventare il tuo compagno. Né di spartire bottini. Ti dà fastidio che stia con Voi? Devi solo farmelo sapere."
Christine intervenne in maniera asciutta e fissò lungamente il suo amato scandendo bene le parole :"Perché non lo lasci in pace? é un periodo che litighi con Tutti e non accetti consigli nè pareri altrui. Si può sapere che Ti prende? Capisco che sei sotto pressione e vedi dappertutto le Divise. Neppure per Me è facile. Ma per crederci dobbiamo iniettarci un po' di ottimismo sennò finiremo sgangherati e bruciacchiati in qualche Rimessa per vecchie attrezzature. Lobotomizzati virtualmente e praticamente esclusi. Andiamo, dacci un taglio e scusati con Peter". Fletcher sollevò le spalle :"Non ce l'ho con Lui e non sono nemmeno così sospettoso come immagini. Io (veramente) pensavo al suo bene. C'è qualcosa di potente che spinge Percace a mettersi costantemente sulle sue tracce e a volerlo al suo fianco insieme alla sua fidanzata. Ed è qualcosa di diverso rispetto alla volontà che lo ficca ad attaccarci al mio e al tuo culo, Christine. Per Lui noi siamo una minaccia, ma per Lui Peter è come un amante ritroso: una bella donna che tradisce e scappa con i peggiori nemici. Eppure non riesce a odiarlo, lo rivuole a tutti i costi vicino e diventa isterico se questo non succede." Peter scrollò il capo :"Stai dando a Percace dell'invertito? Ritieni che abbia delle mire su di Me? Tutto questo è ridicolo. Io penso che si possano o meno condividere o meno i suoi metodi ma non si può assolutamente negare che sia un individuo virtuoso. alla sua maniera, certo un po' fissata, ma crede in quello che fa, e gli attribuisce un valore tutto speciale. é sinceramente convinto che i vizi solitari, le perversioni e l'eccessiva attività sessuale siano da impedimento al progresso dell'Essere Umano." "Precisiamo: è convinto che QUALSIASI attività erotica sia da impedimento al progresso del Genere umano." Il ragazzo annuì :"Per certi versi sono arrivato a pensarla come Lui. Non rivoglio Rihanna per la libidine. Voglio solo che ci sistemiamo insieme e che invecchiamo volendoci bene. Ma esigo la mia Libertà. Non riesco a sopportare che il Dottore gestisca le nostre pulsioni e il nostro Futuro. Questa ipoteca che fa pesare sulle nostre teste mi è insopportabile. Voglio svincolarmi dalla sua tutela. Guadagnarmi il pane in modo onesto e normale e non fare da cavia per i suoi esperimenti sulla Coppia." Christine apprezzò con gli occhi lucidi, Fletcher si avvicinò al materasso e vi si distese :"Tutto questo è molto bello e giusto, ma non cambia la situazione mia e di Christine. Diversamente da Voi Percace ha riversato nella fine della nostra fuga tutto l'Impegno e la Dedizione di un cane da caccia. Sono certo che non avrà pace finché non saremo resi inoffensivi o tra le sue grinfie. Il che è praticamente la stessa cosa."

 
 
 

Fletcher XLI

Post n°217 pubblicato il 04 Aprile 2014 da lost4mostofitallyeah






Henry scrollò il capo e diede un'altra ripassata alla bottiglia mentre Minnie sembrava sinceramente costernata dalle rivelazioni accorate di Peter. Grassi fece un gesto ampio con la mano per chiudere parzialmente la questione e si rivolse a Fletcher. "é quasi mattina. Potrei portarvi direttamente da Mary Dozen e introdurvi. Abita a due isolati da qui, possiamo benissimo andarci a piedi." All'uomo gli occhi si stavano chiudendo e sperò per un attimo che anche Henry Grassi lo notasse, ma quello stava già facendo i suoi piani e prospettando ai tre come si sarebbero trovati dalla Signora. "è una vecchia un po' eccentrica. Ha 82 anni e 12 piercing, nonché un corpo interamente tatuato. Nel secolo passato ha fiancheggiato la Banda Gretscho e per questo ha passato due anni in un Istituto Speciale. quando è uscita a deciso di portare i suoi piani sottoterra ed è sparita dalla circolazione di superficie. Ha continuato ad aiutare Disertori, Fuggiaschi, Svalvolati, Eccentrici e Ribelli generici. La Polizia la conosce ottimamente ma, un po' per inerzia un po' per interesse, lascia correre almeno fino...." Fletcher sollevò le palpebre pesanti "Almeno fino?". Henry ripose la bottiglia in un mobiletto particolarmente raffinato, d'ebano con inserti in avorio. "Almeno fino a quando non saprà che siete ricercati da Percace in persona." concluse. "Nessuno è obbligato a farglielo sapere." "Ho allestito lo stesso ragionamento, amico, ed è esattamente quello che faremo. Voi siete dei tranquilli disertori, scappati dalla Base Navale di Hillsboro e alla ricerca di una nuova identità e nuova vita. Christine era radarista, Tu addetto al puntamento e...Peter cambusiere. Vi siete rotti della ferma di otto anni e avete deciso di mollare baracca e burattini. Adesso siete in caccia di tranquillità e di un lavoro che non affiori più di tanto, qualcosa di momentaneo per far calmare le acque e procacciarsi una vita normale nel prossimo futuro. Che ve ne sembra?". Peter sospirò :"Il problema è che non sappiamo un cazzo di vita di mare." "Nemmeno Lei, se è per quello, pur essendo figlia di un Ammiraglio." "Davvero?". Mormorarono gli ospiti all'unisono. "Commodoro Philip E. Stagger, un curriculum lungo da qui fino alla strada, con note di merito, onorificenze e tutto il blah blah conseguente." Intervenne Minnie con una pronuncia strascicata e indolente. "E come mai si chiama Mary Dozen?" Chiosò Fletcher. "Perché avrebbe dovuto farsene una dozzina di anni per il fiancheggiamento alla Banda Gretscho, invece come sempre, grazie a come sei stata seminata, crescono anche i vantaggi. Non che Lei li abbia mai cercati. è una donna coraggiosa e cazzuta, non il classico parvenu da salotto radicale." continuò Minnie, ipnotizzando tutti. "Al processo sbraitava, schiumava, alzava il pugno chiuso, insultava. Più di una volta l'hanno cacciata dall'aula. Le hanno fatto fior fiore di analisi psichiatriche. E lì che ha conosciuto Percace, che allora era un dottorino di buone speranze. Lo conosce bene, come uno di famiglia, quindi, come ha detto Henry, non è assolutamente il caso di nominarlo nella vostra situazione. Lei sa quanto Lui è potente e si sia fatto strada. Penso sia l'unico uomo al mondo che tema veramente. E comunque, per farla breve, le hanno affibbiato due anni di Istituto Speciale. Le Vecchie Cliniche Psichiatriche, forse le ricorderete. Ma comunque situazioni all'acqua di rosa rispetto ai vecchi compagni della Banda Gretscho. Quelli sono stati letteralmente spazzati via, tra condanne a morte e al carcere duro, e non se n'è più sentito parlare anche se il mito permane. I Ragazzini teste calde vanno ancora da Mary Dozen a chiederle di raccontargli gli aneddoti sul vecchio gruppo. La leggenda ha lievitato". Grassi alzò la mano per interromperla :"Sta diventando una ninna-nanna, Minnie. E i nostri amici stanno volando nel mondo dei sogni. A questo punto ritengo non sia il caso di andare da Mary a quest'ora, sono troppo rimbambiti. E sono le sei del mattino. Che ne direste di dormire tre ore? ci sono i materassi sul pavimento come vedete. E potete prendervela comoda, rilassarvi un momento. Io e Minnie usciamo a fare la spesa a un open 24 hrs e torniamo tra un'oretta. Beh, come vi butta?". Peter pareva lucidissimo :"Io ho superato la sbronza, e quando ne esco ho solo bisogno di un litro di minerale gasata. Poi per Me tutto va al posto giusto. Nemmeno ho bisogno di dormire perché russo. E detesto russare in pubblico." Grassi sorrise :"Forse non è lo stesso per i due piccioni. Beh, che mi dici, Christine?" "Devo riposare, e anche Fletcher. Abbiamo avuto una giornata infernale. In un ambientino forestale-decadente se riesci a immaginarlo. E il tutto pieno di eventi, comprese due divise stese a terra. K.O. Quindi sì, non so cosa voglia fare Peter ma Io e il Mio uomo ci stendiamo a sonnecchiare per qualche ora." Il ragazzo abbozzò :"Io leggo qualcosa, guardo la tv, girovacchio. Troverò qualcosa da fare. Guarderò il paesaggio dalla finestra. Non so. Tre ore passano in fretta." OK fanciullo, e anche voi due." Sospirò Minnie levandosi dalla poltrona." Io e Henry usciamo e facciamo provviste. Fra tre ore vi faremo conoscere l'unica, inimitabile Mary "Dozen" Stagger." Fletcher annuì, poi girò per il soggiorno vagamente nervoso :"è un posto sicuro, vero, questo? Per questo momento, intendo?". Henry Grassi lo puntò lievemente scazzato :"Chiunque vi stia cercando, per quanto importante, ha scarsa giurisdizione da queste parti. E la mia Polizia mi vuole bene. Per passare le consegne alle divise metropolitane nella vostra caccia ci vorranno giorni. Non preoccuparti, Tesoro."

