Tocca la mia isola Islands King Crimson

Islands

E anche Starless e Epitaph dei King Crimson non scherzano, seguire i musicisti spesso è qualcosa di molto intimo. Postare i loro brani è naturale, ma è solo la micromilionesima parte di cosa è la musica  (yngwie.1971) A volte non  interessano cosa dicono le parole, o se il brano è tirato, pesante o borioso; la musica è musica. punto.

Opinione condivisibilissima come se il suono non avesse altro bisogno che di esistere nelle note e nell’aria. Tuttavia al suono i testi collimano nella tensione della poetica, al contrario alcune storie per essere raccontate hanno bisogno della loro suggestione musicale. Fin qui niente di nuovo, forse, nel progressive e di chi come i Genesis  ne rappresentano la genesi britannica, con storie toccanti che scatenano al pari della poesia o di un manifesto di battaglia le vibrazioni umane più epiche. Già senza l’avventura e le gesta, senza la rivoluzione dentro noi, non faremo molti passi avanti.

Non è dato sapere da dove nascano le storie, e di quale strano pulviscolo siano composte le parole – scrive CrossPurposes. Quando siamo sballottati dalle tempeste cerchiamo un punto saldo in cui gettare le ancore, quando restiamo fermi troppo a lungo ci manca l’aria e sognamo di tornare al largo.

Ma poi, se non curi la musica o se non ti fai curare da essa gli strumenti piangono, soffrono come  bambini.  Allora suoni anche la più infima esecuzione, perché quella  è la tua anima ( MrHayde).

E piuttosto che segreti tormenti, ti liberi. Touch my island Toccami. Touch me. Perché le isole in fondo,  Le isole si danno la mano.

Mille

12 Nov, 2021 @ 02:11

Terra, ruscello e albero circondati dal mare
Earth, stream and tree encircled by sea Le onde spazzano la sabbia dalla mia isola.
Waves sweep the sand from my island. I miei tramonti svaniscono.
My sunsets fade. Campo e radura aspettano solo la pioggia
Field and glade wait only for rain Grano dopo grano l’amore mi erode
Grain after grain love erodes my Alte mura esposte alle intemperie che respingono la marea
High weathered walls which fend off the tide Culla il vento
Cradle the wind Alla mia isola.
To my island.
Scarse scalate di granito dove i gabbiani volteggiano e planano
Gaunt granite climbs where gulls wheel and glide Scivola tristemente sulla mia isola.
Mournfully glide o’er my island. Il velo della mia sposa dell’alba, umido e pallido
My dawn bride’s veil, damp and pale Si dissolve al sole.
Dissolves in the sun. La rete dell’amore è tesa: i gatti si aggirano, i topi corrono
Love’s web is spun – cats prowl, mice run Intreccia rovi dalle mani strappate dove i gufi conoscono i miei occhi
Wreathe snatch-hand briars where owls know my eyes Cieli viola
Violet skies Tocca la mia isola
Touch my island Toccami.
Touch me.
Sotto il vento trasformato in onda
Beneath the wind turned wave Pace infinita
Infinite peace Le isole si danno la mano
Islands join hands ‘Sotto il mare del paradiso.
‘Neath heaven’s sea.
Banchine del porto scuro come dita di pietra
Dark harbour quays like fingers of stone Raggiungi avidamente dalla mia isola.
Hungrily reach from my island. Parole di marinaio frizione – perle e zucche
Clutch sailor’s words – pearls and gourds Sono disseminati sulla mia riva.
Are strewn on my shore. Uguali in amore, legati in cerchi.
Equal in love, bound in circles. Terra, ruscello e albero tornano al mare
Earth, stream and tree return to the sea Le onde spazzano la sabbia dalla mia isola
Waves sweep sand from my island Da me.
From me.
Sotto il vento trasformato in onda
Beneath the wind turned wave Pace infinita
Infinite peace Le isole si prendono per mano
Islands join hands ‘Sotto il mare del paradiso.
‘Neath heaven’s sea.
Tocca la mia isola Islands King Crimsonultima modifica: 2021-12-20T00:35:20+01:00da MilleGaranziePerTe

