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Creato da: lubopo il 30/09/2014
IL MIO AVATAR SONO IO

 

 

LONTANO DAGLI OCCHI

Post n°102 pubblicato il 08 Giugno 2017 da lubopo
 
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Dopo la vittoria della scorsa settimana del Civis Media Prize di Berlino, ieri una nuova e prestigiosa affermazione per Domenico Iannacone e Luca Cambi che, con Lontano dagli occhi, film documentario prodotto da Rai3, hanno vinto il Realscreen Awards di Los Angeles. Una vittoria ancora più prestigiosa tenuto conto che in concorso vi erano documentari prodotti dalla BBC, CANAL+, CHANNEL5.

A cucire le molte storie narrate, un grande Andrea Camilleri. Per chi non avesse ancora visto Il viaggio di Domenico Iannacone e Luca Cambi nell’odissea dei migranti nel canale di Sicilia, 

questo è il link di RAIPLAY

http://www.raiplay.it/video/2016/09/Lontano-dagli-occhi-75cc9c56-63f7-4404-90a8-60c03b5bdaa2.html

Buona visione

 
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Il Napoli celebra il primo scudetto

Post n°101 pubblicato il 10 Maggio 2017 da lubopo
 
Foto di lubopo

squadra

Ora vi racconto un po' la storia di questo documentario di 57' che fu realizzato da CANAL+ (oggi Gruppo VIVENDI) in occasione del primo storico scudetto conquistato dal Napoli. La Tecnomedia, di cui ero presidente, curò l'organizzazione della produzione affidata dall'emittente francese alla regia di Bernard Bloch. Il regista era solito entrare in realtà sociali molto complesse attraverso le cospicue risorse che CANA+ (canale a pagamento) destinava allo Sport che già rappresentava per il gruppo un "main asset". Prima di Napoli Corner (il titolo è tutto dire) Bernard ne aveva firmato uno sugli Ultrà della Dinamo Kiev documentando, per primo, la "ristrutturazione" (Perestrojka) del sistema sovietico avviato in quegli anni da Michail Gorbačëv contestualmente al processo di "glasnost". Il regista proveniva, inoltre, da importanti esperienze di reportage realizzate in America Latina e in Centro America. La parte redazionale fu affidata a Jacques Lanusse Cazalé dell'AFP (France Press) coadiuvato, in loco, da due nostri giornalisti: Salvatore Manna e Peppe Merlino. Alla realizzazione del documentario fu destinato un budget di circa 800 milioni di vecchie lire. Fu realizzato con la tecnologia BETACAM che da pochi mesi la Sony e l'Ampex avevano lanciato sul mercato broadcast. Fu la prima camcorder in assoluto ad essere prodotta. Immaginate che aveva solo la possibilità di registrare e per visionare il girato occorreva utilizzare un lettore/registratore portatile (CVR25) che costava la bellezza di 25 milioni. Insomma un Kit per riprese betacam con un Cartoni FL7 e un Kit luci da 3x800 watt della Janiro superava di molto i 100 milioni di vecchie lire. A noi, in leasing, costò 140 milioni di lire. Sto parlando del 1986/7, fate un raffronto con i costi di un appartamento da acquistare all'epoca... Tornando alla produzione, la nostra troupe fu la prima ad entrare nella vita privata di Maradona: nella sua casa, nella sua palestra privata, nella sua auto, una Ferrari Testarossa che Diego si fece immediatamente verniciare nera. Con Diego chiudemmo un contratto di 55 mila dollari per averlo in esclusiva per tre giorni. Davvero un'inezia se considerate che acconsentì a farci registrare un suo primo piano mentre, guardando in cmera, pronunciava la frase "Lo sport c'est Canal Plus". Questo "spot" di qualche secondo fu utilizzato come "jingle" da CANAL PLUS per circa un decennio. Maradona testimonial a gratis, proprio un bel colpaccio se paragonato alle più recenti questioni legate ai diritti di immagine. Ma si sa, noi napoletani abbiamo una bella "cazzimma". Dimenticavo... il film documentario fu distribuito in 24 paesi, solo in Italia nessuno acquistò i diritti. Conservo ancora una "copia master" della versione originale in francese, ma su un supporto che oramai appartiene all'archeologia televisiva. Questa versione che vi ripropongo è in inglese, l'unica che ho trovato in rete. Buon trentesimo anniversario, fra due anni ne festeggeremo un altro e, magari, in contemporanea con la vittoria del terzo scudetto. Questo è il mio auspicio! Buona visione.

