Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

 

A volte ...l'apatia!

Post n°8608 pubblicato il 22 Gennaio 2019 da nina.monamour

 

 

È che nessuno mi chiede più come sto perché hanno imparato a vedermi forte, e col passare dei giorni tutto questo essere forti è diventato quasi apatia. Essere sempre così freddi, con lo sguardo perso, quasi agghiacciante, non riuscire più a ridere di gusto, piangere per paura, o lasciarsi andare. Nessuno si rende conto che basterebbe un po' di attenzione, che arriverà il giorno, prima o poi, in cui tutte queste emozioni usciranno a galla e succederà più che una catastrofe, un uragano in piena estate, una tempesta con 40 gradi.

E fino a quando quel giorno non arriva, restiamo così, indifferenti, forti per chi ci osserva, che con la migliore amica debole è quasi inevitabile. Che non si può cedere e farsi vedere deboli se si hanno accanto persone così tanto emotive.

E quanta tranquillità mette sapere che lei sta bene, che quasi preferisci vederla fare colazione dopo ore di pianto che sfogarti con lei. E l'unica cosa che resta da fare è scrivere, o confidarsi, almeno con qualcuno che di te non sappia proprio nulla.


 
 
 

Chi ha paura di stare sola..

Post n°8607 pubblicato il 21 Gennaio 2019 da nina.monamour

 



In ogni momento della vita ci si può trovare a fare i conti con se stesse e con l'isolamento, più o meno voluto. Ma si può stare bene da sole a 30, 40 o 50 anni? Cosa cambia con l'età? Si può trasformare questa condizione in qualcosa di positivo?

Se stai bene con te stessa, stai bene da da sola che in compagnia, l'importante è non essere costretti; è vero che si può essere single a qualunque età e non soffrire di solitudine, ma fino ad un certo punto, l'uomo vive in gruppo ed ha bisogno di una rete sociale, amicale e affettiva, e non avere una persona accanto non è piacevole per nessuno.

Ci sono persone che, dopo delusioni amorose o rapporti finiti male, non analizzano le responsabilità di entrambi (che ci sono sempre) e, invece di ammettere di avere fatto scelte sbagliate, preferiscono rimanere single. Ma è un po' come quando si va al mare con pinne e muta per non bagnarsi, si finisce col farlo ugualmente; la solitudine non è la soluzione ottimale di una storia andata male.

Da giovani non si ha la necessità di proiettarsi nel futuro, ma tra i 30 e i 40anni a volte noi donne cominciamo a sentirci in ansia se non raggiungiamo certi traguardi, e il desiderio di genitorialità e di maternità diventa forte. A 50, 60anni, invece, temere di rimanere soli è normale, soprattutto se si è perso un compagno o dopo una separazione.

Vivere senza relazioni amorose è come stare sempre sul cocuzzolo di una montagna isolati, ma una rete di amici e buoni rapporti sociali possono alleviare la sensazione di solitudine, anche in assenza di un compagno.

 

 
 
 

Amarsi..

Post n°8606 pubblicato il 19 Gennaio 2019 da nina.monamour

 

 

Guarda che amarsi è fare le cose semplici, è scegliere il pane alla Coop la domenica mattina, è mettersi le ciabatte dell’altro trovate sotto al letto.

Guarda che amarsi è mangiare gli spaghetti scotti.

Dimenticarsi il cellulare in macchina, baciarsi da appena svegli fra le lenzuola, ridere di gusto del passato.

Guarda che amarsi è parlare del più e del meno sul divano.

E’ addormentarsi mentre si legge una storia ai figli, tutti e due, trovare il tempo per darsi una carezza.

Guarda che amarsi è dubitare, aver paura, non capirsi, amarsi è lasciarsi perdere e poi tornare a prendersi piangendo.

 


Guarda che amarsi è accendersi una sigaretta dopo una giornata impegnativa, è brindare a quello che verrà senza sapere se sarà insieme.

Guarda che amarsi è fare fatica, ma io voglio tutte queste cose, dalla prima all’ultima.

 

 


 
 
 

Una donna che ha imparato tanto..

