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Messaggi del 14/03/2024

Video giochi esemplari.

Post n°3066 pubblicato il 14 Marzo 2024 da fedechiara
 

Video giochi esemplari.
Per misurare la bontà e il senso della misura del vostro approccio alle cose di guerra – sia essa la guerra di Ucraina o quella che si combatte a Gaza e a Rafah – dovreste indossare gli scarponi da soldato e provarvi ad immaginare cosa avviene sul terreno di gioco.
La parola 'gioco' non è usata a caso o con stupido cinismo.
Immaginate di dar vita ad un video gioco il più possibile realistico e basato sulle notizie che vi vengono dal web e dalle televisioni.
Voi siete un soldato israeliano (ma se vi piace combattere per Hamas ne avete facoltà e condurrete il gioco dal vostro punto di vista) e siete schierato con altri vostri commilitoni, mitra in mano e granate alla cintura, all'interno della città bombardata ad hoc e tra le case in macerie.
I vostri generali e/o comandanti di brigata vi hanno spiegato, nei convulsi 'briefings' che precedono l'azione, che i bombardamenti hanno scoperchiato gli ingressi a due cunicoli dove si nascondono i terroristi assassini (e, magari, tra gli ostaggi che si suppongono ivi detenuti, c'è vostra sorella o vostra madre/padre).
Prima domanda – che vi vale un alto punteggio nel gioco: 'Voi che fate? Entrate di corsa nel cunicolo e sparate a raffica ad ogni ombra che si muove nel fondo (come vi è stato comandato di fare) o vi lasciate cogliere da uno scrupolo morale perché nel breve tratto che vi separa dall'obbiettivo vi sono donne e bambini sfollati che avanzano chini sotto le povere masserizie che hanno raccolto tra le macerie?'
Il prezzo da pagare in questa fase del gioco è la vita.
Una vostra incertezza permetterà al terrorista assassino che esce gridando allah u akbar da dietro un muro (o che giaceva disteso, mitra in mano, dentro al carretto di una famiglia di poveri civili di passaggio) di mirare al vostro viso e siete ucciso.
Game over e lasciamo ai giornalisti embedded di tutto il mondo occidentale il compito di commentare l'episodio.
Di certo verrà sottolineata nei tiggi più partigiani (la stragrande maggioranza) la 'sporca' guerra dei soldati israeliani sempre fuori misura e impietosi per definizione e l'esodo dei poveri civili che soffrono la fame, le malattie e le ferite. Seguono le notizie sul molo galleggiante allestito dagli Usa per portare i sempiterni aiuti al popolo mendicante.
Ma nessuna evidenza in cronaca alla complicità offerta al terrorista assassino dal civile+moglie e bambini che conduceva il carretto - e l'altissimo rischio che ha fatto correre alla sua famiglia per l'inevitabile fuoco di reazione dei soldati israeliani.
La ricostruzione che ho fatto fin qua in forma di video gioco vi aiuterà a dirvi filo Hamas (sotto le mentite spoglie di 'filo incolpevoli civili') e a ripulirvi la coscienza partigiana o, di contro, evidenzierà quanto di oggettivo e di inevitabile avviene nel teatro di guerra ed è sotto la lente dei comandanti militari che guidano le azioni di guerra e dello stato maggiore che ordina di bombardare le case dove sono nascosti i miliziani e i cumuli delle armi in loro dotazione, scuole e ospedali compresi.
Forse un tal video gioco esiste già e viene commerciato in internet – con piantine dettagliate delle macerie e dei cunicoli e gli sfollati in lento movimento tra le macerie. Cercatelo e giocate al gioco della pretesa 'guerra sporca' e fuori misura – come la definiscono i giornalisti embedded.
Sono certo che vi aiuterà a discernere e a distinguere ed a misurare le parole.
Potrebbe essere uno screenshot di un videogioco raffigurante 1 persona

 
 
 

Scrittori di storie.