 

 

 
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CENTO PASSI

Post n°100 pubblicato il 09 Maggio 2017 da lubopo
 
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Sono trascorsi trentanove anni dall'omicidio di Peppino Impastato e lo voglio ricordare proponendovi un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata. Lo realizzai alcuni anni fa nel comune di Giugliano, in Provincia di Napoli. Le immagini che vi mostro in questo reportage si riferiscono ad un complesso immobiliare di circa 31mila mq confiscato, alla fine degli anni novanta, al boss Francesco Rea padrone incontrastato del mercato della "Mercedes Benz" in Campania, accusato di riciclare soldi della camorra e di controllare numerose societa' finanziarie "specializzate" in strozzinaggio ed estorsione.

 

 

 
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Earth Day

Post n°99 pubblicato il 22 Aprile 2017 da lubopo
 
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Earth Day

 

Oggi si festeggia la Giornata della Terra, la più nota ed importante manifestazione al mondo sull’ecologia e la protezione dell’ambiente. l'Earth Day fu indetto per la prima volta dalle Nazioni Unite nel 1970, seguendo gli intenti del movimento ecologista degli Stati Uniti, che aveva deciso di fissarla per il 22 aprile. È un momento di festa, ma anche un’occasione per informare sullo stato dell’ambiente e dare consigli su come inquinare meno e preservare gli ecosistemi.

Lo scorso 1° Aprile sono stato all'EnergyMed per seguire un convegno su "Efficienza energetica negli istituti scolastici" promosso dalla Città Metropolitana di Napoli. La Mostra Convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica (giunta quest'anno alla sua X edizione) e le dichiarazioni negazioniste di Trump, mi hanno invogliato ad elaborare qualcosa di diverso dalla solita news di qualche minuto.  Ho recuperato un po' di immagini dal web ed ho montato questa clip. Un piccolo omaggio all'Earth Day e agli Art of Noise. Ve li ricordate?  Buona visione.

 

 

 
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La mia droga si chiama smartphone

Post n°97 pubblicato il 24 Marzo 2017 da lubopo
 
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Stamattina con infinita gioia ho letto quest'articolo della mia geniale nipotina Francesca Spasiano. Non potevo non riproporlo.

 

 

 

 

LA MIA DROGA SI CHIAMA SMARTPHONE

di Francesca Spasiano


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In Cina la chiamano “eroina elettronica”, è la dipendenza dal proprio cellulare, un fenomeno che colpisce miliardi di persone, in gran parte giovani. Ma c’è chi si ribella a questa overdose globale e sperimenta una vita senza telefonino

Si può sopravvivere ai nostri tempi senza uno smartphone? La riflessione si applica soprattutto ai giovani, i cosiddetti millennials, ma non risparmia i più grandi. Non mancano sul web testimonianze riportate a vario titolo su esperimenti di vite vissute senza smartphone. Il diario del viaggiatore a ritroso nella tecnologia si compone generalmente di un decalogo puntato: 10 motivi per rinunciare allo smartphone, 10 giorni senza cellulare.

La volontà di “liberarsi” della dipendenza equivale spesso a una sorta di misurazione della propria assuefazione, e qualche volta a una vera e propria scelta di vita. Un po’ come smettere di fumare. Tra gli effetti benefici più ricorrenti si annovera senz’altro la ritrovata percezione del proprio tempo libero, e la riscoperta di una certa “andatura umana”. Fare un passo indietro, rallentare, fermarsi se necessario per guardarsi dall’esterno, per acquisire coscienza rispetto ai confini morbidi tra utilità e assuefazione, tra piacere e ossessione.

