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Creato da lost4mostofitallyeah il 04/03/2009
CON QUEL TRUCCO CHE MI SDOPPIA LA FOCE
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Niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo di tutti quelli che ho conosciuto.

Vai a una volta, una sera tardi, in macchina tra Nessunposto, Tannenberg e ChissàDove, Atacama, quando Seth dice che il fatto di essere nati rende i tuoi genitori Dio. Gli devi la tua vita, e ti possono controllare. "Poi la pubertà ti rende Satana" dice, "solo perché vuoi qualcosa di meglio."

Non importa con quanto scrupolo seguirai le indicazioni: avrai sempre l'impressione di aver perso qualcosa, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle di non aver vissuto tutto. C'è quel sentimento di caduta nel cuore, per essere andato troppo in fretta nei momenti in cui avresti dovuto fare attenzione. Be', abituati a quella sensazione. È così che un giorno sentirai tutta la tua vita. È solo questione di abitudine. Niente di tutto ciò ha importanza. Ci stiamo solo scaldando.

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Post n°172 pubblicato il 21 Maggio 2013 da lost4mostofitallyeah
"Beh, cosa c'era da bisticciare?". Fa il dottore, adorabile, girandosi in poltrona e abbrancando un bicchiere di succo d'arancia. "Ah, stupidaggini" Risponde Peter guardando il succo gorgogliare nella gola bianchissima del suo prestigioso interlocutore. "Ho pensato che Rihanna avesse dei problemi a stare fuori, Reminiscienze come si dice. Problemi a relazionarsi. Magari l'avrà notato anche Lei in Tribunale." "Rihanna è una splendida donna, ha tanti problemi quanti ne abbiamo Io e Te, Peter." "Non capisco." Il Dottore si alza e gira intorno alla splendida scrivania in noce e si mette alle spalle della ragazza. "Intendo dire che c'è qualcosa, o qualcuno che Le risveglia dei brutti incubi, e allora Lei reagisce da animale, come faremmo Tutti. Ma questo è un problema che vale anche per Te, ragazzo mio. Sei violento, iperattivo, reagisci in modo esasperato per un nonnulla e cerchi di importi a Te stesso mettendo sotto quella che consideri la Tua femmina." Peter suda freddo; Percace sembra averlo preso di mira quando per Lui era un puro e semplice affare di trasferire sul posto Rihanna, lasciarla a sottoporsi alle cure necessarie e tornare da Fletcher. "Da quanto, Peter, sei succube di quell'individuo?". "Intende....?". "Sì, intendo proprio Lui." "Ma no, l'ho affrontato e pure steso..mi disgusta e opprime. Non ho assolutamente nulla da spartire con Lui." La voce gli esce metallica e bagnata di sudore. Con un brivido che gli corre lungo la schiena sente di ripetere una lezioncina che inconsciamente si era preparato durante il viaggio in macchina. "Non raccontarmi panzane, Peter. Tanto più lo rifiuti tanto più ne sei attratto e condizionato. T'ha spedito Lui qua per vedere com'ero uscito dalla Sessione con Lui? Beh, dovrebbe sapere che è assolutamente impossibile scalfirmi. Tu, piuttosto, avevi qualche intesa con Lui? Avevi in mente di toglierti di torno Rihanna e tornare alla base per qualche porcheria inconfessabile? Da quanto, Peter, Ti senti attratto da quel Personaggio?". "Andiamo, è semplicemente.....irreale. C'ha provato con la mia ragazza. Mi ha fatto andare il sangue alla testa. Forse ho sbagliato a lasciarmi trasportare. Ho mostrato fragilità. Ho solo voluta toglierla dalle sue grinfie e mi sono mostrato debole, come se Rihanna mi appartenesse. Come se non avesse un cervello con il quale pensare. Quella è la mia unica responsabilità." Un silenzio appiciccoso cala sul magnifico ufficio. Percace sorride e mette le mani intorno alle spalle della ragazza :"E Tu, Rihanna, hai qualcosa da aggiungere?". Tranquillizzata dalla quieta presenza del Medico dietro di sè Lei inizia a parlare con sicurezza e voce stentorea, ogni parola un chiodo nella bara psicologica di Peter. "Boh non so, ho reagito con la signora Driscoll e Lui sembra essersene terrorizzata. Vive nell'angoscia che Io possa intendermela con altri Uomini ma è una stronzata. Secondo Me è solo insicuro e fottuto e vuole togliermi di torno per un bel pezzo." Percace apre leggermente la finestra alla brezza della sera :"Concordo perfettamente. Tu, Peter, hai bisogno di un supplemento di cure in questa Clinica. Sei pericolosamente incline alla promiscuità e ai pensieri sconci. Poi tenti di relegarli nell'ambito di una presunta dinamica di coppia. Scambi la tua potentissima pulsione all'eversione con una normale cura per l'integrità di quella che sostieni essere la Tua femmina. Comunque la giri sei esposto al Male e non gli resisti veramente, fai solo dei grandi giri tortuosi per spiegare la Tua Perversione e offrirle un quadro dentro il quale agitarsi, lontano dai Sensi di Colpa." "Tutto questo è grottesco. Io sono venuto qui per curare la mia ragazza, non per farmi ingabbiare. "Curiosa espressione. Significa che questo posto è per Te una gabbia?" Peter si torce le mani, si agita, sbatte più volte le palpebre, incredulo :"Ma no. era solo gergale. Non sono Io il malato, comunque." "Non trattiamo le malattie, come Tu ben sai, si tratta solo di un lieve disturbo della personalità." Peter ha la tentazione di mettersi le gambe in spalla e di tentare una fuga improvvisa attraverso gli uffici e le ampie scalinate color crema, ma il pensiero di Devoy e di Dorian mescolato alla considerazione per le guardie armate là fuori e per le alte palizzate di cemento armato, lo fiacca quasi immediatamente. "E di Rihanna che sarà, allora?". Percace alza lievemente le spalle e fa schioccare quasi impercettibilmente la lingua :"Lei è libera di andare dove Le pare. Non ha obblighi e non ne ha mai avuti. Si è comportata in modo magnifico verso Ms. Driscoll e anche in Tribunale. Per quanto riguarda le avances di quel signore, Fletcher.....si è mantenuta distaccata e neutrale, lo ha lasciato cuocere nel suo brodo e non gli ha offerto corda. Sono orgoglioso di Lei." Peter inizia a sgonfiarsi e a rassegnarsi: il suo mondo si riduce progressivamente allo spazio che il Dottor Percace vorrà concedergli e balbettando avanza solo una richiesta :"Io ho solo quello che ho indosso, debbo tornare a casa di Fletcher per procurarmi il mio bagaglio, questo me lo deve concedere." "Mai pensato il contrario. Vai e procurati quello che ti sarà utile per qualche settimana in questo Paradiso." Poi il Dottore si gira a respirare la brezza serotina che incede attraverso la fessura delle finestre semiaperte. In un attimo ha completamente ignorato i suoi due ospiti, che si allontanano a passi felpati accostando la porta. Fuori, davanti all'ufficio, gingilla Devoy insieme al pitbull. Ha la camicia sbottonata e il cappellino dei Dodgers messo di sbieco :"Beh, Chi va e Chi rimane?". Peter respira a pieni polmoni :"Nessuno dei due per il momento. Andiamo a radunare altro bagaglio e poi tornerò per la nottata qui dentro." "Va bene, Capo. Piacere di averla nostro ospite." I due giovani si avviano attraverso le ampie sale fin'oltre l'imponente scalinata centrale senza scambiarsi una parola. è ormai ora di cena e incrociano alcuni capannelli di pazienti che ciabattano verso la mensa nelle zone inferiori. Stanno rientrando attraverso alcune porte secondarie dalla passeggiata contemplativa nei giardini della Clinica. Rihanna e Peter transitano per il sentiero principale ignorati dalle guardie armate che sbadigliano sopra gli UZI e i fucili a pompa. Giunti alle cancellate vengono lasciati uscire da un ragazzo ineffabile con gli headphones incollati alle orecchie. Nello stesso istante che il cancello si chiude in un soffio alle loro spalle e sono al di là del tiro delle telecamere a circuito chiuso Peter sbotta con gli occhi viola :"Pensi che abbia intenzione di rifarmi il taglio di capelli qui dentro, ragazza mia? Ci sono parecchi che hanno preso un granchio stasera." Salgono in macchina e Lui sgasa accelerando di botto. Ha un pò di sudore sugli zigomi e le mani gli scivolano intorno al volante mentre lasciano indietro le piscine, i campetti da golf e i boschetti di pini cedui, tornando a immergersi nel ventre molle della Metropoli...zone popolari, larghe corsie e piccole piazze di individui ciondolanti a scacciare la depressione: i residui della psichiatria di massa, gli inoffensivi e i sedati a vita. Peter ha abbassato i finestrini e un pò di gelo si forma tra i loro due corpi. "Non capisco perchè hai assecondato Percace. Potevi mettere una parola per Me." "Penso sia quello che meriti. Hai cercato di fottermi ributtandomi lì dentro." "Istinto, Rihanna, Istinto. Mi sono lasciato sopraffare dalla paura e dalla gelosia per Fletcher...ma ora so che se qualcuno può pararmi il culo, beh è proprio Lui." "Ti vuoi dare latitante?". "Ho compiuto il mio percorso. Non ho intenzione di tornare a sbattermi nell'alveare sbiancato. questo sarà poco ma è sicuro."
