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Messaggi del 22/03/2024

Le armi e i peana di guerra.

Post n°3086 pubblicato il 22 Marzo 2024 da fedechiara
 

22 marzo 2022
Basta armi, basta peana di guerra. Destituire Zelensky e la sua cricca di guerrafondai per procura Nato.
(...) Come se non ci fosse chi ci ha pensato per tempo alle armi, e ancora ci pensa. Il buon senso e non l’ideologia direbbe che l’Italia può risparmiare le sue cerbottane. Non aggiungono un benamato all’efficacia della resistenza ucraina e spostano un pezzo del Pil terremotato dalla pandemia a favore di quelle fabbriche della morte che, si ripete ogni tanto, dovremmo svuotare per riempire i granai. (...)
il nostro contributo è irrilevante sotto il profilo militare e ha, tuttavia, il rilevantissimo effetto di schiacciare italiani e europei sulle posizioni di chi lo scontro lo prevedeva e, a pensar male, lo cercava. (l'America n.d.r.) Diveniamo cobelligeranti, sia pure di seconda fila, e rinunciamo all’autorevolezza e alla credibilità di un ruolo di mediazione che la situazione richiederebbe e che risponderebbe ai nostri veri interessi. (...) - Estrapolazione dall'articolo citato
BASTA ARMI
di Michele Santoro
Dopo aver letto i giornali stamane mi sono chiesto dove sia finita l’opinione pubblica del mio Paese, considerato una volta in occidente l’avamposto del pacifismo. Il panorama delle notizie e dei commenti è uniforme in maniera impressionante. In nessuna altra guerra si era manifestato un accordo tra le forze politiche del cento per cento; e in nessuna altra guerra l’informazione si era proposta senza punti interrogativi.
L’orrore, il sangue, il dolore provocati da Putin non possono giustificare la sua associazione a Hitler, né possono portare a considerare l’autocrate russo una replica del “grande dittatore”. Pensare che come il Fuhrer coltivi il disegno di invadere la Polonia e sottomettere l’Europa e il mondo intero, proponendosi come l’architetto di un nuovo ordine internazionale, è un oltraggio ai fatti e ai rapporti di forza, non solo alla storia. Il massacro degli ucraini è inaccettabile ma non è un genocidio intenzionale paragonabile a quello degli ebrei; e chi riduce l’Olocausto a una pagina di guerra sanguinosa e basta si comporta come gli storici revisionisti nazisti.
Il parallelismo si copre di ridicolo quando gli acuti commentatori convergono nel ritenere che, diversamente da Hitler, la guerra Putin l’avrebbe ormai quasi persa in meno di un mese. Secondo loro basterà aspettare le decine di migliaia di morti necessari per un lieto fine.
In questa narrazione hollywoodiana, che vede l’intera umanità impegnata contro una belva mostruosa, emerge nascosta tra le righe una banale verità: non la Nato, non l’Europa, non gli ex militanti ancora combattenti di Lotta Continua, ma gli USA da sette anni, ovvero dal 2015, hanno inviato armi per due miliardi di dollari e hanno istruito l’esercito di un paese lontano dai loro confini a combattere. Già sapevano che la Russia si preparava a realizzare un piano di aggressione? La questione umanitaria, che oggi viene sbandierata, era dunque preventiva e poggiava sulla canna del fucile e sui missili? Che Putin potesse ritenerla una minaccia non conta, visto che è uguale a Hitler e Hitler si sa cosa ha fatto.
I pacifisti disarmati credono nella strada diplomatica e nell’immediato cessate il fuoco ma subiscono l’assalto di critici feroci che, in nome del dovere morale di fermare Hitler, chiedono spasmodicamente di inviare le armi al popolo resistente. Come se non ci fosse chi ci ha pensato per tempo alle armi, e ancora ci pensa. Il buon senso e non l’ideologia direbbe che l’Italia può risparmiare le sue cerbottane. Non aggiungono un benamato all’efficacia della resistenza ucraina e spostano un pezzo del Pil terremotato dalla pandemia a favore di quelle fabbriche della morte che, si ripete ogni tanto, dovremmo svuotare per riempire i granai.
È contro il buonsenso che torna utile il paragone di Putin con Hitler, serve a cancellare ogni riserva a entrare in un conflitto che non rappresenta per noi una minaccia diretta. La Costituzione italiana non verrebbe ancora una volta violentata ma rispettata se ci stessimo veramente difendendo dalla minaccia di una aggressione all’Europa.
Infatti il nostro contributo è irrilevante sotto il profilo militare e ha, tuttavia, il rilevantissimo effetto di schiacciare italiani e europei sulle posizioni di chi lo scontro lo prevedeva e, a pensar male, lo cercava. Diveniamo cobelligeranti, sia pure di seconda fila, e rinunciamo all’autorevolezza e alla credibilità di un ruolo di mediazione che la situazione richiederebbe e che risponderebbe ai nostri veri interessi.
Non sono contro l’uso delle armi in qualsiasi circostanza, lo sono in questa, con la stessa sicurezza che uno più uno fa due. Ma per la stragrande maggioranza dei politici e dei giornalisti italiani, stretti nuovamente in un unico pensiero, uno più uno fa Terzo Reich.
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Riflessioni ad ampio spettro.

