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RACCONTI STONATI: VESTO SEMPRE UGUALE (e non son mai cresciuto)

Premessa: questo è un post un po' diverso dai soliti di questo blog. E' un esperimento di breve racconto. "Stonato" perchè nasce dall'ascolto di una canzone rielaborata in storia, ma dalle mani di uno che scrittore non è. Ci può stare, quindi, qualche "stecca". In fondo al post c'è la canzone da cui ha origine il tutto. Buona lettura.

E' l'una, cazzo: la devo smettere di svegliarmi a ora di pranzo! Pranzo, poi. E chi c' ha voglia: ho la testa che mi scoppia e in bocca un sapore come se avessi mangiato copertoni di un tir. Pranzo, poi. Che in frigo non c'ho niente: una mezza scorza di formaggio che sta li da chi lo sa quanto. Devo fare la spesa, dopo. Ma mi rompo. Ora mi accendo una sigaretta e me la fumo in santa pace. Ma che è 'sta roba sul tavolo? bollette...scadute da più di un mese! e come cazzo le pago? potessi usare i casini che combino come moneta sarei milionario. E invece no, sono il classico fancazzista amato dagli amici perchè è il primo a fare bordello, ma evitato come la peste dai parenti che manco si ricordano che esisto se gli chiedo una mano. L'eterno ragazzino testa di cazzo, insoma. Ma ormai, a 33 anni, è tardi per cambiare: e pure se lo facessi, per tutti sarei sempre quello che sono adesso. Un cazzone. Quindi mi lascio stare così.

Eppure ero bravo una volta; studente modello, iscritto a biotecnologie, 30 al primo esame di chimica. Un potenziale fenomeno, insomma. Poi mi sono messo a fumare ed attaccato alla bottiglia, e ho buttato tutto nel cesso. Ho deciso di non fare più niente, tanto pure se mi laureo con 110 e lode, bacio accademico e pompino magistrale sempre a lavorare in un call center finisco. E per quello basta un diploma, oltre a saper fottere la gente: e modestamente, in questo, sono maestro. La chimica, però, mi piace sempre: ho rubato diversi libri in biblioteca all'università, e ho continuato a studiarla. Lo stesso per sostanze e strumenti: tra amici farmacisti, ricercatori ed altro, a casa ho tutto quello che mi serve per sperimentare senza bisogno di borse di studio. Aiutati che Dio t'aiuta, mi diceva semrpe mia nonna. E io mi sono aiutato così a studiare quello che davvero mi piaceva.

Il punto è che questo è un paese di merda, che non offre nessuna opportunità. La mia generazione l'hanno presa e l'hanno buttata nel cesso senza nemmeno prendersi la briga di tirare lo sciacquone; siamo ancora li che annaspiamo cercando di tirarci fuori dal mare di merda in cui ci hanno immersi. E allora, visto che la soluzione non la trova nessuno, l'ho trovata io.

Ora però mi devo vestire. Tenuta d'ordinanza: jeans strappati e t-shirt. "Vesto sempre uguale, e non sò mai cresciuto". Vero: le rare volte che vedo mia mamma mi dice sempre di smetterla di andare in giro come un pezzente e che quelli che si vestono coi pacchi della caritas sono più eleganti. 'Sti gran cazzi. Comunque tra poco vado a lavoro. Cioè, vado a pulire i cessi in una di quelle cliniche estetiche costosissime dove la gente paga migliaia di euro per togliersi gli anni coi lifting e farsi sbiancare i peli del culo. Sbiancamento anale, si chiama: la versione aggiornata di "Dietro liceo (o asilo?), davanti museo", insomma...Bella merda, tanto siamo in tema. Comunque sia quel posto è tutto un viavai di politici, gente importante. Migliaia di euro che camminano. Persone putride dentro, ma coi peli del culo tirati a lucido. E visto che in questo mondo piace tanto la pulizia, sarò io a liberare il mio paese da questa feccia.

Adesso sono in clinica, ed è l' ora di agire: tanto sono tutti in pausa caffè a sparlare di quello e di quell'altra, e non fanno caso a me. Sostituisco i filler di collagene e acido ianuronico con quel veleno potentissimo e irrilevabile che ho sperimentato negli ultimi mesi a casa. Tempo 2 mesi e quelli a cui è stata iniettata 'sta roba vanno dal creratore, senza che rimanga alcuna traccia nell'esame tossicologico. Il delitto perfetto. Studiare serve a qualcosa, allora... E poi, chi sospetterebbe mai di uno sguattero che pulisce i cessi? nessuno. Una siringa et voilà, ripuliamo un po' questo paese. Che se a noi non ci pensiamo da soli, loro mica se ne fregano se non arriviamo più a mangiare. Avevi ragione, nonna: aiutati che Dio t'aiuta...

ALTRI RACCONTI STONATI

- Notturno urbano

- Liberi

- La guerra di Piero


(24 Grana - Vesto sempre uguale)

 
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