
I maschi non sono forti come vorrebbero apparire né come le donne vorrebbero che fossero.
I maschi sono, anche e soprattutto fragili.
E sono stati educati a temere la fragilità come un segno di debolezza, di impotenza,
di inadeguatezza.
Ma oggi hanno una possibilità: indagare, accettare e riconoscere quella fragilità.
Scoprire la "forza" della loro fragilità per riconoscersi e cambiare profondamente.
Il loro cambiamento è necessario per cambiarealla radice la loro società tutta.
Infatti, nel cuore dei maschi, quella nascosta, rinnegata fragilità s'è fatta, nel corso del tempo,
troppe volte, luciferina invidia, paura delle donne e della loro potenza, competizione costante
con altri maschi, ambivalenza, senso di inadeguatezza, arroganza, bisogno di dominare,
sottomettere, ferire. S'è fatta dispotismo, crudeltà, abbandono, perversione, violenza, rapinoso
diritto a giudicare e gestire lavita, ma, soprattutto a decretare la morte per se stessi e per gli altri.
S'è fatta oppressione e si è indirizzata a combatterela fragilità negli altri e degli altri, la fragilità
dei "designati" a essere fragili: delle donne, dei bambini, dei deboli, dei diversi, dei perdenti.
Accettare la propria fragilità può essere, allora, per imaschi, una liberazione; può essere il primo
passo verso una straordinaria rivoluzione sociale e umana. Può consentire agli uomini di
emanciparsi dall'angoscia delle sfide senza limiti, delle guerre, della perenne "misurazione dei corpi",
dell'esibizione megalomane della mente e della costante competizione.
Maria Rita Parsi, Fragile come un maschio, Mondadori 2000
Inviato da: Less.is.more
il 17/11/2019 alle 18:57
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il 17/11/2019 alle 12:28
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il 17/11/2019 alle 12:27
Inviato da: boezio62
il 16/11/2019 alle 21:15
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il 13/11/2019 alle 16:08