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IL LIBRO MARRONE DELL'ACCUSA

“ASSOCIATI” a GIU’leMANIdallaJUVE class action
Basta un clik : http://www.giulemanidallajuve.com/associati.asp
TELEFONATE MORATTI - BERGAMO
Oggi, sulla gazzetta dell'Antisport, ho letto che Moratti ha ringraziato i PM di Napoli per aver distinto "chi telefonava a chi e chi non lo faceva"... ma il povero Facchetti?
Massimo Moratti - Corsera Magazine
(Pubblicata il 31/08/2006)
Moggi dice che con Bergamo ci parlava anche Facchetti…
«Non c’è niente di male a parlare con Bergamo. La differenza sta nelle cose che si dicono».
Meno rapporti si hanno con i designatori e meglio è.
«Sono loro che chiamano per sapere se tutto va bene».
Lei ha mai telefonato a un designatore?
«No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedevano delle opinioni.
Quindi non è da escludere che un giorno vengano fuori delle telefonate in cui c’è anche lei…
«Solo telefonate “normali” senza alcun interesse».
Moggi dice che se avessero intercettato anche gli altri si sarebbero scoperte le stesse cose.
«Ma mica intercettavano Moggi. Intercettavano Bergamo. Evidentemente la Juve c’entrava e l’Inter no».
IL RESTO DELL'INTERVISTA,SE VOLETE VOMITARE, POTETE LEGGERLA QUI: http://www.melba.it/csf/articolo.asp?articolo=202
IL GIOCO DELLE TRE CARTE
Ecco la richiesta di archiviazione
della Procura di Torino sulle intercettazioni che hanno riguardato la Juve e Moggi
L'AGENDA PERSONALE DEL GIUDICE BORSELLINO MORTO NEL 1992 UCCISO DALLA MAFIA SPARISCE MISTERIOSAMENTE. VIENE INCOLPATO IL CARABINIERE ARCANGIOLI, CHE IN ALCUNE FOTO VIENE RITRATTO CON IN MANO LA VALIGETTA CONTENENTE L'AGENDA.
ARCANGIOLI, INSIEME AD AURICCHIO(CHE NEL PASSATO E' STATO ACCUSATO DI AVER MANIPOLATO DELLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE), SONO I DUE CARABINIERI CHE TRASCRIVONO LE TELEFONATE DI MOGGI E DELLA PRESUNTA CUPOLA.
TELEFONATE CHE MOLTI ACCUSATI NON RICONOSCONO O CHE DICONO SIANO STATE MANOMESSE.
ECCO COME.
CORIANDOLI BIANCONERI DI
RICCARDO GAMBELLI
Gambelli è uno di noi. Uno di quei tifosi viscerali, che somatizza le sconfitte e gioisce talmente per le vittorie juventine da non riuscire, a volte, nemmeno ad esternare completamente la propria gioia. Gambelli (co-fondatore tra l'altro del club Siena Ghibellina) è un contradaiolo con un senso dell'appartenenza che ai non senesi appare sconosciuto per non dire esagerato, un tifoso che, come molti di noi, riservano alla Juve l'ultimo pensiero giornaliero ed il primo mattutino.
Coriandoli bianconeri è il diario di una vita, scritto in un momento nel quale una sufficiente maturità fa rivivere i ricordi con il giusto distacco ed in un momento in cui si possono già tracciare le prime somme. E' un libro che descrive la nascita e la crescita della passione juventina (ed il piacere di coltivarla) con sullo sfondo la vita e tutto ciò che comporta: gioie e lutti, scelte e casualità.
Ma la vita sta dietro o di trequarti, perché in primo piano c'è Lei, la Juventus, l'esperienza per antonomasia. Amici, viaggi, le prime "cotte", sono esperienze comuni a tutti noi, basta cambiare nomi e luoghi per sovrapporre i propri ricordi a quelli dell'autore che a sua volta sovrappone tutto alle partite della Juve, viste dal vivo o con il decoder poco importa perché l'emozione è la stessa, la Juve che detta i ritmi di vita, la Juve, la cui passione fa precipitare in una lucida irrazionalità; il tutto citando ora Günter Grass ora Byron perché il tifoso, quello vero, non vive solo di pane e calcio (che si mettano il cuore in pace i Candidi nazional-popolari).