Post n°8605 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da nina.monamour

 

JEAN BAPTISTE VALADIER

 

Non so esattamente cosa sia scattato ieri sera nella mia mente quando, subito dopo una doccia rigenerante, con indosso solo la camicia da notte, guardandomi allo specchio non ho più visto quella bambina con poco seno, giusto per non dire inesistente, con le ossa prepotentemente evidenti, le cosce morbide e segnate e, la pancetta da piccolo Buddha; ma una donna con un sorriso raggiante e un paio d’occhi loquaci più di mille bocche.

Una donna che in tanti anni di vita, ha dovuto affrontare un numero fin troppo elevato di eventi traumatici che l’hanno segnata fin nel profondo e le cui cicatrici se le porterà a vita, in eterno scalfite sul suo corpo come nel suo essere. Cicatrici che lei stessa definisce ricami narranti, come arazzi medievali rappresentanti storie di lotte, sconfitte e vittorie inimmaginabili; segni di sofferenze che non potrà mai dimenticare e che faranno sempre parte del suo bagaglio ingombrante di vita.

Una donna che ha imparato a celare attraverso sorrisi di copertina inquietudini e dolori, a contare fino a 50 prima di rispondere al fatidico “come stai?” con un “tutto bene grazie, e tu?”, ad ingoiare i propri pensieri pur di non far preoccupare chi le è accanto.

Una donna che ha imparato a convivere con dolori e a non dar loro troppa importanza perché tanto “tutto passa” è il suo motto di vita; che ha imparato a scherzare sui propri limiti proprio per non permettere ad altri di ferirla.

Una donna che ha fatto dell’autoironia la propria arma di difesa personale, perché nulla può ferirti se impari a scherzarci su, a ridere di gusto.

Una donna che ha imparato a convivere con un corpo anarchico, odiandolo e amandolo nonostante tutto in ogni suo angolo, in ogni suo difetto di fabbrica come in ogni sua singola ammaccatura che la vita ingiustamente ha donato.

A farla breve, su quel pezzo di vetro riflettente, ho visto la donna che in fondo non mi dispiace affatto d’essere diventata e che nonostante tutto, sono fiera di mostrare in ogni mia singola fragilità, in ogni mio più o meno evidente difetto.

A questo mondo, fortunatamente oserei dire, nessuno è perfetto; ma ognuno a suo modo può dire di esserlo, amandosi e facendo di ogni sua singola imperfezione il proprio marchio di fabbrica. Meglio essere unici nella propria infinita fragilità, che omologati ad uno standard estetico vuoto e senza alcuna originalità.

Poi ohhhhh, non mi vedo così tanto brutta quando sorrido di gusto alla vita!


 
 
 

Agli uomini piacciono le donne più grandi?

Post n°8604 pubblicato il 17 Gennaio 2019 da nina.monamour

 

 

Sugli uomini maturi che amano donne più giovani la letteratura non manca, ma negli ultimi anni sono sempre più numerosi gli uomini che amano donne più mature. Tra i vip gli esempi di coppie dove la donna ha almeno 10 anni più del compagno sono frequenti, dal presidente francese Emmanuel Macron (40 anni) sposato con Brigitte (65 anni),

 

 

a Riccardo Scamarcio (38 anni) che dopo 12 anni d'amore fatica a riprendersi dalla separazione con Valeria Golino (52 anni). Da Reza Jarrhay (47 anni), anche lui divorziato da poco da Geena Davis (62 anni) a Hugh Jackman (49 anni) sposato dal 1996 con Deborra Lee Furnes (62 anni). Fino a Carlo di Francesco (38 anni) compagno da 10 anni di Fiorella Mannoia (64 anni).

 


Come mai molti uomini, invece di scegliere coetanee, si innamorano delle donne anagraficamente più grandi o al contrario più piccole? E perché molte donne scelgono uomini più giovani? Negli ultimi tempi si è usciti dal cliché uomo maturo-donna giovane e si nota una inversione di tendenza.

