SENZA TITOLO ……

Ed all’improvviso tutto migliora. Ormai si comincia a pensare alla “fase 2” si muore ancora ma…in misura ridotta! Il picco sembra essere passato ci dicono i TG; e solo per puro caso, sembra passata anche la “classica influenza” tanto è che la sorveglianza, e la raccolta dati, cessano alla fine di aprile. Però dobbiamo stare attenti! Magari poco per volta potremo accorciare la distanza di sicurezza…che so i giorni pari a 80 cm. e quelli dispari a 70 cm. mentre la domenica si potrà anche a 50 cm…bisogna ritornare a riempire i luoghi di culto. Qualcuno già gongola! presto si potrà tornare a fare l’amore…con tutta la buona volontà ad un metro di “distanza sociale”…è un po complicato! E poi con l’arrivo della bella stagione l’agognato vaccino da fare a settembre. Viene quasi voglia di scrivere: e tutti vissero felici e contenti!…Le case farmaceutiche gongolano; può essere la prima volta che i vari governi dovranno sottoporre l’intera popolazione mondiale, circa 7,8 miliardi di individui al vaccino che di sicuro sarà obbligatorio…Il governo italiano potrà continuare a fare deficit con leggiadra spensieratezza… ed io potrò finalmente proporre nuovi argomenti  in questo blog; Ma sono un tipo “birichino” e non potevo esimermi da denunciare chi, a mio parere ha pesanti responsabilità nella diffusione del contagio da corona o da altro che sia; e così come preannunciato questa mattina, ho presentato denuncia nei confronti del presidente del consiglio, del presidente della regione Lombardia ed altri ignoti. A seguire  COPIA DELLA DENUNCIA-QUERELA PRESENTATA IN DATA ODIERNA. CON ALCUNI OMISSIS DOVUTI….

AL COMANDO STAZIONE DEI CARABINIERI DI ——–——- Il sottoscritto S. N. nato a ————————, e residente in—————————————- denuncia quanto segue. In data 31 gennaio 2020, il presidente del consiglio dei ministri, signor Conte Giuseppe, a mezzo decreto, pubblicato il giorno seguente sulla gazzetta ufficiale, e cioè in data 1 febbraio 2020, ha dichiarato l’emergenza nazionale, a causa di una dichiarazione di epidemia da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità per il virus denominato 2019-nCoV più comunemente definito COVID-19 emessa il 30 gennaio 2020; dove si indicava la Cina come focolaio di origine dell’epidemia, e già in diffusione in Europa con circa 150 casi, fra cui almeno 2 in Italia. In seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, le autorità competenti, governative, amministrative e sanitarie, dovrebbero adottare una serie di provvedimenti, atti ad individuare, accertare, contenere e circoscrivere l’insorgere di focolai epidemici. Affermo “dovrebbero” perché disconosco se questi provvedimenti siano stati adottati. Successivamente, un medico di base di Castiglione D’Adda nel Lodigiano, primo focolaio italiano della malattia, la dottoressa C.P. di cui disconosco le generalità complete, ed in quarantena al momento dell’intervista fatta da Stefania Moretti il 26 febbraio 2020, dichiarava “come il patogeno, in Lombardia, “circolasse già da un po”.

