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Il paese e le sue dimensioni (1° parte)
Tra i molti misteri che avvolgono la civiltà egizia c'è quello della sua nascita. Nessun archeologo fino ad oggi è riuscito a scoprire l'origine dell'antica popolazione egizia. Possiamo tuttavia azzardare un'ipotesi: circa 10.000 anni fa la crescente desertificazione del Sahara dovette spingere i cacciatori nomadi dalla regione centrale di questo deserto verso la valle del Nilo e del Delta. Qui svilupparono l'agricoltura, l'allevamento e la pesca. Coltivarono frumento e orzo e addestrarono capre e buoi dalle lunghe corna. I primi abitanti erano divisi in tribù ciascuna con la sua divinità spesso rappresentata da un animale totem: cane, ibis, leone, babbuino e coccodrillo. Più tardi queste divinità costituirono l'emblema delle varie provincie della regione. L'Egitto, per sua stessa conformazione geografica, ha beneficiato di una notevole stabilità territoriale non mutando, nel tempo, le sue dimensioni e frontiere. Si compone di 2 parti principali: il Delta, o Basso Egitto, con una superficie di 150X200 Km e la Valle del Nilo, o Alto Egitto, che si estende per 900 Km dal Cairo ad Assuan, frontiera meridionale dell'antico Egitto con una larghezza massima di 20 Km per la vallata. Tutto il resto del paese è deserto: a oriente il Deserto Arabico ed il Sinai, dove gli egizi andavano a cercare rame e turchisi; a occidente il Deserto LIbico. Ma come vedevano gli Antichi Egizi il loro paese? Come le " Due Terre", il Basso e l'Alto Egitto. Il Basso Egitto era una terra ricca di acque, paludosa e verdeggiante, attraversata da numerosi corsi d'acqua, tra cui i bracci del Nilo. L'Alto Egitto appariva come una zona fertile, probabilmente più ampia di oggi e circondata da 2 deserti considerati come mondi pericolosi, posti sotto l'insegna del dio Seth, signore della tempesta e del fuoco celeste. La terra fertile si chiamava kemet, "la nera" (di qui deriva la parola "Alchimia"); la terra desertica desheret, "la rossa". In quest'ultima furono scavate tutte le tombe, le "dimore dell'eternità". Nonostante questa sensazione di aridità, meno marcata rispetto ad oggi, nella Valle del Nilo crescevano vere e proprie foreste di papiri, oggi scomparse.
una grande quantità di specchi d'acqua, di giardini e di coltivazioni irrigate con grandissima cura. I deserti, comunque, ebbero un ruolo di protezione determinante e permisero ai Faraoni di imprimere il loro suggello su un paese relativamente facile da controllare e in cui si circolava facilmente grazie ad un'eccezionale via navigabile come il Nilo.
Il Nilo è un fiume nordafricano lungo 6671 km circa era considerato il fiume più lungo del mondo (ora è risultato essere il più lungo il Rio delle Amazzoni) possiede 2 grandi affluenti: il Nilo Bianco, che nasce nella regione dei Grandi Laghi dell'Africa centrale con le fonti che si spingono fino al Ruanda ed è alimentato dalle piogge equatoriali e dal Nilo Azzurro che nasce in Etiopia dal lago Tana. I due fiumi s'incontrano e si fondono vicino alla capitale sudanese Khartoum. E' quest'ultimo tratto che scendendo dalle montagne carico di detriti provoca la Piena che fertilizza le Valli dell'Egitto. In prossimità del Cairo si apre a ventaglio e si tuffa nel Mediterraneo attraverso un grande delta. Questo fiume, per la fertilità delle pianure che lo fiancheggiano, fin dalla preistoria richiamò numerose popolazioni lungo le sue rive. All'epoca degli antichi Egizi faceva assistere ad un fenomeno naturale, la Piena, (oggi non più fattibile a causa della Diga di Assuan) che dava prosperità ed abbondanza alla terra dei Faraoni. |























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