 
 
 

Il Tragitto Vol. 51

Post n°215 pubblicato il 28 Marzo 2014 da lost4mostofitallyeah





Frankie mise su una faccia stupefatta e delusa. "Ma per chi c'ha preso? Per Tizi che vanno a fare casino in Chiesa?". "MI ha appena detto che il suo amico è ubriaco..." rimarcò il Custode tirando fuori una gomma da masticare dalla tasca e infilandosela in bocca. Frankie rimase immobile e un po' perplesso :"Non vuol dire nulla. Anche da alticcio è in grado di distinguere un luogo sacro da una discoteca. è stato semplicemente colto dall'entusiasmo e da una visione mistica. Sopra, se vuole proprio saperlo, è arrivata Zsa Zsa Murena, e la folla è andata in visibilio. Sembrava di essere a un raduno rock dei vecchi Tempi, con la Gente impazzita che tentava in ogni modo di scavalcarti. Noi siamo stati travolti e abbiamo pensato bene di metterci al riparo in queste....Catacombe." Il Guardiano lo fissava attentamente mentre masticava la cicca e pareva sprofondare dentro gli occhi del Ragazzo. L'atmosfera si faceva pesante e l'aria si sarebbe potuta tagliare con il coltello. Pearson vacillava percettibilmente e indugiava sul confronto tra il suo amico e il Guardiano con sguardo torbido. "Amico, queste non sono Catacombe. Questa è l'antica Città romana. Non so in quale lingua debbo ripetertelo." L'ex nano brigante intervenne nel discorso con la bocca impastata e la pronuncia difficile :"Ma Noi abbiamo visto le ossa...gli scheletri, e tutto il resto..." "Davvero? eppure secondo Me non avete visto proprio nulla. Avete fatto un giretto nei Sotterranei, vi siete pure divertiti a giocare a nascondino, ma ora che tornate alla Superficie avrete solo il ricordo di una bella gita estemporanea e nulla più. siete d'accordo? Romario, Tu che ne pensi?". E allungò la testa in una specie di guardiola che spuntava sul Corridoio. Dentro Frankie notò un individuo altissimo seduto, con le gambe incrociate sotto la sedia, impegnato a leggere un fumetto senza particolare trasporto. Senza nemmeno alzare gli occhi dalla pagina, mugugnava :"E allora, Dorsey. Non sei ancora riuscito a liberarti di quei due deficienti?". Andiamoci piano, Romario. La colpa è un po' nostra che non ci siamo accorti del primo pellegrino. Dormiva dentro l'ossario, immaginati Tu. Li ho identificati solo quando sono usciti sul corridoio. Il primo pellegrino sembra drogato. Il suo amico dice che è ubriaco ma a Me sembra più fatto di psicofarmaci o qualcosa del genere. Non ha i sintomi dello stronzo alcolista; è tutto stordito e sciroccato." "Come cazzo sono sono arrivati nella sala C?". "A Sentire il secondo pellegrino dalla Cloaca romana. Se la sono fatta tutta strisciando." Romario, sempre senza sollevare gli occhi dal fumetto, fischiò forte tra le labbra :"Robe da matti. questi devono essere fatti come delle sigarette di dopa...Ficcarsi nella vecchia cloaca! Incredibile." "Per questo non Li abbiamo reperiti sullo schermo. E poi, chi va a immaginare due idioti che si fiondano nei Sotterranei e mettono sottosopra la vecchia Città romana. Solo pensarlo...." Romario alla fine decise di lasciar perdere il fumetto e si alzò scricchiolando le giunture. In piedi faceva ancora più impressione: doveva essere intorno ai due metri e una rada barbetta gialla gli incorniciava le mascelle ossute, le braccia sembravano estensioni di una gru e le gambe trampoli sottilissimi su cui si agitavano dei fianchi e una cassa toracica rubati a qualche gabbiano. In testa teneva un lucidissimo berretto con visiera, nero dalle finiture bianche, e a lettere gialle vi era scritto :"Comunità di Selawille". "Beh, che ne direste di levarvi di torno a questo punto? Guai ne avete combinati già abbastanza e potete considerarvi fortunati se non vi denunciamo per danneggiamenti e vandalismo." Fino a quel momento Frankie e Pearson erano restati pressoché immobili, a subire il profluvio di insulti e rimproveri dei due gallinacci ma giunse ben presto l'attimo in cui il Ragazzo si disse mentalmente stop e cominciò a difendersi :"è proprio quello che stiamo cercando di fare. Toglierci da questo buco del culo a due bocche."
"Toh, senti senti" Mormorò Dorsey "Il teppista ha ritrovato la parola. Per insultarci. A proposito...ha sproloquiato qualcosa sul fatto che Zsa Zsa Murena sia di sopra ad arringare i Fedeli. Per questo Loro due sarebbero qui dentro, per sfuggire alla Calca. C'è da credergli, Romario?" L'altro sorrise dall'alto della sua altezza "Lo capiremo immediatamente. Accompagniamo i Signori di sopra." E sorrise di sbieco.

