Adenia

http://blog.libero.it/Adenia

 

Preferisco i punti interrogativi ai punti esclamativi. Il dubbio permette di esprimere con calma le proprie idee e aiuta a cambiarle se queste non sono ottimali. Non è forse il dubbio che dà origine a non importa quale curiosità?

 

OUT OF TIME

Where's the love song to set us free
too many people down, everything turning the wrong way round
And I don't know what love will be
but if we stop dreaming now, lord know we'll never clear the clouds

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind

And watch the world spinning gently out of time
Feel the sunshine on your face
It's in a computer now
gone are the future (?) way out in space

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time
Tell me I'm not dreaming
but are we out of time 

 

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TIME IS RUNNING OUT

 

I'M YOURS

 

IL DUBBIO

Quando sulla strada vi imbattete nei punti interrogativi allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate punti esclamativi, i paladini delle grandi certezze, i puri della fede incontrollabile, allora mettetevi paura perché la fede molto spesso si trasforma in violenza.

Il dubbio è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli mostrerà che sono sbagliate. 

(frasi prese dal libro "Il dubbio")

 

ESSER TRISTI È NECESSARIO

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
16/01/2009 12.27.00

 

 

La tristezza è parte della condizione umana ed è funzionale e necessaria per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo. "Quando si individua un tratto così profondamente conservato nella biologia dell'uomo, bisogna presumere che è un tratto selezionato dall'evoluzione e come tale necessario alla sopravvivenza", ha dichiarato Jerome Wakefield della New York University e coautore del libro "The loss of sadness: how psychiatry transformed normal sorrow into depressive disorder", la cui traduzione in italiano sarebbe "La perdita della tristezza: come gli psichiatri hanno trasformato il normale dolore dell'anima in malattia depressiva". Wakefield e altri psicologi che sostengono l'importanza di vivere ogni emozione, anche quelle più negative, sono stati intervistati sull'ultimo numero della rivista NewScientist.

Nella società moderna la tristezza è diventato uno stato d'animo da evitare. In tutti i modi possibili. Ci si può distrarre evitando di pensare e riempiendosi la giornata di appuntamenti e di cose da fare. Molti scelgono anche, in maniera incauta e superficiale, di usare pillole che stabilizzano l'umore agendo direttamente sui centri nervosi di produzione e regolazione dei neurotrasmettitori.

Eppure è esperienza comune di ciascuno come, nei momenti di difficoltà o di tristezza, la percezione del mondo è diversa e talvolta più profonda. Non è un caso, infatti, che gli artisti esprimono il meglio della loro produzione proprio nei momenti di maggiore difficoltà più che quelli di felicità. Secondo alcuni neurologi vi è un motivo biologico che spiega il legame tristezza-creatività: la riduzione dei livelli di cortisolo tipica dei momenti di tristezza attiva i centri nervosi della creatività mentre riduce l'attività di quelli che stimolano la socialità, la fame e l'attività fisica.
La tristezza, l'introspezione e i momenti di solitudine, quindi, sono funzionali a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi riprendere e andare avanti. Attenzione, però, se una sana dose di tristezza è necessaria, tutti gli esperti sono d'accordo nel dire che se si è di fronte ad una diagnosi di depressione allora è necessario sottoporsi a terapie adeguate.

Fonte: Marshall J. Is it really bad to be sad? NewScientist 14 gennaio 2009.

 

NEW YORK NEW YORK

 

I COLORI DEGLI ALIMENTI

Dietro ai vari colori degli alimenti si nascondono nutrienti diversi che devono essere assunti per avere un'alimentazione completa. Per ogni colore esiste un diverso beneficio, come una pelle giovane, delle ossa forti, una memoria da elefante e un sistema immunitario ben funzionante. Per mangiare "colorato" si intende assumere ogni giorno degli alimenti appartenenti a cinque diverse categorie di colore, giallo/arancione, verde, blu/viola, rosso e bianco, alle quali corrispondono dei nutrienti specifici.

Ecco alcuni esempi: i cibi gialli/arancioni come carote, zucca, mais, melone sono ricchi di carotenoidi che svolgono una funzione antiossidante; gli alimenti verdi, tra cui spinaci o broccoli, sono ricchi di luteina che fa bene alla vista; i blu/viola come more e mirtilli, fonte di antocianine, proteggono dalla fragilità capillare, dai processi infiammatori e dai tumori; pomodori e cocomero fanno parte dei cibi di colore rosso che hanno un grande contenuto di licopene, che può avere una funzione protettiva contro il cancro e le malattie cardiovascolari; infine, sono considerati alimenti bianchi il cavolfiore, con proprietà anticancerogene, e le patate, buona fonte di sali minerali e vitamine, ma anche le carni bianche, il pesce e i formaggi magri che sono fonte di proteine.

I nutrienti contenuti in questi alimenti lavorano meglio in squadra, questo vuol dire che dovrebbero essere assunti contemporaneamente cibi appartenenti a categorie di colore diverse. Questa abitudine aiuta a mantenere un'alimentazione variata e completa ed è estremamente semplice da realizzare: ad esempio grazie ad insalate e macedonie di frutta, facili da essere consumate anche durante i pasti fuori casa.

Fonte: Perry M. Colors of health. Prevention 9 novembre 2007

 

LE ONDE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ATTESA

Post n°30 pubblicato il 01 Ottobre 2005 da Adenia
 
Foto di Adenia

Il semaforo rosso è una perdita di tempo. Attendere il mio turno al banco gastronomia della Coop è una perdita di tempo. La sala d'attesa del dottore è un'altra seccante perdita di tempo. Anche la gravidanza (9 mesi di attesa prima di venire alla vita) è un'attesa verso nuove attese. La nostra vita è scandita da attese.

L’attesa può essere dolce, può rallentare la frenesia, può donare nuove energie, può suggerire uno stile di vita che punti alla qualità piuttosto che alla quantità, perché la vita, come un buon vino, può donare più sapore e maggiore persistenza se viene gustata a piccoli sorsi.

E allora la vita, come l’amore, è lentezza?

