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Un blog creato da Less.is.more il 16/02/2012

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L'eleganza dell'essenziale

 
 

 

Maggio

Post n°103 pubblicato il 30 Aprile 2013 da Less.is.more
 

 

Buon Primo Maggio!

 

Eugène Grasset, MaggioCalendrier de La Belle Jardinière

 

***

 

Pensieri di Deola

 

Deola passa il mattino seduta al caffè
e nessuno la guarda. A quest'ora in città corron tutti
sotto il sole ancor fresco dell'alba. Non cerca nessuno
neanche Deola, ma fuma pacata e respira il mattino.
Fin che è stata in pensione, ha dovuto dormire a quest'ora
per rifarsi le forze: la stuoia sul letto
la sporcavano con le scarpacce soldati e operai,
i clienti che fiaccan la schiena. Ma, sole, è diverso:
si può fare un lavoro più fine, con poca fatica.
Il signore di ieri, svegliandola presto,
l'ha baciata e condotta (mi fermerei, cara,
a Torino con te, se potessi) con sé alla stazione
a augurargli buon viaggio.

 

E' intontita ma fresca stavolta,
e le piace esser libera, Deola, e bere il suo latte
e mangiare brioches. Stamattina è una mezza signora
e, se guarda i passanti, fa solo per non annoiarsi.
A quest'ora in pensione si dorme e c'è puzzo di chiuso
- la padrona va a spasso - è da stupide stare lì dentro.
Per girare la sera i locali, ci vuole presenza
e in pensione, a trent'anni, quel po' che ne resta, si è perso.

 

Deola siede mostrando il profilo a uno specchio
e si guarda nel fresco del vetro. Un po' pallida in faccia:
non è il fumo che stagni. Corruga le ciglia.
Ci vorrebbe la voglia che aveva Marì, per durare
in pensione (perché, cara donna, gli uomini
vengon qui per cavarsi capricci che non glieli toglie
né la moglie né l'innamorata) e Marì lavorava
instancabile, piena di brio e godeva salute.
I passanti davanti al caffè non distraggono Deola
che lavora soltanto la sera, con lente conquiste
nella musica del suo locale. Gettando le occhiate
a un cliente o cercandogli il piede, le piaccion le orchestre
che la fanno parere un'attrice alla scena d'amore
con un giovane ricco. Le basta un cliente
ogni sera e ha da vivere. (Forse il signore di ieri
mi portava davvero con sé). Stare sola, se vuole,
al mattino, e sedere al caffè. Non cercare nessuno.

 


Cesare Pavese

 

 

 
 
 

Souffrance

Post n°102 pubblicato il 19 Aprile 2013 da Less.is.more
 

 


Chris Steele-Perkins, Manchester. Prisoner in Strangeways Prison. 1986.

 

Io credo che alcuni soffrano un'intensa sofferenza che altri non proveranno mai nemmeno nei loro momenti più atroci. 

 

Credo che nessuno possa capire le grandi sofferenze  né per sapere, né per amicizia.

Solo alcuni amori figliali forse. 

 

Tutti preferiscono starne alla larga, ovviamente. Certuni anche per viltà, altri perchè non tocca a loro aiutare ... 

 

Chi affronta la sofferenza è solo. Non esistono farmaci che la debellino. 


Credo che la grande sofferenza possa trovare forza ed eventuali soluzioni solamente da se stessa.

 

 

 
 
 

Stanchezza ... di stagione?

Post n°101 pubblicato il 02 Aprile 2013 da Less.is.more
 

 

 

 

Accuso un po' di stanchezza.
Che sia la stagione, che sia la testa che scoppia?
Non lo so. Intanto mi prendo un momento di pausa.

A presto!

 

Caro Diario, Nanni Moretti in vespa 

 

 
 
 

Aprile

Post n°100 pubblicato il 01 Aprile 2013 da Less.is.more
 

 

 

Eugène Grasset, Aprile da Le Calendrier de La Belle Jardinière, 1896


***

A che cosa serve la poesia? Può servire

 

Vi faccio un esempio.
Prendete una coppia che va abbastanza bene:
due o tre lustri di convivenza
casa figli interessi comuni.
I coniugi però, non essendo né sordi né orbi
né privi di altri sensi
naturalmente non immuni
dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti
dell'altro sesso
di cui alcune, per circostanze favorevoli,
sarebbero passibili di un incontro a letto.

Sorge allora un problema che propone tre soluzioni.

La prima è la tradizionale repressione
non concupire eccetera non appropriarti dell'altrui proprietà
per cui il coniuge viene equiparato a un comò
Luigi XVI o a un televisore a colori
o a un qualsiasi oggetto di un certo valore
che non sarebbe corretto rubare.

La seconda soluzione è l'adulterio
altrettanto tradizionale
che crea una quantità di complicazioni
la lealtà (glielo dico o non glielo dico?)
lo squallore di motel occasionali
la necessità di costruire marchingegni di copertura
che non eliminano la paura
di fastidiose spiegazioni.