 
 
 

Il Tragitto vol. 50

Post n°214 pubblicato il 21 Marzo 2014 da lost4mostofitallyeah






Dette un'occhiata ancora in giro, poi con un piede sfiorò l'ex nano brigante per svegliarlo. visto che questi non reagiva prese a scrollarlo energicamente fino a quando, un minuto dopo, Pearson iniziò a boccheggiare e a stirarsi. "Si può sapere che ti prende? Mettersi a ronfare in mezzo alle ossa di qualche centinaio di persone. Devi essere fuso come una lampadina." "Avevo con me una boccettina di antipsicotici, e allora me ne sono scolata metà. Ero agitato ma preferivo stare al sicuro in mezzo ai morti che tornare fuori ad affrontare quegli scalmanati." "Posso capirti ma ora sei completamente rincoglionito e dovrò trascinarti a spalle. Comunque là fuori l'aria è cambiata. è arrivata una vecchia centenaria, Zsa Zsa Murena, che pare abbia molto ascendente sui cialtroni. Li ha costretti alla calma e Tu sei al sicuro come la neve a tremila metri. Muoviti, dobbiamo tornare alla luce e questo cazzo di posto mette i brividi." "Hai visto? Un'autentica catacomba perfettamente curata e conservata, con tanto di sistema di illuminazione e temperatura regolabile. Qualcuno ci ha ficcato i cadaveri magari dei maggiorenti della Città, posso immaginarmi un po' della Storia....ci deve essere gente che paga non poco per sapersi le ossa macerate dentro un luogo consacrato." "Consacrato? Cristo, Pearson. è l'antica città romana. Dubito che abbia mai visto l'impronta di un religioso, e Herald Watson non fa testo, Lui è una specie di stregone." "E allora come spieghi tutto questo". E l'ex nano brigante allargò la mano intorno con enfasi, accennando alle cataste di scheletri ammucchiati alla rinfusa. "Non voglio spiegarmelo, rifiuto di farlo, sennò mi potrebbe venire in mente quell'hotel dove siamo stati con Tyco Tyner, e cazzo, me la potrei fare sotto...Usciamo di qui Ti ho detto! al più presto!" Pearson fece per alzarsi ma barcollò vistosamente. Frankie lo sorresse ostentatamente e prese a trascinarlo verso una porta automatica che risplendeva anche nelle luci bassissime. Sentirono lo scorrere, il fruscìo dell'apertura nelle apposite fessure e uscirono su un corridoio modernissimo. Lungo tutto il percorso pendevano dalle pareti strani ritratti scolpiti di uomini e donne nelle pose più bizzarre e perverse. Il gusto era tutto per l'orrido e lo strampalato, altorilievi forgiati in chissà quale materiale che definivano grinte deformi e disagiate, strane icone di qualcuno che con l'umanità doveva avere un rapporto quantomeno controverso. Camminando lentamente i due stavano per terminare il corridoio delle anime perdute quando da una porticina manuale sbucò un ragazzo con un lercio cappello da football in testa e una ampia cicatrice sopra l'arcata sinistra. Camminava zoppicando vistosamente e in pochi secondi fu davanti a Frankie e Pearson. Aveva uno sguardo svagato ma penetrante, come si trattasse di un pazzo curato molto bene e reinserito perfettamente in un certo tipo di Società. I folti capelli neri spuntavano a manciate da sotto il copricapo e un paio di occhiali in montatura di corno gli fornivano un'aria da fratello perduto, da Geronimo nello show del Wild Wild West. Il sorriso un po' inebetito non lo mollava per un secondo, e con quello stampato sulla faccia, approcciò i due intrusi. "Posso esservi utile? ho comunque l'impressione che Voi non dovreste essere qui, non accompagnati." "Risposta esatta" Buttò lì Frankie "Devo ammettere che abbiamo fatto un po' i monelli. Il mio amico qui si è ubriacato e si è infilato nei Sotterranei. L'ho inseguito come un matto e alla fine sono riuscito a recuperarlo. Ma Lei, di grazia, è il custode di questo posto?". L'altro non rispose e continuava a squadrare i due individui sotto le folte ciglia cispose. Poi prese a grattarsi la barbetta caprina che gli fioriva dal mento e borbottò strascicato e tranquillo :"Adesso non parliamo di Me. Avete un permesso per arrivare fino alle Catacombe?". Frankie ebbe un moto di insofferenza :"Forse non ci siamo capiti. Le ho appena detto che il mio amico ha dato in escandescenze e ho dovuto corrergli dietro fino a quel posto...sì, insomma, l'ossario". "E come siete arrivati fin lì? Le telecamere non vi hanno segnalato." "Si è infilato in un tunnel, penso fosse l'antica fogna o qualcosa del genere." Il tizio continuava a esplorarsi con le dita la folta barbetta "Capisco. Anche se la storia mi puzza un poco." "Senta, Noi vogliamo solo risalire in superficie. Qui sembra un labirinto." Mi è parso di sentire un po' di agitazione in Chiesa" Continuò il Custode, ignorando Frankie "Non è che c'entrate qualcosa?".

