Adenia

http://blog.libero.it/Adenia

 

Preferisco i punti interrogativi ai punti esclamativi. Il dubbio permette di esprimere con calma le proprie idee e aiuta a cambiarle se queste non sono ottimali. Non è forse il dubbio che dà origine a non importa quale curiosità?

 

OUT OF TIME

Where's the love song to set us free
too many people down, everything turning the wrong way round
And I don't know what love will be
but if we stop dreaming now, lord know we'll never clear the clouds

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind

And watch the world spinning gently out of time
Feel the sunshine on your face
It's in a computer now
gone are the future (?) way out in space

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time
Tell me I'm not dreaming
but are we out of time 

 

AREA PERSONALE

 

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TIME IS RUNNING OUT

 

I'M YOURS

 

IL DUBBIO

Quando sulla strada vi imbattete nei punti interrogativi allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate punti esclamativi, i paladini delle grandi certezze, i puri della fede incontrollabile, allora mettetevi paura perché la fede molto spesso si trasforma in violenza.

Il dubbio è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli mostrerà che sono sbagliate. 

(frasi prese dal libro "Il dubbio")

 

ESSER TRISTI È NECESSARIO

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
16/01/2009 12.27.00

 

 

La tristezza è parte della condizione umana ed è funzionale e necessaria per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo. "Quando si individua un tratto così profondamente conservato nella biologia dell'uomo, bisogna presumere che è un tratto selezionato dall'evoluzione e come tale necessario alla sopravvivenza", ha dichiarato Jerome Wakefield della New York University e coautore del libro "The loss of sadness: how psychiatry transformed normal sorrow into depressive disorder", la cui traduzione in italiano sarebbe "La perdita della tristezza: come gli psichiatri hanno trasformato il normale dolore dell'anima in malattia depressiva". Wakefield e altri psicologi che sostengono l'importanza di vivere ogni emozione, anche quelle più negative, sono stati intervistati sull'ultimo numero della rivista NewScientist.

Nella società moderna la tristezza è diventato uno stato d'animo da evitare. In tutti i modi possibili. Ci si può distrarre evitando di pensare e riempiendosi la giornata di appuntamenti e di cose da fare. Molti scelgono anche, in maniera incauta e superficiale, di usare pillole che stabilizzano l'umore agendo direttamente sui centri nervosi di produzione e regolazione dei neurotrasmettitori.

Eppure è esperienza comune di ciascuno come, nei momenti di difficoltà o di tristezza, la percezione del mondo è diversa e talvolta più profonda. Non è un caso, infatti, che gli artisti esprimono il meglio della loro produzione proprio nei momenti di maggiore difficoltà più che quelli di felicità. Secondo alcuni neurologi vi è un motivo biologico che spiega il legame tristezza-creatività: la riduzione dei livelli di cortisolo tipica dei momenti di tristezza attiva i centri nervosi della creatività mentre riduce l'attività di quelli che stimolano la socialità, la fame e l'attività fisica.
La tristezza, l'introspezione e i momenti di solitudine, quindi, sono funzionali a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi riprendere e andare avanti. Attenzione, però, se una sana dose di tristezza è necessaria, tutti gli esperti sono d'accordo nel dire che se si è di fronte ad una diagnosi di depressione allora è necessario sottoporsi a terapie adeguate.

Fonte: Marshall J. Is it really bad to be sad? NewScientist 14 gennaio 2009.

 

NEW YORK NEW YORK

 

I COLORI DEGLI ALIMENTI

Dietro ai vari colori degli alimenti si nascondono nutrienti diversi che devono essere assunti per avere un'alimentazione completa. Per ogni colore esiste un diverso beneficio, come una pelle giovane, delle ossa forti, una memoria da elefante e un sistema immunitario ben funzionante. Per mangiare "colorato" si intende assumere ogni giorno degli alimenti appartenenti a cinque diverse categorie di colore, giallo/arancione, verde, blu/viola, rosso e bianco, alle quali corrispondono dei nutrienti specifici.

Ecco alcuni esempi: i cibi gialli/arancioni come carote, zucca, mais, melone sono ricchi di carotenoidi che svolgono una funzione antiossidante; gli alimenti verdi, tra cui spinaci o broccoli, sono ricchi di luteina che fa bene alla vista; i blu/viola come more e mirtilli, fonte di antocianine, proteggono dalla fragilità capillare, dai processi infiammatori e dai tumori; pomodori e cocomero fanno parte dei cibi di colore rosso che hanno un grande contenuto di licopene, che può avere una funzione protettiva contro il cancro e le malattie cardiovascolari; infine, sono considerati alimenti bianchi il cavolfiore, con proprietà anticancerogene, e le patate, buona fonte di sali minerali e vitamine, ma anche le carni bianche, il pesce e i formaggi magri che sono fonte di proteine.

I nutrienti contenuti in questi alimenti lavorano meglio in squadra, questo vuol dire che dovrebbero essere assunti contemporaneamente cibi appartenenti a categorie di colore diverse. Questa abitudine aiuta a mantenere un'alimentazione variata e completa ed è estremamente semplice da realizzare: ad esempio grazie ad insalate e macedonie di frutta, facili da essere consumate anche durante i pasti fuori casa.

Fonte: Perry M. Colors of health. Prevention 9 novembre 2007

 

LE ONDE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cioccolato

Post n°55 pubblicato il 20 Novembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

Nessuno sa resistere al "dio" cioccolato, infatti è apprezzato in tutto il mondo anche se i paesi che ne consumano di più sono quelli nordici e il Giappone. La sua storia ha origini antiche ed ha inizio in Messico nel IX - X secolo dove dei piccoli alberi  producevano frutti simili a zucche con foglie verde-scuro: erano le piante del cacao. I primi agricoltori furono i Maja dove il cacao era preziosissimo e veniva utilizzato come bevanda ma anche come merce di scambio. Poi vennero gli Aztechi che producevano una bevanda abbrustolendo e pestando i frutti delle piante del cacao aggiungendoci spezie e acqua; si scoprì che questa bevanda faceva sopportare  la fatica e stimolava le mente. Il primo europeo a berla fu Colombo nel 1502 e da qui la prima nazione importatrice del cacao fu la Spagna. La bevanda però agli spagnoli risultò troppo amara quindi ci aggiunsero spezie e zucchero. Il cioccolato divenne così ben presto il cibo dei nobili e nel 1600 fu introdotto in tutte le corti.

Nel '700 nacquero le prime fabbriche di cioccolato europee, ma solo dopo un secolo si diffuse tra tutta la popolazione. Torino fu la capitale della produzione che esportava in mezza Europa dove veniva gustato sottoforma di bevanda o di cioccolatini nei caffè. Torino inventò anche la gianduia cioè il cacao mescolato con nocciole piemontesi e nel 1865 nacque il primo e famosissimo Gianduiotto. Il Bacio nacque più tardi e nacque per recuperare le tante briciole di nocciole che altrimenti sarebbero andate perse. Verso la fine del 1700 per la prima volta a Barcellona il cioccolato venne prodotto meccanicamente, nacque così il cioccolato solido e nel 1775, riconoscendo le sue proprietà uniche, un naturalista svedese diede all'albero del cacao il nome THEOBROMA, parola greca che significa "cibo degli dei".

Agli inizi del 1800 nacque la prima fabbrica svizzera e gli olandesi inventarono il cioccolato in polvere.

