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CON QUEL TRUCCO CHE MI SDOPPIA LA FOCE
 

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IL Tragitto Vol. 59

Post n°232 pubblicato il 25 Luglio 2014 da lost4mostofitallyeah





Partirono che era pomeriggio inoltrato e camminavano svelti attraverso la Cittadina che cominciava a riempirsi di dopolavoristi in cerca di uno svago e di qualche divertimento all'ombra
delle montagne brulle. Louise cercava di darsi una felicità che non era la sua e una spigliatezza nella comunicazione che non le apparteneva. Ad essere sincera Romario con la sua ieraticità e complessione la metteva un po' in uggia e la preoccupava. Non sapeva bene come iniziare un discorso con quell'uomo evidentemente segnato da qualche disavventura, maestoso e distante. Lui aveva un passo ampio e regolare, deciso e massiccio, mentre Lei per starle a ruota doveva quasi mettersi a correre, o comunque agitarsi ridicolmente con dei passettini da papera fastidiosi e imbarazzanti. Mentre trascorrevano per le vie ampie della Periferia le persone che Li incrociavano salutavano cerimoniosamente Romario oppure gli sorridevano con complicità ed evidente affetto. Louise invidiava quella popolarità e sognava di potere avere un giorno la stessa facilità nel rapportarsi agli altri. Lei che si sentiva così scontrosa e difficile, ostile e poco affabile. Era cresciuta in una famiglia spigolosa con un padre tutto d'un pezzo che l'aveva allevata praticamente da solo dopo la morte della madre quando Louise aveva otto anni. E Lei aveva tanto da essere riconoscente al papà ma sentiva che non aveva potuto sostituirsi a mamma un tutto e per tutto, e a Lei mancava quel tocco di femminilità e di calore umano che Le avrebbero reso la vita più facile. Per questo, crescendo, aveva avuto l'esigenza di fare qualcosa per gli altri e dedicarsi a tempo pieno al volontariato e al supporto dei più deboli. Per questo quando si erano scoperte delle macchie sul suo passaporto genetico e si era dato alla fuga insieme ai due ragazzi, Rabail e Frankie, non era stata soddisfatta e s'era incupita ancora di più. Per questo quando aveva incrociato la sua strada con Pearson, l'ex nano brigante, aveva sentito risvegliarsi la sua vocazione da crocerossina e si era affezionata in modo particolare a quell'uomo provato dalla minorità fisica e dalla Guerra. Rabail, a sua volta, Le si era attaccato alla gonna morbosamente e Le faceva una chiarissima e spietata corte. Anzi, per certi versi, La considerava già un suo possedimento, con quell'ostinazione e fanatismo tipici dei giovanotti un po' ottusi. Lei, ancora in stato confusionale, aveva abbozzato e non aveva reagito, lasciandolo fare. Magari Le piaceva anche avere qualcuno che si preoccupasse così tanto per il suo destino e, sul momento, non aveva nessuna voglia di mettersi a litigare o fare la difficile. Però, mano a mano che la loro avventura comune si faceva più complessa e stratificata, anche le sue esigenze diventavano più raffinate e l'umore usciva dal nero cupo per addentrarsi nelle variazioni stupefacenti che la fantasia Le offriva. La sua anima fondamentalmente ribelle si divaricava dalla piatta esigenza di comando e sopraffazione promosse da Rabail. Con Frankie andava già meglio: era un ragazzo estemporaneo e frizzante, anticonformista ed eccentrico, spiritoso e divertente. Con Lui si poteva scherzare e appoggiargli una mano sulla spalla senza temere che pensasse subito a scoparla o a incasellarla nella coppia. Non si sarebbe mai messa insieme a Lui, questo No, ma era bello avere qualcuno con cui confidarsi senza che la propria fiducia venisse scambiata per arrendevolezza o condiscendenza. Un buffo complice, insomma. E questo faceva imbestialire Rabail, che era fondamentalmente geloso e possessivo, e non conosceva il significato della parola autoironia. A bilanciare quella sorprendente combriccola stava il Colonnello Strano, con le sue carte e le sue fissazioni. Louise non l'aveva ancora inquadrato bene ma si era comunque resa conto che viveva su un pianeta tutto suo, distante e conformista, ossessionato e pedante. Un militare che si era unito al gruppo per distrazione o eccessiva confusione, un uomo che non aggiungeva né toglieva nulla alla guerra tra i due poli opposti che sembravano contendersi la sua anima.....Buon ultimo veniva l'ex nano brigante, Pearson. Un essere malinconico e triste, divorato dalle fisime del reduce, dalle paturnie dell'ex combattente che ne aveva viste così tante con gli occhi da non riuscire a sostenerle con il cuore. Una persona per certi versi ammirevole e discreta, dignitosa e coerente. Forse l'uomo che più di tutti gli ricordava suo padre. Per questo Lei lo amava e compassionava così tanto, ed egli era la ragione per cui si stava sobbarcando centinaia di metri a piedi dietro Romario, cupo sui suoi passi e silenzioso nella sua missione per conto della giustizia e, perché no, dell'umana pietà.  

 
 
 

Il Tragitto Vol.58

Post n°231 pubblicato il 18 Luglio 2014 da lost4mostofitallyeah

 




