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Mal d'Africa

Post n°485 pubblicato il 27 Febbraio 2013 da xteneraladyx
 

 

Piccole gocce di sudore imperlavano la sua pelle,
nella penombra di quell’anonima stanza di hotel,

chiedendosi che cosa ci era venuta a fare in quello sperduto buco di mondo.
Si era lasciata convincere a fare quella vacanza in Africa,
pensando ad un bel villaggio turistico in riva al mare,
di quelli che ti strizzano l’occhio dalle bacheche di tutte le agenzie di viaggio.
Invece si ritrovava in una minuscola cittadina,
di cui non riusciva a pronunciare neanche il nome.
Da due giorni il suo compagno di viaggio era sparito,
era un fotografo professionista e si era fatto accompagnare da una guida del posto,

alla ricerca di scorci sconosciuti e selvaggi.

Il paese non offriva grosse possibilità di svago,

se non la cena comunitaria in hotel,
dove si riusciva a scorgere qualche essere umano

che parlasse almeno inglese per fare due chiacchere.

Proprio durante la cena del giorno prima, si era imbattuta in un personaggio

alquanto curioso, molto più del suo accompagnatore, che pure,
risultava essere particolarmente
coreografico al primo approccio.
D’altronde chiunque abbia a che fare con attività figurative o

artistiche, i piedi non li tiene mai ancorati per terra.

La nuova conoscenza, le aveva proposto di fare un’escursione nel pomeriggio,
considerato che praticamente non lo conosceva affatto,
aveva gentilmente declinato l’invito.

Ma lui con fare sornione e abile,  aveva saputo solleticare la sua curiosità
per tutto ciò
che di nuovo poteva vedere in quel paese,
che fino a quel momento non l’aveva particolarmente
colpita.

Era mattina, e già l’aria era irrespirabile.
L’aria condizionata non funzionava ed aprire le finestre,
non migliorava la temperatura della stanza.

Si stava mentalmente predisponendo a fare quell’escursione in pieno deserto,
alla ricerca di quella che, la sua nuova conoscenza definiva:
" un’esperienza sensoriale paradisiaca, per quello che vedrà e sentirà…"

Pensava di essere stata folle ad accettare ma,
visto che il suo compagno di viaggio si era eclissato e chissà quando sarebbe tornato, tanto valeva sfruttare le occasioni che quel viaggio le stava mettendo sulla strada…

(segue)

 
 
 
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