L'ATTESA ATTENUA LE PASSIONI MEDIOCRI E AUMENTA LE GRANDI.
(F. de la Rochefoucauld)

Attesa vuol dire solitudine? Si attende da soli? E' uno stato talmente personale in cui l’unico protagonista puoi essere tu?
Perché in fondo se tu non agisci e non sei attivo, è meglio guardare quello che fanno o provano gli altri.  L’attesa è guardare ed esplorare, fermarsi e contemplare, riflettere su ciò che può succedere alla gente.

Ma la mia vita da spettatrice finisce presto, mi annoio. Infondo non è così bello vivere la vita altrui né saperne gli intimi retroscena. Voglio essere protagonista della mia attesa, mi guardo in giro. Un’attesa costruita che si tramuta in una vera attesa, è forse questo il pezzo che mi piace di più: una finzione che diventa realtà per capirne realmente il senso.

 
 
 

Post N° 29

Post n°29 pubblicato il 29 Settembre 2005 da Adenia
 

UMORISMO E RISATA

E' scientificamente provato che ridere è bene sia per la mente sia per il cuore.
Ridendo, infatti, vengono impiegati diversi muscoli: quelli facciali, quelli addominali ed il diaframma.
Aumentano poi i battiti cardiaci ed i livelli di ossigeno salgono con l'aumentare della respirazione.
Inoltre, da studi effettuati, sembra che vengano rilasciate le beta-endorfine responsabili dello stato di benessere.
Una bella risata toglie il malumore e dà la sensazione di leggerazza e positività.

Visitiamo ogni tanto qualche sito divertente e non neghiamoci una sana risata: 

http://www.clownterapia.it/riso/pages/03_infelici.htm
http://www.drzap.it/ 
http://barzellette.supereva.it/ 

 
 
 

IL LINGUAGGIO DEL CORPO

Post n°28 pubblicato il 25 Settembre 2005 da Adenia
 

Giocare con l'anello, pizzicarsi il naso, grattarsi la nuca o aggiustarsi un polsino e numerosi altri comportamenti simili sono tutti segnali che produciamo senza sosta, in modo del tutto inconscio e senza motivo apparente. 
Eppure, é proprio sulla base di queste azioni involontarie che sviluppiamo sentimenti di attrazione, diffidenza o disagio nei nostri comuni rapporti umani. 
Distinguerli e comprenderne il significato, all'interno di una conversazione o di una interazione, ci da un enorme vantaggio sul piano interpersonale: possiamo scoprire quello che l'interlocutore non dice, le cose che nasconde e, talvolta, le emozioni e gli impulsi di cui non é ancora consapevole. 
Il nostro corpo, inoltre, può raccontarci tante cose di noi: sei i nostri sentimenti non sono chiari; se abbiamo impulsi ambivalenti o se ci intestardiamo su qualcosa che in fondo non crediamo o non vogliamo il corpo lo tradisce: basta ascoltarlo...

 
 
 

Post N° 27

Post n°27 pubblicato il 25 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

Pandora fu una donna mortale, creata da Efesto (Vulcano) per ordine di Giove, che voleva punire l'umanità per il dono del fuoco fattole da Prometeo. A lei tutte le divinità dell'Olimpo donarono ogni sorta di pregi e virtù; da qui il nome: Pandora, tutta un dono. Dal maligno Mercurio, però, le fu donata anche la curiosità, quell'invincibile forza che la spinse ad aprire lo scrigno (il vaso di Pandora) che le aveva donato Giove, e dal quale scaturirono poi sulla Terra tutti i mali da cui venne afflitto il genere umano.

Ma concludiamo con la nostra Pandora. Sapete cosa diciamo noi uomini di fronte a un divieto? “Lo faccio perché è proibito”. E' più forte di noi: se in un ufficio pubblico scrivessero che è permesso fumare, saremmo capaci di smettere; (poi, adesso che hanno messo quegli annunci mortuari sui pacchetti di sigarette, fumiamo ancora di più). E anche Pandora si comportò nello stesso modo, nemmeno lei seppe resistere alla tentazione di trasgredire per sapere cosa ci fosse dentro quel vaso. E, per dirla con gli Americani, fu come mettere dello sterco nel ventilatore. In quel vaso c’erano tutti i mali del mondo, che come un turbine nero si sprigionarono in un baleno e - fu la punizione del domeneddìo dell’epoca -  invasero la terra e la vita degli uomini.

Non si salvò nemmeno un angolo sperduto nel deserto o su un picco di montagna; regge e stamberghe ne furono ammorbati in uguale misura. Nel mondo era arrivato il dolore.

Sul fondo del vaso ormai svuotato era rimasta, però, ancora qualcosa: forse un rimorso o un ripensamento di Giove che, nell'intimo, sapeva anche essere misericordioso. Un qualcosa che il dio lasciava agli uomini affinché, pur fra i travagli, riuscissero a sopportare la vita. Era la speranza.

 
 
 

Post N° 25

Post n°25 pubblicato il 23 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

OGGI SONO GIU' DA MATTI, SENTO IL MONDO CROLLARMI ADDOSSO E NON VOGLIO COMMENTI... OGGI NON DARO' RISPOSTA ALCUNA.

 
 
 

Post N° 24

Post n°24 pubblicato il 21 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

PER RIFLETTERE SU ALCUNI ATTEGGIAMENTI MENTALI
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra se pensò "ma tu guarda se solo avessi un po' più di coraggio gli avrei già dato un pugno..."
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò "ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!"
L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a metà! "Ah!, questo è troppo" pensò e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa. Quando si sentì un po' meglio e la rabbia le era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando... nell'aprire la borsa, vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei, il quale però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.

LA MORALE:
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato qualcosa di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!! Esistono 5 cose nella vita che non si RECUPERANO: una pietra dopo averla lanciata, una parola dopo averla detta, un'opportunità dopo averla persa, il tempo dopo esser passato, l'amore
per chi non lotta.

