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« Il micioCiao a te »

Il dolore dell'abbandono

Post n°7 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da Less.is.more
 

La smisurata paura dell’abbandono si accompagna ad una collera repressa e a una
rabbia che non ha mai potuto
esprimersi.

Tentando di compensare una perdita con una presenza, sprechiamo tempo ed energia.
E’ meglio lasciare dentro di noi uno spazio per un nuovo amore o per un’amicizia che
nasce.

Ripiegandoci su noi stessi e sviluppando una corazza così spessa che nessuno oserà
avvicinarsi, non facciamo altro che privare il nostro essere del suo legittimo bisogno
d’amore o di compagnia. Per paura di essere rinnegati o abbandonati neghiamo noi
stessi e ci abbandoniamo. Privarsi della tenerezza e dell’affetto di cui si ha tanto bisogno
per paura di soffrire ancora è un po’ come mutilarsi il cuore.
                             .

 

Prima di tutto, la tappa più importante è prendere coscienza di questa terribile paura
dell'abbandono.
  Dopo essere diventati più tolleranti nei confronti dell’imperfezione del
mondo, dell’onnipresente rischio di perdere ad ogni secondo quelloche credevamo
nostro di diritto, c’è ancora qualcosa da fare.

 

 

 

a

 

 

ESSERE FIERI! Fieri di quello che abbiamo compiuto fino a qui, nonostante la sofferenza,
al di là delle umiliazioni, dell’angoscia e talvolta persino dell’abbandono vero e proprio.
Abbiamo motivo di essere fieri: siamo cresciutinonostante queste perdite, abbiamo preso
forma, ci siamo rafforzati; siamo in vita, ci stiamo 
 costruendo.                                                       .

 

Siamo le persone meglio qualificate per coccolare il nostro bambino interiore, per acclamare
il nostro coraggio e la nostra determinazione, per prometterci di prenderci cura di noi,
qualunque cosa succeda.

                                                         .

E’ così che generiamo l’amore di cui avremo tanto bisogno, agendo come un genitore pieno di
tenerezza e capace di rispondere ai nostri bisogni. Siamo dunque pronti a tutto per farci
piacere, siamo responsabili della nostra felicità.
                                                          .

 Adesso prendiamo coscienza di avere il potere di agire e concretamente sulla nostra vita e di
aiutare il bambino ferito in noi a ricostruire se stesso, meno ci lasciamo paralizzare dalla paura
dell’abbandono,perché ora abbiamo il potere di prenderci un impegno verso noi stessi e di non
abbandonarci bene...

 

liberamente tratto da (http://ri-trovarsi.myblog.it)

 

 

 
 
 
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