Per pochi lunghissimi istanti parve che la situazione degenerasse e che i Ragazzi si sarebbero trovati a fare da testimoni a un pesante conflitto interno agli equilibri politici di Selawille. Poi, esattamente com'era apparsa la tensione venne a disinnescarsi grazie a un tiepido sorriso e a una mano tesa da parte di Zsa Zsa Murena. "Capisco la tua posizione Tyco, e in fin dei conti non me la sento di gettarti la croce addosso. Lasciami però dire che rimango contraria a questa tua scelta e che i tuoi ospiti meriterebbero più attenzione e tolleranza." Il Sindaco abbozzò una risata e, evidentemente sollevato, sciolse i muscoli e distese il viso platealmente. "Sono vecchi amici e non ho nulla contro di loro. Abbiamo avuto qualche piccolo screzio ma ora siamo improntati alla pace e al sostegno reciproco. Dobbiamo fare di tutto per consolidare gli accordi sul campo." "Perfetto discorso da politico". Chiosò Zsa Zsa Murena. "A dire la verità" Non riuscì a trattenersi Frankie "La nostra guerra con Selawille non è mai cominciata. Siete stati Voi a perseguitare in ogni modo l'ex nano brigante, Pearson. Noi siamo stati semplicemente trascinati dalla corrente, spesso controvoglia e comunque per evitarvi di compiere passi irreparabili come un linciaggio."
Prima ancora che Tyner rispondesse intervenne bruscamente Rabail sventolando le mani in aria :"Va bene, va bene. Mi pare che ci stiamo perdendo in un bicchiere d'acqua e nelle solite scaramuccie e rappresaglie. La verità, Sindaco, è che Noi vogliamo abbandonare questa città ma non lo faremo senza Pearson. Si può sapere dov'è adesso?". "All'ospedale della Contea, credo. Deve averlo portato lì il Reverendo Watson." "Beh, allora andremo a recuperarlo e ce ne andremo definitivamente da questa ridente località." "Non è così semplice" Rispose il Sindaco "Per Voi è ancora pericoloso muovervi senza la presenza di qualcuno che possa difendervi, o senza un lasciapassare. Ormai siete facce note nella Comunità". Frankie sbuffò e si passò una mano sul viso :"E allora procuracelo questo lasciapassare o accompagnaci all'ospedale. Insomma, decidiamoci a fare qualcosa. Quasi ci scornavamo per un mucchio di ossa e ora non sappiamo nemmeno dove si trovi Pearson..." "Personalmente ho un'idea. qualcuno di Voi ragazzi potrebbe prendere questo.." E Tyner si sfilò un pesante anello dall'indice "E recarsi alla Clinica. Lì si informerebbe sulle condizioni del vostro nano brigante, e potrebbe eventualmente ritirarlo. Di sicuro sul posto c'è anche Watson sennò sarebbe già ritornato...E, accompagnati dal Pastore, il vostro ritorno in Cattedrale sarebbe decisamente più sicuro!". Tutti si guardarono con curiosità e annuirono. Louise sollevò una mano e disse, asciutta, che sarebbe andata Lei a recuperare Pearson. "La accompagno" Fece Edgar Malloy, appoggiandole una mano sulla spalla. "Io e il mio partito siamo molto conosciuti a Selawille. Siamo il gruppo politico di maggioranza relativa e Io, modestamente, sono stato il secondo più votato alle Elezioni che abbiamo tenuto in autunno. Posso farle da scudo in qualsiasi momento. Con Me sarà al sicuro." Rabail grugnì in modo evidente e non riuscì a trattenersi oltre :"Abbiamo dietro questo spaventapasseri da tutta la giornata e non c'è modo di liberarsene. Puoi dirgli, Sindaco, che si levi dai piedi e vada a farsi fottere? Qualcuno deve avercelo scagliato contro come una maledizione!". "Edgar è in gamba. Un'ottima persona." Osservò Zsa Zsa Murena "E il suo discorso non è poi così campato in aria. Lei piuttosto, giovanotto, perché si arrabbia tanto?". "Non è il momento delle spiegazioni. So solo che se si muoverà dietro Louise questo tizio Io non starò a guardare. Dovrete fare i conti anche con Me." Ci fu un momento di silenzio interlocutorio e Tutti tossicchiavano e si guardavano di sbieco. Finché una voce secca e carismatica ruppe l'imbarazzo :"Con la signorina ci posso andare Io. In quanto a essere conosciuto dalla popolazione lo sono...forse non sarò un politico ma la gente mi vuole bene e non torcerà un capello alla donna e al suo amico ex nano brigante fin tanto che Io sarò nei dintorni." Tutti si voltarono a quel suono dal timbro metallico e preciso e osservarono Chi aveva parlato. Il viso di Romario risplendeva di una luce efficace e tranquilla. Era evidente che non aveva mosso le labbra a caso. Edgar Malloy si ritirò rosso in viso e Tyco Tyner osservò il suo sottoposto con uno sguardo a metà fra la stima e la circospezione :"Mi sembra un'ottima scelta. Romario è amatissimo da queste parti. Nessuno oserebbe dirgli nulla nemmeno se trasportasse un carico di cento candelotti di dinamite accesi sopra un carretto zeppo di nitroglicerina. é quanto di più affidabile esista." Zsa Zsa Murena annuì energicamente e Tutto il gruppo, in pochi attimi, si trovò d'accordo.
 
 
 

Fletcher LXVIII

Post n°230 pubblicato il 11 Luglio 2014 da lost4mostofitallyeah

 




Nella tavola calda smozzicarono ancora dei discorsi ma era evidente che l'entusiasmo di poco prima era evaporato. Teneva banco Henry Grassi con i suoi consigli utili ma tutti i suoi uditori erano scazzati e stanchi e abbozzavano giusto per cortesia un po' di attenzione. Alla fine anche Lui si arrese e lasciò che la notte facesse il suo corso con il suo strascico di visi ottusi e sbadigli clamorosi. Finalmente si decisero a lasciare quel posto, che si era rivelato nulla più di un parcheggio per le anime inquiete, ma senza riuscire a offrire delle risposte. Sulla via del ritorno Fletcher stava incollato a Christine mentre Peter camminava un metro più avanti, immerso in un
ruminare pensieroso. Grassi ed Edward chiudevano la fila confabulando fitti. Arrivarono alla maestosa catapecchia di Sereni e salirono le scale nel buio più assoluto finché, a un cenno di Ed, capirono di essere arrivati al pianerottolo giusto. "é saltata l'elettricità, come capita spesso. Succede altrettanto che ce la sospendano perché qui più o meno Tutti sono morosi o agganciati illegalmente." "Ottimo" notò Fletcher "Come ci si muove adesso?". "Ho delle candele sempre sottomano per i casi di emergenza" Grugnì Ed "E comunque lo sapevate che qui non siamo in un superattico di Uptown." "Nessuno ha mai preteso questo. La mia voleva essere solo una domanda e una curiosità. Non mi dà nessun problema restare al buio fintantoché sono lontano da Percace e vicino alla persona che amo." Peter sorrise e lanciò un'occhiata obliqua e strana a Christine, cercando di ricavarne le fattezze alla luce delle candele che si accendevano. Per un attimo, malgrado la differenza di età, gli parve di riconoscere i tratti di Rihanna e si morse le labbra, poi deviò il pensiero su terreni meno dolorosi e riuscì ad abbandonarsi a quella notte punteggiata da lucine. "Erano secoli che non vedevo una candela...dove lavoravo Io e poi in Clinica le luci erano o bestiali o soffuse, ma nulla eguaglia la bellezza di alcune candele accese..."
Fletcher notò immediatamente lo sguardo offuscato di Peter e le sue sopracciglia corrugate, così decise in un istante che quella notte avrebbe vegliato, fanculo la stanchezza. Henry Grassi, nel frattempo, stava lanciando gli ultimi saluti prima di avviarsi per la sua strada e giungere al meritato riposo. Diede due baci a tutti malgrado le proteste di Sereni che voleva trattenerlo in Casa visto il black-out. "Non sono zone pericolose ma comunque avviarsi al buio per farti un chilometro e mezzo a piedi non è salutare per la propria conservazione." "E Tu dammmi una candela "Rise Grassi "Me ne andrò in processione nella mia personale Via Crucis. Vuoi mettere l'effetto scenico?". Ed annuì e gli rifilò una candela accesa "Buona fortuna, allora. E non indugiare troppo agli incroci." Fu così che Grassi infilò la porta e prese a discendere le scale interne. Nel frattempo Peter cercava la stanza con il Crotalo. Sereni lo afferrò per un braccio :"Chris probabilmente dorme. Gli ho dato da mangiare abbondante prima che arrivaste Voi." "Volevo solo vederlo alla luce della candela". Piagnucolò Peter. "Così non faresti che innervosirmelo e disturbarmelo, perciò Ti chiedo un favore: lasciamelo in pace." Il giovane taxista fissò il piccolo mago della rete e alla fine annuì pur scrollando interiormente la testa. Non era convinto ed era sovreccitato. Se ne rendeva perfettamente conto: il cervello gli mandava scariche elettriche dall' ipotalamo giù, fino all'ultima vertebra e la vista (non ci si fosse messo anche il black-out) era torbida. Le mani gli tremavano lievemente e non osava voltarsi verso Fletcher e Christine per non indugiare troppo sulle forme di quest'ultima. Fletcher, dal conto suo, realizzava in pieno lo stato d'animo del giovane. Ne aveva visto anche troppo durante le sue peregrinazioni in clinica e Lui stesso aveva provato quel brivido libidinoso percorrergli le cellule nervose e annebbiargli gli occhi. Solo adesso, che si era reso pienamente conto dell'amore per Christine, aveva superato quella fase e tratteneva la sessualità sulla punta delle dita. Ma lo stesso non poteva dirsi di Peter. L'eccitazione lo imbrogliava e confondeva. la passione improvvisa erompeva da tutti i pori fornendogli l'oblivio di tutti i sensi di colpa e gli autocontrolli, sfrenandolo a crimini che non avrebbe mai creduto possibili e trasformandolo in una delle più basse forme di vita che la Natura conosceva: l'Uomo lussurioso.
 