 
 
 

Fletcher XL

Post n°213 pubblicato il 14 Marzo 2014 da lost4mostofitallyeah

 






"Ma è osceno" urlò Fletcher, rivolgendosi a Christine "Mi hai portato da un fischietto delle Divise. questo è veramente il colmo!". "Calmati" gli rispose con noncuranza la donna "Henry è un po' il sindaco di questa zona della Città. Conosce tutto e tutti e vuole mantenerla per quella che è. Magari agitata ma sotto controllo. Lui è sempre disposto a offrire una mano a Chi la chiede, ma non è disposto a tollerare casini". "Saremmo forse Noi a portarglieli?". Grassi scosse una mano in aria e poi la abbassò per prendere un sorso dalla bottiglia senza etichetta. "Il mio rapporto con le Forze dell'Ordine non riguarda voi. Si parlava così, in generale. Qualunque persona mi porti Christine è la benvenuta. So di potermi fidare di Lei e Le devo molto." A quel punto Minnie sbuffò ferocemente e prese il mozzicone di canna per ciucciarlo con energia ed esasperazione. Se ne riempì i polmoni del fumo sotto gli occhi di Tutti. Henry Grassi non fece altro che scrollare il capo e riprese a parlare :"Vi porterò da Mary Dozen, e ve ne starete nei suoi sotterranei per, facciamo, tre giorni. Poi Lei provvederà a darvi dei vestiti da lavoro e trovarvi un lavoro giù, alla pescheria. Conosce tutti in quel posto e ne ha già sistemati parecchi. Resterete a lavorare con identità nuove di zecca che Io mi premurerò di farvi avere entro dopodomani. Poi, quando le acque si saranno calmate, potrete affondare in tutta tranquillità nella palude." "Cioè?". Fece Peter, che non aveva aperto bocca sino a quel momento. "é un modo di dire" Sorrise "Vuol dire che scomparirete al radar delle Divise..." "Sì, ma Io ho un problema" Buttò fuori il Ragazzo che aveva preso coraggio "La mia fidanzata è nella Clinica di Percace, forse lo conosci, probabilmente sequestrata, in ogni caso trattenuta. Si aspettano che Io vada a consegnarmi e magari la faranno uscire o comunque la tratteranno bene e..." "Questo dipende solo da Te, figliolo" Intervenne Minnie "Io da Percace ci sono stata per due anni...condotta immorale ed erratica, piccoli crimini contro le leggi di Stanzialità. Sì, sono sta alla Clinica, fino a quando Henry ha garantito per Me e mi ha fatto uscire. Perchè devi sapere che pure il Dottore, davanti alle Divise, ha i suoi limiti. Se cadono le accuse per cui Uno finisce dentro Percace non può trattenerti." "Certo lo immagino. Ma il caso mio e di Rihanna era diverso. Anni fa eravamo entrati in quel posto Volontariamente. Eravamo spaventati dalla nostra carica sessuale e avevamo pensato che una consulenza dal più grande esperto di Disfunzioni Erotiche di questo Emisfero potesse tornarci utile per raddrizzare la nostra vita di coppia." "Fammi capire, vi siete offerti volontari per gli esperimenti di Percace?". "Praticamente sì. E all'inizio era andato tutto bene: si trattava di dialoghi di gruppo, terapia multiplanare, diari sigillati e vita all'aperto, grandi passeggiate e docce fredde. Insomma, per certi versi Ti ricomponeva fino a quando...fino a quando sono spuntate le boccettine Percace LTD. Ne dovevamo assumere tre al giorno, dopo i pasti e ben presto gli effetti si sono fatti sentire." "Cioè?" Gli altri erano tutt'orecchi. Henry Grassi si era appoggiato a una finestra, la bottiglia in mano, Minnie rovistava soprappensiero tra i mozziconi di fumo nel posacenere. Christine si era seduta su una sedia impagliata mentre Fletcher stava ancora impalato al centro del salotto, spolverino, soprabito e cappello di feltro in testa. Pensava che tutto quello che si era affannato a spillare a Peter in montagna stava venendo fuori a catinelle, complice forse la stanchezza e l'esasperazione. "Insomma" Continuò il ragazzo "A un certo punto la terapia sana era stata sostituita dal lavoro durissimo e dall'assunzione di quella roba. Avevamo allucinazioni e non riuscivamo a concentrarci sull'attività fisica. Il sesso sembrava essere totalmente dimenticato ma avevamo una serie di danni collaterali come scarsità di sonno, brividi freddi e improvvisi capogiri, stanchezza. Un bel giorno Io e Rihanna stavamo pulendo insieme i cessi della Clinica quando mi è arrivato come un treno in corsa la sensazione fortissima di doverla scopare. Lei stava piegata e Io osservavo le curve magnifiche del suo corpo, e andavo improvvisamente fuori di Testa. Insomma l'ho aggredita: qualcosa di proibitissimo nella clinica, come forse sapete. Lei mi ha preso a secchiate in testa finché mi sono staccato e rinsavito. Ma era troppo tardi per evitare gli effetti della mia azione. sono arrivati quelli della vigilanza e mi hanno sbattuto nella cella imbottita. Sono rimasto là dentro a pane e acqua per una settimana e quando Percace è venuto a vedermi, è stato come essere visitato dal Messia. Ricordo benissimo che mi sono scaraventato ai suoi piedi e ho cominciato a baciargli le caviglie, a lustrargli i mocassini. Da quel momento sono diventato un utente modello, tanto da finire a fare da guida per gli studenti di psichiatria sostenuta che venivano a frotte per vedere l'Istituzione Modello di Percace. Il Dottore ha cominciato a fidarsi di Me in modo sempre più consistente tanto da far sospettare Molti che avrei potuto fungergli in un futuro da bracco destro. Avevo addirittura permesso e tempo di fare Petting con Rihanna; cose dell'altro mondo. Sino a quando le cose sono tornate alla completa normalità e Noi siamo stati dimessi come coppia-gioiello. Ma adesso quel tipo di Mondo lì mi è andato completamente a puttane." E sorrise amaro.
 
 
 