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Post n°171 pubblicato il 05 Aprile 2013 da lost4mostofitallyeah
Peter spinge su Imperial Street attraverso Burnaby, lasciandosi a sinistra Metrotown e Kingsway. Con una mano corteggia il volante e con l'altra allunga le dita bianche su per i capelli corti di Rihanna. Lei tiene gli occhi un pò a destra e un pò a sinistra, guardando scorrere le belle villette portatili nella stagliarsi crepuscolare della prima sera. Non sembra avere pensieri superflui, tutto le è concentrato in gola, come un nodo troppo stretto a una cravatta femminile. Il pensiero di tornare da Percace non la fa oscillare particolarmente. Non la entusiasma nemmeno, certo. Ma sa di essere nelle grazie del Dottore e che ogni suo passo sarebbe stato prima cosparso da vaniglia zuccherata. Per Lei è qualcosa che fa soprattutto per Peter e le sue angosce. Si intuisce lontano un miglio che ha paura di perderla e che intende rinchiuderla per un periodo lontano da sguardi troppo interessati. Questo la fa sorridere e sbuffare al tempo stesso. Ma se è per tranquillizzare le fisime del suo unico Amore, beh può andare. Quel Fletcher le ha dimostrato interesse e l'ha incuriosita; non lo ritiene una minaccia per il suo ménage con Peter ma senza dubbio Le ha fatto piacere: essere tentata, valorizzata e corteggiata dona al suo viso soffuso e discreto, la scombinata condotta di Fletcher e le sue avances sono comiche ma dolci e l'hanno fatta sentire alla sommità di una montagna suggestiva, circondata da brezze gradevoli come carezze. Anche la gelosia di Christine le sembra tenera, nonostante avesse avuto degli strascichi in tribunale. Ma la comprende...nonostante la sua bizzarria ci si può innamorare di Fletcher ed è normale che ai suoi occhi Lei sia una piccola vamp desiderosa di attenzione, costasse quel che costasse. Anche la differenza di età porta il suo peso. Christine forse è malsicura e comunque molto legata a quell'uomo. Ha visto il suo terreno di caccia invaso e ha reagito di conseguenza. Per Lei non è nulla più di uno scherzo. Sono a Buckingham Heights, nei pressi del Robert Burnaby Park, all'incrocio fra la sesta e la quarta strada. Notevole come il percorso si sia svolto in un flash, e Lei possa già scendere dall'automobile e respirare quell'aria asettica. Peter apre il bagagliaio e tira fuori il suo povero bagaglio...adesso si avvicina a Lei e la prende sottobraccio. Miserabile coglione, pensa Rihanna. Improvvisamente qualcosa le è andato alla testa, e un moto di odio e di disprezzo per Peter la sopraffà, e gli allunga uno schiaffo. Troppo debole, purtroppo. L'uomo ha un'espressione interrogativa ma continua il suo piccolo trasbordo e posa il bagaglio ai piedi della sua ragazza. "Beh, e questo che vuol dire?". "Nulla di particolare. Improvvvisamente sono nervosa." "E Mi schiaffeggi?". "é così....Mi sballotti da una parte all'altra della Città per placare i tuoi demoni. Sono davvero qualcuno di importante per Te o servo solo a farti sentire più Uomo?". Peter è confuso: il linguaggio di Rihanna lo sorprende e lo denuda. Non si aspettava una qualche reazione e soprattutto non pensava che Lei elaborasse in modo tanto preciso le sensazioni che galleggiano tutt'intorno, nell'aria. Lei gli dà un altro schiaffo, questa volta più deciso, sulla bocca. Peter sente il sangue sulle labbra e le piega il braccio, Lei perde l'equilibrio ma inizia a scalciare, Lui la lascia fare tenendosi a distanza di sicurezza. Quando dalla Villa si avvicina ai cancelli un piccoletto che tiene al guizaglio un pitbull enorme. Di certo hanno visto tutta la pantomima dalle telecamere di sicurezza e lo hanno inviato in esplorazione. "Rihanna?" Fa, avvicinandosi ai gates "Peter?". I due smettono di bisticciare e rivolgono lo sguardo in direzione del piccoletto. è vestito primaverile, con una camicia a fiori e shorts con ciabatte firmate, sulla testa porta un cappellino dei Dodgers. "Il Dottore vi ha notato e mi ha ordinato di venire qua a portare un pò di pace. Poi di farvi entrare." "E quello?".Mugugna Peter indicando il vitello sotto forma di cane che inizia ad abbaiare verso di Loro. "Ah, Dorian è un bonaccione. Lo teniamo per la scena, perchè è di taglia forte, ma non è pericoloso. Ha un bell' impatto sui malintenzionati ma per Chi lo conosce, come il sottoscritto, è rimasto un cucciolo con ambizioni da adulto." Come mai non c'era l'ultima volta che siamo usciti da questo posto?". Il piccoletto si gratta il mento, appena velato da una rozza peluria e sembra domandarsi per dieci secondi se sia il caso di fornire informazioni a quelli che per Lui rimangono estranei. Poi sospira e si solleva il cappellino rivelando un cranio perfettamente rasato, quindi decide di lasciar traspirare le parole, con un forte accento nel naso :"Sono penetrati nel compound, una settimana fa, hanno portato via alcune cartelle del Dottore." "Oh." Rihanna non è sorpresa: Percace ha in pugno con le sue diagnosi una buona fetta dei pezzi grossi della Metropoli ed è normale che qualcuno intenda mettersi al sicuro nell'eventualità che lo psichiatra desse di matto e decidesse di ricattare a destra e a sinistra. "Sì, vedo anche più telecamere..." Il piccoletto gonfia il petto orgoglioso :"In poco tempo abbiamo rifatto il maquillage a tutto il posto, adesso non ci transita neppure uno spillo travestito da formica. Comunque piacere, io sono Devoy" e con un piccolo telecomando fa scattare i cancelli per accogliere Peter e Rihanna all'interno. Mentre camminano insieme lungo il vialetto di porfido rosa Devoy li riempie di chiacchiere sui mutamenti intervenuti nell'ultimo mese a Villa Percace. Si liscia le piume compiaciuto e si capisce che è arrivato come capetto di tutta una nuova infornata di personale. Peter è abituato alla vecchia condotta e rimane perplesso. Ciò che ricordava era un edificio con grandi prati intorno e fontanelle sparse ovunque, un posto dove si poteva chiacchierare informalmente e lasciarsi cullare dai farmaci accuratamente selezionati. Ora, con gente estranea che bazzica armata lungo i piccoli sentierini e pazienti raggruppati a gruppi di dieci vicino a piscine artificiali, si sente leggermente costernato. Stringe la mano a Rihanna e già si pente di averla riportata in quel posto. Ma i piccoli piedi di Devoy già Li precedono all'interno, almeno quello rimasto uguale. Salgono la scalinata centrale e transitano fianco a innumerevoli uffici: il lungo braccio di Percace. Alla fine giungono davanti alla porta che ben conoscono, dipinta di un bianco stordente e profumata al Diazepam. Devoy bussa e la voce ben impostata del Dottore invita a entrare. Il sottoposto si fa da parte insieme a Dorian e Peter e Rihanna sono nuovamente nell'antro sgargiante del loro Anfitrione. "Bene" sussurra Percace "Non dite che siete venuti solo a ringraziarmi." E sorride, con quel suo viso eterno e ineffabile, la scriminatura bionda da una parte e i baffetti curatissimi. |
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Post n°170 pubblicato il 29 Marzo 2013 da lost4mostofitallyeah
Tornarono a muoversi lasciandosi alle spalle quella che somigliava a una guerra di classe. Frankie, passo dopo passo, riprendeva colorito e si apprestava a elaborare quello che aveva appena subito. Il sole, per fortuna, aveva iniziato la sua parabola discendente dopo essere rimasto in una posizione sgraziata per quello che sembrava un tempo immemorabile. Nessuno del gruppo lo aveva sopportato con quel suo modo di illuminare il massacro nella villa e sottolineato la banalità di un'esistenza mutata drammaticamente in pochi istanti. "Proiettili esplosivi" Meditò Frankie ad alta voce. "Pare che qui sappiano come difendersi". "Non gli è servito a molto, però". Fece notare Rabail. "Sopraffatti dal numero..." "Ancora convinto che ci si auguri di incontrare quel tuo Ray Pearson?". "Alla fine sì. La verità non può stare tutta da una parte. Ci deve stare un'origine a tutto quell'odio.." Rabail batteva il sentiero assorto, lontano dalla Casa assassinata "L'incursione era recente. Hai visto le fiamme fresche? Tempo mezzora e un sosia di Tyco Tyner, se non Lui stesso in persona, arriverà con un manipolo di valorosi per riscuotere una feroce vendetta. Per quel momento noi dovremo essere lontani". "Non penso che siamo in linea d'aria distanti dalla statale. Forse ci conviene abbandonare il sentiero che rischia di portarci chissà dove. Tagliare per il bosco fino alla striscia d'asfalto. Che ne pensate?". Tutti annuirono alle parole di Frankie, che, trovato un varco nella bassa vegetazione, si buttò a capofitto seguito a breve distanza dagli altri componenti la squadra. Vagolarono per circa mezzora finchè approdarono sulla strada principale, non distanti dalla Ferrovia. "Eccoci qua dove abbiamo cominciato tutto." Mormorò Frankie, senza la minima sfumatura nelle parole. "Ed eccoci qua dove tutto ricomincia." Gli fece eco, sinistro, uno strano essere seduto in cima a un grande pezzo di granito. I componenti della squadra si voltarono contemporaneamente al suono della voce e Rabail lo mise subito a fuoco. "Pearson" esclamò "sparisci e ricompari mentre i tuoi scagnozzi danno fuoco alle Ville." Il nano scosse la testa e con grande agilità discese a balzi il suo curioso trono. Si avvicinò e tutti notarono una fasciatura molto elaborata che gli copriva il braccio nel punto esatto dove Tyner lo aveva colpito a pallettate. "Visita all'ospedale?". Gli accennò Frankie mentre ormai Pearson era a un metro dalla sua cintola. "Ospedali? no. Per la gente come me non sono consigliati. Diciamo che possiedo i miei contatti e li sfrutto. Per quanto riguarda i miei cosidetti scagnozzi ne so quanto voi. Ho visto dall'alto le fiamme a Villa Lestrade e mi hanno addolorato. I coniugi hanno sempre cercato di stabilire un ponte fra le due fazioni in lotta, non si sono mai esposti casualmente, e una delle loro idee fisse era di arrivare a una tregua fra DeLaney e quelli che chiamano i Nani Briganti. Dispiace tanto che sia finita