Senza che se ne acquisisca una reale consapevolezza infatti, l’abitudine a convivere con il proprio smartphone influisce notevolmente sulla gestualità e la personalità di un individuo, creando automatismi involontari: dal gesto reiterato teso a controllare il telefono nella tasca del cappotto, alla smania di fotografare, comunicare, e condividere nell’istantaneità.

In termini di dipendenza sarebbe forse necessario operare una differenza tra lo smartphone come strumento generico e lo stesso come medium privilegiato per i social network. Tra dei giovani liceali che dichiarano di vivere senza smartphone, quasi nessuno sembra estendere la privazione ai più comuni canali social, ammettendo di accedervi regolarmente tramite computer.

La deduzione che se ne trae è che il disagio, anche tra un piccolo numero di adolescenti, sembra risiedere nella reperibilità imposta, nella costante richiesta di “essere connessi”. Il problema, insomma, sorge laddove non si è più liberi di scegliere quando e come esserci, anche virtualmente.

I più romantici rivendicano il diritto alla propria solitudine, gli avventurieri all’imprevedibilità e all’inconveniente: riprendiamoci il diritto di perderci e sbagliare strada, di arrivare in ritardo senza essere inondati di notifiche, di annoiarci alle poste o mentre aspettiamo il cappuccino – sembra reclamare qualcuno.

A questo proposito è interessante notare come la maggior parte dei pionieri in controtendenza riporti tra le proprie conquiste una sorta di rieducazione alla puntualità: persino i ritardatari cronici sfiorano l’ora esatta quando non possono giustificare la propria assenza – “essere in orario resta meno stressante che essere sempre reperibili”.

Scegliere di vivere senza telefono non equivale ad essere anti tecnologici, così come un certo atteggiamento rétro non corrisponde necessariamente a una volontà di isolamento. Abbiamo a che fare con il tempo, con la distanza: possiamo condire la giornata con le giuste proporzioni, il telefonino diventa il moderatore soggettivo della separazione.

Tanto per sciorinare un po’ di dati impressionanti, secondo uno studio del CREDOCdel 2016, in Francia, su un campione di 2.213 adolescenti tra i 12 e i 17 anni, il 93%ha uno smartphone e ne fa regolare utilizzo. Tra i 18 e i 24 anni la percentuale è del100%. Secondo una ricerca commissionata da Nokia invece, una persona controlla in media il proprio smartphone 150 volte ogni sedici ore, circa una volta ogni sei minuti e mezzo.

I nostri anni sono stati definiti liquidi, la nostra generazione quella “della testa bassa”. L’assioma droghe – alcol – tecnologia come fattori di dipendenza è cosa pressoché riconosciuta, co-agenti le tariffe agevolate e il potenziamento delle rete (il cellulare prende persino in metro!). Si alimentano gli studi che dimostrano quanto i nuovi media e le nuove tecnologie, sempre a portata di smartphone, creino una dipendenza pari a quella di alcune sostanze “anestetiche”. Ciò nonostante, non vi è tal proposito una posizione unanime e ufficiale da parte della comunità medica internazionale.

In Cina, invece, la dipendenza in rete ha un nome e un riconoscimento clinico: lawangyin, “l’eroina digitale”. A Pechino si contano circa 24 milioni di ragazzi “affetti da un disturbo da Internet”. Su 688 milioni di persone connesse a Internet, 620 si collegano via smartphone, per un totale medio di navigazione di circa quattro ore al giorno.

I numeri fanno un certo effetto, così come la singolare iniziativa del medico cineseTao Ran. Nel 2004 lo psichiatra e contestualmente colonnello dell’Esercito popolare di liberazione, ha avviato un programma di riabilitazione per giovani affetti da questa particolare sindrome nel suo centro per lo “sviluppo tecnologico dell’adolescente”di Daxing, nella periferia di Pechino. La struttura ha tutta l’aria di una base militare, e così il programma che vi si impartisce.

