Creato da kayfakayfa il 10/01/2006

LA VOCE DI KAYFA

IL BLOG DI ENZO GIARRITIELLO

 

 

BERLUSCONI AL QUIRINALE, LA RETE INSORGE

Post n°1885 pubblicato il 07 Aprile 2018 da kayfakayfa

 

Da quando giovedì 5 aprile Silvio Berlusconi, accompagnato dai capigruppo di FI di Camera e Senato Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini, è salito al Quirinale per le consultazioni, una buona fetta del mondo degli internauti italiani è insorto. Tra il serio e il faceto, in tanti hanno manifestato la propria indignazione perché Mattarella ha lasciato che al Colle salisse un pregiudicato, pluri indagato, pluri prescritto, pluri inquisito, decaduto dai pubblici uffici per via della legge Severino, il quale era davvero convinto, come votò compatta l'allora maggioranza in Parlamento, incluso l'attuale Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati,  che una minorenne marocchina frequentatrice delle sue feste eleganti fosse la nipote di Mubarak, (fa niente che Mubarak era egiziano...), sospettato di aver foraggiato per anni la mafia e di essere tra i mandanti delle stragi di mafia degli anni 90,(il fratello maggiore di Mattarella, Piersanti, fu ucciso dalla Mafia), utilizzatore finale di escort.

In più casi con amara ironia, in particolare sui social, in primis Facebook, il mondo della rete ha dato sfogo al proprio sdegno andando addirittura a riprendere un articolo del quotidiano spagnolo El Mundo il quale, commentando la presenza al Quirinale di Berlusconi all'epoca della formazione del Governo Renzi, intitolava in maniera eloquente UN CONDANNATO NEL QUIRINALE.

Che Berlusconi sia il padre/padrone di FI nessuno lo mette in discussione. Ma che lo stesso Berlusconi, a cui una sentenza della Cassazione del 1 agosto 2013 attribuisce "una naturale capacità a delinquere", dopo aver frodato il fisco ed essere stata condannato in definitiva a quattro anni con l'estromissione dai pubblici uffici, decadendo da senatore, possa salire al Colle ed essere accolto in pompa magna è ovvio susciti perplessità ed un certo malumore in quei tanti cittadini che auspicano un rinnovamento della politica italiana.

Nessuno nega che, sia nel bene che ne male, Berlusconi sia stato uno dei principali protagonisti della nostra politica negli ultimi 25 anni. Tuttavia è altresì evidente che, pur essendo il capo politico del quarto partito italiano, considerata la sua condizione di condannato in definitiva e quant'altro sarebbe stato opportuno che qualcun altro capeggiasse la delegazione di FI per incontrare Mattarella.

All'indignazione della rete si aggiunge quella dell'associazione Scorta Civica, nata per manifestare solidarietà al Pm Nino Di Matteo, la quale sul ponte dell'autostrada Palermo-Trapan, all'altezza di Capaci dove morirono Falcone e la sua scorta, ha affisso uno striscione con su scritto "Presidente chi ha finanziato la mafia non può essere gradito al Quirinale".

In un paese dove i partiti si dicono unanimemente disposti ad applicare la meritocrazia per selezionare la classe dirigente, vedere un condannato discutere con il Capo delle Stato le sorti del Paese è normale suscitasse la rabbia di quanti, pur avendo la fedina penale intonsa, sono costretti a lottare onestamente per poter sbarcare il lunario al fine di garantire un pezzo di pane a se stessi e ai propri familiari.

La politica dovrebbe fungere da esempio per i cittadini. Fino a quando tale principio verrà applicato in maniera distorta - nel senso che la politica anziché servire i cittadini dà l'impressione di servirisi di loro per favovire se stessa e i propri "amici" - è ovvio che sempre più persone si schiereranno con i populisti. Loro almeno gli stipendi se li tagliano davvero e rinunciano a tutta una serie di privilegi in segno di rispetto verso quei milioni di italiani che vivono in condizioni di miseria o che la rasentano guadagnando uno stipendio di 1000 euro o una pensione da fame.

Che poi tutto ciò possa essere fumo negli occhi, lo dirà solo il tempo e un eventuale governo guidato da loro!