La terza soluzione è senza dubbio la più pratica
Si prendono i turbamenti e i sentimenti
le emozioni e le tentazioni
si mescolano bene si amalgama l'immagine
con un brodo di fantasia
e ci si fa su una poesia
che si mastica e si sublima
fino a corretta stesura sulla macchina da scrivere
e infine si manda giù
si digerisce con un po' di amaro
d'erbe naturali
e poi non ci si pensa più.

 

Joyce Lussu

 

 
 
 

Crocifissione

 

" I soldati, poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro:' Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca"... Stavano presso la Croce di Gesù sua Madre... Maria di Cleofa e Maria di Magdala.. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: ' Tutto è compiuto'. E, chianto il capo, spirò ".

dal Vangelo di Giovanni

 

Giotto, Crocifissione di Cristo, 1303, Cappella degli Scrovegni

 

 

Particolare

 

Al centro dello sfondo blu oltremare Cristo inchiodato sulla croce. Un turbinio di dieci angeli addolorati addolorati si stracciano le vesti, raccolgono il sangue delle ferite. Inginocchiata, Maria Maddalena bacia i piedi di Gesù. A sinistra Maria svenente è sostenuta da Giovanni l'Evangelista e da Maria Cleofe. A destra il centurione romano convertito, infatti è rappresentato con l'aureola, tra i soldati che si disputano le vesti del crocifisso. Sul cartiglio del Crocifisso la scritta

"Hic. E. Iesus
Nazarenus
rex Iudorum"

è presa da Cimabue, maestro di Giotto e non si trova nei Vangeli. Ai piedi del Calvario, in una cavità, delle ossa e un teschio: sono quelli di Adamo che, bagnati dal sangue di Cristo è redento dal Peccato originale.

 

 
 
 

Salita al Calvario

Post n°98 pubblicato il 29 Marzo 2013 da Less.is.more
 

 

Lo crocifissero e con lui altri due
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma: "Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei"». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».

dal Vangelo secondo Giovanni

 

 

Giotto, Andata al Calvario, 1303

Padova, Cappella degli Scrovegni, 
Storie della passione di Gesù 

 

In questa scena, in cattivo stato di conservazione, Gesù porta la croce in spalla. Esce dalla porta merlata e turrita della città di Gerusalemme. Dietro di lui un gruppo di soldati con delle lance, delle picche, delle alabarde. Ci sono anche i sommi sacerdoti del Tempio, Anna e Caifa. Un soldato appena dietro a Gesù lo spinge con un bastone, un altro impugna un martello per la crocifissione. Più indietro la Madonna gemente viene allontanata. Davanti al corteo due contadini scalzi, uno di loro è il Cireneo che porterà,la croce per un tratto.

 

 
 
 

La lavanda dei piedi

 


"Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. "

dal Vangelo secondo Giovanni

 

Giotto, Lavanda dei piedi, 1303 

 dalle Storie della Passione di Gesù
del ciclo degli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Padova

 

Gesù compie un atto di umiltà lavando i piedi degli apostoli. Il Figlio di Dio si inginocchia davanti all'uomo. Inizia da Pietro. Un altro apostolo sta slacciandosi i calzari a sinistra, mentre Giovanni sta in piedi dietro Gesù reggendo un contenitore con l'acqua. Si intravede Giuda col mento appuntito e la barbetta tra gli apostoli seduti a sinistra.

 

 
 
 

Cari grillini,

Post n°95 pubblicato il 27 Marzo 2013 da Less.is.more
 

 

 

 

immagine  da www.papalepapale.com

 

Oggi Vito Crimi e Roberta Lombardi hanno sostenuto che il M5S ha una cosa che gli altri partiti non hanno: la credibilità

 

io non vi ritengo credibili perché:

 

  •  non avete una storia parlamentare sulla quale io posso giudicarvi;
  •  non sapete contare, fare le somme e le sottrazioni. Il Pd ha raccolto più voti di voi. Gli Italiani sono anche quelli domiciliati o residenti all'estero;
  • non siete educati. L'educazione è il primo requisito per relazionarsi rispettosamente con gli altri, anche se ci sono "antipatici";
  •  Vito Crimi (da quale pulpito!) si è vantato di aver tenuto sveglio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uno dei migliori che l'Italia abbia avuto; 
  •  siete laureati, più che in altri partiti. Questo non equivale ad essere persone perbene come io esigo siano le persone cui do credibilità;
  • siete dittatori, ogni vostro atto e metodo lo dimostra;
  • quindi non siete democratici, rispettosi delle diversità di ogni cittadino, grande motivo di crescita e ricchezza di una nazione ;
  • i vostri leader non siedono in Parlamento, non si prendono responsabilità a viso aperto di fronte a tutti gli altri rappresentanti degli eletti, ma sputano sentenze volgari da fuori, stando nell'ombra. Bruttissima cosa!
  • La webcrazia non è democrazia. è lo stesso offuscamento delle menti delle tv del Berlusca, con l'aggravante ingannevole che quella sia democrazia diretta;
  • mancate di rispetto per quei politici di professione onesti, che ci sono;
  • in questo gravissimo momento per la maggior parte degli italiani, non discutete sul da farsi e dittatorialmente, negate ogni proposta altrui. "O noi al governo o nessuno" è dittatura. E soprattutto non ci venite incontro. Né ai vostri elettori, né all'altra metà degli italiani che voi non rappresentate; 
  • siete infantili, non siete seri, scattate fotografie tra di voi nelle sedi parlamentari;
  • pendente dalle labbra di Grillo e Casaleggio, ma ce l'avete un po' di materia grigia?
  • siete ancora sprovveduti, perché siete alla prima esperienza, come fate a fronteggiare le volpi del parlamento? Con i vostri metodi dittatoriali? No grazie, è un'offesa all'intelligenza;
  • perché Grillo non ha capito (o non vuole capire) che la politica non si fa con lo spettacolo. Con lo spettacolo (video streaming compresi) si possono solo prendere applausi ed eventualmente consensi, ma non fare politica;
  • perché Grillo dalle sue ville non ha idea alcuna del malessere degli italiani;
  • .
  • .

