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CUORE IN VIAGGIO

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Il ritratto (2)

Post n°456 pubblicato il 12 Marzo 2012 da xteneraladyx


Per due giorni si sentì sulla graticola.
Attese impaziente il giorno della chiusura della mostra.

Il giorno seguente tornò alla galleria. C’era tutto un via vai di operai che imballavano le tele e provvedevano a caricarle su mezzi diversi.
Vide la ragazza responsabile della mostra, con cui avevano parlato per aver informazioni sul Tancredi.

“Salve, si ricorda di me? Qualche sera fa, le avevo chiesto notizie del Sig. Tancredi e lei gentilmente mi aveva detto che avrei potuto trovarlo oggi. E’ già arrivato?”

“Mi dispiace, signorina, ma il Sig. Tancredi non verrà di persona.
Ha dato disposizione di rimettergli ogni somma di denaro tramite bonifico bancario e di provvedere all’imballo delle sue opere che verranno ritirate da persona di sua fiducia”

“Senta, sono molto interessata ad un suo quadro, sa come potrei mettermi in contatto con lui?” chiese dando alla domanda il tono più neutro possibile.

“Posso darle il recapito telefonico che ci ha lasciato, è un cellulare. Non sappiamo nulla di più.Il Sig. Tancredi è persona schiva che ama la sua privacy”

“La ringrazio. Lo contatterò telefonicamente” disse con una certa aria di delusione allontanandosi dalla galleria.

Accidenti, non ci voleva. La cosa si stava complicando. E lei odiava le cose complicate.

Prese il cellulare e compose il numero che le era stato dato.

“Pronto, è il Sig. Tancredi?” chiese con la voce professionale che usava nel suo lavoro.

“Si, sono io. Chi parla scusi?” la voce che sentì all’altro capo del telefono la colpì molto.

“Buongiorno, mi chiamo Irene e sono stata qualche giorno fa all’esposizione dei suoi quadri.

Uno in particolare ha attratto la mia attenzione. Sarei interessata ad acquistarlo.” pensò che farsi vedere interessata all’acquisto l’avrebbe agevolata,

“Di che opera si tratta?” domandò neutro il Tancredi

“Il ritratto, il ritratto di donna” e lo disse tutto d’un fiato.

“No. Quel quadro non è in vendita.” disse con una voce secca.

Irene pensò, e adesso che faccio? Devo arrivarci per un’altra strada.

“Capisco. Ma vede sig. Tancredi la donna raffigurata mi ha colpito molto. Mi ricorda qualcuno”  lo disse lentamente aspettandosi una qualche forma di curiosità da parte dell’altro.

“Ah si? Pensa di conoscerla?”

“Beh si, direi di si. Insomma mi pare. Le dico, vi è una somiglianza straordinaria” iniziava a sentirsi un po’ a disagio.

“Bene. Che ne direbbe di venirne a parlare a casa mia?” disse deciso lui.

Irene pensò che si stava cacciando in qualche guaio, ma rispose d’istinto.

“Si, quando e dove?”

“Domani, nel pomeriggio. Abito in collina, non sarà difficile per lei trovarmi. Prenda la strada panoramica, prosegua per un paio di chilometri. Alla sua sinistra troverà un grande portone.Non può sbagliarsi, è l’unica casa nei paraggi”

Perfetto. Pure una casa isolata. Questo pensiero non tranquillizzò per nulla Irene.

“Va bene. Verrò da lei domani. Arrivederci sig. Tancredi”

“A domani, signorina” e lo disse con una voce che inquietò non poco la nostra povera Irene.

Come concluse la chiamata, cercò subito la sua amica Bettina.

“Pronto Bettina? Ho bisogno di un favore grande, non mi puoi dire di no. Ho bisogno che domani pomeriggio tu mi accompagni a casa del pittore, il Tancredi”

“Mi spiace tesoro, ma non sono in città, sono fuori per un lavoro e rientrerò solo fra tre giorni, ma non credo che ti mangerà se ci vai da sola. E’ un artista non un pazzo.” disse ridendo la sua amica.

“Speriamo Bettina. Voglio andare in fondo a questa storia. Grazie lo stesso. Ciao”

Tornando a casa ripensava alla conversazione avuta. Quella voce che aveva sentito le era entrata dentro. Turbandola non poco. Era calda e profonda, la faceva sciogliere…
”Che sciocchezza” pensò tra se “ torna alla realtà Irene, devi chiarire le cose con quel l’uomo, non farti affascinare come un’adolescente!”

E doveva anche farlo da sola, visto che la cara Bettina, quando serviva non era mai disponibile.

Avrebbe voluto che fosse già domani, ma doveva pazientare e prepararsi a qualsiasi rivelazione quell’uomo le avesse fatto.

 

 
 
 
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