Creato da fataeli_2010 il 22/02/2014

Ilmondodellefate

il fantastico mondo

 

IL POZZO INCANTATO

Post n°696 pubblicato il 06 Maggio 2018 da fataeli_2010
 

 

 

IL POZZO

INCANTATO

 

C'era una volta una bambina di soli dieci anni, timida e solitaria, che si

chiamava Dorotea. Andava molto bene a scuola in tutte le materie

ma non socializzava con i suoi compagni che così col tempo la misero

in disparte. Dorotea aveva un aspetto pallido, con mani delicate,

occhi azzurri, capelli mori, aveva un bellissimo naso all'insù e un corpo

gracile e magro. Un giorno si immerse in un libro che la zia le aveva

regalato tanto tempo fa e si accorse che era un libro con le pagine

da riempire e che all'interno di esso c'era un foglietto su cui era scritto :

"Dorotea ti ho regalato questo libro per far si che tu ne inventi uno e

che ogni giorno scriva una pagina che poi rilegherai con la copertina.

Spero che tu diventa quel che vorrai e ti prometto che tra qualche

anno ci rivedremo.”

Da quel giorno Dorotea fece come la zia le aveva detto e inventò

una fiaba misteriosa, intrigante e incantata. Ma quando il giorno

01/05/99 la rilesse ne divenne la protagonista. Iniziò ritrovandosi in un

bosco incantato con alberi innevati ed altri fioriti, c'erano rose, viole,

narcisi e margherite, da una parte c'era la primavera e dall'altra

l'inverno, e in mezzo alle due stagioni c'era un pozzo coperto dalla

neve e dai bellissimi fiori della primavera che sbocciavano da ogni

parte grazie ai potenti raggi solari. Incuriosita Dorotea si diresse verso il

pozzo, vide che vi erano molte monete, così ne lanciò una anche lei

ed espresse un desiderio, ma dal pozzo uscirono strane creature

malvage e paurose: queste erano state rinchiuse in quel pozzo da

molti millenni per la pace delle due stagioni. Dorotea così aveva

risvegliato tutte le forze oscure e le energie negative. La bambina

rimase paralizzata dalla paura e se non fosse stato per una ninfa

Dorotea, sarebbe stata risucchiata dal mondo delle tenebre. La ninfa

si chiamava Dafne, questa era docile e delicata con una pelle color

rosa pesca con dei capelli arrotolati in due trecce scintillanti e con un

vestitino verde legato alla vita da una cintura di foglie rosse. Le due

scapparono da quel posto e grazie a Pegasus: il cavallo alato

riuscirono a raggiungere il mondo delle ninfe che si trovava in un' altra

galassia detta: NINFUS. Durante il viaggio Dorotea spiegò tutto ciò che

le era accaduto nei minimi particolari e Dafne spiegò a lei tutto ciò

che accadeva in quel posto così diverso dalla nostra cara Terra. Da lì

raggiunsero la ninfa suprema che era riuscita a mantenere la pace,

che disse loro :"Cosa avete combinato? Ora tutto è in contrasto!"

Dorotea confessò di esser stata lei la causa di tutto ciò così la ninfa

suprema si calmò per evitare altre tragedie e disse loro cosa

dovevano fare per catturare le creature:” Dovete superare le 3 prove!.

La prima consiste nel trovare 2 piume di grifone,3 lacrime di pegasus,8

girini e 4 cavallette. "Così si incamminarono nel bosco e si diressero

sulla montagna più alta del mondo dove trovarono il grifone che

dormiva. Allora Dafne prese sulle spalle Dorotea che con le sue

manine delicate afferrò due piume dell'uccello.

(Dal Web)

 
 
 

Alla ricerca dello smeraldo incantato

Post n°695 pubblicato il 23 Aprile 2018 da fataeli_2010
 

 

ALLA RICERCA

DELLO SMERALDO

INCANTATO

C’era una volta una bambina che viveva da sola.

Ogni tanto andava al pozzo a riempire delle brocche di acqua e

alcuni abitanti le regalavano vestiti e cibo.

Nonostante ciò Linda aveva sempre un sorriso stampato sulle labbra e

lo dedicava a tutti, a chi le voleva bene e a chi no.

A scuola un ragazzino si era innamorato di lei.

Questo ragazzino era il figlio del re e della regina.