 
 

Fletcher LXVII

Post n°229 pubblicato il 03 Luglio 2014 da lost4mostofitallyeah





"Che accidenti è quella roba???". Urlò Fletcher schermandosi istintivamente il corpo. Ed sorrise mentre Christine era fuggita nell'altro locale. Peter ed Henry Grassi guardavano con indifferenza. "é un Crotalo" Precisò Sereni. "PIuttosto velenoso, forse il più velenoso serpente al mondo. Si chiama Chris e l'ho in casa con Me da più di un anno". Fletcher, dopo il primo attimo di smarrimento si era avvicinato alla gigantesca teca e aveva cominciato a posare gli occhi su quel essere brutale e ipnotico che ora stava perfettamente immobile lasciando saettare solo la lingua biforcuta ogni tanto. "é in riposo, gli ho dato da mangiare poco prima che arrivaste. Adesso sta digerendo." "Robe da matti" Biascicò Fletcher "Qualcuno mi aveva detto che eravate tutti vegetariani in questo quartiere degli artisti". "Io certamente sì, ma Chris non lo è ancora diventato" Annuì amaro il ragazzo. "Non capisco il senso nel tenere un divoratore di topolini e cavie in questa zona. Che gusto si prova a privare un animale della sua libertà e nel vederlo trascinarsi nello spazio di qualche metro, indeciso se papparsi il rancio o mettersi a dormire? Io la chiamo Crudeltà." Henry intervenne con fervore al fianco del suo giovane amico e prese a mormorare come in una litania :"Ed vuole molto bene a tutti gli animali. Chris era risalito dalle fogne dove qualcuno l'aveva scaricato, e volevano ovviamente farlo fuori, ma Lui si è opposto con tutte le forze sino a che glielo hanno affidato. Adesso, come Lui ha detto, è un anno che lo tiene in custodia e subito si è posto il problema del modo in cui farlo sopravvivere. Ed è un cuore d'oro ma ha dovuto fare delle scelte, e la scelta principale era sacrificare qualche topolino per rimettere in sesto il suo nuovo amico....ed è quello che ha fatto, pur ripugnandogli profondamente questa
opzione." Christine era rientrata nella stanza e aveva squadrato Sereni :"Io tanto sicura che la situazione gli facesse schifo non sono. C'è sempre una componente sadica in ogni uomo e la vista di un serpente risveglia tematiche del nostro passato che credevamo sopite, ma non sto qui a fare la psicologa adesso." "Vai pure avanti" Le rispose il ragazzo "Tanto ti sei spinta già ben oltre. Mi stai forse dando dello psicotico?". Peter pensò bene di intromettersi per disinnescare la conversazione che si stava inerpicando su sentieri esposti e pericolosi :"Io penso che il serpente sia, come tutti voi sapete, il simbolo fallico per eccellenza. Quindi ritengo sia inevitabile per un uomo rimanerne attratto e repulso al tempo stesso. Un po' come la visione del proprio pene da bambino: Ti intriga e Ti disgusta al tempo stesso." "Psicologia da strapazzo" Sputò con rabbia Sereni sul pavimento "Ho l'impressione che Tutti siamo passati da Percace e stiamo parlando come Lui ci ha indotto a fare. Nozionismo terra-terra del cazzo. Piccole basi confuse da strizzacervelli della peggior risma." "Dammi un'altra spiegazione, allora." Replicò piccato Peter.
Il Ragazzo sbuffò e alzò le spalle :"Per me era una bestia che sarebbe morta se non avesse avuto cibo. E non potevo lasciarlo agonizzare senza far nulla. Mi è piaciuta, lo ammetto. Dovrei sentirmene in colpa? é forse giusto coccolare rapaci e tigri siberiane e condannare allo sterminio coccodrilli e rettili per una una semplice questione estetica? Cosa c'è di tanto diverso fra lo sbranare una gazzella o lasciare che un crotalo inghiotta viva una ranocchia o un topo? é questo che dovete spiegarmi." "Va bene, va bene" intervenne conciliante Grassi, Io direi di sospendere l'interessante conversazione e di andare a mettere qualcosa sotto i denti...allora, che ne dici Ed? Hai voglia di uscire con Noi?". Il ragazzo abortì uno sbadiglio e replicò tranquillo :"Non sono più abituati ai rituali dell'andare fuori o della socializzazione ma vengo volentieri. é così tanto tempo che non mangio in una pizzeria o quello che volete." Così Tutti riposero le armi dialettiche e si avviarono lungo le scale interne del lugubre edificio sino a sboccare in strada, un'arteria che nel frattempo si era vivacizzata. Occupando il marciapiede avevano ciondolato in silenzio raggiungendo una tavola calda fianco a un vicoletto stretto e puzzolente, e lì vi erano entrati facendo ben attenzione a mescolarsi con la fauna locale. Avevano fatto i loro ordini a una cameriera piccola ma ben distribuita, con una bustina rossa sulla testa e una gran coda che le sfiorava il culo. Poi s'erano messi a sfogliare il menù con aria indifferente senza che nessuno fosse in grado di avviare un discorso che lasciasse da parte rettili, cavie, vegetarianesimo e coerenze alimentari. Fletcher e Christine si sfioravano in una suadente atmosfera complice senza tuttavia avviarsi verso un bacio o uno sfiorarsi delle ginocchia. Erano compressi ma comunque felici: uno spiraglio fra le nubi si spalancava macchinosamente e loro cominciavano ad esserne illuminati anche se con vicini un po' ingombranti e sfuggenti, in primis quel Sereni che giocava tra follia e rigore come un puro cannoniere d'area piccola.
 
