Community
 
donulissefr...
Sito
Foto
   
 
Creato da: donulissefrascali il 29/10/2005
Rinnovamento Sociale per la partecipazione di tutti ai diritti umani.

Area personale

 
 

Ultime visite al Blog

donulissefrascalidragonshareulcinomorganaa1Ancientroseservice.consult2008raba_ramasalvatorep62miky1065REBECCHINIsuntreeginevrasdreamluenyasusyQQdiamanti79_1
 

Sognando Itaca-1

 

Sognando Itaca-2

 

Sognando Itaca-3

 
Citazioni nei Blog Amici: 57
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 

Tag

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

links

 

 

 

PROFITTO

Post n°288 pubblicato il 13 Novembre 2009 da donulissefrascali

 

PROFITTO    

Il profitto e la distribuzione della ricchezza,sono due elementi,apparentemente contrastanti, ma che  risultano fondamentali se operanti in simbiotica armonia, per la formazione di un vero e concreto stato sociale. In termini generali il profitto è definibile come una forma di reddito che può essere presente in una economia priva di un programma che determini il quantitativo di produzione e distribuzione del prodotto sociale. La diversità delle nozioni riguardanti il profitto,non solo diperndenti dai rapporti economico sociali tra gli individui,ma anche delle particolari finalità e obiettivi legati ai programmi produttivi,rendono il discorso sul profitto e sulla distribuzioe dei beni difficile e complesso. Una teoria del profitto dovrebbe rispondere a molti interrogativi ed esigenze. Per esempio:il profitto offre un contributo alla formazione del prodotto sociale?  Nel rappresentare un'economia che abbia decisioni di produzione e di spesa decentrato e quindi non legato al gruppo produttivo, ma a chi pone il capitale,una volta fissata la distinzione fra gli operanti,che  relazione di equità è possibile instaurare tra il profitto e le rimunerazioni? L'esigenza di distinguere il  profitto del proprietario e la rendità  del salario del lavoratore dipendente.       

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 4
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

PEDEGOGIA E LIBERTA'

Post n°287 pubblicato il 17 Ottobre 2009 da donulissefrascali

PEDAGOGIA  E LIBERTA'

Nel diciottesimo secolo i pensatori progressisti fecero circolare idee di libertà,democrazia e autodeterminazione, e dalla prima metà del novecento tali idee cominciarono ad entrare nella pedagogia. Il principio che sta alla base dell'autodeterminazione è di sostituire l'autoritarismo con la libertà, di aiutare il giovane a scoprire se stesso,ad avvertire la sua esperienza interiore,di agevolare il confronto con i suoi simili per una continua ricerca antropologica dell'etica. Ne deriva quindi che il primo problema ed il primo obiettivo della pedagogia è quello di portare il giovane a realizzare e ad esprimere se stesso,a concretizzare la propria creatività e a costruire gradualmente la propria personalità e maturità. Questo atteggiamento segnò l'inizio dell'educazione progressista. I risultati però si manifestarono spesso deludenti. E' errato allora il principio dell'educazione alla libertà? Direi di no: ritengo solo sia stato pervertito il concetto di libertà e ritengo quindi si debba fare chirezza, e che prima dobbiamo capire qual'è la natura della libertà.         

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 9
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

LA LIBERTA' : EDUCARE ALLA LIBERTA'

Post n°286 pubblicato il 15 Ottobre 2009 da donulissefrascali

LA LIBERTA' : EDUCARE ALLA LIBERTA'   

Una brevissima introduzione,non di natura ideologica ,ma di prassi operativa per rispondere agli interrogativi della tesi per capire e definire il senso di libertà, e cosa significa essere padroni di se stessi . Sono temi complessi sui quali è importyante ragionare e discutere. Il pensiero individuale che si desidera esprimere, essendo temi molto delicati, per avere una adeguata risposta,è importante che ognuno esprima se stesso e le sue finalità. Ogni trasformazione sociale, per avere successo, dipende dalle modifiche della struttura  sociale,e dai rapporti fra le persone: non puo nascere una nuova società se non nasce una nuova figura umana funzionale ad essa. La pedagogia è finalizzata a riformare la società, e a cambiarla in base ai bisogni dei cittadini. Quale concezione dell'uguaglianza è coerente con la libertà? E' compatibile combinare il valore della libertà con altri valori o fini sociali quali l'uguaglianza,la stabilità,  il benessere.         