11 Comments Add yours

  1. Duca scrive:

    I King Crimson capitanati da Robert Fripp all’inizio della carriera ci faceva parte un certo Mr Prog vale a dire Greg Lake fondatore Anke di ELP, comunque sia personaggi di rilievo del panorama inglese, che potenza, sono uno dei gruppi che più adoro e ascolto tutt’ora,
    Le cremisi del re con tutta la psicadelia aggressiva e cattiva di quelle che non te le mandano a dire ma anzi molto diretti nelle composizioni e pure nelle espressioni.
    Visti 2 volte di cui al vittoriale degli italiani cioè la casa di Gabriele D’Annunzio, all’anfiteatro con sfondo vista lago di Garda all’imbrunire, fantastico in The costrucktor light disco risalente al 2003 mi sembra, molto bello come disco e la formazione era con Robert Fripp chitarre, Trey Gunn ai bassi, di cui suonava con 2 bassi nello stesso momento, incredibile; Adrian Below voce e chitarra e Pat Mastelloto batteria ma di quelle che non si era mai visto, con effetti trigger tipo bolle vortici ecc. ecc.
    Prog psicadelico a bomba
    La seconda volta al Teatro Romano di Verona mi sembra nel 2009 con altro disco Bomba The Power To Believe, stessa formazione, disco molto aggressivo quasi ad un heavy metal ma sempre con sfondi Prog Psicadelici.
    Ricordo ke ad un certo punto del concerto un ragazzo vicino a me ha scattato una foto, di colpo il fonico tatuato fino non so dove è salito con una grinta quasi da volerlo picchiare, tutto è successo proprio al mio fianco, gli ha fatto cancellare la foto che aveva scattato, Robert Fripp non voleva essere fotografato, giusto rispettare l’artista, non era nuova questa cosa che i King Crimson non volevano essere fotografati, paura quella sera, qui ho detto che ci cado dentro ankio, invece tutto si è risolto.
    Tengo diversi dischi dei King Crimson ma il migliore dal mio punto di vista è discipline, chi passa di qua se lo ascolti, molto particolare, effetto elefante fatto con la chitarra.
    Li adoro

    1. Duca caro, le tue esperienze musicali e di vita sono sempre state fonti di ispirazione per me, tanto che ho degli articoli per te purtroppo ancora in coda ma riuscirò a pubblicarli. Te lo prometto.
      Su suggerimento aggiungo alle tue interessanti note che la triade stellare Epitaph, Island, Starless ci permette di ricordare anche il grande Pete Sinfield, poeta, musicista, produttore discografico, autore sopraffino di testi musicali, che collaborò con i Crimson dal 1969 (In the Court… ) fino al 1971 (Island appunto). Sinfield collaborò anche con la Premiata Forneria Marconi per la traduzione (in alcuni casi riscrittura) delle loro canzoni in inglese, per il mercato internazionale (ed è noto che la PFM fu la band italiana con il maggior successo sul mercato internazionale).
      Ma non solo PFM, oggi lo stesso ” Banco del Mutuo Soccorso” -parole dello stesso Nocenzi tratte da un articolo su una rivista musicale inglese di prestigio per l’Uscita dell’Album Transiberiana – il prog italiano è come e ormai più del prog inglese.
      Un caro saluto ⳋⲅⲁⲹⳕⲉⲘⳕⳑⳑⲉ

  2. ah! ti piace Discipline Duca? allora ascoltiamolo insieme ..

    https://youtu.be/en5YRCvppIA

  3. CrossPurposes scrive:

    Island ci permette di ricordare anche il grande Pete Sinfield, poeta, musicista, produttore discografico, autore sopraffino di testi musicali, che collaborò con i Crimson dal 1969 (In the Court… ) fino al 1971 (Island appunto). Sinfield che collaborò con la Premiata Forneria Marconi per la traduzione (in alcuni casi riscrittura) delle loro canzoni in inglese, per il mercato internazionale (ed è noto che la PFM fu la band italiana con il maggior successo sul mercato internazionale).