Il cioccolato si può definire la "pillola del buonumore" perché contiene zuccheri, grassi, vitamina B e magnesio che sono il nutrimento del sistema nervoso e favoriscono la stabilità dell'umore; infatti il cioccolato fa rilasciare all'organismo delle sostanze (endorfine) che migliorano il tono dell'umore. Inoltre questo alimento dolcissimo contiene un' altra sostanza (feniletinammina) che è un antidepressivo naturale e la teobromina che è simile alla caffeina e quindi un eccitante; queste sostanze euforizzanti vengono anche prodotte dal nostro organismo quando c'è il "colpo di fulmine". Ma ancora non si sa con certezza il perché il cioccolato venga definito antidepressivo se è per un effetto psicologico di gustare qualcosa di buono e che fa spesso pensare all'infanzia o se c'è veramente un'azione biochimica di queste sostanze considerate simili all'oppio. Studi recenti hanno scoperto anche un'altra sostanza (ananolamide) che agisce sul cervello come la marijuana e che quindi dà sensazioni di benessere e tranquillità.

 
 
 

NUTRIRE CUORE, MENTE E SPIRITO

Post n°53 pubblicato il 14 Novembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

La psicologia transpersonale ci insegna che l'energia non arriva solo da cibo, ma anche da letture, musica, amicizie e progetti di vita. Calibrando opportunamente questo tipo di alimentazione possiamo dare alla nostra esistenza la "forma" desiderata.

Non è solo il nostro corpo fisico che ha bisogno di nutrimento per vivere, crescere e agire nella realtà, dobbiamo nutrire, tanto per cominciare, anche le emozioni e la mente. E se l'energia fisica ci arriva dal cibo che mangiamo, l'energia emotiva ci arriva dal tipo di relazioni che instauriamo, dagli stati d'animo che coltiviamo, dalle persone che frequentiamo. L'energia mentale dalle convinzioni che maturiamo su noi stessi e sulla vita, dalla comunicazione con gli altri, dalle letture, dalla qualità dei propri e altrui pensieri. Come la qualità del cibo materiale determina lo stato di salute e di vitalità del nostro organismo, anche negli altri livelli di coscienza va operata una scelta consapevole delle fonti di approvvigionamento energetico che ci fanno stare meglio, che sono più adatte a noi o alle diverse circostanze in cui ci troviamo.

La gestione delle emozioni e dei pensieri è solitamente abbastanza casuale in una cultura come la nostra, in cui l'arte di conoscere e possedere se stessi è piuttosto trascurata. Eppure uno dei segreti della qualità della vita risiede proprio in una buona capacità di vivere e usare le emozioni per sentire e assaporare i mille e più sapori della vita, senza però "farsi usare" dalle emozioni, senza soccombere al loro impeto coinvolgente.

L'emozione è come l'acqua: elemento vitale preziosissimo, la cui mancanza porta sofferenza, la cui repressione è pericolosa, il cui eccesso è dannoso. E' nell'ambito della dimensione emotiva, volubile e in continua trasformazione, che prende forma il nostro "umore della giornata" sotto l'influsso dell'insieme di tante diverse energie. Invece di lasciare al caso quello che sarà lo stato d'animo che ci accompagnerà possiamo influire consapevolmente su almeno alcuni dei fattori che influenzano la sfera emotiva. Musica e colori, tanto per fare un esempio, sono anch'essi energie che entrano in risonanza con noi: cambiando la frequenza della radio, cambiando il colore del nostro maglione, lasciando entrare il sole nella nostra stanza, possiamo concretamente cambiare il nostro umore. Provare per credere.

Anche il pensiero è energia. E' come l'energia dell'aria, leggera e potente, capace di trascinare lontano, di erodere montagne, di far volare, ma anche di far precipitare. Anche sui pensieri possiamo acquisire dominio e padronanza, per non lasciare che quelli indotti dall'esterno ci portino dove vogliono loro, ma per fare sì che siano uno strumento ben saldo nelle nostre mani, che porta verso i nostri obiettivi. Agire sulla qualità del nostro mentale significa nutrirlo di belle idee, di speranza, di ottimismo, di informazione reale e non di dicerie, verificando i fatti in prima persona, scegliendo le letture che ci fanno star bene.

Dopo il corrispettivo di terra, il corpo, acqua, l'emozione, e aria, la mente, l'essere umano ha una quarta componente energetica: fuoco, lo spirito, la dimensione etica, delle aspirazioni, dei valori, degli ideali, dell'anelito verso il divino. Una dimensione che, contrariamente a quanto si pensa, è parte costitutiva di ogni singolo essere umano e come tale ha bisogno di essere riconosciuta e nutrita. E se nessun percorso spirituale o religioso ha ancora risposto a questa nostra sete di assoluto, possiamo cominciare a coltivare il silenzio interiore necessario al manifestarsi di questo aspetto più sottile del nostro essere. Attività artistica, impegno sociale, contatto con la natura, comunicazione autentica sono soltanto alcuni degli spunti per aprirsi al calore e alla luce del fuoco interiore, che esprime l'essenza stessa della natura umana.

 
 
 

Fragile (Nothing Like The Sun)

Post n°52 pubblicato il 13 Novembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

If blood will flow when flesh and steel are one
Drying in the colour of the evening sun
Tomorrow's rain will wash the stains away
But something in our minds will always stay

Perhaps this final act was meant
To clinch a lifetime's argument
That nothing comes from violence and nothing ever could
For all those born beneath an angry star
Lest we forget how fragile we are

On and on the rain will fall
Like tears from a star, like tears from a star
On and on the rain will say
How fragile we are, how fragile we are

On and on the rain will fall
Like tears from a star, like tears from a star
On and on the rain will say
How fragile we are, how fragile we are
How fragile we are, how fragile we are

Ancora ed ancora la pioggia cadrà, come lacrime dal cielo...

 
 
 

Risposta di un mio interlocutore

Post n°50 pubblicato il 09 Novembre 2005 da Adenia
 
Foto di Adenia

ECCO UNA FRASE CHE MI SCRISSE UN MIO INTERLOCUTORE, IN RISPOSTA AD UN MIO COMMENTO. SI ARGOMENTAVA SULLA FORZA DI REAZIONE CHE UNA PERSONA HA NEI VARI EVENTI DI VITA.

"LA REALE DIMENSIONE DI UNA PERSONA E' L'INSIEME DI TUTTE QUELLE COSE CHE QUESTA PUO' DARE: SPAZIA DA SENTIMENTI A FATTI CONCRETI. STAVAMO PARLANDO DI FORZA DI REAZIONE, TIRARE FUORI QUEL QUALCOSA CHE TI CONSENTA DI OLTREPASSARE STATI DI EMPASSE. IN QUESTO CASO, LA DETERMINAZIONE SUPPORTATA DA CONOSCENZA, PRESA COSCIENZA DI LIMITI BY-PASSABILI E VOLONTA' DI FARLO SONO INDICI DELLA DIMENSIONE DI UNA PERSONA. ALLA BASE DI TUTTO COMUNQUE C'E' IL CUORE, MA SOPRATTUTTO LA TESTA: LA VOLONTA' CE L'HAI E TE LA PUOI CREARE SE LO VUOI E COL CUORE NON SI PUO' OTTENERE. COL CUORE SI OTTIENE ALTRO... MA ANDREI FUORI TEMA (IDEA PER TUO PROX POST: SAI CHE IL MIO CUORE E' SEMPRE PRONTO E RICETTIVO, MA ORA LO E' PIU' LA ZUCCA!)."

