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« LA NON SCELTAQUANDO L'INDIFFERENZA UCCIDE »

LA CADUTA DEGLI EROI

Post n°533 pubblicato il 21 Maggio 2021 da carloreomeo0

 

Non potrò più chiamarvi angeli, né tanto meno eroi, perché avete parcheggiato, anzi dimenticato per giorni in una corsia d’ospedale, un uomo di 94 anni non autosufficiente mantenendolo in vita solo attraverso delle flebo.

Non potrò più chiamarvi angeli, né tanto meno eroi, perché per giorni  avete posto beffardamemte davanti a quell’uomo a pranzo e a cena un vassoio ritirandolo puntualmente con il cibo intatto, essendo ben consapevoli che non era in grado di mangiare da solo e che avreste dovuto imboccarlo.

Non potrò più chiamarvi angeli, né tanto meno eroi, perché avete lasciato che la bocca di quell’uomo si inaridisse come il vostro cuore, non dandogli neanche un sorso d’acqua, che lui con la sua voce che giorno dopo giorno diveniva sempre più flebile continuava a chiedervi, ma le vostre orecchie sono rimaste sorde ad ogni sua richiesta di aiuto, mentre allo stesso tempo negavate ai suoi familiari la possibilità di poterlo accurdire, rassicurandoli che ci avreste pensato voi.

Non potrò più chiamarvi angeli, né tanto meno eroi, perché con il vostro comportamento inqualificabile avete contribuito affinché il quadro clinico di quell’uomo peggiorasse, fino a divenire irreversibile, ed allora avete iniziato ad accanirvi per mantenerlo in vita, affinché la sua sofferenza si protraesse acuendosi nel tempo fino a portarlo alla morte.

Non potrò mai perdonarvi chiunque voi siate, perché la vostra non è stata semplice negligenza, ma disumanità, quella disumanità di cui ai miei occhi sarete sempre colpevoli.

Non potrò più chiamarvi angeli o eroi, perché quell’uomo era mio Padre.

 

 
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Commenti al Post:
Estelle_k
Estelle_k il 21/05/21 alle 23:31 via WEB
....non posso commentare. Sarebbero parole inutili caduche come gli eroi di carta.
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 12:05 via WEB
Sì, a volte le parole sono inutili...
(Rispondi)
 
maps.14
maps.14 il 21/05/21 alle 23:34 via WEB
È un post molto forte e scritto con un'intensità ed un crescendo tale che ti arriva come un pugno nello stomaco. La negligenza, purtroppo, colpisce qualsiasi settore, anche se quello sanitario è decisamente il più sensibile. È chiaro che dal personale di un ospedale non ti aspetteresti un simile atteggiamento, ma se ciò è successo in un periodo Covid, purtroppo il personale medico ha diverse attenuanti. Ciò non toglie il tuo dolore, però potresti sempre denunciare l'ospedale per il comportamento scorretto dei suoi operatori sanitari. A parte ciò, ti auguro di perdonarli. Io ho subito una diagnosi sbagliata molti anni fa, però...nonostante un periodo di deprimenza, ho metabolizzato il tutto e perdonato. È stata un'esperienza che mi ha insegnato a dare il giusto valore alle sensazioni di pelle ed alle persone che mi sono state vicino. Nessuno è perfetto. Neanche i medici e gli infermieri, che solitamente salvano tante vite. E neanche i blogger lo sono. E del resto, non lo sono neanch'io. ^___________^
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 12:10 via WEB
Post forte, dettato da emozioni altrettanto forti che per questo motivo è stato doloroso scrivere, ma forse ancora più doloroso tenere quelle parole dentro. A me sembra, dopo averlo scritto se non di essermi tolto un pesante macigno che mi opprimeva il cuore, quanto meno di averne drasticamente ridotto il suo peso. Denunciare l'ospedale? Ci ho pensato, ma sarebbe la mia parola contro la loro e non avendo prove oggettive per avvalorare le mie accuse potrei addirittura essere denunciato per diffamazione. Nessuno è perfetto hai ragione, ma io non volevo la perfezione a mio padre sarebbe bastata un pò di quella umanità che dicono ci distingua di quelle bestie che per assurdo in certi casi si dimostrano molto più umane di noi.
(Rispondi)
 
