Creato da kayfakayfa il 10/01/2006

LA VOCE DI KAYFA

IL BLOG DI ENZO GIARRITIELLO

 

 

MIGRANTI: RICHETTI CITA IL PAPA E SALLUSTI GLI RINFRESCA LA MEMORIA

Post n°1913 pubblicato il 20 Giugno 2018 da kayfakayfa

 

Fino a ieri sera, giornalisticamente parlando, non nutrivo alcuna simpatia per Alessandro Sallusti. A far sì che modificassi, seppure per un attimo, tale considerazione c'ha pensato Matteo Richetti del Pd: ospite ieri sera a Otto e Mezzo insieme al direttore de Il Giornale per discutere della proposta di Salvini di recensire i rom e del suo divieto all'approdo dell'Aquarius carica di migranti nei porti italiani, per avvalorare la propria contrarietà e quella del Pd alle idee e azioni del Ministro degli Interni, Richetti ha chiamato in causa il Papa che in questi giorni ha invocato l'accoglienza per i migranti, mostrandosi in contrasto con le scelte del Ministro. Non rendendosi conto che in quel modo stava offrendo un assist a Sallusti. Il giornalista ha infatti colto a volo l'insperata sponda e, sorridendo, ha risposto con ironia, "mi fa piacere che Richetti citi il Papa. Vorrei che altrettanto facesse per quanto riguarda le famiglie arcobaleno e l'aborto, argomenti che il pontefice ha recentemente condannato!"

Apriti cielo. Per rimediare all'errore, con fare contrariato, Richetti ha cercato di sminuire la risposta del giornalista, definendola "banale". Ma ormai la frittata era fatta!

Nessuno può appropriarsi delle parole del Papa, così come di qualsiasi altra autorità, sia laica che religiosa, solo quando gli fa comodo per poi sconfessare la stessa autorità quando invece esprime pareri in contrasto con la propria visione di vita personale e politica.

Dire, come ha fatto Richetti che "se il Papa dice una cosa corretta non va taciuta", equivale tacitamente ad affermare che l'opposizione del Papa sulle coppie gay e sull'aborto è un errore.

Forse Richetti dimentica che, essendo il Papa il capo della Chiesa, suo compito è quello di difendere la dottrina della Chiesa la quale identifica nell'unione tra uomo e donna il fulcro su cui poggia la famiglia e, professando il rispetto per la vita in quanto dono di Dio, non può accettare l'aborto.

È legittimo non condividere le dottrine ecclesiastiche. Ma appoggiarsi al Papa per sostenere le proprie idee, e avversarlo quando invece ne sostiene altre in contrapposizione con il proprio pensiero, francamente, non è né corretto, né serio!

 
 
 

BONAFEDE IN TV E IL M5S FA HARAKIRI IN COMUNICAZIONE

Post n°1912 pubblicato il 19 Giugno 2018 da kayfakayfa

 

Per chiarire la propria estraneità nella vicenda Lanzalone, ieri sera il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha voluto essere intervistato a Otto e Mezzo dalla Gruber, coadiuvata da Antonio Padellaro de Il Fatto Quotidiano.

L'avvocato Lanzalone assurse alla presidenza dell'ACEA, municipalizzata del comune di Roma, per scelta della sindaca Raggi, dopo che a presentarglielo furono lo stesso Bonafede e Fraccaro, in quanto a Livorno il suo studio si era occupato positivamente del concordato Aamps. Lanzalone si è dimesso dall'incarico non appena è scoppiata l'inchiesta sul nuovo stadio della Roma per cui è agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione insieme al costruttore Parnasi, ora in carcere, e altri indagati.

Davanti alle telecamere Bonafede ha ripetutamente dichiarato che la scelta di nominare Lanzalone Presidente dell'Acea fu della Raggi. Che lui non c'entra niente!

Purtroppo per il Ministro la sua agitazione al cospetto delle telecamere ha alimentato il dubbio che egli fosse lì perché ansioso di scaricarsi da ogni eventuale responsabilità, facendo gravare tutto sulle spalle della Raggi la quale, come il Ministro, al momento non risulta indagata.