È un trend che si sta sviluppando negli ultimi anni e ha sicuramente una matrice sociale, è la relazione uomo-donna che sta cambiando. Le donne di oggi sono meno accoglienti, tendono a un rapporto paritario, non hanno più l’atteggiamento di madri che avevano un tempo. Fin dalla preistoria l’uomo era quello che andava a caccia e la donna quella che si occupava dell’accudimento. Le donne erano meno autonome e meno autorevoli.

Per fortuna, oggi le donne si mettono sullo stesso piano degli uomini, non hanno ruoli specifici e questo fa “cadere” l’identità maschile di forza e protezione, modificando anche la spinta dell’uomo verso una determinata tipologia di donne. In passato la donna era dipendente, bisognosa e fragile; oggi è pretenziosa, fattiva, vuole delle cose (non chiede delle cose). Di conseguenza, di solito una giovane donna ha le idee chiare, può volere dei figli e mette in difficoltà quegli uomini con la sindrome di Peter Pan, quelli che tendono a procrastinare l’età adulta.10 miti da sfatare sul rapporto di coppiaDa cosa scappano gli uomini?

In passato, quando i ruoli erano prestabiliti e ben definiti, gli uomini non cambiavano pannolini, non portavano passeggini, non si alzavano la notte per cullare i neonati. Oggi invece le donne vogliono che gli uomini facciano la loro parte, che ci siano al 50%, pretendono che la genitorialità gravi anche su di loro. Gli uomini oggi scappano soprattutto da queste responsabilità.

Le persone mature sono meno volubili, più sicure e meno pretenziose. Questo perché hanno già il loro mondo, le loro cose, i loro lavori. Non vogliono fare tutto con l’altro. La donna matura ha inevitabilmente anche un atteggiamento di accudimento, soprattutto nei casi in cui l’uomo scelto sia più giovane di lei. Stando con una donna più grande, immaginiamo una 45enne, che magari ha anche già figli suoi, l’uomo non si sente obbligato a formare una nuova famiglia né di essere inserito in un nucleo già esistente come parte attiva.

Le donne molto più indipendenti chiedono meno, sono più esperte, conoscono meglio la vita a 360 gradi, non solo dal punto di vista sessuale. Sono sicuramente un appoggio migliore, un punto di riferimento, una sicurezza, una guida. Come mai una donna matura, sui 50-60 anni, può preferire un uomo più giovane, magari sui 30 anni?

Perché un uomo più giovane si intromette meno, non la stressa, non cerca di indirizzarla. La donna in questo modo sente di mantenere la sua autonomia, la sua libertà, avendo inoltre la soddisfazione di sorreggere e accompagnare un uomo, sentendosi un riferimento. Un uomo più grande, al contrario, è spesso un uomo con il quale deve confrontarsi.

Ci sono anche uomini che non intendono rimanere Peter Pan, impegnarsi li fa sentire un punto di riferimento. Spesso sono uomini che hanno bisogno che la loro donna li guardi con ammirazione. Avendo bisogno di questo tipo di gratificazione, non cercano una donna “arrivata” e sicura di sé, ma qualcuno che li faccia sentire importanti, che sia più giovane e che vada sostenuta. In passato la donna era vista come fragile e l’uomo come forte, anche se nella realtà non è mai stato così.

Ora, le donne mostrano la propria forza senza alcun timore. Ci sono anche 50enni fidanzati con 35enni ma che non hanno alcuna intenzione di costruire una famiglia: in questi casi ci staranno insieme fin quando la donna non inizierà a chiedere di avere un figlio.Siete in crisi? Fai pulizia nel rapporto e la coppia riparteGli uomini però non si dividono solo in queste due categorie.

Assolutamente no, ma per ora sono la maggioranza; il problema va rintracciato anche nelle loro mamme. Queste ultime con i maschi sono spesso molto protettive, gelose e ancora oggi non affidano loro compiti che affidano alle figlie femmine, come sparecchiare la tavola e contribuire alle faccende domestiche. In famiglia ognuno dovrebbe partecipare, ma spesso ci si comporta come se certe cose non riguardassero i figli maschi. Nel tempo questa educazione si trasforma in un modo di essere, di fare e di sentire. Ci ritroviamo così una società assolutamente immatura e stiamo peggiorando.


 
 
 
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