Creato da magdalene57 il 25/05/2005

dagherrotipi

ciò che si vede, è, ciò che è?

 

 

CHIUDE I BATTENTI

Post n°2772 pubblicato il 12 Luglio 2016 da magdalene57
 
Tag: di me

Penso sia giunto davvero il momento di chiudere la scatola, magari la lego con un bel nastro e la metto su uno scaffale, che le sere invernali a volte son gelide e lunghe, ed un bicchier di vino, e tanti ricordi, possono aiutare a prender sonno. 

Ho in mente qualcosa di nuovo, di totalmente diverso, chissà. 
Ci vuole tempo per metabolizzare i cambiamenti, anche quelli che portano serenità, tranquillità. Pace. 

Ma i tanti ricordi qui custoditi non possono andare perduti. Non voglio si perdano. Come non voglio perdere le tante amicizie, persone incontrate, amate, bisticciate. Quanto casino a volte, per nulla...

Sorrido. Mi sento come un astronauta che dopo aver provato l'ebrezza di poggiare il piede sulla luna , la guarda con occhio diverso, ripensanzo all'emozione di quel momento.

Io mi sento così. Sento che è ora di cambiare, di volatre pagina. Dentro di me c'è un fermento nuovo. Forse arriverà a galla. E sarò io. Ma un altra me.

 
 
 

care amiche...

Post n°2771 pubblicato il 22 Giugno 2016 da magdalene57
 

Care amiche, 

il tempo passa, siamo quasi a luglio e di voi nemmeno l'ombra. Per fortuna che Renata è venuta a portarmi un servizio di caffè che m'era piaciuto tanto. Così m'Ha pure regalato sei piatti ai quali io abbinerò sei fondine di vetro tutto ricamato. Se le trovo... 

Perché i piatti riproducono i fiori di Sambuco, che quest'anno ho scoperto e che, per la mia assoluta incapacità di fare pastelle, non ho fritto. Ma forse è meglio così. Passo il mio tempo a far marmellate e tortelli. Potrei davvero aprire una piccola gastronomia una volta andata in pensione... Ma chissà se sarò molto più rimbambita di ora..

Questi sono i tortelli parmigiani per la notte della ruguada di S. Giovanni. Vanno con un ripieno di ricotta parmigiano e bietole che ho coltivato nel mio orticello. E' una bella soddisfazione, peccato che quest'anno il vento abbia maltyrattato le piantine di pomodoro e di zuchine, forse, dico forse, anche il caldo è arrivato, ma fino a ieri.... brrr..

Comunque, petr S. Giovanni si mangiano i tortelli d'erbette, e se c'è una vergine nei paraggi , le si fanno raccogliere le noci cadute e poi si mettono nell'alcool e si prepara il nocino. Che è un liquore di quelli densi, più o meno dolciastri, della famiglia del rosolio, centoerbe, erba luigia. Di quelli che facevano le nonne in casa. Dalle nistre parti, a Noceto, si fa proprio una gara del miglior nocino, e la ricetta viene segretamente conservata e tramandata da madre in figlia. Guai a svelarla!!

Nei giorni scorsi ho accettato un passaggio da uno sconosciuto. Ero alla fermata dell'autobus, fresca di parrucchiera, erano le 14,30 e faceva un caldo terrificante. Di solito passano dei compaesani, e quindi, dico, vedrai che son fortunata.. Si ferma questa macchina, un po' distante, vedo che resta ferma, penso, sarà un compaesano?, vado tranquilla e quello: vuoi un passaggio? -si, grazie! - comincia poi a parlare a farmi domande del genere; stai bene, dove abiti...? al chè lo guardoe gli chiedo: ma scusi, io e lei dove ci conosciamo?... No, ma mi presento ora... 
Ho cominciato a ridere, e più lo guardavo, più ridevo per la situazione incredibile in cui m'ero cacciata. Faccio: guardi, forse è il caso che io scenda, temo ci sia stato un malinteso...; lui pacifico, paternamente: ma no, dai, ti ho solo fatto risparmiare il biglietto dell'autobus e un po' di caldo, tranquilla.
Poi comincia a parlare di persone che conosce nel paese e che conosco anch'io, non è un farabutto, dai.. e allora mi faccio fermare in piazza, perché io abito in piazza, non si sa mai...

E rido, rido ancora e mi chiedo se questo sia l'effetto dell'isolamento, dela diventar vecchi che non si vede più il male o di una forma di degenerazione mentale..

Comunque, la mia produzione di marmellate fatte in casa ed altre prelibatezze è ad un talòe punto che non so più dove metterle.. Ora, le ultime son state amarene e susine selvatiche; ci sarebbero ormai probte le albicocche e tra poco le zucchelle.. ma se non trovo una dispensa dove conservarle, temo dovrò interrompermi...

 

 
 
 

CARISSIME.....

Post n°2770 pubblicato il 02 Aprile 2016 da magdalene57
 

Carissime,

pare che finalmente avrò possibilità di scrivervi con maggior frequenza, ma dubito di poter leggere con altrettanta tranquillità.. il tempo sembra non bastare mai e le cose da fare si accavallano le une sulle altre... mi viene il capogiro a pensarci.

Sapete che è stata qui da me Adele. Non so come spiegare l'agitazione che provavo nell'attesa del suo arrivo. Volevo che tutto fosse perfetto, che si trovasse bene nonostante i miei impegni di lavoro, il cane e il gatto per casa, e poi, principalmente, quell'essermi disabituata alla presenza di altri in casa. 

Vivo qui, da sola, ormai da due anni fra pochi giorni, e l'abitudine alla solitudine rende selvatici anche animali sociali come ero io.  Ci si disabitua alla presenza, alle parole, ai gesti, ad apparecchiare per due. Adele è una persona con cui farei un viaggio. Perché è autonoma, ha i miei ritmi, non è da gestire, anzi, una mattina m'ha persinoportato il caffè a letto..... Decenni erano passati dall'ultima volta!|!!!

Quando se n'è andata ho provato un po' di malinconia, perché avere qualcuno con cui chiacchierare è consolatorio, oltre che stimolante. 