I due bambini avevano stretto una grande amicizia sin da piccoli e

quando diventarono grandi Eliot la portò a casa sua: LA REGGIA DI

KALINDER.

Linda cercò di abituarsi alla vita a corte ma non era abituata e

faceva fatica a comportarsi come una della famiglia reale.

Alla reggia doveva fare lezione di etichetta, fare lezione di piano con

il signor Smith, un vecchio barbuto che lei proprio non sopportava; per

non parlare poi della signorina Diletta, che le insegnava danza

classica.

Passarono molti anni e quando il re e la regina morirono, venne

incoronato re Eliot.

A lui passò il regno, la corona e il magnifico scettro magico del padre

che aveva il potere di far tornare in vitale persone.

A tale proposito, alla fine della cerimonia, Linda chiese ad Eliot se

poteva farle un grandissimo favore.

Linda gli sussurrò in un orecchio:

-potresti, con lo scettro, far resuscitare i miei genitori?

Eliot rispose:

-Dobbiamo prima trovare la formula magica che viene nascosta ad

ogni incoronazione, è come una prova per capire se il re e la regina

sono buoni sovrani.

Linda si caricò di energia e il giorno dopo i due iniziarono a perquisire

tutta la reggia, da cima a fondo, rovistarono in tutti gli angolini e nella

soffitta trovarono un baule coperto di polvere e ragnatele, l’unico

posto che non brillava e che la signora Nina non aveva spolverato

con quell’ aggeggio tanto antipatico a Linda.

Lo aprirono e improvvisamente si pulì e si illuminò. Da questo uscì un

foglio che fluttuò per circa due secondi e poi cadde nelle mani di Eliot

che lo prese al volo e lo lesse a Linda:

- dai un bacio al tuo amato

e il tuo desiderio sarà avverato!

Ma nel momento in cui Linda stava per baciare Eliot, una folata

divento fece cadere lo scettro.

Le dieci pietre provenienti da ogni città del regno si sparsero nella

reggia, ma senza quelle la magia non poteva avvenire.

I due ragazzi si misero a cercare le pietre. Nel giro di qualche giorno ne

trovarono nove. Mancava solo lo smeraldo incantato.

Perlustrarono tutta la reggia per una ventina di volte in un giorno.

Erano stanchissimi e così caddero a terra abbracciandosi.

Fu allora che videro entrare, dalla coda dl pianoforte, una luce

abbagliante e da questa uscì una bellissima fata dagli occhi blu come

il mare e i capelli biondi come l’oro. Aveva un vestito azzurro lungo

fino ai piedi arricchito da una cintura di rose bianche e veli bianchi e

azzurri. Ai piedi aveva dei sandali pieni di smeraldi verdi. Aveva una

collana con uno smeraldo della stessa misura di quello che serviva allo

scettro.

RICOMINCIAMO DALLE FIABE

Raccolta di fiabe scritte dagli alunni di 1ª F

(dal Web)

 
 
 

Miracoletta

Post n°694 pubblicato il 09 Aprile 2018 da fataeli_2010
 

 

Miracoletta

 