Fletcher XXXIX

Post n°212 pubblicato il 07 Marzo 2014 da lost4mostofitallyeah






Il tizio si fece da parte e lanciò un cenno, invitando a entrare tutti e Tre. Non era asciutto come suo fratello Stefano, anzi tendeva al sovrappeso ed era lievemente più incassato e piccolo, portava un paio di occhiali da sole davvero bizzarri per l'ora, e nella dentatura gli mancava un incisivo, ma nel complesso Fletcher lo aveva a buona ragione scambiato per il fratello. Passandogli a fianco percepì un forte lezzo di sudore e cipolle da hamburger nonché qualcosa che assomigliava all'aroma del whisky scadente. Facendo finta di niente passò dall'ingresso al soggiorno, dove una televisione 15 pollici mandava senza volume le immagini apparentemente accelerate di un Reality in voga a quel periodo "Animal Farm". Da alcune casse appese alle pareti fuoriusciva musica jazz mescolata a intermezzi ambient, qualcosa di veramente strano: per quanto ne sapeva l'Uomo poteva anche essere un Miles Davis remixato. Su una poltrona era distesa una ragazza con indosso una tuta grigia a inserti giallo canarino e i piedi nudi appoggiati a uno sgabello. Stava sorseggiando qualcosa di scuro da un bicchiere enorme e accennò appena a girarsi per poi tornare a fissare le immagini incongrue che lampeggiavano dal tubo catodico. "Ah, Lei è Minnie, una mia carissima amica...saluta gli ospiti, tesoro...." Minnie sollevò in alto il bicchiere e grugnì delle parole che nessuno del gruppetto comprese. Doveva comunque trattarsi di un saluto. Grassi si avvicinò al centro della sala come un predicatore in attesa di ammansire il suo gregge, poi cominciò a fare una tirata sulla bellezza di certi spettacoli televisivi quando venivano lasciati in sottofondo ad altre attività, insieme a musica sparata a palla, qualche cicchetto, un po' di fumo, chiacchiere, e del sesso clandestino. Fletcher, Christine e Peter spalancarono gli occhi di fronte a una tale dichiarazione di intenti ma non risposero nulla, si limitarono a stare in piedi e a ciondolare vagamente assonnati. Come sovvenendosi all'improvviso di avere degli ospiti, Henry interruppe le sue elucubrazioni pressoché immediatamente, si tolse gli occhiali scuri e strizzò l'occhio a Christine :"Lascia perdere Me e le mie stronzate, dolcezza. qual buon vento vi porta alla mia diroccata magione?". Christine si rinfrancò immediatamente e fece la sua migliore interpretazione della gatta morta tentando di mettere in fila le parole giuste per non spaventare troppo quell'individuo :"Quisquilie, Henry, dovresti tenerci alla baia per una settimana, fintanto che Noi recuperiamo documenti falsi e possiamo ambientarci qui, nella Suburra." "Certo" Rispose Lui pensieroso "Come fosse facile. Ogni tot di giorni ricevo gradevoli visite da parte delle Divise, che mi mettono sottosopra la Casa e perquisiscono ogni buco. Sono nella loro Banca Dati, puoi immaginarlo. Ma qual'è la vera ragione di questa improvvisata? Fuoco al culo?". "Permettimi di non entrare nei dettagli, Henry. Ai miei amici non piace diffondere notizie sulle loro Storie. Tu sai solo che mi devi un favore, e se non puoi offrirci Tu un tetto solido, Di certo saprai di qualcuno che lo può fare al tuo posto." Grassi sorrise lentamente, poi rubò il bicchiere a Minnie e calò un'abbondante sorsata. "Può darsi che conosca il Tizio che fa per voi, ma anche la sua posizione non è delle migliori." "Adesso basta, stella, non tirarla in lungo...Sei dentro a Tutto in questa zona, ti ho conosciuto per parecchio tempo. Se vuoi affidarci a qualcuno, allora sicuramente lo puoi fare. Noi non siamo dei bocconi difficili. Possiamo restare al coperto anche in una cantina, nel frattempo che sistemiamo le cose." "Mhh...Mi hai letto nel pensiero Chris, Avevo in mente proprio qualcosa del genere". Minnie sogghignò dalla sua postazione "Mica starai pensando a Mildred, vero?". "E perché No? Nelle situazioni estreme Lei è un pacco affidabile e accetta posta da tutto il Mondo senza fare domande. Con la pressione delle Divise anche la mia zona franca si sta restringendo" Continuò, rivolgendosi a Fletcher dopo essersi di nuovo abbassato le lenti a specchio sulle palpebre "Io magari sono un tantino bruciato ma so ancora avere le dritte giuste per altre realtà favorevoli." Fletcher sospirò sentendosi chiamato in causa e si levò una curiosità indicando con il dita la canna mezza fumata nel portacenere e la bottiglia senza etichetta ben piazzata sul tavolino :"Spiegami...Se sei tanto sotto carica dai poliziotti come mai puoi ancora permetterti festicciole strane a base di superalcolici e hashish, e....addirittura SESSO?". Henry Grassi si tirò su le mutande rosso-verdi, poi si toccò impercettibilmente il pacco e aggiustò la voce :"Molto semplice, amico mio...quando torna comodo Io faccio il doppio e triplo gioco. Se qualcosa non gira nel verso da Me auspicato e se qualcuno non sta alle mie condizioni, informo i piedipiatti, che mi liberano di presenze ingombranti e potenzialmente foriere di brutte conseguenze. Diciamo che Io e Certe Divise lavoriamo a stretto contatto di gomito".

 
 
 