Un amore per la Juve che diventa una malattia per la quale nessun farmaco potrà mai porvi rimedio, perché chi contrae la juventinite non vorrà mai farsi curare; un amore che se chi ne ha ereditato la sorte della società ne provasse soltanto la metà di quello che provano i suoi tifosi, allora nel 2006 la storia si sarebbe indirizzata su altri binari e non avremmo vissuto quelle tragiche nefandezze.
Alberto Rossetto, da sempre e per sempre juventino, non rappresentato dall'attuale proprietà.
lo potete acquistare nelle migliori librerie o su internet
http://www.pascaleditrice.it/books-index-req-view_book_details-bkid-41.html
IL NUOVO CAPOLAVORO DI RICCARDO GAMBELLI

Un uomo in fuga. In fuga dalla sua casa, dal suo paese, dalla vita... folgorato da una scoperta che gli provoca un dolore devastante.
Tre incontri muteranno il corso del suo destino, una giovane donna, un misterioso vecchio, lo sguardo ipnotico e penetrante di una maestosa aquila reale...
Il racconto è bellissimo, con un finale stupendo.
Un grande Riccardo Gambelli ci regala una storia di vita appassionante, intensa.
CARRARO DICE NO A INTER IN SERIE "B" PER IL PASSAPORTO DI RECOBA!!!
In seguito a quanto dichiarato dal giornalista Franco Ordine l'associazione GiulemanidallaJuve deposita un esposto presso la Procura della Repubblica
In data 24/09/2007 il giornalista Franco Ordine, nel corso della trasmissione televisiva "Lunedì di Rigore" andata in onda sul canale Antenna 3 , dichiarava testualmente : "i guai del passato sono attribuibili al fatto che non funzionavano i controlli; i rolex d'oro, alla roma non succedeva niente. il passaporto falso di Recoba, all'Inter non succedeva niente" ed ancora "con Recoba perché non fu rispettato il regolamento. perché CARRARO (presidente FIGC) disse, apertamente in un consiglio federale, io non mando in B Moratti perché ha cacciato seicento miliardi per l'INTER. Lo disse CARRARO lo disse CARRARO...". A seguito di tali sconcertanti dichiarazioni ed in virtù dell'incomprensibile decisione del Procuratore Federale Palazzi di non procedere nei confronti di quella società di calcio coinvolta in pedinamenti ed intercettazioni illegali, nella giornata di domani, la nostra Associazione depositerà un esposto presso la Procura della Repubblica. I soci contribuenti potranno leggere il documento nella sezione "atti legali" del sito internet.
RIFLESSIONE AD ALTA VOCE
La Juventus ha vinto il mondiale di calcio in Germania.
La stagione successiva come è andata?
Buffon
Zambrotta
Cannavaro
Thuram
Chiellini
Camoranesi
Emerson
Vieira
Nedved
Trezeguet
Ibrahimovic (Del Piero)
Capello
Questa era la formazione che vinceva lo scorso anno.
Dicono grazie ai furti di Moggi.
Un anno dopo TUTTI questi giocatori e l'allenatore sono arrivati primi nei rispettivi campionati.
Questi, signori, sono i FATTI.
La stagione successiva come è andata?
Buffon
Zambrotta
Cannavaro
Thuram
Chiellini
Camoranesi
Emerson
Vieira
Nedved
Trezeguet
Ibrahimovic (Del Piero)
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Questa era la formazione che vinceva lo scorso anno.
Dicono grazie ai furti di Moggi.
Un anno dopo TUTTI questi giocatori e l'allenatore sono arrivati primi nei rispettivi campionati.
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ASSEMBLEA AZIONISTI JUVENTUS
L’intervento di persone estranee al CDA della Nuova Juventus 2006 FC si desume, implicitamente, dalla semplice sequenza temporale degli eventi. Il nuovo CDA, infatti, è entrato in carica a fine giugno 2006 e, cioè, pochi giorni prima dell’inizio dei processi sportivi, quando la linea (per così dire) di difesa non poteva che essere già stata definita. Inoltre, questi interventi esterni sono confermati in maniera ancor più palese dai ringraziamenti che Blatter ha rivolto al “moderatore” Luca di Montezemolo. Queste le esatte parole del Presidente FIFA: “credo sia ora passato abbastanza tempo per poterne parlare. Quando scoppiò Calciopoli nel 2006, Luca di Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. E' in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo”.
