Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 27/03/2024

Il metodo della follia.

Post n°3095 pubblicato il 27 Marzo 2024 da fedechiara
 

La follia che si accompagna al metodo. -  26 marzo 2015

'C'è del metodo in quella follia', dice Shakespeare di Amleto. E' da allora, da quei tempi lontani e tragedie ambientate in un castello danese che sappiamo che 'c'è del marcio in Danimarca' - e oggi in Germania perché 'tutto è il mondo è paese', da che le frontiere si sono aperte o sono state scardinate di forza dai milioni di nuovi barbari inurbati, - e l'orizzonte di futuro prossimo e remoto è un melting pot indistinguibile e umana melassa ed eventi sempre più caotici e non governabili.
E che la follia di Lubitz (il pilota tedesco suicida) si trascini dietro il senso di onnipotenza di far morire insieme 149 persone e abbuiarne e disintegrarne le storie è mistero che gli psichiatri si incaricheranno invano di spiegarci, perché in quella follia – come in quella di Amleto – siamo trascinati tutti a forza.
Al punto da dirci tutti 'anormali' e mettere in discussione il concetto stesso di normalità, considerata la perdita e l'orphanage collettivo di ogni valore riconosciuto e limite e 'norma' universalmente riconosciuta e coralmente rispettata.
E Basaglia, bravamente, ce li ha restituiti, i matti, e li ha detti normali al nostro pari - con qualche picco di confusione e marasma controllabile chimicamente e socialmente accettabile – e, per proprietà transitiva, siamo diventati tutti un manicomio a cielo aperto e dobbiamo elaborarla a forza, la follia, e riconoscere che si accompagna di buon grado al metodo; è lucida e 'ragionata' con la freddezza di chi mette mano ai comandi di un aereo e lo porta con regolarità programmata a bassa quota e infine lo schianto.
Ma altre follie metodiche mi sovvengono – come quella di un tale Kabobo, 'l'uomo nero' mal integrato e perciò reso 'folle', che alle quattro del mattino, armato di piccone, fracassava i crani dei poveri cristi indifesi che incontrava nel silenzio dell'ora, uno via l'altro. La morte che cammina, l'hanno detto, evocando figure simboliche dell'immaginario medioevale esploso prepotentemente nel terzo millennio delle mille sciagure e conflitti permanenti.
E che dire della costituzione di un 'califfato', con arruolamenti via internet di 'cittadini' rinnegati di seconda generazione, al tempo della tecnologia onnipotente e che apre scenari di conquiste del cosmo e i meravigliosi anelli sotterranei dove i postmoderni stregoni fanno girare vorticosamente la 'particella di Dio', vulgo 'neutrino'?
La storia che va col passo del gambero ci consegna, ad ogni nuovo giorno, il suo 'fatto del giorno' malato e sciagurato di una 'nave dei folli' umana che si stupisce della sua follia metodica e programmata e lucida perché, da sempre, aspira a scoprire il 'disegno di Dio' dietro le caotiche cose del suo vivere e andare e moltiplicarsi conflittuale finché 'morte non ci separi' e, di là della morte, è il nulla delle buie origini. L'ultima e prima 'follia' che spingeva il poeta a chiedersi: 'Ma perché dare al sole / perché reggere in vita / chi poi, di quella, consolar convenga? / Se la vita è sventura, / perché da noi sì dura?'
Tale è la vita mortale.

 
 
 

Ubi maior.

Post n°3094 pubblicato il 27 Marzo 2024 da fedechiara
 

La riprova della immensa follia bellicista (che non teme il premersi parallelo dei pulsanti rossi termonucleari) degli Stranamore riuniti nel consesso dei paesi Nato che decidono le grandi manovre a nord ed ammassano truppe ai confini della Russia ce la fornisce il report degli esperti militari: la Nato, nel suo insieme, somma più bombe termonucleari di quante ne stiva la Russia nei suoi siti segreti e in quelli noti ai satelliti-spia.
'Possiamo vincere, noi prodi Nato, possiamo seppellire la Russia tutta sotto un immenso ombrello di funghi radioattivi, uccidere in un colpo solo tutti i maledetti milioni dei suoi abitanti succubi a Putin e alla sua cricca.' – ecco le parole messe in bocca ad un qualche generale del Pentagono da un Kubrik redivivo al lavoro sui dialoghi di un remake del suo film di culto.
Sono scenari verosimili. Verosimilmente evocati dai cervelloni della Nato in uno dei tanti briefings di guerra in cui si ipotizza l'uso della Bomba-fine-del-mondo. La Nato vince per somma di funghi radioattivi, ma il report, pudicamente, non ci racconta quanti missili a testata multipla termonucleare hanno forato le difese aeree Nato, immediatamente a ridosso delle prime esplosioni e quante città americane ed europee – e i loro milioni di abitanti - sono state vaporizzate di converso nella rivalsa bellica del nemico russo chiuso nei bunkers.
E' questo lo scenario 'fine del mondo' – non più solo probabile, che tutti noi cittadini contrari ad ogni e tutte le guerre dovremmo considerare ed avviare le manifestazioni oceaniche 'contro' all over the world.
Ma impazzano, invece, in cronaca le manifestazioni degli sventati 'propal' e le occupazioni degli universitari anti Israele, contro una guerra regionale dei Trent'anni che si prospetta infinita nel perseverare degli odi lungo le generazioni e che sarà inglobata quale 'minor' nella terza guerra mondiale termonucleare, l'ultima sul pianeta Terra.
Ubi maior. Estote parati.
Potrebbe essere un contenuto artistico

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 9 persone e il seguente testo

 
 
 

'Nervetti' di guerra.