A questo proposito, in questi giorni ho ricevuto un invito a conoscerci da un uomo più giovane di me, 40 anni.  La conoscenza ha origine dal virtuale, ma le pressioni per uscirne sono molte. Questa persona scrive di non amare questo mondo, di essere qui per caso, e che non intende coltivare amicizie virtuali.

Garbatamente, credo, gli ho risposto di no. Mica per altro, sarà anche una brava persona, sarà anche uno che preferisce un buon caffè ad una chat, ma io ho detto no. E sapete perché? Perchè è troppo giovane (la scusa); perché ho paura a rimettermi in gioco in questo mondo (la verità).

Conosco voi e mi bastate, a volte è difficile trovar tempo anche per voi, ma ritrovarmi come in passato in situazioni di conoscenza ... non ci riesco più. Dentro di me c'è un blocco, una specie di macigno che non intendo, al momento, spostare. Forse, non è più tempo per risorgere...

Ricordo che una volta le amiche sposate organizzavano cenbe o pranzi per presentare alle amiche single, o in odore di zitellaggio, amici papabili. Ecco, io aspetto questo.  Mi appello al vostro buon senso e fiuto per gli affari di cuore.

Per inciso, l'orto in parte è zappato, ma se ieri c'erano 20 gradi, oggi sembra novembre e pare debba piovere da un momento all'altro... come faccio a non deprimermi..??

 
 
 

CARISSIME....

Post n°2769 pubblicato il 13 Marzo 2016 da magdalene57
 

Ache punto siamo, coi preparativi? Avete fissato una data, un periodo, un mese, almeno??? Sappiate che qui il tempo è pazzerello, pioggia, vento, l'altra notte addirittura neve... ma la primavera è alle porte, lo si vede dal tripudio di gemme sui rami che pensavo secchi... Si vede che pro prio non ho occhio per la campagna.... Comunque sia, le viole sono nate, e prima di loro un fiore che non avevo mai visto:l'ellodoro...  Quest'anno, dato che l'inverno, e il forte vento, si son portati via molte piante, metaforicamente parlando, il bosco che costeggia il sentiero delle Favole, ai piedi delle mura del castello, è tutto un tripudio di fiori, una meraviglia!!

Quando verrete, se vorrete, vi porterò nel bosco, meglio sul tardi , ad ascoltare il canto degli uccelli. Mi stupisco sempre di quanti e quali differenze abbiano il loro canto... Sembrano le nostre voci, gioiose, basse, trilli di festa, nei giorni degli incontri.

Per far bella figura sto predisponendo l'orto, e poi i fiori sul camminamento, e poi istruisco Tex ed Olivia sulle buone maniere...

Non vi prometto vetri puliti, però, perchè non sono la mia specialità...

Quindi, scrivetemi e fatemi sapere, io mi sto informando per la migliore vostra sistemazione e anche su cosa e dove portarvi.

Oltre che nella mia casa, s'intende...

A presto..

 
 
 

CARISSIME ...

Post n°2768 pubblicato il 04 Marzo 2016 da magdalene57
 

vi scrivo a tutte insieme perchè, lo sapete,  a casa ho una saponetta con 7 giga e svaniscono talmente in fretta che non me ne capacito. Ero abituata a Parma a connessioni illimitate....

Mi rendo conto di esser diventata "foresta" nel senso che dava mia nonna al termine... estranea al mondo. Non solo questo, ma proprio tutto.... È qualcosa di cui mi sto rendendo conto, a fatica, e che ho in animo do sovvertire. È una delle più spiccate somiglianze con mia nonna, in parte giustificata da una mancanza di mezzi meccanici, in parte da una forma mentale che m inghiotte,

Dormo tanto. E se fino a ieri ritenevo fosse normale, oggi mi rendo conto che sempre più spesso rinchiudermi in camera, lontano da tutto e dormire fino al giorno dopo, è quasi una ... malattia...

Va da se che io conosco di che lana son vestita,ùma prima almeno la combattevo , oggi, me ne faccio avvolgere.. tanto son solo io, il gatto e il cane. Una volta che ho lavorato, che devo fare?

sono molto felice che stiate meditando di venire a castello, e ho in animo di passare con voi due giorni pieni!!! Dovrebbe venire anche Adele, mi ha promesso si sarebbe fermata qualche giorno qui da me, mi farebbe piacere ci fosse anche Miti.. chissà...

Comunque, sto bene, sono solo un po' angosciata per mio fratello, e magari è questo che mi "comprime"...

Venite presto!! vi aspettiamo...

 
 
 

la coperta della nonna...

Post n°2767 pubblicato il 25 Febbraio 2016 da magdalene57
 

 

in questo caso, la nonna sono io, e cosi ho evitato la noia e rispolverato vecchie abitudini di quando ero bambina.

mia nonna faceva queste coperte, forse anche sua madre, mia madre, no, aveva ben altro da fare,.... ma qui ho trovato voglia e ispirazione.

jaky ha dato due esami, andati bene; cucinato lasagne preparando il ragu di manzo,per gli amici di herasmus... un esperienza bellissima, credo, che se avessi la sua età vorrei fare anch io.

nemmeno isa scherza. il lavoro, università ripresa, i bambini.. insomma, una mamma bionica.

va da se che ho letto i vs commenti... ma, o scrivo qualcosa, o vi rispondo...

a proposito, hp perso i numeri di telefono, ma il mio è sempre lo stesso...

compatitemi!!

 
 
 

senza titolo

Post n°2765 pubblicato il 20 Febbraio 2016 da magdalene57

Dovrei già essere fuori con il cane, ma l'indolenza del giorno libero, e il calore che sento sulla schiena, proveniente dalla finestra ad est, fanno si che io stia prolungando il piacere del caffè e la lettura. E stato un lungo inverno. Anche se in realtà sembrava a giorni, che fosse tornato l'autunno, e poi un po' di primavera anticipata, e ora, assolutamente, conclamata.