 
 

Il Tragitto vol. 57

Post n°228 pubblicato il 21 Giugno 2014 da lost4mostofitallyeah





Lei, quasi ignorando Tyner, si avvicinò a Frankie e lo squadrò da capo a piedi con occhio meticoloso :"Lei dev'essere quello che gira con l'ex nano brigante. Dove si trova adesso?". "é sotto shock e sedativi da qualche parte. La giornata è stata molto impegnativa per Lui. A dire la Verità nessuno sa precisamente dove si trovi. Il Reverendo Watson si è incaricato di seguirlo e di provvedere a Lui." "In buone mani!". Commentò sarcastica la vecchia. "Perché? Forse Lei non segue il Rito officiato dal Reverendo?". "Dio me ne scampi. Io sono cattolica romana e ho fiducia nella mia professione di Fede. Tutte queste nuove cose sincretiche mi danno giusto il voltastomaco." Frankie aguzzò la vista e diede un'occhiata al piccolo corteo che seguiva Zsa Zsa Murena. Rabail gli fece un cenno muto sollevando lo sguardo al cielo e allora capì che almeno il suo compagno di viaggio non era sotto l'influenza della Signora, diversamente da Louise, che pareva totalmente rapita nell'adorazione della nonna putativa. Edgar Malloy non perdeva di vista Louise neppure per un attimo mentre il Colonnello Strano era, al solito, immerso nelle carte, questa volta depliants e guide. Maier e Rotunno non dimostravano nessuna eccezione alla regola e si guardavano in giro come guardiaspalle nervosi. Era, insomma, un piccolo circo guidato da una domatrice assai matura. Dorsey e Romario si erano avvicinati alla porticina per fare gli onori di casa mentre il Sindaco si ritraeva con un certo, malcelato, disappunto. Che ci fosse un conflitto di interessi fra Lui e la vecchia risultava palese. A Frankie sarebbe piaciuto approfondire la questione e così non si trattenne, riprendendo il filo del discorso da dove s'era interrotto :"Cattolica Romana? Magari ce ne vorrebbe una massiccia iniezione anche in questa comunità....non sembra che il sincretismo abbia portato risultati positivi se la gente si dedica ancora al linciaggio come passatempo creativo." Zsa Zsa Murena aggrottò le sopracciglia ma non sembrò seguire la provocazione del ragazzo :"Ho sentito qualche notizia al riguardo. Tenga presente quanto questa Città ha sofferto durante l'ultima guerra....". "Lei parla come il vostro Sindaco. quando vi accorgerete che la Guerra è finita?". "Che piaccia o meno, la vista un nano brigante che passeggia tranquillamente per le strade è ancora una ferita per Molti". Frankie ristette mentre Tyner annuiva vigorosamente ed evidentemente compiaciuto, sottolineando ogni parola della Vecchia con un sorriso. A quel punto Rabail intervenne deciso, avvicinando con eleganza la bocca all'orecchio sinistro di Zsa Zsa Murena e mormorando :"S'era detto, Signora, che ci fosse la possibilità di visitare anche l'Ossario. Ritenga che sia ancora possibile?". La Vecchia si scosse e si girò in direzione di Rabail, e con un ghigno a mezza bocca esalò :"Ci mancherebbe, giovanotto, siamo venuti apposta. Del resto, questa parte delle Catacombe non sono proprietà privata di nessuno e Io posso accedervi nella mia qualità di Cittadina Meritoria. Non è così, Sindaco?". Il Sindaco scosse pesantemente la testa ma cercava di mantenere un'espressione benevola sul volto. Sospirò a più riprese, poi cominciò con voce stanca :"Non è un posto aperto ai turisti" E fece un gesto di disprezzo che raccolse tutta la comitiva alle spalle di Zsa Zsa Murena "Qui sono radunate le ossa delle persone più meritevoli della Comunità. Come già ho avuto modo di dire è il nostro Sancta Sanctorum, il nostro Tabernacolo, e non permetterò a Nessuno di lanciarvi un'occhiata distratta o, peggio, morbosa per poi commentare ad alta voce quanto era chic e peculiare avere visto un mucchio di ossa VERE!". "Nessuno ha questa intenzione, Tyco." Interloquì sdegnata la Vecchia. "I Signori manterranno tutto il contegno indispensabile a un luogo di culto e raccoglimento." "Non vedo perché dubitarne, ma mi permetta di restare fermo sulla mia posizione. Non si fanno eccezioni. Se Lei vuole rendere omaggio ai Nostri Antenati con il Rispetto e la Discrezione indispensabili, ovviamente può farlo. Lei è parte fondante della Comunità, ma non permetterò mai che si porti dietro una comitiva di ficcanaso esterni e totalmente incapaci di di calarsi nella giusta situazione richiesta per portare rispetto a un simile luogo. Mi dispiace, ma con Me vivo questi turisti non passeranno. Non è così, Dorsey e Romario? Maier, Rotunno...che fate lì in mezzo? Venite a porvi con i vostri corpi e la vostra fede tra il Santuario e i Dissacratori!". Frankie era attonito e si trovava esattamente in mezzo fra i due gruppi contendenti. Maier & Rotunno si erano silenziosamente sfilati dalla comitiva e erano venuti a posizionarsi a fianco del Sindaco. Stessa cosa avevano fatto, seppur di malavoglia, Dorsey e Romario. Di fronte a Loro, con le pupille in fiamme per lo sdegno stava, qualche passo avanti rispetto ai compagni di Frankie, Zsa Zsa Murena. Le guance erano impallidite e le dita le tremavano leggermente. Pareva al ragazzo che fosse in ballo qualcosa di più di una semplice escursione a un ossario: era una battaglia psicologica per definire le sfere di influenza, una sfida campale per comprendere la leadership morale di tutta una Comunità.

 
 
 