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

TESTO TRADOTTO DAL LATINO DEL 12VIII

Post n°285 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da donulissefrascali

TESTO  TRADOTTO  DAL  LATINO  DEL  I2VIII  

Ho tradotto dal latino scritto nel mille duecento otto, e riportato  per invitare i lettori a una riflessione  sulla realtà  vissuta  dai  cristiani  a quel tempo  e per promuovere una vera  conoscenza del Cristianesimo delle origini.

Maiardino, insignito giustamente nei  Sacri Ordini solo come Suddiacono: come Vescovo viene eletto rapidamente Geremia; per accelerata promozione al diaconato e al presbiterato  emerge Innocenzo III,deliberato come Vescovo XI titolare di Modena,nel capitolo 13 delle ordinazioni. Maiardino chiarì molte prerogative, e in queste difficoltà agi rispettando i bisogni dei cittadini, e nella Chiesa ampliare con sollecitudine una buona pastorale,quando i Pontefici e gli Imperatori con sontuosità curavano i benefici e la stessa città per i numerosi residenti promovendo ordinamenti civili: in tal modo offrivano alla base popolare notevoli benefici.     

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

L'EDUCATORE

Post n°284 pubblicato il 17 Settembre 2009 da donulissefrascali

L'EDUCATORE 

Vorremmo prospettare  alcune linee  ideologiche atte a definire l'azione educativa dell'educatore,per promuovere,con la formazione dei giovani, un equilibrato sviluppo della vita sociale. Il bisogno di socialità si manifesta già nella prima infanzia, e le attività di gruppo assumano una loro particolare importanza. L'aspetto dominante del bisogno di socialità, si esprime nei bambini con l'organizzazione del gioco. Piace ai bambini l'inserirsi in gruppi, ed avere un'intensa attività ludica. La funzione dell'educatore,con i suoi interventi, serve ad indicare tecniche cooperative e ad aiutare a capire le diverse situazioni del gruppo,concorrendo a favorire l'armonia sociale e il dialogo. Nasce durante l'adolescenza la tendenza a formare gruppi misti. Gli adolescenti mostrano una maggior cura e attenzione nelle scete degli amici.Iniziano a preoccuparsi delle loro relazioni sociali,e si angustiano se non riescono ad adattarvisi. Gli educatori debbono sentire la responsabilità di guidare i giovani. Gli educatori,con il loro modo di operare, democratico e non dittatoriale , incoraggeranno i giovani ad asumersi impegni di maggior serietà, orientati verso un loro futuro di cittadini di una società libera e democratica.          

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 8
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

POTERE E CRISI SOCIALE

Post n°283 pubblicato il 02 Settembre 2009 da donulissefrascali

POTERE  E  CRISI  SOCIALE      

Il significato più generale di potere  espresso da Platone nel sofista è una definizione che afferma la capacità di influenzare un'altro o di essere influenzato da un'altro.Il concetto però di potere che riteniamo sia giusto esprimere, è strettamente legato al tema che ci siamo prefissi di trattare: il potere sociale. Gli obiettivi e le finalità quindi di tali poteri sono determinati dalla volontà e dalla capacità di attivare, nella società , deterninati cambiamenti che mantaengano vivi e presenti,nella base , la speranza di una positiva  evoluzione sociale. E' opportuno,però, far notare che non tutti i cambiamenti dipendano dalla volontà di quanti sono inseriti nel potere. Se poi analizziamo i contrasti,i conflitti, i desideri rivendicati dai cittadini, i problemi che ne deriverebbero sarebbero molto complessi. Le azioni  di chi è insediato nel potere,o ne è il rappresentante , debbono essere finalizzate alla realizzazione di interessi comuni della collettività  e non possono essere finalizzate a favorire gli interessi personali dei potenti. E' per questo fatto specifico che si viene a determinare   che il potere politico è il potere che emerge dall'intera comunità popolare.                 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 10
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

