Post n°201 pubblicato il 16 Maggio 2016 da Amithiel
Se dovessi esprimere un giudizio riguardante questi giorni,direi che è stato parecchio stressante. Gli inconvenienti saltati fuori durante i lavori hanno influito parecchio sul mio stato emotivo tanto che ho faticato anche a dormire. Il mancato riposo ha favorito l'emicrania...che ormai come molti di voi sanno,è compagna imperitura della mia esistenza. E' stato un vero inferno il dover sopportare i rumori di un cantiere o le vociate degli addetti ai lavori quando l'unica cosa che in realtà desideravo ardentemente era quella di buttare tutti fiori o rinchiudermi un un luogo insonorizzato lontano da ogni altra forma di vita. Avrei potuto delegare l'ingrato compito a qualcuno,ma a chi? Mia madre non sarebbe stata in grado visto che ha un lavoro a tempo pieno di cui occuparsi...stessa cosa vale per il suo compagno che,nonostante io nutra nei suoi confronti un profondo rispetto,non ritengo sia giusto coinvolgerlo nella mia caotica esistenza affibbiandogli i miei problemi.
...Chiedere aiuto a mio padre...idea che ho scartato subito!
Mi si sono palesati davanti le sue ormai ben note reazioni a catena fatte di rimproveri su quanto io sia poco intelligente e responsabile,accuse sulla mia incapacità nel gestire tale impresa. La mia incompentenza e cosa peggiore mi avrebbe chiesto da quale parte avessi tirato fuori i soldi per affrontare una così ingente spesa. Cosa peggiore,avrei dovuto parlargli del mio problema fisico... Mio padre non conosce i miei problemi con l'emicrania,non ho mai parlato con lui di questo,mai accennato anche solo l'argomento.
Così ho stretto i denti e sono andata avanti. E' stato doloroso...molto...ci sono stati giorni in cui ho avuto la sensazione che il cervello volesse uscrimi fuori dal cranio o scoppiare mettendo fine a quel pulsare atroce. Il capomastro qualche volta mi guardava in modo strano,specie quando mi vedeva andare in giro mezza imbambolata ad occhi socchiusi e con una maglietta nera legata attorno alla testa. Non mi vergogno a dire che li ho maledetti tutti,dal primo fino all'ultimo...insieme a loro ho maledetto quella casa così simile ad una vecchia piegata in due dagli acciacchi...ed infine dentro al cerchio mi ci sono messa anche io per aver deciso di salire su quella giostra.
Combattevo il demone
L'ultimo giorno è stata una liberazione. Ma adesso che guardo il risultato con occhi pieni di gioia,sono contenta di aver resistito e di non aver mandato tutto all'aria. Per una volta posso dire di provare della soddisfazione per me stessa,per questa forza che ho sentito fluirmi dentro. Per una volta dopo tanto,sono felice.
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