Creato da perpoche1 il 31/07/2011

MOMENTI COSI'

IO

 

 

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Post n°104 pubblicato il 20 Aprile 2016 da perpoche1

Andare a mangiare la pizza nella pizzeria conosciuta e sentirsi chiedere dalla titolare se mi fermo perché deve avvisare un signore, potrebbe suonare strano e, forse, anche un po' inquietante. Ma se poco dopo si vede arrivare un signore con in mano il mio libro per cercarmi una dedica con autografo, può sembrare relativamente gratificante. Ma se quest'uomo si sente esaltato nel potermi stringere la mano e, ad alta voce, dire che non ha mai letto un libro più illuminante del mio Ecce ominide, bé, credo che possa voler dire veramente qualcosa... 

 

 
 
 

CHI E' INTELLIGENTE?

Post n°102 pubblicato il 26 Maggio 2015 da perpoche1

Penso esistano, se ne esistono, poche persone non disposte a

credere che uno dei personaggi più intelligenti del secolo scorso sia

stato Albert Einstein.

Le sue scoperte in campo della fisica, sulla relatività e sull'universo,

lo hanno reso celebre, perchè pervenne a delle conclusioni

scientifiche che andavano molto oltre quanto si credeva e asseriva

ai suoi giorni.

Ma cosa rende una persona intelligente rispetto a un'altra?

Come si differenzia uno intelligente rispetto a qualcun altro che non

lo è?

Se una persona ha studiato molto, significa che è più intelligente di

chi non ha avuto questa opportunità?

 

Un professore universitario è più intelligente di un operaio che ha

solo un'istruzione di base?

Purtroppo si pensa che chi possiede molta conoscenza, sia più intelligente,

ma è un luogo comune che trae in inganno. Sarebbe come dire che

una botte grande contiene vino più buono rispetto a una botte

piccola.

Molti che hanno tanta conoscenza accademica o scolastica,

potrebbero essere paragonati a delle brocche. Brocche dove

qualcuno ha immesso molto contenuto, ma questo non garantisce

che il possessore di tale conoscenza sia in grado di utilizzarla

saggiamente nella sua vita.

Più passa il tempo e più mi rendo conto che sono i muri mentali che

non permettono a una persona di sviluppare la propria intelligenza.

 

Albert Einstein rimase ferito nel proprio orgoglio, quando capì che la

sua fede in un universo statico, come a causa dei creazionisti si

insegnava, gli avesse impedito di avallare le sue teorie circa

l'espansione continua dell'universo: aveva un muro mentale che gli

impedì di crescere mentalmente.

E infatti un altro fisico si prestò a spiegare la ragionevole logica

cui pervenne il fisico con questa sua teorie. Questi fu Aleksandr Fridman.

Pensate ai vari uomini potenti della terra; moltissimi

concorderebbero nel dire che sono persone intelligenti, ma

sappiamo di molti di questi, che hanno dei limiti mentali paurosi.

Limiti, dovuti a muri, paludamenti, luoghi comuni, valori pseudo

morali ecc.

Moltissimi dei capi di stato americani, sono molto religiosi come nel

caso dell'ex presidente Bush che è metodista, una religione che

pone molti paletti mentali facendoli passare per valori morali, ma di

fatto, sono guerrafondai e pensano che Dio sia solo dalla loro parte

in qualsiasi guerra loro combattono.

Altri sono estremamente, stupidamente e ridicolmente superstiziosi,

come l'ex presidente Ronald Reagan e si potrebbe continuare a

lungo ancora.

Molte di queste lacune, le hanno anche eminenti professori,

scienziati e studiosi.

I muri mentali non sono causati solo dalle religioni. Molti sono limitati

a causa del loro spregiudicato desiderio di ricchezze, denaro o fama,

come nel caso dei vari politici del nostro paese. Questi forti desideri

deformano il cervello, rendendolo chiuso: si diviene ottusi.

L'intelligenza, a mio avviso, è saper vedere oltre quello che ci

appare ovvio. Andare oltre ciò che altri pongono come scontato.

Significa vedere, con gli occhi della mente, oltre quello cui altri non

 

giungono, a causa dei loro stessi tabù.

 
 
 

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Post n°101 pubblicato il 24 Maggio 2015 da perpoche1

La fragilità dell'uomo si ravvisa proprio nella sua,

presunta, forza che fa derivare dalle sue idee consolidate dal

tempo...

 
 
 

UN GIORNO TI NARRERO' DI TE

Post n°100 pubblicato il 24 Maggio 2015 da perpoche1

... e verrà il giorno in cui saprò narrarti di te.

Afferrerò il coraggio con tutte e due le mani e ti narrerò di te. Di come ti vedevo dentro di me. Ti narrerò di te di come ti sognavo ogni giorno, ogni ora...ogni secondo...


Ti narrerò di come riempivi le mie giornate e di come eri presente nelle mie lunghe notti.


Ti narrerò di te delle camminate nei parchi e del correrci incontro che ho sempre desiderato.


Ti narrerò di te di quante lacrime silenziose ho versato nell'assoluta irrealtà a cui mi ero aggrappato.


Ti narrerò di te di come hai saputo giocare col mio cuore come se fosse una palla da prendere a calci e ti narrerò di te per lo strazio che altri vedevano impresso sul mio viso, nei miei occhi spenti.


Forse un giorno ti narrerò di te... di come e quanto ti ho sentita mia...senza mai averti...

 
 
 

COME CI VOGLIONO...