LA LEGGE NELL'ATTIVITA' PEDAGOGICA

Post n°282 pubblicato il 28 Agosto 2009 da donulissefrascali

LA  LEGGE  NELL' ATTIVITA  PEDAGOGICA    

Una persona che sia vissuta in un clima educativo, onesto, sincero, certe norme le impara da sola se può disporre di modelli ai quali può fare riferimento. Se poi tra mio figlio  e me esiste un felice rapporto educativo, sarà lui stesso a scegliere un comportamento chje gli sembrerà più opportuno e più rispettoso. Per il comportamento umano vi sono norme etiche e norme morali. Per una sana educazione sono più importanti i punti di riferimennto o le norme. Con l'esperienza della mia crescita ritengo che faciliti maggiormente e faccia più chiarezza avere buoni punti di referimento. Da una persona della quale vedi chiaramente i comportamenti, puoi imparare qualcosa, ed è più utile che avere delle norme e ricevere degli ordini. Nella vita siamo oppressi da una infinità di norme: mi sono sentito confuso e coartato nella mia crescita. Con una norma ti scontri mentre con una persona dialoghi. Nel dialogo ognuno fa la sua parte e nasce qualcosa di costruttivo per tutti. E' difficile stabilire  un rapporto sociale tra persone che non hanno un confronto e un dialogo. Il potere determina delle norme e i cittadini le debbono seguire: è un sistema oppressivo     

   

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 14
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

CRISTIANESIMO E POTERE

Post n°281 pubblicato il 17 Agosto 2009 da donulissefrascali

CRISTIANESIMO  E  POTERE 

Per definire le ripercussioni,i comportamenti tra il potere e una realtà religiosa, come potrebbe verificarsi con il Cristianesimo o altra religione, è essenziale definire cosa si intenda per potere,e cosa realmente rappresenta. Nel suo significato generale "Potere" indica il compito, la capacità di operare e di produrre effetti e può essere riferita sia ad individui che a gruppi di organizzazioni sociali. Inteso poi in senso prettamente sociale, in rapporto alla vita dell'uomo  nella società, il potere diviene un compito e una capacità dell'uomo,inserito come dirigente nell'organizzazione di una struttura pubblica, per determinare la condotta dei suoi simili. L'uomo non è solo il soggetto, ma anche l'oggetto del potere, perchè il potere deve avere una funzione sociale. E' potere sociale il compito del padre di impartire ordini ai figli: di un governo di impartire comandi ai cittadini, mentre non è una funzione dell'uomo di potere il controllare gli ordini e il gestire in senso dittatoriale i suoi compiti. Da quanto premesso ,deve determinarsi la natura di un rapporto tra Cristianesimo e potere, che deve essere assolutamente rispettoso della dignità di ambedue.          

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 4
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

STATO SOCIALE E ASSISTENZIALISMO

Post n°280 pubblicato il 11 Agosto 2009 da donulissefrascali

STATO SOCIALE E ASSISTENZIALISMO 

Nel senso etimologico il termine assistenza,indica una generica azione di soccorso che può trovare significati diversi: carità, beneficenza, filantropia. Il problema però resta immutato per il fatto che in questa definizione generica restano imprecisati i contenuti e i caratteri degli aiuti erogati.Un primo elemento positivo e chiarificatore potrebbe derivare dall'abbinamento al termine assistenza con il termine Vangelo, che è la voce del popolo: la base popolare che recepisce il Messaggio Evangelico e oralmente lo trasmette ai suoi simili. Ed è proprio con questa realizzazione di una vita assembleare,investita di grande autorità, che al popolo veniva assegnato non il compito di abolire determinati privilegi di chi deteneva  il potere,ma di promuovere la nascita dell'uguaglianza  giuridica di tutti i cittadini. L'aspetto innovativo di questa definizione è dato dalla relazione che si stabilisce tra la natura degli aiuti e la finalità per la quale questi sono erogati. Deve emergere chiara la finalità del rinnovamento istituzionale che ha origine dal discorso Evangelico e dall'assistenzialismo caritativo.  