La settimana prima – ha detto la dottoressa – avevo visto tante polmoniti insolite fra i miei assistiti. Buona parte è risultata essere da Coronavirus. Alcune avevano richiesto ricoveri, nonostante quest’anno l’epidemia di influenza fosse bassa. Però non c’erano particolari allerte. Per il nuovo Coronavirus tutto quello che dovevamo fare era chiedere agli assistiti se venivano dalla Cina, e in particolare dall’area a rischio. E non è che in una cittadina piccola come Castiglione d’Adda ci fosse tutta questa ressa di pazienti rientrati dalla Cina. I nostri assistiti quando facevamo la domanda si mettevano a ridere. L’unico protocollo da applicare era quello. Nessuno dei pazienti poi risultati positivi al Coronavirus aveva avuto contatti con la Cina”. Perché, con l’emergenza in atto, ci si è limitati alla semplice domanda riferita dalla dottoressa? E Come mai nessuna autorità sanitaria o amministrativa ha ritenuto opportuno eseguire test di positività tempestivamente? Successivamente, in data 02 marzo 2020, l’istituto superiore della sanità raccomanda alle competenti autorità amministrative e di governo, di prendere provvedimenti urgenti, tipo l’istituzione di una zona rossa per i comuni di Alzano e Codegno, comuni della provincia di Bergamo dove una settimana prima, si erano avuti dei contagi, e quindi individuato un focolaio epidemico,il primo. Per circa una settimana, il presidente della regione Lombardia, ed il presidente del governo Italiano, si sono ridotti ad un rimpallo circa la decisione di chiudere l’area, perdendo del tempo prezioso, che avrebbe potuto evitare che il virus fuoriuscisse da quel territorio, attraverso soggetti positivi, propagandandosi poi in tutta Italia. Si riportano alcune notizie di stampa circa quanto accaduto fra i due organismi amministrativi. (dal corriere della sera) Sin dal primo momento il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha negato di avere l’autorità per istituire le zone rosse senza l’intervento del governo. Ma secondo il premier, quella opzione era assolutamente nelle possibilità della giunta lombarda: «Le Regioni non sono mai state esautorate del potere di adottare ordinanze contenibili e urgenti” – ha aggiunto. Di rimando. Al di là del fatto che ammesso che ci sia una colpa – ha replicato Fontana al Tg 4 – la colpa eventualmente è di entrambi, io non ritengo che ci siano delle colpe in questa situazione. Forse – ha ammesso – su Alzano si sarebbe potuto fare qualcosa di più rigoroso ma dopo che era stata istituita una zona rossa – in tutta la Lombardia – noi non avevamo neanche da un punto di vista giuridico modo di intervenire». Nel frattempo il virus si è diffuso in tutta la nazione, causando morti e contagi, di cui anche a —————- Alla luce di quanto esposto, il sottoscritto denuncia il presidente del consiglio Giuseppe Conte, ed il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana ed altri ignoti, per “epidemia colposa” reato che le autorità competenti vorranno accertare. 14 aprile 2020 N. S.   foto-3325-27263-54734

ED ORA IL VIA ALLA RESA DEI CONTE…

IL PREMIER CONTE DENUNCIATO PER “EPIDEMIA COLPOSA”

Il reato, che prevede una pena dai tre ai dodici anni di reclusione, è stato contestato al primo ministro da due membri di “Civiltà Liberale”

Sanremo. Il premier Giuseppe Conte è stato denunciato per “epidemia colposa”.

Giuseppe Conte

Il reato, che prevede una pena dai tre ai dodici anni di reclusione, è stato contestato al primo ministro da due membri di “Civiltà Liberale”, Alessandro Condò e l’avvocato Alberto Pezzini, che stamane si sono recati alla caserma dei carabinieri di Villa Giulia per presentare il documento.

«Abbiamo deciso di denunciarlo – spiega Pezzini – perché lui (Conte ndr) a dispetto del fatto che il 31 gennaio 2020 abbia firmato una delibera del Consiglio dei Ministri nella quale dichiarava l’emergenza nazionale, ai primi di marzo noi non avevamo ancora avuto in Italia misure restrittive e di limitazione della libertà personale.

Sempre il premier, nonostante che nella delibera fosse scritto che bisognava adottare misure eccezionali, ai primi di febbraio ha acconsentito allo svolgimento del Festival di Sanremo. Possiamo solo immaginare, con i milioni di persone che sono passate da noi durante quella settimana, quale spinta radicale ci sia stata per la diffusione del morbo».   Sotto il link del video                                                                                        https://www.youtube.com/watch?v=13mAs3-vgoc#action=share ………………………————————————————————————————————————————————————————————-Questa mattina, dopo aver consultato un avvocato e valutato se sussistono i termini, mi recherò presso la locale stazione dei Carabinieri , per denunciare le ulteriori ipotesi di responsabilità  a valenza  penale, del presidente del consiglio Giuseppe Conte, e del presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, per atti dovuti disattesi o adottati tardivamente, nella circoscrizione  tempestiva dell’epicentro epidemico lombardo, che senza controlli immediati, ha favorito il dilagare dell’epidemia in tutta Italia.

 

il link successivo ci arriva dagli stati uniti,  e  ci dice:  “dottor Scott Jansen del Minnesota denuncia un documento, in cui sono contenute delle nuove linee guida per compilare i certificati, inducendoci a scrivere che la causa sia covid.19 anche se non sono stati effettuati test…”                                                                                                                                                                                                                              https://www.youtube.com/watch?v=lrFbadG1Jrk                                                                                                                                                                                                                                                                                                iu https://www.open.online/2020/04/08/coronavirus-meno-morti-rispetto-al-2019-ecco-i-dati-dellistat-pubblicati-il-31-marzo-2020/    il link                                                       la matematica rimane una brutta bestia….in questo trafiletto si apprende che, nonostante il virus nel primo trimestre 2020 siamo sotto di 20 mila decessi sul 2019…ma è una balla dai…si si è una balla dai…si   si…e una balla dai…si si è una balla dai, magari questo anno non ci sono stati incidenti, non ci sono stati omicidi e suicidi, non ci sono stati morti per cancro infarti influenza e polmoniti…vedrai è una balla…si si è una balla si si è una balla! Il virus ha “ammazzato” tutte le altre cause di decesso?…Lo denunciamo per omicidio!                                          

COVID-19…o 20? prima parte; per favore non vi rompete e leggete anche la seconda; grazie.