Chi ha seguito la trasmissione avrà notato le espressioni di rabbia e di fastidio che si alternavano sul volto di Padellaro mentre ascoltava Bonafede. Così come avrà certamente colto il tono tagliente con cui il giornalista ribatteva alle dichiarazioni del Ministro, facendogli presente che ancora una volta il M5S, la giunta Raggi in particolare, si trovava coinvolto in una vicenda in cui, seppure a proprio carico non risultino responsabilità oggettive, si evidenzia l'assoluta incapacità nella scelta delle classe dirigente.

Dopo aver visto il modo goffo con cui Bonafede s'è approcciato alle telecamere, verrebbe da dire che il M5S dovrebbe non solo scegliere con attenzione la classe dirigente ma anche chi gli gestisce la comunicazione. Un'altra apparizione televisiva alla Bonafede di un qualsiasi rappresentante del M5S e le opposizione brinderanno!

 
 
 

SALVINI E LA SUA SPALLA, LUIGI DI MAIO

Post n°1911 pubblicato il 17 Giugno 2018 da kayfakayfa

<<Ma chi è Salvini che tiene al guinzaglio di Maio? E chi è Di Maio, così soggetto al padrone?>>. Così Furio Colombo chiude il proprio pezzo di oggi su Il Fatto Quotidiano dall'eloquente titolo, GLI ORDINI DI SALVINI E IL SILENZIO DEI 5S.

Molto probabilmente la stessa domanda se la stanno ponendo gli oltre 11 milioni di elettori, tra cui chi scrive, che il 4 marzo hanno votato M5S. Infatti, da quando è nato, dopo quasi 90 giorni di patemi e sofferenze, il governo gialloverde presieduto dall'illustre sconosciuto professore Giuseppe Conte, l'unica voce governativa che ha iniziato a parlare - in alcuni casi, a straparlare - senza più smettere, amplificata dai media e dai social, è quella del Ministro degli Interni, nonché vice Premier in condominio con il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio, il leghista Matteo Salvini.

Di tutti gli altri membri dell'esecutivo, a iniziare dal capo (?) del governo, nessuna traccia. Seppure bisogna riconoscere a Conte di aver mostrato il pugno fermo nei confronti di Macron  - il Presidente francese aveva definito l'Italia "cinica", mentre il suo partito En Marche aveva giudicato "vomitevole" la scelta di Salvini di non concedere l'approdo in Italia all'Aquarius - mettendo in discussione il vertice Francia-Italia della scorsa settimana se la Francia non avesse chiesto ufficialmente scusa.   

Per quanto invece riguarda Di Maio, ora sotto tiro insieme al suo partito e alla sindaca Raggi  per la vicenda Lanzalone, le sue dichiarazioni sulla vicenda Aquarius sembrano essersi dissolte nell'etere e nella rete, quasi non fossero mai state pronunciate.

Mentre Salvini spopola agli occhi dell'opinione pubblica come un salvatore della patria, rilasciando interviste e tweet spot del tipo "è finita la pacchia", in riferimento agli immigrati clandestini; "stanno facendo una crociera", a proposito di 629 migranti imbarcati sull'Aquarius diretta a Valencia dopo il veto del ministro ad attraccare nei porti italiani, la voce del capo pentastellato sembra non risuonare nemmeno più su internet, da sempre luogo di comunicazione prediletto dei grillini, seppure Di Maio si affanni a scrivere post su face book o a rilanciare a sua volta tweet.

L'indifferenza che circonda il Ministro del Lavoro e il suo operato, malgrado l'impegno profuso da Di Maio nella vicenda TIM per evitare la cassa integrazione a 30 mila dipendenti - cosa non da poco! - conferma che il protagonista indiscusso del governo oggi è Salvini. Tutti gli altri,a cominciare da l Premier Conte e, soprattutto Di Maio, è come se fossero dei semplici comprimari.  Delle "spalle" di cui leader leghista sembra poter fare a meno.

Di conseguenza facciamo nostra la chiosa di Furio Colombo: "Ma chi è Salvini che tiene al guinzaglio Di Maio? E chi è Di Maio, così soggetto al padrone?" 

 
 
 

GLI ITALIANI NON SONO RAZZISTI MA STANCHI DI UNA CERTA POLITICA

Post n°1910 pubblicato il 12 Giugno 2018 da kayfakayfa

Com'era prevedibile, l'approvazione da parte di una buona fetta di opinione pubblica al veto del Ministro Salvini all'attracco nei porti italiani della nave Aquarius con il suo carico di 629 migranti, sta alimentando un'ampia discussione sul, presunto, razzismo degli italiani. Ma nessuno di coloro che sposano questa tesi si chiede il perché di ciò!?