E' SOLO UNA STORIELLA INVENTATA, MA A ME E' CAPITATA UNA SITUAZIONE MOLTO SIMILE, UNA SITUAZIONE CHE MI HA PERMESSO DI CAPIRE QUANTO PECCO NELL'ESSERE SEMPRE PREVENUTA NEI CONFRONTI DI TUTTI... TANTO DA NON RENDERMI CONTO DI UN GESTO ALTRUI GENTILE NEI MIEI RIGUARDI.

 
 
 

Post N° 23

Post n°23 pubblicato il 21 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

OGGI E' IL PRIMO GIORNO D'AUTUNNO.
CHE OGNI FOGLIA AL VENTO POSSA ESSERE UN DESIDERIO ESAUDITO...

(un po' esagerata eh?)

 
 
 

Post N° 22

Post n°22 pubblicato il 20 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

ECCO, IL MIO PENSIERO PRIMA DI ANDARE A DORMIRE:

ORE 00:45 -->
Sono tornata ora a casa dopo aver trascorso una serata con le amiche, con le due amiche più care. 

Tornata dal lavoro ero stanca, ero amareggiata per alcune situazioni che sto vivendo, ero ben poco predisposta a rispettare l'impegno preso con le amiche, ma avevo organizzato io la serata e non volevo tirarmi indietro all’ultimo momento. Durante il tragitto verso il luogo di incontro, continuavo a pensare che non avrei avuto nulla da dire, nulla da esternare, nulla da dare. Beh, per una volta, avrei potuto ascoltare e chiedere a loro di raccontare, di rendere noti i loro stati d’animo in questo momento di vita. La serata è andata davvero bene. Stare con loro mi dà ogni volta una sensazione di pace anche quando attorno a me pace non c’è. Il momento più bello è stato quando abbiamo rievocato alcuni episodi vissuti insieme, negli anni delle scuole superiori: abbiamo riso senza freno, abbiamo ricreato quella magia che c’era ai vecchi tempi, abbiamo vissuto attimi di felicità genuina. Mi ha dato molto stare con loro questa sera. Fii vi voglio troppo bene ragazze!

Ora il mondo dei sogni mi attende… buonanotte!

 
 
 

Post N° 21

Post n°21 pubblicato il 18 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

RIPORTO IL TESTO, TRADOTTO DALL'INGLESE ALL'ITALIANO, DEL MIO BRANO MUSICALE PREFERITO:

Titolo Tradotto: Ogni Respiro Che Fai

Ogni respiro che fai, ogni movimento che fai, ogni legame che rompi, ogni passo che fai... io ti guardo.
Ogni giorno, ogni parola che dici, ogni gioco che giochi, ogni notte che passi con me... io ti guardo.

Non lo capisci? Tu appartieni a me.
Quanto duole il mio povero cuore ad ogni passo che fai. Ogni movimento che fai, ogni promessa che non mantieni, ogni sorriso falso, ogni protesta che fai... io ti guardo.

Dal momento che te ne sei andata, mi sono sentito perso, ho smarrito la strada. Io sogno la notte. Posso solo vedere il tuo viso. Mi guardo intorno e capisco che non riesco a rimpiazzarti. Mi sento infreddolito e desidero il tuo abbraccio. Continuo a piangere, per favore...  non lo capisci? Tu appartieni a me.

Quanto duole il mio povero cuore ad ogni passo che fai. Ogni movimento che fai, ogni promessa che non mantieni, ogni sorriso falso, ogni protesta che fai... io ti guardo. Ogni movimento che fai, ogni passo che fai... io ti guardo.

Io ti guarderò...

 
 
 

Post N° 20

Post n°20 pubblicato il 17 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

ACCORDO FIAT-FORD

Ormai è certo: Fiat e Ford mettono insieme le forze per realizzare una nuova generazione di utilitarie. Sul piatto vi è infatti la costruzione di due automobili basate sul medesimo pianale (quello della Panda): la nuova Fiat 500 e la futura Ka. Nello stabilimento polacco di Bilesko Biala si assemblerà la vettura dell’«operazione nostalgia» della Fiat ovvero la «nuova 500» e la sostituta della fortunata piccola Ford che ha troppe primavere sulle spalle.
L’obiettivo per entrambi i gruppi è dunque competere sulle utilitarie del segmento A e del segmento B inferiore, area commerciale in fase di rilancio anche attraverso alleanze tra gruppi concorrenti come quella tra Toyota e Psa. Le Case stanno proponendo modelli economici che vanno incontro alle esigenze di chi vuole un’auto minimale per muoversi in città, mentre nel segmento B (quello di Fiat Punto, Ford Fiesta, Renault Clio e Vw Polo per esempio) si assiste a una corsa verso l’aumento delle dimensioni, mentre il mercato comunque richiede vetturette spartane ed economiche. 
L’aspetto riprende in chiave moderna le forme del modello storico. In pratica sta alla 500 di dante Giacosa del 1957 come la Mini «Made in Bmw» che circola adesso sta alla macchina inglese disegnata da Alec Issigonis, o come la New Beatle al maggiolino Volkswagen, prima macchina del popolo ideata durante il regime hitleriano. A livello meccanico, come si era visto nei primi prototipi noti come “trepiùuno”, si tratta di una vettura di concezione moderna e standard.
Anche Ford ha necessità di coprire il segmento A in modo adeguato. La sua Ka è adesso troppo “anziana. Ka, nata nel 1996, ha subito solo modifiche dettaglio in quasi 10 anni di carriera e a dispetto della linea, molto moderna e di frontiera al momento della presentazione (stile new edge) è una macchina dalla tecnologia piuttosto conservatrice, per non dire obsoleta.

Il patto industriale tra Fiat e Ford non deve stupire: fa parte della «logica delle cose» in atto nell’industria dell’auto. I costruttori da anni tendono a condividere i costi di progettazione e di produzione per abbattere i rischi e cercare qualche possibilità in più di ritorno degli investimenti. L’obiettivo è costruire insieme, differenziare i prodotti con leggeri face-lifting o con diversità nella composizione della gamma di motorizzazioni e di allestimenti.