Post n°3065 pubblicato il 14 Marzo 2024 da fedechiara
 

Storie d'amore dai continenti in guerra. 14 marzo 2023

Non sono uno scrittore di storie, ahimè (gli scrittori di storie guadagnano bene). Però sono affascinato dalle storie.
Storie d'amore e di destini incrociati, storie di inganno e di passione, storie di conflitti sociali insanabili che quelle storie annichilano nel loro deflagrare.
La storia di Lara e di Zivago, per dirne una, mi ha commosso nel profondo.
Avevo solo 14 anni quando ho visto il film e quel loro destino di breve unione e di lunghe separazioni dovute agli accadimenti feroci che li comprendevano - al destino di una nazione che andava forgiandosi sotto il maglio e il ferro e il fuoco di una rivoluzione spaventosa e potente (e che illuse l'intera umanità) - mi schiacciò sulla sedia ed entrai nello schermo e fui Zivago e Lara e piansi.
E, dall'altra parte dell'Atlantico, Rossella spasimava per il suo Ashley Wilkes, sposo promesso ad altra donna, ma era storia di inganni e disincanti e cinismi monumentali ('francamente me ne infischio') con il corollario, però, di un'altra storia rivoluzionaria e che tramortì il mondo di allora, consegnandolo ai conflitti di oggi: il mai digerito 'melting pot' post schiavitù, il faticoso urbanesimo della guerra per bande nelle grandi metropoli industriali che chiamammo, poi, il 'sogno americano' e la sua mitica 'democrazia' destinata a colonizzare il mondo.
E manca oggi uno scrittore che faccia scaturire dalla presente 'guerra dei mondi' contrapposti in Ucraina una storia d'amore che ci appassioni e vada oltre quegli eventi drammatici – dei quali abbiamo resoconti 'embedded' e fuorvianti di pretesi reporters di guerra che ci deprimono con le faziose cronache filo Nato e filo i pretesi eroi combattenti di una pretesa democrazia e i crimini di guerra solo da una parte del fronte (e sappiamo che gli storici ce la racconteranno diversa).
Ed è guerra, questa di Ucraina che decide del destino dell'umanità tutta, perché ha sullo sfondo l'Apocalisse termonucleare e, se sopravviveremo, il quadro della geo politica est-ovest ne uscirà rivoluzionato dalle fondamenta e meriterebbe davvero che dal suo sfondo uscissero due straordinari protagonisti amorosi che la riscattano e la costringono in secondo piano - come hanno fatto Lara e Zivago per le rivoluzione sovietica, nientemeno.
E la loro storia d'amore continua ad emozionarci e quella della rivoluzione sovietica, invece, è finita nella polvere di un muro a Berlino e il mondo rotto ha scagliato nel fragile Occidente (e continua a scagliare) le pietre delle migrazioni incontrollate.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

La pena di ogni giorno.

Post n°3064 pubblicato il 14 Marzo 2024 da fedechiara
 

La barca-Italia male in arnese. Lo stato delle cose. 14 marzo 2022

Ogni giorno ha la sua pena. E, in cronaca, si alternano le notizie buone e le cattive, secondo che abbiate preso fazione di qua o di là dell'orizzonte degli eventi bellici.
E oggi prevale la tristezza dei bombardamenti sulle case e la donna incinta e il suo bambino morti (Ansa news), ieri e l'altro ieri prevalevano, invece, i toni duri e fieri dei combattenti ucraini invitti che ne avevano steso a migliaia, dei maledetti russi invasori - secondo suggestione di una narrazione eroica sostenuta a pieni titoli e articoli elegiaci da parte dei nostri giornalisti embedded e filo paesi Nato.
Una narrazione funzionale a farci digerire l'indigeribile dell'inflazione in picco ascendente (e i supermarkets di bel nuovo in prima linea) e le bollette stratosferiche del gas da pagarsi sull'unghia pena la sospensione della fornitura.
Il sostegno alla guerra e alle sanzioni contro la Russia pagato dai consumatori in bolletta. Con l'aggiunta della pia donazione di euro due ad ogni sms inviato alla Unhcr – cinque, se da telefono fisso.
L'imperativo categorico morale di oggi (dopo quello contro i no vax) è quello di avversare il 'fronte interno' dei disfattisti filo russi, scrivono le belle penne autorevoli sui giornaloni filo governativi – e non sognatevi, voi pravi cittadini, di barattare il lamento per le presenti difficoltà e i prezzi alle stelle (di noi che siamo per le sanzioni ad oltranza) con l'osanna e l'inno alla libertà dell'Ucraina che ci riversa i suoi profughi a milioni.
E la carità e la misericordia sono anch'essi dei costi, ahinoi. Costo su costo, se sommato ai barconi (di cui più non si parla, pudicamente) della liquida frontiera sud.
E la domanda che sorge spontanea é: 'Quanto a lungo possiamo sostenere a spese dello stato (che siamo noi) il carico di quest'altra guerra di sanzioni che ci auto puniscono, dopo i ristori pagati a piè di lista causa pandemia e le 'chiusure' relative? E basterà l'Europa con i suoi prestiti generosi a non far affondare la barca-Italia assai male in arnese?'
Ai posteri l'ardua sentenza.
Nessuna descrizione della foto disponibile.
E la Lagarde ci toglie la sedia da sotto al c... .
HUFFINGTONPOST.IT
La Bce sta chiudendo l'ombrello. Tocca ai governi mettere in sicurezza l'economia (di F. Pagani)

 
 
 
 
 

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