Tra editoriali e post dove, giustamente, si mettono in risalto le disumane condizioni in cui sono costretti a viaggiare questi disperati salpati dalle coste libiche e tunisine, pagando migliaia di dollari agli scafisti - ma tutti 'sti soldi da dove li prendono?... - per intraprendere un viaggio più disperato che della speranza, nessuno si sofferma sulle pessime condizioni igienico-sanitarie dei centri di prima accoglienza italiani in cui migranti vengono raggruppati come bestie una volta sbarcati; né sull'assoluta precarietà della vigilanza in questi centri da parte delle forze dell'ordine, al punto da consentire agli "ospiti" non solo di entrare e uscire a loro piacimento, contrariamente a quanto previsto dai regolamenti; ma addirittura consentendo a molti di loro di intraprendere vere e proprie attività criminali, tipo spaccio di droga o prostituzione, come denunciato in più di un servizio sui c.a.r.a. Pugliesi da Striscia La Notizia e da il settimanale L'Espresso. Senza tralasciare lo scandalo del c.a.r.a di Mineo in Sicilia né quello di Mafia capitale a dimostrazione di quanti interessi girino intorno agli immigrati.

E che dire delle tante aree del paese ormai diventate vere e proprie zone franche, ad esempio le piazze antistanti le stazioni o quelle dell'estrema periferia, dove gli immigrati, quasi tutti clandestini, organizzatisi in bande, hanno impiantato vere e proprie attività criminali in collaborazione o in lotta con le organizzazioni criminali locali? Che dire della tante ragazze di colore o di origine slava, per lo più minorenni, che si prostituiscono lungo nostre strade senza che nessuno intervenga in loro difesa, seppure esercitino la "vita" alla luce del giorno? E vogliamo parlare dei ragazzini rom che la sera si prostituiscono nei pressi delle stazioni centrali, i cui clienti sono mariti, padri di famiglia e insospettabili professionisti in cerca di trasgressione? E del degrado in cui versano i campi rom, nessuno sa niente?

Chi si indigna per la scelta di Salvini di dire no all'attracco in Italia dell'Aquarius, sarebbe il caso si indignasse prima di tutto per la totale mancanza di controlli da parte dello Stato verso chi sbarca dai barconi della speranza.

Il presunto razzismo che albergherebbe in una parte di italiani, a mio avviso, sarebbe conseguente a un'assoluta inefficienza palesata dalle autorità nel tutelare non solo la stragrande maggioranza di migranti onesti in cerca di rifarsi una vita, ma anche i cittadini i quali, sentendosi abbandonati da chi dovrebbe garantire loro la sicurezza, iniziano a identificare nello straniero un potenziale pericolo e a guardarlo di sbieco, senza distinguere il buono dal cattivo.

Lasciare che gente senza identità, in alcuni casi già oggetto di decreti di espulsione mai eseguiti, vaghi tranquillamente per le vie delle città, continuando a commettere reati - in alcuni casi addirittura intercettata al telefono mentre irride alla giustizia italiana per la troppa facilità con cui consente loro di farla franca dopo un arresto, invitando gli interlocutori a trasferirsi a loro volta in Italia per delinquere senza rischi - non può che alimentare la rabbia di molti connazionali.

Se lo Stato avesse finora fatto il proprio dovere, difficilmente la scelta di Salvini avrebbe riscontrato una vasta eco positiva nell'opinione pubblica. Anzi, molto probabilmente il leader leghista si sarebbe guardato bene dall'attuarla per non attirarsi addosso le antipatie dell'opinione pubblica. Viceversa, stando ai sondaggi, oggi Salvini sarebbe il politico italiano più "amato" dagli italiani. Uno smacco per tutti quei politici che, nel corso degli anni, si sono riempiti la bocca di belle e buone parole nei confronti dei migranti. Ma poi, all'atto dei fatti, hanno dato l'impressione dal guardarsi bene dall'attuare tutte le prassi necessarie alla tutela del territorio e dei cittadini, dando addirittura la sensazione di avere più a cuore la sorte dei migranti che non quella degli italiani. Spianando la strada a Salvini e a chi come lui, cavalcando l'onda della paura dello straniero, punta a governare il Paese.