così. Ma qualcuno di Voi è per caso entrato nell'abitazione?". Frankie sospirò e gli disse tutto: sull'uomo annegato nella piscina, i Nani fatti a pezzi da pallottole dirompenti e la donna torturata e uccisa. "Lucy Lestrade e il marito William. Due persone adorabili. Sono stato nella loro magione diverse volte per buttar giù dei piani di pace e mi hanno sempre accolto bene. Ricordo le loro limonate e i succhi di frutta, e il Té. Quando vivi nella boscaglia non hai grandi possibilità di dedicarti a ritemprare lo spirito e il corpo. Vivi da fuggiasco. Così ho imparato ad apprezzarli." "Perchè ucciderli, allora?". Si inserì Rabail. "Storie di fazioni. I Lestrade erano Liberali vecchio stampo. C'era, anche dalle mie parti, chi considerava il loro comportamento buonista e condiscendente." "Dei gruppi estremisti? contrari a qualsiasi trattativa di pace?". "Sì, mettiamola così. Ma non ci vuole nulla per racimolare un bel gruppetto di bastardi rinnegati e dargli in mano armi da fuoco e coltelli e spedirli a fare quel lavoro sporco che pochi a DeLaney si sentivano di fare." "Un pretesto per scatenare una guerra indiana? Cazzo, mi sembra di vivere in un vecchio film." Bofonchiò Frankie. Ray si carezzò il braccio ferito e fissò lontano :"I Lestrade non sono mai stati digeriti completamente a DeLaney. è molto più facile mandare nel deserto i capri espiatori o massacrarli in un crescendo di violenza orgiastica. La preferisci messa così?". "Convinto. Ma Tu cosa intendi fare, adesso? Sei pericolosamente vicino a luoghi frequentati dai tutori dell'ordine. Non hai paura?". "Non se verrò con voi. L'aria si è fatta pesante e non ho voglia di essere coinvolto in scontri all'ultimo sangue. Voglio tirarmene fuori e accodarmi alla vostra carovana." Rabail gettò le braccia in alto e alzò gli occhi al cielo, poi lasciò cadere lo sguardo su Frankie :"Spero non gli darai corda. Sai bene che non possiamo portarci dietro pura nitroglicerina come quel piccoletto." "Un attimo". Fece Pearson "Ho una risposta anche per questo." E si infilò dietro l'imponente masso di granito lasciando gli altri a mugugnare fra Loro. Il Colonnello Strano sembrava mentalmente disperso: troppi eventi lo avevano sopraffatto e anche l'idea di acquartierarsi presso la Divisione Della Gioia sembrava improvvisamente diventata remotissima. Louise guardava in giro indispettita. Si poteva percepire tranquillamente la sua animosità: era fatta per andare avanti e non per indugiare su giochi mentali o contrattempi così fallaci e maschili. Rabail e Frankie si fissavano, attendendo Pearson e la sua nuova trovata. Non furono delusi...Ray uscì dalla fessura con un vestito fanciullesco nuovo e sgargiante e un sorriso che andava da un orecchio all'altro, si era pure pettinato in modo da sembrare una ragazzina di 12 anni, impertinente e chiassosa. Indossava un completo di tulle argentino con orecchini in pendant, scarpe da ballerina e calze bianche di seta. sulla minuscola testa portava un cappellino di paglia e sullo scollo una catena di lapislazzuli molto appariscenti. "Eccomi a voi, pronta per il viaggio!". Fece con un tono in falsetto perfetto e acuto. "No, questo non è possibile da reggere" Esalò Rabail " Pensi davvero che Ti portiamo sul treno con Noi travestito da puttanella tredicenne?" Frankie, lungi dal condividere lo sguardo critico del suo compagno, indugiava sul completo di Pearson :"Non è poi così campato in aria. una bambina pronta pronta per la sua lezione di danza che si appresta a salire sul convoglio con i suoi giovanissimi genitori (Tu e Louise) in trasferta da DeLaney a Selawille. Sai com'è, le strade non sono più sicure a causa di questi Nani Briganti e uno spostamento in treno è quasi un must per chi vuole essere veramente protetto." "Tu sei più squlibrato di Lui. Non la passeremo liscia." Questa volta Rabail era arrabbiato di brutto "E poi perchè ostinarsi a salvarlo? Hai visto cos'hanno fatto ai Lestrade?". Frankie fece finta di nulla e ignorò il suo sfogo ostentatatamente :"Ancora sappiamo poco di quella strage, e poi Pearson conosce perfettamente tutto il Circondario fino all'inizio del Termitaio. Almeno per Me è utilissimo. E Tu e Louise non andate da nessuna parte senza di Me." Rabail represse un urlo e parlò staccando le parole l'una dall'altra :"Allora faremo come hai deciso ma stai pure tranquillo che a Selawille le nostre strade si separano." Frankie annuì senza fare troppo caso: già il suo cervello elastico era teso verso la prossima fermata di quel caleidoscopico e delirante viaggio. |
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Post n°169 pubblicato il 22 Marzo 2013 da lost4mostofitallyeah
Rabail scosse la testa e guardò in alto, lungo la strada che avevano percorso a rotta di collo. "Pensi si sia ripreso quello scoppiato?". Frankie abbozzò un sorriso :"Il cazzotto è stato forte. Posso anche avergli rotto qualcosa. Non credo sia in grado di venirci dietro, comunque è sempre meglio sgomberare." Tutti si alzarono, anche Pearson, stringendosi il braccio ferito. Il Colonnello Strano, che fino a quel momento era stato silenzioso e paonazzo, fece un cenno come a intimare un immaginario altolà e prese a parlare con voce monotona e stanca :"Vi faccio presente una cosa: non voglio quell'individuo con noi (e indicò Pearson). Troppa gente ha sofferto per colpa loro e non me la sento di accettare la sua versione, nè di accompagnarmi a un criminale." Frankie sbuffò e cercò di inquadrare il Colonnello. Questi ora stava immobile e fisso, nella più classica delle posi militari. "Andiamo, Strano, ha detto Lei stesso che nella cucina dell'Albergo venivano cucinati i...Nani. Le sembra il caso di buttarsi dalla parte di una banda di psicopatici Cannibali? Non so se quello che ha raccontato Ray sia totalmente vero...ma dovrei forse credere a Tyner o a Saunders Vitali? Non so cosa ne pensa Lei ma Io dalle loro storie sento esalare un gran puzzo di Morte. Forse nessuno ha veramente ragione, probabilmente anche il gruppo di Ray si è macchiato di crimini atroci ma la situazione attuale non ci permette di indagare a fondo. E nel dubbio preferisce lasciare il ragazzo nelle mani delle Forze Irregolari? Lei è un militare coi fiocchi: sono certo che ci penserebbe parecchio prima di appendere a un gancio di macellaio una persona, per quanto possa essersi macchiata di condotta contro la Legge. E allora Le chiedo unicamente di accompagnarsi a Noi. Mi assumo tutte le responsabilità sul comportamento di Pearson. Per quanto non sappia spiegarmene il motivo sono certo che non ci creerà grattacapi." Il discorso parve far presa sul militare che però mise in luce la sua situazione particolare :"Accetto la spiegazione. E mi sembra anche ragionevole. Sta di fatto che Io sono un ufficiale e ho l'obbligo di acquartierarmi presso il Comando della Divisione della Gioia. Facessi diversamente sarei un disertore. Già la mia situazione è critica; mi sono fatto coinvolgere in una aggressione e sono stato testimone di condotte quantomeno sconcertanti. Non ho ordini freschi e mi sarà difficile raggiungere la mia destinazione. Sarò sincero: Mi sento in trappola." E abbassò lo sguardo sul terreno. Frankie parve capire il tragico dilemma della Divisa e gli battè sulla schiena. "Si accompagni a Noi, Colonnello, non ha serie alternative. Quando sapremo qualcosa in più sulla sede delle sue truppe Lei potrà tranquillamente unirsi a Loro. Mi sembra ragionevole. Vuole forse aggirarsi come un cane randagio nei dintorni dei soldati, correndo il rischio di essere identificato come un transfuga? Ci pensi." Strano si tastò la visiera poi acconsentì e disse sottovoce che era il caso di muoversi. Louise guardava tutta la pantomima con irrisione e sufficienza. Pareva di gran lunga l'individuo più a suo agio nella vicenda. Rabail la sogguardò aggrottando le sopracciglia :"Non hai fatto parola...Ti va bene di non separarci?". La ragazza annuì e rise di gusto :"Vi fate tanti di quei problemi. Che altro potremmo fare se non restare uniti?". Frankie ristette per un attimo. Quella donna Li stava squalificando Tutti: distaccata, aggressiva, sobria e coraggiosa, alla fine risultava un autentico enigma con un carattere d'acciaio. "Rimettiamoci in moto, allora." Si avviarono attraverso i bassi arbusti e le macchie di ginepro. Non avevano una direzione precisa e camminavano in fila indiana. Sapevano solo di muovere le gambe verso la linea opposta all'hotel sanguinante, più giù nel cuore del paese, dove forse avrebbero potuto farsi un'idea sul coinvolgimento della popolazione in quelli che sembravano essere strani rituali di Morte. Rabail guidava la carovana dando calcetti ai sassi che incombevano sulla traccia di sentiero che, alla fine, avevano incocciato. "Cristo! Presentarsi al villaggio con un Nano Brigante col braccio ricoperto di sangue! Proprio una genialata." Frankie gli stava alle spalle e non sembrava particolarmente scosso dalla tirata del suo collega :"Debbo chiarire questa storia di guerra civile incombente. Debbo assolutamente approfondire con Ray, sennò non verremo a capo di Nulla. Non interessa anche a Te sapere da che parte stare?". "Io sto dalla mia parte. E da quella di Louise. Tutto quello che cerchiamo è un posto tranquillo dove installarci e costruirci una nuova vita. Lontano dalle cagate e dalla tua assurda voglia di arrivare al Termitaio. Io ho chiuso con la Polizia, per questo sono costretto a muovermi a Est, e Lei mi seguirà, me lo ha dimostrato." Frankie non rispose nulla e si tuffò nei suoi pensieri, questa volta cupi e malmostosi. Quasi seguendo un filo invisibile si girò bruscamente verso il termine della piccola processione per rivolgersi a Ray. Con un tuffo al cuore si accorse immediatamente che era scomparso. "Oh! Cazzo." Tutti gli altri si voltarono e capirono subito l'origine dell'imprecazione di Frankie. "Beh" Fece Rabail "Il piccoletto ci ha tolto dai dubbi amletici, è sparito da solo." Il Colonnello Strano che precedeva Pearson nella colonna affermò di non essersi accorto di