C'era una volta un regno in cui si erano susseguite ben quarantanove

dinastie. La cinquantesima

rischiava di essere l'ultima perché il re e la regina erano molto vecchi e

non avevano neanche un figlio. Ma un giorno la regina restò incinta e

partorì una bellissima fanciulla. All' inizio il re e la regina erano un pò

sconvolti perché alla loro età non era possibile avere un figlio, ma poi

ricuorati dalla nascita della bambina, la chiamarono Miracoletta

Miracoletta era molto brava e socievole e un giorno incontrò un

bambino che si chiamava Jack. Loro erano amici: parlavano, si

facevano degli scherzi, si aiutavano tra loro e giocavano insieme. Un

giorno arrivò un ragazzo di nome Tom, l’ era avido, egoista, opportunista

e malvagio però appena vide Miracoletta subito se ne innamorò e

giocò con lei. Dopo un pò le chiese se voleva essere la sua fidanzata,

lei rispose di no, ma lui non si arrese. Passò un decennio, e quando jack

e Miracoletta avevano sedici anni, si fidanzarono. Appena Tom venne

a conoscenza di questo fidanzamento, si arrabbiò molto e di corsa nel

covo segreto della magia della sua trisnonna e lì trovò una pozione

d'amore per far innamorare Miracoletta di lui .Preparò un thè caldo e

ci mise dentro la pozione e la diede a Miracoletta, lei accettò e

quando l'ebbe bevuta subito si innamorò di lui e le disse di allontanarsi

dal regno per andare a vivere insieme nella foresta. Quando

andarono nella foresta creò con un'altra pozione, un castello con alte

mura , circondato anche da anime di soldati. Il regno, però da

quando Miracoletta era andata via era caduto in una profonda in

disperazione, ma più di tutti, Jack. Dopo un po' di tempo il re seppe di

una fata che poteva aiutarlo e subito la chiamò a corte e la pregò di

riportare li Miracoletta. La fata provò a fare una magia e subito

Miracoletta apparve ed ella sentì in lei anche l'incantesimo della

pozione. Provò a distruggerlo, ma disse che si poteva spezzare solo con

il bacio del suo vero amore. Il re sapeva chi era il suo fidanzato e lo

chiamò a corte, gli disse tutto e Jack felice, la baciò e l'incantesimo fù

spezzato. I due si sposarono e vissero felici e contenti. Mentre Tom, morì

per la scomparsa della sua fidanzata.

 

RICOMINCIAMO DALLE FIABE

Raccolta di fiabe scritte dagli alunni di 1ª F

(dal Web)

 
 
 

La principessa d' oro

Post n°693 pubblicato il 05 Aprile 2018 da fataeli_2010
 

 

La principessa d' oro

 In un villaggio sperduto viveva una regina che voleva da due anni una bambina

speciale, ma il re diceva che non sarebbe mai nata. La regina dopo un mese finì

col credere che ciò che suo marito sosteneva da sempre, fosse vero e con la

tristezza nel cuore, si rassegnò. Un bel giorno, però con grande sorpresa, la regina si

accorse di aspettare un bambino e contrariamente al volere del re che da

sempre aveva desiderato un maschio, nacque una piccola bimba tutta d'oro. La

piccola bambina era una scultura d'oro, pregiata e speciale come la voleva la

madre. Man mano che passano gli anni la scultura d'oro cresceva e ricresceva

fino all'anno in cui diventò una ragazza. La regina credeva che la bambina fosse

magica, e così si recò nel bosco delle fate chiamato “IL BOSCO D'ORO”. La regina

partì dal villaggio attraversò foreste e boschi, e ad un certo punto vide degli alberi

d'oro, le corse incontro e trovò le fate che le confidarono di sapere perché fosse

andata da loro. La regina disperata chiese un aiuto, ma le risposero che solo

l'amore di un giovane ragazzo avrebbe potuto spezzare quella magia. Allora la

regina, ritornò al castello, molto triste perché non trovò nessuna soluzione per la sua

amata figlia. Chi mai avrebbe amato una statua d'oro? I giorni passavano, ma

nessun ragazzo che, arrivato al castello, vedendo la statua d'oro, riusciva ad

innamorarsi di lei. Ma un giorno quando tutti i ragazzi del regno avevano visto la

statua, ecco arrivare un principe venuto da un regno lontano, che ignorando la

magia avvenuta su quella ragazza, guardò la statua e rimase subito innamorato

della sua bellezza. All'improvviso la statua si ruppe ed uscì una bellissima

principessa, che allo stesso tempo si innamorò di quel ragazzo. Tutto il regno esultò

per la rottura dell'incantesimo. Così il principe decise di non partire più da quel

castello e di voler sposare la bellissima principessa, che da quel giorno fu chiamata

la principessa d'oro. I due coronarono il loro amore con il matrimonio più bello di

tutto il regno e vissero lì, nel loro castello, felici e contenti...

RICOMINCIAMO DALLE FIABE

Raccolta di fiabe scritte dagli alunni di 1ª F

(dal Web)

 
 
 

Giulia e le Fatine del Bosco

Post n°692 pubblicato il 03 Aprile 2018 da fataeli_2010
 

Giulia e le Fatine del Bosco


C’erano una volta due gemelle che vivevano in un castello, con i loro genitori. Entrambe erano molto belle.

Avevano i capelli lunghissimi, una bella figura, occhi azzurri e una pelle color porcellana.

L’unica cosa che però non avevano in comune era il carattere. Giulia era buona, mentre sua sorella Elisabetta era molto presuntuosa e arrogante.