 
 
 

LETTERA APERTA A LUIGI DI MAIO

Post n°1884 pubblicato il 02 Aprile 2018 da kayfakayfa

 

Egregio Onorevole Luigi Di Maio,

chi Le scrive segue con simpatia e attenzione il M5S dal primo V-Day del 2007. E, non appena vi siete candidati, politicamente vi ha sempre sostenuto, dandovi la propria preferenza sia a livello locale che nazionale e facendo campagna elettorale per voi. Ricordo come fosse ieri l'incontro che ebbi un domenica di maggio del 2013 con il neoeletto deputato Roberto Fico, oggi Presidente della Camera, durante una manifestazione nel bosco di Capodimonte per evitare la chiusura della scuola elementare statale di Bellaria allo scopo di insediarvi un laboratorio di ceramica a pagamento. Durante quell'evento ebbi modo di scambiare quattro chiacchiere con l'onorevole Fico: esprimendogli le mie iniziali perplessità per il vostro rifiuto a sostenere un governo Bersani, e il successivo apprezzamento per quella decisione in quanto, diversamente, vi sareste politicamente bruciati dando l'impressione ai milioni di elettori che vi avevano votato che, alla fine, anche voi eravate come gli "altri".

Dalla risposta di Fico mi sembrò di capire che, poiché consideravate il Pd e il PDL un'architrave, dove entrambi i pilastri si sotengono tra di loro, eravate certi che, rifiutando il sostegno al Pd, non solo avreste messo in crisi il centrosinistra ma anche il PDL. La conferma che questa vostra presunta visione era esatta fu il voto con cui il Senato espulse Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale. Nessuno può, infatti, levarmi dalla mente l'idea che senza di voi Berlusconi si sarebbe salvato.

Egregio Onorevole Luigi di Maio,

sono passati giusto cinque anni dalla vostra prima presenza in parlamento. Nel frattempo ci sono state le elezioni europee del 2014, dove foste clamorosamente doppiati dal Pd a guida Renzi grazie agli 80 euro di detassazione che il governo Renzi concesse a milioni di italiani, per poi riprenderseli con gli interessi, in un colpo solo, non appena, proprio in virtù di quegli 80 euro, molti superarono la soglia di reddito per cui li avevano percepiti. Una beffa senza se e senza ma!

A quella apparente disfatta, alla quale molti vostri detrattori gioirono, sicuri che vi stavate malamente eclissando come una meteora, ma non io, seguirono i successi delle amministrative dove, assicurandovi la conquista di Roma, deste una bella "scotoliata" al sistema. Scotoliata che si ripeté quando il 4 dicembre del 2016 oltre 16 milioni di italiani dissero NO alla riforma costituzionale Boschi determinando il declino politico di Renzi e c.

Oggi, dopo la vittoria alle elezioni del 4 marzo in cui il M5S è risultato il primo partito di maggioranza relativa, ma non può governare per via della pessima legge elettorale, il rosatellum - partorita dal Pd e varata dal governo Gentiloni a colpi di voti di fiducia che premia le coalizioni e dunque penalizza il M5S da sempre contrario agli inciuci - leggo e ascolto che il M5S si starebbe preparando a fare un'alleanza di governo con la Lega di Salvini. Quello stesso Salvini che fino a qualche tempo fa non si faceva scrupoli a dirne peste e corna dei napoletani e dei meridionali in generale.

Egregio Onorevole Luigi Di Maio,

con tutto il rispetto, l'idea che per governare il M5S possa allearsi con la Lega mi fa storcere il naso. Pur comprendendo che la politica è compromesso - concetto che dall'indomani del 4 marzo sento ripetere come un mantra da più parti -, da voi proprio una cosa del genere non me l'aspetto e, se davvero si realizzasse, non riuscirei a digerirla. Anche convenendo che tra di voi e Salvini ci sarebbero alcuni punti programmatici in comune - reddito di cittadinanza, abolizione o modifica della legge Fornero, lotta all'immigrazione clandestina, all'evasione fiscale e alla corruzione, riduzione delle tasse  - mi dice come farete a spiegare a quei milioni di italiani che per anni sono stati oggetto di offesa della Lega la vostra scelta? Se a ciò aggiungessimo l'inchiesta giornalistica de L'Espresso  relativa ai presunti investimenti fatti dalla Lega attraverso una onlus per occultare i finanziamenti illeciti, voi paladini dell'onestà e della trasparenza, con che faccia vi presenterete al cospetto dell'elettorato per spiegare le ragioni delle vostre decisioni?

A questo, punto, se proprio devo turarmi il naso o prendere una compressa di malox per digerire l'indigeribile, preferisco che faceste un'alleanza con il Pd. Anche se mi rendo conto che la cosa risulterebbe quanto meno contraddittoria a quei tanti elettori di centrosinistra che, stanchi di Renzi e delle sue politiche che di sinistra non hanno praticamente nulla, hanno deciso di riporre in voi la loro fiducia.   

Egregio Onorevole Luigi Di Maio,

mi creda, a questo punto da elettore del M5S, preferirei vi poneste voi sull'Aventino, come attualmente sta facendo il Pd in attesa delle consultazioni, per starvene all'opposizione e agire in maniera responsabile: con i numeri che avete, soprattutto alla Camera, potreste incidere decisivamente sulle scelte del prossimo governo e sul varo dell'ennesima legge elettorale, evitando che sia anch'essa una truffa alla democrazia come le due precedenti. Così facendo non escludo che alle prossime elezioni non prendiate più del 40%, con un premio di maggioranza tale che vi garantisca la maggioranza dei seggi in Parlamento, dando vita a un governo tutto vostro in cui le scelte dipendano solo da voi.