MOLTO PROBABILMENTE QUALCOSA DEL SUO PENSIERO MI SFUGGE. COSA DISTINGUE LA MENTE DAL CUORE? A MIO PARERE VI E' UN CONFINE COSI' SOTTILE CHE ANCHE QUANDO SI CREDE DI NON RAGIONARE SI RAGIONA, ANCHE QUANDO SI CREDE DI SEGUIRE I SENTIMENTI IN REALTA' SI SEGUE LA PARTE UMANA RAZIONALE, ANCHE QUANDO SI CREDE DI DARE RETTA ALL'ISTINTO IN REALTA' ANCORA UNA VOLTA SI E' AGITO MEDITANDO E CALCOLANDO BENE L'AZIONE. QUANDO SI AGISCE CON IL SENTIMENTO E QUANDO CON LA RAGIONE? QUALI ELEMENTI PERMETTONO DI COMPRENDERE TALE DISTINZIONE NELL'AGIRE UMANO?

 
 
 

Post N° 49

Post n°49 pubblicato il 07 Novembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

Il se trouve dans certaines villes de province des maisons dont la vue inspire une mélancolie égale à celle que provoquent les cloitres les plus sombres, les landes les plus ternes ou les ruines les plus tristes. Peut-etre y a-t-il à la fois dans ces maisons et le silence du cloitre et l'aridité des landes et les ossements des ruines: la vie et le mouvement y sont si tranquilles qu'un étranger les croirait inhabitées, s'il ne rencontrait tuot à coup le regard pale et froid d'une personne immobile dont la figure à demi monastique dépasse l'appui de la croisée, au bruit d'un pas inconnu.
Ces principes de mélancolie existent dans la physionomie d'un logis situé à Saumur, au bout de la rue monteuse qui mène au chateau, par le haut de la ville. Cette rue, maintenant peu fréquentée, chaude en été, froide en hiver, obscure en quelques endroit, est remarquable par la sonorité de son pétit pavé caillouteux, tuojours propre et sec, par l'étroitesse de sa voie tortueuse, par la paix de ses maisons qui appartiennent à la vieille ville et que dominent les remparts. Il est difficile de passer devant ces maisons sans admirer les énormes madriers, dont les bouts sont taillés en figures bizarres et qui couronnent d'un bas-relief noir le rez-de-chaussée de la pluspart d'entre elles.

 
 
 

Una Discussione su Woodstock

Post n°48 pubblicato il 03 Novembre 2005 da Adenia
 

IERI HO AVUTO UNA DISCUSSIONE CON ALCUNE PERSONE, IN MODO PARTICOLARE CON UNA, ALL'INTERNO DI UNO SPAZIO VIRTUALE CREATO DA UN GRUPPO DI UTENTI DELLA CHAT DI LIBERO. SONO STATA INVITATA COME OSPITE ED HO UTILIZZATO AL PEGGIO L'OCCASIONE DI INTERAGIRE CON I VARI PERSONAGGI DI QUESTO GRUPPO. TUTTAVIA, NON COMPRENDO COME UNA PERSONA POSSA TANTO DARE MESSAGGI D'AMORE PER POI NON ACCETTARE COME MESSAGGIO IMPORTANTE UN ALTRUI PENSIERO. CREDO VI SIA GENTE CHE ABUSI DELLA PAROLA "AMORE" E "AMICIZIA". TUTTE STRONZATE QUELLE FRASI SUL CONCETTO DI AMORE E DI AMICIZIA. CHI POI CREDE CHE AMARE SIA DARE SENZA RICEVERE E' PER ME UNA TESTA DI CAZZO CHE VA AVANTI PER LUOGHI COMUNI SENZA NEPPURE AVERLI COMPRESI. CHE VALORE POTREBBE MAI AVERE IL DONARE QUALCOSA SE NON VI E' CHI DALL'ALTRA PARTE E' IN GRADO DI ACCOGLIERE IL DONO? CHE SENSO HA DONARE SE NON SI E' CAPACI DI RICEVERE? IO MI INCAZZO QUANDO QUALCUNO MI DICE: "QUELLA E' UNA PERSONA SPECIALE IN QUANTO MI DA' VERA AMICIZIA SENZA CHIEDERMI NULLA IN CAMBIO". MINCHIATA!!! SE UNA PERSONA A ME NON CHIEDE NULLA IN CAMBIO SIGNIFICA CHE NON GLIENE FOTTE UN CAZZO DI ME, SIGNIFICA CHE LA SUA VITA PUO' ANDARE AVANTI INDIFFERENTEMENTE CON O SENZA ME, SIGINFICA NON DARMI LA POSSIBILITA' DI DONARE A LEI QUALCOSA. CHE MENTI DI MERDA CHE VI SONO. SENTO UN DOLORE DENTRO SENZA LIMITI IN QUESTO MOMENTO. FANCULO A TUTTI QUELLI CHE VENDONO L'AMORE COME SE FOSSE UN PRODOTTO INDUSTRIALE FATTO IN SERIE, FANCULO A TUTTI QUELLI CHE PER DELLE RELIGIONI DI MERDA DANNO LUOGO AD UNA GUERRA, FANCULO A TUTTI QUELLI CHE MOSTRERANNO INDIFFERENZA A QUESTO MIO SCRITTO (OVVIAMENTE ESCLUDO CHI NON NE E' A CONOSCENZA).

http://blog.libero.it/Woodstock/commenti.php?msgid=492224&id=22680/>

 
 
 

HALLOWEEN...SENZA PIETA' PER I FALCHI!

Post n°47 pubblicato il 31 Ottobre 2005 da hawk67
Foto di Adenia

"SONO LA ZUCCA ADENIA!INCARNO TUTTO QUANTO DI BELLO POSSA ESSERCI AL MONDO E ANCHE NELL'ALDILA'!SONO RABBIOSA PER NATURA,SE TI AZZARDI A RESPIRARE CERCO DI SOFFOCARTI PERCHE' NON HO PIETA' PER NESSUNO.PERO' SO ANCHE ESSERE BUONA,STIMOLANTE,DOLCE E SENSIBILE: DO' TUTTA ME STESSA IN CIO' CHE FACCIO E CIO' CHE PENSO E' SEMPRE FRUTTO DI LUNGHE MEDITAZIONI,A VOLTE SCATURITE DAL CONFRONTO CON GLI ALTRI.SOLO UNA COSA NON SOPPORTO: I RAPACI!PER ESSERE PRECISA AQUILE,CONDOR,AVVOLTOI,POIANE LE SOPPORTO. QUELLO CHE NON RIESCO A DIGERIRE E' IL FALCO.LO ODIO E LO DISPREZZO CON TUTTE LE MIE FORZE,E' UN UCCELLACCIO MALEDETTO CHE SE POTESSI UCCIDEREI CON LE MIE MANI,LA SUA FINE NON SAREBBE PERO' VELOCE MA UNA LENTA AGONIA IN MEZZO A MILLE SOFFERENZE.NON HA SENSO DI ESISTERE UN SIMILE SOGGETTO: NON HA LE PALLE,NON HA IL CERVELLO,PROVOCA E A VOLTE FERISCE,NON MERITA RISPETTO ALCUNO.QUANDO E' IN FORZE PUO' ESSERE TEMIBILE (E' ALLA FINE UN PALLONE GONFIATO PRESUNTUOSO E VILE),MA QUANDO HA POCHE ENERGIE E' UNA SCHIAPPA.IN QUANTO TALE VA SCHIACCIATO SENZA PIETA'.SE LO VEDETE FATE FINTA DI NULLA:ASSECONDATELO E RIFERITE A ME DOVE SI TROVA E COSA FA.SARA' CON MIA MASSIMA SODDISFAZIONE CHE LO TORTURERO' E GLI FARO' PATIRE LE PENE DELL'INFERNO.BUON HALLOWEEN A TUTTI TRANNE A TE FALCO DANNATO!PER TE SOLO UNA LENTA AGONIA"

 
 
 

Un sabato insolito

Post n°46 pubblicato il 29 Ottobre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

Oggi è stato un sabato insolito. In mattinata mia madre mi ha chiesto di uscire con lei ed io subito ho pensato tra me e me: "no, non mi va, perché dovrei uscire ora se non devo acquistare nulla e non ho voglia di andare in nessun luogo." Poi, dopo qualche attimo, ho pensato ancora: "beh, perché devo dirle di no, cosa mi costa in fondo, se lei ha voglia di stare un po' con me non è forse bello l'andare in giro, per le strade della città, stando un po' noi due?" Bene, alla fine ho accettato la sua proposta ed è stata una mattinata piacevolissima trascorsa in armonia. Nel pomeriggio, una amica mi ha chiesto di andare da lei ed ancora non avevo alcuna voglia di schiodarmi da casa per poi andare a fare che? Beh, ecco che ho accettato anche il suo invito ed ho trascorso ore simpatiche con lei ed un amico che abbiamo in comune. Tornata a casa ho pure portato il cane fuori, cosa che il più delle volte tendo a delegare ad altri... ihihih

Fii come sono brava!!! Troppo brava, mi devo preoccupare? Ve beh, dato che mi sento buona auguro a tutti una splendida domenica!