In quest’ottica, è utile ricordare il pensiero di John Elkann, illustrato in modo molto chiaro in una intervista al Corriere della scorsa estate: “le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente, c’erano stati comportamenti giudicati inaccettabili e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive. La differenza con il Milan si spiega semplicemente con il fatto che per i rossoneri la responsabilità di quei comportamenti è ricaduta su consulenti esterni. Ora siamo tornati in serie A con la coscienza a posto e soprattutto con una forte squadra, in campo e fuori”.
Altrettanto istruttiva è la lettura della dichiarazione rilasciata dal “purtroppo presidente onorario” Franzo Grande Stevens, pochi minuti dopo aver devoluto trecentomila euro come “atto di generosità verso il settore giovanile e scolastico della Figc” (o, più correttamente, aver patteggiato un’ennesima condanna per i medesimi fatti che hanno portato alla retrocessione in Serie B). “La nuova Juve è nata nel maggio del 2006”, queste le parole del nostro Presidente Onorario.
Infine, mi sembra opportuno menzionare Luca De Meo, il brillante top manager FIAT secondo il quale le sconfitte della Juventus hanno contribuito a costruire la nuova immagine del gruppo automobilistico.
Mi sembra evidente, quindi, che per coloro che contano effettivamente quando si tratta di prendere decisioni di importanza strategica, la Juventus fosse effettivamente colpevole e, in quanto tale, meritasse di subire una penalità congrua. Il caso vuole che tale penalità fosse anche funzionale alla costruzione della nuova immagine del gruppo FIAT.
Ed in effetti, non si può non apprezzare la differenza tra lo Zaccone in versione Calciopoli, che patteggia la pena congrua con Ruperto e sbandiera ai quattro venti la colpevolezza della società, e lo Zaccone in versione “equity swap”, che invece difende con le unghie e con i denti i propri clienti (Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti), invocando addirittura questioni di legittimità costituzionale in relazione alla normativa sull’aggiotaggio informativo.
Devo ammettere, comunque, che in Corso Matteotti ed al Lingotto hanno dimostrato di possedere una astuzia davvero sopraffina nell’indirizzare, senza darlo a vedere, i processi sportivi in una direzione sostanzialmente gradita. Perché solo una mente raffinata poteva suggerire ed appoggiare la nomina a commissario straordinario FIGC di Guido Rossi, illustre avvocato d’affari milanese non sospettabile certo di simpatie bianconere in virtù del suo DNA da ultrà interista dichiarato. Già, proprio quel Guido Rossi che sarebbe diventato, poco prima o poco dopo la conclusione dei processi sportivi, consulente di fiducia dell’IFIL e della Giovanni Agnelli & C SAPAZ e garante super partes dei vari rami della Famiglia riuniti nella accomandita.
In conclusione di questa lunga divagazione su Calciopoli, mi sembra che l’assemblea di oggi possa essere l’occasione giusta per chiedere al Presidente Gigli, al Tifoso Cobolli e a Monsieur Blanc di esprimere, una volta per tutte, quale la sia la posizione ufficiale della Nuova Juventus 2006 FC sui fatti dell’estate 2006. Concordate con il giudizio di John Elkann sui comportamenti inaccettabili e riprovevoli dei vecchi dirigenti? Benissimo, ma allora comportatevi coerentemente e risparmiateci i discorsi ipocriti sui 29 scudetti e la terza stella prossima ventura.
Passiamo ora alla stretta attualità e, cioè, al progetto di bilancio oggetto oggi di approvazione da parte dell’assemblea e, più in generale, alle modalità con cui viene gestita, dal punto di vista sportivo ed economico, la Nuova Juventus 2006 FC.
In una recente intervista a Sky Sport, il nostro amministratore delegato ha dichiarato che “siamo strutturati come una società di calcio organizzata bene”.