I giovani internati hanno tra 18 e i 24 anni, principalmente maschi e spesso figli unici imposti dalla pianificazione familiare: il programma di “cura”, che va dai 3 agli 8 mesi, prevede esercitazioni fisiche e una tipica disciplina militare (con tanto di uniforme e alzabandiera) . A raccontarcelo è un documentario israeliano, Web Junkie frutto di quattro mesi di lavoro sul posto dei due registi Shos Shlam e Hila Medalia. Il video, realizzato per il New York Times, è parte di una produzione di filmmaker indipendenti presentati al Sundance Film Festival del 2014.

Sulla scorta del Centro Daxing sono state aperte centinaia di altre scuole in Cina e Corea del Sud, e il primo negli Stati Uniti, Pennsylvania. Il Colonnello Tao Ran sostiene di aver guarito circa ottomila ragazzi, il 70 per cento di successo assicurato.

 

fonte: http://ildubbio.news/ildubbio/2017/03/24/la-mia-droga-si-chiama-smartphone/

 

 

 
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CASA COSTRUITA IN 24 ORE CON STAMPANTE 3D

Post n°96 pubblicato il 18 Marzo 2017 da lubopo
 
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Casa costruita in 24 ore con la stampante 3D costo solo € 9500

di Renato Lucchini

È stata costruita in solo 24 ore a Stupino in Russia dalla società Apis Cor, una startup russa-americana con sede a San Francisco. i tratta di una vera casa, di circa 40 mq. dotata di tutti i confort e abitabile a tutti gli effetti.

L’azienda Apis Cor, in collaborazione con PIK ha provveduto a “stampare” l’edificio utilizzando una attrezzatura di stampa 3D mobile. La costruzione ha avuto luogo presso l’impianto di prova della società Apis Cor nella città di Stupino (Mosca)La stampa dei muri, pareti divisorie e dell’ involucro edilizio autoportante sono state fabbricate in meno di un giorno. Tempo puro necessario alla stampa 24 ore complessive.

La stampante 3D mobile impiegata per la costruzione della casa è alta 3,1 metri, larga 8,5 metri e può ruotare di 360 gradi. Il materiale utilizzato per la costruzione delle mura dei soffitti, e dei pavimenti, è una miscela a base di cemento. La spesa totale tradotta in euro è di circa 9.500 euro, nei quali sono previsti anche i costi per le infrastrutture: impianto idraulico ed elettrico, porte e finestre e attintatura esterna ed interna, realizzata con vernici speciali. La società costruttrice garantisce che questo modernissimo immobile sarà molto longevo, circa 175 anni.

La casa è stata costruita nel periodo più freddo dell’anno, ed è stata motivo di maggiore complessità per tutte le aziende partner che hanno partecipato al progetto, come l’uso dello speciale calcestruzzo, che viene utilizzato come «inchiostro» per la stampa, che è possibile utilizzare solo a temperature superiori a 5 ° C. Anche se, l’apparecchiatura stessa è in grado di operare a temperature fino a meno 35 ° C. Il problema è stato risolto con la creazione di una tenda che ha protetto l’attrezzatura e che ha fornito la temperatura desiderata.

Presto, utilizzando nuovi materiali, come geopolymer, si sarà in grado di stampare una casa in qualsiasi momento dell’anno.

E’ una casa perfettamente abitabile a tutti gli effetti: è composta da un piccolo atrio da adibire ad ingresso, il bagno, il soggiorno e una cucina compatta ma al tempo stesso funzionale e operativa. La cucina è arredata con gli apparecchi più moderni: Forniti dal partner Samsung: frigorifero con sistema no Frost, piano cottura a induzione, lavastoviglie, forno elettrico,  forno a microonde.

Il totale costo affrontato per la  costruzione della “casa stampata” e stato di 9500 Euro, che è pari a circa 257 Euro per metro quadrato, tenendo in conto che i partner che hanno collaborato all’iniziativa hanno fornito materiali di altissima qualità, e la costruzione di per sé ha una forma a nostro avviso innovativa ed ergonomica.

Tale costo include tutte le opere che sono state realizzate per restituire una casa completa: lavoro e materiali per la costruzione di fondazione, tetto, opere di finitura interne ed esterne, l’installazione di isolamento termico di pareti, finestre, pavimenti e soffitti. Una casa classica di forma quadrata realizzata con materiali di una categoria di prezzo medio sarebbe ancora più conveniente: 209 Euro per metro quadrato.