Post n°99 pubblicato il 02 Novembre 2014 da perpoche1

"Forse col tempo gli uomini arriveranno a comprendere che l'intelligenza rappresenta un attivo per la comunità: ma non saprei affermare che vi siano molti segni di un movimento in questa direzione."
B. Russell
...e così più passa il tempo e più ci si rende conto di quanto veniamo manovrati e plagiati dai poteri forti.
Basterebbe capire che la stragrande maggioranza dei giornalisti, sono attivi e prolifici su argomenti riguardanti sport (nel caso Italia calcio e forse moto GP) e pettegolezzi o come ci piace dire: GOSSIP.
Possibile che non ci si renda conto che fermando i nostri neuroni sul calcio o altro sport, come se al mondo non ci fosse niente di più importante, stiamo vergognosamente prendendo a pugni la nostra intelligenza? Sono i governanti attuali, quelli del passato e sicuramente quelli del futuro che ci vogliono così. Capite che questi mercenari e scellerati omuncoli dei governi simili a baldracche ci vogliono così?
Possibile che non si capisca che questi pseudo giornalisti, che vanno per la maggiore, e scrivono solo in relazione a pettegolezzi di Belen, Clooney o Corona, sono solo delle puttane: PUTTANE. Cercano scoop su persone che valgono meno di un centesimo per far soldi, stimolando le basse funzioni cerebrali della maggioranza, riportando migliaia di notizie di nessun valore pratico per la nostra sopravvivenza. Così quelli che si specializzano sullo sport facendolo divenire la religione dogmatica nazionale: POVERI. Sono dei poveretti che stimolano i due soli neuroni della maggioranza su argomenti che li terranno inchiodati a dei milionari calciatori o ciclisti rincoglioniti, imbottiti come tacchini, per inibire le facoltà mentali: la propria intelligenza.
Quanti sono accorsi a vedere il Roma-Napoli o forse l'Inter e non so con chi?
Ma non sarebbe stato meglio essere presenti a Terni per dimostrare la potenza del popolo e abbattere lo strapotere fascista e dittatoriale del governo, esigendo delle riforme oggettive a favore delle famiglie?
CI VOGLIONO COSI': IGNORANTI E LEGATI ALLE SCEMENZE CUI DOVREMMO DELEGARE POCHI ATTIMI DI SPENSIERATEZZA.
INVECE CI INDUCONO, TRAMITE GIORNALI E TRASMISSIONE TELEVISIVE DI GIORNALISTI IDIOTI E DECEREBRATI, A DROGARCI DI IDIOZIE CHE CI INEBETISCONO...

 
 
 

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Post n°98 pubblicato il 05 Ottobre 2014 da perpoche1

Che cosa c'era di sbagliato nell'annuncio?
Inappropriato
Ripetitivo
Non pertinente

Membri dell staff di Libero, dovreste inserire anche un'altra domanda tra le opzioni inserite al non volere un annuncio pubblicitario nel proprio spazio:

VUOI CHE UTILIZZIAMO ABUSIVAMENTE IL TUO SPAZIO PER FAR SOLDI CON DELLA PUBBLICITÀ BECERA?

Staff di Libero, siete peggio di quelli che ci governano: mercenari peggiori delle puttane bagasce usurate dall'età...

 

 
 
 

ECCE OMINIDE

Post n°97 pubblicato il 21 Settembre 2014 da perpoche1

PARTE DELLA SINOSSI DEL MIO ULTIMO LAVORO:

ECCE OMINIDE

"Una disamina attraverso gli occhi di uno studioso che si sforza di fare una obiettiva sintesi della famiglia umana, circa la presunta asserzione dei molti, secondo cui siamo essere evoluti o emancipati. Un'occhiata al tema sviluppato dai vari capitoli rende l'idea di quello che l'autore vuole dimostrare: dal modo in cui si viene educati nella prima infanzia e poi dalla società intessuta di falsi moralismi e regole. L'insano e frustrante dittatura psicologica di una società che impone di relegare ad altri la crescita del proprio modello di pensiero, della soluzione dei personali problemi e di rifarsi costantemente all'esperto di turno. Dalle religioni penetrate nel DNA dei popoli con i dogmi, le coercitive dottrine e superstiziose credenze che creano sensi di colpa e inibiscono quel desiderio innato di vivere liberi da paure e imposizioni socio-religiose divenuti pressanti modelli educativi castranti. L'incapacità umana di emanciparsi da quel preistorico limite che lo induce a vivere secondo la legge del più forte. L'ottusa indolenza a frenare l'inquinamento, il depauperamento e il folle e stolto sfruttamento della nostra terra a causa di egoistici interessi come finalità, per arrivare a governi e stati nazionali che opprimono intere popolazioni con guerre cruenti o di mercato, rifacendosi a una presunta supremazia razziale, economica o di ceto sociale, che si traduce in sopraffazione del più debole."

 

 
 
 

ESSERE ANARCHICI?

