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Alfano bocciato da Rodotà!

Post n°630 pubblicato il 11 Febbraio 2009 da kayfakayfa

 


Ieri sera, malgrado la partita Italia-Brasile, per gentile, (fino a un certo punto), concessione dei miei figli, di tanto in tanto cambiavo canale su RAI TRE per seguire Ballarò dove era in corso il dibattito sulla vicenda Englaro. Magia del palinsesto, proprio durante l’intervallo della partita, il programma di Floris ha raggiunto il suo momento clou quando il giurista Stefano Rodotà ha illustrato in maniera semplice, chiara e netta al Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano, presente in studio, i motivi per i quali, pur emanando un decreto lampo per “salvare” Eluana Englaro, gli avvocati della famiglia della ragazza avrebbero avuto tanti punti su cui appellarsi per non sospendere le procedure protoccolari che avrebbero condotto alla fine di Eluana in quanto la nostra Costituzione, non ricordo in quale articolo citato dal professore, chiaramente afferma che in nessun modo il governo può decretare leggi che invalidino una sentenza definitiva del tribunale. Aggiungendo con espressione di amorevole rimprovero, tipica di un professore che si rivolge a un allievo che non sa rispondere a una domanda elementare, “signor Ministro, questa è materia di esame di diritto costituzionale”! Ricordando inoltre che quando il ministro Sacconi, dopo che ad ottobre del 2008 la Cassazione si era espressa autorizzando la famiglia a sospendere l’alimentazione ad Eluana, ratificando quanto stabilito dal tribunale di Milano, aveva minacciato di far chiudere qualunque clinica avesse ospitato Eluana per avviare le procedure, era dovuto ritornare sui suoi passi per intervento della Corte Costituzionale che affermava l’incompatibilità dell’azione del Ministro con quanto affermato dalla Costituzione, citando l’articolo della nostra Carta in cui si afferma appunto l’impossibilità del governo di intervenire, cambiando o modificando, una sentenza definitiva! Non solo, il professore ha stigmatizzato il provvedimento che si voleva emanare perché avrebbe creato un precedente pericoloso in cui il governo si poneva al di sopra della legge, mentre per Costituzione anche il governo è al di sotto della legge, utilizzando come esempio una simpatica, ma efficace, storiella dove si narra dell’Imperatore Federico il Grande che, ammirato da un appezzamento di terra di un contadino suo confinante, volendo espropriare quel terreno, si  sentì rispondere dal villico “i giudici sono a Norimberga”.

 

Con rispetto e signorilità, il Ministro Alfano ha riconosciuto le capacità argomentative del professore Rodotà. Quindi ha cercato di spiegare a sua volta i motivi per cui il governo, nonostante fosse evidente stesse facendo qualcosa di anticostituzionale, era comunque determinato a proseguire sulla linea intrapresa per salvare Eluana. Ma, francamente, la sua spiegazione non è stata altrettanto chiara e convincente come quella del professore!

 

Non solo, ma Alfano è sembrato essere in difficoltà anche quando il giornalista Antonio Padellaro gli ha posto delle domande molto specifiche sempre riguardo al perché il governo era orientato a frantumare la Costituzione pur di affermare un principio in una sfera che non è assolutamente di sua competenza, (cosa che penso vorremmo tutti, o quasi tutti, comprendere), domandando perché l’esecutivo non sia intervenuto preventivamente subito che si era espressa la Corte Costituzionale, ma lo avesse fatto solo dopo che Eluana era stata trasferita a Udine; sia quando il professore Pagnoncelli ha mostrato i risultati dei sondaggi, tanto cari a Berlusconi, da cui è evidente che la stragrande maggioranza degli italiani (oltre il 70%, quindi non solo quelli schierati contro Berlusconi)  sono a favore che il Parlamento, quindi non il governo in totale autonomia, emani una legge che dia modo liberamente al cittadino e ai suoi familiari di decidere, una volta sopraggiungesse una malattia grave,  se continuare o sospendere le cure al paziente quando è evidente che non c’è più nulla da fare, malgrado gli anatemi del Vaticano!

 

A proposito del Vaticano, ieri su Avvenire in un articolo intitolato ADESSO PERò VOGLIAMO SAPERE TUTTO, Marco Tarquinio, iniziando ogni capoverso con la frase Eluana è stata uccisa, dopo aver dato indirettamente del boia al padre della ragazza, a un certo punto auspica che non ci sia più un altro caso così. Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete. Non si può non essere d’accordo con queste affermazioni. Ma non bisogna nemmeno dimenticare che dal 1° gennaio 2009 il Vaticano ha deciso di non recepire più automaticamente le leggi italiane, bensì di metterle prima al vaglio per vedere se sono in conformità con i propri principi. Seppure giunga dalle pagine di un quotidiano di ispirazione Cattolica, vicinissimo al Vaticano, ma che non è l’organo ufficiale d’informazione della Chiesa, come invece è L’Osservatore Romano, un simile auspicio non può non essere condiviso a patto però che si limiti a essere per l’appunto un auspicio e non una sorta di tacita, indiretta imposizione del Vaticano allo Stato italiano affinché emani leggi a lui compiacenti perché, Dio non voglia così fosse, a quel punto si tratterebbe di ingerenza della Chiesa in questioni interne che riguardano esclusivamente lo Stato italiano, intaccando quel principio di laicità dello Stato sancito dalla Costituzione e rimarcato più volte dal Presidente Napolitano, dai suoi illustri predecessori e dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi!