nulla, nemmeno del più piccolo rumore tra le sterpaglie :"Quella gente sa come eclissarsi." "Cosa può averlo spinto...?" Mormorò Frankie. Rabail gli cinse le spalle con un moto di falsa solidarietà. "Sono selvatici e imprevedibili. Non puoi contare su persone del genere. La loro fedeltà sarà sempre per il klan." Il suo interlocutore sollevò il mento e masticò amaro :"Comunque non è finita qui, lo sento. Pearson rispunterà da qualche parte." Rabail sputò senza ostentazione :"Liberissimo di crederlo. Ma ora dobbiamo riagguantare la stazione e muoverci da DeLaney. Ci sarà immensamente più facile senza quel nano al seguito, siamo realisti." Ripresero la marcia senza più profferire motto finchè arrivarono nei pressi di una gigantesca villa data alla fiamme. Il fuoco aveva compiuto buona parte della sua opera e il gruppo rimase a contemplare le ultime lingue di calore che erodevano perfino l'ampio muro di cinta. Le telecamere erano state frantumate e due alani giacevano sbudellati all'interno dell'ampio giardino. "Chi ha voglia di dare un'occhiata?". Fece Frankie lasciandosi ricoprire da un brivido freddo ma breve. Gli altri non annuirono. Allora Lui scavalcò il cancello divelto e penetrò all'interno della proprietà. Dentro alla piscina giaceva il cadavere di un uomo a faccia in giù, elegantemente vestito e senza tracce di sangue nell'acqua immobile. Gli innaffiatoi funzionavano ancora e ricoprivano di una sottile pellicola umida oleandri e mirti. Il terreno scricchiolava sotto le sneakers di Frankie e Lui si avviò deciso verso il patio dell'elegante costruzione, ricoperto da scritte offensive e graffiti espliciti. Spinse la porta ma la trovò bloccata da qualcosa che giaceva al di là. Raddoppiò gli sforzi e finalmente la spalancò completamente. Ad opporglisi era stato il corpo di un Nano Brigante dalla testa esplosa e nel vasto salone ne trovò altri sei di corpi piccoletti, tutti con ferite da proiettili esplosivi. Giacevano in pose contorte e goffe con l'orribile effetto della dirompenza ben visibile nella causa della loro Morte. Ai piedi della scalinanta che conduceva ai piani alti stava una donna, con le braccia allungate sui fianchi e con una gamba staccata di netto, più altre miriadi di ferite da taglio sparse sulla pelle bianchissima. Era stata spogliata e poi torturata, con tutta evidenza. Non se la sentì di proseguire fino ai piani superiori. Il suo stomaco delicato già gli dilagava nei pressi della gola e decise di tornare, malfermo, sino ai sontuosi cancelli della proprietà. Dal piccolo sentierino che attraversava l'erbetta tagliata rada e ben ricoperta da milioni di goccioline intravvide i suoi provvisori colleghi che guardavano dentro con curiosità e una bella quantità di paura: la poteva percepire, anche a cinquanta metri di distanza. Si avvicinò come se avesse percorso delle miglia intere attraverso orrori in scatola e barbarie rilucenti. Il sole aveva preso, stranamente, a picchiare e tutto appariva scaturire da un quadro di Bosch, nella sua demente precisione. "Dentro c'è un macello, al secondo piano forse anche peggio ma non ce l'ho fatta." Rabail scosse la testa :"è come se avessero preso di sorpresa i cani e il tizio nella piscina, e poi qualcosa probabilmente è andato storto; dentro intendo." Frankie uscì fuori con un grosso sospiro "Sei giallo." Fece Louise. "Può succedere. Non auguro a nessun essere umano di confrontarsi con la violenza inattesa." "Devi vomitare?". Lo incalzò Rabail. "No poliziotto, Devo camminare, e dobbiamo levarci alla svelta da questi posti." |
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Post n°167 pubblicato il 15 Marzo 2013 da lost4mostofitallyeah
Fletcher è stanco. Sembra che ogni critica indiretta sia rivolta a Lui. Vede la sua Colpa ingigantirsi sullo sfondo di un muro con la gigantografia di Percace. Dopo la botta di eccitazione degli eventi improvvisi il suo corpo lo abbandona e Lui si rilascia sulla sedia come un pupazzo svuotato della segatura. Per la prima volta si rende conto che la sua è una Battaglia persa. è stremato, nervoso e irritato..."Perchè non Le facciamo battere?". Fissa con decisione Peter con malevolenza e cattiveria, strizzando i grandi occhi spalancati. Peter ricambia il suo sguardo con noncuranza :"Ti perdono solo perchè sei malato." "Dico sul serio. La Giovane e la Matura...immaginale bene...con il vestito giusto, ben strizzate e sui tacchi alti....da quanto tempo non c'è più prostituzione in questa metropoli? Vent'anni? Trenta? Immagina costruirle un seguito...un pò clandestino, un pò no....Ci ricaviamo dei bei testoni...." Peter ride, prima soffusamente poi alzando il tono della voce. è qualcosa che stona con la sua serietà abituale. Non è lontano da Fletcher, gli sta a mezzo metro. "Continua. è da tempo che non me la rido di gusto." "No, lasciamo perdere, non fare caso a quello che dico e...." Il cazzotto di Peter piglia Fletcher alla tempia e lo fa rimbalzare com fosse un punching-ball. Istintivamente si prende la testa fra le mani prima di scivolare al suolo. Christine corre e gli si inginocchia a fianco ma questa volta senza patemi. è come se nell'intimo del proprio cuore ognuno degli astanti aspettasse e auspicasse una bella lezione per Fletcher. "Cristo, mi ha annebbiato la vista." Peter si sdraia tranquillamente sul divanetto mentre Rihanna lo riprende senza convinzione "Non dovevi. è sotto pressione da parecchio. Non è bello essere un bersaglio mobile per le fisime di uno psichiatra." "Davvero anche Tu lo pensi? Percace ha fatto tanto per Noi." "Ma non ha fatto niente per Lui." Peter si scuote leggermente e biascica in tono colpevole "Sì, Lui ci ha ospitati e ha un sacco di problemi. Ho fatto male a colpirlo. Per un certo verso gli devo essere riconoscente, anche se per Noi forse è ora di andare. Come potrà sopportarci dopo questo che è successo?". Quasi in risposta Fletcher agita una mano come a dire che tutto va bene e che la situazione è comprensibile: si è tolto la mano dalla fronte e con quella stringe la destra di Christine :"Hai fatto bene. Quando si esagera si esagera. Non ho il diritto di insultarvi anche se siete miei ospiti. La mia è stata solo sporca provocazione. Esasperazione." "Abbiamo sbagliato entrambi. Ma ciò non toglie che il problema rimane...Fletcher, Tu hai bisogno di tranquillità per rimetterti. Rihanna non Te la offre. Lei ha bisogno di tornare in Clinica." "Non vorrai rinchiuderla di nuovo in quella Trappola? Perchè Ti vergogni di Lei? Io non mi vergogno di Christine." "Non Te ne vergogni perchè vuoi averla, così come vuoi avere Rihanna. Non fraintendermi se Te lo dico, ma sei ancora un animale. Io non posso concedermi di esibirla in tutte le sue grazie sessuali. Quello è il passato." "Sì. forse il mio è solo egoismo e puro desiderio erotico, come si diceva una volta." Peter giocherella con un posacenere e intanto lascia passare davanti agli occhi tutta la bellezza di Rihanna: le sue cosce tornite, il suo busto generoso, i suoi occhi da dannazione eterna. Sì, deve proprio levarsi da quella casa, che sta avendo un effetto pernicioso su tutta la sua persona, spingendolo alla violenza e a una certa forma di lussuria. "Smammiamo. Rihanna prendi le tue cose e voliamo da Percace. Forse anch'Io avrò bisogno di una revisione." Fletcher è abbattuto e non può reagire. Quei Ragazzi gli sono entrati nell'appartamento per poco ma lo hanno segnato e non può negare di avere avuto delle mire sessuali su Rihanna. Vorrebbe fare ancora qualcosa ma è troppo confuso per poter avanzare qualsivoglia proposta. In poco tempo i Ragazzi mettono insieme le loro cose e si accingono a uscire :"é ancora valida l'ospitalità? Almeno per Me?". Butta lì Peter sulla soglia. "Dopo avere trasportato Lei Io forse dovrò tornare e non ho ancora un posto dove posare la testa." Fletcher fa un cenno affermativo col capo. è ancora seduto per terra, con Christine al fianco. "Puoi tornare quando vuoi, e anche Lei. Tanto non credo alle proprietà taumaturgiche del Dottor Percace, e Lo sai bene." Rihanna si avvicina a Fletcher e nel mentre che gli affida un casto bacio sulla guancia, gli affida all'orecchio queste parole :"Sono tutte cazzate." Lui sorride con mezzo labbro e fa un cenno anche a Peter. In pochi minuti i due sono spariti dalla vista e la porta è chiusa. Christine si rialza e passeggia per l'appartamento. Le tracce della fresca presenza dei due sono ancora sulla tavola. "Credi davvero che tornerà?". Sussurra Fletcher. "Perchè non dovrebbe? Tu sei un incantatore e Lui non ha un tetto sulla testa, penso che sia legato a Te molto più che quel cazzotto abbia lasciato trapelare." "Forse è proprio quello il suo modo di mostrare affetto." Ride Fletcher, massaggiandosi la tempia. Christine lo guarda con una certa tenerezza, appoggiandosi alla finestra. si chiede cosa lo attiri veramente in quel maschio sgangherato e sessuomane, in quegli occhi malcerti e profondi, in quella figura che mescola stropicciati vestiti di classe e una bocca da fornaio. Non lo sa, non se lo riesce a spiegare....Eppure non potrebbe mai prendere e andarsene, sente la sua Vita intrecciata quella dell'uomo, forzata a condursi là dove Fletcher avrebbe posato le sue goffe zampe. "Tu che conosci Percace meglio di Me...pensi davvero che Rihanna possa essere disinnescata ulteriormente?". La voce di Fletcher è atonale e a salivazione azzerata, l'allusione alla ragazza infastidisce comunque Christine. "La ragazza è arrivata al limite, più di così non può prosciugarsi, Peter è un idiota. Pensa di nascondere le sue deficienze affettive scaricando tutto sulla sua ragazza e affidandosi a Percace. un comportamento ridicolo." Lui annuisce facendo andare su e giù il mento. "Non che mi interessi ma stanno facendo di tutto per desessualizzare quella ragazza." "Forse, in realtà, Ti interessa." "No. è Percace che mi strapazza il cervello. Mi sta facendo il deserto intorno, è un giorno riprenderà anche Te." "No, quell'uomo ha smesso di esercitarsi con Me. Io voglio passare la mia vita con Te. Chiamalo un amore." Fletcher si morsica un labbro; non teme che gli insorgano le lacrime ma un grande magone lo piglia tutto e lo sbatte a destra e a sinistra, come il pugno di Peter. "Abbracciami." Lei si sposta dalla finestra e si avvicina a Lui a piccoli passi e s'inchina, poi Lo abbraccia posandogli una guancia contro la sua gota e rimangono così, per minuti che sembrano ore. |
