Creato da marea14 il 13/02/2007

Pensieri in libertà

politica e società

 

 

« Da Palermo tutto è comin...L'Aquila bella mè te vo... »

Io ricordo. Io mi ribello.

                                
Da diversi mesi non sto più scrivendo. Avrei molte cose da dire ma resto muta di fronte ad un susseguirsi di eventi che mi lasciano senza parole mentre una marea di riflessioni si affastella nella mia mente.
Ma oggi non posso tacere perché la ribellione che è in me è diventata incontenibile … e il mio silenzio si è tramutato in urlo. Un urlo di rabbia, di dolore, di rivolta.
Oggi molti migranti di Rosarno sono stati messi su alcuni autobus e sono stati trasferiti altrove, molti altri se ne stanno andando via in fretta e furia per paura … una paura che si legge visibilmente nei loro occhi e nel tono delle loro parole … fuggono per non essere presi a fucilate o a sprangate da chi fino ad ieri li ha sfruttati riducendoli in uno stato di schiavitù e costringendoli ad una vita degradante e disumana. A Rosarno si è scatenata la caccia al negro … perché i negri non devono osare di chiedere diritti ma devono restare invisibili e sottomessi. A Rosarno si bruciano le case che ospitano extracomunitari in regola con i permessi di soggiorno … e al TG ho sentito addirittura affermare che non hanno diritto alle case “perché loro nelle case non ci sanno stare” …
Rosarno terra di Calabria, quella stessa Calabria che fino a non molti anni fa ha visto i propri figli emigrare in massa nel mondo intero in cerca di un lavoro che consentisse di sopravvivere. Rosarno sembra aver perso la memoria.
Ma io ricordo.
Io ricordo la miseria di questa mia amatissima terra. Allora ero bambina ma molte cose mi sono rimaste nella mente e nel cuore. Indelebili.
Io ricordo il dolore di chi era costretto ad emigrare ed il dolore di chi restava perchè non sapeva se avesse potuto mai riabbracciare chi andava via … e partire era un po’ come morire.
Io ricordo le valigie di cartone legate con lo spago e le lacrime dei contadini che venivano a “licenziarsi” (che da noi significa salutare prima di partire).
Io ricordo che si faceva di tutto per poter andare altrove a cercare lavoro perché qui, in Calabria, si faceva la fame.
Io ricordo che la miseria esistente era tale che le mamme più povere supplicavano il Patronato scolastico per ottenere l’accesso alla mensa per i propri figli in modo da poter assicurare loro almeno un pasto al giorno.
Io ricordo bambini e ragazzi cresciuti lontano dall’affetto dei loro genitori, partiti per poter dare un futuro migliore ai propri figli … ragazzine rimaste a fare da mamme ai fratelli minori … ragazzine private della loro infanzia.
Io ricordo innumerevoli matrimoni per procura fatti al solo scopo di poter andare in America.
Io ricordo che la stragrande maggioranza dei nostri emigrati, pur di poter mandare i soldi a chi era rimasto a “casa”, ha vissuto gli stessi disagi ed ha sofferto le stesse umiliazioni dei migranti che oggi si trovano a Rosarno.
