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Messaggi del 12/03/2024

Confini ed assedi.

Post n°3061 pubblicato il 12 Marzo 2024 da fedechiara
 

Confini e assedi -12 marzo 2022
E davvero dispiace che il professor Baricco, nel suo bel libro 'The Game', abbia toppato alla grande nel prevedere che l'Oltremondo della virtualità e di internet avrebbe sconfitto 'l'ossessione per i confini' dei nonni e dei padri delle due guerre mondiali da cui proveniamo.
E che la postura 'uomo-tastiera-computer' di noi annoiati leoni da tastiera avrebbe pensionato la secolare postura 'uomo-spadone-cavallo' che ha lasciato il posto a quella de: 'uomo-seggiolino eiettabile-bombardiere.' - e nessun'altra guerra degna di questo nome sarebbe più stata possibile sull'orizzonte degli eventi del terzo millennio entrante.
Perché ci avevamo creduto, io e gli altri centinaia di migliaia dei suoi affezionati lettori; la tesi era suggestiva e credibile e a tutti noi pareva ormai che le frontiere fossero diventate dei veri fossili politici e dei gruviera disseccati, percorsi in libertà dalle migliaia di 'richiedenti asilo'.
Quelle di Schengen di sicuro, leggetevi le cronache del processo a Salah Abdelslam che si tiene a Parigi per la mattanza del Bataclan e gli altri attentati a seguire.
Ed è invece un clamoroso 'grande ritorno' quello della frontiera che si difende con le unghie e con i denti - e con la minaccia nucleare, se solo la Nato farà tanto di alzare in volo un F-22 Raptor sui cieli dell'Ucraina, in decollo dalle molte basi aeree che costellano la cintura di assedio alla Russia nei paesi che si sono affrancati dalla ex Unione sovietica.
Cintura d'assedio fortemente voluta dai dissennati guerrafondai americani nella logica mai aggiornata del dottor Stranamore del noto film di Kubrik - che mai hanno liberato le loro menti dalla logica asfittica del 'nemico russo' da accerchiare e tenere con le mani alzate con i fucili e i missili puntati contro.
Ma l'equilibrio del terrore atomico oggi gli si rivolge contro, ai dissennati s-governanti dei paesi filo Nato – e si rendono conto che tanto armamentario di guerra finale e testate atomiche è ingestibile, a causa della immediata rivalsa missilistica sulle nostre città – e meglio sarebbe venire a patti con il preteso nemico e smettere le logiche dell'assedio e del nemico a prescindere.
Un 'nemico' con il quale l'Europa aveva commerci imponenti e scambi economici di energie fondamentali, quali il gas per il riscaldamento domestico e il petrolio, che oggi vengono meno a causa della follia politica dei presenti leaders europei proni all'America di Biden-Stranamore che fanno pagare in bolletta ai loro cittadini il prezzo di una guerra che si poteva saggiamente evitare - svitando la spoletta della bomba ucraina già nel 2014 dei misfatti di Maidan e l'imposizione guidata, a seguire, di un governo fantoccio applaudito dall'Occidente e dall'America.
E la cronicizzazione della guerra nel Donbass dei 14000 morti stimati nella assoluta indifferenza politica europea.
Nemesi, la crudele divinità della pena che consegue ai misfatti, ci guarda dall'alto con un sorrisetto beffardo e il dito marmoreo poggiato sul pulsante rosso dell'esplosione nucleare.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Articolo di Kissinger da leggere e rileggere. Lucido e realista. 2014.
"Una saggia politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Ucraina cercherebbe un modo per le due parti del paese di cooperare tra loro. Dovremmo cercare la riconciliazione, non il dominio di una fazione.
La Russia e l'Occidente, e meno di tutte le varie fazioni in Ucraina, non hanno agito secondo questo principio. Ognuno ha peggiorato la situazione. La Russia non sarebbe in grado di imporre una soluzione militare senza isolarsi in un momento in cui molti dei suoi confini sono già precari. Per l'Occidente, la demonizzazione di Vladimir Putin non è una politica; è un alibi per l'assenza di una politica."

 
 
 

Il 'fronte interno'.

Post n°3060 pubblicato il 12 Marzo 2024 da fedechiara
 

Il 'fronte interno' filo russo e le autorevoli penne sui giornali. 12/03/2022

Abbiamo un 'fronte interno'. Squillino le trombe e rullino i tamburi, udite, udite. Lo scrive Antonio Polito, autorevole firma, su 'Il Corriere di oggi. Il nemico subdolo delle reboanti e integerrime democrazie filo Nato è nell'ombra, nascosto nei socials e magari - non sia mai!! - è un vicino di casa segreto leone da tastiera, aita, aita.
Chi non pronuncia con grande enfasi evidente al balcone, tre volte al mattino presto e prima di coricarsi: 'Zelensky è un eroe mondiale' e 'L'Ucraina è una democrazia europea, viva l'Ucraina che ben resiste!' colui è un individuo abbietto e degno di essere additato al pubblico ludibrio al pari di Putin. Che il nostro ministro degli esteri ha definito 'un animale' – con grande lungimiranza politica e ministeriale e anticipando il placet di Facebook che una tal cosa e peggio dice tollerabile, dati i tempi e le azioni del 'criminale dittatore'.
Fatta la tara delle esagerazioni palesi e dei toni fuori misura dei nostri giornalisti 'più realisti del re' (perfino il Gramellini!!) il rischio che vi segnalino ad una futura corte marziale per diserzione del fronte occidentale, se scrivete qualcosa di non elegiaco per l'Ucraina e per il suo leader invitto - che ha audience mondiale in tutti i tiggi dell'Occidente - si fa di giorno in giorno più concreto.
E, forse, sarà interessata perfino la polizia postale e sospeso, per l'occasione, l'articolo della Costituzione che azzarda l'infamante libertà di pensiero e parola, in caso di guerra in corso. Forse inclusa quella recente della Siria – e andranno a ravanare fra i molti posts a ritroso per l'occhiuta verifica e le sanzioni.
In tempo di guerra non ci si può discostare, non è ammesso dissenso dal verbo imperante nelle redazioni dei giornali e dei tiggi. Il nemico ti ascolta e gioisce – se il 'fronte interno' si fa ogni giorno più consistente e chiede a gran voce la presentazione di serie proposte di disarmo alle frontiere est da parte dei paesi Nato in cambio della cessazione delle ostilità.
Perché, prima, Putin deve ammettere la sconfitta, l'isolamento politico, il grave azzardo e la follia dell'invasione e ritirare le sue truppe senza porre condizioni. Lo affermiamo noi, dei paesi filo Nato, 'vincitori morali' - che abbiamo noncurato per anni i 14.000 morti nel Donbass e i vani tentativi di andare a trattativa da parte dei russi, patroni delle repubbliche secesse.
Chi lo diceva che il realismo è la virtù più evidente e sommo pregio delle nostre più autorevoli penne giornalistiche?
Nessuna descrizione della foto disponibile.
(...) Ma vorremmo perlomeno vedere tentativi per frenare questa corsa alle armi, anziché accorrere più solerti degli altri; proprio allo scopo di non allargare il conflitto e non perpetuarlo. Vorremmo perlomeno che i cedimenti diventassero compromessi,… 
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