PREMESSA:

Nel mondo ogni anno fino a 650mila persone muoiono per problemi respiratori legati ai virus dell’influenza. Lo afferma una stima dell’Oms e del Cdc americano pubblicata dalla rivista Lancet. L’analisi ha trovato una ‘forchetta’ tra 290mila e 650mila morti, che rappresenta un aumento rispetto ai 250-500mila dell’ultimo calcolo effettuato dall’organizzazione dieci anni fa. Il numero è stato ricavato dai dati di un gran numero di paesi, inclusi quelli a basso e medio reddito, ed esclude le morti per cause non respiratorie. “Questo dato – afferma Peter Salama, direttore esecutivo dell’Oms – offre un’idea precisa del peso dell’influenza, e dei suoi costi economici e sociali per il mondo”. Secondo il documento la maggior parte delle morti avviene nelle persone sopra i 75 anni, e nelle regioni più povere del mondo. L’Africa subsahariana è l’area con la maggior mortalità da influenza, seguita dall’est Mediterraneo e dal sud est dell’Asia. “Tutti i paesi, ricchi e poveri, grandi e piccoli, devono lavorare per controllare le epidemie. Questo implica – conclude Salama – costruire una migliore capacità di trovare e rispondere ai focolai e rafforzare i sistemi sanitari”. (ANSA).– dal presidente dell’ISTAT:  “Più che i morti per influenza, che è più difficile da attribuire come effettiva causa di morte, conviene ricordare i dati sui certificati di morte per malattie respiratorie. Nel marzo 2019 sono state 15.189 e l’anno prima erano state 16.220″… Eppure nessun organismo sanitario, nazionale ed internazionale, per questi eventi, ha lanciato allerte di emergenze; nessuna televisione e nessun organo di stampa hanno sprecato due parole o due righe per queste “stragi” annuali che accadono sul pianeta….ma per il covid-19 no; non ci risparmiano niente! A cominciare da quei due con la faccia macabra, che tutte le sere ci propinano contagi e decessi! Senza contare le decine di ore giornaliere, fra dirette e predicatori televisivi dei vari salotti, o dei collegamenti  strappa lacrime, con le coreografie di ambulanze che vanno e vengono!————————————————————————————————Proviamo a capire ora le tante “stranezze” di questa “pandemia”. La prima, ad esempio è che se si voleva simulare un allarme mondiale usando tutti i mas media disponibili, oltre che vari soloni conpiacevoli, non sarebbe stato neanche necessario immettere volontariamente o fortuitamente un nuovo virus, ma semplicemente   appropriarsi di un paio di centinaia di migliaia di decessi, aventi come concausa l’influenza, ed addebitarli al nuovo virus; le televisioni e l’informazione fanno il resto. E magari il covid è solo il nuovo ceppo influenzale di questa stagione. E lo scopo vero è quello di destabilizzare l’economia mondiale, creando nuovi assetti di potentati economici.—————————————–1600x900_1583946681894.rainews_20200311180936941ve lo ricordate? Ne abbiamo parlato ampiamente in un articolo, a lui dedicato su questo blog; alcuni cenni per rinfrescare la memoria.

Tedros Adhanom Ghebreyesus- Venne eletto Direttore Generale dell’OMS nel 2017 al posto della controversa Dr.ssa Margaret Chan di Hong Kong.

È il primo africano a dirigere l’agenzia sanitaria e il primo a non essere un medico. Secondo Wikipedia, ha una laurea in biologia conseguita all’Università di Asmara, Eritrea. Dopo la laurea aveva servito in ruoli minori all’interno del Ministero della Sanità durante la dittatura marxista di Mengistu. Dopo la caduta del dittatore nel 1991, Tedros si trasferì nel Regno Unito dove conseguì la specializzazione in Salute delle Comunità all’Università di Nottingham nel 2000 con una dissertazione intitolata «Gli effetti delle dighe nella trasmissione della malaria nella regione del Tigray, Etiopia del nord».Divenne poi Ministro della Salute dal 2005 al 2012 sotto il Primo Ministro Meles Zenawi. Ebbe l’occasione di incontrare l’ex presidente americano Bill Clinton e iniziò una stretta collaborazione con la Clinton Foundation e la Clinton HIV/AIDS Initiative (CHAI). Sviluppò anche una stretta relazione con la Fondazione Bill e Melinda Gates. In qualità di Ministro della Salute, Tedros presiedeva anche il Fondo Globale per la Lotta ad AIDS, Tubercolosi e Malaria, creato insieme alla Fondazione Gates. La storia del Fondo Globale è costellata da scandali di frode e corruzione.