Il Tragitto Vol. 56

Post n°227 pubblicato il 16 Giugno 2014 da lost4mostofitallyeah






Frankie restò un attimo interdetto ma non la piantava di fissare Romario. Tutto in Lui gli piaceva, perfino il fatto che fosse apparentemente burbanzoso e spietatamente diretto. E il modo in cui aveva dismesso il Reverendo e Tyner era epocale. Fissò il secondo ma questi non aveva lasciato affiorare nemmeno un quartino di malanimo alle parole del suo sottoposto. "Che tipo questo Romario" Pensò Frankie "Si permette cose che a nessuno verrebbero concesse in questa Città, di certo deve avere un carisma o un potere particolare." Dorsey nel frattempo raccontava barzellette oscene a Tyner, il quale subiva con eleganza, e Frankie decise di tornare a riavvicinarsi a Romario :"Sono stufo di questo posto". "Beh, qualcuno Vi impedisce di andarvene? Ora che le cose nella Cattedrale sono tranquille potete prendere le vostre carabattole e filare." "Non è così semplice. Pearson è stato portato via, da qualche medico o in qualche ospedale, e, almeno, dobbiamo aspettare che riappaia. Poi mi piacerebbe veramente mettermi le ali ai piedi e smammare." "Ehi sindaco! Dov'è finito il nano brigante? Tu ne sai qualcosa?". "Ancora no. Se n'è occupato Watson. Probabile che sia alla clinica." Frankie rifletté che avrebbero dovuto assolutamente recuperare Pearson prima di smammare. E quei cretini stavano là fuori a sorbirsi le lezioni d'arte di quella mummia. Certo, Gli aveva salvato la cotenna e di questo v'era da esserne eternamente grati, ma tutto in quella Cittadina cambiava alla velocità della luce e nessuno garantiva che questa fosse solo una tregua. Una tregua di cui approfittare. "Ehi sindaco! Quanto durerà la lezione di Zsa Zsa Murena? Mi piacerebbe riavere i miei compagni, e presto." Tyner gesticolò muovendo le braccia nell'aria, poi prese a parlare, sommesso :"Non c'è da avere fretta....I tuoi compagni hanno avuto un bello scossone e ora si trovano bene sotto le ali protettive di quella donna. è anche comprensibile. Penso abbiano la sensazione che lontano da Lei sarebbero ancora preda di qualche facinoroso. Così continuano ad ascoltarla. E a Lei ,se la conosco bene, non può fare che piacere. quella donna parlerebbe di Sé stessa e Arte fino alla fine dei Tempi, non solo i suoi." "Ma è veramente così? Se non ci fosse Lei quella Canaglia tornerebbe ad accanirsi? Siamo ancora in pericolo?". Il Sindaco si passò, pensieroso, una mano sul mento :"Finché Pearson se ne sta nascosto da qualche parte non penso ci siano rischi particolari. è Lui la pietra dello scandalo. Le ferite da queste parti sono ancora fresche, ma per quanto riguarda Voi penso possiate muovervi con un certo rilassamento....tutto appartiene alla sfera del buonsenso, comunque. non dare troppo nell'occhio." "Non hai risposto alla mia domanda, Sindaco. Quanto passerà prima che possa riunirmi al mio gruppo?". Tyner sbuffò ostentatamente e posò una mano sulla spalla di Dorsey :"Vai lì e riprendeteli...cosa devo dire? Ma, fossi in Te, non avrei fretta. Ho la netta impressione che la Vecchia piomberà a minuti qui, nelle Catacombe. Abbiamo un contenzioso ancora in atto su quel mucchio di vecchie ossa che stanno nel locale accanto. Lei è convinta che dovrebbero essere aperte alla visita del pubblico, come le Catacombe di Parigi, o Palermo. Io difendo la sacralità di quei resti perché parte della storia della Comunità e reliquie di altissimo valore religioso, Nessuno può passare e lanciarvi un'occhiata distratta, o, peggio, morbosa. Vanno custodite come il sancta sanctorum su cui si regge Selawille ." E qui, come dopo un lungo esaltato discorso, ristette immobile, le braccia abbandonate lungo i fianchi. Romario lo fissava circospetto e dubbioso mentre Dorsey ne aveva la stessa esaltazione nelle pupille e lo scrutava con adorazione. Frankie stava per chiedere di uscire a respirare quando il rumore di passi e il cicaleccìo di diverse persone gli raggiunse l'orecchio. "Si parla del Diavolo e subito ne spunta la coda". Fece con un sospiro il Sindaco "Te l'avevo detto che era solo questione di minuti." E sorrise amaro. Aspettarono qualche tempo mentre il brusìo si faceva più prossimo. Poi, in fondo al corridoio, si vide spuntare una figura imponente che dava il braccio a una ragazza solo leggermente meno carismatica di Lei, e dietro un piccolo gruppo di persone con in mano quelli che parevano essere dépliant e pieghevoli. Anche Frankie, uscito dal bugigattolo, per materializzare quei rumori non faticò a riconoscere Zsa Zsa Murena, Louise, e subito dietro Edgar Malloy, Rabail, il Colonnello Strano, Maier e Rotunno. La compagnia, adesso, era veramente al completo. Il Sindaco, sempre sospirando, andò incontro alla comitiva e accennò un impeccabile baciamano alla Vecchissima Signora.

 
 
 

Fletcher LXVI

Post n°226 pubblicato il 06 Giugno 2014 da lost4mostofitallyeah






Poteva avere 15 anni come 25, e si passava continumente la lingua sui denti, come per un rictus nervoso, i capelli erano scomposti e agitati mentre la mano sinistra li lisciava anche lì con costanza. Portava occhiali con la montatura di corno e una barba rossa e rada fino al pomo di Adamo: un grossolano tentativo di apprire più maturo della sua età malgrado i suoi occhi infantili e di un azzurro slavato denunciassero la sua anagrafe reale. Li stava guardando tutti senza dire una parola e continuando a passarsi la lingua sui denti. Henry Grassi, dopo il primo attimo di sorpresa, si spalancò in un ampio sorriso e prese a gorgogliare alcune parole di saluto in una lingua che sfuggiva a tutto il resto del gruppetto. L'altro gli rispose muovendo le labbra in modo appena percettibile e alzando l'estremità della bocca in una specie di sorriso. Alla fine di quelli che sembravano dei convenevoli Grassi si rivolse a Peter, Fletcher e Christine :"Vi presento l'uomo che stavamo cercando: il mio amico Edward Sereni, in più ossa che carne." Fletcher alzò il sopracciglio destro :"Ma in che lingua vi stavate parlando?". "é Inuit. Eschimese per i non specializzati. Una specie di esperanto per quelli che abitano la Suburra e preferiscono non rendere noti i propri affari. Un gergo, uno slang." Christine era affascinata e continuava a fissare Edward Sereni mentre questi aveva preso in mano delle biglie e le faceva scontrare nell'incavo della mano sinistra. "Potete salire" Disse "C'è solo una rampa di scale". La sua voce era sgraziata e nasale, come una frittella lamentosa che sfrigola nell'olio bollente. Peter avvicinò la bocca all'orecchio di Grassi :"Non mi sembra che il ragazzo ci stia con tutte le rotelle. Così, di primo impatto." Henry non replicò è continuò a ghignare verso Sereni per fare capire che quello che gli stava sussurrando il ragazzo non era assolutamente importante. Fletcher prese la decisione istantanea di guidare il gruppetto su per l'ultima asperità fino al pianerottolo dell'enfant prodige, e quando tutti furono in vetta fu anche il primo ad allungare la mano verso Edward. "Io sono Fletcher" sbottò allegramente "E questi due sono Peter e Christine". Il tizio squadrò la mano di Fletcher e non la strinse. Al contrario poggiò la zampa sulla spalla del suo interlocutore e sibilò con tutta la dolcezza di cui era capace :"Ti conosco. Ci conosciamo in realtà da parecchio tempo." L'uomo fece finta di nulla e non abbozzò nemmeno un'espressione di sorpresa ma lasciò la zampa di Edward sulla sua spalla per un minuto buono. Dopodiché Henry Grassi avvicinò la porta d'ingresso all'appartamento e fece un cenno con gli occhi al suo tenutario che biascicò di accomodarsi tutti. Poi, quasi a giustificarsi per il curioso esordio, Edward disse con la voce più sostenuta che poteva :"Dovete scusarmi ma non sono più abituato a parlare. Nel mio genere di lavoro si ha pochissimo a che fare con Gente in realtà e sostanza. E con le voci, Sì. soprattutto con le voci." Chiosò enigmatico. Il terzetto, appena varcata la soglia dell'abitazione si strinse istintivamente e fu ancora Fletcher a decidere di trarsi da quello strano impiccio :"Curioso questo posto: mi ricorda una piccionaia con balcone. Oppure un sottotetto con finiture di marmo." Sereni approvò con uno squittìo e replicò :"Sì, da queste parti puoi trovare luoghi del genere. Un po' nobiliari e per un quarto plebei. é l'eredità delle case popolari fatte in stile liberty. Un'abitudine dello scorso secolo." Peter e Christine stavano in silenzio e si guardavano attorno mentre Henry prese a introdurre quelli che sarebbero stati ospiti nel posto per un po' di tempo. Sereni annuiva compiaciuto :"Sì, mi hai già informato praticamente su tutto. La casa è grande e si troveranno bene. Ci sarebbe spazio per una quindicina di persone quindi...mi capite. Ognuno avrà la sua privacy. A queste cose ci tengo. Io stesso vivo come un monaco." Fletcher istintivamente rifletté riguardo quale differenza ci potesse essere tra Percace e quell'individuo. Arrivò al punto di pensare che potesse essere un figlio illegittimo dello psichiatra, sdoganato nella Suburra per ragioni evidenti. "Conosci Percace?". Edward si strinse la radice del naso come ad evocare ricordi dolorosi :"Ci sono stato ospite per tre mesi. Mi ha praticato le terapie tutte nel vecchio stile, impatto old-school. Da quel periodo mi è rimasto solo il sangue dal naso: ne sono preda costantemente." "Ah, comprendo. A me e ai due miei amici ha lasciato qualcosa in più del sangue dal naso." "Sesso?". Si incuriosì il ragazzo mentre accompagnava gli ospiti attraverso i locali dell'appartamento. "Hai fiuto. Azzeccato al primo colpo." "Non ho chiesto nulla a Henry sulle vostre ragioni di rifarvi un'identità. Mi piace cercare di imbroccarci da solo." Peter si inserì incuriosito :"E da cosa hai dedotto che eravamo in fuga per questioni sessuali?" Sereni sfoderò un pallidissimo sorriso :"Le facce. E poi, così in tre...ho pensato subito che poteste essere dei
pervertiti." "Essere in due uomini e una donna non significa necessariamente essere psicotici sessuali". "Certo, lo so. Ma, sapete, le vecchie abitudini e gli schemi con cui ci hanno cresciuto sono duri a crepare". Nel frattempo erano sboccati in un'ampia stanza nuda dal controsoffitto in legno. Unico ospite, in una enorme teca di vetro, era un imponente Crotalus Molossus Estebanensis che faceva trillare il suo caratteristico sonaglio al termine della coda.
 