Fiori dappertutto nei prati, ieri le prime viole nascoste tra foglie non macerate.. Convivono in questo momento l'autunno e la primavera, nei colori del sottobosco.

E' stato lungo questo periodo, ma giorno dopo giorno mi accorgo di completare, portare a termine, fare...

ho finito la coperta di Tita....

è un prato dai mille colori, ora è in lavatrice, ma poi le farò una foto. Mi ricorda tanto mio nonna Rosa, io le assomiglio moltissimo, anche in quell' anaffettivitàche temo si stia accentuando, almeno se mi paragono ad alcuni esempi che ho attorno... oppure, forse, ci si fa semplicemente una ragione della propria ragion d'essere e si va avanti cercando di non pesare, più, a nessuno. La mia porta ed il mio cuore, più la porta, restano sempre aperti, comunque..

Per S.Valentino si parlava con una amica lamentando l abbandono di certe buone abitudini di un tempo andato, in cui le coppie di amici organizzavano cene per far conoscere tra loro amici single. Ormai non succede più, ma forse è perchè ci son poche coppie e troppi single...  Sarebbe oneroso sistemarli tutti con una cena per uno...

Bene, mi tengo un poco di giga per i prossimi giorni, per leggervi e xasomai scrivere.

un abbraccio dal castello. vi aspetto, lo sapete già..

 

 
 
 

FORSE SI.

Post n°2764 pubblicato il 11 Febbraio 2016 da magdalene57
 

 

ma tu hai visto il casino che stan facendo questi qui....?

son peggio di Nerone...

poverino, era un cioccolatino, paragonato a loro

 
 
 

LA SIRENETTA, NO. NON S'E VISTA

Post n°2763 pubblicato il 06 Dicembre 2015 da magdalene57
 

Io, invece, sono andata a Copenhagen. E mi son comprata pure un paio di scarpe pesanti: sai, la pioggia, io freddo... e se poi nevica??

Certo, quando compri scarpe pesanti di solito le indossi pèer qualche ora, in modo che il piede s'abitui. invece io le ho messe subito e son salita sull'aereo, e ho camminato e camminato ... che mia figlia, se il mondo l'han creato in sei giorni, lo vuol vedere in tre!

E io e i bambini, appresso, e chi si lamenta per il freddo, chia per la fame, chi perché ha bisogno del bagno, chi perché: ma è mai possibile girare a vuoto in sta maniera???

Mette a dura prova il viaggio quando anche lo fai con persone che ami, si battibecca, si molta tutto e si torna a casa prima (io), ci si guarda in giro straniti in terra straniera, ospitale, umana, ma straniera. 

il clima: va da se, che fa freddo. Ma è un freddo caldo, temperato dall'aria del mare che arriva, anche se ti sembra lontana (mica tanto), ma arriva. La tundra è qui in castello, con annessi dolori reumatici e scricchiolii. A Copenhagen, se ti vesti bene senti freddo, ma non umido. E poi c'è il vento. Tipo bora: compare all'improvviso e sbatte per terra biciclette e tenta anche con le nonne. Ma io sono come Susanna tutta panna...

trasporti: assolutamente bibiblette. che fanno anche un po' ridere, perché la gente sembra seduta a tavolino, drtitta impalata con un manubrio altissimo, a seconda della loro altezza. Bibiblette di tanti colori, quelle usate dagli studenti stranieri. nere o rosse, quelle immagino dei danesi. Ma per spostarsi basta prendere la metro o l'autobus: ne passa uno ogni due minuti.. un record !! E' la fonte maggiore di spesa mensile. per questo vanno tutti in bicicletta. Ma ci sono anche le macchine, si capisce, piccole, modello city car.. 

La lingua: loro parlano tutti l'inglese. Così se ti vedono per strada con una cartina in mano, o ti sentono parlare un altro idioma, si fermano e cercno di spiegarti tutto, t'aiutano. In inglese.  Ma io lo capisco poco e lo parlo meno. I gesti, quelli si, mì arrangio, egentilmente loro non ridono. Cos' ho scoperto che Toilette che mi pare una parola inglese, io la dico alla francese e quindi loro non capivano. Isa lo capisce bene, e s'arrangia benissimo. Jaky, ormai, ci sogna in inglese.. Diego e Rocco... eran tutto un Hai...! fankiu!..

Il cibo: ho scoperto che i danesi mangiano a tutte le lore ed ovunque: stai facendo la spesa? c'è senz'altro un tavolinetto a disposizione dove puoi mangiare qualcosa di fresco preparato nel negozio. Sei per strrada? Girati attorno e scegli quel che preferisci: dolce o salato, danese o palistano, vegetariano o carnivoro... basta mangiare per combattere il freddo pungente, ma secco, che ti si infila d'appertutto. E poi bevi.. grog speziato, vino puro caldo, birra, succhi di ogni tipo, e quell'orrenda brodaglia marroncina che loro chiamano caffè e che fa molto film americno..

I bambini: ce ne sono tantissimi. Sono una delle popolazioni più giovani d'europa. Mediamente tre/quattro bambini. in passeggini doppi/tripli, in bicicletta dentro uno scatolone tutto coperto che li ripara da qualsiasi intemperia. Coccolati, amati, viziati... Negozi di giocattoli meravigliosi dove i bambini non solo guardano, ma giocano, creano, disegnano. Persino in chiesa, protestante, c'è un posto riservato per i bambini, dove possono disegnare anscoltando la funzione. E per loro ci sono fogli e colori. E poi c'è Tivoli, pensata e voluta da un re per garantire svago al suo popolo: se il popolo è felice e si diverte, non protesterà mai. Tivoli è l'isola che non c'è per grandi e piccini. Negozietti, ristorantini, chioschi, giostre fiori, colori, luci.. pulizia, ordine, .. 

la moda: mi aspettavo di vedere donne in pelliccia, grandi colbacchi... invece le biondissime signore indossano grandi cappotti dall'aria molto costosa tutti annodati in vita, e sotto: nero. Neri gli abiti dei ragazzi, le magliette, i pantaloni, i cappotti, con qualche eccezione cammello. Solo i bambini danno colore, che in questa stagione vestono tute da sci coloratissime. Per il resto il colore imperante è il nero. E nei negozi il rosso. I negozi più brutti son quelli di scarpe. 