 
 
 

Post N° 19

Post n°19 pubblicato il 17 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

In Ford la definiscono una UAV e non si tratta di una fumettistica espressione di sorpresa, ma di un nuovo modo di concepire i veicoli.
La sigla, che va ad aggiungersi ad altre del tipo SUV, UUV, MAV, sta per Urban Activity Vehicle: ovvero una vettura compatta dalle piccole dimensioni particolarmente adatta per gli spostamenti e le attività urbane.

Con Fusion, Ford ha voluto lanciare sul mercato un nuovo modo di concepire le vetture, una nuova nicchia, un po’ come è avvenuto a suo tempo per la Ka.
Altezza mezza bellezza dicono, e quasi a voler confermare il detto, non si può certo dire che Fusion sia brutta. Certo, un pizzico di originalità in più non avrebbe certamente guastato, ma nel complesso si può dire che il mix tra le esigenze di design e di versatilità sia ben riuscito.

Fiat e Ford hanno raggiunto un accordo di principio per collaborare nello sviluppo di due utilitarie. Si tratta della nuova Fiat 500 e della nuova versione della Ford Ka.

La casa americana ha bisogno proprio di affrettare la produzione della nuova "Ka". La Fiat sta cercando di fare altrettanto con la "Cinquecento" (già mostrata in pubblico e battezzata "Trepiùno"). Ecco che la "sinergia" potrebbe risultare davvero eccellente. Insomma i due si metterebbero insieme per realizzare un pianale comune per le due vetture per poi realizzarle insieme nella fabbrica polacca di Bielsko Biala dove sono già in produzione la Panda e la "600". I vantaggi sarebbero notevoli: dal risparmio all'accorciamento dei tempi previsti (2007 per la Fiat e addirittura 2008 per la Ford).

Per entrambi i costruttori, poi, si tratta di due vetture di grande immagine. La 500 è un modello storico Fiat, il più longevo, il più fortunato. La Ka, dall'altra parte, rappresenta per la Ford Europa la piccola di successo, dal design innovativo e dai grandi numeri. Riuscire a metterle sul mercato con un anno di anticipo e risparmiando sulla realizzazione sarebbe un colpo davvero a sorpresa.

 
 
 

Post N° 18

Post n°18 pubblicato il 14 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

ORCHIDEA

E' considerato da secoli un fiore afrodisiaco: elisir d'amore, pozioni magiche e ricette contro la sterilità venivano preparate con le radici o con gli steli di Orchidea. Simboleggia dunque sensualità, ma anche lusso, fascino e ricercatezza.


L'ORCHIDEA E' IL MIO FIORE PREFERITO.

 
 
 

Post N° 17

Post n°17 pubblicato il 12 Settembre 2005 da Adenia
 

IL TESTO POETICO

Il testo poetico è un’opera in versi in cui l’autore esprime un messaggio. Il termine poesia, dal greco poieìn, indicava la creazione di un’opera che in qualche modo superava gli altri generi di scrittura. Dall’Ottocento in poi non esistono più rigide distinzioni e il termine poetico viene utilizzato anche per rilevare l’aspetto lirico di molte pagine di prosa di alta qualità letteraria.

CARATTERISTICHE
Nell’analisi di un testo poetico è necessario prestare attenzione alle seguenti caratteristiche:
• il linguaggio, che segue regole totalmente diverse da quello della lingua con la quale siamo soliti esprimerci;
• i versi, che si riconoscono visibilmente rispetto alle righe del testo in prosa, la cui lunghezza raggiunge il margine destro della pagina;
• la musicalità, estranea ai normali testi narrativi in prosa e alle nostre conversazioni;
• il significato che il testo poetico riesce a esprimere con un certo livello di complessità, grazie al modo in cui il messaggio viene organizzato. Nel linguaggio comune il significante (la successione di lettere alfabetiche che formano la parola) rimanda a un preciso significato, secondo quanto stabilito convenzionalmente dal codice lingua. Nel linguaggio poetico, invece, il poeta utilizza in modo del tutto personale il significante, attribuendogli dei significati che non sono più quelli stabiliti dal codice.

IL VERSO
Il verso è l’unità minima che compone la poesia. È costituito da una serie di sillabe, alcune delle quali sono toniche (segnate cioè dall’accento), mentre altre sono atone (non segnate dall’accento). La successione ordinata degli accenti conferisce una cadenza particolare e costituisce il ritmo del verso.  I versi prendono il nome dal numero delle sillabe che li compongono. Chiameremo così: binario, il verso composto da due sillabe; ternario, il verso composto da tre sillabe; quaternario, il verso formato da quattro sillabe; quinario, il verso formato da cinque sillabe; senario, il verso formato da sei sillabe; settenario, il verso formato da sette sillabe; ottonario, il verso formato da otto sillabe; novenario, il verso formato da nove sillabe; decasillabo, il verso formato da dieci sillabe; endecasillabo, il verso formato da undici sillabe; dodecasillabo, il verso formato da dodici sillabe.

VERSI SCIOLTI E VERSI LIBERI
I versi sciolti sono versi legati ad altri presenti nella strofe soltanto dalla lunghezza predeterminata (senari, settenari, endecasillabi ecc.), ma sciolti da qualsiasi legame di rima. Nell’esempio che segue il metro è l’endecasillabo sciolto. I versi liberi sono versi non vincolati ad altri presenti nella strofe né per la lunghezza, né per un particolare schema di rime né per le combinazioni strofiche.

LA CESURA
Oltre che dalla successione degli accenti, un altro elemento che concorre a determinare il ritmo è la cesura. Si tratta di una pausa più forte, che costringe a interrompere il verso, attribuendo una maggiore intensità (non solo sonora, ma anche di significato) al segmento che la precede e una minore forza a quello che lo segue.

L’ ENJAMBEMENT
L’enjambement o spezzatura ha luogo quando la pausa metrica non coincide con la pausa sintattica.

Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse. (G. Pascoli)

Nell’esempio riportato il verso Dai calici aperti si esala non conclude sintatticamente la frase. La frase, spezzata dalla pausa metrica imposta dalla fine del verso, ha bisogno del verso successivo per completarsi.