Creata dall’ ingegnere russo Nikita Chen-Yun-Tai, la nuova stampante Apis Cor 3D  è abbastanza potente per stampare un edificio in un solo giorno, ma di dimensioni estremamente ridotte per essere spostata con il minimo dei costi di preparazione e di trasporto. Questa portabilità permette agli utenti di stampare un edificio in una posizione e spostare facilmente il Apis Cor il giorno successivo per un altro posto.

 

FONTE: http://tgcomnews24.com

 

 
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DRONI IN MOSTRA

Post n°95 pubblicato il 17 Marzo 2017 da lubopo
 
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Nello splendido scenario della Mostra d'Oltremare di Napoli, uno dei maggiori esempi di Architettura Razionalista Italiana, si è svolta dal 10 al 12 marzo "Droni in mostra", una tre giorni dedicata ai droni e alle tecnologie connesse, rivolta alle imprese, ai professionisti e al mondo del drone FPV racing. Per i neofiti ed i curiosi delle riprese con multielicottero, è stato anche possibile apprendere i concetti base del funzionamento di queste nuove tecnologie, informarsi sulle novità, i centri di addestramento al pilotaggio remoto, le nuove opportunità lavorative.

In occasione dell'evento ho intervistato Ignazio Cozzolino, un giovane ingegnere napoletano che insieme ad altri giovani ha dato vita ad una startup molto interessante. A seguire, Giuseppe Foderaro di videoinvolo.com, un veterano del pilotaggio remoto che ad aprile sarà ad Ercolano con Vittorio Storaro per realizzare un documentario dove utilizzerà il drone che ha recentemente visionato in Svezia e di cui ci parlerà nell'intervista. Buona visione.


 

 
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NO SALVINI

Post n°94 pubblicato il 12 Marzo 2017 da lubopo
 
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Gran bella manifestazione, allegra e colorata. Qualche incidente alla fine, ma nulla di diverso da ciò che è avvenuto in altre città d'Italia ai comizi del leader del carroccio. La manifestazione antifascista e antirazzista di Napoli ha però avuto una risonanza mediatica, oserei dire, "strategicamente" rilevante.

Salvini: "Città devastata, de Magistris paghi i danni". Fumogeni, petardi, idranti e lacrimogeni... con la pala. Sfido chiunque a trovare immagini di molotov, auto incendiate e città devastata. #mamifacciailpiacere

 

LA MANIFESTAZIONE

 

INTERVISTA A LUIGI DE MAGISTRIS RILASCIATA OGGI, 13 MARZO 2017 

 

Ed ora fatevi quattro risate. Questo video di Fanpage è stato registrato tre giorni prima dell'arrivo di Salvini

 

 
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NAPOLI COMUNE DESALVINIZZATO

Post n°93 pubblicato il 11 Marzo 2017 da lubopo
 
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PERTINI

"Io nego - e tutti voi legittimamente negate - la validità della obiezione secondo la quale il neofascismo avrebbe diritto di svolgere a Genova il suo congresso. Infatti, ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa, di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo e poiché il fascismo, in ogni sua forma è considerato reato dalla Carta Costituzionale, l'attività dei missini si traduce in una continua e perseguibile apologià di reato.
Si tratta del resto di un congresso che viene qui convocato non per discutere, ma per provocare, per contrapporre un vergognoso passato alla Resistenza, per contrapporre bestemmie ai valori politici e morali affermati dalla Resistenza.
Ed è ben strano l'atteggiamento delle autorità costituite le quali, mentre hanno sequestrato due manifesti che esprimevano nobili sentimenti, non ritengono opportuno impedire la pubblicazione dei libelli neofascisti che ogni giorno trasudano il fango della apologia del trascorso regime, che insultano la Resistenza, che insultano la Libertà.
Dinanzi a queste provocazioni, dinanzi a queste discriminazioni, la folla non poteva che scendere in piazza, unita nella protesta, né potevamo noi non unirci ad essa per dire no come una volta al fascismo e difendere la memoria dei nostri morti, riaffermando i valori della Resistenza."