Post n°96 pubblicato il 29 Aprile 2014 da perpoche1

Purtroppo per molti l'anarchia non significa solo assenza di governi politici, ma è sinonimo di assenza totale di buon senso, in quanto traducendo l'anarchia come libertà illimitata, molti ominidi poco differenti dagli scimpanzé, distruggono tutto e rifiutano qualsiasi forma di approccio razionale. Costoro sono peggiori di quelli che loro stessi accusano di detenere il potere sulle masse in modo dittatoriale. Una persona che si dichiara anarchica, è un essere umano che non accetta nessuna forma di governo organizzato, ma questo non lo rende libero di infrangere la libertà o proprietà altrui, altrimenti sarebbe un dittatore, che vuole imporre con la violenza, le sue idee agli altri. Quindi, sarebbe uguale ai comunisti del periodo di Stalin, dei fascisti del periodo di Mussolini o degli attuali governanti che dicono di essere democratici ma che di fatto impongono le loro leggi, create ad hoc per i loro personali interessi. Sotto questo aspetto, ultimamente abbiamo imparato a conoscere gli anarco-insurrezionalisti, che quando si muovono spaccano tutto e fanno danni come esseri bestiali.
Anche se per certi versi propenderei per l'anarchia, cioè assenza di uomini che si ergono a capo su altri esseri umani, ci sono molte cose che attualmente fanno concludere che sia solo utopistico pensare a un mondo anarchico, proprio a causa della incapacità dell'uomo di liberarsi di quel biberon culturale o pseudo-culturale, religioso e, quindi, superstizioso, che lo fanno vivere come i suoi antenati, ominidi, dove vigeva la legge del più forte e a tutti gli eventi naturali cui non riuscivano a capire o a dare una spiegazione e vi attribuivano proprietà trascendenti o immanenti. Molti diranno subito che un paese senza nessuna forma di governo è destinato al caos e si farà l'esempio classico del traffico automobilistico, che necessita di norme specifiche e controllori che queste norme le facciano rispettare, ma qui riprendiamo le parole dello psicanalista E. Fromm, secondo cui le cose cambieranno veramente "solo se l'intero sistema esistito negli scorsi 6.000 anni di storia si può sostituire con un sistema fondamentalmente diverso" Il traffico con le città e le megalopoli affollate sono frutto proprio di come è stata concepita la civiltà dal suo esordio ed è del tutto errata. La concezione che l'uomo abbia bisogno perennemente di leggi e norme stabilite da altri, è solo frutto di riflessioni e speculazioni filosofiche, studi sociologici e antropologici.
Molti pensano che l'anarchia sia un'altra forma di pensiero o corrente filosofica, come quella comunista, quella monarchica, quella socialista o quella fascista. Invece l'anarchia è l'evidente e risoluta azione di chi, vivendo sotto le ideologie politiche, le monarchie, le pseudo-democrazie o dittature, fa appello alla sua ragione desiderando sganciarsi da tutte quelle forze sociali di dominio che vorrebbero imbrigliarlo e condurlo come prigioniero. Del resto quello che avviene nel caso di molti giovani, o anche meno giovani, che cercano evasioni con l'uso della droga, dell'alcool e contemporaneamente sprofondando nell'ascolto di musica ad altissimo volume, non è nient'altro che un evidente rifiuto alla soppressione che avvertono nei loro confronti dovendo sottostare a una miriade di leggi, divieti e obblighi che inibiscono una loro personale capacità di relazionarsi senza l'apporto di legislatori e/o tutori dell'ordine. Si sentono come aquile rinchiusi in un pollaio. Quindi appena ne hanno la possibilità, cercano evasioni in occasioni in cui possano fare tutto quello che in quel momento passa loro per la testa. I rave-party ne sono un esempio. Questo si traduce in quella forma di rigetto dell'autorità che chiamiamo anarchia.
Quindi, sotto questo aspetto, il vero anarchico è colui che ha già delle sue idee e un suo codice di leggi, ma desidera sganciarsi dalla società che ne vuole imporre altre di altri. Vuole liberarsi dalla servitù intellettuale impostata su dogmi e paraventi istituzionali. Questi potrebbero essere la religione o Dio, potrebbero essere le istituzioni, le ideologie politiche, le etichette di cui si fregiano molti, pensando che contraddistinguano un uomo da un altro e tutte quelle forme di costrizioni che obbligano a sottostare in modo ferreo a delle leggi. Una forma di rigetto psicologico alle norme e alle forme di governo.

Ma... sono solo delle mie riflessioni...

 

 
 
 

SEI EUROPEISTA??? BELLA ROBA!!!

Post n°95 pubblicato il 04 Aprile 2014 da perpoche1

Così questa Europa unita, che dovrebbe significare pace e prosperità per tutti i popolo, rivela d'essere un tumore maligno che succhia energia in forma economica ai singoli paesi col significativo impoverimento delle famiglie e dei singoli che non vedono futuro per i loro figli. Secondo il giornalista Mario Giordano, come riportato nel suo libro: Non vale una lira, la macchina burocratica europea, costa milioni di euro. I vari parlamentari spendono più di due milioni e mezzo di euro in rinfreschi, mentre i concittadini di questi parlamentari si suicidano perché non arrivano a pagare le bollette di luce e gas o per comprare lo stretto necessario ai loro figli. Per il rinnovo del centro fitness interno al parlamento di Bruxelles si sperperano quattro milioni di euro annui, mentre le singole nazioni tagliano i fondi alla sanità, impedendo ai cittadini di avere le necessarie cure mediche tramite ospedali o centri sanitari che necessitano di essere ristrutturati. Hanno costruito una sede a Strasburgo con l'utilizzo di milioni di euro pubblici, che non viene utilizzata, perché poco pratica per i parlamentari.
Non esiste espediente umano atto a creare un qualche tipo di grande e unica società, che non comprenda sprechi e sciacallaggio da parte dei molti che le danno vita e questa UE è solo una delle ultime arrivate. Così come si diceva dell'arrivo di Obama a Bruxelles, è stata rincarata la dose per permettere a certi baroni dell'economia di arricchirsi ulteriormente affamando le singole famiglie perché insistono su una politica di austerità. Paventando ai parlamentari europei la paura di un conflitto con la Russia di Putin, il presidente degli USA ha fatto capire che la pace ha un costo e che tutti devono pagare per sostenere le basi NATO sparse in tutta Europa. Pensate che secondo il SIPRI, Stockholm International Peace Research Institute con sede a Stoccolma, la spesa militare della sola Italia, ammonterebbe a settanta milioni di Euro al giorno. In Italia, dove la spesa per l'istruzione e per la ricerca viene messa all'ultimo posto negli interessi dei politici. Pensate che un uomo che non si impegna per favorire la cultura, sia una persona intelligente o culturalmente elevata? Questo è quanto avvenuto nel periodo degli ultimi governi della nostra nazione, sia di destra che di sinistra e quanto avviene in tutta Europa, la culla della cultura...
Si pensa spesso che creando una unione di diversi stati, si crei la possibilità di garantire pace e serenità per molti più popoli, essendo la forza dimostrata da un organismo come quello europeo notevole. Ma credete che siano i singoli governi a decidere la politica da gestire a livello comunitario? Nel 2008, sotto pressione di diversi enti è nato il primo registro dei lobbisti attivi a Bruxelles. "Si sono iscritti 15-20 mila lobbisti individuali e 6.000 società." spiega Federica Patalano, ricercatrice nel settore delle lobby e nel gruppo che gestisce il registro delle società che si iscrivono.
Pensate che l'arte di influire sul processo decisionale, nella capitale comunitaria, è un affare da oltre un miliardo di euro l'anno, specchio fedele di un potere, quello europeo, in costante crescita. Le industrie e i vari monopoli industriali delle varie nazioni comunitarie, investono tutto quel denaro, solo per formare e pagare uomini e donne in grado di influire sulle decisioni che le nazioni sono chiamate a prendere. Alcuni vengono pagati migliaia di euro all'ora per aver successo sulle decisioni che si prenderanno. Hanno successo questi esperti inviati dai grandi magnati dell'economia europea? L'impronta decisionale di questi lobbisti incide sull'80 per cento delle politiche nazionali e su un mercato di 500 milioni di consumatori. L'impatto di quello che si decide nel triangolo formato da Commissione, Parlamento e Consiglio Ue supera però di molto le frontiere dei 28 Stati membri. Sempre secondo la Federica Patalano, "Nella Ue ogni combattimento è molto più duro, competitivo, in gioco ci sono più interessi, se in Italia hai 15-20 gruppi di potere che lavorano su un dossier, a Bruxelles ce ne sono 180-200." Quanto pensate che stia a cuore il benessere delle singole famiglie a questi lobbisti? I risultati dei passati quindici anni, parlano da soli. Questa è la società moderna. Vi sembra che siamo distanti dal medioevo o qualche millennio prima, quando esistevano persone che vivevano di una opulenza sfacciata a dispetto di chi a pochi metri moriva di fame, con quello che vediamo avvenire adesso?