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 2
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

PAROLA AI GIOVANI

Post n°279 pubblicato il 07 Agosto 2009 da donulissefrascali

 PAROLA  AI  GIOVANI  

 Occorre  analizzare  il grande tema delle condizioni sociali  che alimentano più o meno intensamente  il fenomeno droga  nelle nostre società. Quando si afferma  che la droga è radicata nella storia,nelle tradizioni ,in risposta ai bisogni vitali di tutti i popoli,non è certamente  esatto. Vi è un legame essenziale espresso e messo al centro delle nostre riflessioni. Lo sviluppo e la trasformazione sociale e la nascita   di forme di disagio  particolarmente nei  giovani, e quindi per questo  a far uso e consumo di droga, se questa tesi corrisponde a verità,come penso che non vi siano dubbi, viene naturale domandarci, che nel futuro dobbiamo rassegnarci a convivere con la droga. L'individuazione delle iniziative capaci di alleviare le forme più pesanti di disagio sociale,è un fatto che non può certamente risolversi in un giorno, ma si deve mettere in gioco il potere politico che dimostri chiaramente la volontà di promuovere politiche sociali che facciano nascere nella base la speranza e la fiducia in un avvenire diverso. (Testimonianza di FRANCESCO)

    

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 2
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

PERCHE' LA DROGA

Post n°278 pubblicato il 06 Agosto 2009 da donulissefrascali

PERCHE'  LA  DROGA    

Ci poniamo un interrogativo per rispondere a un problema che assilla l'opinione pubblica creando tensione nella realtà sociale. L'obiettivo proposto è di illustrare e capire le cause che quasi costringono un'essere umano,prevalemtemente giovane, a far uso di sostanze stupefacenti.Il dibattito molto animato è finalizzato concretamente ad evidenziare le cause di tale fenomeno che pur essendo un problema complesso e difficile da affrontare non è logico ignorarlo perchè si presenta come il problema  più grave esistente nell'odierna realta sociale.Furti,scippi, microcriminalià sono episodi ogni giorno presenti nella vita delle nostre città. Le vittime degli incidenti stradali, di giovani che ritornano alle loro case dopo una nottata da balordi passata in discoteca,sconvolti dall'alcool o dalla droga,sono una drammatica realtà che spesso sconvolge le famiglie. Si parla del fenomeno con l'intento di volerlo attrbuire a nuove patologie che colpiscono i giovani. In effetti è una realtà molto complessa che non si può banalizzare rapportandola unicamente a un fatto puramente sanitario.         

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 6
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

LA LEGGE FUNZIONALE ALLA DEMOCRAZIA

Post n°277 pubblicato il 04 Agosto 2009 da donulissefrascali

LA LEGGE  FUNZIONALE ALLA  DEMOCRAZIA                 

Per  definire la funzionalità della legge alla democrazia è fondamentale definire in senso filosofico il concetto di giustizia. Per Platone la giustizia era la virtù dell'ordine ,funzionale non solo ad assicurare nella realtà sociale l'equilibrio fra le classi, fra i cittadini, ma anche nella vita intellettuale: l'equilibrio delle tre espressioni dell'anima : intelletto, affettività, e desiderio. La giuistizia umana  appariva quindi come la realizzazione di un ordine ideale, fondato su una struttura nella quale esistesse un'uguaglianza di rapporti,di diritti e di doveri. A differenza di Platone,parte dall'uso dei termini "giusto e ingiusto".Siccome però il senso delle parole si comprende più facilmente attraverso la loro negazione, Aristotele prende l'avvio definendo tre tipi di ingiustizia: ! ) ingiusto è chi viola la legge; 2 ) colui che guadagna più di quanto gli spetti; 3 ) colui che non rispetta l'uguaglianza. L'uomo che approfitta di una sua posizione sociale  e accumula una quantità di beni procurando disagi ai suoi simili infrange a suo favore l'uguaglianza al diritto alla vita.    