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Post n°166 pubblicato il 09 Marzo 2013 da lost4mostofitallyeah
Fuori si ritrovano Tutti. Fletcher è un pò spastico e non capisce la ragione per cui Peter e Rihanna si mettano a cospirare con Percace. dopo un pò arrivano anche gli avvocati e cominciano le tirate in una direzione e nell'altra. Secondo Judy Rafferty i suoi assistiti dovrebbero farsi fuori dall'appartamento con Fletcher e Christine. Serial T Van Eppsom la prende in giro e le chiede se abbia così paura di un effetto nefasto, di un contagio a raffica. "C'è un'inchiesta in concorso, T. Potrebbero inquinare le prove, rimestare nel torbido..". "Cazzate. Percace non permetterà che Christine ci vada di mezzo. Senza contare i tuoi assistiti. L'unico che può veramente rimetterci è il mio rappresentato. Ma il Dottore non ha detto nulla sulla presenza nella stessa casa di tutti i ragazzi." "Percace non dice mai nulla, direttamente." Serial T Van Eppsom fa un cenno ampio con il braccio. Segno che ne ha abbastanza di tutta la vicenda. "Andiamo a mangiare qualcosa, Judy. Alle 14 ho un'altro caso." "Va bene, approvato." I due avvocati salutano e salgono in un taxi con l'assicurazione di tenersi in contatto. Poi sgommano verso la pausa pranzo. Fletcher prende sottobraccio sia Christine che Rihanna mentre Peter indica la sua automobile parcheggiata qualche metro più in là. Insieme montano a bordo. C'è un'atmosfera rilassata e le paturnie e i collassi sembrano un ricordo del recente passato. Fletcher è seduto dietro con le due donne: allunga le mani sulle loro schiene arcuate, scende giù fino al limite delle chiappe ben formate. Peter lo nota ma fa finta di niente, anche se è infastidito. Tiene gli occhi sulla strada e lo specchietto retrovisore mentre dietro è tutto un attaccare e un respingere. alla fine Rihanna scosta Fletcher con una spinta e questi si stringe ancora di più a Christine. "Problemi?". Fa Peter mentre imbocca Carter Boulevard e si dirige in periferia, verso Casa. "Ah, no." Fa Rihanna. "é solo un pò agitato. Deve essere tutta la vicenda della denuncia." "Si dovrebbe dare una calmata, non serve a nulla spingere troppo." Fletcher nello slancio cerca di baciare Christine, che si gira dall'altra parte. Peter è teso: ci mancherebbe solo che fossero fermati da qualche pattuglia mentre Fletcher molesta una donna. Accosta lentamente al marciapiede, vicino a un idrante, poi si gira, tenendo una mano sul poggiatesta e il mento in aria: è seccato e ingrugnito. "Cerchi rogne?". "Uh?". Fletcher è sorpreso. Si accorge in un istante di avere passato una linea molto sottile e di essersi mosso solo per irritare la memoria di Percace, senza tenere conto dei rischi corsi dai suoi compagni di viaggio. "Veramente no. Mi dispiace." Si stacca in un istante da Christine e si accomoda composto nel fondo del taxi. Peter si passa una mano sulla fronte. Forse ha esagerato anche Lui. "Scusami Tu. Ma non possiamo permetterci stronzate mentre siamo nel traffico. Troppo rischioso..." "Sì, hai ragione, ma tutto quel casino...mi ha scombussolato. Prima Christine che ci accusa, poi che cambia idea, è stato come finire sulle montagne russe e ne ha risentito il mio metabolismo." "Ok, l'importante è che le cose siano chiare." E allunga un cinque a Fletcher. Poi riprende il movimento, sfrecciando ad alta velocità da una corsia all'altra. C'è ancora il sole quando piombano a Casa: Peter sale le scale corrucciato, seguito dalla due donne. Fletcher si è fermato nel piccolo giardinetto a respirare un pò di aria fresca. è il momento della riflessione e di rivedere mentalmente il film di Percace. Di cosa si è trattato? Minacce generiche? Messaggi in codice? Lui non riesce ancora a capacitarsene...ha i brividi su tutta la pelle e il timore, non ancora scacciato, che la sua Libertà di fuggitivo sia appesa a un filo. Rivede il viso a cuore del Dottore, il suo mento sfuggente, i suoi baffetti appena accennati, i capelli biondi con la scriminatura da una parte....e l'impeccabile completo con le scarpe lucidissime. è stordito e gonfio, per la prima volta gli pare di sentirsi veramente perduto e senza prospettive, così decide di soffermarsi ancora un pò all'aperto e di respirare il più possibile l'aria che gli manca: osserva il quarto di cielo e si chiede il perchè della persecuzione da parte di Percace ma non trova risposta che non sia lo sguardo glauco del medico rivolto alle sue pupille stanche "Un istinto sadico..." Riflette, mentre si torce le mani. "Fletcher..." Christine lo chiama e per la prima volta si sente colmo di un empito d'amore verso quella donna. Qualcuno che sembra sopportarlo senza mettere in mezzo interessi o fregature, una donna che lo sta guidando verso un porto che, all'apparenza, si rivela più sicuro di tante darsene destinate allo smantellamento del naviglio. "Sì, arrivo subito, prendo un pò di ossigeno." "Dobbiamo mangiare qualcosa, è già ora di pranzo..." "Non ho fame, comunque in frigo c'è tutto, arrivo a farvi vedere." Con un ultimo sospiro abbandona il giardinetto e sale le scale fino al suo appartamento. Dentro vi trova Peter seduta a un capo del divano rosso e Rihanna su una sedia della sala da pranzo con davanti un pò di pane sbriciolato e mortadella. Christine è a fianco della porta del soggiorno, in piedi. Lui le dà un bacio sulla guancia senza che Lei si ritragga. "Allora, ho delle lasagne fredde in frigo e pasticcio di carne, una fetta di fegato e quanta insalata volete." Tutti abbozzano ma nessuno risponde. Solo Peter si solleva dal divano e si avvicina al frigo per aprirlo e prendere le lasagne fredde. Poi le porta al tavolo, accanto a Rihanna che insiste con il suo pane e mortadella. Fletcher precisa :"Dimenticavo la mortadella, ma tanto Rihanna si sta già servendo." Si siede anche Lui al tavolo in cucina e sospira. "é stata una mattinata diabolica." "Sai" gli risponde sottovoce Peter "Stavo pensando di riportare la mia ragazza in clinica." L'interessata non fa una piega e continua a spolverare il pane e la mortadella, l'unico gesto di vita oltre alla deglutizione è il mignolo dall'unghia affilata che si passa sulle labbra per togliere le pagliuzze di impurità. "Davvero?". Christine è ancora in piedi, appoggiata allo stipite della porta del soggiorno, a cinque metri da Peter. "E se ne potrebbe sapere la ragione, di grazia?". "Mentre voi eravate in conclave da Percace Lei mi ha confidato di essere stata molestata dalla Signora Driscoll, la donna per cui fa le pulizie. Penso che sia ancora troppo esposta a certe sollecitazioni." Fletcher rabbuia la fronte :"Nel senso che hai paura che ci stia?". "Oh no, non è così automatico. L'unica cosa che mi riguarda è che la mia ragazza non si rende conto di essere una mina vagante per certe donne, e certi uomini." E lancia un'occhiata eloquente a Fletcher. "Andiamo. Non caricarmi di stronzate, figliolo. Non dirmi che accetti le menate secondo le quali una donna può essere pericolosa per un uomo. è Medioevo spinto." Peter ingoia un pezzo di lasagna e si pulisce la bocca con il dorso della mano "C'è acqua minerale?". "Sempre nel frigo." Lui va a prendersene due bottigliette e chiude la porta con un calcio leggerissimo. Poi torna a parlare :"Non penso questo. Rihanna non è ancora equilibrata. Sa poco, pochissimo degli uomini, e di certe donne. Sono il suo primo ragazzo ed è ingenua fino quasi a essere sprovveduta. non si rende conto di quanta influenza e ascendente può avere. è come un cerino in un granaio." "E pensi di risolvere la questione tenendola in clausura o abdicandone i pezzi secondo i metodi del Dottor Percace?". Peter sorride stancamente e sembra coinvolto in una conversazione che lo smuove poco o nulla. "Voglio solamente il suo bene. Non credo sia decoroso da parte mia portarmela in giro come un trofeo o abbandonarla ai tentativi di seduzione di qualche dongiovanni da strapazzo. E non mi rivolgo a Te. So che la tua insicurezza ha radici profonde. Parlo di gente apparentemente a posto. E in giro ce n'è tantissima." Fletcher non sa se prenderlo come un insulto o una considerazione profonda. Trae un grande sospiro e guarda distrattamente fuori dalla finestra. Il cielo si è coperto e minaccia pioggia. La sua impressione è che quella perturbazione durerà parecchio e circonderà la sua vita e i suoi conoscenti come una grande, minacciosa palude. |
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Post n°165 pubblicato il 28 Febbraio 2013 da lost4mostofitallyeah