 
 
 

QUANTO SIAMO PROGREDITI??

Post n°94 pubblicato il 18 Marzo 2014 da perpoche1

La condizione dell'uomo da quel 17° secolo non è migliorata adesso che siamo nel terzo millennio, anzi, si può ben dire che è peggiorata. Prima esistevano poche realtà ad alta concentrazione industriale dove la maggioranza degli uomini erano semplici birilli nelle mani di pochi. L'odierna tecnologia, ha portato questo tipo di sviluppo persino nelle zone rurali. L'uomo viene usato dappertutto come un mezzo affinché alcuni, pochissimi, possano arricchire. L'essere umano non viene più visto in quanto tale e, quindi, con una sua individualità. Esso stesso si considera un mezzo per raggiungere un fine che magari nemmeno conosce. Un fine voluto e creato da altri, che magari non vedrà mai. Si lavora per delle fabbriche senza nemmeno sapere cosa si costruisce o per quale scopo verrà utilizzata quella vite che deve avvitare su quello strano oggetto. Molti che parlano di etica, non sanno nemmeno di cosa vanno cianciando. L'etica, a differenza dei valori morali, è qualcosa che ha a che fare con la psicologia dell'uomo. I valori morali, come si diceva, sono preda del tempo e dei costumi di un popolo piuttosto che di un altro. Quando si fa riferimento a un'etica umana, si va a toccare quello che è la psiche di ogni uomo e che ogni essere umano dovrebbe sviluppare per dire di se che si sta emancipando.
Prendete per esempio i militari, i soldati di un esercito. Questi sono l'espressione vera di quanto l'uomo sia primitivo e ominide. Le persone che fanno parte di un esercito militare, vengono spogliate di tutto quello che può appartenere ad un essere vivente che dice di essere cosciente. Vengono private dell'esercizio della proprio essere pensante. Un buon soldato, che sia ufficiale, sottufficiale o soldato semplice, non deve pensare: deve ubbidire senza discutere. Non gli è permesso di elaborare idee proprie su quanto gli viene proposto. Gli ufficiali e i soldati del terzo reich, erano ottimi soldati, perché ubbidivano alla follia di uno schizofrenico uomo e del suo entourage. Chi sganciò le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, erano ottimi soldati, perché si attennero a quanto fu loro ordinato di fare: non contava l'etica personale. A nessuno dei soldati o ufficiali, nei due esempi, veniva chiesto di pensare agli effetti delle loro azioni: dovevano ubbidire e basta.
Nelle odierne fabbriche, sei bravo se fai bene quanto ti viene detto di fare e senza discutere. Quanti operai che lavorano nelle fabbriche di tabacchi si pongono dei problemi circa le morti che causa il tabacco? Quanti dipendenti delle fabbriche chimiche che creano pesticidi dannosi per il suolo, per la fauna, per la flora e per l'uomo, si chiedono se quello che stanno contribuendo a immettere sul mercato sia dannoso per l'umanità? Chi alza la voce, in tali ambienti, non è idoneo per quella fabbrica, anche, se è fabbrica di morte. Devi seguire e sottostare a quello che è il tuo compito: ubbidire e zitto. I soldati che dichiarano che quello che fanno, lo fanno per la patria, non si rendono conto che sono stati talmente disossati e smidollati del loro amor proprio, fino al punto di non capire che la patria di cui parlano, non è altri che qualche esaltato che gioca ancora a soldatini e mai cresciuto. La patria non può parlare e non comanda nessuno. Quelli che comandano i soldati sono degli idioti e ominidi sottosviluppati psicologicamente, che amano mettersi in mostra come farebbe qualsiasi represso desideroso di attenzioni. Quando a un soldato, un operaio o impiegato e ufficiale, viene chiesto di ubbidire attenendosi scrupolosamente a un mansionario, gli si sta chiedendo di uccidere la propria etica e il suo essere uomo in grado di decidere. Come quelli che ubbidivano durante il secondo conflitto mondiale, quando mettevano gente innocente nelle camere a gas e poi nei forni crematori o chi gettò le bombe atomiche sulle città giapponesi.

 
 
 

SIETE LIBERI???

Post n°93 pubblicato il 17 Febbraio 2014 da perpoche1

Quello che ruba la nostra libertà è il fatto di essere prigionieri dei nostri stessi meccanismi automatici. La libertà vera, piena e totale non esiste ed è ragionevole che sia così, ma di certo cercare di ingabbiarsi in una serie di meccanismi che nel tempo diventano automatismi che inconsciamente assorbono il nostro spazio vitale e la nostra sete di libertà, è da sciocchi.

Inconsapevolmente sin da bambini ci mettono un cerchio alla testa che ci farà vivere per il resto della nostra vita come se viaggiassimo in una macchina che ha il freno a mano tirato. L'uomo forgia con le sue mani le catene che lo stringono e che gli rubano il tempo della propria vita.