Questa struttura da società di calcio organizzata bene non sembra tuttavia in grado di generare risultati economici e sportivi adeguati.
Dal punto di vista economico, infatti, il bilancio che stiamo discutendo oggi chiude con una perdita di oltre 20 milioni di euro.
Dal punto di vista sportivo, la Nuova Juventus 2006 FC può solo vantare la conquista della Coppa Zaccone nel 2006/2007 ed il raggiungimento del terzo posto nel campionato 2007/2008. Evito di commentare ulteriormente la conquista della Coppa Zaccone, peraltro trionfalmente esposta a Palazzo Bricherasio. Ma il terzo posto nello scorso campionato, ottenuto tra l’altro sostanzialmente grazie alla rabbia della vecchia guardia (e non certo con il contributo dei fenomeni acquistati sul calciomercato), non mi sembra certo un traguardo da festeggiare. Così almeno usava nella vecchia Juventus. Può essere che nella Nuova Juventus 2006 FC anche un terzo posto sia motivo di orgoglio.
Per raggiungere questi modesti risultati sportivi, la Nuova Juventus 2006 FC ha effettuato acquisti di nuovi giocatori per un importo complessivo di circa 121 milioni di euro. Tra tutti i giocatori acquistati, solo due (Amauri e Sissoko) appaiono degni di indossare la maglia da titolare nella formazione bianconera. E, comunque, non sono stati certo acquistati a prezzo di saldo. Tutti gli altri acquisti sono degli onesti comprimari o dei colossali bidoni.
Tra i 121 milioni di euro spiccano i 32 investiti su Andrade, Tiago ed Almiron (e la cifra non comprende, ovviamente, il più che congruo ingaggio concordato con i loro procuratori). A proposito, leggo sul bilancio di quest’anno che il costo di Tiago potrebbe incrementarsi di altri due milioni al raggiungimento di determinati obiettivi; mi sorprende questa postilla, posto che nella relazione sulla gestione dell’anno scorso e nel comunicato ufficiale con cui era stato annunciato l’acquisto del fenomeno portoghese non si faceva alcun cenno a questo possibile incremento di costo.
I 121 milioni di euro comprendono anche altre operazioni particolarmente brillanti. Segnalo a titolo di esempio le operazioni Criscito e Boumsong. Avete riscattato dal Genoa la comproprietà di Criscito, per 7,5 milioni di euro, e pochi mesi dopo avete concordato, con la medesima società, il prestito del giocatore e la concessione di una opzione per la cessione in compartecipazione a 3,5 milioni di euro. Quindi, rischiamo di dovere cedere a 3,5 quel che avevamo comprato poco tempo prima a 7,5. Boumsong, invece, è stato acquistato per 4,75 milioni e ceduto poi a 3. Contabilmente, l’operazione ha generato solo una piccola minusvalenza (155.000 euro), ma solo grazie al processo di ammortamento che ha ridotto il valore netto contabile del giocatore. Considerato, tuttavia, che di regola i calciatori non sono (o non dovrebbero essere) degli asset soggetti a deperimento per usura, l’operazione Boumsong conferma, caso mai fosse ancora necessario, l’abilità e la competenza con cui sono gestite le operazioni di calciomercato nella Nuova Juventus 2006 FC.
Restando in tema di calciomercato, vorrei ricevere alcune delucidazioni sull’acquisto di Amauri, che mi sembra possa implicare qualche costo aggiuntivo per la società. Il prezzo pattuito per l’attaccante brasiliano è di 22,8 milioni di euro. Contestualmente all’acquisto di Amauri, la Nuova Juventus 2006 FC ha concordato con il Palermo la cessione di Nocerino (per 7,5 milioni di euro) e del 50% di Lanzafame (per 2,5 milioni di euro). Ma non è finita qui. Perché la Nuova Juventus 2006 FC ha acquistato dal Palermo il diritto di opzione per la risoluzione della compartecipazione a proprio favore, esercitabile, dopo la stagione 2009/2010, a 6,5 milioni. Quindi, nell’ambito degli accordi tra le due società in relazione all’operazione Amauri, avete ceduto il 50% di Lanzafame a 2,5 milioni di euro, riservandovi la possibilità di riacquistare il medesimo 50% tra due anni a 4 milioni in più (senza contare, poi, che in questi due anni sarà il Palermo ad usufruire, gratuitamente, delle prestazioni del calciatore).