Oggi, i principali finanziatori dell’OMS sono la Fondazione Gates e la Gavi Alliance per i vaccini. Con le spalle coperte da personaggi del calibro di Gates e Clinton, non sorprende che Tedros sia riuscito, dopo una parentesi come Ministro degli Esteri etiope, ad ottenere la posizione di Direttore Generale dell’OMS, nonostante fosse il primo non medico a ricoprire tale ruolo.

-Nei tre anni di campagna per ottenere il ruolo all’OMS, venne accusato di aver nascosto tre gravi epidemie di colera mentre era Ministro della Salute in Etiopia, minimizzando i casi come “dissenteria liquida acuta” (AWD) – sintomo del colera – nel tentativo di sminuire la portata dell’epidemia, accuse che ha respinto in toto. 

Simpatico personaggio, vero? Strano che proprio la Fondazione Gate aveva finanziato uno studio appena qualche mese prima ed in cui si prevedeva uno scenario simile all’oggi con un virus che “esplodeva” in Brasile.

Per qualcuno l’arrivo di un nuovo misterioso letale virus della famiglia dei coronavirus non è stato affatto inaspettato. 

Eric Toner, scienziato del Johns Hopkins Center per la sicurezza della salute,aveva infatti elaborato uno studio già 3 mesi fa dove si prevedeva la diffusione di questo tipo di virus su larga scala.

La simulazione elaborata da Toner per il World Economic Forum e per la fondazione di Bill Gates, la Bill and Melinda Gates Foundation, ha delle somiglianze impressionanti con quello che sta accadendo oggi.

Nello studio dello scienziato americano, il coronavirus, denominato con la sigla CAPS, non si propaga dalla Cina al resto del mondo, ma piuttosto dal Brasile per poi espandersi in tutti i grandi centri urbani dell’America Latina.

Le caratteristiche del CAPS sono pressochè identiche a quelle del suo parente cinese. Si trasmettono entrambi dall’animale all’uomo per poi mutare successivamente e diffondersi da uomo a uomo. 

l CAPS dà gli stessi sintomi del virus cinese. All’inizio si manifestano problemi respiratori e freddo, sintomi pressochè identici a quelli dell’influenza e piuttosto difficili da riconoscere. Il virus brasiliano successivamente si diffonde sempre di più e inizia a mietere vittime in tutta l’America Latina.

Il tasso di mortalità del CAPS brasiliano è piuttosto elevato tanto da portare, nelle previsioni dello studio, alla morte di 65 milioni di persone nel giro di 18 mesi. 

L’interesse mostrato quindi dalle grandi multinazionali per la diffusione dei vaccini non sembra essere legato solamente a scopi di natura filantropica, quanto soprattutto a quelli di natura speculativa.

La coincidenza è che gli stessi centri di potere economico globale interessati ad avere crescenti profitti dai vaccini abbiano collaborato ad uno studio che di fatto ha predetto la diffusione del coronavirus già ad ottobre dello scorso anno 

NEW YORK – È il 18 ottobre 2019. Al Johns Hopkins Center for Health Security si tiene una esercitazione. Nome in codice Event 201.

Si tratta di una simulazione di pandemia virale con “nuovo coronavirus”.

Tra i partner, il World Economic Forum e la Bill & Melinda Gates Foundation.

Secondo il New York Magazine l’esperimento dà come risultato 65 milioni di morti. Quasi come la seconda guerra mondiale.

Da Event 201 escono raccomandazioni per i governi. Esortano alla cooperazione tra pubblico e privato nella preparazione e risposta a un futuro evento pandemico.

Che però sta dietro l’angolo.

Così dietro l’angolo che la Johns Hopkins ritiene di dover precisare in una nota che “gli input usati per modellare l’impatto del virus fittizio usato nella simulazione non sono simili a nCoV-2019”.

È il 24 gennaio 2020.

Oggi USA Today decreta che “nonostante vi siano coincidenze sia nelle dinamiche sia nelle tempistiche, non vi è ragione di credere che l’attuale pandemia rispecchi la simulazione”…                           Risentiremo “parlare” di “Event 201 nel corso dell’articolo.