Il Tragitto Vol.49

Post n°211 pubblicato il 28 Febbraio 2014 da lost4mostofitallyeah






"Non fare lo stupido, Frankie." Borbottò Louise "Ti assicuro che la Situazione è cambiata. Quella vecchia ha un carisma.....E Li ha messi tutti in riga, stavano in ginocchio senza fiatare, pure Tyner era allibito...è stato un colpo gobbo quella di farla arrivare ed Edgar è tanto dolce e premuroso...." "Va bene, va bene....può anche succedere che mi decida a uscire ma prima devo recuperare Pearson....è sparito in fondo alla cripta, e chissà dove porta questo cazzo di catacomba...Dammi un po' di tempo per muovermi e riacciuffarlo. Tieni buoni tutti, e parla alla Vecchia." Detto questo Frankie si incamminò verso i piani bassi del ventre della Chiesa alla ricerca dell'ex nano brigante. Arrivato in quelle che sembravano essere le fondamenta romane di tutto l'edificio si guardò in giro e dovette ammettere a Sè stesso che il posto era tenuto magnificamente. Targhe con spiegazioni sul dipanarsi delle gallerie sotteranee erano appese per ogni dove con touch-screen per decrittare la propria posizione ed evitare di perdersi. Ricostruzioni in gigantografia dell'antica città e delle possibili varianti antediluviane facevano bella mostra di sé offrendo un senso di estraniamento e di sottile magia a tutta la struttura che era, già di per sé stessa, un bel rompicapo psichedelico. Frankie provò ad avviarsi lungo l'antico solco di un torrentello chiamando, nel frattempo, a squarciagola Pearson ma solo la sua voce stentorea rimbalzava lungo le strette pareti e si spegneva con microscopici echi e uno sconcertante fade-out. Si mosse finché decise di inoltrarsi in uno stretto passaggio che il modulo informativo attribuiva all'antica cloaca maxima della città. Le fogne romane per intendersi. Di certo i visitatori abituali se ne stavano sul bordo a osservare la luce sparire dentro quell'angusto passaggio ma Frankie intuì che l'ex nano brigante, nella situazione dissestata della sua mente, non avrebbe fatto altro che cercare il posto più remoto e irraggiungibile per celarsi alle squadre punitive di Selawille. Era un ragionamento istintivo e patetico ma filava se rapportato a tutto quello che il ragazzo aveva passato fino a quel momento in quella cittadina. Voleva semplicemente rinchiudersi in un posto lontano dalla luce e dall'esposizione al pericolo. Era diventato un topolino di campagna in trasferta nella città brutale e cattiva. Ne era restato sconvolto e ora cercava la familiarità dei posti celati e irraggiungibili, la sicurezza offerta dall'inaccessibilità. Frankie urlò ancora mentre si spostava carponi in quell'angusto passaggio. Dove cazzo poteva essere finito? Magari quella striscia catacombale era in grado di proseguire per chilometri e non offrire nessuno sbocco proponibile. E Lui non era nello stato di confusione mentale di Pearson per insistere miglia alla ricerca di un posto al calduccio nell'oscurità più profonda. Si asciugò la fronte. Forse era il caso di invertire la rotta e di aprire quel dannato cancello. Chiedere l'aiuto di Tyner & Watson e muovere squadre di ricerca sulle tracce dell'ex nano brigante sciroccato. Stava per seguire il suggerimento non interessato del suo cervello quando si trovò a sboccare in una vasta sala munita di luci e di temperatura polare, probabilmente indotta da qualche particolare sistema di raffreddamento. Era basito. Di certo la fettuccia di strada da Lui percorsa per venticinque minuti, carponi e imprecante, non era l'unica che permetteva l'accesso al posto, ma comunque vi era arrivato. Frankie si guardò intorno dopo essersi rimesso verticale e comprese di trovarsi in una cripta particolarmente sinistra. Dalle pareti, riposti su barre di acciaio, facevano bella mostra di sé teschi e frammenti di scheletri ammassati alla bell'e meglio fino a toccare la volta a botte del locale. Nessuno emanava cattivo odore o lezzi terrificanti. Con ogni probabilità erano stati ben disossati e ripuliti prima di essere piazzati a ossidarsi sopra gli appositi supporti. Un sistema di fotocellule teneva ben chiara la visibilità nel tanto che l'Uomo si muoveva intorno. Improvvisamente, guardandosi ai piedi, notò Pearson addormentato pesante contro il sistema di raffredamento. Dio solo sapeva come era riuscito a cadere nel sonno frammezzo a quella compagnia di orbite vuote e clavicole sporgenti. Ma forse, aveva ritenuto preferibile la compagnia di cadaveri veri a quella di vampiri che, di pelle, volevano la sua. Frankie dopo aver lanciato uno sguardo consolante all'ex nano brigante raggomitolato su sé stesso, non si trattenne dal far girare le orbite ancora una volta per il locale, immacolato e sanificato. Poteva essere come le catacombe di Parigi. L'ultima destinazione di fedeli, vescovi, sacerdoti e antichi martiri. Forse Tutti ammassati nell'indistinzione che solo il "polvere eri, polvere ritornerai" poteva recare con Sè.

 
 
 

Il Tragitto Vol. 48

Post n°210 pubblicato il 21 Febbraio 2014 da lost4mostofitallyeah






Fu a un certo momento che nella cripta si fece un silenzio di tomba. Corrispondeva precisamente all'improvviso abbassamento della temperatura all'esterno e al dileguarsi delle imprecazioni e delle minacce. Il rumoreggiare minaccioso pareva essersi addirittura estinto mentre Pearson e Frankie potevano udire con difficoltà quella che sembrava essere un'unica voce, apparentemente femminile, sovrastare la folla di scalmanati e spandere parole rotte e tremolanti. "Che accidenti starà succedendo?". Biascicò l'ex nano brigante, sopraffatto ancora una volta dalla paura dell'ignoto. "Qualsiasi cosa sia sembra avere calmato tutta l'arena, la stanno ascoltando". Stettero tutti e due con le orecchie ben tese ma riuscivano a recepire solo alcuni frammenti incomprensibili di tutto il sermone che pareva avere luogo. "Magari qualcuno tra quella feccia ha messo la testa a posto e sta arringando gli altri". Fece Frankie. "Oppure hanno trovato un capo carismatico che gli sta spiegando come farci a pezzi in tutta tranquillità e senza correre inutili rischi. Chissà magari hanno intenzione di inondare i sotterranei.." "La pianti, Pearson? Qua sembra essere successo qualcosa di importante." Erano ancora impegnati a beccarsi e a tentare di dare un senso alla calma terrificante subentrata nella chiesa quando udirono chiaramente i passi di una moltitudine spostarsi verso le catacombe dove loro stavano asserragliati. "Ecco, adesso vengono silenziosamente a farci il culo....svelleranno dai cardini quella ridicola porticina...e ci sistemeranno per le feste....ma Io, mio caro, dopo quello che ho passato non ci sto a farmi beccare senza cercare una via d'uscita.." E, detto questo, Pearson si lanciò, mulinando le gambette, verso le profondità dei sotterranei, scosso dalla paura di essere linciato e completamente stordito dall'istinto di conservazione. Frankie non azzardò nemmeno il tentativo di bloccarlo, tanto immaginava che la cripta avesse un suo Alt naturale, un suo stop al fondo di qualche viscera e che la fuga, tormentosa e isterica, del suo amico non sarebbe approdata in nessun luogo tranne un porticino momentaneamente sicuro nel cervello sfigurato e sovraccarico di tensione che si conduceva appresso. Lui piuttosto, si appoggiò al cancello sporgendone le mani, come in attesa e, ben presto, frotte di perdigiorno si appropinquarono alla sua prigione e sicurezza, ma erano stranamente seri e compunti. Non parevano sull'orlo di un bagno di sangue o di un pranzetto condito con il suo cervello o il suo cuore. Semplicemente stavano lì, e lo osservavano, vagamente minacciosi ma non apertamente ostili, più che altro curiosi. Lui ritirò per sicurezza le mani e alle spalle della folla che si stava concentrando notò Rabail e Louise sovrastati dall'immancabile Edgar Malloy. Chissà per quale ragione si sentì più rassicurato. Stavolta erano gomito a gomito con gli scalmanati ma non per questo c'era aria di tensione: parevano dei tranquilli turisti in fila con il loro biglietto, in attesa di godersi uno spettacolo particolarmente ambito e atteso da alcuni mesi. Quando finalmente si avvicinarono sembravano raggianti e Louise particolarmente euforica, tanto da schiantare la sua bella faccina contro il ferro battuto della porta della cripta e sussurrare a Frankie :"Niente paura Amico, è intervenuta Lei e ha parlato forte e chiaro sulla nostra situazione, dovevi vederla...una tale personalità, e Li ha zittiti tutti, giusto con poche parole...non riesce più a blaterare più di tanto però quel poco che mormora lo fa cadere come una granata in una cristalleria...è un personaggio!...e..." "Un momento, un momento.....di Chi stai parlando?". "Ma come, non l'avete sentita quaggiù nella cripta? è Zsa Zsa Murena, la vedova di Hostile McAfferty, praticamente il fondatore di Selawille. Ha 101 anni e dev'essere praticamente portata a braccio, ma ha una grinta e una capacità espositiva praticamente unica, e il pugno di ferro, è una vecchia liberal ed è stata fatta arrivare dall'adorabile Edgar...Lui ha fatto così tanto per Noi.....prima o poi sarà indispensabile ricompensarlo.....Ha fatto un discorso di appena dieci minuti ma Li ha stesi tutti...Li ha definiti ipocriti e razzisti, zeloti e altre cose che non ricordo....Li ha costretti ad abbassare la testa e a inginocchiarsi. Qui, nella Casa Del Signore, ha detto, pensare anche solamente di portare a termine un linciaggio è aberrante......Poi ha smesso e ha espresso il desiderio di vedervi, Tu e Pearson...ha detto che è giunto il momento per una giusta riappacificazione e ha tirato le orecchie anche a Tyner e a Watson, sostenendo che non si possono fare le cose in fretta e furia e che la Fede e la Riconciliazione sono due specchi di una stessa medaglia.....Impossibile forzare la mano alla pacifica convivenza, è da stupidi. Indispensabile è tenere conto della sensibilità della popolazione e delle Ferite ancora aperte....insomma adesso vuole incontrarvi." "é una parola: Pearson se l'è data a gambe giù per la cripta. Era stravolto. E a Me toccherà un bel po' di persuasione per convincermi ad aprire questa gabbia."

