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« I MALI DEI FARAONILA MEDICINA - 2° parte »

LA MEDICINA - 1° parte

Post n°65 pubblicato il 03 Settembre 2011 da OsirideDioDeiMorti2
 

 

La massima aspirazione degli Egizi fu

sempre quella di mettere più distanza possibile

tra se stessi e la morte; un desiderio di vita

e salute strettamente connesso con l'eterno

sogno di raggiungere l'immortalità, testimoniato

anche dalla loro religione. La medicina divenne

perciò la strada per conquistarla.

 

 

Il medico, chiamato sunu, "colui che si

occupa di quelli che soffrono" poteva esercitare

la professione come laico o anche come

sacerdote dello Stato. Vi erano situazioni nelle

quali i due ruoli venivano ricoperti da una

stessa figura e ciò spiega il fatto che vi

fossero medici che avevano titoli sacerdotali

con nomi di dei. Il sacerdote della dea

Sekhmet (la leonessa), per esempio, era

esperto anche di medicina veterinaria; il

sacerdote della dea Serqet (lo scorpione femmina)

lo era di veleni di serpenti e punture di aracnidi.

 

 

Entrambi, insieme al sacerdote ritualista (il sacerdote

lettore) e al mago, si occupavano della pratica

medica corrente. Come ogni membro della corte

dei faraoni, il medico faceva parte di una gerarchia

rigorosa e doveva seguire alla lettera i principi sanciti

dalla tradizione per poter aspirare all'altissima

onorificenza di "medico di corte", una delle

più ambite. Un medico esperto e fortunato

cominciava il percorso verso un posto così

prestigioso diventando inizialmente "capo dei

medici", poi "ispettore dei medici", occupava

alcuni posti intermedi come "capo dei medici

del nord e del sud" e infine "medico di corte".

Poteva anche rimanere nella Casa della Vita

di un tempio oppure ingrossare le fila del

proletariato medico prestando servizio in

un'ospitale cava del deserto orientale,

in una fortezza militare del Sinai o in

un umile villaggio di El Kharga.

E' sorprendente constatare come fin da

epoche remote esistessero medici specialisti.

Non è difficile trovarli come "oculisti di

palazzo", "medici dell'addome" o in posizioni

di più difficile individuazione come

"medico interprete dei liquidi occulti".

Vi era persino un "custode dell'ano" con

molta probabilità equivalente al nostro

proctologo.

 

 

 
 
 
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