Post n°3085 pubblicato il 22 Marzo 2024 da fedechiara
 

Riflessioni ed altre riflessioni. - 22 marzo 2022

Riflettevo, ieri sera prima del sonno, su quanto sia difficile definire una propria, credibile posizione politica oggi, di fronte alle 'varianti impazzite' del terzo millennio dei virus coronati che si mangiano l'intero alfabeto greco e ai tele virologi che ci castigano con i greenpass e le clausure - e del prepotente e inatteso ritorno dei confini e dei nazionalismi con annessa guerra di riconquista.
Con l'annunciata sua 'variante' nucleare, date le lingue di Babele dei folli paesi Nato ostili ad una immediata trattativa tra le parti e una pace che più lontana non si può e ci avvelenerà la primavera e l'estate, mannaggia.
E riflettevo su come sia difficile dirsi informati. A fronte di telegiornali fotocopia, pur nelle diverse reti private e pubbliche, e di 'reporters di guerra' che dicono nulla o recitano i triti e prevedibili 'sentito dire', tutti di parte ucraina, chiusi nelle stanze degli alberghi al buio perché fuori c'è la guerra. Era meglio quando Robert Capa faceva pervenire le sue foto a Parigi con l'inevitabile ritardo dell'epoca analogica e del difficile viaggiare via terra. Ma, anni più tardi, si scoprì che – anche lui! - ricorreva alle 'pose' e il suo famoso 'miliziano ferito' si era prestato alla posa fatale.
Non c'è più religione. Neanche la religione fotografica dei sacri bianchi e neri di una volta, mannaggia.
E davvero non siamo più 'né carne né pesce' politica in questo scorcio di millennio infame che viviamo. Nè con l'Ucraina che paga lo scotto di una guerra maledetta e ostinata nel Donbass - e il lavoro sporco delle stragi e delle efferatezze sui civili affidato ai nazisti dichiarati del battaglione Azov – né con la Russia, che si riprende a suon di bombe la cintura difensiva dell'ex Urss, né con la Nato dei folli maggiorenti e leaders politici che infarciscono l'Ucraina di armamenti sofisticati per far durare il più a lungo possibile la resistenza e rendere sempre più probabile lo schiacciarsi finale del pulsante rosso nucleare che lancerà il missile fatale a testata atomica e che ci farà guardare gli schermi televisivi con la stessa angoscia e lo spavento di quando abbiamo guardato crollare le due torri gemelle vent'anni fa.
Oh my God! Già.
Un corale, planetario 'oh my God' e la mano alla bocca di ognuno e tutti mentre il fungo radioattivo si alza lento e spettacolare nell'aria dopo aver incenerito una qualche città europea o americana.
O russa. O tutte e tre insieme, a pochi secondi l'una dall'altra.
Bentornato dottor Stranamore (rivedetevi il bel film profetico prima del sequel).
Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante 6 persone e persone in piedi
Delle sensate chiose. 'Ha mille ragioni il prof. Franco Cardini alla faccia di tutto il mainstream che sbava per Zelensky e lo arma follemente.
Dice lo storico :
"Le guerre hanno sempre delle cause molto addietro nel tempo,non possiamo incolpare chi l'ha cominciata ieri una guerra, perché spesso c'è chi l' aveva già cominciata prima"
Chiaro il concetto ?
Togliamo tutti il sostegno a Zelensky e vedrete che la pace arriva. ' - dal web

 
 
 

Prima della guerra.