 
 
 

Fletcher XXXVIIII

Post n°209 pubblicato il 14 Febbraio 2014 da lost4mostofitallyeah






Quando Peter si riebbe risalirono tutti in macchina e ripresero la strada per la pianura. Fletcher si era relativamente calmato anche se gli scorrevano ancora dei brividi sottopelle, ma ora era la strada che gli riempiva gli occhi insieme al futuro e alle prospettive sgargianti di una fuga che potesse terminare in modo decente. Non si aspettava di pigliare una nave, un treno o un aereo, quello era ancora al di là della propria fervida immaginazione, ma riuscire a scomparire fra le budella della zona metropolitana.....ebbene, questo sì, in attesa di sviluppi migliori, una nuova identità e, infine, un passaggio a nord, oltre il confine. Osservò Christine che ora stava ben composta e gli ricambiò lo sguardo con passione e amore mentre Peter boccheggiava sul sedile posteriore dell'utilitaria. Alla fine sboccarono sulla Pianura e Fletcher rimase un attimo perplesso riguardo la strada da intraprendere. Infatti appena atterrati su terreno orizzontale, almeno quattro strade si diramavano senza indicazioni di sorta. "non conosco questa zona" Borbottò Fletcher "Ma non potevamo tornare dalla strada che abbiamo fatto all'andata, troppo rischioso." "Non preoccuparti tesoro, prendi a destra. è una scorciatoia nelle campagne per arrivare alla statale 17. sono informata abbastanza su tutto il circondario." "Mi fido" Rispose Lui e le strinse forte la mano, poi svoltò effettivamente a destra e mantenne l'automobile a velocità di crociera per quanto gli concedessero curve a gomito e strettoie improvvise. Dopo venti minuti di strada a gomitolo si incanalarono effettivamente sulla Statale 17. "Sicura fosse una scorciatoia?" Sorrise Lui. "Certo" Reagì Lei, un po' toccata sul vivo. "Avessi preso le altre vie saresti ancora imbottigliato nel Nulla." "Certo, certo. La mia era solo una battuta." Peter grugnì dal sedile posteriore :"Dove stiamo filando?". Mormorò. "Verso l'area metropolitana, a 100 chilometri da Percace, se ti interessa." "Io devo riprendermi Rihanna, Fletcher." "E speri di farlo in quelle condizioni? Quello che Ti occorre è una buona doccia gelata e una dose industriale di the freddo, e magari un buon letto. Dopo potrai pensarci. Peter annuì, poi scrollò il capo non del tutto convinto e infine tornò a piombare in un dormiveglia agitato e scomodo. Arrivarono ai bordi della Metropoli che era già notte fonda. "Ti ricordi Stefano Grassi?" Fece Christine come sovvenendosi improvvisamente di un pensiero gradevole. "Certo, difficile dimenticarlo". "Ebbene, ha un parente, un fratello che abita a MontFort, lungo la tredicesima, in una bella casetta circondata dal glicine e dall'edera. Mi deve qualcosa, potremmo finire là." "In che senso Ti deve qualcosa?". "Quando lavoravo per l'Amministrazione Pubblica gli ho fatto conoscere Serial T. Van Eppsom per un suo piccolo problema con la Giustizia, in quel senso ha un debito ancora da saldare." L'uomo approvò silenziosamente ma si capiva che non la beveva. "Che Ti piglia?" Fece Lei. "Ci sei andata a letto? Tempo fa, intendo." Lei rimase zitta mentre la macchina girava sulla quindicesima e Lei dava indicazioni solo con la mano tesa. "A Te importerebbe così tanto?". "Direi di no. è giusto per mettere insieme i pezzi del puzzle." "Ovvero?". "Nulla. Sai quelle cose, il passato che ritorna, fare i conti con la storia, conoscere tutto del tuo amore, aggiustare i mattoni rotti per una casa confortevole e accogliente. E in ogni caso mi hai già risposto." E Fletcher sorrise alla grande per nascondere il turbamento che gli si era insinuato nell'anima. "Tanto tempo fa. andavo ancora all'università. Lui studiava per diventare fisioterapista, dubito che ci sia mai riuscito. Quando ancora c'erano feste Lui ne aveva organizzata una. Allora si beveva in pubblico, forse Ti ricordi, e alla fine è successo nella sua stanza, nulla da restarne esaltati, comunque. Eravamo entrambi ubriachi e Io personalmente so solo che ho scopato con Lui, dei dettagli non rammento nulla. " dopo cinque minuti di silenzio entrarono sulla tredicesima e Lei disse il numero dell'abitazione di Henry, così si chiamava. Arrestarono il macinino proprio davanti al posto mentre Peter dal sonnecchiare era transitato all'incoscienza pesante. Russava. "Ci sarà da trascinarlo fuori, in qualche maniera". Fece Lui. "Oh nessun problema. Ho trasbordato mio padre dalla macchina al letto tante di quelle volte."