 
 

Fletcher LXV

Post n°225 pubblicato il 30 Maggio 2014 da lost4mostofitallyeah






Salirono con passo cadenzato e ipnotico lungo le scale lavate di fresco, malgrado la vernice si scrostasse dalle pareti, e dalle porte semiaperte che attraversavano sui pianerottoli fuoriuscisse un odore pungente di zuppa di cavoli e minestrone. "Sono tutti vegetariani qui dentro". Sussurrò Henry Grassi facendo il gesto di tapparsi il naso. Fletcher, al contrario, inalò a pieni polmoni e si ricordò di sua madre, che gli preparava sempre manicaretti di quella sorta. Gli parve di essere buttato indietro, attraverso il tempo, e di ritrovarsi in famiglia, a sentire la voce alta del padre e le barzellette dei fratello. Tutto in quell'edificio sapeva di vecchio nel senso più entusiasmante del termine: grida che si inseguivano, bambini che passavano scriteriatamente aldilà dei parapetti, casini assortiti e vibrazioni incantevoli. "Mi piace questo posto". Fece, guardando Christine. "Perché ci sei vissuto" Gli rispose Lei dolcemente. "Io sapessi in che posto sono venuta su...lezioni di pianoforte, silenzio assoluto perché mio padre (procuratore) non riusciva a concentrarsi se circondato anche dal più esile rumore. Figlia unica, inoltre. Nessuno con cui chiacchierare o giocare. Insomma un martirio, e Ti invidio." Fletcher sorrise e prese sottobraccio sia La donna che Peter e in tre salirono brillanti ed euforici facendo a due a due i gradoni. Nel frattempo ridevano e si davano di gomito, come una compagnia di avanspettacolo al suo esordio.
Anche Grassi non potè fare a meno di sorridere, ma pensò che facevano meglio a spassarsela adesso perché Li attendevano alcune stanzette spettrali e nude e qualche settimana di ritiro spirituale, prima di potere anche solo pensare a una nuova vita e a un passaggio verso un nuovo mondo. "L'ascensore qui è guasto da qualche centinaio d'anni, se non ve ne foste accorti, ed Edward sta all'ultimo piano, quindi bisogna ascendere ancora ma non durerà a lungo. L'importante è non pensare a quanto tragitto si è fatto." "Incoraggiante" smozzicò le parole Fletcher mentre trascinava Christine tenendosi al passamano. Peter sospirò ed ebbe un attimo di sbandamento :"Io non so, cazzo. Ma a volte mi viene da pensare cosa starà combinando Rihanna fra le grinfie di Percace...il modo in cui la influenza...le suggestioni che gli sta ficcando in testa. Mi viene voglia di procurarmi un UZI e di correre alla Clinica, e lì saldare i conti con tutti!". Henry Grassi lo fissò dall'alto sconsolato :"Sarebbe proprio una bella impresa. Ti procureresti un biglietto per il Paradiso senza avere combinato un cazzo per la sua salute. MI pare comunque di capire che non avrai intenzione di prendere quella nave come i tuoi attuali compagni di sventura." "Oh no" rispose il ragazzo "Io voglio solo rifarmi un'identità. Ma non fuggirò verso altre situazioni per rifarmi una vita. IL mio unico Amore è ancora in queste zone, e troverò il modo per liberarlo e ricongiungermi a Lei." Fletcher, col fiatone, lasciò partire un applauso non ironico e gli battè sulla spalla. "Fai bene, ma non riesco a capire come riuscirai a penetrare dentro quella fortezza e a liberare la tua principessa." "Semplice" Sospirò Peter aggrottando la fronte "Mi farò ricoverare con un'altra identità in una Clinica diversa da quella di Percace ma affiliata. A quel punto avrò la possibilità di muovermi fra le diverse Case di Cura. Migliorerò. Diventerò un infermiere interno e troverò il modo di sbattermi per tutti i Ricoveri dello Stato, finché non ripescherò il Dottore. E allora per Lui sarà troppo tardi." "Gli vuoi saldare il conto?". "Mi sembra il minimo dopo tutto quello che mi ha fatto e come si è accanito su Rihanna". Tutti si fermarono al sesto piano e si ammutolirono.
Henry Grassi si grattò il mento pensieroso e accennò con il dito al ragazzo :"Davvero lo ammazzaresti?. Questo è un passo importante e indietro non si torna". Peter digrignò i denti e mulinò i pugni :"Non potete nemmeno immaginare quanto odio sono riuscito a cumulare in questo periodo. Prima sono stato sbattuto in una Clinica per avere scopato la mia ragazza, poi sono stato umiliato in tutti i modi, sedato, sconvolto, e ora devo assistere allo spettacolo dei Dottore che tenta di plagiare Rihanna. è davvero troppo." Fletcher era immobile e pareva riflettere ad occhi chiusi. Poi li spalancò di nuovo e guardò il vuoto dentro la tromba delle scale :"Sai, Peter....mi sono affezionato a Te dopo quello che abbiamo passato in montagna. Non so se riuscirei a lasciarti andare, a farti ammazzare, insomma." Christine aveva smesso la gioia e ora osservava i tre uomini beccarsi con avidità l'uno con l'altro. Pensava una battuta con cui rompere quella tensione e l'atmosfera di morte che era improvvisamente calata sul quartetto ma nulla le affiorava alla mente. Così rimasero, senza parlare, per almeno due minuti, dopodiché Henry Grassi, quasi rassegnato, fece un cenno comprensivo con la mano e Li raccolse tutti, invitandoli a continuare la scalata gonfiandosi le guance. "Per certe scelte c'è ancora tempo. Non vendiamo le pelli dell'orso. Quello che tutti e tre dovete fare adesso, è cambiare connotati e anima, farvi una vita diversa. Poi, per non dimenticare e vendicarsi c'è sempre tempo, a meno che, con il tempo, il Signore non voglia guarire certe piaghe interiori." Peter perse definitivamente le staffe :"Mi stai consigliando di dimenticarmi? Di farmi qualche zoccola clandestina e buttare alle ortiche quello che ho costruito in quattro anni con Lei? Mai, cazzo, Io...." E si arrestò di botto. Qualcuno, sopra di Loro, aveva spalancato una porta. Si era sporto dal parapetto e Li stava osservando con avida curiosità.
 
