Creato da: carloreomeo0 il 03/06/2014
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Ultimi Commenti

 

 
misteropagano
misteropagano il 28/05/26 alle 21:31 via WEB
))) per chi avesse bisogno di occupare il tempo mi viene di suggerire Spider, il solitario. La massima espressione del nulla. Ineluttabile si.
 

 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 28/05/26 alle 20:24 via WEB
Troveranno sicuramente qualche altro luogo virtuale o reale in cui vomitare addosso al prossimo le proprie frustrazioni. ;-)
 

 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 28/05/26 alle 20:23 via WEB
L'essere umano per sua stessa natura è in continua evoluzione o involuzione, in perenne cambiamento. Questa data di scadenza ci ha posti di fronte a una ineluttabile realtà, con questa consapevolezza per molti di noi è stato naturale ripercorrere a ritroso il nostro percorso qui in questa community. Io credo che il mezzo virtuale sia uno strumento, come un coltello che può essere usato per spalmare o per tagliare, molti qui hanno deciso di usarlo per ferire. I personaggi a cui abbiamo dato vita qui è innegabile che siano proiezioni della nostra complessa personalità, per questo una volta finita questa avventura, simili proiezioni resteranno nel bene o nel male, con chi le ha generate.
 

 
jigendaisuke
jigendaisuke il 28/05/26 alle 19:23 via WEB
Chissà cosa faranno dopo il 9 giugno quelli che hanno rovinato questa community. Probabilmente saranno meschini altrove.
 

 
misteropagano
misteropagano il 27/05/26 alle 23:38 via WEB
:::penso anche che l'uomo mai può dirsi finito, siamo essere indeterminati, di respiro, proiettati nelle aspirazioni, obbligati solo dalle circostanze. A voler fare una analisi più puntuale, non solo questa scadenza ci impone una fine - fa male morire da vivi - due: si credeva che il mezzo virtuale liberasse, invece ci ha costretto a non poter scegliere, obbligati da frequentazioni che nel reale non accadrebbero. Mi piace l'idea che l'alterità, volendola giustificare, sia un fardello di compagnia. Di nessuno i sogni andrebbero depotenziati (senza mostrare altra visione 'etica'. Interessa?)
 

 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 27/05/26 alle 22:56 via WEB
Fai bene a precisare, io sono dell'idea che il termine maschera non deve sempre e per forza essere visto con un accezione negativa, tutti noi indossiamo maschere, tutti i giorni, nel virtuale come nel reale, per difenderci o per attaccare, per fini nobili o ignobili. Io come te ho indossato e indosso una maschera qui, ma essa è coerente con ciò che sono nella vita di tutti i giorni, per questo come te non riesco a scindere il personaggio che sono stato qui, con la persona che sono nella mia quotidianità, semplicemente perché non c'é scissione. Mentre chi ha approfittato di questo spazio per dare voce e spessore alla sua follia, come alla sua demenza, quando qui calerà il sipario, dovrà trovare altri luoghi e altri modi per nutrirle e nel frattempo non potrà sfuggire alla loro compagnia. Buona serata a te.
 

 
misteropagano
misteropagano il 27/05/26 alle 22:23 via WEB
::Queste puntate stanno diventando avvincenti)) ma ho il dovere di precisare che le maschere non sono coperture, sono i nostri ruoli possibili- maschera deriva da attore: io mi sento nome e cognome qui, come misteropagano là, e come in entrambe sono le innumerevoli sfumature che ho interpretato o rappresentato di me. Di fatto, chi ha volti di gesso resta c...o. Si è creato solo un falso problema con l'identità virtuale. E proprio in questi ultimi istanti, non vedo differenza. Siamo i nostri personaggi e siamo personaggi di noi stessi: teatro esistenziale, direi. Tranne che per alcuni, demenziale))). Buonaserata M^
 

 
jigendaisuke
jigendaisuke il 24/05/26 alle 21:03 via WEB
Ecco. Proprio le lotte all'interno di Libero mi hanno fatto un po' schifare la community
 