LE RIME
Un altro elemento importante per quanto riguarda il ritmo dei testi poetici è la rima. Essa consiste nella perfetta coincidenza della parte finale di due o più parole a partire dall’ultima sillaba accentata. Ad esempio: altare, mare, cantare, presenza, sonnolenza, indifferenza. Vari sono i tipi di rima:

• rime baciate (AA, BB, CC ecc.): la corrispondenza di sillabe a chiusura tra il primo e il secondo verso, e il terzo e il quarto.

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
(E. Montale, Meriggiare pallido e assorto)

• rime alternate (AB, AB, CD, CD ecc.): la corrispondenza di sillabe a chiusura tra il primo e il terzo verso, e il secondo e il quarto.

Io voglio del ver la mia donna laudare
ed asembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch’è lassù bello a lei somiglio.
(G. Guinizelli, Io voglio del ver la mia donna laudare)

• rime incrociate (ABBA): la corrispondenza di sillabe a chiusura tra il primo e il quarto verso, e il secondo e il terzo.

Padre del ciel, dopo i perduti giorni,
dopo le notti vaneggiando spese,
con quel fero desio ch’al s’accese
mirando gli atti per mio mal sì adorni.
(F. Petrarca, Padre del ciel, dopo i perduti giorni)

La rima non è solo un ornamento che riguarda il suono, ma fa parte anche del livello del significato di una poesia: unendo due o più termini, grazie alla loro identità di suono, finisce anche col metterne in rapporto i significati.

L’ASSONANZA
È una specie di rima imperfetta, con la rispondenza dei soli suoni vocalici, dalla vocale accentata fino alla fine della parola. Ad esempio: "Non è rimasto neppure tanto" (G. Ungaretti, S. Martino del Carso). Può anche riguardare la vocale finale e la consonante che la precede; si parla, in questo caso, di assonanza atona. Ad esempio, amore Æ finire Æ mare.

L’ALLITERAZIONE
È una successione di parole che cominciano o terminano con lo stesso suono: vocali, consonanti o sillabe. Ad esempio: "Fresche le mie parole ne la sera ti sien come il fruscio che fan le foglie" (G. D’Annunzio, La sera fiesolana).


LE STROFE E LE COMBINAZIONI
La strofa è determinata dalla disposizione delle rime, insieme al numero dei versi e ai tipi di versi impiegati. Essa indica il raggruppamento di più versi, ordinati fra loro secondo determinati criteri di rima e di ritmo. Vi sono vari tipi di strofe: il distico, composto da due versi; la terzina, composta da tre versi; la quartina, composta da quattro versi; la sestina, composta da sei versi; l’ottava, composta da otto versi. Le strofe possono anche avere forme libere e contare numeri di versi variabili come accade frequentemente nella poesia. Combinandosi fra loro le varie strofe danno luogo a diverse combinazioni. Le più usate sono la canzone e il sonetto. La canzone, componimento lirico molto antico, si divide in strofe o stanze, che non hanno un numero fisso di versi; una volta stabilito un numero di versi (tra sette e ventuno), deve rimanere sempre uguale per tutte le strofe della canzone. Le strofe a loro volta si dividono in una fronte e in una sirima o coda. La fronte si divide a sua volta in due piedi, mentre la sirima può rimanere indivisa oppure divisa in due volte. La fronte è collegata alla sirima mediante una chiave. I versi usati nella canzone sono soprattutto l’endecasillabo o un’alternanza di endecasillabi e settenari. Lo schema proposto ha subito nel tempo notevoli cambiamenti e la canzone si è liberata sempre più da legami metrici di struttura, presentando strofe (è il caso di Leopardi) di varia lunghezza e versi con rime libere. La nascita del sonetto, contemporaneo della canzone, si fa risalire al Duecento, ad opera di Jacopo da Lentini. Esso è composto da 14 versi, tutti endecasillabi, divisi in due quartine e in due terzine; nelle due quartine si hanno solo due rime, che possono essere alternate (ABAB ABAB) o incrociate (ABBA ABBA), mentre nelle due terzine si possono avere da due a tre rime, secondo schemi meno rigidi delle quartine (CDE CDE, CDC DCD, CDC CDC ecc.).

LE FIGURE RETORICHE
Uno dei modi per dare al linguaggio poetico maggiore forza espressiva e di significato è l’uso delle figure retoriche. Presso i greci, la retorica era la disciplina che insegnava i segreti dell’arte della parola. Fra le figure retoriche più usate ricordiamo:

• la metonimia: consiste nell’utilizzo di un termine al posto di un altro, che con il primo ha un rapporto logico.
• la sineddoche: consiste nel sostituire un termine con un altro che, rispetto al primo, indichi una parte: "Eolo gonfiò le vele di venti contrari";
• la sinestesia: consiste nell’associare due parole appartenenti a due diversi campi sensoriali: "Anna ha una voce calda";
• la metafora: consiste nel trasferire a un oggetto il nome proprio di un altro, secondo un rapporto di analogia: "Parlare sotto metafora"; "Fuor di metafora"; "Ulisse era una volpe";
• l’analogia: si tratta di un paragone fra due termini, in cui viene abolito il "come"; i due termini sono molto distanti tra loro e privi di collegamento logico, e questo spesso contribuisce a renderne difficile l’interpretazione: Tornano in alto ad ardere le favole (G. Ungaretti) L’immagine analogica è "ardere le favole". Non è facile spiegare il perché le favole brillino come le stelle alte nel cielo: forse il poeta evoca il ricordo, la sensazione di favole sentite raccontare la sera, mentre le stelle brillavano in cielo;
• l’anafora: consiste nella ripetizione di un termine all’inizio o all’interno di più vers.