 L’economista canadese Michel Chossudovsky: “il 30 gennaio l’emergenza sanitaria pubblica globale è stata dichiarata per ordine del direttore generale dell’OMS . Ci sono state recenti dichiarazioni secondo cui questa emergenza sanitaria pubblica è stata dichiarata in effetti il 30 gennaio, ma nessuno vuole parlarne per la semplice ragione che a quel tempo c’erano solo 150 casi confermati al di fuori della Cina. In altre parole, stiamo parlando di una popolazione di 6,4 miliardi (esclusa la Cina che è 1,4), su una popolazione mondiale di 7,8 miliardi e cionostante si sceglie di procedere e viene dichiarata un’emergenza sanitaria globale. 150 casi non lo giustificano”. e ancora: “Ma penso che dovremmo essere chiari sul fatto che la campagna di disinformazione dei media è stata fondamentale, perché prima di tutto non hanno mai menzionato che erano 150 i casi che hanno dato il via a tutto, e poi hanno sempre distorto le cifre relative all’estensione di questa minaccia per la salute in tutto il mondo.  Ma cosa avviene ancora….”Il Dr. Tedros dell’OMS annuncia che una massiccia campagna di vaccinazione è stata approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E chi c’è dietro quella campagna? GlaxoSmithKline in collaborazione con la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, che è una partnership Gates/World Economic Forum [Praticamente una profezia che si autoavvera n.d.a].   Un’altra cosa importante è che a ottobre, il 18 ottobre, la Gates Foundation insieme al World Economic Forum e in collaborazione con la Johns Hopkins School of Public Health ( Si può facilmente verificare che la Johns Hopkins School of Public Health è collegata a Wall Street) organizzano una simulazione di una pandemia di coronavirus.  Si chiamava Event 201.   Quella simulazione ha visto la partecipazione di persone provenienti principalmente da istituzioni finanziarie private, dirigenti aziendali, fondazioni, Big Pharma, CIA; c’era anche un rappresentante del CDC, ma non c’erano funzionari sanitari per conto dei governi nazionali o l’OMS.” e continua:

“Era essenzialmente una simulazione che includeva un certo numero di fattori, incluso il crollo dei mercati azionari, l’estensione del virus a qualcosa come 65 milioni di persone e così via.   […] Le organizzazioni coinvolte nella simulazione (che era una simulazione dettagliata che prevedeva cosa sarebbe successo ai mercati finanziari, cosa sarebbe successo ai media, ai media indipendenti e così via) sono state anche coinvolte nella gestione effettiva della pandemia, una volta che è stata messa in atto.

Quindi le persone che stavano simulando [teoricamente] in realtà sono andate in diretta [praticamente] il 30 gennaio 2020, il giorno in cui è stata lanciata [l’emergenza sanitaria globale] [Ufficialmente la pandemia è stata lanciata l’11 marzo].

Le persone che erano effettivamente dietro l’incontro dell’OMS a margine di Davos sono le stesse persone che hanno organizzato e finanziato l’emergenza sanitaria globale: la Bill and Melinda Gates Foundation, il World Economic Forum e la Bloomberg School of Public Health..Quindi in sintesi: simuli e poi vai in diretta.   Non sto suggerendo alcun tipo di relazione cospiratoria, ma sto solo dicendo che c’è stata una simulazione e un paio di mesi dopo l’intera cosa va in diretta con gli stessi attori coinvolti nella simulazione che ora sono coinvolti nel salvare il mondo dal coronavirus.

Ora, ecco un altro elemento, che sia pertinente o meno. Il 18 ottobre Event 201, Baltimore, Coronavirus Simulation and Emergency Preparedness Task Force presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Health Security, hanno identificato il virus con l’acronimo nCoV-2=19 . Lo ripeto: nCoV-2019.   Ora, quando il vero virus è stato scoperto due mesi dopo, era l’inizio di gennaio, due mesi e mezzo dopo. Per essere precisi è stato il 7 gennaio che le autorità cinesi hanno identificato ed isolato un nuovo tipo di virus.Lo hanno isolato  ed è stato nominato dall’OMS come 2019-nCoV, esattamente con lo stesso nome adottato nel World Economic Forum / Gates / Johns Hopkins il 18 ottobre 2019 durante l’esercizio di simulazione. Quindi è come se avessero preso quel nome e l’avessero inserito quando è diventato poi una vera pandemia”…Quante “strane coincidenze”; un virus che viene identificato nel gennaio 2020, avrebbe meritato di essere battezzato COVID-20; anche perché nei 2019 il virus non era ancora stato scoperto!. Qualcuno mi darà del “complottista del cazzo”…non mi offendo; non ho mai amato le coincidenze ed il nome di battesimo del virus sa più di zappa sui piedi datasi da chi tira le fila dietro le quinte,  che di coincidenza. FINE PRIMA PARTE.

