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L'orologio

Post n°474 pubblicato il 05 Giugno 2012 da xteneraladyx
 





Gli oggetti del passato gli erano sempre piaciuti.
Ora che finalmente era andato a vivere da solo,
in quell’appartamento del centro storico,
aveva deciso che avrebbe setacciato gli antiquari e i mercatini,
alla ricerca di pezzi antichi, per arredare la sua casa,
con gli oggetti che da sempre lo avevano affascinato.

Alcune cose le aveva già recuperate,
un grande specchio con la cornice dorata,
probabilmente
di fine ottocento,
una lampada da tavolo originariamente a petrolio,
ma modificata in modo che
potesse essere alimentata a corrente elettrica,
una vecchia pistola del settecento (ma non era sicuro
fosse autentica),
che gli ricordava quando giocava ai pirati da bambino
e tante altri piccoli oggetti
sparsi sulle mensole dei mobili,
che aveva trovato già nell’appartamento
e che risalivano probabilmente tutti
al secolo precedente.
Lo scrittoio era appartenuto ad un suo antenato,
recuperato da una vecchia soffitta,
lo aveva fatto pazientemente restaurare da un vecchio falegname,
che sapeva il fatto suo e aveva fatto un ottimo lavoro.
O
ra occupava gran parte dello studio,
dove aveva deciso di radunare gran parte degli oggetti che amava collezionare.

Quella mattina  in un paese nella provincia vicina,
si sarebbe svolto un bellissimo mercato dell’antiquariato e del vintage.
Era il più grande della regione,
avrebbe sicuramente trovato qualcosa che gli sarebbe piaciuto.

Partì con l’eccitazione di un bambino che va ad esplorare un posto sconosciuto.
Si accorse subito che la fama del mercato era ampiamente meritata.
Vi erano veramente dei pezzi di pregio e molto ben conservati.
Passando davanti ad uno dei banchetti,
notò un orologio a pendolo, di quelli da tavolo.
Era tutto dorato, in modo quasi perfetto.
Ebbe il sospetto fosse una riproduzione.
Si fermò ad osservarlo, se ne era innamorato.
Il venditore gli spiegò che era un appassionato di orologi,
li comprava e li restaurava.
Quello che aveva attirato la sua attenzione era di fine ottocento.
Aveva rimesso a nuovo la meccanica e restaurato la cassa in legno,
dorandola nuovamente…

Lo aprì sul retro, facendogli notare il meccanismo interno,
gli spiegò il funzionamento.
Chiese il prezzo: una follia pensò appena lo sentì dire.
Ma lo voleva, il venditore gli disse che, tra qualche anno, il valore sarebbe raddoppiato e  comunque lui sarebbe sempre stato disposto a ricomprarglielo se,
si fosse stancato di possederlo.

Fece l’affare. Tornò a casa con la sua scatola.
Lo estrasse e lo pose sulla mensola del camino del suo studio.
Lo caricò e aspetto pazientemente che battesse l’ora.
Il suo suono riempì la casa con un t
intinnio dolce e vezzoso.
Capì che l’orologio aveva trovato finalmente di nuovo una casa che lo
accogliesse.

Sullo sportellino che teneva protetto il meccanismo, notò una scritta.

“Ogni ora senza di te è un'ora di solitudine” e vicino un nome Virginia.

Chissà chi era, di sicuro l’orologio era un pegno d’amore.
Una dichiarazione d’amore che si ripeteva ogni ora del giorno,
da parte di una donna innamorata,
all’amore della sua vita.

Improvvisamente si sentì meno solo in quella casa.
Aleggiavano nell’aria i pensieri d’amore di quella donna sconosciuta
...

 
 
 
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