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no diretta, no party..

Post n°380 pubblicato il 04 Dicembre 2009 da ilvecchiodelmare

No diretta, no party 

 

È finalmente arrivata l'ora del No al Bday, manifestazione nata e promossa dal popolo della rete, definita per mesi come lo strumento della riscossa democratica a cui tutti “devono”  partecipare per non essere alla stregua del “dittatore”, per mandarlo a casa e sovvertire una volta per tutte il voto del popolo. Però è arrivato il colpo che non tutti si aspettavano. La dirigenza Rai infatti ha negato la diretta televisiva dell'evento scatenando reazioni e polemiche che hanno visto come protagonista lo stakanovista dell'antiberlusconismo: Tonino Di Pietro. E pensare che per mesi la promozione dell'evento aveva letteralmente invaso la rete. La diffusione attraverso blog, siti e social network era partita bene facendo registrare un alto numero di adesioni. Quasi surreale! Il passaparola per una manifestazione nata come apolitica e finita per trasformarsi nel solito comizio di piazza contro il Presidente Berlusconi, si era talmente ingrandito da far sperare bene i promotori di questa grottesca iniziativa. Anche  le agenzie e la carta stampata avevano dato un grande risalto all'evento facendo presagire  un possibile e inaspettato  successo tanto d' aver convinto anche alcuni partiti ad aderire. Ma si sa che la gatta frettolosa, fece i gattini ciechi. Così tutto nel giro di pochi giorni era cambiato. Pian piano si era avuta la dimostrazione che senza valide ragioni, non era possibile rimanere per troppo tempo sulla cresta dell'onda. Così enfasi ed entusiasmo erano allegramente andate a farsi benedire. Perché 350 mila persone che vogliono mandare a casa un Presidente del Consiglio equivalgono allo 0,5% dell'intera popolazione italiana. Una pretesa abbastanza antidemocratica nei confronti di un paese, e dei suoi cittadini, che hanno eletto Silvio Berlusconi con il 40% delle preferenze. Da qui la decisione della dirigenza Rai, non disposta a rischiare così tanto, per una manifestazione che si rivelerà un bluff tutto urla ed insulti. Insomma piazze piene urne vuote. E fu così che anche Piazza Mazzini fece infuriare Tonino Di Pietro. “Se la dirigenza del Pd avesse accettato di metterci la faccia,  la Rai non avrebbe avuto il coraggio di dire “no”alla diretta per la manifestazione del “No Bday” commentava a caldo il furioso leader dell'Idv. Strano ma vero. Per un giorno, anzi per un'ora, Di Pietro aveva rinunciato al quotidiano attacco antiberlusconiano, ormai routine, per scaricare la colpa su Bersani e il suo partito, ritenendoli responsabili della mancata concessione della diretta televisiva della manifestazione su “Tele Pechino” ( disponibile premendo il tasto 3 del vostro telecomando ). Già, perché nel suo perverso gioco dello “scarica barile”, Tonino questa volta non ci ha visto più e non ha resistito ad attaccare un Bersani già in difficoltà per le diatribe interne. Che sia la paura di un bluff  o il tentativo di rubacchiare qualche voto all'attuale leader del Pd? Infondo il Pd avrà avuto le sue ragioni per non, come ha detto Di Pietro, averci “messo la faccia”. Promuovere un evento del genere,  più un “meeting” cybernetico che una manifestazione politica per la difesa della democrazia, sarebbe costato molto a Bersani il quale avrebbe fatto colare a picco definitivamente il Pd.“Ci appelliamo alla presidenza della Rai e alla commissione di Vigilanza per un ripensamento– aveva continuato Di Pietro lanciando un disperato appello ai vertici di Piazza Mazzini - altrimenti sarà la prova che il servizio pubblico segue due pesi e due misure: solo perché' si tratta di una manifestazione non di regime ma contro il regime viene negata al Paese la possibilità' di conoscere l'altra versione dei fatti sul governo Berlusconi''. Di quale versione parli Di Pietro non si sa. La cosa certa è che le affermazioni di Tonino fanno sorgere un dubbio: Di Pietro ha mai letto il palinsesto della Rai? Perché scorgendolo, tra un “Annozero” e un “Ballarò”, passando per “Parla con me” e “In 1/2h”, di regime non se ne ha traccia, anzi. Gli italiani, nauseati dalla ripetitività dell'ossessione “sinistra”, hanno finalmente avuto la loro vittoria. La manifestazione non sarà trasmessa in diretta. Così finalmente, ogni cittadino di questa Repubblica potrà dire di non pagare inutilmente il canone della Rai per assistere all'ennesimo attacco contro la democrazia. Come direbbe George: No diretta, no party.

 
 
 
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