Frankie non esitò oltre. Mirò alla punta del mento di Tyner e scagliò la mano chiusa a pugno contro il bersaglio. Il rinculo lo fece urlare di dolore ma fece prima arretrare il suo avversario e poi lo mise sulle ginocchia e quindi stramazzare al suolo. Frankie non credeva a quello che stava vedendo: non era mai stato coinvolto in una rissa di strada e non aveva mai dovuto abbattere una persona a cazzotti. La disperazione e l'apatia dei suoi compagni lo aveva convinto. Non bisognava trattenersi oltre. "Squagliamoci alla svelta, questo squilibrato è capace di prenderci a fucilate!". Si issò il nano brigante sulla schiena e prese a correre a rotta di collo lungo il pendio erboso. Dall'ansimare poteva rendersi conto che tutti i suoi improvvisati compagni di viaggio lo stavano seguendo e rotolarsi per quella discesa era quanto di più folle poteva esistere, ma per fortuna il peso del suo improvvisato ospite non lo sbilanciava, al contrario sembrava offrirgli una direzione mentre gli urlava nelle orecchie l'inclinazione da prendere. Arrivarono a un boschetto di pini mughi e si gettarono per terra, strisciando sui gomiti per allontanarsi senza essere individuati. Il nano brigante, giunti affannosamente a una radura, si staccò dalla schiena di Frankie e si stese bocconi implorando di non proseguire oltre. Aveva un braccio scheggiato dal proiettile di Tyner e mugolava a bassa voce. Tutti si arrestarono. Fu l'occasione per Frankie di osservare le fisionomie degli altri dopo la lunga fuga: il Colonnello Strano pareva alle soglie di un infarto, teneva un viso paonazzo e i muscoli gli tremavano per lo sforzo mentre lunghi rivoli di sudore gli calavano dalla fronte. Rabail, al contrario, era intonso: sembrava reduce da una corsetta domenicale e pronto per riprendere la discesa a rotta di collo quando gli altri si fossero sentiti pronti. Louise stava in silenzio e aveva il respiro rotto ma la complessione integra, solo l'alzarsi e abbassarsi del seno rivelava un qualche affanno, ma temperato dall'enigmatica e ineffabile postura della giovane donna. Frankie osservò le fattezze sofferenti del nano, ed erano, con sua sorpresa, delicate e bellissime. Per una qualche ragione si era immaginato un pendaglio da forca con il viso abbruttito da anni di imprese delinquenziali invece aveva di fronte dei tratti raffinati e nobili, un paio di occhi azzurri limpidissimi, mascelle armoniose, capelli corti e curati, un naso che rivaleggiava per perfezione con le statue classiche e labbra sottili sopra il mento appuntito e proporzionato. Cercò di parlare ma Frankie si portò un dito sulle labbra, poi si rese conto che il colpo assomigliava unicamente a una brutta sbucciatura e tranquillizzò il tipo. "Perchè Te lo sei portato dietro?". La voce di Rabail si drizzò improvvisa dopo gli affanni improvvisi della fuga. "Per quanto ci riguarda potrebbe essere un mascalzone qualsiasi. Pure peggio". "Non so" replicò asciuttamente Frankie "Sul momento ho pensato solo di non lasciare quel mattoide ammazzare chi gli garba. C'è qualcosa che non funziona in quella giustizia improvvisata". Rabail alzò le spalle e sputò a terra senza enfasi. "Fatti tuoi. Tu l'hai caricato, Tu te lo porti dietro. Per Noi sono sicuro che va bene lasciarlo qui." E si rivolse con uno sguardo rapido a Louise e al Colonnello. Questi evitarono di incrociarlo ma nemmeno lo contraddirono. "Siete in tanti, lassù?". Il nano non rispose immediatamente. Si appoggiò una mano sulla fronte e poi, con la stessa, strappò un lembo di camicia e vi si avvolse l'avambraccio lievemente scheggiato. "Una trentina, non di più. Viviamo nelle buche." "Lo conosci, Tyner?". L'altro si asciugò il sudore dal collo e rispose cantilenando :"Chi non lo conosce? Si è fatto un mucchio di trofei sulla nostra pelle. Andate nella sua Villa, vicino a Lobster. Ci trovate teste e corpi, tutti ben impagliati. Adesso è il suo hobby ma fino a 5 anni fa ha condotto una campagna di sterminio pesantissima mentre era a capo dei Volontari per il Progresso. Bruciato, stuprato, smembrato, annientato. L'unico modo per sfuggire a Tyco Tyner e ai suoi tirapiedi era di spostarsi verso le Terre Alte e di patire tutte le pene che l'Inferno e l'Inverno possono portare, scarsità di cibo, morte per inedia." "Come ti chiami?". "Pearson, ma potete chiamarmi Ray se non ne avete a male." "E perchè dovremmo?". "Per i cosiddetti Nani Briganti è un disonore essere appellati per il patronimico. Per i nostri nemici siamo tutti Jimmy, Sammy e Johnny. Ma Voi mi sembrate gente in gamba...che motivo avevate, altrimenti, di salvarmi la pelle?". Frankie fischiettò a bassa voce. Stava ponzando. Il pensiero di essersi accompagnato per così tanto tempo a un massacratore di gente gli faceva annodare lo stomaco ma cercò di fare buon viso a cattivo gioco. Ancora non percepiva bene chi aveva di fronte. "Non capisco...vi siete abbandonati a razzie e incursioni nel passato? Così ci è stato detto." Pearson si appoggiò su un gomito, il corpo, lievemente deforme, scosso da un brivido. "Ci siamo semplicemente difesi. Avevamo costituito una colonia da queste parti. Fornivamo manodopera a basso costo ai Faccendieri della Metropoli; quando questa storia non gli è andata più bene perchè avevamo sollevato la questione delle retribuzioni troppo basse, allora ci hanno scatenato contro tutta la loro feccia. Razzisti da quattro soldi, avventurieri, bounty-killers, disturbati mentali e tutta la sarabanda. A capo c'hanno messo individui come Tyner, eccentrici al cubo e fissati con l'idea di una superiorità razziale degli abitanti urbani. Poi non dimenticarti del nostro handicap: siamo sempre stati un bersaglio facile. é uno scherzo pigliare una categoria svantaggiata e scaricargli sul groppone tutte le magagne e i conflitti irrisolti delle psiche conformiste." "Parli bene, figliolo." Ray sorrise "Non hai più anni di Me." Ed era vero. Con quella particolare categoria era un casino stabilire l'età: sembravano sempre diciottenni se non gli si fossero imbiancati i capelli. "Io mi chiamo Frankie e sono diretto a est...Etion, Selawille e quello che viene dopo." Ray continuò a sorridere :"Lo sanno anche i bambini che quello è territorio in gestazione. Cosa cazzo ti spinge da quelle parti? Vuoi arrivare alle soglie del termitaio? Neppure Loro sanno cosa ci sia oltre un certo limite. Stanno costruendo la strada ferrata, ecco tutto. Ma è pieno di sbirri delle compagnie e di operai dall'occhio agile e dalla bocca larga. Ti faranno arrivare, al massimo, fino a T Town e poi ti scaricheranno. Sarai fortunato a non ritrovarti pieno di legnate." "Come mai ho viaggiato su convogli semivuoti fino a BRANDER e oltre? Che sta succedendo a questo posto, Ray?". Il ragazzo fece una smorfia e si strinse il tessuto della camicia più forte intorno alla ferita. "Tumulti. Sta scoppiando il finimondo a BRANDER e dintorni. Adesso il casino si è spostato fuori dalla Metropoli. Te l'ho detto: stanno assoldando della Teppaglia per far fuori i Ceti Svantaggiati. Per placare i lavoratori sottopagati della cintura urbana hanno indicato il bersaglio facile nelle categorie sfigate. Quello che chiamano il Proletariato dei Lazzaroni." "Razzismo?". "A tonnellate. Direi che è il motore principale." Frankie si zittì e si girò intorno. I suoi compagni di viaggio fissavano Pearson senza proferire una parola ma fremevano chiaramente per rimettersi in moto. "Un'ultima cosa: A BRANDER ho visto unicamente unicamente una generazione impegnata nel rituale degli aperitivi. Nulla che mi suggerisse di scontri o agitazioni. Com'è possibile?". "Hai bazzicato intorno alla stazione e al Centro. Facile che non hai percepito nulla. Il Fuoco brucia nelle Periferie, Frankie.Tu hai aderito al loro rituale borghese, bastava che alzassi per un attimo gli occhi al cielo e avresti visto le nuvole nere degli Incendi." "Sì, possibile che mi sia rincoglionito al momento. è facile farsi incantare dalle Linee. Ce la fai a camminare?". Rabail non nascose una smorfia. Non voleva trascinarsi dietro quello sgorbio di natura con sul groppone un bel WANTED, ma Frankie pareva avere preso in pugno la cosa e pigliato in simpatia quel Pearson. "Non sappiamo niente di Lui, a parte quello che ci ha voluto dire, Frankie. Sei intenzionato a credergli?". "Liberissimo di tornare da Tyner a dare la caccia ai Nani Briganti. E poi fornire la carne per i loro gustosi manicaretti. Ma qualcosa mi suggerisce che non lo farai, Rabail. Senza volerlo sai anche Tu da che parte stare. Hai fatto una scelta con le tue gambe." |
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Post n°164 pubblicato il 21 Febbraio 2013 da lost4mostofitallyeah
Frankie lo guardò di sottecchi :"Lei, Colonnello, ha vomitato anche l'anima. Penso sia in uno stato molto turbato, ora." "Senza dubbio, ma ciò non toglie che siamo in una tana di cannibali. Gente che aspetta solo di salassarci per bene." Louise si scostò dalla porta perchè alle sue spalle era apparsa un'altra figura. Slanciata e asciutta indossava un piumino da posta Sniper Kalibro, pantalone imbottito Popelin Green, camicia Beretta Tattersole, scarpe Gravity 2 Lytos, una coppola Aigle Stanton Brown e sotto il braccio teneva un fucile da caccia sovrapposto SV10 Perennia I. Era Tyco Tyner, quasi irriconoscibile. "Buonasera a Tutti." Frankie si scostò osservandolo con attenzione. Rabail era allibito, il Colonnello Strano aveva la bocca spalancata e Louise si era accesa un'altra sigaretta, indifferente. "Ho pensato che si potesse uscire, giusto per fare un giro e vedere un pò come butta. Di solito nelle situazioni meno favorevoli trovo gli sviluppi più interessanti. Per Me è comunque una pratica esplorativa." Rabail si era ripreso e squadrava perplesso Tyner :"Ci sta invitando con Lei?". "Perchè no? Sono giusto le 16.30, il sole cala alle 19.30. Ce n'è per quanto vogliamo di escursione piacevole e farà bene anche a Voi prendere un pò d'aria." Guardandosi rapidamente i quattro avevano deciso, muti, di non fare parola con Tyner delle ultime rivelazioni. Non necessitava un genio per comprendere che L'Uomo era in ottimi rapporti con Saunders Vitali e molto probabilmente sapeva tutto di ciò che capitava nelle Cucine dell'hotel. quindi, per discrezione e una certa dose di paura nessuno aveva messo becco. "Possiamo dirigerci sui contrafforti di Loiken e prendere il sentiero che costeggia il monte Zurlo, poi scendiamo per i gradoni di Eyers. Una passeggiata senza impegno di un paio d'ore." Frankie ammiccò :"Non siamo equipaggiati per lunghe dipartite. Tutto quello che abbiamo ce lo vede addosso e negli zainetti. Nulla di che." "Basterà. Non vi porto a caccia. Intendo solo distrarmi un attimo." "Dal suo portamento non si direbbe." "Ah, questo". E indicò il fucile "Sa com'è, non si può mettere limiti alla provvidenza di Dio. Se capiterà di trovarmi dentro certe occasioni, voglio essere pronto" E sorrise amabilmente. "Intende dire che abbatterà a fucilate uno degli ex nani briganti se Le capiterà sottomano?". "Oh, no. intendo solo ferirlo. Ho un mirino ad altissima precisione e posso anche azzopparlo senza procurargli ulteriori danni". Il silenzio scese su tutti i