le candele: le candele le trovi ovunque. in casa, nei locali, nei negozi, lungo la via. Sempre bianche e sempre accese. Mentre cammini per strada vedi la loro fiammella sui davanzali delle case con enormi finestroni. Non amano molto le tende e quello che succede dentro è affar loro, e se proprio ti interessa, anche tuo. Ma la città ad una certa ora è tutto un luccichio di luci candele.. candele... candele

la popolazione: magri (ma ci sono anche grassi omoni su d'età), alti, biondi, con pelli che vanno da una gradazione super bianco al bianco che più bianco non si può! Barbe lunghe e ben curate, capelli corti, ma dato che c'è Christiania, ci sono anche i reduci degli hippie... tutti sono gentilissimi, sembrano assolutamente tranquilli. Dice mio figlio: qui vale la regola delle tre otto: otto ore di lavoro, otto ore di svago, otto ore di riposo. E mi pare che la regola funzioni benissimo. ottima l'integrazione, per quel che ho visto, tra popoli diversi, Ho conosciuti italiani sposati in loco, ho visto donne con velo bero dalla testa ai piedi, ma il viso scoperto, quasi tutti i tassisti sono di colore, insomma è vero che in Danimarc c'è posto per tutti.

le case: a parte le modernisimeche sono moderne dappertutto, a pate l'alloggio di mio figlio che si è scoperto essere non solo ancora in via di strutturazione, ma pure con un permesso abusivo, le case dicevo, anche quelle popolari di una volta sono belle fuori e credo anche dentro. In legno, tanto legno, tetti spioventissimi, grandi finestre, scarpe fuori dalla porta, e , ahimè.... bagni formato treno. Nel senso che in una toilette del treno ci stava il nostro bagno che era di una casa per due persone, dove ospitano anche quattro persone. Se facevi la doccia non potevi fare la cacca, nemmeno i bambini... e viceversa...  ma forse siamo noi abituati a qualcosa di esageratamente grande e costruito.. i mobili e il concetto dell'aredamento credo rispecchi il mondo IKEA, con aggiunte di qualche pezzo di famiglia. Ma il legno, tanto legno a farla da padrone, rende tutto caldo e accogleinte.

Christiania: è il quartiere "verde". Ha una storia. All'inizio era una base militare della marina. poi è stata occupata e trasformata in questo posto. Ogni villino ha un colore suo, edifici enormi su più piani contengono locali dove la gente va a passare le serate ascoltando musica dal vivo e non. All'ingresso, sopra una cancellata c'è una scritta bifrontale: di qua entri a Christiania- di qua torni nell'UE. Si perché questo quartiere, che come tutti i quartieri di Copenhagen è retto da un consiglio, con a capo un sindaco, ha delle regole tutte sue. tra le quali vietato fotografare, vietato correre , vietato urlare. E in quel quartiere non ci vivono solo gli spacciatori , ma anche famiglie, ci sono negozi, supermercato, falegnameria, scuola, silo. il tutto autogestito. Se vuoi andare a vivere li (per altro le villine sono bellissime e immerse nel verde) devi essere valutato da tutti gli abitanti ed accettato dagli stessi. Altrimenti niente da fare.. Passetggiando con i miei nipoti non ho trovato ne li, ne in giro per la città, ubriachi, drogati, gente molesta. C'è un rispetto reciproco ed una pulizia pure al Christiania, che danno dei punti a molte vie italiane. Comunque la roba si comprare a prezzi bassissimi, vista la concorrenza, in botteghini che sembrano vuoti dall'esterno. Tu non vedi nulla, uno si avvicina e vedi solo una mano che prende ed una che da.. E non pensate a mani di disperati... Ho visto uoni e donne molto eleganti e per bene, camminare e fare compere..  In tutta la città ho contato DUE bottiglie rotte per terra....

mio figlio: quando l'ho visto in aeroporto mi sono sentita male. Per una madre è già difficile stare lontana dal proprio figlio. Quando poi l'occhio di rimanda ad un po' di trascuratezza, ti sembra stanco, ti vengono le lacrime agli occhi perché pensi: ma come vivrà?!? Vive come tutti gli altri, maschi, ma forse anche le femmine, e studia, e si diverte, fa qualche cazzata, cucina per se e per gli amici, ma è pur sempre il tuo bambino .. Non son salita in camera sua, ero sicura che mi sarei sentita male, non hanno l'armadio e da sei mesi vive con la roba nelle valige, sottosopra... .. Spero che l prossima destinazione sia migliore. Certo che l'unico momento in cui l'abbiam visto sollevato e quasi ciarliero è quando, dopo il terso giorno, c'ha messe sulla metro per lì'aeroporto: praticamente RISORTO! gli ho rotto le balle all'infinito: e questo non va, quell'altro come mai? , e perché questo... ma come si fa a tacere? non lo so, ditemelo voi...

 

 

 

 

 

 

 
 
 

LA MORTE

La morte porta sempre tristezza, dolore. La morte quando colpisce è cieca, muoiono prima i buoni e poi i cattivi. La morte ci livella. La morte ci ammutolisce.

Ma quante parole inutili ho sentito e letto in questi giorni. La gara a chi piange di più, a chi insulta di più. Le analisi, o pseudo tali, vengono proposte in televisione, sui giornali, su FB, come si propongono le ricette degli agnolotti in brodo: tutti li sanno fare, li fanno diversi, ma alla fine li comprano già fatti!

Non mi piace quello che si respira. Mi angoscia la morte, a Parigi, a Mosca, in Libano, in Iran in Irak, ovunque questi pazzi con quel nome, che pare il sibilo di un serpente (si muovono strisciando in silenzio proprio come i serpenti), colpiscano persone inermi. Persone che stanno vivendo la loro vita, in miseria o in ricchezza, vivono. Non mi piace, li condanno, sempre e comunque. 

