Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
'Fallisci meglio' è il mio secondo nome
 

Messaggi di Novembre 2008

Question time

Post n°358 pubblicato il 26 Novembre 2008 da middlemarch_g
 

Ms.spoah ogni tanto scrive delle cose un po' criptiche sul suo blog, e quando qualcuno glielo fa notare risponde all'incirca così: in realtà neanch'io so bene cosa voglio dire. Seguo il flusso. Ed è una cosa che io sento di poter sottoscrivere intimamente. Abbiamo tutti questo mito della fulgida chiarezza del pensiero che deve precedere necessariamente la sua epifania. Ma chi l'ha detto? Io, per esempio, spesso non so cosa voglio dire neanche dopo averlo scritto. Figuriamoci prima. O durante. La scrittura non è una mica una deiezione razionale. E' un'urgenza che proviene molto spesso da zone davvero desertificate dell'inconscio. Per cui c'è un suo perchè se non ci si capisce una mazza.

E insomma. Sulla linea criptica di ms.spoah oggi la mia domanda è questa. 

Fa più male quando ti dispiace, o quando non ti dispiace neanche più?

 
 
 

Contrordine compagni

Post n°357 pubblicato il 25 Novembre 2008 da middlemarch_g
 

Cristofobia?

Ecco, appunto, era quello che intendevo all'incirca quando ne parlavo qui.

Adesso è di nuovo un simbolo universale che non fa male a nessuno. Sarà perchè è martedì. Un po' come le targhe alterne. Dipende da che giorno è. E da cosa ne viene in tasca a certa gente sempre molto brava a far quadrare il cerchio.

 
 
 

Antigone alla guerra

Post n°356 pubblicato il 24 Novembre 2008 da middlemarch_g
 

 

Devo averlo scritto da qualche parte un po' di tempo fa, ma più la vedo salire agli onori delle cronache, più mi convinco della mia ipotesi. Mara Carfagna è una figura tragica nel senso drammaturgico del termine. E' una creatura dilaniata interiormente dal peso della sua storia che non può cancellare né può far dimenticare, e che non ha alternative se non scontare il suo destino ogni mattina aprendo gli occhi e indossando l'armatura di ministra con la grazia di un cilicio istituzionale.

Quando le hanno conferito l'incarico avevo pensato che mi sarei appassionata soprattutto alla carica conflittuale delle cose che diceva, alla potenza di fuoco autodistruttiva con cui lei stessa caricava ogni arma dialettica o giuridica che le passava per le mani finendo per rivolgersela contro le tempie e tirandosi metaforicamente un colpo in testa. Perché tanti sono i conflitti di interesse a cui si presta una storia politica poco trasparente come la sua. Anche mettere il proprio avvocato al Ministero della Giustizia, a suo tempo, è stato un ossimoro di analoga portata distruttiva. Ma come si può non restare colpiti dal contrasto tra gli specifici trascorsi professionali della Mara, e l'attuale incarico governativo? Come si fa a non farsi tirare dentro nel confronto tra un passato da gnoccolona rincitrullita portatrice di tette e culo ma sprovvista della facoltà di parola, al presente di vestale delle Pari Opportunità, tra tutta quella carne scoperta e appetitosa indagata dalle telecamere fin dentro le mutande, e la battaglia ideologica contro la prostituzione? Il conflitto è esplosivo, è insanabile, è ingestibile. Non ci sarebbe stata possibilità di conciliazione neppure con figure di spessore morale doppio o triplo del suo, figuriamoci per lei col suo diplomino di laurea in giurisprudenza e i suoi 8 anni di conservatorio.

Per cui più passa il tempo, più sono portata a trascurare le implicazioni politiche di quello che dice e che fa, per appassionarmi invece alla sua dimensione tragica. Per diverse ragioni: perché sta acquistando progressivamente sempre più peso a scapito dei suoi convincimenti; perché gli esseri umani alle prese con le loro intime motivazioni mi interessano molto di più del contenuto delle motivazioni stesse; e perché ciò che contribuisce a fare di lei un personaggio drammatico è la consapevolezza che lei stessa ha di sé, e che cresce impietosamente contro la sua volontà.

Guardatela nel filmato. Lasciate perdere le cose che dice. Fissatela negli occhi. Confrontatela con gli altri 3000 video su Youtube che ve la mostrano com'era 5 anni fa. La trasformazione fisica è abbastanza impressionante, e non è solo una questione di look. C'è tutta una letteratura mistica dal medioevo all'Ottocento che parla di donne così: quando assumono come missione divina la necessità di farsi prendere sul serio, dimagriscono a vista d'occhio. La magrezza e la capacità di prescindere dalla necessità del cibo sono strategie profondamente assertive da parte delle donne occidentali. Smettere di mangiare è sempre stata una scelta connessa con l'esercizio del potere e con l'autodeterminazione da parte di tutte quelle donne che non  hanno molte risorse di altro genere. Una scelta ovviamente perdente, questo lo capisce chiunque, ma finchè riesci a sopravvivere in effetti ti conferisce autorevolezza. E siccome le donne non sono draghi nell'elaborare strategie sul lungo periodo - se ne parlava appunto la settimana scorsa-  ce ne sono un sacco che lo fanno lo stesso.