 
 
 

L'Arte e la sua manifestazione

Post n°42 pubblicato il 24 Ottobre 2005 da Adenia
 
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L'ARTE E' FIGURATIVA ASSAI PRIMA DI ESSERE BELLA.

L'arte è una manifestazione dell'uomo che deve parlare all'uomo, in quanto lui solo ha occhi per comprenderla. Oggetto dell'arte è dunque l'uomo e il suo mondo ovvero quella porzione di mondo che è in grado di capire. Il suo contenuto la vita, il suo centro la commozione, dalla quale è nata e alla quale è destinata. Dove finisce la vita, là c'è semplicemente il nulla, la morte, la morte dell'arte.
L'arte è lo sforzo grandioso dell'uomo di dare, attraverso la sensibilità, l'intelligenza e la passione, un quadro chiaro, completo, totale, definitivo e perciò puramente contemplativo dei molteplici, sfuggenti e confusi eventi del mondo esterno che è possibile cogliere come esseri umani. Una attività per portare ciò che sfugge, confonde o crea caos entro il raggio della comprensione umana, a dimensione puramente umana.
In questo senso l'arte è tale se prima di tutto è riconoscibile, che non sia cioè semplicemente il niente. Allora, in tal guisa, saranno ugualmente valide sia la pittura perfettamente realista, sia quella filtrata attraverso la propria sensibilità; trattandosi sempre di un insieme di effetti armoniosi densi di umanità.
L'arte dev'essere giustamente concepita quale attività creativa. Di qui, la sua autorità suprema: come sforzo supremo dell'uomo di aggiungere se stesso alla natura dalla quale pure è stato partorito. Di imprimere una volta per sempre la pienezza della sua stessa esistenza nella realtà vuota e nel puro nulla della semplice materia.

CON L'ARTE L'UOMO E' SPIRITO POSITIVO DELL'UNIVERSO.

 
 
 

Serata piacevole

Post n°41 pubblicato il 23 Ottobre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

Sono appena ritornata a casa. Non pensavo davvero di trascorrere una serata così piacevole con i miei colleghi. All'inizio della mia attività lavorativa non avrei mai pensato di poter instaurare legami di amicizia con le persone del mio stesso ambiente di lavoro... ho dovuto ricredermi. E' da tempo che con alcuni colleghi organizzo serate e da quest'anno è venuta a crearsi una allegra combricola. Da circa 40 giorni, per una serie di incomprensioni tra me e la mia collega più cara, mi sono allontanata un po' dal gruppo. Sentivo che mi mancava lo stare in loro compagnia, ma soprattutto mi mancavano le confidenze con questa mia collega.
A causa del mio orgoglio stavo per distruggere qualcosa di bello e di importante. Non mi è stato permesso: ieri ho ricevuto la telefonata della mia collega, la quale mi ha chiesto di uscire ancora con lei e gli altri. Ho apprezzato davvero il suo gesto e so che non è stato facile per lei. Bene, sono stata, dopo un periodo di latitanza, nuovamente con il gruppo. Ho sentinto in noi tutti calore, voglia di stare bene insieme, desiderio di confidenze. Sono mancata al gruppo e me lo hanno comunicato in modo esplicito. Ho avuto modo di parlare in privato con la mia preziosa collega e per me tutto riprenderà come prima che scendesse il gelo tra noi. Anzi, credo che da ora in poi vorrò starle ancora più vicino. Mi sono resa conto di quanto ho agito male con lei e con gli altri. Incredibile, mentre alimentavo in me rabbia verso lei, con l'idea di scappare dalla situazione e di distaccarmi anche dagli altri per evitare situazioni imbarazzanti; ecco che gli altri, allo stesso tempo, cercavano di persuadere lei affinché si riavvicinasse a me. Insomma, se non era per loro io e lei non ci saremmo più riavvicinate.

BUONANOTTE E BUONA DOMENICA A TUTTI. BONNE NUIT A TOUT LE MONDE.

 
 
 

Grazie a Chi ha Partecipato

Post n°40 pubblicato il 21 Ottobre 2005 da Adenia

SENTO IL DESIDERIO DI RINGRAZIARE CHI HA PARTECIPATO ATTIVAMENTE, ESPRIMENDO UN COMMENTO, INTERESSE E NON INDIFFERENZA, AL MIO POST PRECEDENTE. DEI MIEI PRIMI 40 POST, IL POST NUMERO 39 E' STATO IL PIU' COSTOSO, SIA IN TERMINI DI TEMPO SIA IN TERMINI DI EMOZIONI. HO RICEVUTO MESSAGGI CHE CUSTODIRO' SEMPRE IN ME.  MI SONO STATE DONATE FRASI CHE HO GIA' PRESO, STUDIATO E RESE MIE. MI SENTO PIU' RICCA ORA. GRAZIE DAVVERO.

 
 
 