Ho deciso che devo capire. E per capire non ascolterò la televisione. Leggerò, il più possibile e mi documenterò. Perché niente può vigliaccamente esser fatto passare per un odio religioso... ad un generico e generalizzato, bisogno/desiderio di supremazia. Niente è mai come pare, ed il risultato finale è il prodotto di tante operazioni diverse.

Ma la Fallaci, no. Lei mi infastidisce come l'orticaria.

p.s.: Non ho preso i colori della bandiera francese. Sono vicina a quella nazione, al suo popolo. Ma avrei dovuto prendere i colori di tante altre bandiere. di troppe. 

 
 
 

PER FORTUNA CHE MARCELLA C'E'

Post n°2761 pubblicato il 04 Novembre 2015 da magdalene57
 

Per fortuna che Marcella c'è. Perché è toccato a lei venirmi a prendere, e riportarmi, alla mia austera magione. Senza la sua spyderina, chi si poteva muovere..? (per intenderci.. al mattino partono gli autobus, è al pomeriggio, che bisogna rientrare entro una certa ora... come le galline...).

Finalmente Bologna! La bella, la grassa, la dotta, la piena di vita. Pensavamo dopo l'ultimo incontro, che fosse anche lei una città destinata a "morire". Ed invece l'abbiamo ritrovata pulsante come un cuore da giovincella, piena di giovani e meno giovani (noi), e con negozi e bar in piena attività. Compreso quel bar che consideravamo, ormai, parte integrante del nostro incontrarci. Ricordo la delusione quando lo trovammo chiuso, quel cercarne un altro, e lo trovammo, ma con una terribile scala a chiocciola per i piani bassi dove tutte, dopo il viaggio, dovevamo recarci. 

Bello è stato ritrovarsi sotto le bandiere, loro svolazzanti, noi festanti, baci e abbracci, chiacchiere, carrellini da riempire, semafori da driblare... neonati da vedere, neosposi da ammirare... Insomma, una festa!

Io ho comparteo due maglioni, due magliette , due foulard una giacca...spendendo 40 euro. Volevo cercare un piumino per Copenhagen, ma mi sa che mi devo mettere a dieta, il giro petto è un tormento. Potrei tagliarmele via, come facevano le amazzoni... tanto, a che mi servono, ormai?

Come promesso siamo andate a pranzo al greco. Io ricordo solo, del mio unico viaggio in grecia, delle saporitissime insalatone greche, e poi, a casa di un amica, della carne spettacolare. Le aspettative, almeno per me, sono state rispettate. Sapori diversi, ma appetitosi, sfiziosi, vino bianco, buono,aromatizzato; gentilezza, a profusione, e alla fine, il momento della commozione (sarà stato colpa della Retsina ?). Tanta. E un momento in cui ringraziare le persone reali, concrete, tangibili, presenti e non, che questo mondo mi ha regalato, e che mi hanno sosteuta, abbracciata, aiutata, e ..perché no, amata, come una sorella, come una di casa.

Io e Marcella, insieme ad MP, ce ne siamo andate a piedi verso la stazione, lasciando le nostre in balia delle ire dei taxisti bolognesi. Mai chiamare in due. Loro arrivano in due... E da quel che ho capito... potresti essere messo alla gogna.. 

Roba da matti!

 
 
 

SEMPRE, DI DOMENICA..

Post n°2760 pubblicato il 28 Ottobre 2015 da magdalene57
 

Mi sono innamorata. E per niente al mondo perderei il nostro appuntamento settimanale , la domenica sera, a casa mia, che si sta comodi. 

Io sul divano, mi permetto abiti da casa, però la luce voglio che sia soffusa, magari uno stuzzichino, un bicchiere di vino, ma poco, che voglio star sveglia e gustarmi ogni sguardo, ogni parola. che poi mi faccio anche delle belle risate.Mi piace l'arguzia, il sottile humor. 
Me ne sto li, e non vorrei finisse mia. Di tanto in tanto mi alzo e vado in bagno,: aspettami, ti prego... Non cominciate senza di me!

Dio mio, come farò, quando tutto finirà, quando tutto, inevitabilmente, finirà... ?

Mi comprerò un film.

Che mi faccia pensare a lui...

 

 
 
 

RIVEDERSI

Post n°2759 pubblicato il 23 Ottobre 2015 da magdalene57
 

Da quanto tempo è che non succede? Ho perso il conto, anche perché l'ultima volta che vi siete incontrate io ho dato forfait all'ultimo momento. ... Non c'erano autobus..

Da quanto tempo ci diamo appuntamento li? Da quanti anni? Credo almeno sei, sette, forse anche di più,  faccio il conto con le mie "storie" e i racconti fatti a voi,  e mi accorgo che il tempo è passato davvero ... inesorabilmente .. Quanto siamo cambiate, quanto sono cambiati i nostri riti quotidiani, le nostre vite, eppure, siamo rimaste, abbiamo cercato, provato, a restare tra di noi, tali e quali allora. Pure i gusti m'aspetto siano gli stessi... Maglioni per bambini, cappelli, sciarpe... profumi..scarpe...

Certo anche noi abbian dovuto fare i conti con la crisi, altro che crisi!! E passeggiare fra i banchi guardando e non toccando è diventato quasi un obbligo, anzi, un imperativo.
Ma va bene così, nessuna di noi è morta per il freddo. Nessuna di noi ha perso la voglia di rivedersi e raccontarsi. E poi siamo sempre in evoluzione, grazie ai nostri figli .. grazie a noi stesse.

Quindi, fra due sabati, il nostro rito si ripeterà. Appuntamento sotto le bandiere, escusione fra le bancarelle in cerca del vero affare, e poi pranzo.

Questa volta ho deciso io dove portarvi... (oddio, anche il cinese l'avevo trovato io... se ben ricordo..). Questa volta, ristorante greco!!