Post n°3084 pubblicato il 22 Marzo 2024 da fedechiara
 

Imperativi categorici e nostalgie del ritorno. - 22 marzo 2020

'Restate a casa' è l'imperativo categorico di questo scorcio di millennio infame che ci ospita – un tempo di catastrofi inimmaginabili, di medioevi redivivi con califfati e califfi rispolverati in Medio Oriente e ospedali-lazzaretti e le quarantene qui da noi, nell'Occidente delle pandemie trionfanti e assassine.
E lo capiamo un po' tutti il senso e la necessità di restare a casa e interrompere così la maledetta catena dei contagi (salvo chi è nato mona, che, ahinoi, resta mona) e impedire al virus maledetto di replicarsi corpo su corpo.
Ma c'è anche un altro imperativo che ci ha allibito - con i treni notturni presi d'assalto e Higuain che è salito quatto quatto su un aereo privato che lo riportava in Argentina, ed è quello di 'tornare a casa'.
Che, in tempi di globalizzazione imperante, ci sembrava obsoleto e il detto 'casa dolce casa' ridotto ormai a noioso slogan pubblicitario di 'poltrone e sofà' perché è(ra) il mondo la nostra casa globale e dove si trova lavoro e 'si mette su casa', ma, al tempo dei flagelli, ecco chiudersi i confini di ogni stato (perfino i 'barconi' e i gommoni restano fermi nei porti e le o.n.g. taxi del mare disoccupate) e nel cuore degli individui rinasce, miracolo! quel sentimento nostalgico dei 'sapori di casa', con la mamma (la mamma!) e la nonna e gli zii che ci aspettano e che andiamo a contagiare, e la promessa dei loro piatti regionali mai dimenticati, le finestre aperte sul mare e la 'heimat', la patria fino a ieri denegata, insieme ai 'nazionalismi', che torna nei pensieri di tutti prepotente e diventa, infine, canto fiero sui balconi dei reclusi ai domiciliari: l'Italia s'è desta, stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte'.
Che, di fronte alle notizie che ci vengono dagli ospedali e ci deprimono, ci appare inno un filo iettatorio e menagramo e gli preferiamo il cielo azzurro di 'Azzurro' perché la primavera è esplosa e i suoi fiori e colori ci dicono ostinati 'ce la potete fare' - speriamo, accendiamo le candeline virtuali, leviamo al cielo le preghiere dai balconi perché ci hanno chiuso anche le chiese e i templi costruiti alla bisogna al tempo delle pestilenze.
E non sappiamo se questo 'ritorno alle origini' e 'nostos algo', la nostalgia del ritorno, una volta finita la presente pestilenza e ripartite a razzo le economie di ogni paese saranno cancellati dall'onda di risacca della globalizzazione - che tornerà a occupare le prime pagine dei giornali, insieme ai profughi sui barconi, e presto ci dimenticheremo il contagio (noi scampati ai cimiteri) e resteranno solo gli sfilacci degli incubi notturni a dircelo realmente accaduto e parte incredibile delle nostre vite che vogliamo dimenticare.
E tornerà la libertà di muoversi e il libero afflusso delle persone nelle strade e nei supermercati e Venezia sarà nuovamente stipata di turisti (aiuto!) per la gioia di osti e gondolieri e proprietari di case da affittare, ma un lampo di incertezza e malcelata tristezza coglieremo negli sguardi degli amici ritrovati e gli abbracci saranno più cauti (per il tango si vedrà) e l'età dei flagelli avrà nuovamente lasciato il suo segno indelebile negli annali degli uomini - che si credevano invincibili con i loro ospedali super attrezzati e i laboratori di ricerca capaci di scovare anche il più piccolo dei virus e di sterminarli e, invece, è, oggi, il tempo delle Caporetto sanitarie e la vittoria sul Piave non è certa, non ancora; esprimiamo gli auguri, telefoniamo agli amici e a chi amiamo e diciamo loro, accorati, le parole che non si dicono tutti i giorni ma solo quando incombe l'ombra della Contadina che 'pareggia tutte l'erbe del prato'. Amen e così sia.
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Database di 'cretini alle urne'. Mammaleuropee!!!

