Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 23/03/2024

Il montare dei peana di guerra e la pace possibile.

Post n°3089 pubblicato il 23 Marzo 2024 da fedechiara
 

C'è stato un tempo in cui, al seguito di una tragedia e di un dolore, seguivano la parole di consolazione della pena. C'era chi consolava, medicava, blandiva, opponeva parole di pace. Consolazione, sedazione; la mente infiammata dal dolore messa in pausa, isolata dall'incendio esterno che la ammalava. Oggi non è più così. A ferita risponde ferita maggiore, a parole di odio (e morti ammazzati) segue odio maggiore e il montare folle di 'parole in libertà'. Parole di una politica – in tivù e sui giornali - incapace di fare ciò che dovrebbe fare la politica: impedire la guerra – quella guerra che è la maledetta 'continuazione della politica con altri mezzi' di ogni tempo e luogo della Storia.E chi legge i libri di Storia sa che si sono combattute le guerre 'dei Trent'anni' (e quella 'dei Cent'anni') intervallate da precari accordi di pace e da spartizioni territoriali a fisarmonica e faticosi riconoscimenti dei diversi credi religiosi (cattolici versus protestanti) poi rimangiati (e seguivano le stragi), ma allora si combatteva con il clangore delle spade sugli elmi e le mazze e le alabarde che risuonavano sulle corazze e sugli scudi – oggi abbiamo i missili transcontinentali con testate multiple termonucleari, le cautele dovrebbero essere massime e le parole della politica suadenti e convincenti e gli argomenti persuasivi, e inclini i diplomatici delle varie capitali coinvolte a trovare accomodamenti e a sottoscrivere i trattati del 'cessate il fuoco'. La pace è sempre possibile. Si alzi bandiera bianca, ci raccomanda il bianco pontefice inascoltato.Invece, il paese amico di ieri – con il quale si coltivavano rapporti economici reciprocamente giovevoli - viene d'un subito dichiarato 'paese canaglia', paese 'nemico' e le sue scelte di muover guerra a difesa degli abitanti russofoni in Donbass, dopo le inutili, annose trattative volutamente non curate (gli accordi di Minsk) bollate univocamente come crimine da punire e sanzionare. E dall'America sono arrivati i guastatori a danneggiare irreparabilmente il gasdotto Nordstream.Si poteva invocare la diplomazia, lo spazio diplomatico c'era, bastava farlo prevalere sulle follie Nato della 'guerra per procura'; si sarebbe potuto far muovere a testuggine il fronte della politica europea armata di un sano neutralismo e obbligare i maggiorenti Nato a rivedere le loro politiche aggressive nei confronti della Russia, ma no. Obbedienti come un sol uomo al vecchio Stranamore Biden e al suo 'apparato militar-industriale' del Pentagono ecco i pazzi filo Nato europei più realisti del re mandare gli inutili armamenti al paese del comico condottiero suicida e levare alti i quotidiani peana di guerra e dichiarare fieri e impuniti davanti ai video le ricorrenti stronz... : 'La Russia non può vincere questa guerra.' - ben consci che in questo modo si va a sbattere, si pigia sull'attenti il pulsante nucleare. Ed è di ieri la stronz... massima dei nostro pretesi 'leaders' di : 'Preparare l'Europa alla guerra ed armiamoci a dismisura e costruiamo i rifugi anti atomici nelle principali città europee.' Non è chiaro dove andranno a ripararsi gli abitanti delle cittadine periferiche e dei villaggi e delle campagne. Morituri che 'salutant'?A giugno si vota, cittadini, mandiamoli a casa. La navigazione della nave dei folli europea può essere fermata, osservate bene la scheda elettorale e mettetevi una mano sul cuore e la matita copiativa sul simbolo giusto.