I modesti risultati economici e sportivi ottenuti sembrano proprio smentire le affermazioni del nostro amministratore delegato circa la validità della struttura organizzativa adottata dalla Nuova Juventus 2006 FC. Alle medesime conclusioni si arriva leggendo la relazione sulla governance, allegata al fascicolo di bilancio, e la visura camerale della società.
Nella Relazione sulla governance, sono illustrate le funzioni dei vari comitati interni della Nuova Juventus 2006 FC. Mi sono soffermato, in particolare, sul comitato sportivo. Questo comitato “ha funzioni propositive e consultive nei confronti del CDA stesso relativamente alla strategia della Società nel mondo dello sport in generale e, più in particolare, nelle attività legate al mondo del calcio”. Il Comitato, così si legge sempre nella relazione, “è composto da tre amministratori, tra i quali un indipendente, che rappresentano le competenze presenti nel CDA per quanto riguarda i temi in oggetto”.
Viene poi fornito l’elenco degli amministratori che compongono il comitato. Sono quattro in realtà (e non tre), tra i quali due indipendenti (e non uno solo). Vi inviterei pertanto a correggere le imprecisioni contenute nel documento.
Al di là di queste imprecisioni, quel che conta è la sostanza. E sotto questo profilo, la composizione del Comitato sportivo, che dovrebbe raccogliere le competenze presenti nel CDA per quanto riguarda in particolare le attività legate al mondo del calcio, mi sembra particolarmente istruttiva.
Il Comitato è composto dal Presidente Cobolli Gigli, la cui precedente esperienza più vicina al mondo del calcio risale ai tempi in cui ricopriva la carica di direttore generale della rivista Benissimo Neonato; dall’amministratore delegato, Monsieur Blanc, che di tutto si è occupato nella propria carriera – dalle olimpiadi invernali al tennis, dalle corse in auto al ciclismo – tranne che di calcio; da Gian Paolo Montali, ex allenatore di pallavolo; e da Riccardo Montanaro, avvocato amministrativista specializzato in diritto ambientale.
Se queste persone esprimono le competenze calcistiche presenti nel consiglio di amministrazione, non c’è poi da stupirsi di certe operazioni di calciomercato. Non sorprende che siano stati effettuati 121 milioni di euro di acquisti per conquistare una Coppa Zaccone ed un terzo posto, senza riuscire a rafforzare la rosa titolare.
Ma anche le modalità attraverso cui vengono prese le decisioni operative e gestionali non sembrano consentire alla società di muoversi in modo rapido e tempestivo, in particolare per quanto riguarda il calciomercato.
La corporate governance della Nuova Juventus 2006 FC, infatti, prevede che tutte le operazioni che per importo superino le soglie previste dagli specifici poteri attribuiti al Presidente ed all’Amministratore Delegato e Direttore Generale siano portate alla preventiva approvazione del CDA.
In materia di gestione sportiva, il Presidente Gigli e Monsieur Blanc possono:
- stipulare contratti per la costituzione di rapporti aventi ad oggetto le prestazioni sportive dei calciatori e contratti con allenatori e tecnici entro il limite massimo complessivo, per la durata del contratto, di euro 15 milioni con firma singola ed entro il limite massimo di euro 25 milioni con firma abbinata;
- acquistare e cedere contratti, ivi compresi quelli di cui alla Legge 91 del 1981, entro il limite massimo di euro 15 milioni con firma singola e di euro 25 milioni con firma abbinata.
Gli importi precedenti (e, cioè, i 15 ed i 25 milioni) devono intendersi comprensivi degli oneri accessori di acquisto (come le provvigioni ed i servizi fatturati da agenti e consulenti) e delle eventuali imposte a carico della società.