Post n°3083 pubblicato il 22 Marzo 2024 da fedechiara
 

Figurarsi alle europee prossime venture. Mammaglihakersrussi!! - 22 marzo 2018
Credo che scriverò a quelli di 'Cambridge Analytica'. E mi lamenterò di essere stato ingiustamente escluso dai loro briefing e propagande elettorali a favore di Brexit, di Trump, delle elezioni austriache e olandesi, del referendum renziano del 4 dicembre e delle elezioni italiane ultime scorse – chiaramente manipolate e fitte di brogli col fine di massima perfidia di castigare il pd di s-governo e favorire gli schifosi populisti, gli odiatori di ogni risma nascosti dai nick names nella immonda palude della Rete: umana cloaca dove scorrono e impazzano i mefitici 'leoni delle tastiere' aizzati da Zuckenberg contro i pacifici e serissimi professionisti della politica frequentatori della Leopolda e amici di Casini e della Bonino, di Alfano e tutti i 'no borders' adoratori di Soros.
E' una ingiustizia che non abbiano neanche provato a subornarmi, a condizionare pesantemente il mio pensiero e le mie capacità di scelta libera elettorale e mi chiedo il perché di quella esclusione atroce. Non ero abbastanza psicolabile per loro? Non ero nel novero dei 'troppi cretini alle urne' – famigerata locuzione di quei tali della sinistra di s-governo che hanno mandato i loro campioni al vertice delle istituzioni della repubblica a mostrare come si distrugge in un triennio di infamia il tessuto sociale ed economico di un paese con le folli politiche immigratorie delle frontiere chiuse a nord e i clandestini arrampicati sui tir nel tunnel della Manica o gelati sui passi montani e i campi profughi diffusi e le liti tra sindaci e prefetti sui numeri sempre in aumento e le 'giungle di Calais' e di Ventimiglia?
Protesterò clamorosamente con quelli di 'Cambridge Analytica' perché mi hanno escluso dalla loro raccolta dati, dai temutissimi 'data-base' che i politici sinistri e i loro giornalisti al seguito, suonati e rintronati dai risultati elettorali degli ultimi dieci anni, si sognano anche di notte – e hanno incubi fitti di 'hacker russi' che fuoriescono dalle botole, dagli armadi, dai tombini delle fogne, dalle fessure dei muri delle loro abitazioni e li condannano all'ignominia elettorale e li mandano a casa, a fare il nulla di prima che venissero premiati dai vitalizi parlamentari e dalle pensioni principesche dopo solo una legislatura.
E tutte quelle 'fake news' che ci propina la Rete e paiono così difficili da individuare e influenzano (dicono, affermano i tg e i giornaloni) i pensieri profondi e il voto di noi poveri 'cretini alle urne' chissà perché io le riscontro, invece, nella gigantesca bolla di 'fake news' di una informazione pubblica parziale e distorta e pilotata dai direttori di rete e dei giornali e giornalisti 'embedded' per spegnere (illusione, dolce chimera) la protesta degli elettori/trici e ricondurre a manipolazione professionale e ubbidienza di s-governo i maledetti 'populisti'.
Mi sbaglierò, chissà, forse è tutto un mio film, un cd che mi sono fatto, io povero 'cretino alle urne' neanche preso in considerazione da quei sovversivi e ferocissimi manipolatori di 'Cambridge Analytica' che mi umiliano con la loro incomprensibile esclusione dai 'data-base' incriminati.
Mi consolerò, pensando che sono, invece, a buon diritto, dentro i 'data-base' della Tigotà, di Conad e di Zanchetta – che mi mandano senza tante storie i loro sms e le promozioni di inizio primavera, che siano benedetti.
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