Quando assorbiamo mentalmente un'ideologia religiosa e/o politica e ne facciamo un punto di riferimento della nostra vita, stiamo creando dei meccanismi che nel tempo diventeranno automatici e, senza rendercene conto, boicotteranno la nostra libertà. Molti hanno letto o conoscono la storiella di A. De Mello circa quell'aquila che si credeva un pollo, perchè quando pulcino appena sgusciato dall'uovo si trovò in un pollaio. E' quello che capita anche a molti di noi quando ci vengono imposte dei precetti di tipo religioso o di una pseudo morale. In quel momento è come se ci tagliassero le ali. La nostra mente viene assoggettata a dei meccanismi che nel tempo ci faranno vivere in una gabbia di limiti, credenze, proibizioni e castrazioni mentali che ci faranno credere d'essere liberi e di avere la verità in tasca, quando in effetti, benché aquile, viviamo come polli. Queste catene che ci impongono o che noi stessi ricerchiamo, ci sottraggono tempo e limitano la libertà della nostra vera essenza, obbligandoci a fare cose che altrimenti non faremmo; come un aquila che non starebbe mai in un pollaio. Ci dedicheremo a qualcosa, impiegando tempo, risorse ed energia che altrimenti non faremmo. Molti, per esempio, vivono la loro vita come se fossero prigionieri di un fantomatico domani, un futuro dove verranno premiati. Questo li tiene prigionieri in un meccanismo mentale che impedirà loro di vivere l'oggi, di essere aquile ora. Resteranno sempre polli sebbene abbiano ali di aquila.

L'uomo che potrebbe dipendere solo dagli elementi naturali, incomincia ad occupare la sua esistenza ad ingabbiarsi in un meccanismo sociale dalla quale non può uscire perchè ha un morboso timore di infrangere certe convenzioni giudicate indispensabili alla reputazione della casta cui sceglie di appartenere.

Poi si fa schiavo di una carriera che lo sballotta qua e là, alla mercè del capriccio altrui. Dovrà sottostare ai mestrui di un capo ufficio, perchè solo così potrà fare carriera.

Poi, non contento ancora, si dà un partito politico o si impegna in una ideologia che farà sua e che gli sottrarrà altro tempo alla possibilità che invece avrebbe di librarsi nell'aria e godere di rinvigorente libertà. L'uomo moderno, da qualunque parte si volti, è circondato da una rete di ferro spinato che non si può varcare senza pericolo di morte. Non ha libertà né di disdirsi né di contraddirsi, ma deve sempre portare una maschera che lo obbligherà a sottomettersi all'autorità che avrà riconosciuto.

L'uomo sociale è ipnotizzato e schiavo delle convenzioni: ogni individuo è succube delle abitudini. L'abitudine impaccia la libertà e la felicità non solo perchè è disarmonica, ma perchè ci vieta di sviluppare tutta la nostra potenza e inghiotte letteralmente la nostra realtà.

Rompere l'abitudine è il primo passo per conquistare la libertà di noi stessi, per veder chiaro e lontano nella vita. Vi sono degli uomini i quali non vivono che di abitudini: esaminateli un momento e vedrete che si tratta di esseri inferiori, di gente il cui mondo si riduce a un angolo di un angolo minuscolo, fiori di serra che appena messo il capo fuori della vetrata cadrebbero uccisi dalla forte ventata della libertà.

Ma, sono solo delle mie riflessioni..

 

 
 
 

TUTTE SONO CAPACI???

Post n°92 pubblicato il 17 Gennaio 2014 da perpoche1

" E' necessario che una donna lasci il segno di sé, della propria anima, ad un uomo, perchè a far l'amore....siamo brave tutte.

A. Merini

Mi trovo pienamente d'accordo sul fatto che sia necessario che una donna lasci il segno per distinguersi, ma non sono per niente d'accordo sul fatto che a far l'amore siano capaci tutte le donne.

L'argomento è un po' hot ma serve a rendere l'idea di cosa significhi per un uomo far l'amore con una donna che sappia fare l'amore. Non tutte le donne sono capaci a fare all'amore. Molte pensano, erroneamente che per un uomo basti che la donna apra le gambe e via:ERRATO!!!

Chiaramente parlo per me e vi garantisco che se mi trovassi con una donna la quale pensa solo ad aprire le gambe come azione sufficiente a fare all'amore, con me ha sbagliato tutto e non ha capito niente di cosa significhi veramente fare all'amore.

Le prostitute aprono solo le gambe e gli uomini che pensano solo a svuotarsi i testicoli, quindi squallidamente, credono sia sufficiente quello.

Io non penso ad una donna come a un quarto di manza: inattiva, passiva e dove lei si distende sul letto e tutto il resto deve farlo l'uomo. Le bestie fanno così.

Molte donne si lasciano guidare totalmente e per certi versi va bene, ma... saper prendere l'iniziativa in quei frangenti e mostrandosi desiderose: può fare la differenza.

Mi è capitato, lo ammetto. Mi è capitato di trovarmi con una donna che si mostrava totalmente passiva, ma... vi garantisco che ho sofferto come un cane e mi sono venuti dei forti complessi.

Nel momento prima dell'amplesso, nei preliminari per intenderci, deve esistere una sintonia tra i due dove è evidente che si cercano ed è bellissimo quando la donna risponde al sollecito richiamo dell'uomo nei baci, nelle carezze e in quella gestualità o palpazione che contraddistingue in modo trasparente per entrambi quale sarà il culmine, il climax di tutto il menage.

Deve esserci quella reciproca complicità e quel desiderio di dare e ricevere piacere che traspare da ogni azione di entrambi. Deve trasudare dai movimenti di tutti e due la voglia di sesso e la brama di sentire l'uno i gemiti dell'altra e vice versa.

La passione deve essere una costante per entrambi. I baci dati con passione e ricevuti con altrettanta passionalità, serviranno a rendere incandescente quelle due orette o forse più che veramente faranno la differenza.

Che brutto baciare due labbra che non trasmettono passione e desiderio.

