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ANTICO EGITTO

 

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Il paese e le sue dimensioni (1° parte)

Post n°16 pubblicato il 06 Dicembre 2010 da OsirideDioDeiMorti2
 
Tag: Egitto, nilo

Tra i molti misteri che avvolgono la civiltà egizia c'è quello della sua

nascita. Nessun archeologo fino ad oggi è riuscito a scoprire

l'origine dell'antica popolazione egizia. Possiamo tuttavia

azzardare un'ipotesi: circa 10.000 anni fa la crescente desertificazione

del Sahara dovette spingere i cacciatori nomadi dalla regione

centrale di questo deserto verso la valle del Nilo e del Delta. Qui

svilupparono l'agricoltura, l'allevamento e la pesca. Coltivarono

frumento e orzo e addestrarono capre e buoi dalle lunghe corna.

I primi abitanti erano divisi in tribù ciascuna con la sua divinità spesso

rappresentata da un animale totem: cane, ibis, leone, babbuino e

coccodrillo. Più tardi queste divinità costituirono l'emblema delle varie

provincie della regione. L'Egitto, per sua stessa conformazione

geografica, ha beneficiato di una notevole stabilità territoriale non  mutando,

nel tempo, le sue dimensioni e frontiere.

Si compone di 2 parti principali: il Delta, o Basso Egitto, con una

superficie di 150X200 Km e la Valle del Nilo, o Alto Egitto, che si

estende per 900 Km dal Cairo ad Assuan, frontiera meridionale

dell'antico Egitto con una larghezza massima di 20 Km per la vallata.

Tutto il resto del paese è deserto: a oriente il Deserto Arabico ed

il Sinai, dove gli egizi andavano a cercare rame e turchisi; a occidente

il Deserto LIbico. Ma come vedevano gli Antichi Egizi il loro paese?

Come le " Due Terre", il Basso e l'Alto Egitto.

Il Basso Egitto era una terra ricca di acque, paludosa e  verdeggiante,

attraversata da numerosi corsi d'acqua, tra cui i bracci del Nilo.

L'Alto Egitto appariva come una zona fertile, probabilmente più

ampia di oggi e circondata da 2 deserti considerati come

mondi pericolosi, posti sotto l'insegna del dio Seth, signore

della tempesta e del fuoco celeste. La terra fertile si chiamava

kemet,  "la nera" (di qui deriva la parola "Alchimia"); la terra

desertica desheret, "la rossa". In quest'ultima furono scavate

tutte le tombe, le "dimore dell'eternità". Nonostante questa

sensazione di aridità, meno marcata rispetto ad oggi, nella

Valle del Nilo crescevano vere e proprie foreste di papiri,

oggi scomparse.


Gli Egizi lottavano efficacemente contro la desertificazione grazie ad

una grande quantità di specchi d'acqua, di giardini e di coltivazioni

irrigate con grandissima cura.

I deserti, comunque, ebbero un ruolo di protezione determinante

e permisero ai Faraoni di imprimere il loro suggello su un paese

relativamente facile da controllare e in cui si circolava facilmente

grazie ad un'eccezionale via navigabile come il Nilo.

Il Nilo è un fiume nordafricano lungo 6671 km circa era considerato il fiume

più lungo del mondo (ora è risultato essere il più lungo il Rio delle

Amazzoni) possiede 2 grandi affluenti:

il Nilo Bianco, che nasce nella regione dei Grandi Laghi dell'Africa

centrale con le fonti che si spingono fino al Ruanda ed è alimentato

dalle piogge equatoriali e dal Nilo Azzurro che nasce in Etiopia dal lago

Tana. I due fiumi s'incontrano e si fondono vicino alla capitale sudanese

Khartoum. E' quest'ultimo tratto che scendendo dalle montagne carico

di detriti provoca la Piena che fertilizza le Valli dell'Egitto.

In prossimità del Cairo si apre a ventaglio e si tuffa nel Mediterraneo

attraverso un grande delta. Questo fiume, per la fertilità delle pianure

che lo fiancheggiano, fin dalla preistoria richiamò numerose popolazioni

lungo le sue rive. All'epoca degli antichi Egizi faceva assistere ad un

fenomeno naturale, la Piena, (oggi non più fattibile a causa della Diga di

Assuan) che dava prosperità ed abbondanza alla terra dei Faraoni.

 
 
 
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