A Bologna, si, proprio a Bologna. Perché è di una mia compagna di superiori, perché mi piace la cucina greca, perché ne ho letto benissimo e... perché ho voglia di sentirmi in vacanza in Grecia ... isola che adoro. Popolo che ammiro. (a parte i soliti nababbi che non pagano le tasse)

Quindi preparate scarpe comode e carrettino (io lo porto, devo cercare abbigliamento a poco, ma pesante, per Copenaghen... e anche per il castello..) 

Vi porto da VIKOS

 
 
 

AUTUNNO

Post n°2758 pubblicato il 18 Ottobre 2015 da magdalene57
 

Non si vive di sole marmellate....

 

Il freddo è proprio arrivato. L'altro giorno nevicava e c'è un umidità che scarnifica le ginocchia. Dormirei ore ed ore e, quando possos, lo faccio. Anzi, quasi quasi prendo le ferie proprio per dormire. Dove potrai andare, altrimenti?

E' un momento tranquillo per l'orto, dovrei vangarlo per dar aria alla terra, ma ci sono ancora dei bellissimi radicchi che nascono, sono così croccanti che non posso sacrificarli. Le zucche sono state raccolte ed ora il cavolo nero e i cavoli cappucci stan lavorando. Insomma, chi si ferma è perduto!!
L'altro ieri ho sfalciato la terra. Sembravo una comparsa del film di Bertolucci, quel Novecento girato nelle campagne della Bassa, dopo tre ore e molte soste ho raggiunto il mio traguardo: una bellissima e vecchissima pianta di pere nobili piena di frutti sanissimi, pronti per la cottura.
Ho preparato tre vasi di pere cotte nel vino rosso,cannella, chiodi di garofano e zucchero di canna. Sterilizzati a dovere ora riposano nel mio armadione sempre più antica dispensa, che piattaia.

A dicembre farò un viaggetto di tre notti e 4 giorni a Copenaghen. Risale all'ottobre del 1996 l'ultimo viaggetto con i miei figli, allora a Roma, oggi è troppo ladrona per andarci... Sono molto emozionata, un po' la voglia di rivedere Jacopo, curiosare nella città dove studia di cui NON ci da alcuna notizia. Quasi fosse in realtà in un B&B dietro casa... Mi rilasserò coi nipotini, che i due figli grandi in un colpo solo dopo tanto tempo... mi pare un impresa titanica..

          

 

 

 
 
 

E' un lavoro da matti...

Post n°2757 pubblicato il 02 Ottobre 2015 da magdalene57
 

BACCHE DI ROSA CANINA

Ci vogliono almeno due giorni per prepararla. 

Io le bacche le ho raccolte tagliando direttamente i rametti dai rovi, metodo più veloce e penso anche salutare per la pianta. Mi aspetto un rigoglio di rose canine a mia disposizione per una delle prime marmellate primaverili: quella ai petali di rosa..

Ma torniamo alle bacche. Una volta raccolte, io tolgo il ramo e la parte pelosa e nera, insomma le decapito da entrambi i lati e a quel punto le lavo. poi le metto in una grande pentola e le copro di acqua e le faccio cuocere lentamente aggiungendo acqua quando manca, almeno per 3/4 ore.

Quando le bacche cominciano a spappolarsi alla pressione del cucchiaio e l'acqua e rossa rossa, spengo il fuoco e lascio riposare almeno per un giorno. 

Quando mi ricordo che ho le bacche in pentola, mi armo di un passaverdura, di quelli della nonna, a mano, e passo il tutto tenendo però lo scarto, i semi e il composto che vi resta attaccato, in una ciotola a parte. Alla fine avrò in una pentola una purea di rosa canina e in una ciotola una roba indefinita di semi e polpa. 

Ho comprato l'anno scorso un setaccio dalle maglie non strettissime, ma abbastanza per "lavare i semi", e ricavarne un brodo denso ma liquido, che vado ad aggiungere alla purea.

A questo punto metto lo zucchero: 400gr per 1 Kg; 1 limone spremuto; e una mela con la buccia privata del torsolo, ho visto che con quelle verdi è meglio...

Faccio cuocere il tutto finché la densità è quella giusta. Invaso e metto a testa in giù, fino al raffreddamento.

Casàl, spero di esser stata chiara...:-)

Ed ecco il risultato:

 
 
 

AUTUNNO

Post n°2756 pubblicato il 30 Settembre 2015 da magdalene57
 

 

Aspettavo che venissero pronte da almeno quindici giorni, doveva venire il primo freddo prima di poterle raccogliere, perché fossero più succose e meno difficili da lavorare.
E' da quando ho raccolto i petali di rosa selvatica, la prima marmellata della stagione, insieme a quella di fiori d'acacia, che guardo alle bacche, le controllo ogni giorno passando con Tex lungo la riva, aspettando pazientemente che il tempo faccia il suo corso e sancisca l'alternanza delle stagioni.
A me capita di non sapere la data del giorno, ma di sapere in quale punto dell'estate ci troviamo, o dell'autunno, o dell'inverno. Mi basta guardare dove metto i piedi, e i rami delle piante, e l'erba nei campi e i frutti del mio orto. E' un sapere, una consapevolezza del tutto nuovi, che non mi appartenevano affatto fino a due anni fa... Ora, per sapere del tempo, mi basta guardare i miei capelli bianchi che avanzano, ma mi pare meno velocemente di prima, chissà.. forse, m'illudo, la saggezza e la serenità ri-trovate han frenato quella che sembrava una trasformazione repentina.

Insomma, mia nonna io me la son sempre ricordata bianca di capelli, ma in casa dicevano che le si eran trasformati il giorno in cui l'operarono all'utero... entrò castana ed uscì bianca ... Io ci ho creduto a lungo, perché mia nonna mi sembrava molto giovane, in gamba, piena di risorse, a condurre lauto un po' pericolosa, ma in grado di fare la Cisa con la 600 ed un portabagagli carico all'inverosimile..

Io, che le somiglio tanto, sono più imbranata, credo, ma almeno ho finalmente rinnovato la patente... eran tre anni che non lo facevo, ed ora mi manca una piccola car per poter almeno andare a fare la spesa senza frantumare l'animo a nessuno.