Che squallore abbracciare un corpo che non senti fremere tra le braccia in quei momenti di massima impennata.

Quale grande errore pensare che solo l'uomo debba saper essere l'artefice del buon esito di un'occasione che è quella cui tutti gli esseri umani possono toccare il paradiso e fare ritorno...

 

 
 
 

RINASCITA...

Post n°91 pubblicato il 16 Gennaio 2014 da perpoche1

Ormai di me non restava più nulla. Ero stato inghiottito da me stesso e persino la mia ombra si faceva beffe di me. Non mi affiancava e nemmeno mi precedeva.

Solo.

Restai completamente solo.

Cercai delle risposte, ma le domande... le domande non riuscivo a formularle. La lingua attaccata al palato non agevolava la favella.

Cercai di guardarmi dentro. Osservare. Capire. Azzardare qualche ipotesi. Pervenire a qualche conclusione, ma... non c'ero: ero sparito da dentro, dissolto, volatilizzato.

La mia identità s'era dileguata. Vivevo a mia insaputa e vegetavo la vita come in un limbo dove tutto appare con tetri colori e tinte scure.

Cercai di alzare la testa, ma le forze non lo consentivano: le borse negli occhi rigonfie di lacrime piegavano il mio sguardo verso il basso.

Urlai!

Urlai con tutta l'energia che riuscii a raccogliere e con uno sforzo sovrumano in uno scatto impressionante mi rialzai.

I cani che mi circondavano scapparono... non li ho mai più visti.

Un dolore lancinante percorreva le mie membra e avvertivo come delle frustate che strappavano la mia pelle e scarificavano la mia schiena e i miei arti, ma...

ERO IN PIEDI...

Finalmente la posizione eretta.

Notai le molte catene cui ero legato. Con mani sanguinolenti mi liberai di molte di queste.

Due o forse tre terminavano con una grossa palla di ferro. Le caviglie mostravano i segni che il loro trascinamento mi aveva causato: erano sanguinanti e la pelle era inesistente per il tempo passato nel trascinarle, ma...

ERO IN PIEDI! POSIZIONE ERETTA!

Ed ecco che le domande ricevevano risposte e altre domande formavano un interrogativo dentro di me. Pure quelle venivano soddisfatte.

Mi osservai da vicino e il viso acquistava colore e i miei occhi si schiarivano: ci guardavo dentro e illuminavano il mio volto.

Ho fatto pace con la mia ombra ed ora mi segue con affetto fedele.

Ancora qualche piccola catena ma non così grossa da non permettermi di alzarmi in volo; forse solo il residuo di qualche amara scelta del passato, ma...

STO IN PIEDI E RESPIRO.

Guardo in lontananza e vivo la vita...

SONO RINATO...

 

 
 
 

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Post n°90 pubblicato il 23 Dicembre 2013 da perpoche1

...e riedificherò le tue mura e le pietre diroccate saranno

riposizionate per creare una forte protezione. Un fossato, un

fossato tutt'intorno ti proteggerà e solo un ponte levatoio

con guardie di notte e sentinelle di giorno permetteranno ad

altri di attraversarlo.

Raccoglierò per te le stelle della notte e la luna farò

rifulgere su di te. Non ci sarà pianto all'interno delle tue

mura e nemmeno urla di disperazione s'udrà nei tuoi vicoli.

Raccoglierò tutte le tue lacrime del passato e le serberò

perché tu possa solo ricordare quello da cui sei uscito.

Non ti sentirai mai più solo. Io, io sarò con te e resterò al

tuo fianco. Non ti lascerò ne in alcun modo ti

abbandonerò... perché sei tu e sei una bella persona.

Non hai bisogno di fingere con me e non devi nascondere

ciò che sei. Sei amabile perché sei tu ciò che sei e... sei una

bella persona.

Percorrerò in lungo e in largo le strade perché tu possa

essere ricevuto con l'affetto di chi veramente ti vuole bene

e raccoglierò per te le potenze dei cieli perché tu sia sereno

e perché i tuoi sogni ti rechino ristoro e facciano

germogliare nel tuo cuore la pace donandoti il sorriso che

puoi regalare a tutti quelli che incrocerai sul tuo cammino.

Ti proteggerò dalle angustie del falso e perorerò la tua

causa spianando la strada alla giustizia e non sarai oppresso

dall'iniquità dei malvagi.

Sarò per te la tua ombra dal caldo, il tuo rifugio di notte e il

tuo abbraccio che scalda il cuore nei giorni bui... perché sei

una bella persona...

 

 
 
 

ANDARE OLTRE CIO' CHE E' OVVIO

Post n°89 pubblicato il 13 Dicembre 2013 da perpoche1

... e fondamentalmente, tutto dipende dalla prospettiva da

cui osservi un oggetto, una cosa o una causa. Alcuni hanno dei paludamenti mentali così fortemente trincerati che anche senza rendersene conto, non perverrebbero a conclusioni diverse nemmeno se fossero palesemente contraddittorie rispetto alla loro idee.

Sono impastoiati in ciò di cui si sono nutriti e/o sono stati alimentati a loro insaputa. Quello per cui si battono, è o diviene la causa della loro esistenza.

Pensano di essere superiori solo perchè guardando altri, da un punto di vista differente e, quindi possono permetterselo, li criticano, notando la loro stupida conclusione.

Così a livello politico, quelli di sinistra criticano quelli di destra, perchè non vedono la realtà delle cose e quelli di destra criticano quelli di sinistra perchè pensano di avere loro la ragione in tasca. A livello religioso, avviene la stessa identica cosa. Chi oserebbe dire che il musulmano ha meno fede del cristiano? E chi potrebbe asserire con cognizione di causa che il loro Dio è falso e quello cristiano sia vero? Ognuno di loro, vede le cose dal suo punto di vista e ha ragione.

Tutti. TUTTI!!! Tutti sono manipolati e condizionati senza che se ne rendano conto.

Gli occhi, o meglio dire, gli occhi della mente, possono

paragonarsi alla vignetta che vedete.