Gli italiani non sono razzisti. Gli italiani sono semplicemente stanchi di una politica che dà l'impressione d'essere disinteressata alle necessità e ai problemi dei cittadini; di una politica che, anziché ascoltare la disperazione della gente, volge la propria attenzione ai mercati e alle banche, trattando i cittadini come pezze da piedi cui rivolgere attenzione solo in campagna elettorale.

Agli occhi di tanti italiani il pregio di Salvini è quello di non aver disatteso alle proprie promesse elettorali.

Fa niente se questa coerenza avrebbe un vago sapore razzista.

Agli occhi dell'opinione pubblica è meglio chi tiene fede ai propri impegni, anche a costo di rischiare un incidente diplomatico prima con la Tunisia e poi con Malta, per salvaguardare la sicurezza nazionale, rispetto a chi oggi dice picche e poi, quando si tratta di agire, fa esattamente l'opposto, affamando ancora di più il popolo, "perché ce lo chiede l'Europa"!

 
 
 

LA LEGA VOLA SULLE ALI DELLA LOTTA ALL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA!

Post n°1909 pubblicato il 11 Giugno 2018 da kayfakayfa

 

In attesa di vedere come andrà a finire lo "scontro" diplomatico tra Italia e Malta su chi deve farsi carico dell'approdo della nave Aquarius e del suo carico umano di oltre 600 migranti, bisogna riconoscere al neo Ministro degli Interni Matteo Salvini, leader della Lega, che la sua strategia di bloccare gli sbarchi sulle coste italiane delle navi ONG che prendono a bordo, salvandoli da morte certa, migranti e profughi dai barconi in mare aperto salpati dalle coste libiche e tunisine, in termini elettorali ha dato esito più che positivo visto il risultato delle comunali di ieri: al primo turno la Lega s'è ripresa Treviso e Vicenza.

Appena preso possesso del Viminale, durante un comizio elettorale a Vicenza, Salvini aveva detto "è finita la pacchia per i clandestini: preparatevi a fare le valige".

Da quel momento in tanti c'eravamo chiesti se le sue parole fossero sintomo della campagna elettorale in cui il leader leghista era impegnato per le comunali; oppure una vera e propria strategia di governo tesa ad arginare gli sbarchi sulle nostre coste per far fronte a una situazione sempre più insostenibile per il nostro paese.

Lo scontro diplomatico in corso con Malta dimostrerebbe che le parole di Salvini non appartenevano a un copione da campagna elettorale, bensì sarebbero un punto fermo su cui si distinguerà la sua gestione ministeriale e quella del governo Conte per i prossimi mesi rispetto agli sbarchi e ai migranti.

A riguardo il Presidente del consiglio, di ritorno dal G7 canadese, ha preso una netta posizione di contrasto nei confronti dell'Europa, affermando che gli accordi di Dublino vanno rivisti, evidenziando l'indisponibilità di Malta a collaborare nella vicenda Aquarius.

Ieri sera, intervistata telefonicamente da Giletti, l'ambasciatrice maltese ha giustificato il no di Malta sostenendo che, essendo intervenute come primo soccorso all'Aquarius due motovedette italiane, per il diritto internazionale l'aiuto alla nave è di competenza italiana.

Al momento che scriviamo la situazione è in stallo. Mentre in nottata altre 800 migranti sono stati tratti in salvo da navi italiane e internazionali al largo delle coste libiche.

Come si concluderà la vicenda, non è dato saperlo.

Una cosa è certa, visto l'ulteriore successo elettorale della Lega, c'è da supporre che Salvini terrà il pugno fermo, ribadendo il suo no agli sbarchi e la lotta a chi commercerebbe sui migranti, Ong incluse.

Se davvero, come in molti presumono, questo governo avesse vita breve, Salvini si sta spianando in maniera impareggiabile il terreno per un ulteriore exploit elettorale a livello nazionale che ribalterebbe l'esito delle elezioni del 4 marzo, portando la Lega ai vertici della politica nazionale, davanti al M5S. E dunque ponendosi come traino di una nuova, ipotetica coalizione di centrodestra, subordinando a sé FI di Berlusconi e FdI della Meloni!

Vi pare poco?

 
 
 
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