E poi gli occhi. Osservate lo sguardo fisso e pallato, accentuato dall'arco delle sopracciglia depilate Non so se sia indizio dell'uso di eventuali sostanze illegali, ma di sicuro lo è del fatto che dorme poco e male, e che il lavorio della sua mente non si ferma mai. Rimugina ininterrottamente sul suo ruolo e le sue scelte, su quello che è e quello che fa, su quello che gli altri pensano di lei e su cosa potrebbe eventualmente fare per evitare che continuino a pensare quello che pensano, del dubbio atroce che perfino chi l'ha messa dove sta - perché state tranquilli che ci pensa anche da sola, e ci pensa continuamente – l'abbia fatto non per il suo reale valore ma solo per avere un bersaglio grosso e succoso su cui attirare i pallettoni del fuoco nemico.

Non è che mi sia diventata per questo più simpatica, sia chiaro. Però è più interessante. Letterariamente interessante, questo si. Sono curiosa di verificare quanto può resistere. Quanto riuscirà a tirare dritto prima di implodere in un carnevale di coriandoli funebri come la sua faccia da prefica della politica avvelenata dal sangue amaro delle sue paturnie. Voglio proprio vedere.

Anche perché onestamente la politica, a parte questo, non è che offra molti altri spunti di interesse.

 
 
 

Early Christmas

Post n°355 pubblicato il 24 Novembre 2008 da middlemarch_g

Per inciso, non so come butti da voi, ma fuori dalle mie finestre questa mattina c'è proprio la tradizionale iconografia del Bianco Natale. Un velo di neve ammanta il giardino, ricopre le auto, dà quello speciale candore ovattato alla percezione dei suoni.

Il mio gatto, che abitualmente vive in giardino, stamattina è schizzato dentro e ha aderito al camino a pellet come un pipistrello. Non è a testa in giù, ma a parte quello, uguale.

Mi fa una certa impressione. A parte che vengo da Roma e le ultime nevicate ce le ricordiamo ancora giorno-data-ora perchè non sono quel che si dice un evento frequente, ma anche qui in fondo siamo al livello del mare, in una pianura che più pianura non si può. La pianura per eccellenza. In dieci anni sarà la terza nevicata che vedo.

Se penso che ieri in piena notte ho varcato gli Appenini in auto, da sola, tra Firenze e Bologna, e avrei potuto beccarmi questa cosa senza avere la più vaga idea di come cacchio si montino un paio di catene...

Va be'. Se vi viene voglia di fare a palle di neve, fatemi un fischio. In giardino ho materiale in abbondanza e non rinuncio mai alla possibilità di divertirmi come una bambina.

 
 
 

Tragici equivoci

Post n°354 pubblicato il 24 Novembre 2008 da middlemarch_g
 

Una volta al mese me ne vado in Toscana a frequentare una scuola di counseling. E' un ambiente che mi piace parecchio perchè si scatena sempre una particolare energia quando metti nella stessa stanza 80 persone che provengono da contesti molto diversi ma che hanno in comune il desiderio di cambiare. Ti fa sentire che ogni cosa è possibile, un'esperienza che dovremmo fare tutti un po' più spesso nella vita. Non immaginate neanche il potere che ha nel dare concretezza operativa ai tuoi obiettivi.

Insomma in un momento di pausa dopo pranzo, svaccati sui materassini appoggiati sul parquet, abbiamo cominciato a canticchiare. Chissà perchè tra le infinite cose che avremmo potuto scegliere, è partita spontaneamente Una donna per amico: 

può darsi che io non sappia cosa dico, scegliendo te una donna per amico, ma il mio mestiere è vivere la vitaaaa, che sia di tutti i giorni o sconosciuta e fin qui il tono era poco più che a fior di labbra. Collettivo, quindi ben udibile, ma insomma una specie di sospiro organizzato

l'eccitazione è sintomo d'amore, al quale non sappiamo rinunciare, le conseguenze spesso fan soffrire, a turno ci dobbiamo consolare! E tu mia amica cara mi consoli, perchè ci ritroviamo sempre soli... e qui il volume è salito di un paio di toni. Qualcuno si è aggiunto al coro e dal mugugno interiorizzato siamo passatai a scandire bene le parole e a muovere le teste seguendo il ritmo

ma che disastro io mi maledicooo, ho scelto te una donna per amico, maaaa il mio mestiere è vivere la vita, che sia di tutti i giorni o sconosciuta e qua s'è scatenata la catarsi. Quelli che erano ancora fuori dalla stanza sono entrati, quelli che chiacchieravano si sono zittiti oppure si sono uniti. Qualcuno ha cominciato a battere le mani, e in un attimo siamo diventati una cosa sola che cantava. Male, fuori tempo, senza apparente grazia. Ma una cosa solo che cantava, una cosa che era più della somma delle sue parti.

ti amo forte debole compagna, che qualche volta impara e qualche insegnaa! Aaaa, pa papa; aaaa, pa papa pa pa, aaaaaa, pa papa!

E alla fine, sfatti e sfiniti per questa cosa che ci aveva preso tanto senza sapere bene perchè, ci siamo fatti una risata clamorosa con gli occhietti che ci brillavano per l'allegria.

E' stato a quel punto che un ragazzino di quelli che aveva cantato con più entusiasmo, uno che non so manco se fosse già nato all'epoca in cui la canzone è uscita, a voce alta ha detto:

è davvero fantastica questa. Ma di chi è? Di Antonello Venditti mi pare, no?

Cazzo ragazzi. Voi si che sapete come rovinare di brutto un'emozione.

 

 

 
 
 

Great expectations

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

Samuel Beckett

 

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