Dopo l'attentato nella sala concerti vicino Mosca, "i criminali (le persone arrestate nella regione di Bryansk, ndr) intendevano attraversare il confine tra la Federazione Russa e l'Ucraina" e comunque "avevano contatti rilevanti" con la parte ucraina:… Altro...La lunga notte di Mosca: più di 90 morti nell'attentato. 11 fermi: "Contatti con Kiev"ILGIORNALE.ITLa lunga notte di Mosca: più di 90 morti nell'attentato. 11 fermi: "Contatti con Kiev"La lunga notte di Mosca: più di 90 morti nell'attentato. 11 fermi: "Contatti con Kiev"
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La lunga notte di Mosca: più di 90 morti nell'attentato. 11 fermi:
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La lunga notte di Mosca: più di 90 morti nell'attentato. 11 fermi: "Contatti con Kiev"

 
 
 

Guerre sporche e terrore.

Post n°3088 pubblicato il 23 Marzo 2024 da fedechiara
 

Maledette primavere. 23 marzo 2022

E, mentre la primavera si afferma, pur se asciutta e siccitosa, e lancia le sue commoventi nuvole rosa e bianche verso il cielo, io, solo e pensoso per i diserti calli, sto cercando di rintracciare nel mio passato, il passato mio e del paese in cui ho abitato per oltre settant'anni, una uguale condizione di isolamento e di rifiuto dell'esistente e di posizioni politiche aspramente inconciliabili, ma non trovo l'eguale.
Negli anni del terrorismo brigatista, forse. Con quei giovani disperati, le brigate rosse e i dintorni dei gruppi segretamente simpatetici, che si erano arroccati nella loro prigione mentale e nutrivano i loro pensieri estremi con gli sfilacci di un marxismo immaginario - e si ergevano a giudici crudeli e boia dei condannati dal tribunale del popolo.
Ma i loro crimini osceni li consumarono e ne condannarono il verbo obsoleto – e il cordone sanitario che si strinse intorno a loro li disse eremiti urbani di una predicazione violenta inascoltata e reietta.
E oggi mi guardo intorno e mi chiedo come si è arrivati a tanto, al muro contro muro tra popolo, una parte assai consistente di popolo, e una classe politica di 'incollati alle cadreghe' che dell'infamia della pura sopravvivenza e 'tirare a campare' ha fatto la sua bandiera e stolida egida – e l'opposizione parlamentare dei partiti che dovrebbero darci rappresentanza si è sciolta nell'acido degli eventi maledetti della pandemia biennale e, oggi, della militanza acritica a fianco di una democrazia nazionalistica nata dalle violente convulsioni post Maidan, e il cui esercito è stato addestrato dagli istruttori americani giusto a ridosso di un confine storicamente pericolosissimo.
'Coniglietti suicidi' è il libro che meglio li sintetizza.
Il ritorno dei confini, dunque, dei maledetti confini della prima e della seconda guerra mondiale che credevamo di aver sepolto sotto le macerie del muro di Berlino. Ma avevamo trascurato il filo rosso della Storia, la cui digestione e metabolizzazione è lenta, lentissima – un filo rosso non visto sotto la polvere delle effimere reggenze di Gorbaciov e di Eltsin: il ritorno del nazionalismo grande russo.
Una democrazia, quella ucraina, creata sull'onda, ormai corta e con pochi spruzzi in battigia, dell'esportazione delle 'democrazie arabe': un mito di violenze, e i clamori mal sedati di piazza Tahrir, del quale ben poco resta in cronaca e si è imbevuta del sangue della finale tragedia siriana. Una democrazia ucraina cresciuta in feroce autostima nazionalistica con la terribile guerra del Donbass - e le migliaia di quei morti, inclusi i civili che tanto clamore hanno oggi in cronaca, non curati dall'Europa e dalla sua inesistente diplomazia. E Nemesi, la severa divinità, ci ammonisce che ogni colpa ha il suo fio e si paga a piè di lista, a volte con clamore di nuove guerre e dei morti, feriti e dispersi che ne conseguono.
Ma di tutto ciò, e di trattative auspicate e indotto Zelensky, il trageda osannato, a trattare e ridotto a più miti consigli - e di una offerta Nato di stabilire una cintura di stati neutrali sul confine russo della ex Urss - nulla si rintraccia nell'etere dell'audio pubblico, bensì un incessante, insensato osanna alla luminosa democrazia filo Nato quale si ascolta nei tiggi unificati e nelle dichiarazioni dei politici, dei giornalisti di grido e dei professori emeriti, invitati negli asfittici 'talk show' in sostituzione dei tele virologi rancorosi per la loro obsolescenza televisiva.
Per tutto ciò sopra esposto mi sono chiuso in silenzioso raccoglimento e personali, tristissime riflessioni sulla vanità del mondo e su il suo avviarsi verso l'olocausto atomico finale - e osservo con disincanto la navigazione della nave dei folli italica ed europea verso l'isola vulcanica mediterranea dove ha preso dimora il dottor Stranamore – che ridacchia da par suo nelle sue passeggiate sotto al vulcano, e, a casa, guarda e riguarda le scene su il dvd del suo film restaurato dei mitici Cinquanta e lo confronta con il presente sequel in tivù della bomba in prossima caduta libera che aveva imparato ad amare e i cui effetti esplosivi avevamo esorcizzato per oltre sessant'anni.
Potrebbe essere un'immagine stile anime
La chiave di volta della guerra in Ucraina.
I coniglietti suicidi della Nato alla prima (e ultima) crociata.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

