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Di pruderie e meravigliosi effetti collaterali

Post n°181 pubblicato il 29 Luglio 2010 da jo_march1979
 

E così, l'ultima frontiera delle pubblicità per donne scritte da uomini sono gli spot per i prodotti di igiene intima. Pensavo che il peggio si fosse toccato con lo sdoganamento del prurito lì-dove-non-batte-il sole, e invece.

Invece non avevo fatto una piccola semplice equazione:

diseducazione sessuale  + improvviso bombardamento di spot legati all'igiene intima = impennata di lavande gastriche.

Vorrei tanto essermi inventata questa notizia, ma, a meno di un pesce d'aprile fuori stagione, pare essere drammaticamente vera.

 


Sta andando più o meno così: per tutta la vita ti occupi tra segreto e vergogna di tutte le faccende relative al tuo apparato sessuale, dalle mestruazioni (pardon, le tue cose, la visita del marchese, 'sono indisposta', oddio mi sono venute le perifrasi) alla riproduzione (la cicogna, il cavolo, la cicogna sotto al cavolo, Gesù-bambino-ti-manda-un-fratellino) alla pura e semplice igiene personale (tipo la vecchia gloriosa scuola del non-ci-si-lava-durante-le-mestruazioni).
I sette anni di catechismo da bambina te l'hanno insegnato implicitamente; te l'ha insegnato esplicitamente tua nonna che ti guarda male se tocchi le piante quando hai le tue cose, te lo ha insegnato la pubblicità, che il modo per segnalare al mondo il tuo stato è il paracadutismo ma mai la comunicazione verbale.
La televisione ti insegna che devi puntare tutto sul tuo corpo e sul miglior offerente, ma senza mai nominare nulla, per carità. Fatti vedere nuda in prima serata, ma nelle interviste dalla foto sempre scollacciate parla solo di gattini e crostate.

Insomma, in questa schizofrenia del mostrare ma senza parlare si inserisce a un certo punto l'Agenzia italiana del Farmaco, che cambia di categoria un prodotto per l'igiene intima femminile. Da farmaco senza ricetta diventa prodotto da banco: una delle conseguenze è che prima non gli si poteva fare pubblicità, adesso sì.

Così i pubblicitari decidono che è ora che sulla lista delle priorità delle italiane ci siano non l'asilo nido e un trattamento lavorativo paritario, ma il prurito intimo. Parte una raffica di spot sul prodotto in questione. Una delle pubblicità mostra con un brevissima animazione il prodotto in bustina che si scioglie in acqua.
Nella riunione - pardon, brain storming, fa più creativo -  i pubblicitari avranno pensato: beh, è un prodotto per l'igiene intima no? chi vuoi che pensi ci si possa fare altro che sciogliere la bustina in acqua e lavarcisi le pudenda?

Peccato che nessuno dei pubblicitari (tutti maschi in quella riunione, ne sono sicura) abbia pensato che quella marca, Tantum, oltre alla linea rosa che stanno pubblicizzando, produca anche una linea verde, molto più nota, che guarda un po' produce COLLUTTORIO. E che quindi era forse il caso di insistere un po' sulle modalità d'uso.
Ma poichè in televisione le donne hanno tutte il seno ma lì sotto son fatte come la Barbie, come si faceva ad accennare vagamente dove e come usare il prodotto per l'igiene intima?

Così, una quantità impressionante di donne (50 in un mese)  si è BEVUTA LA LAVANDA VAGINALE. Conseguenze: stordimento, vertigini, allucinazioni. Una lavanda gastrica e passa tutto, rassicurano i medici. Però si pensa di cambiare gli spot o la confezione del prodotto per renderne più chiaro l'uso. Meglio tardi che mai: potrebbe addirittura succedere che in uno spot per prodotti vaginali si alluda alla vagina come entità biologica e non come sostituta del curriculum vitae.

 Ma c'è di meglio: secondo alcuni 'alcuni addetti ai lavori' c'è il sospetto che il Tantum rosa venga usato in alcuni casi per "sballarsi", magari associato all'alcol. La benzidamina avrebbe infatti anche un effetto euforizzante.

Speriamo che sia vero, sarebbe meraviglioso.
L'ultima moda per le donne dopo il Cosmopolitan di Sex and the City  diventa il Pink Tantum on the Rocks.
Con il quale non solo ti ubriachi e torni gattonando a casa, ma se sei fortunata torni gattonando a casa in compagnia dell'allucinazione di Luciana Littizzetto.


Volevo scrivere ancora un mucchio di altre cose ma scusate, ho fretta: tra poco mi chiude la farmacia, devo scappare.

 
 
 
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