I CAMPI SEMANTICI E LE PAROLE-CHIAVE
Le parole che compongono una lingua non vivono scucite, anzi si richiamano l’un l’altra: o perché hanno in comune il significato (i sinonimi), o perché hanno in comune la forma, ma non il significato (gli omonimi), o perché sono in opposizione (i contrari), o per associazione di idee ecc. Tale rete di relazione fra le parole crea un campo semantico, in cui ogni parola può introdurre altre relazioni e, quindi, un altro campo. La parola attorno a cui ruota un campo semantico si chiama parola-chiave. Nei testi poetici la parola-chiave è quella che racchiude l’argomento stesso della poesia: individuare la parola-chiave significa perciò capire il significato della poesia.

Di queste case non è rimasto
che qualche brandello di muro
Di tanti che mi corrispondevano
non è rimasto neppure tanto
Ma nel cuore nessuna croce manca
È il mio cuore il paese più straziato

In questa poesia la parola-chiave è "cuore", che genera un campo semantico legato al concetto di desolazione, di distruzione. Sembra che tutto sia finito: delle case di S. Martino del Carso non rimane più nulla, solo qualche pezzo di muro, degli amici-soldati non rimane neppure un brandello; ma nel cuore del poeta tutti i morti hanno lasciato un segno, una croce, che fa sì che il ricordo, pur nel dolore della lontananza eterna, possa sconfiggere la morte e la dimenticanza.

SCHEMA D'ANALISI DEL TESTO POETICO
Nell’analisi di un testo poetico è necessario prestare attenzione al:
• livello della struttura: tipo di versi, combinazioni strofiche;
• livello fonico: rime, assonanze, allitterazioni;
• livello del significato: figure retoriche, campi semantici, parole-chiave.

 
 
 

Post N° 16

Post n°16 pubblicato il 11 Settembre 2005 da Adenia

Un uomo e una donna stanno facendo all'amore quando la donna all'improvviso sente il rumore dell'auto del marito che sta entrando in garage. Allora grida all'amante: "Presto, prendi i tuoi vestiti e salta giu' dalla finestra!". L'uomo protesta: "Ma sta piovendo!". Ma la donna incalza: "Presto, se mio marito ti trova qui ci uccide tutti e due!". Pertanto il ragazzo prende i suoi vestiti e salta nudo dalla finestra. Per fortuna proprio in quel momento passano di lì dei maratoneti e lui, tutto nudo e con i vestiti sotto al braccio, decide di mimetizzarsi in mezzo a loro. Uno dei corridori gli chiede: "Ma tu corri sempre nudo?". E il tizio respirando affannosamente gli risponde: "Oh certo, mi piace sentire l'aria fresca del mattino sulla mia pelle nuda mentre corro". Poco dopo un altro corridore gli chiede: "Ma tu corri sempre nudo con i vestiti sotto al braccio?". E il tizio nudo e ormai senza fiato gli risponde: "Mah si'... cosi' appena finisco la corsa mi vesto ed entro in macchina per tornare rapidamente a casa". Il corridore lo guarda un pò perplesso e gli chiede: "Ma tu indossi sempre il preservativo quando corri?". E il tizio: "No, solo quando piove!"

Non so in base a cosa mi piace o non mi piace una barzelletta, però mi capita spesso che sia proprio una barzelletta sciocca a strapparmi una risatina.

 
 
 

Post N° 15

Post n°15 pubblicato il 10 Settembre 2005 da Adenia
 


NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS
La newsletter a cura di Nessuno Tocchi Caino
Provided by Nexta Media


Anno 5 - n. 71 - 10-09-2005

Contenuti del numero:

1. LA STORIA DELLA SETTIMANA : IRAQ. PROCESSO A SADDAM COMINCIA IL 19 OTTOBRE
2. NEWS FLASH: IRAN. TRE ESECUZIONI E UNA CONDANNA
3. NEWS FLASH: CINA. L'ONU CHIEDE PIU' TRASPARENZA SULLA PENA DI MORTE
4. NEWS FLASH: SOMALIA. CHIESTA PENA DI MORTE PER 10 IMPUTATI
5. NEWS FLASH: UE. MINISTRO GB: CONVENZIONE DIRITTI UMANI NON OSTACOLI ESPULSIONI



IRAQ. PROCESSO A SADDAM COMINCIA IL 19 OTTOBRE
4 settembre 2005: "La prima udienza del processo a Saddam Hussein si terrà il 19 ottobre", ha dichiarato il portavoce governativo iracheno Laith Kubba. Dovrà rispondere del massacro di Dujail, dove nel 1982 furono trucidati 143 sciiti.

"Se condannato a morte e se la sentenza sarà confermata dal Consiglio Supremo di Giustizia e dal Consiglio presidenziale, Saddam sarà giustiziato immediatamente". L'esecuzione avverrebbe quindi senza attendere gli altri processi contro l'ex dittatore. Insieme a Saddam, compariranno davanti al Tribunale: l'ex vice presidente Taha Yassin Raamadan; il fratellastro ed ex capo dei servizi segreti Barzan al-Tikriti; Awad al-Bander, ex procuratore capo del Tribunale rivoluzionario del deposto regime; e quattro dirigenti locali del disciolto partito unico Baath (Rinascita), Abdallah e Mizar Rueid, Ali e Mohammed al-Ali.
In un'intervista trasmessa dalla tv di stato, il presidente iracheno Jalal Talabani ha detto che Saddam ha confessato diversi crimini. Talabani ha incontrato il giudice che ha interrogato l'ex dittatore. "Il giudice ha detto di essere riuscito ad ottenere importanti confessioni da Saddam, che le ha firmate". Interrogato su quali siano le confessioni rese, il Presidente ha risposto: "Sui crimini che ha commesso. Ha confessato al Anfal ed esecuzioni capitali". Saddam avrebbe ammesso di aver impartito personalmente gli ordini.
Al Anfal è il nome di un'operazione contro i curdi eseguita tra il 1986 ed il 1989, che portò all'uccisione di oltre 100 mila persone. Le confessioni di Saddam riguarderebbero casi attualmente sotto inchiesta. "Saddam merita di essere condannato a morte 20 volte al giorno perché ha tentato di assassinarmi 20 volte", ha dichiarato Talabani, lo stesso che da sempre si dichiara contrario alla pena di morte. Lo scorso 1° settembre tre persone sono state impiccate in Iraq. Si tratta delle prime esecuzioni dalla caduta del regime di Saddam. Nell'occasione, Talabani si è rifiutato di firmare gli ordini di esecuzione, delegando l'incarico al suo vice. In caso di condanna di Saddam, Talabani si muoverebbe nello stesso modo: "Se mi rifiuto di firmare non significa che bloccherò la decisione della corte".