Andrea.Contino1955
Andrea.Contino1955 il 22/05/21 alle 01:44 via WEB
Comprendo il tuo stato d'animo....a dir poco "rabbioso"....pieno di rabbia , ti posso solo dire che la rabbia riduce la capacità di discernere ciò che è giusto da ciò che non lo è, facoltà, questa, tra le più elevate degli esseri umani....se perdiamo questa facoltà siamo perduti. A volte è necessario reagire con determinazione, ma lo si può fare senza rabbia. La rabbia non è necessaria, è inutile.
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 12:13 via WEB
Sono mesi che sto cercando di soffocare la mia rabbia ma essa si immerge nel mio dolore, nutrendosene e torna in superficie ancora più forte. Spero, avendo scritto questo post, di averla reso meno forte e quindi gestibile, domabile, perché lo so, è un sentimento inutile, distruttivo, ma a volte non ti resta altro cui aggrapparti...
(Rispondi)
 
lascrivana
lascrivana il 22/05/21 alle 03:13 via WEB
È triste quanto leggo. Purtroppo devi sapere che molta gente non conosce la compassione, a volte alcuni sono sfortunati da non avere sostegno nemmeno dalla propria famiglia. In questi mesi poi che non potevi tenerli d'occhio in ospedali, si saranno svolte molto più situazioni simili a quella di tuo padre. Alcuni operatori sanitari diventano sordi e ciechi innanzi al proprio lavoro. Mi ha davvero rattristato la tua testimonianza... Ma non posso non crederci, ho toccato con mano l'indifferenza.
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 12:17 via WEB
L'indifferenza che anestetizza la compassione questo è il male di questi nostri tempi, questo è un male che uccide silenziosamente. Sono convinto anch'io che in questo periodo in cui gli ospedali erano blindati, comportamenti simili si siano ripetuti molte, troppe volte.
(Rispondi)
 
jigendaisuke
jigendaisuke il 22/05/21 alle 06:04 via WEB
Gli eroi sono umani. Mi dispiave per quanto è successo a tuo padre, un dolore inimagginabile per chi non l'ha subito. E quanto è successo potrebbe anche essere imperdonabile, in altei periodi.
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 12:20 via WEB
Io posso comprendere, contestualizzando quanto successo con il periodo, ma ciò nonostante io credo che certe cose siano ingiustificabili. Non potevate accudirlo voi, potevate lasciare che lo facessi io, anche perché dopo, quando mio padre era incosciente e io non potevo fare altro che assistere alla sua agonia, mi hanno fatto entrare, questo è assurdo, questo non potrà mai avere alcuna giustificazione.
(Rispondi)
 
ormalibera
ormalibera il 22/05/21 alle 15:56 via WEB
questo post potrei commentarlo solo con le mie lacrime, non ho altro. Mio padre è stato trattato come un oggetto, una cosa insensibile e inconsapevole. Ho solo lacrime, a quel ricordo. Non abbiamo più esseri umani davanti a noi. Ovunque andiamo incontriamo zombi. Ho le mie lacrime e il mio dolore per tanta sofferenza, che Dio lo abbia accolto come un eroe. Un grande abbraccio.
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 16:27 via WEB
Sappi che questo post è stato scritto con le lacrime di un dolore simile al tuo. Un forte abbraccio anche a te, con la speranza che ti sia di conforto.
(Rispondi)
 
panteradicuori
panteradicuori il 22/05/21 alle 17:10 via WEB
Un dolore che non trova giustificazioni. Troppo spesso in questo maledetto periodo abbiamo sentito dire che gli operatori dovevano scegliere chi salvare. Nessuno può scegliere della vita o della morte di altri, a tutti almeno un gesto di attenzione è dovuto, una parola, un po' d'acqua... e se il primo pasto poteva essere una svista, i successivi suonano come tortura. Capisco lo sconforto per non aver potuto far niente e la rabbia per il triste esito. Purtroppo credo che bisogna aver pazienza e aspettare che la rabbia si riduca fino a dissolversi di fronte al fatto che nulla potrebbe riportarti tuo padre che, come altri, è uno dei veri eroi. Magra consolazione. Un forte abbraccio
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 17:38 via WEB
Il mio timore è che quella rabbia non si dissolverà mai del tutto e che essa finirà per vivere in me insieme al mio dolore.
(Rispondi)
 