Io ricordo tantissimi vecchi contadini che venivano da mio padre per farsi leggere (a quel tempo c’era ancora molto analfabetismo) le lettere scritte dai loro figli che erano andati negli Stati Uniti o in Canada, o in Australia, o in Germania … era sempre una gran festa quando arrivava la posta: i loro occhi brillavano ma sui loro volti c’era anche molta ansia per la paura di brutte notizie … e non mancava mai la commozione al pensiero che si poteva morire senza avere la possibilità di rivedere una persona cara.
Io ricordo la gratitudine fortemente sentita e dimostrata quando venivano a casa mia per farsi scrivere le lettere da mandare ai propri figli o mariti o fidanzati.
Io ricordo che perfino nella civilissima Torino erano esposti cartelli in cui era chiaramente scritto che non si affittava ai meridionali … e in molti locali della Svizzera o della Germania era vietato l’ingresso agli italiani …
Tutto questo è sofferenza ed io la ricordo.
Ed è per questo che mi è insopportabile vedere che questa mia terra che ha tanto sofferto, questa mia terra che conosce benissimo il terribile dramma dell’emigrazione, questa mia terra che ha versato tante lacrime e che è intrisa del sangue di suoi figli uccisi all’estero per xenofobia o morti per condizioni di lavoro disumane, sembra aver dimenticato che un giorno non molto lontano gli “africani” eravamo noi (come direbbe Gian Antonio Stella) … e riserva a chi è venuto qui per sopravvivere, la stessa violenza e lo stesso trattamento razzista che altri hanno usato contro i nostri emigrati.
Questa terra è la mia terra ma vorrei tanto che questa mia terra avesse maggiore memoria perché oggi sta tradendo se stessa e sta dando uno schiaffo alla sofferenza subita dalla sua stessa gente.
Avrei voluto vedere almeno una parte degli abitanti di Rosarno scendere in piazza accanto ai migranti perché questo significa non solo solidarietà ma anche lotta per i diritti umani, ribellione alle logiche mafiose che sfruttano e tengono in schiavitù gli “africani” e lotta per l’affermazione della dignità dell’uomo sempre ed ovunque.
E l’immagine degli extracomunitari costretti a fuggire per paura di essere aggrediti o uccisi è, per me, intollerabile. Come essere umano, ma soprattutto come figlia di una Calabria che porta ancora le ferite dell’emigrazione e che gronda del sangue delle vittime della ‘ndrangheta, la solitudine dei migranti è la mia solitudine, le loro lacrime sono le mie lacrime, la loro rabbia è la mia rabbia, il loro dolore è il mio dolore, la loro richiesta di giustizia è la mia richiesta di giustizia, la loro ribellione alla ‘ndrangheta è la mia ribellione alla ‘ndrangheta.
“Dovremmo reagire a ciò che è accaduto a Rosarno interrogandoci” ha scritto oggi Moni Ovadia. Concordo.
Io ricordo. Io mi ribello. Dobbiamo ricordare. Dobbiamo ribellarci. Tutti.