Una cosa che però fisicamente le poteva distinguere, era  che Giulia aveva un neo a forma di stellina dietro al collo. A volte persino la mamma, dato che erano identiche, alzava i lunghi capelli per vedere se parlava con Giulia o con Elisabetta. Un giorno arrivò al palazzo il principe Federico, figlio del re di un regno lontano  con il padre delle gemelle stava facendo degli accordi commerciali. Il principe ebbe modo di conoscere le due gemelle, perché si fermò parecchi giorni, al fine di portare a termine la sua missione con loro. Ma spesso capitava che si trovava a parlare di più con Giulia che con Elisabetta. Giulia era dolce e lo ascoltava dolcemente, Elisabetta era sempre un po’ superba. Il principe finì che si innamorò di Giulia e, quando la sorella lo venne a sapere si ingelosi. Doveva trovare il mondo per liberarsi di lei. Non sopportare che il principe preferisce la sorella a lei. Quindi con uno stratagemma cercò di allontanare Giulia. Le disse di andare nel bosco perché il principe la stava aspettando. Lì in realtà aveva assunto un balordo perché la rapisse la nascondesse. Difatti una volta nel bosco Giulia, fu rapita e gettata in un pozzo. Quel pozzo era speciale. Era la casa delle “MINIFAIRE DEL BOSCO” e li Giulia trovò tante piccole fatine che la rincuoravano. Esse avevano una sfera con cui si aggiornavano su ciò che accadeva nel Mondo Esterno. Scuotendo la sfera Giulia vide la sorella che si era fatta passare per lei e vide anche che il principe le faceva la proposta di matrimonio. Infatti Federico era convinto di sposare Giulia perché Elisabetta la imitava in tutto, anche  nel suo carattere. Il pozzo era altissimo e sembrava non ci fosse una via di uscita. La minifaire dispiaciute dell’accaduto  e per l’inganno della sorella decisero di organizzarsi tutte insieme e riuscirono a sollevarla. Erano migliaia di fatine e ognuna di loro aveva preso un pezzettino di vestito e di capelli e così riuscirono a sollevarla e a liberarla dalla prigionia del pozzo. Le fatine la aiutarono a trovare la strada per tornare al castello. Grazie all’aiuto delle fatine Giulia arriva al castello dove incontra il principe e la sorella che stavano parlando col padre riguardo alle loro nozze. Appena li vide le corse incontro gridando all’inganno. Nessuno le credette. Tutti pensarono che la vera Giulia fosse la gemella di Elisabetta prepotente. “Sono io la vera Giulia non lei” continuava a gridare la vera Giulia. Ed Elisabetta: “Ma dici Elisabetta! Tu sei sempre stata invidiosa, ora per gelosia vorresti rovinare tutto. Le grida richiamarono la mamma. Solo lei sapeva che l’unica cosa che poteva distinguerle era quel neo a forma di stellina. Allora la madre per riconoscerle alzò i capelli alle due scoprire chi fosse Giulia e chi Elisabetta. Ma furbamente Elisabetta si era disegnata anche lei un piccolo neo. Dunque sembrava che nessuna delle due fosse Elisabetta, ma era anche ovvio che una delle due mentiva. Il principe era sbigottito e anche lui non riusciva a capire chi fosse la leale Giulia, e se fosse stato veramente ingannato. Il principe ebbe in mette un piano. Mentre tutti discutevano animatamente si allontanò, chiamò il servitore e all’orecchio gli sussurrò una cosa. Dopo un po’ il servitore gli portò una lettera dal suo regno “Mio caro figliolo ti scrivo questo breve messaggio per dirti che il tuo  castello è stato mandato a fuoco e oramai hai perso le tue ricchezze.” Mentre leggeva questo messaggio di fatto la vera Giulia gli corse incontro e con occhi dolci gli assicurò che avrebbe amato per sempre e comunque. Oramai svelata la vera identità il principe potè confessare che era uno stratagemma e che per lui nulla era cambiato. Elisabetta era furente, ma lo erano ancora di più il re e la regina che la punirono decidendo per lei un mese come aiutante sguattera in cucina. Il principe e Giulia organizzare le loro nozze e così vissero felici e contenti.”

Tratto da: Ricominciamo dalle Fiabe

Raccolta di fiabe scritte dagli alunni di 1° A F

(Dal web)

 
 
 
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