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« Il Matrimonio - 2° parteLa Balia »

Gravidanza e contraccezione

Post n°55 pubblicato il 02 Maggio 2011 da OsirideDioDeiMorti2
 

     Le mestruazioni si chiamavano 

  le "purificazioni"  perchè, grazie

a loro, le donne si liberavano degli elementi

nocivi. Durante questo periodo esse sono

dispensate dal lavoro

e non possono entrare nelle sale segrete

del tempio. Il compito di lavare i panni

sporchi è affidato ai lavandai. Per la donna

che non desidera avere figli,

o che non vuole più rimanere incinta, esistono

diversi contraccettivi. I testi medici ne segnalano

 parecchi i cui ingredienti purtroppo sono

di difficile identificazione.

Ricordiamo una mistura di miele e di

natron con cui la donna

si spalmava le labbra e la vagina, fumigazioni,

bevande a base di sedano e di birra dolce e

soprattutto la ricetta n° 783 del Papiro Ebers

che raccomanda alla donna che non

voglia rimanere incinta per uno, due o tre

anni di mettersi

nella vagina un tampone impregnato di una

sostanza composta di estratto di acacia,

di coloquintide, di datteri e

di miele. La gomma di acacia fermentata

produce infatti

acido lattico che uccide gli spermatozoi.

 

Ma viene il giorno in cui la donna desidera avere

un figlio: messi da parte i contraccettivi

incomincia allora l'avventura della nascita.

 

HATHOR

 

A Dendera, luogo sacro della dea Hathor, il terzo

mese della stagione dell'inondazione si organizzava

la festa dell' "apertura del grembo delle donne" durante

la quale le novelle spose si riunivano per celebrare

un rito che garantiva loro una maternità imminente.

A Medinet Habu, sulla sponda occidentale di Tebe,

dove dormono gli dei dell'origine sepolti sotto la collina,

le donne andavano a fare il bagno in un lago sacro

nella speranza di diventare fertili.

Che cosa c'è di più triste della sterilità? Quando

gli scribi devono ricordare un periodo drammatico

scrivono: "Le donne sono sterili, non rimangono

più incinte, la gioia si è spenta".

Non appena la gravidanza è accertata,

bisogna "annodare una fascia su una donna incinta"

e posare su di lei una stoffa a forma di segno

mes,

tre pelli di animale legate insieme il cui significato

è "nascere". Essere incinta per un'egizia significa

"compiere un lavoro". La linfa vitale che circola nel

ventre della madre fa crescere l'embrione; curiosamente

i testi affermano che la durata della gravidanza è ora

di nove, ora di dieci mesi. Questo periodo non è privo di

pericoli: le forze negative che ostacolano il processo

della nascita devono essere scongiurate pronunciando

formule magiche e portando amuleti.

L'utero è posto sotto la protezione di una dea

particolare, Genenet. A tutte queste precauzioni

si aggiungono costanti cure mediche. Per

cospargere il corpo della donna incinta di oli benefici

si arrivava alla raffinatezza di usare un flacone a

forma di donna con le mani appoggiate sul

ventre rigonfio. A questi vasetti era fissato un

tampone che impediva alle potenze distruttrici l'accesso

al ventre della donna incinta.

Alcune egizie erano impazienti di conoscere il sesso

del nascituro. La ricetta utilizzata fu tramandata ai greci

e, attraverso Bisanzio, è giunta alle campagne dell'Europa

che l'hanno sfruttata a lungo rivivendo così, senza saperlo,

i tempi dell'Egitto faraonico. Eccola:

 

"Metterai dell'orzo* e del grano in due sacchi d tela, che

la donna innaffierà con la sua urina tutti i giorni, e

così pure dei datteri e della sabbia, sempre nei due sacchi.

Se l'orzo e il grano germogliano entrambi ella genererà.

Se germoglia per primo l'orzo sarà un maschio, se germoglia

per primo il grano sarà una femmina. Se non germogliano

nè l'uno nè l'altro ella non genererà" .

*Sinonimo di "padre" in antica lingua egizia.

 

Secondo Gustave Lefebvre questa diagnosi può essere

assimilata alle moderne teorie sul ruolo degli ormoni:

"Si è constatato" scrive "che la follicolina estratta

dall'urina della donna gravida, aggiunta all'acqua con

cui si innaffiano le piante, può affrettare lo sbocciare del

fiore. Sono del resto noti gli esperimenti di Dorn e Sugarman:

l'iniezione di 10 cc di urina di una donna incinta nella vena

di un coniglio maschio di due mesi e mezzo (età della

discesa dei testicoli) produce effetti diversi a

seconda che la donna debba partorire un

maschio o una femmina"

Soddisfatta o meno la curiosità della futura madre,

stava per compiersi l'evento cruciale:

il parto.

 

 
 
 
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