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Giornata (quasi) rovinata

Post n°169 pubblicato il 19 Luglio 2006 da crisse
 
Tag: Io, Lavoro
Foto di crisse

È proprio vero che bisogna prendere a vita così come viene.

Se così non fosse dovrei essere incazzato come un coyote e ululare la mia rabbia fuori dalla finestra.

Mi ero immaginato una giornatina con viaggio fino qui a Lexington, arrivo alle 5:30pm, auto ad aspettarmi e via verso al piscina a rinfrescarmi dopo quasi 14 ore di viaggio.

E invece… a New York (i furboni: hanno messo uno degli aeroporti di New York in una località che si chiama Newark… due luoghi un nome solo!) tutto fila liscio finché non arrivo all’uscita per il volo interno che “sarebbe” dovuto partire alle 3:15pm. E invece è rinviato alle 3:30pm.

Beh, poco male, ho anche il tempo di farmi una pizza da Americo’s, la vera pizza di Chicago!

Sono le 4:00pm e non solo non si è partiti, ma dell’aereo nemmeno l’ombra! Ci avvisano che per motivi di traffico si partirà presumibilmente verso le 4:45pm. Vado in libreria.

Qui ci sono degli audio-libri. Non hanno pagine, ma due cuffiette: le indossi e ascolti il libro. Che idea! Poter leggere intanto che si guida la macchina, o intanto che si è al posto della suocera senza vomitare. Chissà quando ci saranno anche da noi. Torno al gate e non trovo più nessuno: partiti? Macché, hanno spostato la porta d’imbarco dall’altra parte del terminal! Orario previsto 5:15pm.

Arrivo al Gate 97 che si trova in un interrato, con aria condizionata a palla (se c’erano 15°C c’era molto). Tra i pinguini che si rincorrevano c’erano due signore che si facevano una squisita insalata con gelato (altro che macedonia!).

Tutto quello che avevo da leggere ormai l’avevo fatto passere tre volte. Sono le 5:15pm e l’aereo si degna di arrivare. Scendono i passeggeri in arrivo. Dieci minuti e fanno salire anche noi. Dopo 5 minuti eravamo tutti seduti con le cinture allacciate, io ultimo posto in fondo, tenevo chiusa la porta del gabinetto. Ma i bagagli non erano ancora stati stivati. Ci siamo tutti messi a guardare dai finestrini questi signori con le giacchette arancioni che stavano aspettando non so quale segnale divino per iniziare il carico. Si saranno sentiti osservati quando hanno iniziato a caricare e dall’aereo è partito un boato degno della finale mondiale.

Tutto pronto e si inizia a rullare. Il comandante ci avvisa che c’è un po’ di traffico e che dovremo aspettare indicazioni dalla torre di controllo.

Il decollo l’ho registrato alle 6:57pm, con sole 3 ore e 42 minuti di ritardo sull’orario previsto.

Siamo stati ripagati dalla cena indimenticabile servita a bordo. Le portate erano le seguenti:

-n.6 fettine di “salami” affumicato (tra gli ingredienti c’era “aroma di affumicato”)

-n.4 cracker

-Quadratino di uno strano formaggio al pepe, a metà tra lo yogurt e la ricotta: piccante

-Bustina di arachidi dolci, miste a uvetta e gocce di latte addensato

-Bustina di M&M’s

Siamo arrivati a Columbia verso le 9:00pm. I bagagli sono arrivati. Almeno quello!

Mi reco al banco del noleggio delle auto, ma le dispiace che non ci sia la mia prenotazione. Che faccio? Pago di tasca mia. Dieci giorni di noleggio pari a 1500$ !

Arrivo in appartamento alle 10.00pm circa. Il mio collega Paolo deve avermi preso sonoramente per il culo quando mi ha telefonato ieri per dirmi che mi aveva lasciato qualcosa da mangiare in frigorifero: era lucido come se l’avessero comprato questa mattina.

Quando l’avevo lasciato questo appartamento mi ero preoccupato di renderlo il più attrezzato e vivibile possibile: pentole decenti, piatti e posate usa e getta (per chi non voleva lavare giù) accanto alle stoviglie tradizionali, detersivi di ogni genere, pavimenti puliti, dispensa piena di ogni ben di Dio, frigorifero idem. Me ne vado ed ecco cosa succede: un letamaio senza niente da mangiare!.

Mi depurerò dalle noccioline, e cercherò di resistere fino a domani a pranzo.

 
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