Post n°3093 pubblicato il 27 Marzo 2024 da fedechiara
 

I 'nervetti' del roast beef e i giochi di guerra. 26 marzo2021

Chiusi in casa può accadere di pensare che ci manca l'esperienza del martirio, quale hanno conosciuto gli eroi di Stalingrado, dall'una e dall'altra parte del fronte.
Oggi si può dire senza patemi d'animo, oggi che gli storici raccontano, con dovizia di particolari e narrazioni di azioni 'eroiche', una epopea guerresca di gloria per entrambi i fronti di guerra che va al di là delle ragioni abbiette di Hitler di conquista dell'intera Europa e, in prospettiva, del mondo.
Abbiamo anche noi, la generazione dei boomers a cui tutto è andato bene fino agli inizi del 2020, una piccola parte di martirio, è ben vero, ed è questo biennio pandemico di infamia sanitaria ai domiciliari e l'osservazione angosciante dello sfacelo delle economie planetarie come fossimo in guerra. Ma, a differenza dei soldati sul fronte di Stalingrado, non ci mancano i rifornimenti alimentari e del metano casa per casa e in tivù ci dicono, da giorni, che sono arrivati i rinforzi dei vaccini e la riscossa economica sarà forte, una volta che l'avremo vinta sui virus.
Però, giunti al punto di ritenere vinta la guerra sanitaria, resta l'amara considerazione che abbiamo perso l'occasione di temprarci moralmente e di misurare i limiti della resistenza umana, come è accaduto ai soldati russi e tedeschi a Stalingrado e, forse, quegli scazzottamenti e gli accoltellamenti tra giovani auto convocati su internet di cui ci danno conto i giornali e le tivù sono il pallido surrogato di una necessità di ogni generazione nuova di misurarsi con azioni forti ed estreme.
Alle soglie del terzo millennio delle 'magnifiche sorti e progressive' in cui più non crediamo il ritorno delle ataviche iniziazioni dei guerrieri coincide con il 'ritorno del cretino' di scaramucce para guerresche nelle piazze delle città che finiscono con le denunce in questura.
La storia che si ripete in farsa.
Nel prossimo futuro, forse, si tornerà alla leva obbligatoria e ai campi militari in cui far svolgere i necessari giochi di guerra realistici e con in più l'ausilio della realtà virtuale - e i nostri giovani proveranno, per lunghi ed estenuanti mesi, che vuol dire la vita di trincea e l'affanno dell'inverno sulla corona delle Alpi innevate: il gelo e la mancanza di sonno e la fame e il deperimento organico, i pidocchi e le malattie conseguenti.
'Un fià de guera ve voria'. Diceva sconsolato mio padre quando lasciavo sul piatto i nervetti della bistecca di roast beef. Già.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Pagheremo caro, pagheremo tutti.

Post n°3092 pubblicato il 27 Marzo 2024 da fedechiara
 

Pagheremo caro, pagheremo tutto. Il fio delle scelte politiche sbagliate. 25/03/2022

Mai come in questi giorni di isteria giornalistica e ossessione bellica televisiva il telespettatore ha potuto realizzare che questa guerra per procura Nato ('vai avanti tu, Ucraina, che noi testiamo la risposta russa fino a dove si spinge e valutiamo una eventuale risposta nucleare') la sta pagando direttamente nelle bollette dell'energia domestica e in quelle delle imprese – molte costrette a chiudere l'attività per soverchi costi.
E la cosa che più mi ha sorpreso degli eventi catastrofici, uno via l'altro, che abbiamo subito negli ultimi due anni e mezzo è l'incredibile capacità che abbiamo, noi consumatori e cittadini di questa repubblica vocata all'infamia politica di scelte para belliche tutte sbagliate, di fare fronte agli aumenti stellari conseguenti alle sanzioni - e subire proni, uno dopo l'altro, gli oltraggi dell'avversa fortuna s-governativa di s-governanti che più inadeguati e di vergognosa retorica filo Nato e filo Biden-l'Insensato (che vaneggia di opzioni nucleari possibili, aiuto!!) non si può.
E non abbiamo, ahinoi, l'animo di Amleto, il principe di Danimarca che, nel suo monologo, si chiedeva: 'Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.
Ecco, non combatteremo contro il nostro, italico 'mare di triboli', bensì li subiremo tutti senza emettere un fiato avverso - e lasciando che quei personaggi di s-governo inadeguati compiano fino in fondo le loro scelte malate a fianco della Nato e facendo pagare ai cittadini i costi degli esodi di guerra.
E neanche la consolazione di chiedersi 'Fino a quando, cittadini?', confidando in una qualche reazione di politico disgusto, perché l'onore degli antichi Romani non ci appartiene e solo ci resta l'amarissimo distico di dire – cantando il nostro tragico inno nazionale – che 'siamo pronti alla morte'.
Perfino a quella nucleare, se dovesse darsi il caso di pulsanti rossi che si premono all'unisono di qua e di là dell'Atlantico e missili a testata atomica che partono dalle portaerei e dai sommergibili di ultima generazione.
The end (of the human world) e mandate tanti commoventi messaggini ai vostri cari mentre il fall out radioattivo si allarga a dismisura.
https://www.money.it/guerra-nucleare-italia-nuovo-piano-sicurezza-civile
Guerra nucleare, il piano di sicurezza dell’Italia: «Al chiuso per due giorni con le finestre sbarrate»
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