 
 
 

SCUOLA DI PRIMO GRADO

Post n°2755 pubblicato il 23 Settembre 2015 da magdalene57
 

E così è iniziata l'avventura anche per Diego. Da alcuni giorni frequenta la prima classe in una scuola del centro, una grande scuola che aveva conosciuto momenti di gloria in un passato non troppo recente, poi decaduta perché raccoglieva bambini per lo più provenienti da mondi lontani, insomma, quei bambini che "rallentano" , secondo l'opinione di tanti, l'apprendimento di tutti.

Mia figlia, per fortuna, ha una visione della vita secondo me condivisibilissima che l'ha portata a optare per questa opportunità direi molto attuale.

Innanzitutto la multiculturalità, che non è lasciata e abbandonata, ma sostenuta e coltivata attraverso momenti comuni come il coro, il corso di lingue, la preparazione di piccoli eventi con la partecipazione dei genitori. Credetemi, nella mia città sono iniziative rarissime se riferiti a persone non della solita cerchia...

Poi le classi, all'inizio formate da 18/20 alunni, un numero allettante se confrontato con le superclassi di molte scuole elementari. Le aule poi colorate con tinte sgargianti, una festa per gli occhi, le maestre disponibili e sicure di se.

Quello che mi ha colpito di più però è stata la scelta delle inseganti di abolire zaino asticci e quaderni personali. Ogni genitore ha ricevuto il suo elenco di materiale da acquistare e tutto poi messo in comune, a disposizione di bambini, quindi nessun confronto tra questo e quello, ma solo oggetti da usare tutti insieme. Non ci crederete, ma nonostante la richiesta delle insegnanti, il primo giorno di scuola sono arrivati bambini con il loro zaino coloratissimo e materiale personale. Un brutto segnale - ho detto a mia figlia - se fin dall'inizio i genitori non riescono a tener contodei desiderata delle maestre ..... impareranno, diamogli tempo... - è stato il bilanciato commento di mia figlia..

In realtà, dopo l'entusiastico tamtam di mia figlia agli altri genitori della cerchia della materna, il numero di bambini iscritti è salito in maniera esponenziale: ora le classi sono formate da almeno 25/28 bambini. Il direttore di comprensorio è cambiato, e l'unica certezza sono le insegnanti...

E veniamo a jaky.... La sua permanenza a Copenaghen mi pare molto interessante.
A parte le sei ore di lezione a settimana, le ragazze che impazziscono per il maschio italiano con occhi, barba e capelli scuri, lui, partito dall'Italia con una discreta scorta di pasta, viene richiesto come cuoco nei convessi studenteschi: la pasta ha effetti afrodisiaci impensati e inaspettati. Peccato sia già finita.. Urge un rifornimento consistente. Magari manderò un cartone via Corriere.
La città è splendida, la gente cordiale, il clima è quello che è, ma la burocrazia riesce ad essere cavillosa anche li. Incredibile!!!

Lui sta aspettando un permesso di soggiorno che gli permetta di trovarsi un lavoretto, c'è molta possibilità, speriamo che arrivi presto...

 
 
 

COPENAGHEN

Post n°2754 pubblicato il 25 Agosto 2015 da magdalene57
 

 

Alla fine è arrivato il gran giorno. Jaky è partito alla volta di Copenaghen, dove studierà per un anno in una prestigiosa Università.  Tutto grazie all'Erasmis che ha vinto.

Certo non l'avrei pronosticato durante gli anni del liceo, ma queste sono le sorprese che i figli, le persone, sono in grado di farci. 

Ho pianto al momento del saluto. No, non sono andata in aeroporto, mi sarei sentita ridicola, e poi tornerà a Natale, quindi non è per sempre..... Però ho pianto come non ho fatto quando è partito per l'avventura in sud America. Quello era un viaggio di piacere, una vacanza, non ero tranquilla perché sapevo che avrebbe dormito in aeroporto, viaggiato in corriera lungo la Patagonia, dove non incontri nulla, ma proprio nulla, e se vogliono farti fuori stai li e certo nessuno viene ad aiutarti...a salvarti..

Ma questa volta ho pianto davvero. Perché l'ho visto grande, ho visto il suo futuro di viaggiatore da un paese all'altro, (sta già pensando ad una opportunità in Australia...), ed ho realizzato che ormai è mio figlio, ma è ancor di più figlio del mondo.

E l'ho sempre sapito. Quando è nato e una amica gli ha fatto il tema natale (gemelli con ascendente sagittario) mi disse: preparati. questo sarà sempre in movimento....sempre ingiro per il mondo..

Copenaghen è un bel posto, e da quel che abbiamo capito alloggerà in uno studentado appena costruito, in camera doppia con cucina e bagno privati.  La sorpresa sarà il coinquilino con cui dividere per un anno la stanza.... Speriamo bene... che non sia uno troppo noioso....:-) 

Ma sopratutto avrà modo di cimentarsi nella sua materia, parlare inglese, imparare il danese.... aiutooo.. quante cose..

A me ora resta il compito di mettere in ordine la sua camera, rifare il letto perché sia pronto se arrivano Rocco, Diego e Isabella. E sperare che presto i gattini prendano la strada della nuova dimora ... perché sono troppi, veramente troppi, per me..

 
 
 

LUNABLU

Post n°2753 pubblicato il 01 Agosto 2015 da magdalene57
 

Io non lo sapevo nemmeno che avremmo avuto la luna blu. Me ne stavo sul camminamento con un bicchiere di buin vino ad assaporare l'aria fresca.  Ho guardato in alto ed è venuta così.

 
 
 

LA LEGGE DELLA GIUNGLA

Post n°2752 pubblicato il 29 Luglio 2015 da magdalene57
 

Dopo aver preso Tex, ormai cinque anni fa, l'anno scorso ho preso una gatta. ma solo perché facesse il suo dovere di cacciatrice. I topolini del castello erano entrati in casa mia e mi stavano innervosendo. 