Sandro Pertini 28 giugno 1960

 

Napoli Medaglia d'oro al valor militare per la resistenza al nazi-fascismo

RESISTENZA

Via i leghisti da Napoli. Salvini Napoli non dimentica, Napoli non ti vuole!


 

Tra meno di un'ora partirà il corteo antileghista da Piazza Sannazzaro

L'intervento del Sindaco Luigi De Magistris

  

 
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NAPOLI CORNER

Post n°92 pubblicato il 07 Marzo 2017 da lubopo
 
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Oggi è la giornata IDEALE per riproporre un bel ricordo... NAPOLI CORNER per la regia di Bernard Bloch produzione Canal+ produzione esecutiva Tecnomedia. Anno del primo scudetto e del precedente scontro (mai digerito) in Coppa dei Campioni con il Real Madrid. Stasera si chiuderà il cerchio a distanza di trentanni.

 

 

 

Adesso è ufficiale. Diego Maradona avrà un ruolo operativo anche per lo sviluppo del calcio in Cina. La notizia è stata ufficializzata dal campione argentino sulla sua pagina facebook. "Grazie mille signora Tang Qinghui per questa opportunità che mi ha dato di lavorare in Cina, le sarò eternamente grato!". L'ex Pibe de Oro ha anche un incarico nella nuova Fifa di Gianni Infantino e sarà impegnato a Seul per i sorteggi dei mondiali under 20.

 
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MARCO RONDINA

Post n°91 pubblicato il 17 Febbraio 2017 da lubopo
 
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Questo è l'intervento che Marco Rondina ha tenuto ieri al Politecnico di Torino nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2016/2017.

Marco ha 22 anni ed è uno studente di Ingegneria informatica rappresentante dell'Associazione studentesca Alter. POLIS.

Chiude il suo intervento citando Antonio Gramsci e proponendo al Ministro Calenda (presente in sala) un "Rinascimento dell'Università italiana".  Vale la pena ascoltarlo integralmente e non solo l'attacco ironico e le conclusioni proposte da alcuni quotidiani online...

 

 

 

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.

Antonio Gramsci

da L’Ordine Nuovo, anno I, n. 1, 1° maggio 1919

 
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KILLER IN RED

Post n°90 pubblicato il 30 Gennaio 2017 da lubopo
 
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Paolo Sorrentino

Denise Capezza è la nuova protagonista di Gomorra 2 nel ruolo di Marinella, nuora della perfida Scianel. Ha 25 anni ed è napoletana doc come il regista che l’ha diretta in questo video dove interpreta la giovane donna in nero di "Killer in Red" (per Campari Red Diaries)

gomorra 2

Delizioso short movie firmato dal nostro Premio Oscar 2014, Paolo Sorrentino. Da napoletano non potevo non postarlo. Buona visione.

 

P.S.

Se non avete letto i titoli di coda, lo short movie è stato realizzato da professionisti italiani

 
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MEMORIE IN VIAGGIO

Post n°89 pubblicato il 26 Gennaio 2017 da lubopo
 
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"L'esplorazione dello spazio e del tempo che propone Memorie in Viaggio oltre ad essere una narrazione-testimonianza come quella esemplare e toccante di Shlomo Venezia segna, ancora una volta, l'incontro vitale tra chi non può dimenticare e le giovani generazioni che hanno il dovere morale di non farlo. Il rumore di un silenzio che inquieta, in questi luoghi dell'orrore, indigna e suscita pietas per chi ha subìto l'atroce banalità del male." (A. Russo)

 

cover memorie

Memorie in viaggio è un documentario/reportage prodotto dalla Provincia di Napoli (ora Città Metropolitana) in occasione delle celebrazioni del Giorno della Memoria 2010. Una delegazione composta da un centinaio di studenti e docenti napoletani si recò tra il 26 ed il 28 gennaio ad Auschwitz.

La troupe televisiva dell'Ufficio Stampa (dove ancora oggi presto servizio) documentò l'evento.