 
 

Il Tragitto Vol.55

Post n°224 pubblicato il 24 Maggio 2014 da lost4mostofitallyeah





"Come gira, Frankie?" "In modo significativo. Ci siamo salvati la pelle ed è questo quello che conta. Lei piuttosto, Sindaco...si è eclissato dalla sua postazione con la Signora Murena. Mi sta per caso seguendo?" Tyner lasciò andare un sorriso che pareva una staffilata :"MI è stato detto dalla voce amica che Tu e il nano vi siete infilati nelle Catacombe, e che Pearson ha preso una scuffiata di farmaci...tsk tsk......così proprio non si fa." "Cosa? Ingozzarsi di antipsicotici o scendere nelle Catacombe?". "Brillante spiritoso, Frankie. Del resto, da quando Ti conosco lo sei sempre stato....Ma, per rispondere alla tua domanda...diciamo che non si va in casa di altri e si comincia a ficcanasare, diciamo che non sta bene." A Frankie si annebbiò lievemente la vista e la voglia di prendere a pugni quel mellifluo cialtrone in Lui insorse prepotente, ma si limitò a sibilare un fischio fra le labbra :"Eravamo sul punto di essere fatti a pezzi dai suoi amati concittadini. Per Noi trovare una porta aperta e infilarvisi è stato tutt'uno, poi siamo scesi di livello perché Pearson ha perso la tramontana e continuava a scappare. Io mi sono limitato a seguirlo." Il Sindaco annuì significativamente e parve apprezzare la spiegazione di Frankie. Poi sembrò rabbuiarsi e sputò fuori delle parole acerbe :"Là sotto stanno le ossa dei personaggi emeriti della Comunità. Il Locale dove siete finiti è off-limit alle Visite di esterni. solo i cittadini, una volta all'anno, possono frequentarlo. è un ossario, luogo di raccoglimento e riflessione." Il Ragazzo abbassò il volto e tentò di stamparsi sulle fattezze un'espressione compunta e mesta. Gli riuscì bene :"Lungi da Noi la volontà di profanare un luogo santo....Ma Pearson si è infilato in quella dannata galleria e a Me è parso inevitabile seguirlo. Poi siamo sbucati nella Cripta." "Va bene, va bene" Sospirò Tyner "Ma l'importante è che non si ripetano più certe situazioni...e, a questo proposito, dove stavi andando?". Frankie tentò di sostenere lo sguardo del Sindaco che, improvvisamente s'era fatto malevolo e acido. In due secondi tentò di allestire una balla, poi riflettè ch'era meglio snocciolare la Verità :"Niente. Stavo vedendo se potevo recuperare Romario, uno dei due custodi. quando l'ho incrociato mi ha subito colpito. Bella persona. Poi il Reverendo mi ha raccontato le sue vicende e la mia stima nei suoi confronti è andata alle stelle. Curiosità, insomma, tutto qui: curiosità personale." Tyner si piazzò sul viso un sorriso perplesso e lo mantenne per diversi minuti. Poi, d'un tratto, prese sottobraccio il Ragazzo, aprì il cancello che dava sui Sotterranei e lo guidò verso il basso. "A cosa debbo il piacere di una tale scorta? Non si fida di Me, Sindaco?". "No. Ho semplicemente pensato che Ti avrebbe fatto piacere avere come Cicerone uno che questa Cattedrale ha contribuito a costruirla. Dal Produttore al Consumatore, insomma. Poi mi sono annoiato di assistere alle lezioni di estetica di Zsa Zsa Murena. Tutti pendono dalle sue labbra, ma Io quelle storie le conosco a menadito. Così ho pensato...perché non vedere dove si è ficcato il giovane Frankie? L'ultima volta l'avevo trovato in condizioni alquanto precarie...." "Molto gentile da parte sua.." Abozzò il Ragazzo mordendosi il labbro. La stretta di Tyner più che un'affettuosa strizzatina stava diventando una morsa fastidiosa. Comunque, insieme, si incamminarono attraverso i resti dell'antica città romana, con il Sindaco che fungeva da guida, illustrando i particolari più interessanti di quelle venuste rovine. Alla fine sbucarono sui corridoi perfettamente illuminati che conducevano alla postazione dei Custodi: ambienti asettici con tappeti scarlatti e il lieve ronzìo dell'aria condizionata. Frankie aveva percorso quel tragitto anche al ritorno dalle Catacombe. Ora vi si stava immergendo di nuovo in una compagnia invadente di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Camminando felpati e scambiandosi sussurri a bassa voce arrivarono alla guardina e Dorsey uscì fuori profondendosi in salamelecchi e frasi ruffiane di circostanza. Frankie sgusciò via e diede un'occhiata all'interno vedendo Romario con i piedi sul tavolo, che fissava ipnotico le telecamere a circuito chiuso con un libro aperto fra le mani. "Buona giornata" azzardò Frankie. Il suo interlocutore parve cercare di metterlo a fuoco, poi inforcò un paio di occhiali e lo squadrò attentamente. "Toh, chi si rivede, il piccolo esploratore degli abissi e il suo amico fattone!". "No" Sorrise il Ragazzo "Attualmente non sono in coppia. Pearson in questo momento dovrebbe essere sotto le mani di un dottore." "Beh, figurarsi" Rispose Romario animandosi "Con tutto quello aveva buttato giù...spero comunque per Lui che se la cavi." Tyner fece capolino dalla porta :"Visto che tipo il nostro Romario? Nulla riesce a smontarlo! Ne ha passate di cotte e di crude e la Fede non fa altro che rafforzarsi. é un esempio per tutta la cittadinanza." Il Guardiano fece come se non lo avesse nemmeno sentito e scese dalla sedia e dal tavolino avvicinandosi a Frankie. Gli arrivò a venti centimentri dalla faccia e sillabò :"Non ascoltarlo, è un politico. E come tale racconterà sempre balle. Quello che devi seguire è la tua voce interiore, e devi leggere la bibbia. Quello devi fare. Non esiste vendetta e non credo all'Odio. Sono passato attraverso il fuoco e non mi sono nemmeno scottato, ho camminato nel deserto e le polle di acqua spuntavano ovunque. Lascia perdere il Reverendo e il nostro Tyner. Prima di tutto non smarrire mai la retta via." Dette queste parole, tornò a sedersi, quasi stremato, e riprese a guardare sovrappensiero le telecamere a circuito chiuso.