ITALIANOinATTESA
ITALIANOinATTESA il 22/05/21 alle 17:24 via WEB
Un Pensiero profondo per tuo Padre e, se possibile, un auspicio di consolazione per il tuo dolore.
Spero, vivamente, che nessuno abbia a soffrire per me come è capitato a te per tuo Padre.
E nessuno per alcun altro.
https://www.youtube.com/watch?v=6EEHbuVUH0k
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 17:43 via WEB
Io credo che nessun essere umano meriti una tale sofferenza, specie quando essa è in gran parte indotta dall'altrui indifferenza. Io credo che non vi sia contesto che giustifichi l'indifferenza, specie quando essa è prolungata e ripetuta nel tempo. La mia sofferenza è stata nel vederlo soffrire senza poter fare nulla per alleviare la sua sofferenza.
(Rispondi)
 
Cherrysl
Cherrysl il 22/05/21 alle 17:25 via WEB
Mio padre quasi novantenne con demenza senile che gli aveva acuito una certa aggressività già presente nel suo carattere. Gli ultimi giorni è stato ricoverato in un istituto, dove si è sentito abbandonato dai noi famigliari e ha da subito rifiutato le cure e in pochi giorni se ne è andato. Dall'aldilà ci ha mandato un messaggio. Chiede scusa a tutti per aver creato tanti problemi. Ma ora sta bene. Invita tutti noi a non vivere con sentimenti di colpa o accuse reciproche. Quando torneremo ad essere solo delle anime capiremo ogni cosa
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 17:46 via WEB
So perfettamente che questa rabbia, che il dolore che provo non mi riporteranno mio padre, ma credimi è difficile, specie nel silenzio della notte, reprimere certi dolorosi pensieri.
(Rispondi)
 
mara.alunni
mara.alunni il 22/05/21 alle 19:16 via WEB
Mi dispiace. Non ho altre parole se non "da non credere". La rabbia accompagna spesso il dolore per la perdita di una persona amata, ma in questo caso va anche oltre il dolore. Gli ambiti dell'umanità e della giustizia muovono sentimenti ed emozioni profondi come gli oceani. Un pensiero per te e uno per tuo padre.
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 21:34 via WEB
Sì, nel mio caso il dolore è acuito dalla rabbia, dal risentimento. Ti ringrazio per le tue parole.
(Rispondi)
 
MARGO129
MARGO129 il 22/05/21 alle 20:27 via WEB
Ciao Carlo.. conoscendoti.. sono sicura che ti sei prodigato senza sosta per aiutare tuo padre.. avresti dato anche la tua vita ne sono certa.. ma per colpa di questa maledetta pandemia ci tenevano lontani dai nostri cari... So che è difficile da mandare giù.. ma tu cerca piano piano di trovare la pace anche se so che è difficile... Potevano essere più umani ma non lo sono stati.. e tutto questo è sicuramente grave.. anzi molto grave... Ma ricordati che se tu soffri soffre anche lui.. ma se ti vede sereno sarà sereno anche lui... So che è difficile ma lo devi fare per te per la tua famiglia ma soprattutto per lui... Con sincero affetto.. Margò ...
(Rispondi)
 
 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 22/05/21 alle 21:40 via WEB
Ciao Margò, le tue parole mi toccano il cuore, hai ragione questo dolore non è facile da mandare giù, perché in esso è racchiusa anche molta rabbia, perché sono convinto che mio padre non vedendo nessuno dei suoi cari intorno a sè si sia sentito abbandonato e questo mi fa male, il fatto che lui se ne sia andato con questo senso di abbandono. Ricambio di cuore il tuo affetto e ti invio un forte abbraccio.
(Rispondi)
 
amistad.siempre
amistad.siempre il 18/06/21 alle 00:36 via WEB
Ciao, Carlo... Mi spiace tantissimo per il tuo papà.:( La pandemia ha creato una specie di cortocircuito a tutti i livelli della nostra società, così devastante che tutte le certezze che credevamo di avere si sono frantumate, accartocciate, contro il muro dell'inaspettato virus. Questo ha peggiorato, purtroppo, molte cose che non andavano bene già da prima. Una di queste è la sanità, quella tanto decantata sanità che faceva e fa acqua da tutte le parti. E, hai pienamente ragione: a fronte di professionisti davvero eccellenti c'è un numero elevato di incompetenti a tutti i livelli che abbassano notevolmente la media del personale medico e paramedico degli ospedali italiani. E, per incompetenza intendo anche la mancanza di empatia che dovrebbero avere nei confronti del malato. E pensare che una volta fare il medico o l'infermiere era una 'vocazione'! Un abbraccio...
(Rispondi)
 
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