Riflessioni Mie

Post n°39 pubblicato il 19 Ottobre 2005 da Adenia
 
Foto di Adenia

PIU' VADO AVANTI NELLA VITA E PIU' MI RENDO CONTO DI QUANTO SIA DIFFICILE COMPRENDERE GLI ALTRI. FIN DA RAGAZZINA, MI DIMENAVO PER CAPIRE IL PIU' POSSIBILE CHI MI ERA ACCANTO. MI SONO DEDICATA SPESSO A DEI SOGGETTI STUDIANDOLI COME FOSSERO MATERIE DIDATTICHE PRIVE DI SENTIMENTO. SONO STATA SPESSO ACCUSATA DI ESSERE GELIDA ED INSENSIBILE DA UN PUNTO DI VISTA EMOTIVO. SONO STATA DA MOLTI APPREZZATA PER LA MIA ABILITA' NEL COMPRENDERE GLI ALTRUI TURBAMENTI. MA DAVVERO TROPPE VOLTE VENGO CONSIDERATA COME UN SOGGETTO PARTICOLARMENTE COMPLICATO. MI CHIEDO IL MOTIVO. CERCO DI ESSERE SOCIEVOLE, DI INTERAGIRE AL MEGLIO, DI FINGERE UNA GENTILEZZA CHE NON MI APPARTIENE, DI ESTERNARE IN MODO SCHIETTO LE MIE SENSAZIONI, DI COMUNICARE I MIEI PENSIERI NEL MODO PIU' COMPRENSIBILE POSSIBILE... DOVE E' IL MIO ASPETTO COMPLICATO? NON NE POSSO PIU'. IN OGNI LUOGO PRIMA O POI DEVO SCONTRARMI CON QUESTO MIO MODO DI PORMI NON FACILMENTE INTERPRETABILE O ANALIZZABILE DALLE ALTRUI MENTI. VORREI ESSERE PIU' SPONTANEA E MI ACCORGO CHE ANCHE QUANDO CERCO DI ESSERLO FALLISCO. LA SPONTANEITA' O C'E' O NON C'E'. LA MIA SPONTANEITA' LA RITROVO SOLO QUANDO ESPRIMO IN MODO CRUDO E SEVERO UN CONCETTO. SONO CAPACE SOLO DI SCONTRARMI CON LA GENTE. NON SONO MAI RIUSCITA A CONSIDERARE QUALCUNO COMPLICE  TANTO DA SENTIRLO DAVVERO DALLA MIA PARTE. MI MANCA QUESTO PIU' DI OGNI ALTRA COSA: LA COMPLICITA' CON QUALCUNO.  FORSE ESSERE MIO COMPLICE E' UN'IMPRESA IMPOSSIBILE O MOLTO PROBABILMENTE NON LO PERMETTO IO. SI VIVE ANCHE SENZA COMPLICITA'. SO SOLO CHE IL MIO MODO DI MOSTRARMI SICURA, LIBERA, INDIPENDENTE E CON UNA SOLUZIONE A TUTTO ALIMENTA SPESSO, NEGLI ALTRI, LA VOGLIA DI CONSIDERARMI COME UNA RIVALE, COME UNA PERSONA DALLA QUALE E' MEGLIO DIFENDERSI O COMUNQUE DA TRATTARE CON ATTENZIONE. CHI E' CON ME NON SI RILASSA MAI DEL TUTTO. IO NON SO COSA SIGNIFICHI RILASSARSI E L'ASPETTO GRAVE E' CHE IO SONO SPAVENTATA DA UN EVENTUALE MIO RILASSAMENTO.  

 
 
 

Il segreto delle note

Post n°38 pubblicato il 16 Ottobre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

IL SENSO DELLA MUSICA

Se è vero che esiste una zona in cui il cervello percepisce la musica allora è vero che si possono studiare gli stimoli che la sollecitano e capire quali vengono riconosciuti come "musica". C'è un segreto nella concatenazione di note che il cervello percepisce come tale? Se sì allora il cervello ha la capacità di riconoscere questa concatenazione e le caratteristiche del suono, indipendentemente dalla sua origine culturale.

Musiche di origine diversa appaiono al cervello come musica e basta, indipendentemente dalla cultura che la ha generata. Così i ricercatori mostrano che se la musica viene rappresentata allo stesso modo nel cervello di persone diverse, indipendentemente dalla loro cultura musicale; d'altra parte, una percezione più analitica, se così si può definire la capacità di apprezzare differenze estremamente sottili determinate da variazioni di ritmo, tonalità e melodia, sembra essere un'abilità che si acquisisce solo in seguito allo studio e alla pratica musicale. I segreti della musica sono stati analizzati anche attraverso l'osservazione di particolari casi in cui è l'ascolto stesso di un brano a scatenare la manifestazione di una patologia. E' il caso ad esempio della "epilessia musicogenica", un rarissimo disturbo investigato in meno di cento pazienti, il cui studio ha confermato che in questi casi non sembra esserci solo uno stimolo "fisico" all'origine dell'attacco, ma potrebbe essere promossa dal forte messaggio emotivo veicolato dalla musica. Un dato che sorprende e che inoltre rafforza inequivocabilmente, in modo originale, il valore culturale di questa forma artistica è il suo carattere di linguaggio complesso, capace innanzi tutto di evocare emozioni. 

LA MUSICA PORTA ORDINE NEL CAOS: CON IL RITMO PORTA UNANIMITA' NELLA DIVERGENZA; CON LA MELODIA PORTA CONTINUITA' TRA CIO' CHE E' DISGIUNTO; CON L'ARMONIA PORTA COMPATIBILITA' TRA LE INCONGRUENZE. (Yehudi Menuhim-musicista)

 
 
 

Commento su brano musicale

Post n°37 pubblicato il 15 Ottobre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

RIPORTO ALCUNI DEI VERSI DI UNA CANZONE, QUELLI CHE MAGGIORMENTE MI HANNO INDOTTO A RIFLETTERE SU ALCUNI ASPETTI. SI TRATTA DI UN BRANO CONOSCIUTO E CHE OGGI HO CASUALMENTE RIASCOLTATO SINTONIZZANDOMI SU DI UNA EMITTENTE RADIOFONICA LOCALE.

Metti in circolo il tuo amore come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore come quando ammetti "non lo so", come quando dici "perché no?"

NEI MOMENTI IN CUI HO DIFFICOLTA’ NEL PRENDERE UNA DECISIONE, SOVENTEMENTE MI CAPITA DI NON ANALIZZARE TANTO I VANTAGGI CHE POTREI DA QUESTA OTTENERE, MA DI CHIEDERMI “PERCHE’ NO?”. SI’, A VOLTE DEVO SEMPLICEMTENTE CAPIRE SE POI E’ COSI’ ASSURDO, RISCHIOSO, FATICOSO O DANNOSO IL COMPIMENTO DI UNA AZIONE, SE DAVVERO E’ INUTILE UN GESTO, SE IN EFFETTI E’ BENE RINUNCIARE A INTERVENIRE ATTIVAMENTE IN UN CONTESTO. SPESSO NON DO UN SEGUITO AD UNA QUESTIONE SOLO PER PIGRIZIA, PER UN ATTEGGIAMENTO PRESUNTUOSO, PER TIMORE DEL RISCHIO O PER INCAPACITA’ DI COGLIERE IL LATO INTERESSANTE DI UNA FACCENDA.

Quante vite non capisci e quindi non sopporti,
perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci e di correnti forti perché 'sto mare sia come vuoi te.

SPESSO SI HA LA SENSANZIONE CHE UNA PERSONA MOLTO DIVERSA DA NOI, CON UNA VITA PORTATA AVANTI CON STILE E RITMO BEN DIFFERENTI DAL NOSTRO NON POSSA COMPRENDERCI. SPESSO IL NOTRO NON CAPIRE GLI ALTRI LO TRASFORMIAMO NELLA NON COMPRENSIONE DI NOI DA PARTE DI CHI CI E’ ATTORNO. ECCO, QUESTO MI DA’ DA RIFLETTERE…

E ti sei opposto all'onda ed è li che hai capito
che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa per cui non hai l'invito,
per cui gli inviti adesso falli tu.

QUESTA E’ LA PARTE CHE PIU’ MI HA DATO DA PENSARE. MI PIACE ENTRARE IN CONTRAPPOSIZIONE CON GLI ALTRI, MI SENTO SPESSO NEL RUOLO DI CHI APRE UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA A CHI DAVANTI NE PERCEPISCE SOLO UNA, MI ECCITA L’ENTRARE IN CONFUTAZIONE. SENTO CHE TROPPE VOLTE HO RICOPERTO, PER QUESTO MIO VOLERMI SCONTRARE CON LE ALTRUI IDEE, RUOLI SCOMODI. MI SONO RESA CONTO CHE L’OPPORSI ALL’ONDA VA BENE, MA CHE SIA UNA OPPOSIZIONE STUDIATA, NON AGGRESSIVA, COSTRUTTIVA E SOPRATTUTTO AVANZATA SOLO DOPO AVER COMPRESO LA FORZA CHE VI E’ NELLA PARTE AVVERSARIA, SENZA MAI SOTTOVALUTARE LE ALTRUI REAZIONI, LE QUALI POSSONO RITORNARE A ME SCONTRANDOSI CON UNA POTENZA MAGGIORE RISPETTO A QUELLA DA ME PREVISTA E QUINDI ABBATTERMI.