L’ Intervista col prof. Michel Chossudovsky

https://www.maurizioblondet.it/chi-ha-diffuso-il-virus-intervista-col-prof-michel-chossudovsky/          al link l’intervista integrale.

COVID-19…o 20? seconda parte; spero che siate arrivati anche qui nella lettura.

PROMEMORIA;                                                                                                                                                               il 18 ottobre abbiamo l’esercitazione “event 201”; il 7 gennaio viene identificato il virus corona dai Cinesi, che nel frattempo hanno allertato l’OMS ed il resto del mondo circa il pericolo di epidemia; già da dicembre e fino ai primi di febbraio, in una certa zona della Lombardia vi sono molti decessi e molte infezioni da polmonite, segnalate dai medici di base alle autorità sanitarie competenti;                                   apprendiamo sempre da Michel Chossudovsky: “Il Comitato di emergenza dell’OMS è un comitato composto da specialisti – e dovrei menzionare che si sono incontrati per la prima volta il 22 gennaio e c’erano divisioni all’interno del comitato sul fatto che ci fosse una giustificazione per dichiarare effettivamente un’emergenza globale [la pandemia è stata dichiarata l’11 marzo].

Quando si sono incontrati il 30, l’incontro ha avuto luogo poco dopo il Forum Economico Mondiale di Davos, che si è tenuto dal 21 al 24 gennaio. E a quell’incontro ci furono importanti discussioni tra i diversi partner tra cui il World Economic Forum, la Bill and Melinda Gates Foundation e varie entità collegate a Big Pharma.  Tali consultazioni al World Economic Forum sono state fondamentali per la decisione presa il 30. È successo circa una settimana dopo.  World Economic Forum, Gates Foundation, CEPI (che è una coalizione per le innovazioni sulla preparazione epidemica per lo sviluppo dei vaccini); c’erano discussioni con Big Pharma, GlaxoSmithKline, che è a sua volta integrata in questo gruppo.  Ci sono state discussioni anche con il FMI e la Banca Mondiale, con il Dipartimento di Stato, con l’intelligence degli Stati Uniti.  Si sospetta che le decisioni siano state prese in quei giorni, perché quando si sono incontrati il 30 gennaio a Ginevra non si è praticamente discusso. Il direttore generale dell’OMS, che era stato a Davos pochi giorni prima, ha stabilito che il cosiddetto focolaio costituiva un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale e, come ho già detto, che la decisione era stata presa sulla base di 150 casi confermati fuori dalla Cina.”                                                                                                       Cosa accade dopo che il 30 gennaio l’OMS dichiarava l’emergenza sanitaria internazionale? Accade che con una tempestività unica, fra tutti i governi mondiali, questo signore Giuseppe-Conte-1-620x325il 31 gennaio, quindi il giorno successivo, dichiara per decreto, l’emergenza sanitaria in Italia, fino al 31 luglio c.a.; pubblicato il 1 febbraio sulla gazzetta ufficiale.  La Francia, che aveva comunque scoperto due persone contagiate il 24 gennaio…lo fa molto tempo dopo. Così come la maggior parte dei governi europei. Ma noi no; noi avevamo una coppia di cinesi positiva al coronavirus…e forse anche un immediata esigenza di far cassa, bussando all’UE con il virus a dar manforte…e quindi, siamo veloci come la luce!… E poi ancora; quando i medici di base di Castiglione D’Adda e  Codogno  segnalano i casi di polmonite , si sentono dettare, come protocollo sanitario il seguente: “Per il nuovo Coronavirus tutto quello che dovevamo fare era chiedere agli assistiti se venivano dalla Cina, e in particolare dall’area a rischio. E non è che in una cittadina piccola come Castiglione d’Adda ci fosse tutta questa ressa di pazienti rientrati dalla Cina. I nostri assistiti quando facevamo la domanda si mettevano a ridere. L’unico protocollo da applicare era quello.” Assurdo! Pur sapendo di quel che accadeva ed accade in Cina, si dispone di fare solo quella domanda e basta?…Ma  ora è il momento di presentare altri due signori:                                                                                                     download  161038210-8bf68f43-a2cd-42ab-b087-f7971f3808c1 il primo è il   presidente della regione Lombardia..quello che da subito si è messo a giocare con la mascherina. Il secondo, è il   presidente del CSS; lo conoscete perché tutte le sere aiuta quell’altro a declinare i numeri della pandemia;  ——————————————————————————————Quello che è successo in Italia, va addebitato totalmente a questi tre personaggi. Bastava essere più attenti a quelle segnalazioni,  ed intervenire immediatamente istituendo una ormai di moda “zona rossa”, mettendo in quarantena e rafforzando il cordone sanitario.  Le notizie dalla Cina erano di pubblico dominio. Il focolaio non sarebbe fuoriuscito e il paese non piangerebbe tutti questi morti!…Dimostratemi che non si poteva evitare o limitare i danni… e che loro non sono i “COLPEVOLI”!    Era il 2 marzo quando l’Istituto superiore della sanità aveva raccomandato (E come mai solo il 2 marzo, con segnalazioni che risalgono a gennaio-febbraio, ed a più di un mese dallo stato di allerta decretato). Ed a qualcuno è mai balzato in mente, che con tutto quello che si sapeva, di fare qualche test di positività a Castiglione d’Adda ed a Codogno? E poi la beffa: Indagini su medici di Alzano e Codogno, l’infettivologo Massimo Galli: “Inaccettabile e rattristante che possano essere loro i capri espiatori” Massimo Galli (infettivologo): “Ci sono le iniziative della magistratura che coinvolgono i medici di Alzano e di Codogno. Forse è un atto dovuto ma è estremamente rattristante che possano essere loro i capri espiatori per due volte di una situazione che ha visto un’insufficiente organizzazione, è inaccettabile”. E i signori in foto quando saranno indagati? Sembra quasi la stessa solfa di quando un treno deraglia per tutta una serie di mancanze ed omissioni, a vari livelli di responsabilità, ma si accerti il classico “errore umano” del macchinista!

