Tina Modotti
una donna eccezionale …

Assunta Adelaide Luigia Modotti, chiamata da tutti Tina, è nata a Pracchiuso (Udine) il 17 agosto 1896 da una famiglia molto povera. A 13 anni, per contribuire al mantenimento della famiglia, è stata costretta, come tante altre sue coetanee dell’epoca, a lavorare come operaia e a 17 anni ad emigrare in America.
Ed è a San Francisco che è cominciata la sua vita avventurosa e leggendaria che la porterà a contatto con i principali movimenti artistici e con i grandi eventi storici e rivoluzionari dell’inizio del novecento. Un’avventura che dagli Stati Uniti l’ha fatta arrivare prima in Messico e poi in Germania, in Russia, in Austria, in Francia, e in Spagna.
Intensa ed importante è stata anche la sua vita sentimentale: il poeta e pittore Roubaix de l’Abrie Richey (Robo), il fotografo Edward Weston, il pittore comunista Xavier Guerrero, l’intellettuale e dirigente rivoluzionario cubano Antonio Mella, il rivoluzionario italiano Vittorio Vidali.
Ma Tina Modotti è soprattutto un’artista ed un’appassionata rivoluzionaria.
È stata, infatti, una delle prime donne che si è dedicata alla fotografia professionale. Talento di grande successo, è stata definita dalla critica "il primo documento sulla fotografia impegnata socialmente e politicamente nel corso della storia". La fotografia è, infatti, per lei un mezzo di indagine e di denuncia sociale; la sua arte è al servizio dei lavoratori, dei poveri e degli sfruttati.
Ha scritto Diego Rivera: “Tina Modotti esprime una profonda sensibilità su un piano che, pur tendendo all'astrazione, senza dubbio più etereo, e in un certo senso più intellettuale, trae linfa dalle radici del suo temperamento italiano. La sua opera artistica è fiorita però in Messico, raggiungendo una rara armonia con le nostre passioni”
Memorabile è la sua rassegna fotografica, inaugurata a Città del Messico il 3 dicembre 1929, che di fatto si è trasformata in atto rivoluzionario sia per le fotografie esposte che per l'accalorata presentazione fatta dal famosissimo Siqueiros. Siqueiros ne parlò come “la prima esposizione rivoluzionaria del Messico”.
Una vita culturale straordinaria. Ha avuto come amici grandi artisti ed intellettuali: Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros, Clemente Orozco, Frida Kahlo, John Dos Passos, Heminguey, Pablo Neruda, etc.
In Messico il suo primo attivo impegno politico è cominciato in seguito ai contatti con l’ambiente intellettuale del partito comunista messicano ed è continuato con la partecipazione al movimento sandinista e con la collaborazione a El Machete, organo ufficiale dei rivoluzionari. Un impegno politico vissuto con immensa passione grande coerenza e profonda convinzione.
Costretta a rifugiarsi in Europa, in quanto ingiustamente accusata di aver partecipato ad un attentato contro Pasqual Ortiz Rubio (presidente del Messico), ha lavorato all’interno del Soccorso Rosso Internazionale, ha partecipato alla guerra civile in Spagna ed ha fatto parte del Congresso internazionale degli intellettuali contro il fascismo.
Ritornata in Messico, è deceduta la notte del 5 gennaio 1942, mentre ritornava a casa dopo una cena da Hannes Meyer (architetto della Bauhaus). A lei Pablo Neruda ha dedicato questa poesia (riportata sulla lapide della sua tomba):
Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l'ultima rosa di ieri, la rosa nuova.
Riposa dolcemente, sorella.
La nuova rosa è tua, tua è la nuova terra:
ti sei messa un nuovo vestito di seme profondo
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella.
Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita:
d'ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma;
d'acciaio, linea, polline, si costruì la tua ferrea,
esile struttura.
Lo sciacallo sul tuo prezioso corpo addormentato
protende la penna e l'anima insanguinate
come se tu potessi, sorella, levarti
sorridendo al di sopra del fango.
Nella mia patria ti porto perché non ti sfiorino
nella mia patria di neve perché alla tua purezza
non giunga l'assassino, né lo sciacallo, né il venduto:
laggiù starai in pace.
Lo senti quel passo, un passo pieno di passi, qualcosa
di grandioso che viene dalla steppa, dal Don, dal freddo?
Lo senti quel passo fiero di soldato sulla neve?
Sorella, sono i tuoi passi.
E passeranno un giorno dalla tua piccola tomba
prima che le rose di ieri appassiscano;
passeranno per vedere quelli di un giorno, domani,
dove stia ardendo il tuo silenzio.
Un mondo marcia verso dove andavi tu, sorella.
Ogni giorno cantano i canti delle tue labbra
sulle labbra del popolo glorioso che tu amavi.
Col tuo cuore valoroso.
Nei vecchi focolari della tua patria, sulle strade
polverose, una parola passa di bocca in bocca
qualcosa riaccende la fiamma delle tue adorate genti,
qualcosa si sveglia e comincia a cantare.
Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il nome tuo
noi che da ogni luogo delle acque e della terra
col tuo nome altri nomi taciamo e pronunciamo.
Perché il fuoco non muore.
Mi ha sempre affascinato la figura di Tina Modotti: donna indipendente, straordinaria, bellissima, ribelle, sensibile, coraggiosa, anticonformista, semplice, tenace, una vera pasionaria … operaia, attrice, fotografa, rivoluzionaria … una vita leggendaria …
Quando guardo le sue fotografie penso sempre che sarebbe molto bello se le parole che scrivo avessero soltanto la metà della forza espressiva delle sue immagini …
Per vedere altre fotografie di Tina Modotti: (foto 1, foto 2, foto 3, foto 4, foto 5, foto 6, foto 7, foto 8, foto 9, foto 10, foto 11, foto 12, foto 13, foto 14, foto 15)
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A Mantova, dal 5 maggio è in corso la mostra:
"Tina Modotti: Arte, vita, libertà"
Nella mostra: immagini scattate dalla Modotti e suoi ritratti realizzati da artisti famosi tra i quali Guttuso (che ha ricavato un disegno da un ritratto fatto da Edward Weston) e lo stesso Diego Rivera (che l’ha raffigurata, tra i personaggi della storia messicana, nel murales “Arsenal”).
Sono esposte anche pagine scritte per lei; inoltre è possibile vedere un video che descrive per immagini la sua biografia ed il film muto “The Tiger's Coat”, interpretato dalla Modotti a Hollyvood nel 1920.
La mostra si tiene presso la Casa del Mantenga, in via Acerbi n. 47 (vicino Palazzo Te) e resterà aperta fino al 24 giugno 2007
Orario visite: dal martedì al venerdì: 10.00–13.00 e 15.00–18.00; sabato, domenica e festivi: orario continuato dalle 10.00 alle 18.00; lunedì chiuso.
Per informazioni: telefonare al numero 0376 360506
Inviato da: cassetta2
il 17/08/2020 alle 18:40
Inviato da: swala_simba
il 08/03/2013 alle 11:33
Inviato da: jocuri cu dora
il 17/11/2011 alle 16:29
Inviato da: mangiosempre
il 14/11/2011 alle 19:35
Inviato da: barbie
il 13/11/2011 alle 18:38