Quando Olivia è arrivata abbiamo fatto un po' fatica ad abituarci a lei (parlo per me, e per Tex). Un altro essere che gironzola per casa, che s'intrufola sul divano a tradimento,. si adagia sul letto mentre dormi...  e mangia le crocchette a tradimento.. insomma ce n'è voluta, ma alla fine ci siamo abituati.

E quando ormai la vita aveva preso un andazzo tranquillo e rilassato, ecco che un bel mattino, un alba per la precisione, sento dei miagolii, dei lamenti strani, in camera.

Ancora addormentata mi accorgo che un esserino peloso nuota sul pavimento in cotto, e lei, Olivia, miagola, mi guarda e miagola e poi ... ha qualcosa che sta per uscire da dietro... Oddio!! Stà partorendo!!!

E chi lavrebbe immaginato??? Ha solo un anno, ed è sempre stata molto smilza... non sembrava proprio incinta, anche perché si muoveva con estrema agilità su e già per il terrazzo.

Comunque mi ha piazzato ben tre gatti: Folco, il piccolo, bruttino, nero striato di marrone e rosso; Pezzata, la seconda, con manto che sembra una mucca tricolore e Rum, rosso come la mamma, anzi, la sua fotocopia. Mentre Folco è la fotocopia di quel disgraziato del padre.

Ora stanno crescendo a vista d'occhio. Per fortuna li ho già accasati, due andranno da un amico e Rum a casa di Isabella. Ma per l'intanto io e Tex ammiriamo perplessi e divertiti le loro evoluzioni.  Mangiano ormai anche loro le crocchette di Tex (non le compro per gatti, perché Tex, a pareggio del dare/avere, gliele mangia); si arrampicano sui divani, alle tende, entrano nei cassetti .. insomma  fanno confusione, il diavolo a quattro.Di buono c'è che hanno già imparato a non sporcare in giro.

Ma da due giorni hanno aperto la caccia. La madre, quella fetente, che però sa il fatto suo, va in giro e insegna ai piccoli che non si vive di sole crocchette, ma anche di lucertole, uccellini, biscie. 

E così porta a casa i suoi trofei e li chiama a raccolta a banchettare. Ma proprio dentro casa, non sul terrazzino completamente a loro disposizione, non in torretta, al riparo da occhi indiscreti, no! dentro la MIA casa!!!

Stamani mi son vista sta scenadegna di un film dell'orrore: Pezzata masticava, anzi, risucchiava, quei cinque cm di biscia che ancora restavano fuori dalla sua bocca ... un esperienza che non vi dico... ancora sto male. Ma l'ho lasciata fare, certo è un deterrente.... 

Poi è arrivata la madre con l'uccellino per il banchetto a quattro, e si capisce, una biscia non basta per  tutti

Non ho resistito, ho preso una paletta e cacciato fuori madre, figli e uccellino...

Ora temo, fortemente temo, l'arrivo dei prossimi trofei di caccia... quel che fanno quando io son fuori casa, a mia insaputa, e mi spiego certi strani piumaggi trovati all'ingresso e che avevo attribuito ad una zoffa tra di  loro..

Ecco perché non scrivo. Vivo nella giungla!!

 

 
 
 
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EPISTOLARI AMOROSI

Si parlava con alcuni amici di aprire un blog  di lettere d'amore dall'altisonante nome:

EPISTOLARI AMOROSI

Non ho ben chiaro se intendessero lettere  nuove, o lettere scritte in passato, anche da altri. 
Forse, basta che siano lettere d'amore, nell'accezzione più ampia del termine, penso.

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 Ma, dopo tutto sono un uomo. E tutte
le considerazioni filosofiche
non bastano a impedirmi di
desiderarti, ogni giorno, ogni momento,
con la testa piena dello spietato gemito
del tempo, del tempo che non potrò
mai vivere con te.
Ti amo, di un amore profondo e totale.
E così sarà sempre.

(R.J.W)



DESIDERIO

VORREI PIEGARTI
AL MIO TANGO GIAGUARO
MIA SILFIDE AZZURRA
DELL'ORSA STELLATA,
E AL BRIVIDO CRESPO
DEI TUOI FIANCHI SGOMENTI
ALITARVI D'AGOSTO
IL RANTOLO CUPO
PRIMA CHE TU RITORNI GIUNCO
O IL VENTO CHE LO PIEGA
VORREI COLMARTI
L'INFINITO DEGLI OCCHI
COLL'AMARO DEL SALE
DEL MIO TEMPO PERDUTO,
GRAFFIARTI IL VISO
DI ROSSO VERMIGLIO
SCOPRIRTI IL SENO
AL BACIO INFUOCATO
PRIMA CHE TU RITORNI VENTO
O IL GIUNCO CHE SI PIEGA



Io sono certa che nulla più soffocherà
la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni
nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.


Alda Merini, da "La Terra Santa"

 

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L'ANATEMA DEL DAMA, DAMINA E
DAMIGIANA

'Per ora mando neve e tempesta
ma una salvezza soltanto vi resta:
organizzate un altro ritrovo
e il Cavaliero invitate di nuovo.
Voglio vederli pur'io stucchi e specchi,
basta carretti di robivecchi!
Se non farete per ciò buon ufficio
scaglio su voi orribile maleficio:
che non possiate mai più godere
del dolce strufolo o della pastiera!
Stretta la foglia, verrà ancor l'estate:
facit'ampressa, e organizzate!

 

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Motive, power, and action, arising from Inspiration and Impulse.

The Lovers represents intuition and inspiration. Very often a choice needs to be made.

Originally, this card was called just LOVE. And that's actually more apt than "Lovers." Love follows in this sequence of growth and maturity. And, coming after the Emperor, who is about control, it is a radical change in perspective. LOVE is a force that makes you choose and decide for reasons you often can't understand; it makes you surrender control to a higher power. And that is what this card is all about. Finding something or someone who is so much a part of yourself, so perfectly attuned to you and you to them, that you cannot, dare not resist. This card indicates that the you have or will come across a person, career, challenge or thing that you will fall in love with. You will know instinctively that you must have this, even if it means diverging from your chosen path. No matter the difficulties, without it you will never be complete.

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