Loro, quelle formichine, vedono realmente ciò di cui discutono e lo vedono per come appare loro. Non pensano minimamente d'essere ingannate. Per loro è veramente così come vedono. Saranno mica rimbecillite. E' così evidente che quello che vedono è un sole nascente di estrema bellezza. Non pensiate che sia banale.

Quello che vediamo è solo quello che ci appare agli occhi: la

realtà è molto differente e ...solo chi riesce a sganciarsi

follemente e radicalmente da tutto può essere tanto

perspicace da andare oltre ciò che sembra ovvio...

Sganciarsi da tutto, da tutto quello che ci è stato iniettato dalla più giovane infanzia, quando coscientemente assorbivamo senza rendercene conto...

credetemi...

siamo indottrinati e condizionati molto più di quanto immaginiamo...

 

 
 
 

.

Post n°88 pubblicato il 30 Novembre 2013 da perpoche1

 

...ed è sconcertante il modo in cui riesci ad appropriarti di me. Lo fai sottecchi, di nascosto. Sfrutti i miei attimi non vigili, dove la mia logica non è attiva e...cali dolcemente nei miei sogni, mi accarezzi l'anima e fai gemere il cuore. In quei pochi attimi dove impera la mia follia pervadi tutta la mia essenza sconfinando oltre quella porta, dove il mio buon senso metterebbe un muro impenetrabile. Solo così puoi abusare di me: nella mia assoluta incoscienza, quando le mie difese, quelle della ragione, sono riposte in un angolo remoto. Ti diletti nel sentirti padrona di un cuore esanime in un corpo in fermento e con sfacciata irruenza metti a soqquadro tutto quello che fino a poco tempo prima appariva ordinato nella razionale vita di tutti i giorni. Una bufera, un ciclone che lascia dietro se l'evidenza della sua noncuranza dei progetti e delle fatiche altrui. Poi... poi vai oltre ed io apro gli occhi, sudato e madido per la notte convulsa e pregna di attimi intensi...

 
 
 

VIOLENZA SULLE DONNE...???

Post n°87 pubblicato il 26 Novembre 2013 da perpoche1


Mi sono spesso chiesto cosa spinga molti uomini in un

esercito composto da individui preparati

per uccidere o fare violenza ad altri: non ho mai trovato

una risposta logica, razionale o che

semplicemente mi indicasse una ragione plausibile. Così

come non ho mai capito cosa possa

spingere un uomo a usare violenza nei confronti di una

donna: è chiaro che fisicamente è

meno forte dell'uomo, ma allora come può permettersi un

uomo di usare questa sua superiore

forza per abusare di una donna?

Ho trovato delle risposte a questa seconda domanda. Può

essercene solo una: L'uomo in

questione è una specie di invertebrato, uno smidollato che

solo con la forza nei confronti dei

più deboli può dare sfogo alla propria nefanda bassezza. Del

resto, la violenza è l'ultima

risorsa degli stolti. Ma pensandoci bene, la risposta è

composita, ha diverse sfaccettature.

Questi individui (ho vergogna a definirli uomini), hanno

delle gravi deficienze e, una di queste,

è da ricercarsi nella loro impotenza. Si, ho detto impotenza.

Sono più che convinto che questi

ominidi, quando abusano di una donna, per fortuna, durano

pochissimo. Hanno una

eiaculazione precoce. Forse solo qualche secondo ed

esauriscono tutta la loro "potenza".

Miserevoli omuncoli da quattro soldi bucati. Hanno bisogno

di questi espedienti per soddisfare

quella loro bramosia da conigli handicappati. Con una donna

che sa quello che vuole e con la

quale si deve essere Uomini, non potrebbero reggere,

perciò possono solo sfogarsi in questo

modo, ma... Ma c'è anche una seconda motivazione alla

spiegazione del perché questi "froci

etero" hanno di questi impulsi. La risposta è da ricercarsi

nella loro incapacità di utilizzare la

parte più erogena, sensuale e sessuale nel corpo umano: IL

CERVELLO!!!

Non sono in grado di utilizzare il cervello per conquistare

una donna. Non hanno argomenti,

parole o metodi. Non conoscono l'arte della seduzione. Non

sono coscienti del fatto che quando

scopi una donna nel cervello, tutto il suo corpo è tuo.

Eppure. Eppure, è così bello sedurre una

donna e vederla spogliarsi anima e corpo davanti a te,

perché usi quel tipo di seduzione che va

oltre l'aspetto fisico, va oltre la carne. Non contempla

l'uccello e la figa. Va oltre, molto oltre:

Al cervello, alla mente. E' tua, perché l'hai conquistata. E'

tua perché lo vuole lei. E' tua perché

ti desidera, perché non dorme se non ti fa suo, perché ti

pensa giorno e notte, perché si bagna

quando ti sente o ti legge. Questo è l'Uomo che fa l'amore con una

Donna...

 

ma... forse è solo un mio parere...

 

 
 
 

CERCARE, TROVARE SE STESSI...

Post n°86 pubblicato il 10 Novembre 2013 da perpoche1

Si è scritto molto e molto si è discusso sul concetto di essere se stessi o cercare il proprio io dentro di noi.

I mistici, soltanto, hanno usato miliardi di caratteri nell'enumerare l'importanza e i benefici derivanti dal vivere una vita avendo conoscenza di se stessi.

La meditazione, l'ascetismo o l'allontanamento dalla "civiltà", è stato spesso decantato, da questi mistici, più o meno famosi, come il toccasana per ritrovare una così detta via della felicità o della gioia, ma...

Ma più passa il tempo più mi rendo conto che molti fraintendano il significato di cercare e trovare se stessi o il porprio io. Conoscersi, apprezzarsi e far pace con se stessi.

Penso che uno dei primi passi da fare, sia quello di capire che noi siamo il nostro corpo.

Cioè il nostro io, è il nostro corpo: noi, siamo noi stessi nel momento in cui stiamo vivendo.

I greci dicevano di conoscere il nostro démone. In altre parole dicevano di conoscere noi stessi e le nostre potenzialità, ciò per cui siamo più abbienti o più portati. Conoscere le nostre virtù.