Questo sistema di corporate governance, che attribuisce un ruolo centrale al consiglio di amministrazione e pone vincoli molto stringenti alla operatività del presidente e dell’amministratore delegato e direttore generale, costituisce un serio ostacolo alla competitività della società sul calciomercato (già fortemente pregiudicata dalla totale inesperienza specifica del management). Con un sistema di questo genere, che comporta un forte appesantimento burocratico (derivante dalla necessità di convocare il CDA, per tutte le operazioni di un certo rilievo, ed eventualmente consultare anche gli “esperti” del comitato sportivo), certe brillanti operazioni del recente passato (ad esempio, l’acquisto di Ibrahimovic, effettuato da Moggi con un vero e proprio blitz l’ultimo giorno utile di calciomercato) non sono certo possibili.
Mi chiedo quindi se sia davvero ragionevole e sensato sostenere, come fa il nostro amministratore delegato, che la Nuova Juventus 2006 FC sia strutturata come una società di calcio organizzata bene. A me sembra invece che non sia proprio così. Il deficit di competenze specifiche nella dirigenza, da un lato, ed il meccanismo di corporate governance dall’altro, sono due fattori che non consentono alla società di operare in maniera efficace sul calciomercato. E questo si riflette, ovviamente, sui risultati economici e sportivi. A differenza del recente e trionfale passato, allorquando la compravendita di calciatori contribuiva all’equilibrio dei conti e consentiva di reperire risorse finanziarie essenziali per sostenere la competitività della squadra (penso ad esempio all’operazione Zidane, che oltre a generare una plusvalenza mostruosa ha consentito l’acquisto di campioni del calibro di Buffon e Nedved e del francese Thuram), nella Nuova Juventus 2006 FC il calciomercato contribuisce al depauperamento sportivo ed economico della società.
Il deficit di competenze calcistiche agli alti livelli della dirigenza si riflette più in generale su diversi aspetti della gestione sportiva, che appare del tutto inadeguata ad una società che, almeno a parole, punta a conquistare scudetti e coppe europee.
La scelta dello staff tecnico, ad esempio, solleva più di una perplessità. L’allenatore non appare in grado di dare un gioco decente alla squadra e di dare validi suggerimenti in sede di calciomercato, mentre si dimostra particolarmente abile nell’indisporre calciatori e tifosi con le sue infelici battute. Il preparatore atletico Capanna ha delle evidenti responsabilità nella incredibile sequenza di infortuni muscolari e tendinei subiti dai calciatori, che oramai si fanno male nel riscaldamento o alzandosi dalla panchina. Capanna sarà anche un grande luminare, sotto il profilo teorico. Ma non ha assolutamente alcuna esperienza in squadre di calcio impegnate su tre fronti. Capanna, infatti, ha un passato come preparatore nell’atletica leggera e nelle nazionali di pallamano, prima di iniziare l’avventura nel calcio in società come Genoa, Spezia, Massese e, infine, Parma. Mi chiedo tuttavia come possa fondatamente valutare l’operato dello staff tecnico una dirigenza che annovera esperti del calibro di Blanc e Secco, per non parlare del presidente Gigli o degli altri esponenti del comitato sportivo.
Infime, è davvero incredibile che Monsieur Blanc si sia reso conto solo di recente come non sia possibile gestire una società di calcio restando saldamente inchiodati alle poltrone della sede. Ai tempi della Triade, i dirigenti erano sempre a contatto con la squadra. Ai campi di allenamento. Negli spogliatoi. Nelle trasferte. Nella solare e ridente epoca della Nuova Juventus 2006 FC, invece, la visita dell’amministratore delegato o del presidente a Vinovo è diventata un evento eccezionale, da celebrare appositamente sul sito internet della società.
Per tutti questi motivi, ritengo che Monsieur Blanc non possa continuare a ricoprire il doppio ruolo di amministratore delegato e di direttore generale. Serve infatti una figura (possibilmente con un background calcistico e non pallavolistico o tennistico) di raccordo tra società e squadra, che si occupi a tempo pieno della gestione sportiva.