I gabbiani e l'Isis.

Post n°3087 pubblicato il 23 Marzo 2024 da fedechiara
 

L'Occidente morituro e la guerra dei trent'anni che ci aspetta. 23 marzo 2017

Stamattina i gabbiani appollaiati sui tetti si rilanciavano in coro quel loro lugubre grido gutturale – forse per il torto che hanno subito di non poter più rompere i sacchetti dell'immondizia non più appesi di fuori e saziarsi dei nostri rifiuti - e mi hanno fatto venire in mente quel che mi ha raccontato mia figlia, mesi fa: di quando saziava un nuovo nato confidente, pronta ad ogni suo richiamo famelico - e l'aveva chiamato poeticamente Livingstone - e un giorno, il volatile ormai cresciuto e in forze, quella affettuosa confidenza si era mutata in una beccata in un occhio schivata per miracolo e il nome venne cambiato in Hannibal.
E uguale atteggiamento mi viene richiamato osservando e ascoltando i video di rabbiosa predicazione dell'odio islamista di quel tale, tardivamente ucciso ieri a Londra, ma che già aveva disseminato di morti e feriti innocenti l'area antistante il parlamento britannico. Serpe in seno della vastissima immigrazione di un Europa pietosa e accogliente a dismisura che ha riempito le periferie urbane delle sue metropoli di genti ostili e niente affatto integrati e felici di vivere nell'Occidente del loro sogno di una vita migliore che li ha spinti ad emigrare e violare le nostre frontiere di mare e di terra.
E oggi abbiamo articoli a iosa - come sempre dopo ogni attentato e maledetta strage degli islamisti assassini - che ci richiamano e descrivono la follia di quella politica di accoglienza non vigile, non attenta ai fenomeni correlati all'immigrazione massiccia che ha cambiato il volto delle nostre città. Ma in primo piano sono le orazioni funebri e quelle annunciate dei morti e feriti di una guerra che non vogliamo/sappiamo combattere con la necessaria fermezza che si deve a quelle vittime innocenti di un odio incomprensibile e 'odioso' nel suo imporsi come guerra intestina delle enclaves islamiche europee a cui Erdogan-il califfo raccomanda di 'fare più figli' per vincere con la forza dei numeri e imporre la sua sharia nelle terre indifese dell'Occidente morituro.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Tutti quei segnali inascoltati sulla Londra "radicalizzata"
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Tutti quei segnali inascoltati sulla Londra "radicalizzata"

 
 
 
 
 

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