QUANTE VOLTE CI SI SENTE FUORI POSTO IN UN CONTESTO, QUANTE VOLTE SI HA L’IMPRESSIONE DI NON ESSERE SEMPRE GRADITI, QUANTE VOLTE SI ASPETTA IL MOMENTO IN CUI SIANO GLI ALTRI A PROPORRE UN EVENTO, A CHIEDERE IL NOSTRO INTERVENTO, A STIMOLARE LA NOSTRA PARTECIPAZIONE. PENSO SIA IMPORTANTE, INVECE, CALARSI NEL RUOLO DI CHI INVITA GLI ALTRI, DI CHI STIMOLA GLI ALTRI, DI CHI DA’ LA MERAVIGLIOSA SENSAZIONE, A CHI GLI E’ VICINO, DI ESSERE IMPORTANTE CON LA SUA SEMPLICE PRESENZA O PER IL SUO PENSIERO. SE SI VUOLE L’INVITO ALTRUI ALLORA E’ BENE PRIMA DARE L’ESEMPIO ED INTERPRETARE ATTIVAMENTE IL RUOLO DI CHI NON SOLO ACCOGLIE, BENSI’ DI CHI CHIEDE, CON CONVINZIONE, LA COLLABORAZIONE ALTRUI NELLA PROPRIA VITA.

 
 
 

Buon Fine Settimana

Post n°36 pubblicato il 14 Ottobre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

Ci sono giorni lavorativi che mi danno davvero carica positiva, all'insegna del dialogo con i colleghi, con i clienti, con i fornitori, con i capi. Oggi non ho avuto un attimo di tranquillità in quanto il telefono ha squillato di continuo e non solo per delle grane; inoltre avevo sempre delle persone lì dalla mia postazione per darmi idee, per risolvere problematiche o semplicemente per donarmi un saluto o per confidarsi un po'. Tutto questo dinamismo attorno mi ha dato voglia di produrre, di creare. Bene, oggi ho vissuto dei momenti davverro interessanti e con una certa persona ho pure chiarito una questione professionale che da tempo mi premeva risolvere.

BUON FINE SETTIMANA... UN SALUTINO E, PERCHE' NO, UN SORRISO A TUTTI.
 

 
 
 

La Scrittura

Post n°35 pubblicato il 13 Ottobre 2005 da Adenia
 
Foto di Adenia

LA SCRITTURA
La scrittura è da considerarsi un aspetto dell'attività espressiva dell'uomo che richiede la partecipazione di tutta la persona che riversa in essa le proprie energie coscienti e non. L'atto di scrivere viene denominato "gesto grafico". Si può definire gesto grafico solamente l'atto che risulta non condizionato da modelli precedentemente appresi, ma elaborato attraverso il tempo da una certa abitualità scrittoria che lo rende personale ed unico. Come il modo di camminare, come la gestualità personale, gli atteggiamenti e le modalità di comportamento sono identificatori, così anche il gesto grafico finisce per delineare la personalità in tutti i suoi aspetti. Si possono comprendere le diversità individuali del "gesto grafico" che si riscontrano sia a livello di percezione sia per quanto riguarda l'organizzazione e la risposta motoria allo stimolo grafico, secondo le proprie peculiarità,  nel produrre un gesto corrispondente.
La scrittura è un'espressione inconscia ed uno degli atteggiamenti più caratteristici della personalità; personalità e scrittura si evolvono, si stabilizzano e si deteriorano con una dinamica parallela: il pieno automatismo della scrittura è legato alla maturazione fisiologica e psicologica dell'individuo. Con la Grafologia è possibile studiare l'uomo nella sua concretezza originale ed irripetibile, per cogliere il "gioco delle forze" che lo rendono vivo e che per ogni individuo sono sempre particolari e sfumate. La Grafologia quindi permette di osservare le più varie manifestazioni riguardanti le forze psichiche, le inclinazioni, il temperamento, il carattere e la personalità.

RITMO GRAFICO
La canalizzazione energetica risulta differente da individuo ad individuo. Essa dipende dalla costituzione individuale e dai fattori temperamentali che classificano il soggetto attraverso ogni movimento ed ogni sua attività espressiva. Il ritmo grafico diventa la risultante delle pulsioni come sono recepite e canalizzate dal temperamento di chi scrive.
Lo scritto non è dunque statico ma dinamico. Può essere più veloce o meno e questo dipende dalla spontaneità dello scrivente, dal controllo immesso nella scrittura e dall'abitualità scrittoria del soggetto. Chiaramente il bambino che impara a scrivere avrà una velocità inferiore a quella di uno studente avvezzo alla scrittura e da ciò ne deriverà un ritmo più lento.

ALLINEAMENTO DI BASE NELLA SCRITTURA
Il rigo di base rappresenta simbolicamente il piano della realtà. Il modo in cui ci si accosta al piano reale è indicativo anche della forza interiore dello scrivente, della sua tendenza a conservarsi lineare con i propri propositi o delle capacità di portare a termine le cose intraprese con coerenza deprimendosi o esaltandosi durante il percorso. La non tenuta del rigo indica l'instabilità del soggetto che o si entusiasma o si deprime facilmente. All'opposto essa indica la determinazione di chi è sempre presente a sé stesso conservandosi rigidamente coerente in tutti i suoi programmi senza mai cedere o rinunciare.

ESTETICA GRAFICA
L'estetica grafica rivela la modalità in cui manifestiamo la nostra interiorità, il nostro stile di vita, il modo in cui ci presentiamo agli altri. E' importante considerare, comunque, il contesto grafico complessivo, essendo molto relativa la definizione personale di un soggetto attraverso semplici segni isolati. La grafia può essere a
ccurata, sciatta, elegante.

VALUTAZIONE E IMPORTANZA DELLA FIRMA
La firma si può definire come la sintesi dell'immagine che il soggetto ha di sé, quale estrinsecazione di moti interiori. Essa manifesta le aspirazioni, i complessi, i tratti dominanti del carattere e i bisogni profondi. La firma va esaminata secondo i medesimi criteri di valutazione che si applicano al testo dello scritto e va posta in relazione con quest’ultimo al fine di stabilire se tra firma e testo esista un rapporto di conformità o difformità. Nel primo caso lo scrivente rivelerebbe una omogeneità tra realtà intima e realtà sociale che si propone all'esterno così come si propone a sé stesso. Nel secondo caso, la diversità tra testo e firma rivela una personalità che per motivazioni più diverse manifesta una scarsa integrazione tra l’io intimo e l’io sociale. Importante è anche la collocazione che il soggetto dà alla firma nello spazio grafico. Tale collocazione viene valutata secondo i criteri del simbolismo spaziale.


ARMONIA DELLA SCRITTURA
Una scrittura è da considerarsi armoniosa quando il rapporto tra le diverse lettere delle parole non dà fastidio all'occhio, cioè quando non vi sono lettere, appunto, disarmoniche. Come una composizione musicale è fatta di suoni diversi che insieme danno armonia, così una scrittura che si discosta dal modello scolasticamente appreso, elaborata in modo personale e piacevole all'occhio è indice di un'intelligenza ricca e di una personalità creatrice che continuamente si rinnova. Al contrario, nella disarmonia scrittoria è presente una personalità che o ripete pedissequamente il modello scolastico appreso e rivela una non capacità di elaborazione, mancanza di spontaneità e di reattività o evidenzia un dinamismo disordinato, dove le varie forme non presentano cadenza armoniose.

