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LA MEDICINA - 1° parte
La massima aspirazione degli Egizi fu sempre quella di mettere più distanza possibile tra se stessi e la morte; un desiderio di vita e salute strettamente connesso con l'eterno sogno di raggiungere l'immortalità, testimoniato anche dalla loro religione. La medicina divenne perciò la strada per conquistarla.
Il medico, chiamato sunu, "colui che si occupa di quelli che soffrono" poteva esercitare la professione come laico o anche come sacerdote dello Stato. Vi erano situazioni nelle quali i due ruoli venivano ricoperti da una stessa figura e ciò spiega il fatto che vi fossero medici che avevano titoli sacerdotali con nomi di dei. Il sacerdote della dea Sekhmet (la leonessa), per esempio, era esperto anche di medicina veterinaria; il sacerdote della dea Serqet (lo scorpione femmina) lo era di veleni di serpenti e punture di aracnidi.
Entrambi, insieme al sacerdote ritualista (il sacerdote lettore) e al mago, si occupavano della pratica medica corrente. Come ogni membro della corte dei faraoni, il medico faceva parte di una gerarchia rigorosa e doveva seguire alla lettera i principi sanciti dalla tradizione per poter aspirare all'altissima onorificenza di "medico di corte", una delle più ambite. Un medico esperto e fortunato cominciava il percorso verso un posto così prestigioso diventando inizialmente "capo dei medici", poi "ispettore dei medici", occupava alcuni posti intermedi come "capo dei medici del nord e del sud" e infine "medico di corte". Poteva anche rimanere nella Casa della Vita di un tempio oppure ingrossare le fila del proletariato medico prestando servizio in un'ospitale cava del deserto orientale, in una fortezza militare del Sinai o in un umile villaggio di El Kharga. E' sorprendente constatare come fin da epoche remote esistessero medici specialisti. Non è difficile trovarli come "oculisti di palazzo", "medici dell'addome" o in posizioni di più difficile individuazione come "medico interprete dei liquidi occulti". Vi era persino un "custode dell'ano" con molta probabilità equivalente al nostro proctologo.
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