Ma questo passaggio non è facile, perchè molto probabilmente si viene ingannati dai modelli che sempre più sfacciatamente ci vengono messi davanti in modo pressante. Risulta molto difficile cercare se stessi e scoprire l'ascendente verso cui si può mirare, se inoculiamo nella nostra mente modelli televisivi, della moda, dello sport o del cinema. Va da se che con una mente così contaminata, difficilmente si può essere in grado di intravedere chiaramente cosa o chi in effetti siamo, dove pensiamo di doverci dirigere e quali siano le potenzialità che risiedono in noi.

Un altro pericolo cui siamo sottoposti, anche qui in modo pressante, è l'arrivismo, il voler eccellere a tutti i costi.

Io sono convinto che esistano delle persone che hanno veramente delle capacità nelle cose in cui si impegnano. Lo fanno vedere o capire dai risultati che ottengono, ma non è detto che si debba arrivare al nobel per essere qualcuno, quello che conta è agire in armonia col proprio démone e far emergere il proprio io.

Un attore bravo, è tale quando sa fare l'attore dando tutto se tesso, anche se non andrà alla Scala di Milano.

Così un idraulico, potrebbe essere molto in gamba anche se non farà i soldi, ma userà le sue peculiari virtù mettendo a fuoco il proprio io usando le capacità manuali e di ingegno.

Da questo deriva la gioia e la felicità, almeno in buona parte, dal vivere coscientemente in armonia col proprio io e non cercando di emulare altri...

 

Scusate la banalità...

 

 
 
 

L'ORIGINALE DI SE STESSI...

Post n°85 pubblicato il 01 Settembre 2013 da perpoche1

Io sono convinto che pochissime persone siano, o desiderano essere, l'originale di se stessi. Molti uomini e donne si odiano a tal punto che per loro è obbrobrioso pensare di essere se stesse. Non amano stare in loro compagnia, in compagnia con se stessi, devono per questo ascoltare musica, vedere i programmi spazzatura della De Filippi o altri programmi simili sulle reti dello stato dove appaiono ragazze e ragazzi idioti che tutto sono fuorché ciò che appare.
D'altro canto, viviamo in una società talmente contraffatta che trovare una persona originale di se stessa, potrebbe essere un'impresa ardua. Tutti che tentano di assomigliare a tizia o caio. Specialmente le ragazze dall'età dell'adolescenza fino anche a qualche decennio dopo: non saranno mai se stesse. Lotteranno per essere l'originale di qualche altra ragazza o donna della TV. Ma non è possibile: NON ESISTE L'ORIGINALE DI QUALCUN ALTRO/A. Finché si tenterà di assomigliare o di imitare un'altra persona nei modi di fare, di parlare, di vestirsi, di mangiare, di fare colpo su altri, di fare sesso o altro, sarete solo delle brutte copie di una brutta e stupida persona che è fittizia, inventata e non originale.
Essere originali, significa essere sempre e solo se stessi. Imparare a volerci bene e ad amare la nostra compagnia. Vestire e parlare come noi pensiamo o, al limite, imparare ma non imitando altri per essere loro fan.
Impariamo ad essere l'originale di noi stessi, saremo apprezzati perchè belli, unici e solari. Impariamo a volerci bene: in fin dei conti saremo l'unica persona che resterà al nostro fianco per tutta la vita

 
 
 

ELOGIO ALLA FOLLIA- Erasmo da Rotterdam

Post n°84 pubblicato il 09 Luglio 2013 da perpoche1

COSA E' IN DEFINITIVA L'ELOGIO ALLA FOLLIA DI ERASMO?

Nel tempo mi sono persuaso sempre più decisamente che solo gli stolti non amano i momenti di pura follia. Ci sono addirittura alcuni che in tutti i modi cercano di rifuggire qualsiasi idea di ciò che potrebbe anche solo apparire, come un momento di follia.

Nella Bibbia ci sono due brani contrapposti che fanno riferimento alla follia.

Uno dichiara che non si deve divenire troppo giusti per non causarsi difficoltà. L'altro per contro, dichiara che un pizzico di follia potrebbe rovinare un uomo, come una mosca morta potrebbe avariare un unguento profumato.

Il mondo e la storia sono pieni di persone che sceglievano l'ascetismo piuttosto che essere coinvolti in una qualche forma di sana follia. Santi austeri e saggi estremamente severi con se stessi, che osteggiavano il divertimento, l'allegria e, quindi, la follia.

Erasmo scrisse un'opera interamente a favore della follia: divenne una vera opera d'arte.

Ma cosa è, o cosa significa essere folli?

Sapete quando si legge- carpe diem-? Vuol dire semplicemente che si devono godere alcuni momenti unici di sana follia.

Forse cogliere un'occasione al volo, ma che va contro ogni regola prefissata.

Sapete quando si desidera fortemente assaporare il senso di libertà? Vuol dire che desideriamo vivere un qualche momento di sana follia.

Forse fare qualche cosa che rompa gli schemi, andando contro i benpensanti.

Sapete perché a volte ci sentiamo oppressi dalla vita che viviamo? Perché diviene pesante sottostare in continuazione a leggi e regole che tolgono la voglia di vivere e, un momento di sana follia, saprebbe ridare slancio alla nostra vita.

Forse mandare affanculo uno che ci sta sui coglioni, equivale a liberarsi e sentirsi rinascere.

Sapete perché molti cadono in depressione? Perché non riescono ad avere momenti di sana follia.

Forse se imparassero a godersi di più la vita, non andrebbero in depressione.

Sapete perché molte mogli sono tristi? Perché hanno smesso di godere la vita, dandovi un tocco di sana follia.

Forse hanno aderito letteralmente e con serietà ai "valori" e alla "morale".

Sapete perché tutti vogliono andare in paradiso, ma amano l'inferno? Perché vivere con dei momenti di sana follia, significa VIVERE...

Forse hanno capito che in paradiso ti verranno due palle che anche una sola sarebbe enorme.

Un pizzico di sana follia, rende la vita colorata e di sicuro verrà ricordata...

 

 
 
 
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