 
 
 

Incredibili Sbalzi di Umore

Post n°34 pubblicato il 10 Ottobre 2005 da Adenia
 
Foto di Adenia

SONO INCREDIBILI GLI SBALZI DI UMORE CHE HO NELL'ARCO DI UN MESE, DI UNA SETTIMANA, DI UN GIORNO E, A VOLTE, ANCHE SOLO DI UN'ORA. SE MI IMPEGNO POTREI ARRIVARE A CAMBIARE PIU' VOLTE IL MIO UMORE ANCHE NEI 60 SECONDI CHE COMPONGONO UN MINUTO. ECCO CHE ALTERNO, DI CONTINUO, MOMENTI DI EUFORIA A MOMENTI DI SCONFORTO. SO BENE CHE L'IDEALE SAREBBE IL GIUSTO EQUILIBRIO, MA A ME PIACE IL GIUSTO EQUILIBRIO? NO, CREDO DI NO. SONO SEMPRE STATA PER IL VIVERE IN MODO INTENSO OGNI MOMENTO, BELLO O BRUTTO CHE SIA, PREDILIGENDO GLI ATTIMI DI FOLLE FELICITA' E GLI ATTIMI DI SCONFINATA TRISTEZZA AI MOMENTI DI CALMA E SERENITA'. FORSE IL MIO EQUILIBRIO LO OTTENGO PROPRIO NEL PASSARE DA UN ESTREMO ALL'ALTRO VELOCEMENTE. ALLORA COME POSSO DAVVERO ASSAPORARE UN STATO D'ANIMO SE POI, IN BREVE TEMPO, CORRO AD ASSAPORARNE SUBITO UN ALTRO? E' IL CONCETTO DI TEMPO LIMITATO CHE MI PERMETTE DI DARE UN VALORE NOTEVOLE AD UNA SENSAZIONE. QUINDI VI E' UN INCESSANTE MOVIMENTO DEL MIO UMORE PER PERMETTERMI DI NON FOSSILIZZARMI MAI SU DI UN SOLO TIPO DI UMORE. BEH, IN QUESTO MODO E' UN PO' COME NON VOLER CAPIRE SE STO BENE O SE STO MALE, E' UN PO' COME SCAPPARE SEMPRE SENZA ARRIVARE MAI AD UN DETERMINATO STATO D'ANIMO. SE SENTO ALLEGRIA E TRISTEZZA NEL GIRO DI QUALCHE SECONDO, IN OGNI GIORNO DELLA MIA VITA, ALLORA E' COME NON SENTIRE NE L'UNA NE L'ALTRA, E' COME ESSERE IMPASSIBILE AGLI EVENTI ED E' UNA GRAN BUGIA QUANDO AFFERMO DI VIVERE INTENSAMENTE OGNI ATTIMO. TUTT'ALTRO. INSOMMA, ALLA FINE PENSO CHE LA QUESTIONE STIA NEL CAPIRE FINO A CHE PUNTO LA FELICITA' MI RENDE FELICE E FINO A CHE PUNTO LA TRISTEZZA MI RENDE TRISTE. NO, IN REALTA',  CIO' CHE DAVVERO CONTA E' LA GIOIA, IN CONTRAPPOSIZIONE AL DOLORE, E QUESTA LA SENTO IN OGNI ISTANTE DELLA MIA VITA INDIFFERENTEMENTE DAL MIO UMORE.

 
 
 

IN CHE MODO SI AMA IL CIOCCOLATO?

Post n°33 pubblicato il 08 Ottobre 2005 da Adenia
 
Foto di Adenia

Chiamarlo passione sarebbe banale. Il cioccolato, infatti, è molto di più: è un culto, una consolazione, un grande amore. Tra cioccofili e innamorati cronici, è possibile modulare delle differenze. E’ soprattutto il modo in cui lo si mangia che può rivelare differenti sfaccettature della personalità.

SOLITARIO
COMPORTAMENTO: E’ un grande divoratore di cioccolato in solitudine, meglio se nessuno lo guarda. Sceglie il cioccolato con cura, sempre delle migliori qualità e con confezioni pregiate, è attratto da tutte le nuove proposte.
CHI E’: E’ introverso e tende a nascondere i suoi pensieri, ma è una persona autonoma e sicura di sé. Ama stare da solo e viziarsi con ogni tipo di dolcezza.

CLANDESTINO
COMPORTAMENTO: Preferisce mangiare cioccolatini, dragees, confettini. Cerca prodotti piccoli, “alibistici”, qualcosa che si possa ingurgitare, ma senza avere l’impressione di mangiare. Assapora il gusto lentamente e lascia che il cioccolato si sciolga in bocca.
CHI E’: E’ una persona un po’ frenata ed esigente che magari si sente colpevole o a disagio, ma sa assaporare la vita in ogni suo istante.

SODDISFATTO
COMPORTAMENTO: Mostrarsi goloso non è un problema, anzi… un onore, una caratteristica da non nascondere, un amore sereno. La presenza del cioccolato lo mette in uno stato di allegria che spesso contagia anche gli altri.
CHI E’: E’ una persona disinibita, in pace con se stessa, che sa accettare le proprie debolezze e la propria forza con armonia. Nel cioccolato, come nella vita, sa trovare l’appagamento dei propri desideri.

INSTANCABILE
COMPORTAMENTO: Questa persona mangerebbe cioccolato sempre e ovunque. Non vi è differenza se è al latte o fondente, se è un gelato o un gianduiotto, se sono praline o pasticcini. E’ un amore totale ed esclusivo.
CHI E’: Nelle relazioni sa essere fedele ed è un amico leale. E’ capace di vedere le situazioni in maniera ironica e non si prende troppo sul serio. A volte è pervaso da una sotterranea ed inspiegabile malinconia.

Io sono decisamente una clandestina.

 
 
 

NUVOLE di ROCK

Post n°32 pubblicato il 06 Ottobre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

NUVOLE di ROCK: un brano italiano del 2005 che mi emoziona fortemente ogni volta che lo ascolto, soprattutto per la rabbia, unita al dolore, che si avverte nel sentire la voce del cantante. 

Nuvole di rock per vedere come gli angeli... gli angeli suonano oltre le nuvole. Nuvole di rock per vedere se di là nevica o è tutto come qua e se fa freddo come giù in città.

Stanotte voglio camminare nella nebbia, dando un senso al gesto e a tutto quello che ho fatto, per dare un senso alle nuvole.

Fatemi… fatemi sentire gli angeli, gli angeli che suonano e poi spiegatemi cosa vuol dire vivere se poi bisogna piangere. Ditemi… che cosa devo fare per stare sopra una nuvola e per farmi ascoltare, ascoltare, ascoltare!

Stanotte voglio camminare sotto la pioggia per cercare le parole, le parole per una canzone e le note per uno spartito. Voglio scrivere agli angeli che stanno sopra alle nuvole e, come nei sogni, voglio scrivere le nuvole...

Fatemi… fatemi sentire gli angeli, gli angeli che suonano e poi spiegatemi cosa vuol dire vivere se poi bisogna piangere! Ditemiii che cosa devo fare per stare sopra una nuvola e per farmi ascoltare, ascoltare, ascoltare!!!

Da lassù… da lassù sarà più facile scrivere musica e non ci sarà più la guerra, non ci sarà più il bisogno di spedire lettere... Sì, perché… sì, perché il cielo è l’impianto, è l’impianto più limpido e le mie note le nuvole...

ORE 20:00 - A PARMA VI E' IL TEMPORALE

 
 
 

Vino e cibo

Post n°31 pubblicato il 04 Ottobre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

VINO e CIBO - accordi enologici gastronomici
Alcune regole generali che potranno essere di aiuto per la costruzione di un armonioso accordo enologico gastronomico

Le regole indicate nel seguito sono da considerarsi suggerimenti ed in quanto tali non tengono conto delle giuste eccezzioni che ci possono e ci devono essere.
Una regola generale valida, sia per un pranzo che per una cena, è quella di iniziare sempre con vini bianchi secchi, passando poi ai vini rossi con relative variazioni di qualità e soprattutto di annate. I più giovani e leggeri all'inizio del pasto mentre a fine pranzo, verranno serviti vini bianchi dolci ed eventualmente a seguire lo champagne.