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Commenti al Post:
grazia.pv
grazia.pv il 10/01/10 alle 08:27 via WEB
Abbiamo la memoria corta e siamo indifferenti di fronte alle sofferenze umane. Buongiorno. Tristissimo quello che è successo....
 
 
marea14
marea14 il 10/01/10 alle 20:34 via WEB
E' proprio così. Ma la cosa che mi indigna di più è che i rosarnesi non sono scesi in piazza al loro fianco per combattere insieme le minacce e le prevaricazioni della 'ndrangheta ... è così la caccia all'uomo ha avuto facile gioco. La 'ndrangheta ha vinto ancora una volta.
 
   
grazia.pv
grazia.pv il 11/01/10 alle 16:55 via WEB
ha vinto il "partito dell'amore...."
 
     
marea14
marea14 il 12/01/10 alle 22:46 via WEB
:-)
 
swala_simba
swala_simba il 10/01/10 alle 11:28 via WEB
Ciao, amica mia ..
Sono appena tornata da una lunga permanenza nel Mali..
ho letto sui giornali e una grande nuvola nera mi è scesa sul cuore, ma sapevo che qui avrei trovato le parole giuste. Grazie!
 
 
marea14
marea14 il 10/01/10 alle 20:50 via WEB
E' bello ritrovarti qui. Damiano Zito, a proposito di Rosarno, ha scritto: "Gli africani ci stanno insegnando che agendo insieme, si può cancellare la paura e il senso di frustrazione, ci stanno insegnando il sano principio dell’inviolabilità della persona umana. [... omissis ...] Il loro gesto è l’ultimo stadio di una sofferenza covata nel tempo e dovuta all’ostilità mostrata da un’Italia che considera criminale chi è senza casa, senza soldi e viaggia su un barcone, rischiando la vita in cerca di un futuro migliore da dare a sé stesso e alla propria famiglia. Mi chiedo come facciamo noi, che abbiamo avuto antenati morti per la mancanza di cibo mentre andavano in giro a chiedere l’elemosina, a non capire la loro situazione. Come facciamo a restare inermi davanti allo sfruttamento delle loro braccia, dei loro corpi magri, nutriti da arance e mandarini. [... omissis ...] Davvero non riusciamo a capire che quella degli africani di Rosarno e di Castel Volturno è una vera e propria denuncia? Non vogliono sottostare, non vogliono rassegnarsi. Stanno chiedendo rispetto e libertà. Gli africani pagheranno la loro violenza. Ma si assuma la propria responsabilità chi ha alimentato il razzismo verso chi ha un colore della pelle diverso dal nostro o non professa la nostra stessa religione, si assumano responsabilità coloro che alimentano l’odio verso questa gente, facendo credere agli italiani che il male di questo Paese sia la diversità culturale e non le mafie che rappresentano invece il cancro incurabile di una Repubblica fondata sul sangue dei giudici Falcone e Borsellino." Condivido queste parole.
 
   
swala_simba
swala_simba il 10/01/10 alle 23:19 via WEB
commentavo nel blog di Nino:
A voler ricordare la situazione di Rosarno non è nuova: è da anni che Medici senza Frontiere la definiscono “emergenza umanitaria”.
Nel dicembre del 2009 sul loro sito scrivevano : “ sfruttamento sul lavoro, scarso accesso alla salute, alloggi totalmente inadeguati ed episodi di violenza costituiscono la realtà quotidiana degli stagionali in quest'area”..
Ma si è preferito non vedere per poter dire di non sapere… o peggio per poter ancora una volta annunciare giri di vite contro la clandestinità, perché nella concezione “solidale” di questa Italia sempre più strana, gli unici responsabili di ogni male sono loro i migranti sfruttati ogni giorno da un lavoro che comincia all alba sui campi e va avanti per tutto il giorno per un'intera giornata e per poco più di 20 euro.
Che pretendono in fondo… sono clandestini, non hanno il fatidico, burocratico pezzo di carta e allora possono anche permettersi di non pagarli…
Ma poi si accorgono che sono uomini che hanno il vizio di rendersi visibili, che hanno ancora il coraggio e la dignità per protestare… e allora i “bravi cittadini” si svegliano dal lungo sonno che gli ha impedito di vedere come vivevano questi nuovi schiavi e si indignano..
Verrebbe da pensare che saranno accanto ai migranti che si ribellano anche contro quella ndrangheta che la fa da padrona, ma no!!!
Nessun ascolto, nessuna comprensione, nessuna voglia di uscire dal gioco perverso e allora si sceglie la strada più facile e si riprende a dormire…

Le mie sono piccole parole a caldo, con la sofferenza di chi torna e ritrova ancora la stessa nube nera che ammanta questo splendido cielo...
Tuttavia, finchè leggerò le tue parole e quelle dei tanti che stanno mostrando anche il retro della medaglia, penserò che ancora si può fare e che è sempre importante esserci.
Notte buona e quieta, mia cara :*

 
     
marea14
marea14 il 11/01/10 alle 00:18 via WEB
E' un rapporto estremamente interessante di cui, però, si è parlato molto poco. E, purtroppo, è di grande attualità ancora oggi, come è di grande attualità il documentario (realizzato da Medici Senza Frontiere insieme al rapporto) sulla situazione dei migranti che lavorano come stagionali in agricoltura. E' stato girato in Puglia ma la situazione è alquanto simile a quella calabrese: http://www.youtube.com/watch?v=gfXlmckS2Kc&feature
 
bruno14to
bruno14to il 11/01/10 alle 20:35 via WEB
Ciao, abbiamo perso la memoria storica. Abbiamo dimenticato la nostra emigrazione ricca di sofferenza. Un bacio
 
 
marea14
marea14 il 12/01/10 alle 22:44 via WEB
Sono troppe le persone che hanno perso la memoria. Bisogna ritrovarla.
 