l’istituzione della zona rossa per i due comuni bergamaschi, dove una settimana prima erano stati rilevati i primi contagi nei rispettivi ospedali, seguiti dall’esplosione della situazione bergamasca con i pesantissimi bilanci in termini di contagi e vittime nelle settimane successive. Come ha raccontato il Corriere della sera, per almeno sei giorni c’è stato un rimpallo di responsabilità sulla decisione di chiudere quell’area della Bergamasca, una delle più produttive d’Italia, ma nessuno ha mai preso una decisione definitiva.

Sin dal primo momento il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha negato di avere l’autorità per istituire le zone rosse senza l’intervento del governo. Ma secondo il premier, quella opzione era assolutamente nelle possibilità della giunta lombarda: «Le Regioni non sono mai state esautorate del potere di adottare ordinanze contenibili e urgenti” – ha aggiunto.  Di rimando.

 

La risposta di Fontana

«Al di là del fatto che ammesso che ci sia una colpa – ha replicato Fontana al Tg 4 – la colpa eventualmente è di entrambi, io non ritengo che ci siano delle colpe in questa situazione. Forse – ha ammesso – su Alzano si sarebbe potuto fare qualcosa di più rigoroso ma dopo che era stata istituita una zona rossa – in tutta la Lombardia – noi non avevamo neanche da un punto di vista giuridico modo di intervenire».

Ed ecco che parte il solito teatrino dello scaricabarile che i politici usano mettere in scena quando hanno la coda di paglia! Mi viene in mente una sola parola: VERGOGNATEVI! E speriamo che un giorno qualcuno vi presenterà il conto…sperando che sia salato!————————————————————————–    Vi riproponiamo il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 31 gennaio c.a. vero capolavoro di preveggenza, con solo un paio di cinesi ricoverati allo Spallanzani…  E poi la solerzia tempestività posta in essere in meno di 24 ore dalla dichiarazione dell’OMS del giorno prima, unico governo in Europa. Ma che bravi…solo che poi non  ne hanno azzeccata una.