Comunque, per ottenere un accordo armonico tra vini e cibi, sarà opportuno accertarsi della consistenza del menù. Risulterà così più facile scegliere i vini più idonei, ma una prima regola suggerisce di stabilire l'accordo, per quanto è possibile, in base al colore.

VINI BIANCHI: CON CARNI BIANCHE, PESCE, SALSE BIANCHE, DOLCI DELICATI
VINI ROSSI: CON CARNI ROSSE, SALSE BRUNE, DOLCI SOSTANZIOSI

ANTIPASTI: Vini bianchi, asciutti, non molto secchi.  
OSTRICHE E MOLLUSCHI IN GENERE: Vini bianchi molto secchi e piuttosto giovani.  
MINESTRE IN BRODO:
Vini bianchi delicati, secchi o abboccati.
PASTA, RISOTTI, FARINACEI  
Con salse a base di pesce o al burro: Vini bianchi secchi. 
 
Con sugo di carne: Vini rossi leggeri. 
 
Con sugo di funghi o tartufi: Vini rossi più generosi.  
PESCE: Arrostito, in graticola o fritto: Vini bianchi secchi. Salsato: Vini bianchi morbidi.  
CARNI: Bianche di vitello, pollo, ecc.: Vini rossi di medio corpo ed invecchiamento. 
Rosse: Vini rossi, di buon corpo ed invecchiamento. Selvaggina da penna: Vini rossi dal bouquet accentuato, di pieno corpo e buon invecchiamento. Selvaggina da pelo: Vini rossi generosi, profumati, piuttosto alcoolici e di pieno invecchiamento. Salumi, insaccati vari: Vini rossi da pasto oppure rosati, giovani ed asciutti.  
FORMAGGI: Ogni formaggio esige una sua scelta. In linea molto generale per i formaggi freschi e dolci l'ideale sono i vini rossi o bianchi asciutti o abboccati, di medio corpo mentre per formaggi stagionati sono consigliati i vini rossi o bianchi asciutti, di buon corpo.  
DOLCI: Vini dolci, spumanti o champagnes dolci o amabili.  
FRUTTA: Vini amabili, moscati, spumanti o champagnes secchi.

Per ogni tipo di vino è consigliabile utilizzare il giusto BICCHIERE.
Per il vino rosso si usa generalmente un bicchiere a calice piuttosto bombato che, "contenendolo", esalterà la fragranza del vino. Il bicchiere per vini di Borgogna, o vini rossi italiani del tipo Barolo, dovrà essere più panciuto che non quello per i vini bordolesi.
Si restringerà anche verso l'alto, così da trattenerne quanto più possibile il profumo.

Per i vini bianchi, si usano calici a stelo piuttosto lungo.

Una regola basilare è quella di non usare bicchieri colorati inquanto ogni qualità di vino possiede una sfumatura diversa e particolare e si altererebbe quella che è considerata una delle preminenti qualità del vino: il colore.

La coppa di champagne è oggi sostituita dal calice a corolla, che è una via di mezzo tra la coppa e la flute, o calice conico.

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: Adenia
Data di creazione: 02/09/2005
 

 

EVERY BREATH YOU TAKE

Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
Every step you take
I'll be watching you

Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
I'll be watching you

O can't you see
You belong to me
How my poor heart aches with every step you take

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

Since you've gone I been lost without a trace
I dream at night I can only see your face
I look around but it's you I can't replace
I keep crying baby please

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

 

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

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IO CAMMINO DI NOTTE DA SOLA

Io cammino 
di notte da sola
poi piango poi rido
e aspetto l’aurora
Ed è una realtà
tutta mia
e una strana atmosfera
pervade la mente
di sera
Io vivo
a volte infelice
a volte gaudente
talvolta vincente
o perdente
Ed è una vita d’artista
così altalenante
ma quello che creo
è importante per me
Io cammino
di notte da sola
poi piango, poi rido
poi parlo, poi rido
poi grido... 

 

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THE BLOWER'S DAUGHTER

 

SEI PARTE DI ME

E per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo...
Dentro c'è un bisogno di ridere...
Immagini che passano e restano...
E se ti fermassi soltanto un momento...
Sei parte di me, sei parte di me... lo tengo per me.

 

IL ME DIT QUE JE SUIS BELLE

Et quand le temps se lasse
De n'être que tué
Plus une seconde passe,
Dans les vies d'uniformité
Quand de peine en méfiance,
De larmes en plus jamais
Puis de dépit en défiance
On apprend à se résigner
Viennent les heures sombres
Où tout peut enfin s'allumer
Ou quand les vies ne sont plus qu'ombres
Restent nos rêves à inventer

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Il parle comme on caresse
De mots qui n'existent pas
De toujours et de tendresse
Et je n'entends que sa voix

Eviter les regards, prendre cet air absent
Celui qu'ont les gens sur les boul'vards
Cet air qui les rend transparents
Apprendre à tourner les yeux
Devant les gens qui s'aiment
Eviter tous ceux qui marchent à deux
Ceux qui s'embrassent à perdre haleine
Y a-t-il un soir, un moment
Où l'on se dit c'est plus pour moi
Tous les mots doux, les coups de sang,
Mais dans mes rêves, j'y ai droit

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Des mensonges et des betises
Qu'un enfant ne croirait pas
Mais les nuits sont mes églises
Et dans mes rêves j'y crois

Il me dit que je suis belle...
Je le vois courir vers moi
Ses mains me frôlent et m'entraînent
C'est beau comme au cinéma
Plus de trahison, de peines
Mon scénario n'en veut pas
Il me dit que je suis reine
Et pauvre de moi, j'y crois
Hmm, pauvre de moi, j'y crois
 

LA MANCANZA DI PASSIONE

La passione è il fuoco alchemico che cuoce i fluidi spirituali e rende conciliabili gli opposti. Chi non si lascia coinvolgere dalla passione e dal desiderio perché attento a trovare solo sicurezza e vantaggi è immorale. La mancanza di passione è immorale.

 

EVERY BREATH YOU TAKE

 

INDIFFERENZA

Penso che alla base di ogni male vi sia l'indifferenza. Combattere l'indifferenza è difficile perché ci si scontra con il nulla, con il vuoto, con l'appiattimento, con la non sensibilità. E' più facile avere un dialogo con chi odia che non con chi è indifferente. Odio, rabbia, gelosia, invidia, depressione, dipendenze dannose e altro ancora, a mio parere, nascono con il dilagarsi dell'indifferenza umana. Avere un parere contrario a qualcosa è costruttivo, non averlo affatto è espressione di morte delle idee.

Credo che la provocazione finalizzata a se stessa sia sciocca e controproducente, ma non mettersi in gioco, non andare contro corrente per partito preso, o meglio, per paura di uscire dai canoni accettati dalla massa, beh questo è un freno alla fantasia, al coraggio, alle innovazioni, allo sviluppo. Chi sceglie l'indifferenza sceglie la via più facile per non sentirsi responsabile di qualcosa che non conviene o per pigrizia o per vigliaccheria.

hkhgkj

 

INVINCIBLE

 

 

SUPERMASSIVE BLACK HOLE

 

STARLIGHT

 

THE FUNERAL OF HEARTS

 

 

MADNESS

 

 

 

 

 

 

 

FA CHE NON SIA MAI

 

 

 

 

 

 

 

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