 

Seppure il PDL è una formazione politica di ispirazione cattolica, come afferma il suo leader Silvio Berlusconi, ciò non dovrebbe però premettere che la sua azione di governo debba viaggiare di pari passo con la volontà del Vaticano altrimenti la laicità dello Stato se ne va a benedire così come la Costituzione su cui regge qualunque Stato di Diritto: sia la libertà di pensiero che quella religiosa sono sancite e tutelate quali diritti inalienabili dei cittadini italiani dalla Costituzione!

 

La Democrazia si regge sulle discussioni perché contempla l’esistenza di diversità di opinioni ognuna meritevole di considerazione.

Le imposizioni caratterizzano le dittature o le teocrazie!

Commenti al Post:
senza.peli
senza.peli il 11/02/09 alle 10:34 via WEB
è proprio con l'articolo di avvenire che NON SI DEVE essere d'accordo. caro enzo, chi dice che ora serve la legge per evitare altri casi come eluana non vuole certo dare libertà di scegliere al cittadino, all'uomo! questi vogliono arrogare all'etica vaticana il potere di decidere con la semplice considerazione che HANNO GIA' DECISO!! nun se po' ffa! non si può! non si potrà! il nostro stato laico non ha una sua etica. senza vaticano noi non sappiamo distinguere bene e male. sanno farlo solo loro e vogliono amorevolmente insegnarcelo con l'imposizione. con una nuova crociata. stamane su canale 5 venivano decantate le lodi di un tizio che evade le tasse di 50 euro perchè contrario all'aborto. la tizia che lo intervistava, che definisco cerchiobottista per usare un eufemismo, si diceva contraria all'aborto e favorevole alla libertà di scelta delle donne.. alla faccia della libertà di decidere. per loro sei libero quando loro decidono per te che è sbagliato!
 
 
kayfakayfa
kayfakayfa il 12/02/09 alle 14:49 via WEB
Caro amico, forse manco di lucidità, o forse nell'enfasi del momento, scrivendo di getto senza rivedere quanto mi dici, hai mancato qualche cosa perché nelle tue parole mi pare di cogliere dei controsensi. Tuttavia, dando per scontato che anche tue sei per la libertà di scelta estrema del'individuo, convengo che uno spirito libero, laico, difficilemnet potrà essere d'accordo con il pezzo di Avvenire! Saluti, Enzo
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Rizzieri il 12/02/09 alle 13:46 via WEB
Caro Enzo, come sempre cogli in pieno le sfaccettature delle vicende che avvengono intorno a noi. Anch’io ho seguito, in parte la trasmissione, e oltre alla evidente impreparazione del ministro Alfano, che malgrado il suo “eloquio forbito” è scivolato frequentemente sugli specchi su cui cercava di arrampicarsi c,è un punto su cui vorrei una tua opinione. Nel suo tentativo di controbattere il Prof. Rodotà, il ministro Alfano ha osservato come l’opinione del costituzionalista non fosse l’unica, poiché alcuni altri costituzionalisti par suo avevano dato opinioni diverse. Ovviamente non sono un giurista e non posso giudicare, tuttavia, quanto detto da Alfano mi è sembrato un modo di mettere in discussione, cosa che il governo di centrodestra fa frequentemente, le azioni della magistratura, quasi la Corte di Cassazione fosse un gruppo di persone qualsiasi che riunitesi, hanno deciso, sulla base di un proprio sentire, sulla morte di Eluana Englaro. In questo devo dire coadiuvato dal Direttore di Panorama Belpietro, il quale, rincarando la dose, ha ricordato come la sentenza della Corte di Cassazione fosse giunta dopo due giudizi negativi (primo e secondo grado). Non ho sentito repliche su questo argomento, ma avrei voluto che qualcuno ricordasse ai signori presenti come la Corte di Cassazione sia l’ultimo atto inappellabile di un percorso giuridico, che non può essere ridotto al risultato di una partita di calcio (2 a 1) , e che proprio per questo è indice dell’estremo garantismo del nostro ordinamento. Se colleghiamo queste affermazioni a quelle fate dal presidente del Consiglio, sulla volontà di cambiare la costituzione, e gli attacchi al Presidente della Repubblica…se il caso Englaro, non è stato lo spunto per uno scontro istituzionale, allora forse mi è sfuggito qualcosa. Saluti Rizzieri
 
 
kayfakayfa
kayfakayfa il 12/02/09 alle 14:52 via WEB
Hai colto nel segno: solo dopo aver pubblicato il post, mi sono avveduto di aver omesso la replica del Ministro secondo il quale più di un giurista su alcuni quotidiani tra cui Il Messaggero,avallava l'azione del Governo, ma quando Rodotà gli ha chiesto di fare esplicitamente i nomi, i nomi non sono stati fatti! Grazie per l'attenzione che mi hai prestato. A presto, Enzo
 
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