 
 
 

Post N° 14

Post n°14 pubblicato il 08 Settembre 2005 da Adenia

BEH... FORSE PER IL CIELO OGNI MIO DESIDERIO E' UN ORDINE

ORE 17:00 --> A PARMA PIOVE!!!

(FII TROPPO TROPPO TROPPO BELLA LA PIOGGIA) I miei colleghi me ne stanno dicendo di ogni!

 
 
 

Post N° 13

Post n°13 pubblicato il 07 Settembre 2005 da Adenia

PIOGGIA PIOGGIA PIOGGIA

Ora vado sulla terrazza e mi diletterò nella danza della pioggia!
VOGLIO PROPRIO UN BEL TEMPORALE (senza danni però).

Ore 1:00 di notte
Bene, non ha piovuto... in compenso ho trascorso una piacevolissima serata fuori al portico di casa con un amico a parlare, parlare, parlare e parlare. Fosse per me trascorrerei tutta la vita a parlare. Purtroppo mi è stato insegnato che occorre agire. Io non agisco spesso, ma quando agisco... non c'è molto da scherzare con me!!!

BUONA GIORNATA A TUTTI PER DOMANI, MA SOPRATTUTTO A ME :-)
(fii come sono simpatica)

 
 
 

Post N° 12

Post n°12 pubblicato il 07 Settembre 2005 da Adenia
Foto di Adenia

Beh... io adoro le giornate uggiose come quella di oggi!!!

VOGLIO LA PIOGGIA...

IL TEMPO IN EMILIA ROMAGNA:
SERA-NOTTE DEL 7 SETTEMBRE

CIELO: nuvoloso per nubi stratificate con addensamenti lungo i rilievi.
PRECIPITAZIONI: irregolari a carattere di rovescio sui rilievi e localmente in pianura.
VISIBILITÁ: discreta con foschie sul settore occidentale.
TEMPERATURE: massime oscillanti tra 23 e 27 gradi.
VENTI: in prevalenza deboli meridionali con rinforzi da sud-est sulla costa. MARE: da poco mosso a mosso.

Meeting Fumapex: Il 14 Aprile 2005 si è svolto a Bologna presso la sede ARPA-SIM, nell'ambito del progetto FUMAPEX, un workshop su: Sistemi integrati per la previsione della meteorologia urbana, dell'inquinamento atmosferico e della esposizione della popolazione. Nel corso del workshop è stato presentato l'approccio seguito in Emilia Romagna e in altre aree urbane europee per la valutazione e previsione dell'inquinamento atmosferico

 
 
 

Post N° 11

Post n°11 pubblicato il 07 Settembre 2005 da Adenia

INTELLIGENZA: Il test delle abilità generali di Psicopedagogika.it

Il test di intelligenza di Psicopedagogika.it si pone come obiettivo quello di misurare le vostre capacità sia verbali che non, attraverso 30 domande a scelta multipla (di cui una sola è esatta) inerenti le seguenti abilità:
- Vocabolario: si chiede la definizione di parole di uso poco comune. Questa capacità è legata alle abilità linguistiche, che in genere dipendono dal grado di istruzione e dagli interessi personali.
- Cultura generale: sono domande relative ad avvenimenti storici e di attualità, o informazioni su varie materie che una persona ben integrata nella società dovrebbe possedere. Esse dipendono sia dalla cultura che dalla memoria.
- Ragionamento logico: implica la capacità di usare l’intuizione e comprendere le regole che sottostanno ad un processo.
- Ragionamento matematico: chiede di risolvere problemi di varia difficoltà. È legato alla capacità di concentrazione e di calcolo.
- Memoria a breve termine: è il tipo di memoria che ci permette di trattenere un’informazione per pochi secondi, è legata alla capacità di attenzione. Si chiede al soggetto di tenere a mente stimoli insignificanti per poi recuperarli.
- Capacità visuospaziali: attraverso la richiesta di riconoscere figure ruotate o parole anagrammate si misura la capacità di riconoscimento e di lavorare mentalmente su degli stimoli. Per ovvi motivi legati alla presenza del nostro test esclusivamente sul terminale, non abbiamo la possibilità di testare le vostre abilità manuali.

In alcune sue parti questo test presenta dei limiti legati alle capacità linguistiche e scolastiche. Ad esempio una persona straniera troverà difficoltà a definire vocaboli italiani di uso non comune, questo non implica che sia poco intelligente ma solo che non è molto brava in italiano. D’altronde, questo è un problema di qualunque test che voglia misurare le abilità verbali. Il punteggio che otterrete in questo test si riferisce a come lo avete svolto complessivamente e non presuppone un confronto con i risultati medi di un campione pretestato, questo perché, da un lato, non si pone di avere validità scientifica, e dall’altro, perché si desidera dare al lettore la possibilità di mettersi alla prova divertendosi senza doversi sentire più o meno intelligente di ciò che è stato predefinito da complessi calcoli statistici. Il test propone le domande relative a differenti abilità in ordine sparso, anziché ordinarle in base all’abilità misurata o proporre molteplici subtests, perché il nostro obiettivo è fornirvi una valutazione globale e non frazionata di voi. Inoltre, si è voluto evitare di provocare un effetto di assuefazione e noia dovuto ad un susseguirsi di stimoli simili.
Il test d’intelligenza di psicopedagogika, oltre ad un modo per mettervi alla prova, evitando di essere esposti a situazioni ansiogene e giudicanti (vedi l’articolo “i test psicologici”) può essere una possibilità per imparare cose nuove, proprio come accade quando si segue un quiz alla televisione. Non resta che augurarvi buon lavoro!