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 6
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

PADRONI DI SE STESSI ED AUTOEDUCAZIONE

Post n°276 pubblicato il 28 Luglio 2009 da donulissefrascali

PADRONI  DI  SE  STESSI  ED  AUTOEDUCAZIONE  

Lo stretto rapporto tra pedagogia e filosofia implica  che i problemi dell'educazione siano risolti secondo esigenze più profonde di quelle che ha in se l'esperienza educativa. Anche per l'educazione l'esperienza deve reintegrarsi sul piano del pensiero che ci dice che l'uomo è un essere che si determina e che agisce consapevolmente, che costruisce poco a poco la sua vita. Vi si riconosce in quanto è un suo sforzo di realizzazione , ed aspira al meglio perchè il bene che realizza abbia unsuo valore. La conquista e la sua realizzazione è l'esperienza dell'uomo affidata alla coscienza di se che rende ragione del suo divenire. L'auto coscienza si trasforma nella consapevolezza che l'individuo ha di se come soggetto.Gli oggetti stessi,gli obiettivi che l'uomo si pone, fanno parte integrante dell'auto coscienza in quanto la coscienza di un fine non può che essere la conoscenza che il soggetto ha di se stesso in una sua determinazione. Allora lo spirito dell'auto educazione si risveglia spontaneamente e l'individuo prende coscienza del dovere di auto educarsi che sostanzialmente è frutto dell'attuazione continua di personali decisioni responsabili e dell'accettazione dell'antropologica socialità      

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 0
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

REALLTA' PEDAGOGICO EDUCATIVA NELLA SOCIETA'

Post n°274 pubblicato il 23 Luglio 2009 da donulissefrascali

Il cambiamento dell'educazione tradizionale e della sua consorella chiamata pedagogia ritengo sia da considerarsi uno dei fini primari per un rinnovamento isttuzionale della società.Se è vero che lo scopo al quale tende l'educazione è determinato dall'adattamento dell'individuo al costume vigente è logico che con alla base una tale educazione,nessun progresso potrà mai essere realizzato dall'uomo. E' errato ritenere che l'individuo in genere e tutti gli individui si debbano adattare ad un sistema vigente uguale per tutti, che è sinonimo della negazione dell'espresione di se stessi. Tutto ciò che non evolve,che è statico, non da origine a progresso. La condizione umana deve essere  migliorata e quindi cambiata. Il cambiamento sarà più naturale quando un individuo riesce ad esprimere se stesso. La tecnologia si è evoluta e siamo diventati macchine anche noi, senza prendere coscienza che quanto ci necessita non è il dover rincorrere realtà materiali ma il sentire ma sentire i veri bisogni del vivere. L'educazione di oggi non ci permette di pensare alla nostra vita ma ci fa seguire delle illusioni  che abbiamo scelto spinti da condizionamenti pubblicitari.                     

 

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 2
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 

LA PROPRIETA AL SERVIZIO DELLA PESONA: DISTRIBUZIONE DEI BENI E PROPRIETA'

Post n°273 pubblicato il 21 Luglio 2009 da donulissefrascali

I problemi del lavoro sono strettamente legati a quelli della proprietà e della ripartizione dei beni della terra. Come il lavoro, la prprietà è eminentemente al servizio della persona e da questo carattere personale derivano i suoi diritti e la sua funzione. L'armonizzazione di diversi gruppi sociali nel seno di una stessa comunità richiede una ripartizione ugualmente armoniosa dei beni creati per tutti; ripartizione che si estende oltre le frontiere nazionali e lega tra loro i popoli, non sempre fortunati ed evoluti allo stesso modo, attravesrso diritti e doveri reciproci. Pio XII in parecchie circostanze, si è chiaramente pronunciato su questi diversi punti. Esiste, primo fra tutti,un diritto fondamentale dell'uomo di usare i beni materiali della terra. Pio XII cerca di mostrare le conseguenze di un tale diritto nelle condizioni dell'umanità di oggi. Pio XII riferendosi su questo argomento a Pio XI nell'enciclica Quadragesimo Anno,cita: " A ciascuno si deve attribuire la sua parte di beni; e bisogna procurare che la distribuzione dei beni creati, che ognuno vede quanto ora sia causa di disagio  per il grande squlibrio fra i pochi straricchi e gli innumerevoli indigenti,venga ricondotto alla conformità con le norme del bene comune e della giustizia sociale.    

 
Trackback: 0 - Scrivi Commento - Commenti: 2
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink
 
 
« Precedenti Successivi »