presenti, che non opposero resistenza. Una perversa curiosità unita alla ferma volontà di uscire da quel posto Li univa a quel bizzarro e un pò sinistro individuo. Così quando Tyner, non prima di un ulteriore accattivante sorriso, decise di girare i tacchi e cominciare ad avviarsi verso il foyer dell'albergo, Tutti in fila indiana lo seguirono, dandosi di gomito e sussurrando furtivamente. Passarono davanti alla reception con passo felpato e Frankie aveva avvicinato l'orecchio di Rabail versandogli nei timpani queste parole soffuse :"Col cazzo che restiamo in questo posto. Bisogna trovare il modo di uscirne." "Sei stato Tu ad assecondare quel pazzoide, al momento l'importante è non insospettirlo." "Tu rimani un poliziotto con la patacca in tasca. Possiamo sfruttare questa situazione se ve ne sarà bisogno." Rabail fece un gesto stizzito con la mano, come a cacciare del fumo immaginario, poi si voltò a osservare Louise che avanzava tenendo sottobraccio un Colonnello Strano pallido come un cencio e visibilmente malfermo sulle gambe. "Tyner" Disse, parlando ad alta voce "Non so se il Colonnello che la farà per questa escursione, mi pare ridotto male." Tyco si voltò con un sorriso volpino e gli occhi come piccoli quadranti bianchissimi "Se vuole può restare in hotel a riprendersi." "No" Urlò Strano "Ce la posso fare benissimo, devo solo camminare con un ritmo regolare e non forzare il cuore, è solo un momento di défaillance". "Va benissimo. Non sono certo Io a respingerla, Colonnello." I tre ragazzi si passarono gli sguardi e continuarono a camminare. Il paesaggio seguiva un nastro d'asfalto ora strettissimo e in leggera pendenza, fra arbusti, lentischi, cisti villose, corbezzoli e ginepri rossi. Ora la strada era diventata un sentiero e s'inerpicava a gobbe piombando in mezzo ai lecci e alle querce da sughero, ora pigliava in discesa transitando tra folti appezzamenti di carrubi. Il sole prendeva di sbieco e Li illuminava tutti mentre una malinconica canzone militare penzolava dalle labbra di Tyner. Frankie era assorbito dalle sue visioni e mano mano che si allontanava dal luogo degli incubi tornava in possesso dei suoi pensieri e dei suoi progetti. Dovevano sgattaiolare dando magari un colpo in testa a Tyner. L'occasione era troppo ghiotta e di certo non potevano tornare in quell'albergo. Il cammino cominciava a farsi accidentato e gli sguardi di tutti erano ripiegati dietro al condottiero, come agnelli volti al sacrificio e senza capacità di reazione. "Fanculo" pensò Frankie e afferrò una pietra dal lato del sentiero per nascondersela fra le mani, poi esaminò uno a uno i suoi compagni di sventura: Rabail pareva in trance e aveva la mascella insolitamente squadrata, come un vitello da latte. Louise era la più lucida e compatta, niente trapelava dai suoi occhi di alabastro mentre si muoveva con agilità lungo il bucolico tragitto. Il Colonnello Strano era butterato e stravolto, si teneva in bilico a malapena sull'orlo del ciglione. Davanti Tyner cominciava a parlare :"è una vita che vengo da queste parti, non c'è nulla di meglio per riabilitare sè stesso e trovarsi uno spazio lontano dalle distorsioni metropolitane, qui, nella Natura il rapporto con il battito primigenio è ristabilito, c'è davvero il tempo per riappacificarsi e condurre una vita serena..." Andò avanti per mezzora su questa falsariga e i Personaggi, dietro, strabuzzavano gli occhi per la fifa e l'incredulità. A un tratto Frankie era immediatamente alle spalle di Tyco Tyner. Poteva essere davvero il momento giusto. Ma, fermando tutti il capobranco ristette e sollevò il binocolo Omegon Blackstar 10x42 fino alle pupille. s'era fatto improvvisamente rigido e in posta come un cane da caccia. Davanti a loro da dietro una roccia si vide scappare qualcuno che poteva assomigliare a un essere umano, giusto più minuto e tozzo, correva sfiorando con la testa l'erba alta e i caprifogli, pareva trascinarsi un braccio strascicandolo al terreno. Tyner gettò velocemente il binocolo e impugnò il fucile da caccia sovrapposto SV10 Perennia I. Puntò attraverso il mirino Zeiss executive e lasciò partire un colpo che rintronò nelle orecchie degli astanti per alcuni secondi. Lo strano essere parve ristare un attimo, poi riprese ad avanzare piuttosto velocemente ma con evidenti difficoltà e una corsa molto meno efficace rispetto a prima. Tyner lanciò un urlo agghiacciante e si buttò sulle tracce del suo bersaglio ferito. Gli altri restarono attoniti e paralizzati lungo il sentiero. Forse era il momento di smammare ma qualcosa di imperscrutabile Li tratteneva. Probabilmente l'orrore misto a curiosità di vedere come sarebbe evoluta tutta quella vicenda raccapricciante. Improvvisamente Louise si lanciò alle spalle di Tyner e Rabail e Frankie la seguirono dopo poco. Come tasselli di un domino. Il Colonnello Strano rimase invece immobile, travolto dal susseguirsi degli eventi. Nel frattempo Tyner, dimostrando una grande agilità rispetto ai suoi anni, aveva preso la scia del curioso essere e lo tallonava da vicino. Arrivatogli a un metro lo sgambettò con il calcio del fucile e questi perse il suo precario equilibrio e rovinò a terra nei pressi di un roveto. Tyner gli era sopra, ansante e tronfìo. Quando Louise, Rabail e Frankie arrivarono a fargli corona intorno tossì bruscamente e sibilò tra i denti :"Visto che la Provvidenza non riposa mai e può nascondere i suoi doni dietro la più insignificante delle asperità? Dovete festeggiare con Me, signori...quello che avete ai vostri piedi è un autentico esemplare di Nano Brigante in ritirata, un individuo repellente e deforme che per anni ha sparso il terrore in queste amene contrade. Adesso, anche grazie al sottoscritto, egli è giunto al capolinea e funge quasi esclusivamente da curiosità scientifica e bizarria antropologica tranne le rare eccezioni che avete ammirato appese ai ganci da macellaio giù presso la stazione." |
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Post n°163 pubblicato il 14 Febbraio 2013 da lost4mostofitallyeah
Escono fuori e si avviano verso l'ufficio del Procuratore. Sono seguiti come ombre dalle due guardie quando entrano dalla porta e si installano nell'ambiente. è arrivato anche Percace e passeggia con apparente indifferenza su un piccolo riquadro: la sua mattonella psicosomatica. è vestito in maniera impeccabile: cappotto grigio in mohair, panciotto nero allacciato, pantaloni d'alpaca, scarpe di vernice rosse, un anello d'oro bianco all'indice della mano sinistra. Con la destra si massaggia i corti baffetti biondi e poi si pettina i capelli dello stesso colore con la scriminatura da una parte. Posa l'occhio opalescente su Fletcher appena lo vede entrare. Il Procuratore sembra in un mood ottimale e sorride a Tutti. Christine ha ancora le ciglia umide quando si alza dalla poltroncina e corre incontro a Fletcher, abbracciandolo. Il momento è imbarazzante: Nessuno è abituato a una simile effusione pubblica. Percace tamburella con le dita sul largo tavolo in noce vicino al Procuratore mentre Rihanna e Peter si tengono per mano a fianco della finestra. Judy Rafferty, l'avvocato, sfoglia alcune carte seduta nella più apparente e totale indifferenza, fuori è una giornata appena passabile, anche se comincia a spuntare il sole. Christine stringe forte Fletcher :"Mi dispiace se Ti ho ferito, forse immagini perchè l'ho fatto." Rapidamente le divise intervengono a dividerli prima che Lui possa rispondere qualcosa. Serial T. Van Eppsom è guardingo, sfreccia su tutti ma non si ferma su nessuno. Alla fine, così come si era ingrandito l'affare si sgonfia. "Però sarò costretto a proseguire le Indagini perchè un reato del genere richiede attenzione e l'apertura di un'inchiesta, anche se è venuta meno la denuncia." Biascica il Procuratore. Christine ha un motto di terrore e dilata le pupille, poi si stringe ancora di più a Fletcher. "é stato un mio colpo di testa, mi è capitato qualcosa, una ricaduta. Non c'è bisogno di un supplemento di ricerche." "Vedremo, Signora, intanto Lei si può accomodare." "Un attimo!". Interviene Percace "Vorrei, se possibile, parlare con Fletcher e Christine da solo, in qualche ufficio." Il Procuratore si smorza il sorriso e fa cenno di sì, che per Lui va bene. "La stanza 115 è disponibile." Sempre accompagnati dalle due guardie i tre escono dall'ufficio. Peter e Rihanna Li seguono con lo sguardo, un pò sollevati, un pò tesi. La stanza 115 è piccolissima: un quadrato soffocante con un'apertura in alto, due sedie e un tavolo impiallacciato. "Allora, Fletcher" La faccia del Dottore è rigata da un'unica, minuscola riga di sudore che dall'arcata sopraccigliare scende giù, lungo il naso fino al labbro sottilissimo "Ancora guai." "Cristo sa che Io non c'entro." "Christine è un personaggio facilmente influenzabile, mi ammetta che c'è Lei dietro tutta questa storia." Fletcher si gratta la testa e sospira, un unico respiro, potente come il ruggito di un leone. "Perchè mi sta perseguitando? C'è qualche ragione speciale?". Percace glissa e si accarezza la camicia di cotone purissimo, bianca e grigia "Le ripeto. Perchè continua a cercare di trascinare Christine DeIanni nel suo gorgo personale e tenta di insozzarla in ogni modo?". "é stata Lei a denunciarmi, poi c'ha ripensato." "L'ha traviata. L'ha resa succube. La mia Christine era uscita dalla Clinica rigenerata come un fiore e...." "Le propongo un accordo, Dottore: Mi ricoveri. Mi metta sotto. Forse le donerà abbastanza piacere e la soddisferà. E tanto meglio se ne verrà del vantaggio anche per Me, forse ne ho veramente bisogno. Cosa la conduce a lasciarmi fuori a cucire a fuoco lento?". "Questa poi. Si vuole mettere nelle scarpe di un medico? Io so benissimo qual'è il suo problema ma non glielo dirò. Le posso solo confermare che non è nulla riguardante la Psichiatria. Lei, Fletcher è sano come un pesce." "E le mie ossessioni sessuali?". "Non parli di queste cose in presenza di una Signora che ha condotto a termine un percorso difficile. Sembra si