      IL CONSIGLIO DEI MINISTRI 
                 Nella riunione del 31 gennaio 2020 
 
  Visto  il  decreto  legislativo  2  gennaio  2018,  n.  1,  ed   in
particolare l'articolo 7, comma 1, lettera c), e l'articolo 24, comma
1; 
  Vista la direttiva del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  26
ottobre 2012, concernente gli  indirizzi  per  lo  svolgimento  delle
attivita' propedeutiche alle deliberazioni del Consiglio dei ministri
e per la predisposizione delle ordinanze di cui all'articolo 5  della
legge  24  febbraio  1992,  n.  225  e  successive  modificazioni   e
integrazioni, che, ai sensi dell'articolo 15,  comma  5,  del  citato
decreto legislativo  n.  1  del  2018,  resta  in  vigore  fino  alla
pubblicazione della nuova direttiva in materia; 
  Vista  la  dichiarazione  di  emergenza  internazionale  di  salute
pubblica per  il  coronavirus  (PHEIC)  dell'Organizzazione  mondiale
della sanita' del 30 gennaio 2020; 
  Viste  le  raccomandazioni  alla  comunita'  internazionale   della
Organizzazione  mondiale  della  sanita'  circa  la   necessita'   di
applicare misure adeguate; 
  Considerata l'attuale situazione di  diffusa  crisi  internazionale
determinata dalla insorgenza di rischi  per  la  pubblica  e  privata
incolumita' connessi  ad  agenti  virali  trasmissibili,  che  stanno
interessando anche l'Italia; 
  Ritenuto che tale contesto di rischio, soprattutto con  riferimento
alla necessita' di realizzare una compiuta  azione  di  previsione  e
prevenzione, impone l'assunzione immediata di iniziative di carattere
straordinario ed urgente, per  fronteggiare  adeguatamente  possibili
situazioni  di  pregiudizio  per  la   collettivita'   presente   sul
territorio nazionale; 
  Considerata la necessita' di supportare  l'attivita'  in  corso  da
parte del Ministero della salute e del Servizio sanitario  nazionale,
anche attraverso il potenziamento  delle  strutture  sanitarie  e  di
controllo alle frontiere aeree e terrestri; 
  Vista la nota del 31 gennaio 2020, con cui il Ministro della salute
ha rappresentato la necessita' di procedere alla dichiarazione  dello
stato di emergenza nazionale  di  cui  all'articolo  24  del  decreto
legislativo n. 1 del 2018; 
  Considerato, altresi', che il Fondo per le emergenze  nazionali  di
cui all'articolo 44, comma 1, del citato decreto legislativo n. 1 del
2018, iscritto nel bilancio autonomo della Presidenza  del  Consiglio
dei ministri, presenta le disponibilita' necessarie  per  far  fronte
agli  interventi  delle  tipologie  di  cui  alle  lettere  a)  e  b)
dell'articolo 25, comma 2, del decreto legislativo  n.  1  del  2018,
nella misura determinata all'esito della valutazione speditiva svolta
dal Dipartimento della protezione civile sulla base dei dati e  delle
informazioni disponibili  ed  in  raccordo  con  il  Ministero  della
salute; 
  Ritenuto, pertanto, necessario provvedere tempestivamente  a  porre
in essere tutte le iniziative  di  carattere  straordinario  sia  sul
territorio nazionale che internazionale, finalizzate  a  fronteggiare
la grave situazione internazionale determinatasi; 
  Tenuto conto che detta situazione di emergenza, per  intensita'  ed
estensione, non e' fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari; 
  Ritenuto, quindi, che ricorrano, nella fattispecie,  i  presupposti
previsti dall'articolo 7, comma 1, lettera c),  e  dall'articolo  24,
comma 1, del citato  decreto  legislativo  n.  1  del  2018,  per  la
dichiarazione dello stato di emergenza; 
  Su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri; 
 
                              Delibera: 
 
  1) In considerazione di quanto esposto in premessa, ai sensi e  per
gli effetti dell'articolo 7, comma 1, lettera c), e dell'articolo 24,
comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e' dichiarato,
per 6 mesi  dalla  data  del  presente  provvedimento,  lo  stato  di
emergenza   in   conseguenza   del   rischio    sanitario    connesso
all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. 
  2) Per l'attuazione degli interventi di cui dell'articolo 25, comma
2, lettere a) e b) del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.  1,  da
effettuare nella vigenza dello stato di emergenza,  si  provvede  con
ordinanze, emanate dal Capo del Dipartimento della protezione  civile
in deroga a ogni disposizione vigente e  nel  rispetto  dei  principi
generali dell'ordinamento giuridico, nei limiti delle risorse di  cui
al comma 3. 
  3)  Per  l'attuazione  dei  primi  interventi,  nelle  more   della
valutazione  dell'effettivo  impatto  dell'evento  in  rassegna,   si
provvede nel limite di euro 5.000.000,00 a valere sul  Fondo  per  le
emergenze nazionali di cui all'articolo  44,  comma  1,  del  decreto
legislativo 2 gennaio 2018, n. 1. 
  La presente delibera  sara'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale
della Repubblica italiana. 
 
    Roma, 31 gennaio 2020 
 
                                          Il Presidente del Consiglio 
                                                 dei ministri         
                                                     Conte