Egregio Onorevole Luigi Di Maio,

se davvero volete dare una svolta a questo paese, penso che dovreste avere il coraggio di porvi all'opposizione e lavorare da lì. Nel momento in cui faceste un'alleanza o scendereste a patti con gli altri partiti, la vostra forza trainante verso l'elettorato si azzererebbe di brutto, minando il vostro consenso perché, stia certo, molti elettori che oggi vi sostengono proprio in virtù della vostra intransigenza a non fare patti con il sistema, nel momento in cui dovreste mischiarvi ad esso, non ve la perdonerebbero.

Egregio Onorevole Luigi di Maio,

un'alleanza con il Pd, seppure soffrendo, la potrei anche accettare. Una con la Lega di di Salvini proprio no.

A quel punto, alle prossime elezioni, mi sa che anch'io farò parte del partito degli astenuti!

Distinti saluti.

 
 
 

I SOCIAL SONO IL TERRORE DEL POTERE

Post n°1883 pubblicato il 27 Marzo 2018 da kayfakayfa

 

In questi giorni fa notizia, ma nemmeno tanto, lo scandalo facebook: milioni di utenti del social sarebbero stati "spiati" dalla società di analisi Cambridge Analytica legata all'ex consigliere di Trump, Steve Bannon, attraverso i dati personali forniti al momento dell'iscrizione e successivamente condizionati nelle proprie scelte politiche mediante una serie di notizie accuratamente manipolate e diffuse sullo stesso social per far breccia sulla loro personalità affinché votassero in un "certo" modo. Ciò sarebbe successo negli USA con l'elezione di Trump e in Gran Bretagna per la brexit.

Da qui le scuse ufficiali del fondatore di Facebook Mark Zucherberg, in lungo post apparso sulla propria pagina social. Ma anche l'indignazione di quanti, proprio in relazione a questa vicenda, vorrebbero che i social venissero chiusi o quanto meno limitati, perché ritenuti pericolosi per la tenuta democratica di una nazione.

Una scusa, quest'ultima, che definire puerile è un eufemismo visto che, prima dell'avvento di internet e dei social, i cittadini erano informati attraverso i giornali e telegiornali i quali, avendo il monopolio dell'informazione ed essendo nella maggioranza dei casi schierati con il potere, non si può escludere che a loro volta non informassero in maniera subdola l'opinione pubblica al fine di orientarla a favore o a sfavore di un tale partito, di un tale politico o perché votasse una specifica scelta referendaria; comportandosi allo stesso modo dei social verso cui oggi si indignano.

Una famosa locuzione latina recita divide et impera. Essa sta ad indicare che solo tenendo disunita la massa si può affermare una tirannide o un qualsiasi forma di governo.

Essendo la funzione dei socia network quella di unire, seppure virtualmente, le persone, consentendogli di scambiarsi in rete in tempo reale idee, informazioni, opinioni, o semplicemente di chiacchierare chattando, restando "comodamente" sedute dietro al computer di casa, è ovvio che tutto ciò crea problemi al potere in quanto non gli consente più di mettere in pratica quanto suggerito dal motto latino sopraccitato, ossia dividere la massa per poi condizionarla a proprio uso e consumo.

Pertanto ecco probabilmente spiegato il motivo per cui in ogni modo, perfino nel democratico occidente, si starebbero cercando validi pretesti per chiudere o limitare internet e i social network: l'unione, seppure virtuale, fa la forza e ciò fa paura al potere!

 
 
 

UN GOVERNO CDX/PD E' LA LOGICA CONSEGUENZA DEL ROSATELLUM

Post n°1882 pubblicato il 11 Marzo 2018 da kayfakayfa

È paradossale quanto sta succedendo in Italia da lunedì 5 marzo, ossia da quando sono noti i risultati elettorali delle elezioni politiche 2018. In tanti auspicano nel senso di responsabilità delle forze politiche affinché vincitori e sconfitti riescano a mettersi d'accordo per  varare un governo che garantisca un minimo di stabilità politica al paese. Cosa niente affatto semplice, già ben nota molto prima che si andasse al voto, dato che la legge elettorale con cui abbiamo votato, rosatellum -  varata in tutta fretta dal Governo Gentiloni con ben otto voti di fiducia, con l'appoggio di PD, Forza Italia, Lega e Alternativa Popolare e osteggiato dal M5S e dalle sinistre,  dopo la bocciatura dell'Italicum, la legge elettorale che, a detta dell'allora segretario del Pd Matteo Renzi, tutta Europa ci avrebbe copiato, fu bocciata dalla Corte Costituzionale per incostituzionalità - per la caratteristica che favorisce le coalizioni rispetto ai singoli partiti, ha creato una fase di stallo. Se da un lato il M5S s'è affermato come partito di maggioranza relativa con oltre  il 32% di preferenze, la coalizione di centrodestra Lega/FI/FdI ha ottenuto complessivamente il 37% (Lega 17%, FI 14%, FdI 4%, 2% altri partiti) mentre il Pd poco più del 18%.