Scesero e Fletcher suonò al campanello "Non si incazzerà? nemmeno lo abbiamo avvertito ed è
mezzanotte passata." "Ah, per quanto lo conosco sarà ancora alzato a farsi cicchetti clandestini e a guardarsi la televisione come suo fratello Stefano." "Non avrà una donna?" Indagò L'Uomo sospettoso. "Perché no? Spero solo non sia come la moglie di suo fratello. Ma, in ogni caso, non preoccuparti. Saremo ben accolti." Passarono due minuti e Fletcher suonò di nuovo. questa volta dei passi felpati risuonarono sull'impiantito, seguiti da una sfilza di bestemmie. "Ben accolti" Rifletté l'Uomo. Ci fu un trapestare di chiavistelli e infine l'entrata si spalancò mostrando Stefano Grassi con una maglietta hawaiiana e un paio di mutande rosse e verdi. "Oh, Cristo" sibilò il visitatore "Dobbiamo avere sbagliato porta, o Città". "Per nulla, amore" Fece Christine "quello che vedi davanti a Te è Henry Grassi, il fratello gemello di Chi stai pensando Tu".

 
 
 

Fletcher XXXVII

Post n°208 pubblicato il 07 Febbraio 2014 da lost4mostofitallyeah






Mentre guidava Fletcher lanciava di sguincio qualche occhiata a Christine. Peter stava sul sedile posteriore avvolto da un sonno pesante post-sbronza, e l'autista si preoccupava anche di Lui, facendo attenzione di non affrontare le curve troppo velocemente per non farlo svegliare e magari vomitare. Nel frattempo era entusiasta e sentiva l'energia scorrergli attraverso le vene come un fiume in piena, la lucidità rinvigorirlo e la freschezza dilagare sulla sua faccia e pulirla vigorosamente dopo giorni di passività e languore. Era un po' come rinascere a nuova vita e la sua donna era lì, a condividerla con Lui. Non importava assolutamente cosa il Futuro poteva riservare: dopo avere abbattuto le due divise qualcosa era mutato e Lui non era disposto a tornare sui suoi passi e ripercorrere il calvario di umiliazioni e miseria che lo aveva contraddistinto sino a quel momento. Sarebbe rimasto in piedi, saldo e determinato come un capitano alla guida del suo veliero, costasse quel che costasse. Avrebbero dovuto distruggerlo per vincerlo. "Vero?" Fece a Christine allungando una carezza su quella guancia un po' pienotta e morbida. "Cosa, tesoro?". "Intendo dire che ci separeranno solo da morti, e forse nemmeno allora. Vero?". Lei accennò un sorriso ma sembrava così stanca da essere sul punto di crollare da un momento all'altro. Lui se ne accorse e si morse il labbro inferiore: la Forza gli bolliva dalla pelle e lo faceva agitare nel sedile tanto da avere l'esigenza di menare ancora le mani. A un certo momento si sovvenne che avevano lasciato i cannoni dei poliziotti nell'ingresso dell'albergo. Scacciò con forza una mosca davanti a sé in un gesto di rabbia ma subito si rasserenò: a cosa poteva servire girarsene con una spingarda come quelle? Ora dovevano semplicemente diventare invisibili, scivolare fra le trippe delle aree densamente popolate e lasciarsi inghiottire dalla discrezione e dalla mediocrità, non dare nell'occhio, non permettere a nessuno di potersi incuriosire a quello che facevano, diventare una coppia prevedibile e normale, rispettare delle regole minimali e presentare Peter come un loro cugino solo un po' scavezzacollo. Non era impossibile, soprattutto nella metropoli e Fletcher si chiese come aveva fatto a non pensarci prima, come aveva fatto a ficcarsi a 1200 metri di altezza in una bara d'hotel in disfacimento con un ragazzo confuso e pauroso. Forse la risposta stava nella donna che gli stava vicino: già, probabilmente non aveva mai voluto eclissarsi definitivamente proprio perché c'era qualcuno da cui voleva farsi trovare, e quel qualcuno era proprio Christine. Lui sapeva che Lei era a conoscenza del modo con il quale mettersi sulle sue tracce, Lei poteva arrivare a raggiungerli, e così aveva fatto. Poco male che si fosse tirata dietro quei due bastardi di sbirri traditori. Adesso la situazione era stata sistemata e volavano a velocità di crociera verso la Pianura e l'Oceano. L'unico piccolo inconveniente che gli frullava per il capo era il tragitto fra il termine della discesa e l'arrivo sulla Costa...Potevano esserci posti di blocco o controlli a tappeto delle Divise? Si sentiva di escluderlo. Probabile che i piedipiatti avessero concesso carta bianca a Quaid e Ramelli, fidandosi ciecamente delle loro capacità di segugi sulla pista e di rotweiler al momento decisivo. Erano certi che un cialtrone come Fletcher e un ragazzo come Peter non avrebbero costituito un problema, e che motivo c'era di impiegare forze massicce quando si poteva raggiungere il risultato con il minimo sforzo e la più grande sicurezza? E, di certo, erano stati a un passo dal completare con successo il loro piano: Ramelli aveva incantato Christine e disarmato Fletcher. Per fortuna quel gorilla di Quaid aveva rovinato tutto con la sua precipitazione e dabbenaggine. Lui si era scosso appena in tempo prima di ritrovarsi un paio di braccialetti d'acciaio intorno ai polsi e un biglietto per la Clinica di Percace, solo andata. Aveva reagito e gli aveva stesi, gli stronzi. In quel momento avrebbe alzato il braccio e chiuso la mano a pugno dalla contentezza. Era la prima cosa di cui era orgoglioso da parecchio tempo a quella parte. Continuava a ripeterselo, con le goccioline di sudore che gli scendevano dalla fronte per l'entusiasmo. Scosse ancora Christine e per due lunghissimi secondi la fissò nelle pupille provate. "Dimmelo, cazzo, che sono una bestia!" Urlò. E così tanto da svegliare di soprassalto anche Peter, che si sentì subito male e gli pigiò la mano sul collo. "Devo rigettare!" gridò a sua volta. Fletcher accostò immediatamente l'utilitaria su un tratto erboso, Peter spalancò la portiera correndo fuori e vomitando l'anima nel frattempo. Se la portava in giro, alzando ogni tanto la testa e poi continuando a vomitare. Pareva uno spremiagrumi portato al collasso e poi lasciato cadere sul pavimento verde; così Peter colava dai bordi della bocca fino al praticello bellissimo e indifferente. Intorno la Natura meravigliosa celebrava i suoi riti serali, con picchi, capinere e usignoli a fare da dolce accompagnamento.

 
 
 
Successivi »