La "gita scolastica" via via si trasformò in un vero e proprio viaggio che con le sue implicazioni culturali ed emotive, con i suoi significati profondi e complessi divenne per i giovani protagonisti - e non solo per loro - metafora della vita stessa.

Al rientro riuscii a raccogliere, grazie allo scrittore Nico Pirozzi, la testimonianza di Shlomo Venezia deportato nel campo di sterminio di Auschwitz ed allora unico sopravvissuto di un Sonderkommando

https://it.wikipedia.org/wiki/Shlomo_Venezia

I Sonderkommando erano speciali unità di prigionieri obbligati alle operazioni di smaltimento e cremazione dei corpi dei deportati uccisi nelle camere a gas.

Shlomo Venezia morì nel 2012 ma la sua cruda testimonianza resterà per sempre viva nella Memoria. Buona visione.

 

 

 
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CAPODANNO 2017 A POZZUOLI CON ALEX BRITTI

Post n°88 pubblicato il 09 Gennaio 2017 da lubopo
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Scusate il ritardo... e buon 2017 a tutti

Luigi

capodanno 2017

Più di ottomila persone in piazza della Repubblica a Pozzuoli per assistere al concerto di Alex Britti che è arrivato alle 2:45 dopo aver partecipato a “L'Anno Che Verrà”, la diretta di RAI 1 da Potenza per il Capodanno 2017. Molti giovani hanno affollato fin dal primo pomeriggio in un clima festoso e tranquillo, i suggestivi vicoletti del porto ricchi di localini già normalmente frequentatissimi da giovani provenienti da Napoli e da altre località della Campania e oltre. Una fiumana di persone che ha brindato al nuovo anno nella piazza simbolo della Città di Pozzuoli. Poi il concerto di Alex Britti, chitarrista fuori dal comune di formazione Blues (King, Buddy Miles e Billy Preston tra le sue collaborazini) ma anche cantautore di successo solista, fiero e deciso.

Così come la piazza, anche i balconi dei palazzi del centro storico erano stracolmi di spettatori. L’evento è stato organizzato dal Comitato Lungomare in collaborazione con il Comune di Pozzuoli.

 

 

 
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CORRUZIONE, POLITICA E TV

Post n°87 pubblicato il 22 Dicembre 2016 da lubopo
 
Foto di lubopo

 

La scorsa settimana ho partecipato ad un corso di formazione organizzato dall’Ordine dei Giornalisti sul tema: “Cronaca nera e giudiziaria tra deontologia e interesse pubblico”.

Tema particolarmente caldo perché proprio quella mattina giungeva notizia dell’arrestato di Raffaele Marra - l’inamovibile” stretto collaboratore del sindaco di Roma, Viriginia Raggi - in un clima politico/giudiziario già riscaldato durante la notte dall’autosospensione del Sindaco di Milano, Beppe Sala, che dopo che aver appreso della sua iscrizione nel registro degli indagati (inchiesta sulla Piastra Expo), si era autosospeso dalla carica di sindaco comunicando tale decisione attraverso il suo profilo Facebook.

Come al solito avevo in tasca la mia telecamerina...

Quindi, giornata molto interessante e non solo per le “calde” notizie di cronaca giudiziaria ma anche per la presenza di relatori del calibro di Francesco Pinto (Direttore del Centro di Produzione Rai di Napoli), Henry John Woodcock (Sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli), Ferdinando Pinto (Professore di diritto amministrativo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II), Antonello Perillo (Caporedattore Centrale Responsabile TGR RAI della Campania), Geo Nocchetti (giornalista RAI esperto in Nera e Giudiziaria) e Raffaele Cantone presidente dell'ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione). Peccato non aver potuto riprendere le sue conclusioni….

 

Il rapporto tra televisione e politica è stato, a mio avviso, un tema particolarmente interessante sviluppato dall’ex direttore di RAI 3, Francesco Pinto. Vi propongo qualche passaggio saliente. A seguire, una breve intervista (quasi rubata) a Raffaele Cantone. Buona visione.


 

 
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