compiaccia di certe zozzure." "Non mi ha risposto e svicola di fronte alle mie problematiche. Non è da Dottore." "Lei è semplicemente indisciplinato, vizioso e compiaciuto di Sè stesso. Tutto qui." Fletcher si tuffa al di là del tavolo e abbranca Percace per il colletto della camicia, il suo viso è improvvisamente a pochi centimetri dal volto del Medico, che non ne sembra particolarmente turbato. Christine sobbalza, silenziosamente. "Te lo dico Io quello che vuoi da Me: vuoi mantenermi fresco e porco per qualche tuo esperimento del cazzo. Ma non mi lascerò sopraffare." Percace, con calma, scosta le mani tese di Fletcher e tossisce. "Altro da dichiarare, signore?". Christine tira lontano Fletcher e gli sussurra qualcosa nell'orecchio. L'altro sembra improvvisamente obbedire a un ordine saggio. "Ovviamente, con il suo carattere, non sono nemmeno riuscito a intavolare una discussione civile. Speravo in un pò più di buon senso. Ma, a quanto sembra, è irrecuperabile." "Ha finito, Dottore?". "Con Te ho appena cominciato, Fletcher. Non venirmi tra i piedi, non pregarmi, non sperare, non credere di ottenere: fin quando avrai Me in giro non ci sarà pietà". Fletcher si liscia il mento :"Non mi aspettavo niente di diverso." Finita la discussione escono Tutti dalla minuscola stanzetta. "C'è bisogno di tornare dal Procuratore?". Domanda Fletcher. "Ah no, potete andare siete liberi. Per quanto riguarda Me e il Procuratore non avete pendenze con la Giustizia. Ci sarà giusto l'apertura di un'inchiesta, ma è un atto dovuto." Stupiti dal potere di Percace i due si avviano verso l'uscita del Palazzo passando in mezzo alle guardie robuste. Il Dottore li osserva mentre si allontanano, intrecciando le mani dietro la schiena. Il suo viso è una maschera di cera, senza irregolarità nè rughe: pensieri celati si agitano dietro la sua fronte come pesci multicolori in un acquario. I due spariscono oltre l'ingresso mentre anche Peter e Rihanna escono dall'ufficio e si avviano incontro alla Libertà. Salutano cerimoniosamente il Dottore che finalmente si lascia andare in un sorriso pieno, senza sottintesi. Batte con la mano sulla schiena di Peter e bacia dolcemente Rihanna sulla guancia. Poi scambia alcune parole mentre Fletcher è rientrato sulla soglia dell'edifico e sembra attendere i due. Percace lo indica e loro annuiscono. Fletcher diventa tutto rosso in viso. |
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Post n°162 pubblicato il 07 Febbraio 2013 da lost4mostofitallyeah
Fletcher è in una stanza arredata mediocremente. Fuori ci stanno due divise con calibro .38, sfollagente e gas mace. Fletcher pare solo un pò stanco ma quasi rassegnato. Serial T. Van Eppsom lo tallona da presso, girando intorno al tavolo di alluminio e tenendosi una mano sullo stomaco prominente. "Un tipo a cui piace qualche bicchiere di clandestino." Pensa Fletcher senza una particolare ragione. Van Eppsom è vestito bene: giacca in spinato grigio, camicia bianca, cravatta nera a rombi rossi, pantaloni di velluto nero, scarpe Logan's. Ha la faccia quadrata e i capelli biondi quasi scolpiti. Può dimostrare 55 anni come 45. Non guarda Fletcher fisso, giocherella con tutti gli oggetti che trova nella stanza. E sono pochi. Un mozzicone di vaso con dentro dei mughetti finti, un telefono per le chiamate interne, due sedie in acciaio, un vecchio portaoggetti ornamentale. "Posso parlare, qui?". "Cos'è? Hai paura delle cimici? Non spenderebbero tanto per Te, Fletcher." Lui sorride e segue con le dita la forma della tavola nuda :"Il mio potrebbe essere un reato pesante. è un reato federale." "Andiamo, sei già in lista. Hai attenuanti. Poi si può sempre dire che quella troietta Ti ha provocato." "Non abbiamo fatto niente, nè Io nè Lei." "La signora Christine DeIanni non la pensa così. Sostiene di averti visto con le mani, anzi le dita nella marmellata." "Cazzate. è solo gelosa." "Tieni conto che ha peso. è giusto uscito da una terapia pesante con Percace. Ha seguito tutti gli steps in maniera impeccabile. L'enigma rimane perchè si sia messa con Uno come Te. Possiamo certamente pompare su questo. Sostenere che non si è abbastanza ripresa per essere credibile." "Passarmi per un minus habens, insomma." Van Eppsom continua a girovagare per la stanza nuda sollevando, nei momenti di maggiore inflessione, il braccio destro. "Adesso fai il difficile. Ammetterai pure Tu di non avere iniziato nessuna terapia particolare, di non essere convinto da alcuna cura medica e di mantenere uno spirito violento e irriducibile." "Non essere convinto da nessuna cura medica? Cristo,non faccio altro che chiedere qualche pasticca. Prima mi hanno passato un valium." "Prima quando?". "Prima di strizzare il collo di Christine." "Interessante, potrebbe averti abbattuto le barriere inibitorie. Chi te l'ha passata, la pastiglia?". "La troietta. Faceva parte della terapia prima che si riprendessero". "E girano ancora con il valium in tasca? questo è molto interessante." Fletcher sospirò guardandosi in giro, poi appuntò lo sguardo sulla schiena massiccia di Van Eppsom :"Preferireri che Rihanna ne restasse fuori. Secondo Me dobbiamo fare fronte comune con Judy Rafferty. Smontare le chiacchiere di Christine." "No, è impossibile. Pensi davvero che salverebbero il culo a entrambi? La coppietta di innamorati vittima delle chiacchiere malsane e invidiose della vecchia megera? Nah. Nessuno permetterà a Te, Fletcher, di passarla liscia e di filartela con la Passera sana. Percace, senza dubbio, non lo concederà." "Percace con Me se l'è legata al dito. E non capisco perchè. Mi evita qualsiasi supporto farmacologico, sembra che goda nel vedermi rotolare nel fango con i denti digrignati." "Questo non è affar nostro, al momento. Il Dottore passerà a momenti da qui e prenderà sotto la sua ala protettrice Rihanna Ploys. Scaricheranno tutta la merda su di Te. Vuoi rendertene conto? Non devi incazzarti con Christine. Le lo ha fatto.....a modo suo per Amore. Noi dobbiamo smontare Rihanna. La storia del valium mi pare interessante." "Io....ho picchiato Christine." Van Eppsom si gira con studiato ritardo, gli occhi fissi dentro le pupille di Fletcher, le mani lungo i fianchi, quasi esauste :"Ti ha dato di volta il cervello, amico? Sai cosa vuol dire picchiare una donna di questi tempi? Il Governo e la Legge ci vanno giù duro su questioni così." "Sì....è qualcosa per cui dovrei essere curato. Lo so. Viene tutta da mio padre, è ereditario." "Stronzate. Picchi perchè sei un violento nel midollo. E perchè sei deficiente. Pensi che se avessi i farmaci non meneresti più? Forse faresti l'esatto contrario. Magari Percace questo lo ha capito." "Non sono qui per farmi insultare, avvocato. Faccio presto a cambiare rappresentante legale. Ho strizzato il collo a Christine perchè mi esaspera con la sua condotta da angelo immacolato. Sento che vorrebbe andare a fondo ma è ripulita da tutte le cavolate che Le hanno imbottito la testa. Mi provoca e Mi demolisce, al tempo stesso." "Lo sai cosa significa, Fletcher, un reato contro la morale sessuale?". Lui rincula e si porta la mano sinistra alla fronte. è stanco e turbato :"Presumo diversi anni di riabilitazione. Sbaglio o il carcere è solo per i reati di sangue e le rapine?". "Centrato. Ma non ti aspettare di avere Percace che ti sostiene la manina o ti indirizzi l'uccello per farti pisciare. RIABILITAZIONE significa lavoro duro, farmaci zero e costante scazzo da parte delle guardie e degli altri pazienti. Quanto di più simile ai vecchi manicomi ancora esista....Li ricordi, Tu, i vecchi manicomi, Fletcher?". "Ne ho sentito parlare: non il posto ideale per portarci i bambini o rilassarsi con il tabacco da pipa." Van Eppsom ride sommessamente :"Quindi ci siamo capiti. Devi farti perdonare da Christine DeIanni e caricare Rihanna. Lei deve passare come una giovane avventuriera senza scrupoli. Una finta riscattata che spaccia valium e succhia cazzi. Ci siamo capiti?": "Per me va bene. Ma Percace concederà tutto questo?". "Dobbiamo scordarci Percace. Lui avrà già abbastanza casini. Christine e Rihanna sono roba sua. Le ha seguite e rimesse in carreggiata. Come farà a giustificare che si stiano sbranando fra di Loro?". "Fa un pò effetto pensare che il Dottore possa essere vulnerabile. Io l'ho sempre visto corrazzato, per quel poco che lo conosco. Mi fa impressione metterlo in crisi." "Dimenticalo. Pensa a Te stesso. Tu non hai nulla da perdere. Sei un povero disgraziato senza lavoro e farmaci, preda di pulsioni sessuali incoercibili, violento e spaventato." "Una vittima, insomma." Van Eppsom gli batte sulla spalla con il pugno :"Finalmente ci sei arrivato! Benvenuto nella Realtà." "Avvocato, mi dispiace rovinare Rihanna..." "Che è? Non sarai mica innamorato sul serio? Non mi dirai che è vero quello che si dice, che c'hai provato con Lei?". "Io no, assolutamente. Non c'è stato proprio un cazzo fra Noi due." Serial T. Van Eppsom avvicinò la mascella volitiva al volto del suo assistito "Guarda Fletcher che Ti faranno a pezzi. Conosco Judy Rafferty. è un'avvocato femminista e detesta con tutto il cuore i marpioni, i maniaci e i maschi in preda a crisi di identità. Lei non fa quello che fa unicamente per i soldi. Lo vede come una missione. Stai camminando sulla fune e non hai la vocazione del funambolo." Suona il telefono interno, Van Eppsom alza il ricevitore :"Sì, sono Io.....ma davvero? è qualcosa che mi stupisce leggermente, ma non del tutto....Sì, arriviamo subito.." L'avvocato posa il ricevitore e fissa con gli occhi azzurri il suo assistito. Pare lo scandagli nel profondo "Per Te è Natale, Fletcher, Christine DeIanni ha ritirato la denuncia. Ma questo, come capirai, non risolve i nostri problemi." |













Inviato da: lost4mostofitallyeah
il 22/05/2013 alle 16:54
Inviato da: xx_Arcadia_xx
il 22/05/2013 alle 16:04
Inviato da: lost4mostofitallyeah
il 22/05/2013 alle 11:08
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il 22/05/2013 alle 11:08
Inviato da: Sylvia.P
il 22/05/2013 alle 08:35