Mi rendo conto di non poter chiedere a Monsieur Blanc di replicare a questa mia richiesta, tenuto conto dell’evidente conflitto di interessi in cui si verrebbe a trovare. Mi rivolgo, pertanto, al Presidente Gigli e ai rappresentanti IFIL nel consiglio della società, per chiedere loro cosa ne pensino dell’esigenza da me manifestata di rafforzare la struttura manageriale della Nuova Juventus 2006 FC, con l’ingaggio di un direttore generale. A questo proposito, negli ultimi tempi è circolata la voce di un ritorno di fiamma per Baldini. Non mi sembra proprio che un personaggio come Baldini, con il suo passato controverso (mi riferisco al caso Recoba), sia adatto ad una società che fa dell’etica uno dei propri cavalli di battaglia. E mi stupisce che la gestione commissariale di Sant’Albano e John Elkann si fosse rivolta, nell’estate del 2006, proprio a Franco Baldini per sostituire Luciano Moggi. Sempre a proposito di coerenza…
In ogni caso, la nomina di un direttore generale esperto e competente non può che rappresentare un primo passo di un più radicale rinnovamento dei quadri dirigenziali, che mi auguro sia deciso nei tempi più rapidi possibili.
Restando in tema, ho appreso con vivo sgomento, leggendo l’intervista che il Presidente Gigli ha rilasciato al suo caro amico e consulente legale Vocalelli, che il mandato di Monsieur Blanc come amministratore delegato scade con l’assemblea di approvazione del prossimo bilancio (come per tutti gli altri consiglieri), ma che il suo contratto da direttore generale ha una durata ben superiore, venendo a scadenza nel lontano giugno 2011. E’ strano che questo dettaglio non sia riportato nel bilancio.
Comunque sia, potete per cortesia illustrare più in dettaglio il meccanismo dell’indennità forfetaria prevista per l’Amministratore Delegato e Direttore Generale e dovuta in caso di risoluzione del rapporto da parte della società senza giusta causa ed in caso di dimissioni di Monsieur Blanc con giusta causa? Più precisamente, come si articola questo “paracadute” in considerazione dei due diversi ruoli di Monsieur Blanc? In altri termini, i 3 milioni di euro di indennità si rendono dovuti anche nell’ipotesi in cui, successivamente alla scadenza del suo mandato come amministratore, la società decidesse di risolvere anticipatamente il contratto da direttore generale?
Cambiando argomento, il famoso e fumoso Progetto, con cui Presidente e Amministratore Delegato continuano a riempirsi la bocca, si ispira (oltre che ai valori di Facchetti) ad una visione sportiva che – leggo dalla Relazione sulla gestione – “mette al centro l’impegno per il settore giovanile, considerato una risorsa fondamentale per la creazione di valore, in campo e non solo”.
In linea astrattamente teorica, l’impegno per il settore giovanile è assolutamente condivisibile. E, infatti, questa è stata certamente la linea seguita da quella “banda di truffatori che c’era prima”, per usare le parole di Moratti cui nessuno in Corso Galileo Ferraris ha ritenuto di dover replicare. E mi sembra che la Nuova Juventus 2006 FC tragga ancora giovamento dalle politiche della precedente gestione. De Ceglie, Giovinco e Marchisio non li avete certo scoperti Voi. Sono il frutto di una struttura, ora smantellata, assolutamente all’avanguardia.
A parole, sembra che il settore giovanile della Nuova Juventus 2006 FC non abbia risentito del cambio della guardia in Corso Galileo Ferraris. Anzi, sembra che le cose siano addirittura migliorate. O, almeno, questa è l’impressione che si ricava dalle parole del Presidente Gigli, che a fine gennaio, nel ricevere un premio (stranamente non interista) durante la serata di Gala di inaugurazione per la 60° edizione del Torneo di Viareggio, aveva dichiarato: “partecipiamo al Torneo di Viareggio, come ogni anno, sperando di dare buoni risultati e di vincere. I giovani sono una grande risorsa della nostra società ed il premio che ricevo nell’ambito di questo torneo è il riconoscimento per un percorso fatto dalla Juventus dal momento della sua retrocessione ad oggi. Il nostro settore giovanile è diventato molto forte”.
CONTINUA....
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Inviato da: winx club giochi
il 03/02/2012 alle 19:31
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il 09/09/2011 alle 12:08
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