cateviola
cateviola il 12/01/10 alle 10:35 via WEB
Ciao Marea, speravo saresti tornata a scrivere, con la passione per l'umanità. Oggi non ho più parole, tanta tristezza... mi affido a un'immagine, una vignetta fotografata dal giornale di ieri ancora aperto sul tavolo ... due battute, un ritratto di società
 
 
marea14
marea14 il 12/01/10 alle 22:44 via WEB
Quello che è accaduto a Rosarno è gravissimo e ci invita a riflettere e a reagire.
Non dobbiamo, però, commettere l’errore di generalizzare. La mia rabbia oggi è tanta ma nello stesso tempo trovo che sia molto bello ed importante sapere che a pochi chilometri da Rosarno ci sono Riace, Badolato e Caulonia che rappresentano l’altro volto della Calabria in quanto portano avanti una importante azione di accoglienza ospitando moltissimi profughi.
In particolare il Sindaco di Riace (che ha subìto anche intimidazioni mafiose) ha affermato: « Ero arrabbiato, è la politica dei paesi ricchi che creano una situazione tanto difficile che spinge la gente a partire dal loro paese. Sono vittime. Non ero ancora sindaco ma con il mio migliore amico, adesso morto, abbiamo voluto impiegarci per aiutare questi sfortunati. Non assisterli ma trovargli lavoro, case, condizioni di vita decenti e ci siamo messi a sognare. Mentre Riace Marina è affolata durante la stagione, Riace Superiore la parte antica del comune si é addormentata, vuotata dei suoi abitanti partiti a lavorare al Nord o sistemati sul lungomare. E se questi profughi ci aiutassero a svegliarla? Che le vie si animassero, che le imposte si aprissero di nuovo, che si sentisse gente parlare e ragazzi ridere…… . »
A Riace ci sono curdi, serbi, eritrei, iracheni ed i loro bambini parlano anche il calabrese.
 
   
jigendaisuke
jigendaisuke il 05/04/10 alle 23:51 via WEB
conoscevo l'esempio di riace, non di badolato e caulonia. Ma sono mosche bianche, in una terra stuprata dalla 'ndrangheta e dal caporalato, che una volta sfruttava i calabresi, che poi per fuggire dalla servitù della gleba, scappavano a milano o torino o genova... Dimentichi che i cartelli all'estero, in belgio ad esempio non dicevano vietato l'accesso agli italiani, ma vietato l'accesso ai cani e agli italiani!
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 10/04/10 alle 13:21 via WEB
Guardando a cosa siamo diventati, penso che quei cartelli "oggi" sarebbero offensivi per i cani.
 
     
marea14
marea14 il 11/04/10 alle 17:45 via WEB
In un certo senso devo, purtroppo, ammettere che hai ragione.
 
grazia.pv
grazia.pv il 12/01/10 alle 23:27 via WEB
Certamente non dobbiamo fare di tutta l'erba un fascio, ma quelle immagini fanno troppo male.
 
 
marea14
marea14 il 31/03/10 alle 22:48 via WEB
Sì, fanno molto male ...
 
giampi1966
giampi1966 il 09/02/10 alle 17:22 via WEB
Bellissimo post, attraverso i miei genitori il ricordo mi appartiene e per fortuna a differenza di molti italiani celebrolesi ho la memoria lunga. Un abbraccio
 
 
marea14
marea14 il 31/03/10 alle 22:49 via WEB
Grazie :-)
 
swala_simba
swala_simba il 31/03/10 alle 07:56 via WEB
ti saluto anche qui da te :)
diceva un tale: "addà passà a nuttata"...
diciamo noi: - vabbè... purchè non sia troppo lunga... -
mia cara, so che il tuo cuore non si spaura e mantiene inalterati la sua forza e la sua capacità di indignazione e di denuncia, mescolati con il grande amore per questa umanità dolente che ci circonda...
Grazie a a risentirci presto :))
 
 
marea14
marea14 il 31/03/10 alle 22:51 via WEB
"Napoli milionaria" del grandissimo De Filippo ... adoro il teatro di Eduardo De Filippo. Mi auguro anche io che questa nottata sia breve. Un abbraccio e buon viaggio :-)
 
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