 


Molti altri sono i punti percui io non vi do alcuna credibilità, non li scrivo, ne inventate ogni giorno...

 

Detto questo vi riconosco la spinta all'onestà, alla chiarezza nella politica. Ma ora fate qualcosa di buono per il paese.

 

 
 
 

Intorno alla ricerca del tempo perduto

Post n°94 pubblicato il 23 Marzo 2013 da Less.is.more
 

 

Mark Rothko

 

Ogni tanto mi ronza in testa l'idea di chiudere definitivamente con il Social. L'unico cui appartengo.
Il blog mi è utile per scrivere alcuni appunti più o meno interessanti. Neanche tanto intelligenti lo so bene, ma mi emozionano come un'adolescente e come si addice ad un'adolescente compilo e curo il mio diario. Comunico emozioni in soliloquio, poi queste si aprono magicamente agli altri. Come una bambina di terza elementare quando riceve le felicitazioni dalla maestra per il buon rendimento scolastico, mi sono entusiasmata il giorno in cui lo staff di Libero mi ha conferito  la stellina!
Grazie al blog ho conosciuto persone con cui ho condiviso molto di me, dei miei interessi, punti di vista. Mi sono confrontata. L'incontro seppur virtuale è sempre fonte di ricchezza.
Persone lontane purtroppo. E virtuali. Ma che ci fai con la lontananza e la virtualità? Molto, ma anche poco e niente. Non ci puoi uscire la sera, trovarti durante la pausa, passare per casa di uno o dell'altra dopo un paio d'ore.

E quanto tempo prezioso ho impiegato in completa passività, quindi perso e buttato sul blog ? Vogliamo conteggiarlo? Non serve. La risposta è sempre la stessa: troppo! Tempo che ho rubato a me stessa, alle buone letture, al sonno, all'attività, a costruire qualcosa di reale quindi di fondamentale.
Alcuni riescono a gestire il loro tempo. Seguono i loro interessi senza rinunciare a nessuno. Social compresi. Bravissimi! Io non ne sono capace.

In ogni caso non chiudo, per ora. Vedrò il da farsi.

Buon fine settimana :)

 

 

p.s. (appello): se potete, non comprate l'agnello per il vostro pranzo pasquale...

 
 
 

Primo discorso inaugurale

 

Depressione negli Stati Uniti d'America,
fotografia Margaret Bourke White

 

 

"Io, Franklin Delano Roosevelt... giuro solennemente di svolgere fedelmente l'incarico di presidente degli Stati Uniti e al meglio delle mie possibilità, di preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti. Che Dio mi aiuti. Questo è il giorno della mia consacrazione alla Nazione."
"Ritengo che questo sia soprattutto il tempo di dire la verità, tutta la verità, con sincerità e coraggio. Non si può rifuggire oggi dall'affrontare onestamente le attuali condizioni del nostro Paese"
"quanto dobbiamo soprattutto temere è di lasciarci vincere dalla paura... che paralizza"
"solamente uno sciocco ottimista potrebbe negare l'oscura realtà del momento"
"la felicità non consiste unicamente nel possesso del denaro; essa si concretizza nella gioia del raggiungimento di uno scopo, nell'emozione data da ogni sforzo di creazione"
"il nostro primo compito è di dare lavoro al popolo"
"In conformità al mio dovere costituzionale, sono pronto a invocare le misure reclamate da una Nazione stremata in un mondo annichilito."
"Questa Nazione chiede di agire, e di agire adesso!"

 

 Franklin Delano Roosevelt, Washington 4 marzo 1933

 

 
 
 
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E ti diranno parole rosse come il sangue,
nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,

e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello

a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non lasciarlo solo contro questo mondo
non lasciarlo andare sogna fino in fondo,
fallo pure te..
Sogna, ragazzo sogna
quando cade il vento ma non è finita
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu

Sogna, ragazzo sogna
non cambiare un verso della tua canzone
,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu...

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre
perchè hai già vinto, lo giuro,

e non ti possono fare più niente
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere

la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerrà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu...

Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.

 

Roberto Vecchioni