Buon test 

 
 
 

Post N° 10

Post n°10 pubblicato il 06 Settembre 2005 da Adenia

Le 7 intelligenze
Gli attuali macro-raggruppamenti

Attualmente si distinguono macro-raggruppamenti di intelligenza. 

1) Intelligenza linguistica: ampiezza di vocabolario e capacità di esprimersi con chiarezza ed efficacia, padronanza  dei registri linguistici e capacità di adattarli alla natura del compito. Comprensione della cultura e del pensiero veicolato dalla struttura di una lingua.

2) Intelligenza spaziale: acume visivo, percezione di dettagli ambientali, memoria di luoghi e percorsi.

 3) Intelligenza musicale: padronanza della grammatica musicale, conoscenza e riconoscimento di tono, timbro, ritmo, di armonie e di disarmonie compositive.

 4) Intelligenza cinestetica: Padronanza del corpo, coordinamento di movimenti, abilità coreografiche.

 5) Intelligenza personale: intrapersonale: autocoscienza ed etichettamento dei sentimenti provati, consapevolezza delle proprie motivazioni. Interpersonale: capacità empatica di intuire il mondo interiore dell' altro.

  6) Intelligenza naturalistica: attitudine classificatoria, tassonomica, insiemistica. Capacità di catalogare, sezionare e categorizzare. Comprensione organicistica del tutto, delle  singole parti e della relazione tutto-parti.

 7) Intelligenza esistenziale: pensiero filosofico, attitudine al ragionamento astratto per categorie concettuali universalistiche, analisi di implicazioni, tematiche e problematiche conoscitive ed etiche.

Molto interessante, a mio parere, l'intelligenza cinestetica e l'intelligenza esistenziale.

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: Adenia
Data di creazione: 02/09/2005
 

 

EVERY BREATH YOU TAKE

Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
Every step you take
I'll be watching you

Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
I'll be watching you

O can't you see
You belong to me
How my poor heart aches with every step you take

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

Since you've gone I been lost without a trace
I dream at night I can only see your face
I look around but it's you I can't replace
I keep crying baby please

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

 

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

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IO CAMMINO DI NOTTE DA SOLA

Io cammino 
di notte da sola
poi piango poi rido
e aspetto l’aurora
Ed è una realtà
tutta mia
e una strana atmosfera
pervade la mente
di sera
Io vivo
a volte infelice
a volte gaudente
talvolta vincente
o perdente
Ed è una vita d’artista
così altalenante
ma quello che creo
è importante per me
Io cammino
di notte da sola
poi piango, poi rido
poi parlo, poi rido
poi grido... 

 

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THE BLOWER'S DAUGHTER

 

SEI PARTE DI ME

E per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo...
Dentro c'è un bisogno di ridere...
Immagini che passano e restano...
E se ti fermassi soltanto un momento...
Sei parte di me, sei parte di me... lo tengo per me.

 

IL ME DIT QUE JE SUIS BELLE

Et quand le temps se lasse
De n'être que tué
Plus une seconde passe,
Dans les vies d'uniformité
Quand de peine en méfiance,
De larmes en plus jamais
Puis de dépit en défiance
On apprend à se résigner
Viennent les heures sombres
Où tout peut enfin s'allumer
Ou quand les vies ne sont plus qu'ombres
Restent nos rêves à inventer

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Il parle comme on caresse
De mots qui n'existent pas
De toujours et de tendresse
Et je n'entends que sa voix

Eviter les regards, prendre cet air absent
Celui qu'ont les gens sur les boul'vards
Cet air qui les rend transparents
Apprendre à tourner les yeux
Devant les gens qui s'aiment
Eviter tous ceux qui marchent à deux
Ceux qui s'embrassent à perdre haleine
Y a-t-il un soir, un moment
Où l'on se dit c'est plus pour moi
Tous les mots doux, les coups de sang,
Mais dans mes rêves, j'y ai droit

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Des mensonges et des betises
Qu'un enfant ne croirait pas
Mais les nuits sont mes églises
Et dans mes rêves j'y crois

Il me dit que je suis belle...
Je le vois courir vers moi
Ses mains me frôlent et m'entraînent
C'est beau comme au cinéma
Plus de trahison, de peines
Mon scénario n'en veut pas
Il me dit que je suis reine
Et pauvre de moi, j'y crois
Hmm, pauvre de moi, j'y crois
 

LA MANCANZA DI PASSIONE

La passione è il fuoco alchemico che cuoce i fluidi spirituali e rende conciliabili gli opposti. Chi non si lascia coinvolgere dalla passione e dal desiderio perché attento a trovare solo sicurezza e vantaggi è immorale. La mancanza di passione è immorale.

 

EVERY BREATH YOU TAKE

 

INDIFFERENZA

Penso che alla base di ogni male vi sia l'indifferenza. Combattere l'indifferenza è difficile perché ci si scontra con il nulla, con il vuoto, con l'appiattimento, con la non sensibilità. E' più facile avere un dialogo con chi odia che non con chi è indifferente. Odio, rabbia, gelosia, invidia, depressione, dipendenze dannose e altro ancora, a mio parere, nascono con il dilagarsi dell'indifferenza umana. Avere un parere contrario a qualcosa è costruttivo, non averlo affatto è espressione di morte delle idee.

Credo che la provocazione finalizzata a se stessa sia sciocca e controproducente, ma non mettersi in gioco, non andare contro corrente per partito preso, o meglio, per paura di uscire dai canoni accettati dalla massa, beh questo è un freno alla fantasia, al coraggio, alle innovazioni, allo sviluppo. Chi sceglie l'indifferenza sceglie la via più facile per non sentirsi responsabile di qualcosa che non conviene o per pigrizia o per vigliaccheria.

hkhgkj

 

INVINCIBLE

 

 

SUPERMASSIVE BLACK HOLE

 

STARLIGHT

 

THE FUNERAL OF HEARTS

 

 

MADNESS

 

 

 

 

 

 

 

FA CHE NON SIA MAI

 

 

 

 

 

 

 

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