    La triade stellare Epitaph, Island, Starless (senza dimenticare In The Wake of Poseidon e Lizard) a me ricorda però anche un’altra storia, tanto triste quanto intensa. Ho avuto modo di raccontare tempo fa sulla mia bacheca, sulla scorta di un brano che si ascoltava molto alla radio all’epoca, del mio periodo di servizio militare sul Lago di Bracciano, in cui conobbi Paolo, mio concittadino, con cui legai molto, al punto che poi continuammo a frequentarci anche dopo. Paolo era un clarinettista (lo stesso strumento che ora casualmente ha iniziato a suonare mia figlia) e con lui passai delle giornate ad ascoltare musica (dalla classica al jazz fino al rock), a condividere momenti, e perché no, come accade da amici anche malesseri e scazzi. Un giorno di aprile del 2006, un infarto me lo portò via, alla bella età di 33 anni. Io quei giorni ero in fissa per i Crimson, avevo tutti i loro primi CD in auto. Un po’ come avviene per quei riti in cui liberi le lampade in cielo e le ceneri lungo i fiumi, sperando che l’anima della persona andata vaghi libera, io, che non sapevo spiegarmi come poteva essere accaduta una cosa del genere, ascoltati per giorni in sequenza Starless, Epitaph e Island, ripetendole all’infinito, come una litania. Non so quante lacrime mi sono bevuto quei giorni conIsland.

    Le stesse lacrime che mi sono bevuto ieri, quando, per altre ragioni e in altri modi, stavo di nuovo perdendo una persona amata. Quella stessa persona con cui l’ho ascoltata tempo fa, e che ieri me l’ha ricordata qui.

  4. Duca scrive:

    Carissima Mille dici bene in questo contesto dei King e i primi dischi x fortuna li ho da in the court, in the wake of poseidon , starless e Island, so bene ki è Pete, hai fatto bene a ricordarmelo, divento vecchio e mi arrugginisco, hai fatto nomi di gruppi italiani eccelsi come Pfm Banco Area Le Orme, a parte gli Area ke ho diverso materiale come gli altri del resto, gli altri minimo visti un paio di volte, Le Orme credo una decina di volte, adoro il Prog Italiano, non abbiamo niente da invidiare a quello inglese assolutamente e se devo dirla tutta le composizioni sono anche più complesse x certi versi, tanto che i Giapponesi impazziscono per il Prog italiano, noi che li abbiamo in casa non ne abbiamo valorizzato la loro arte non come quello inglese, e questo è un male, una mentalità che non si è aperta come doveva andare fatta, x il resto sono in linea con tutto quello che hai scritto

    1. …mannaggia gli italiani, mi viene da dire !

    2. e mi piace l’idea che i Giapponesi impazziscono per il Prog italiano, chissà cosa ne pensal’amico Kuroneko…Un caro saluto ⳋⲅⲁⲹⳕⲉⲘⳕⳑⳑⲉ

  5. CrossPurposes scrive:

    L’ultimo live ufficiale della PFM (doppio) è proprio il Live in Japan.

  6. e che ne sappiamo Duca, Cross..su su la PFM merita un gran plauso…

  7. Duca scrive:

    Carissima Mille dici bene, la PFM merita, x tutte quelle porte ke ha saputo aprire, nei primi anni 70 ha fatto 2 tournée negli Stati Uniti, il primo nn andò proprio a lieto fine, l’anno dopo c hanno riprovato e quello gli è andato bene. Negli States quando un complesso affronta un tour, diventa non impegnativo ma di più, proprio xke gli americani hanno esigenze di spettacolo, quindi rischi di suonare 2 volte al giorno quasi ogni giorno senza contare alle parti soliste che ogni musicista esegue anche suonando da solo, nei momenti dove gli altri componenti x un attimo riposano x modo di dire, la stessa cosa succede in Giappone, vedi i Deep purple in made in Japan.

    1. io penso che PFM, Banco; Area, Orme e altri che di certo mi sfuggono non solo salgono nell’olimpo della storia in Musica, ma nei nostri olimpionici sensi, oso dire ( e con cognizione di causa senza dubbio). Abbiamo dato il nostro contributo, spesso anticipando il futuro, non si deve dimenticare mai di fronte ai big…

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