 
carloreomeo0
carloreomeo0 il 24/05/26 alle 15:39 via WEB
Non hai niente da farti perdonare, questo spazio non è mio, non lo è mai stato e mai lo sarà, come la vita mi ha insegnato qualche anno fa, in modo forte e diretto come fa di solito, niente mi appartiene, neanche l’aria che respiro, anche quella è in comodato d’uso, perché infine il possesso è un’abile inganno perpetrato a nostro danno, perché nulla in realtà ci appartiene. Pensa a quante guerre, sofferenze, dolore e morte l’essere umano nel corso della storia, come oggi, ha disseminato fra i suoi simili e non solo, rincorrendo l’illusione, la bramosia del possesso. È innegabile, ognuno ha avuto un rapporto, una visione diversa, il base al proprio vissuto, al bagaglio esperienziale e caratteriale che si trascina dietro, di questa community, di questa spazio virtuale che a tratti è divenuto più reale della realtà stessa, del resto siamo essere unici nella loro fallacità. Sinceramente non so se io abbia o meno oltrepassato quel flebile confine di cui tu parli, non sta a me stabilirlo, di certo non l’ho fatto intenzionalmente, l’obiettivo di questi miei ultimi post è stato raccontare quanto in questa community ho vissuto, dove non tutto, come ho scritto e ribadito, è stato negativo, anzi, qui ho avuto modo di leggere post e commenti che mi hanno toccato l’anima, di conoscere persone di cui conserverò sempre un prezioso ricordo, peccato che molte siano andate via, per i motivi già descritti, forse da questo nasce la mia “rabbia” se così vogliamo definirla. Questo per dire che qualcuno nel proprio angolo di virtualità quella magia ha saputo non solo crearla ma anche curarla, tramutando in parole le proprie emozioni condividendole con chi avesse la giusta sensibilità per percepirle. Rileggendo i miei ultimi post mi rendo conto che in alcuni passaggi mi sono disegnato addosso, con troppa facilità, il ruolo di vittima, quando è innegabile che anch’io ho commesso degli errori nel modo di pormi verso gli altri, forse a tratti troppo sulla difensiva, troppo diffidente per via delle esperienze pregresse. In tutto questo non sono alla ricerca di un colpevole, qui non ci sono mai stati angeli o demoni, ma semplicemente persone che celandosi dietro una maschera hanno avuto la possibilità, l’opportunità di esercitare il loro libero arbitrio, scegliendo se dare il meglio o il peggio di sé, per questo sono perfettamente in sintonia con il tuo pensiero, con il tuo “documentario” delle dinamiche che hanno animato questa community e che tu sicuramente conosci più di me, in quanto ne hai fatto parte per più tempo, vivendo cose di cui io ho solo sentito raccontare. Ti ringrazio infinitamente per questo tuo commento e ti auguro una buona serata.
 

 
misteropagano
misteropagano il 24/05/26 alle 09:07 via WEB
Perdona lo spazio che occuperò, non si vive di sole battute; per non liquidare l'argomento anche se spinoso, ho avuto una visione 'poetica' di questo dispositivo diversa dal generalismo attuale, ma che ognuno vi abbia trovato una propria formula è innegabile.
Lo raccontano bene proprio gli ultimi post che leggiamo: somme e bilanci autobiografici di nostalgia riflessiva, in altri casi di indifferenza e ancora di scherno e ghigno, ognuno con un proprio bagaglio di sensibilità tra formazione e conoscenza, (più spesso di analfabetismo funzionale); lo stesso sistema ha le sue responsabilità nel non aver più moderato, nel dare l'impressione che si potesse dire tutto mentre agli albori non solo era 'elegante' che fosse l'indirizzo della netiquette a prevalere - non era più democratico ad un punto - ma prioritario non utilizzare gli spazi per questioni personali verso nickname con un minimo di attenzione riconoscibili.
Ovvio che un blogger non coinvolto sia restato nella sua torre cercando di non farsi prendere dalle tensioni in un ambiente con tutti altri flussi di veridicità temporale e volatile, intanto il sottile confine tra dire e denigrare veniva scavalcato senza prese di posizioni collettive verso gli accadimenti, sentite solo come ulteriori accelerazioni dei fatti che descrivi.
Era importante che più voci si levassero contro, che di fatto alla fine è capitato a tutti e per motivi spesso riconducibili a equivoci di comprensione o di esagerazioni caratteriali e altre problematiche che qui hanno trovato sponda moltiplicando gli spazi, alimentando il parco mail e pubblicitario. Dunque utile.
Non possiamo fare altro che una analisi di questo esperimento digitale e le sue evoluzioni, in qualche modo rappresentative delle società attuali. Ma anche di noi stessi, nei principi e nei modi, di come si resta influenzati dalle circostanze.
Non esiste un vero responsabile di tutto ciò, né un salvatore, ci siamo stati tutti con le nostre rappresentazioni eccelse, e molto molto meno con pesi maggiori in termini di chiacchiera sterile. Un magma che è diventato peso ingestibile ed infruttuoso. Per altri versi una fastidiosa magia. Liquidarla con una chiusura netta è esattamente la fotografia della chiusura mentale degli esempi citati come avatar fake troll, della riduzione del pensare a citazionismo come praticità contraddittoria esistenziale, senza i fondamenti dell'esperienza. Infine che ogni espressione era esattamente ribaltabile nel proprio spazio, in uno spazio senza coordinate, un grande escamotage per assumere verità e tribunali inesistenti fondati solo su rancori personali e minacce. Tutto questo documentario per dire che il celato doveva rimanere tale - alla Franz Werfel- così la privacy di ognuno, piuttosto che le barbarie a cui abbiamo assistito. Per questo l'aspetto magico era fondamentale. L'emozione curiosa il rispetto di una visione altra. Abbiamo scherzato, forse no. Abbiamo difeso e attaccato, in spazi modulati da assenza di dolore fisico, ma non psicologico. Il peso delle parole, via via svuotato, è diventato esibizione fantasmagorica, prevalente. Come un Nuzzi spicciolo da espulsione. Un bene, M))
 
 
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