Poiché il rasatellum premia le coalizioni, la naturale vincitrice delle elezioni dunque  è la coalizione di centrodestra. La quale però, avendo ottenuto un risultato inferiore al 41%, non ha la maggioranza assoluta dei seggi per poter dar vita a un governo autonomo. Pertanto se Salvini e soci volessero governare, avrebbero bisogno dell'appoggio del M5S o del PD. Ma non avendo il M5S votato a favore del rosatellum, non si capisce per quale motivo dovrebbe allearsi con il centrodestra per dar vita a un governo. Sarebbe molto più logico che ad allearsi con Salvini e c. fosse il Pd. Non solo perché il rosatellum è frutto del pensiero di Ettore Rosato, capogruppo alla Camera del Pd nella legislatura uscente, ed il Pd l'ha sostenuto unitamente all'intero centrodestra. Ma anche perché non sarebbe questa la prima volta che il Pd si alleerebbe con il centrodestra per governare. L'ha già fatto con il Patto del Nazareno per varare insieme a Berlsuconi la riforma costituzionale e la legge elettorale, l'Italicum, e poi con ALA di verdini.

Che il M5S vada pure all'opposizione. Il caos che da lunedì sta agitando la politica italiana è frutto del rosatellum. È giusto che a farsi carico di risolverlo siano gli stessi partiti che, votando il rosatellum, posero le basi perché si manifestasse! 

 
 
 

I TERRONI FANNULLONI E CAMORRISTI LA CAUSA DEI GUAI DEL PD!

Post n°1881 pubblicato il 08 Marzo 2018 da kayfakayfa

 

Fino a quando ad attaccare il sud per aver votato compatto M5S, contribuendo in maniera determinante alla debacle del Pd alle elezioni, fosse Vittorio Sgarbi per non aver digerito il cappotto subito nel collegio di Pomigliano dove nell'uninominale è stato clamorosamente sconfitto da Di Maio con un 63,4% a 20,37%, ci sta. Sentir dire da uno, Sgarbi, che ha impostato la propria campagna elettorale facendosi ritrarre sul water nell'atto di defecare associando Di Maio a un lassativo, che al sud hanno votato per il M5S attratti dal reddito di cittadinanza perché non hanno voglia di "fare un cazzo", fa parte del personaggio. Ma non lo giustifica!

Ma che a farlo in maniera seria, ovviamente con linguaggio non colorito come quello di Sgarbi, siano rappresentanti del mondo culturale di centrosinistra, tipo l'architetto Massimiliano Fuksas questa mattina ad AGORA', francamente lascia l'amaro in bocca. Così come l'amaro in bocca ha lasciato il tweet con cui ieri Vittorio Zucconi "informava" che a Napoli il M5S aveva vinto i tutti quei collegi a rischio camorra. Dando l'impressione insinuasse che i voti dei grillini fossero voti della camorra. Senza domandarsi se invece quel voto non fosse un voto di protesta di quelle tante persone oneste che vivono in quelle aree depresse della periferia napoletana stanche della vecchia politica collusa con la camorra o incapace di fronteggiarla.

Cercare ad ogni costo di addebitare le responsabilità della disfatta elettorale del Pd alla dabbenaggine e svogliatezza degli elettori meridionali e non invece all'inconsistenza di una certa politica è l'ulteriore conferma di come chi dovrebbe rappresentarle disattende le istanze dei cittadini.

Attribuire la vittoria nel sud del paese del M5S alla naturale improduttività e al loro essere camorristi o mafiosi è un'offesa che ci aspetteremmo da un leghista tipo Salvini. Non certo da chi per cultura ideologica dovrebbe farsi carico delle esigenze delle regioni arretrate del paese e delle popolazioni meno abbienti che vi risiedono; difendendole anziché offenderle solo perché, sentitesi abbandonate da chi si fidavano, hanno avuto il coraggio di cambiare votando il nuovo.

Se poi il loro coraggio sarà ricambiato, lo sapremo solo se il M5S andrà al governo.

Cosa difficile visto che con l'obbrobriosa legge elettorale con cui abbiamo votato, opera del PD e non certo del M5S, l'ingovernabilità è garantita. A meno di inciuci!

 
 
 

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