 
 
 

IL Tragitto Vol.54

Post n°223 pubblicato il 15 Maggio 2014 da lost4mostofitallyeah






Portarono Pearson in canonica e lì attesero l'arrivo del medico, a cui Watson aveva prontamente telefonato. "Esiste anche un dottore, quindi?". Fece Frankie ironico "O magari più d'uno. Ma dov'erano quando il ragazzo qui veniva quasi linciato, messo alla gogna, minacciato di essere fatto a pezzi?". Il Reverendo lo guardò silenzioso negli occhi, poi cominciò a formare un sorriso a fior di labbra e a scuotere lievemente la testa :"La verità é che se non fossimo intervenuti Io e il sindaco prima, e Zsa Zsa Murena dopo, non ci sarebbe stato bisogno di medici per il vostro ex nano brigante. L'unica cosa di cui ci sarebbe stato bisogno era un buon servizio di pompe funebri." "Ma esiste una polizia in questo posto, o solo degli sgherri prezzolati tipo Maier e Rotunno?". "Qui esistono squadre di autodifesa formate dagli stessi cittadini, milizie popolari sotto il diretto comando del sindaco. E sinora hanno funzionato molto bene". "Fino adesso intende, padre? Non se n'è vista traccia in Chiesa." "Per forza! Gli stessi che mantengono l'ordine stavano per squartare il vostro ex nano brigante!." Herald Watson abbandonò per un attimo le cure a Pearson e si piazzò innanzi a Frankie. Il labbro inferiore gli tremolava lievemente mentre le pupille erano appuntite come aghi :"Segui il mio ragionamento, Frankie: dopo che ne hai passato di cotte e di crude a causa di un certo tipo di Persone e, da un giorno all'altro, Ti fanno sapere che tutto quello che c'è stato, stupri, saccheggi, violenze, ammazzamenti, incursioni sanguinose appartiene al Passato e che dobbiamo vivere in pace contro i nostri ex torturatori...beh, ti sembra così facile mettere da parte l'animosità e l'odio e stringere la mano ai tuoi nemici come se nulla fosse accaduto?". Frankie, coraggiosamente, sostenne lo sguardo spiritato del prete e replicò a bassissima voce :"Mi sembra ci sia un equivoco che ancora non è stato sciolto: Noi, per quanto ci riguarda, non vediamo l'ora di abbandonare Selawille. Qui abbiamo trovato solo odio e disprezzo, nonché minacce molto concrete alla nostra incolumità fisica. Sono giorni che tentiamo di prendere quel fottuto treno, e maledetto sia il momento in cui abbiamo deciso di vestire Pearson da ragazzina cresimanda..." Watson fece un cenno di assenso con il capo :"Ve l'abbiamo fatta sudare, vero? ora saprete che non si scherza con i sacramenti". "Semplice autodifesa, padre. Eravamo in territorio ostile." "Ok, penso ci siamo chiariti. Adesso mi preme salvare la pellaccia a questo ragazzo, anche se penso si sia preso solo una pessima scuffiata di farmaci e che dormirà fino a domani." "Dove sono Dorsey & Romario?". Fece Frankie, quasi sovrappensiero. Watson che si era chinato su Pearson, tornò a rialzarsi e a fissarlo intensamente :"Penso siano tornati nelle catacombe...è il loro lavoro. Come mai quest'interesse?". Il giovane sollevò le spalle :"Nulla. Mi hanno incuriosito. Specialmente quel Romario. Mi pare ci sia più sale in zucca in Lui che in tutta la Comunità di Selawille..." "Non lo avresti detto se avessi saputo che moglie e figli di quell'uomo sono stati sterminati dai Nani Briganti. Ma è una storia troppo dolorosa e non intendo entrare nei dettagli. Ti basti sapere che, invece di abbandonarsi alla Vendetta, Romario si è rifugiato nella Fede, la vecchia Fede, quella Cristiana, non la sincretica che rappresento Io indegnamente. Ha perdonato e comunque parecchi qui lo hanno fatto, anche se ti capiterà di pensare il contrario. Per questo dicevo che non avresti parlato del sale in zucca di Romario e della ferocia degli altri abitanti. Ci sono persone meravigliose da queste parti." Perdonato...riflettè Frankie. Pensare che se c'era uno in diritto di frantumare Pearson, beh forse era proprio Lui. Curioso, non ha lasciato trapelare nulla. Sembrava solo vagamente infastidito. Un uomo silenzioso e riservato, forse un po' burbero ma affascinante. Un pensiero gli si era insinuato mellifluo nel cervello, e non tardò a esprimerlo a Watson. "Mi dica, padre...le seccherebbe se andassi un attimo a ripescare Romario dal suo lavoro? Quell'uomo mi trasmette parecchio, e vorrei parlarci nuovamente. In modo, diciamo, più profondo." Il Reverendo stava cercando di far bere un bicchiere d'acqua a Pearson e non tradì nessuna emozione. "Se Ti va puoi andare a recuperarlo e farci quattro chiacchiere. Male non fa. Poi, penso che non starà nemmeno lavorando....con tutto il trambusto che c'è stato in Chiesa......
"Va bene. Affido Pearson alle sue mani e scendo. Comunque per quando arriverà il medico penso di essere di ritorno". Herald Watson non rispose e così Frankie abbandonò la canonica e prese ad avviarsi verso l'ingresso alle Catacombe. Durante il breve tragitto fece in tempo a dare nuovamente un'occhiata alla sterminata volumetria della Cattedrale, disseminata di figurine pie e fedeli in raccoglimento. Un silenzio appena incrinato da colpi di tosse e rumore di passettini sul marmo. Davvero, ripensò, la differenza con la bolgia che s'era scatenata fino a mezzora prima appariva irreale: ora quel posto non si distagliava per nulla da qualsiasi luogo di culto e riflessione e i facinorosi s'erano volatilizzati come per incanto. Allungò lo sguardo verso una delle rientranze e notò Zsa Zsa Murena ancora impegnata a fare lezione ai suoi compagni d'avventura. Di certo Loro ne erano ben contenti...stare vicini a quella vegliarda significava sicurezza e incolumità: erano tutti come dei pulcini intorno al vasto corpo della chioccia. Si lisciò le mani, sospirò e fece i gradini fino all'inferriata che dava sulle catacombe. Ma qui si fermò di botto. Davanti a Lui, come materializzatosi dall'odore di incenso, stava il Sindaco: Tyco Tyner.

 
 
 
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